MILANO - Luciana Littizzetto, davvero s'è innamorata di un bancario?
«Potrebbe accadere, hanno una gran voglia di togliersi la muffa di dosso
e diventare più simpatici . Però posso dirla tutta? Mi innamorerei
più facilmente di un banchiere che di un bancario».
- Dal "ti amo bastardo", titolo di uno dei suoi libri, al "ti amo
bancario". Che è successo: si è imborghesita?
«Sono sempre la stessa, solo che bastardo non si poteva dire nello
spot. Vabbé che quelli della San Paolo si sono dimostrati di larghissime
vedute, ma ci sono state delle censure».
- Ma lo è un po' bastardo, il bancario?
«E' uno che fa ridere. Mi sono divertita un sacco ad andare con il materasso
dentro la banca, chiedere al mio bel bancario di scrivermi addosso "non
trasferibile", mettere in ridicolo tutte questa operazioni serissime»
- Battute censurate: ce ne racconti una.
«Non posso, poi mi pelano viva. La mia comicità è sempre un po' esagerata,
grottesca. A volte mi si chiede di stare nelle righe. Allora io esco, poi
rientro, poi vado, poi vengo. E' pur sempre una banca. Prima di me gli spot
li aveva fatti Gassman. Non so se mi spiego»
- Battute che ha difeso con le unghie e con i denti?
«Quella della gatta morta. Io ad un certo punto dico: "Ti faccio la gatta
morta, miao". Quando l'hanno sentita sono rimasti con due occhi da
batrace... Poi però l'hanno tenuta. Spero che s'inventino qualcosa d'altro
per continuare la "love story". Ho un sacco di idee»
- Una come Sabbry, il suo personaggio svitato e sboccato, in banca
ci metterebbe mai piede?
«Allo sportello adesso ci sta gente giovane e quindi hanno un linguaggio
e un approccio più elastico. E' evidente che se entra Minchia Sabbry
magari ridono, però alla fine riuscirebbero a intendersi»
- E lei?
«Io strauso il bancomat, ma sono ignorante nella gestione del
denaro. Faccio quello che mi dicono: sono la cliente ideale»
- E' sempre andata bene?
«Scelgo investimenti tranquilli. Ho fatto l'insegnante per nove anni. Quando
mi è capitato di fare questo lavoro e guadagnare molto di più mi sono
detta: o madonna, me li tengono, meglio non rischiare»
- Ha imparato qualcosa girando gli spot?
«Adesso do consigli. L'altra sera ero a cena, con amici che vogliono
aprire un'azienda. E io: "C'è questo progetto Business". E loro: "Ah sì,
quale?" E io: "Mio cugino vuol mettere su un allevamento di polenta
e camosci...". Insomma, gli ho ripetuto lo spot».
Trascritto da Andrea
salo...@mediacomm.it
per dare un giudizio sulla Littizzetto (me la ricordo dalla sua intervista
al 'Volo',.. mi rifiuto di guardare umorismo di serie c come Mai dire gol)
mi è sembrata una persona intelligente, oltre che simpatica e con alto senso
della comicità 'suo' (cioè che non venga da copioni o gobbi da leggere).
Peccato che la pubblicità della banca e quell'essere aggressiva e
determinata come volevano quelli di Spaolo IMI, ogni volta che lo vedo mi
causa uno sturbo all'apparato digerente, perchè mi mette in agitazione. Ma
non potevano inventare qualcosa di + soft e meno convulso per acchiappare
'l'italiano vero' (non cutugno ..) ?
e quello di serie a quale sarebbe?
Marcello Cesena fa Carla Fendi, Max Tortora fa Derrick...Alla fine, la
dimenticanza dov'era, nel personaggio o nell'imitatore?:-)
La Litti al "Volo" era chiaramente ironica, in quanto partecipatrice assidua
di Mai dire Gol.
a proposito di imitazioni di Tortora, quella nuova di di Sordi mi
piace...Non è la tipica imitazione sordiana, è una parodia del Sordi
attuale (anche leggermente amara, se vogliamo).
"Lei mi trova bello, signora Fottenberg? Si vede il toupet?..." Un
esempio di come, quando le idee ci sono, riesci a costruire 5 minuti che
ti tengono incollato allo schermo.
Hedra
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"Il problema, posto che il libro l’abbiamo letto, e tutto, č che non c’č
da arrampicarsi in discorsi pseudo intelligenti e parasociologici, non
c’č neppure da isolare e impiccare qualche frase di Diaco: c’č solo da
impiccare Diaco."
(F.Facci)