Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Uriel Fanelli, ve lo ricordate?

4,752 views
Skip to first unread message

Zardoz

unread,
Mar 8, 2017, 12:11:55 PM3/8/17
to
Ecco chi è il Fanelli di Kein Pfusch di cui si sono linkati tanti
articoli, certo che frequentava una scuola davvero di cacca, almeno da
come ne descrive i compagni:

http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/lettere/2017/03/08/se-scegli-
un-violento-subirai-la-sua-violenza/?ref=RHPPRB-BH-I0-C4-P3-S1.4-T1

Se scegli un violento subirai la sua violenza

Questa storia ce la racconta Ivan, dalla Germania

Mi chiamo Ivan, ho 46 anni, padre di una (fantastica) ragazza scrivo dalla
Germania, ove sono andato a vivere anni fa, per ragioni di famiglia.
(Ebbene sì, non si fugge solo per lavoro).

Leggo spesso le vostre rubriche sulla violenza e in generale sulla
condizione femminile, e quando si parla di violenza sulle donne ho una
perplessita', che viene dal fatto di aver osservato gli effetti di una
diversa educazione - che mia figlia ha ricevuto in Germania. Mi riferisco
a corsi come i programmi "Starke Mädchen" (fanciulle forti) ed in generale
all' "ecosistema" scolastico.

Mi spiego meglio. Quando ero alle superiori in Italia, ovviamente anche io
avevo le mie cotte e le mie preferite. Ma vede, nella gerarchia non ero in
posizione. Perche' esisteva una gerarchia. Al top c'erano i "vincenti".
Non andavano affatto bene a scuola, ma erano ricchi, spesso andavano in
palestra, spendevano per vestire circa metà dello stipendio di mio padre,
ed erano violenti e prevaricatori. Era il periodo del rambismo e dei
paninari, se lo ricorderà.

Poi c'erano i gregari, che stavano a metà della gerarchia, e ovviamente
orbitavano attorno ai vincenti. Oggi li chiameremmo ruffiani. Ultimi
venivano i ragazzi timidi, studiosi, magari riservati, non troppo ricchi.
Per niente aggressivi.

Inutile dire che le ragazze preferivano i vincenti. E, cosa che mi
stupiva, li preferivano quanto più erano violenti e prevaricatori. Erano
visibilmente prepotenti. Erano visibilmente prevaricatori. Erano
chiaramente persone per le quali "no" significa "e allora ti schiaccio".
Eppure, le ragazze preferivano loro. Vedevano ogni giorno la loro
prepotenza e la loro prevaricazione. E li preferivano.

La stessa scena, mutatis mutandis, si è ripetuta all'università. Inutile
dire che "la gerarchia" esisteva anche lì. Alcune ragazze erano più
sveglie, certo, per cui io ho incontrato lì la mia attuale compagna.
Ma ... i preferiti non eravamo noi.

La mia domanda è: ma che genere di statistiche sulla violenza domestica vi
aspettavate, in un mondo ove i prepotenti, i prevaricatori, i violenti,
quelli cui "non puoi dire di no", sono i preferiti? Che genere di
comportamento vi aspettate da un adolescente che viene premiato dalle
ragazze con l'ammirazione quando esibisce proprio le caratteristiche che
lo renderanno un compagno violento?

Mi si racconterà di istinti, di questioni ancestrali, ma non è vero. Lo
vedo in un paese diverso, ove le ragazze non crescono con questa stupida
idea. Con questo stupido feticismo verso la prepotenza intesa come
virilità. Non posso dire che mi sia andata male. Posso dire che lo
studioso timidino ha avuto una compagna splendida e ce l'ha ancora, che ho
una famiglia e che sono fortunato. Ma quando torno in Italia, quando
incontro per strada le ragazze della mia adolescenza, quando sento parlare
di liti, divorzi e botte... beh, un angolino della mia mente non fa altro
che pensare "ma scusa, vedevi che picchiava e vessava noi, te lo sei
sposato, e ti stupisci perché ti ha picchiata e vessata?".

Non ce l'ho col successo economico, per carità. E neanche con l'idea di
carriera. Io stesso sono tra i fortunati. Ma questa attrazione verso una
virilità che si esprime con la prepotenza, come verso quella che si
esprime attraverso la furbizia, mi fa prendere sempre con molto
scetticismo le notizie di donne che sono picchiate, ma non denunciano.
Molte volte, mi spiace dirlo, non denunciano perché proprio quella
violenza è tra i motivi che le hanno spinte a scegliere proprio quel
compagno. Semplicemente non credevano che un giorno sarebbe toccata a
loro.

Certo, sicuramente gli uomini devono cambiare. Ma sino a quando le ragazze
non la smetteranno di premiare gli aggressivi, i prepotenti, sino a quando
non uscirà dalle loro menti la storia dell'uomo dolce ma con le palle,
dove "le palle" si misurano , gira e rigira, in aggressività, mi sa che la
domanda vera rimarrà senza risposta: "Che genere di statistiche sulla
violenza domestica vi aspettate, in un paese ove prepotenza e bullismo
sono premiati in termini di attrazione?".

Ho fatto questa domanda a molte donne, e una mi ha risposto "sì, ma quei
maschi ti fanno scattare l'ormone". Eh, sì. Sfortunatamente, anche gli
uomini hanno un ormone. Il testosterone. Rende violenti. E scatta quando
si sente la parola "no". Posso dire che mia moglie è stata più furba? In
termini darwinistici, di sicuro. Non c'è mai stata violenza in casa nostra.

Però lei ha scelto il timidino. Quello che studiava. Quello riservato e
poco aggressivo. L'ormone , a volte, uccide. Quando si parla di violenza,
forse alle donne andrebbe spiegato. Se scegli uno violento, poi ti
violenta. Quale parte di questa frase non è chiara?

Ivan Nikola Guerra

SR2

unread,
Mar 8, 2017, 2:14:42 PM3/8/17
to
Il 08/03/2017 18:09, Zardoz ha scritto:
> Ecco chi è il Fanelli di Kein Pfusch di cui si sono linkati tanti
> articoli, certo che frequentava una scuola davvero di cacca, almeno da
> come ne descrive i compagni:
>
> http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/lettere/2017/03/08/se-scegli-
> un-violento-subirai-la-sua-violenza/?ref=RHPPRB-BH-I0-C4-P3-S1.4-T1
>
[cut]

>
> Però lei ha scelto il timidino. Quello che studiava. Quello riservato e
> poco aggressivo. L'ormone , a volte, uccide. Quando si parla di violenza,
> forse alle donne andrebbe spiegato. Se scegli uno violento, poi ti
> violenta. Quale parte di questa frase non è chiara?
>
> Ivan Nikola Guerra
>

Stavo per dire che ha un bel coraggio.
Poi ho ripensato che vive in Germania e non rischia il linciaggio delle
donne italiane.
:-)

Un discorso tabù basato su delle ovvietà.
Che lo accettiamo o no, siamo animali.
E la donna è una selezionatrice di DNA.
Non c'è giustizia o razionalità in questo.
Aldilà che il vincente sia tale grazie alla violenza, all'intelligenza o
altro.

Se poi cerchi di far presente ad una donna che sta facendo le sue scelte
sulle basi di sopra...
Sei proprio finito.
Cercherà di ridurti in carbonella e spargere le tue ceneri.

Quindi urge mettere in atto al soluzione definitiva.
L'indifferenza.

Ah! Già...
Pure l'indifferenza è una colpa.
Ma essendo l'unica alternativa, il Creatore chiuderà un occhio...

SR2

unread,
Mar 8, 2017, 2:16:59 PM3/8/17
to
[cut]
> Non c'è giustizia o razionalità in questo.
[cut]

P.S.
No la razionalità c'è.
Manca la giustizia.


Giovannino

unread,
Mar 8, 2017, 2:30:31 PM3/8/17
to
Il giorno mercoledì 8 marzo 2017 18:11:55 UTC+1, Zardoz ha scritto:
> Ecco chi è il Fanelli di Kein Pfusch di cui si sono linkati tanti
> articoli,
e in base a cosa sostieni che Ivan è Uriel? Leggevo abbastanza spesso il suo blog in passato, e raccontava cose MOLTO diverse della sua gioventù. Certo, sia quelle di oggi che quelle di ieri possono entrambe essere state inventate, ma in questo caso come fai a dire che è sempre lui?

Zardoz

unread,
Mar 8, 2017, 2:54:48 PM3/8/17
to
Scrisse un pezzo quasi identico sul blog.

Zardoz

unread,
Mar 8, 2017, 2:57:47 PM3/8/17
to

SR2

unread,
Mar 9, 2017, 12:14:47 PM3/9/17
to
>
> Stavo per dire che ha un bel coraggio.
[cut]

Bah.
Comunque è un discorso abbastanza parziale e sessista in fondo.
Sostenere che le donne subiscono violenze perchè cercano partner che si
fanno strada grazie alla violenza.
Che poi la società italiana sia mediamente più retrograda di quella
tedesca può anche essere.

Allora si può dire pure che gli uomini si ritrovano la moglie
"sciocchina" perchè basano la loro scelta solo sull'aspetto fisico?
Mentre in Germania vanno più le donne col QI sopra la media?

Ma non aveva nulla da fare questo Fanelli?
:-)


Zardoz

unread,
Mar 9, 2017, 2:14:34 PM3/9/17
to
E' uno che ha il dente avvelenato con la mentalità della provincia
italiana. O italiana tout court (ho scritto bene?)
Ciò non toglie che in certi casi abbia ragione e comunque è sempre
interessante leggerlo; magari esagerate, ma le sue analisi sono
intelligenti o così fuori dal perbenismo/buonismo imperanti da essere
stimolanti.

doppio..massimo

unread,
Mar 9, 2017, 2:55:00 PM3/9/17
to
Zardoz wrote:

> E' uno che ha il dente avvelenato con la mentalità della provincia
> italiana. O italiana tout court (ho scritto bene?)

deve aver subito dei traumi al liceco che non ha ancora elaborato

--
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

B. Blutarski

Zardoz

unread,
Mar 10, 2017, 1:21:57 AM3/10/17
to
Il Thu, 09 Mar 2017 19:52:10 +0000, doppio..massimo ha scritto:

> Zardoz wrote:
>
>> E' uno che ha il dente avvelenato con la mentalità della provincia
>> italiana. O italiana tout court (ho scritto bene?)
>
> deve aver subito dei traumi al liceco che non ha ancora elaborato

Qui c'è una sua auto biografia:

https://nientestronzate.wordpress.com/bio-grafia/

Bio & grafia

Allora, quando nacqui ero molto giovane.

Aha. Sembra una cosa ovvia, ma non tutti nascono nello stesso anno della
data UNIX epoch. Vabe’, comunque siamo ad Helloween, nessuno sa che cazzo
sia Helloween e nessuno sa che cazzo sia UNIX, e nasco io. Cosi’ una
notte. Mia madre diceva cose tipo che siamo stati dieci ore sotto la tenda
ad ossigeno e in realta’ la data del parto ma proprio del parto non e’
precisissima. Aha. Immagino sia importante. Per lei.

Mio padre fa quello che in quella zona, la bassa ferrarese, fanno tutti o
quasi: lavorano nell’indotto degli zuccherifici di Maraldi. Sto tizio
aveva brevettato un metodo a vapore per fare lo zucchero, e aveva aperto
qualcosa come 36 stabilimenti nella zona. Ogni stabilimento veniva
rifornito di barbabietole da zucchero da migliaia di contadini, le
barbabietole venivano trasportate nella fabbrica da migliaia di
camionisti, e nella raccolta lavoravano migliaia di braccianti estivi.

Cambiamo molte case in quel periodo: Migliarino, Migliaro, Valcesura,
Gallumara. Ma si vive. Da bambino ricordo solo i diversi asili e i diversi
compagni di classe.

Insomma, sugli zuccherifici campavano un pochino tutti. Ad un certo
punto , avevo circa 7 anni, arriva la CEE e dice che non va piu’ bene fare
le cose cosi’ e che lo zucchero si deve fare in un altro modo. Si
tratterebbe di un normale passaggio di tecnologia industriale ma – lettura
col senno di poi- una mafia chiamata Sindacato ci mette le mani e decide
di partecipare alle tensioni sociali. E quindi porta la cassa
integrazione, ovvero il meccanismo sul quale all’epoca il sindacato
lucrava.

Il passaggio tecnologico – che tra parentesi avvenne ugualmente – tra due
metodi di fabbricazione fu costellato da 7 anni di cassa integrazione e
trasferimenti in zuccherifici della zona. Se pensate che la vita dei
manager sia stressante, se siete pieni di comprensione verso lo stress di
queste donne in carriera che devono pensare alla carriera e ai figli ,
beh: non siete mai stati in una famiglia di operai in cassa integrazione.
QUELLO e’ stress.

Insomma, si tira la fame. Ma la fame vera. Tra operai ci si scambiano i
vestiti usati dei bambini perche’ non ci sono i soldi, e le cartelle
usate, e i sussidiari usati dell’anno prima. Io vado a mangiare nella
mensa del tempo pieno, e quando io sono via a casa mia si digiuna. Io non
lo vedo, me lo raccontera’ mia nonna qualche anno avanti.

Che cosa ricordo? Il ricordo piu’ vivido che ho e’ il sindacalista porco
che gira per le case degli operai con la sua graziella. Lo zuccherificio
aveva due o tre file di casette che dava ai “maestri d’opera”, come si
chiamavano allora gli operai senior e il maiale CGIL girava per
controllare che non facessero lavoretti in nero per vivere. Lo facevano
tutti, altrimenti era la fame: chi aggiustava motociclette, chi faceva il
falegname, chi faceva piccoli lavoretti di idraulica e ferro battuto.

Mio padre stava aggiustando – brasando – un boiler per una signora che
l’aveva rotto e questo mi chiede dove sia mio padre. Ero abbastanza
indottrinato che risposi “non lo so”. Perche’ questa carogna si comportava
cosi’? Perche’ a quei tempi si sperava che aumentando la tensione prima o
poi si sarebbe scatenata la rivoluzione e si sarebbe fatta l’Italia
Sovietica. Cosi’ quei pezzi di merda mettevano alla fame tutti, e volevano
piu’ fame possibile, perche’ ci fosse piu’ rabbia possibile, e cosi’ ci
fosse piu’ probabilita’ che una scintilla scatenasse la rivoluzione. Loro
avevano avuto l’ordine dalla CGIL di far stare male gli italiani , perche’
a quei tempi si sperava che questi, stando male, prima o poi avrebbero
scatenato la violenza e da qui la rivoluzione. Cosi’ questo pezzo di merda
girava per le case a controllare che gli operai non si sforzassero di
mangiare ogni giorno. Parliamo di famiglie coi bambini.

Oggi ha fatto il vicesindaco in qualche paesino del posto, mi dicono, e la
figlia ribaltabile lavora in comune. Complimenti, pezzo di merda, gran
carriera che hai fatto.

Comunque, verso i miei 12/13 anni arriva la novita’. Mio padre trova un
socio e , stanco di sindacalisti e delle loro prese in giro, decide con un
altro di mettersi in proprio. Idraulico. Ora, forse voi non capite cosa
significhi cambiare vita. Beh, prima di questo mio padre non arrivava ad
ottocentomila lire al mese. Dopo questo, tornava a casa dopo aver montato
che so io una fila di grondaie, diciamo un giorno o due, con ottocentomila
lire avvolte in tasca. Ricordo la faccia stupita di mia madre che diceva
“e adesso dove mettiamo tutti i soldi?” Il conto in banca a quell’epoca lo
avevano i ricchi, gli altri tenevano un libretto alle poste. Ma solo chi
aveva i soldi. Gli operai no. Erano ancora i primi anni ’80, il boom stava
partendo.

In un anno, mio padre guadagno’ come idraulico qualcosa come tutto uello
che sette anni di cassa integrazione gli avevano tolto. La cosa era cosi’
incredibile che per i miei 14 anni si discusse di comprare un motorino. Se
consideriamo che NON avevo mai potuto avere una bicicletta, avere un
motorino era una cosa incredibilimente pazzesca.

Beh, era una cosa cosi’ (non ridete, a quei tempi era una cosa fichissima!
):

motorinoIl cosiddetto College. Che era considerato un pochino di piu’ del
proletario “Ciao” della Piaggio. In realta’ lo spessore della ruota
posteriore produceva un tale attrito col suolo che piu’ di velocita’
massima si doveva parlare di lentezza massima.

Ma le cose non stanno andando per il verso giusto. Verso i 12 anni, 12 e
mezzo, avevo iniziato a fare dei giochetti oggi considerati illegali con
alcune persone adulte, il cui numero andava aumentando.Il numero di
persone adulte, intendo.

La cosa ando’ avanti per qualche anno, a furia di incontri nascosti. Era
facile nascondere gli incontri. E’ facile se siete in provincia: per
qualsiasi cosa dovete prendere la bici e fare qualche chilometro, per cui
la famiglia tollera molto il tempo che passate lontani da casa.

Il fatto che la scuola superiore , un liceo scientifico, fosse a Ferrara e
che io dovessi prendere una “littorina” delle Ferrovie Padane per andarci,
e di conseguenza potessi perderla e rimanere li’, o semplicemente rimanere
per il pomeriggio a “studiare da un compagno di classe” mi dava
l’autonomia per aumentare di frequenza gli incontri.

I miei sono ancora ipnotizzati dal cambio di classe sociale e non badano a
me. Vado bene a scuola, e allora tutto va bene. Stanno comprando una casa
– la chiamano la villa – in un paese vicino, e adesso schifano quelli che
prima erano operai come loro. Invece di schifare quelli che prima li
schifavano , fanno le gare ad essere accettati da quella che mia madre
chiama “la crema”. Mi venne proibito di frequentare quegli sfigati dei
vecchi amici , ancora figli di operai. Io sono vendicativo e non ho
intenzione di diventare amico di quelli che mi schifavano per i miei
vestiti di seconda mano sino a pochi anni prima. Ho un carattere di merda
gia’ all’epoca.

Cosi’ all’inizio mi integro poco, ma poi vado in questa scuola che per mia
madre e’ cosi’ “bourgeoise” , il Liceo (coprite gli occhi alle vostre
figlie!!!) piu’ rinomato di Ferrara. Inizio a coltivare la passione
dell’elettronica e del computer (adesso siamo ricchi, non ci possiamo far
mancare nulla!) e a farmi le schedine del modem con La Nuova Elettronica.
Si, invece che un panozzo insisto per essere un metallaro, ma siccome
costa il giusto in dischi e vestiti – le toppe sui jeans!- all’ Inferno &
Suicidio, anche i capelli lunghi vengono presi come un cosa decadente da
ricchi. E poi vado bene a scuola. Spendere soldi e andare bene a scuola:
tutto quello che un ragazzino ricco deve dare ad una mamma orgogliosa. Ed
immigrata.

Ma c’e’ la mia seconda vita. Quando ad un certo punto vado in qualche
posto e busso ad un portone e mi fanno entrare, e dentro c’e’ gia’ una
festa. In mio onore. Tutti adulti tranne me. Una casa, due case, tante
case.

Tutto va avanti cosi’ sino a che, non so come – anche se lo sospetto –
qualcuno spiffera la cosa. Tutti in paese sanno, come possono sapere
quando c’e’ di mezzo un prete.

Il 1984 e’ l’anno in cui tutta Italia impara che esiste l’ HIV. Il 1984 e’
l’anno in cui io NON ce l’ho. E la cosa continua sino ad oggi, ovvero non
l’ho mai preso. Sono sano come un pesce. Tuttavia, il 1984 ed un minuto e’
l’anno in cui tutti, nel paesello, sono certi che io ce l’abbia. Perche’?
Beh, se non e’ perche’ ho i capelli lunghi e l’orecchino -dunque sono
drogato- e’ perche’ faccio quelle porcherie’ li’ con queste persone
grandi. A quei tempi del resto l’idea dello scambismo era di per se’
sconosciuta, figuriamoci il resto, ma erano ancora troppo modaioli per
ricordare il concetto di nave scuola. E quindi, sono malato. Ho l’alone
viola, per loro. Devo averlo, no? Basta una vacanza dai parenti al mare
perche’ si dica che sono in clinica a morire. Mi amano, non c’e’ che dire.

Insomma, io entro nei bar e il caffe’ a tutti lo danno in tazzina e a me
lo danno nel bicchierino di plastica. Le tazzine sono sempre “nella
lavastoviglie”. Questa e’ la sconfinata piccola distesa di merda che e’ la
bassa ferrarese. Progressisti da sacrestia. Bagasce ribaltabili ,
marchettari in incognito e una morale a fisarmonica, tra PCI e bigottismo.

Tutti si mettono in testa di aiutare i miei col figlio problematico, dal
prete che ha la psicologa che puo’ curarti , a quello che puo’
sorvegliarti perche’ fa il pendolare a Ferrara e controlla se sei alla
stazione , eccetera. Il 70% e’ assolutamente corruttibile. Come tutti i
guardiani. Diffidate dei guardiani: sono i ladri peggiori. Perche’? Beh,
perche’ sono i piu’ vicini all’oggetto del desiderio.

Come la prendevo io? Beh, mettetevi nei miei panni. Adolescente. Ormoni a
1000. 13 non e’ il numero dei discepoli piu’ cristo, e’ semplicemente una
discreta serata di sesso. Potevo averne quanto ne volevo. Conoscevo, nel
“giro”, gruppi di adulti trasgressivi ed estremamente variegati nei gusti
e nelle pratiche. I miei compagni di classe sbavavano dietro a delle
miserabili puttanelle micragnose che credevano di avere l’oro tra le
cosce, avevano il cervello di una gallina mongoloide e oggi sono
diventate, prevedibilmente, “carne da Berlusconi”.

Immaginate di trovarvi con un coetaneo eccitatissimo che vi racconta ,
quasi tremante, di quella che gli ha lasciato -ommioddio!- toccare le
tette. Cinque minuti prima stavate pensando che il sesso in numeri pari e’
noioso perche’ alla fine tutti scopano a coppie e ci si diverte di piu’
con numeri dispari.

Tutte queste giovani mignotte (dette “ribaltabili” dai non ferraresi)
fanno di tutto per arrapare quei poveretti e ridurli a servi della gleba
con le loro psicopatie nevrotiche, mentre voi siete immuni. Camminate in
un mare di noia, state con gli amici ad elaborare motorini e parlare di
Amiga. Le guardate come se guardaste uno scaldabagno a carbone del
diciottesimo secolo. Interessanti allo stesso modo. Non riuscite a vedere
alcun motivo per il quale dovreste nemmeno provare a ottenere qualcosa ben
sapendo che alla fine con mesi e mesi di sforzi ed umiliazioni -come
quelle dei vostri compagni- riuscirete si e no a toccare una tetta.

Se fuori la vita mi va bene, in casa e’ un inferno. Offeso l’onore della
famiglia, le voci corrono, la gente mormora. Ancora non si capisce chi
siano i maledetti , e so bene che se rivelassi i nomi fioccherebbero le
denunce. Mi fanno interrogatori da 7-8 ore, a sberle. Mai detto un nome.
Mi viene imposto di andare avanti col Judo e di fare Rugby, anche se a me
poi piace un sacco. Secondo loro questo esercizio fisico dovrebbe sfogare
i miei bollori. Forse lo fa, ma non i bollori giusti. Per tenermi
sott’occhio devo aiutare mio padre a fare l’idraulico d’estate. Mi viene
concesso di fare il volontario nelle feste dell’ Unita’ del PCI: i
comunisti del luogo saranno anche dei morti di fame, ma si riconosce che
certe cose loro non le pensano neanche. Poche idee, ma ben confuse. O
forse no, il PCI all’epoca e’ molto bigotto.

Verso i 18 mi rompo le palle e con la complicita’ di mia nonna me ne vado.
Gli ultimi mesi per il diploma e poi, sempre con aiuto di nonna,
Universita’. Mia nonna non giudica. Pensa che tutti gli uomini siano dei
maiali, e comunque il mondo e’ impazzito nel 1952, quindi non si stupisce
di nulla. Per lei sono strano quanto i bravi ragazzi del paese. Tutti sono
strani, da Greta Garbo in avanti.

Coi miei non parlo piu’, anche se so che mia nonna racconta i cazzi miei.

L’universita’ passa ma mi diverto. Devo fare di tutto per avere i soldi,
mia nonna mi aiuta lavandomi i vestiti ogni 15 giorni. Faccio il
lavapiatti, l’arbitro di calcio, (e io che lo odiavo e amavo il rugby), il
buttafuori , rivesto le vasche da bagno con la vernice bicomponente –
lascito delle estati ad aiutare papa’- a vecchi e vampireschi padroni di
casa bolognesi che affittano a studenti e non vogliono spendere soldi a
cambiare il bagno.

Arriva la fine dell’universita’ e si avvicina uno spettro: il militare. Se
fai il militare come semplice di leva, prendi 350 mila lire al mese, e
perdi tutti i contatti con chiunque. Non lavorerai piu’ come buttafuori o
come cameriere nelle osterie o come niente di niente: una rovina. Cosi’
faccio tutte le pratiche per AUC in ogni possibile arma. Mi chiama la
Marina.

Il vantaggio e’ che lo stipendio e’ buono, raddoppia se sei in navigazione
e se voli sull’elicottero di bordo cresce ancora di piu’. Esperienza
interessante. E non c’e’ nonnismo sulle navi, almeno non dove comanda il
Sauro. Si, il nipote di Nazario. Uno dei nipoti, meglio.

Esco da li’ e scopro che io so fare una cosa che serve un casino:
parallelizzare codice su piattaforme MIMD. Non che ce ne siano nei
dintorni – quello al CINECA non e’ un MIMD- ma mi chiamano a Milano , a
Rozzano per la precisione, in un palazzo nero per fare questa cosa. Mi
sono gasato, ho creduto nella carriera, ho scoperto dove sia la fregatura
e me ne sono andato.

Mi sono messo in proprio.

L’idea e’ buona. I contratti di assistenza hardware sui sistemi Hi-End
costano 3-4 volte in piu’ di una copertura assicurativa sul valore
complessivo dell’hardware. In piu’ posso assicurare anche il fermo
macchina e i dati contenuti. Cosa che nessuna casa di hardware fa.

Insieme ad un ex compagno di universita’ che lavora per la Reale,
saccheggiamo il mondo HI-End della zona. BAsta avere un magazzino di
vecchio hardware da cui ricavare i ricambi piu’ rari – si dice refurbished
– un contratto di collaborazione con Kroll Ontrack per i dati
eventualmente danneggiati, ed una assicurazione dietro alle spalle, e
tutto va liscio.

I grossi distributori prima mi minacciano. Ma non faccio niente di
illegale e non possono impedire alla gente di assicurare i computer. Poi
minacciano i clienti di non fornire piu’ assistenza sui software, col che
li spingono ancora di piu’ tra le mie braccia. Alla fine capitolano, e
iniziano a dividere la torta.

Apro anche un ISP per fare hosting di siti web, e roa del genere. Conosco
per vie indirette un produttore di RAI e finisco con l’ospitare i siti di
alcune trasmissioni. Poi viene migrato tutto in RAI, che si fa la sua
infrastruttura. Dura poco, ma si fattura un sacco.

Nel frattempo cerco delle risposte di altro genere, cosiddette
“spirituali”. Ho frequentato la massoneria bolognese, e ne sono uscito
ridacchiando. Non sono buoni o cattivi , sono solo ridicoli. Negozianti e
artigiani con le pezze al culo che ci entrano illudendosi di diventare
ricchi e potenti perche’ conosceranno ricchi e potenti, e si trovano a
parlare solo tra loro. Un altro che esce ridacchiando con me mi fa
conoscere un fenomeno piu’ corposo, in toscana, detto “Balli Angelici”. Ci
arrivo e faccio l’ angelo per due anni circa. Ci conosco una tizia
americana wicca, che mi fa conoscere il mondo di Gardner. Mi ci ficco.

Apro un sito che ha successo, guadagno visibilita’ e cosi’ mi rendo conto
di che sconfinata distesa di merda arrivista sia il mondo dell’esoterico
italiano, nonche’ riesco a parlare con gente di altre religioni. Alla fine
mollo tutto, perche’ arrivo ad una conclusione: la religione ha le
risposte giuste, ma tutte le domande che fa sono sbagliate. Le chiese sono
dirette, tutte e sistematicamente, da persone abiette e malvagie, alcune
delle quali molto abili a fingere amore, che in realta’ odiano ogni altro
essere umano e godono nel vederlo infelice.

Onestamente, la logica da’ molte piu’ soddisfazioni e la logica mi dice
che se uno e’ Satana, per prima cosa si finge Dio e racconta che il vero
Dio sia malvagio e lo chiama Satana. Casomai non aveste capito chi siano i
preti e che cosa sia il loro Dio, ecco. Essi sono malvagi che adorano il
male. Alcuni sono anche molto astuti e riescono a fingersi buoni. Lupi
travestiti da agnelli: il prete mente anche quando dice il vero.

Compro la mia casa italiana. Mia madre lo sa -attraverso mia nonna- e
pensa che adesso il mio nome sia rivendibile in paese. Mio padre
obbedisce. Adesso ho una bella casa con un sacco di terra attorno, ho la
mia azienda, cazzo se sono fico.E’ sempre la morale del paesino. Della
“crema”. Cosi’ viene a fare la pace. Durera’ circa sei mesi, perche’ alla
prima volta che esce una parola sul passato esce la parola sbagliata.
Dalla sua bocca. Non la vedo da piu’ di un decennio, e non so se ho voglia
di rivederli.

Dopo qualche anno di fare il free lance e poi l’imprenditore con tanto di
laboratorio e collaboratori – era il boom del cococo – arrivano prima uno
sboom della New Economy.

Una crisi dilaga e colpisce tutti allo stesso modo. Poi Massimo “Genius”
d’Alema trascina l’Italia in una guerra contro la serbia. E gli affari si
fermano del tutto. Non avete idea di cosa sia l’indice di fiducia dei
consumatori. Beh, io lo so. Non e’ un numero del cazzo, credetemi.
Significa che improvvisamente tutto si dimezza.

Poi arriva Bin Laden e fa un altro sboom della borsa , abbattendo due
condomini americani. Gli americani, che non hanno mai subito un
bombardamento come qualsiasi altro paese ha subito, si mettono a
piagnucolare come puttanelle e giurano l’inferno al mondo. Per due
condomini di Manhattan. Gli avessero fatto un bombardamento come quello di
Londra si sarebbero arresi al Fuhrer, immagino. Il popolo piu’ codardo del
pianeta: sono fichi solo se possono colpire te ma tu non puoi colpire loro.

Comunque, inizio ad intuire la solfa: il mondo andra’ avanti ad una crisi
ogni 4 anni e una guerra ogni 10. Niente di piu’. Per almeno 15-20 anni.
Meglio uscirsene finche’ non ci sono ancora debiti.

DEcido di chiudere tutto e di farmi assumere. Dopo un periodo in una banca
assicurazione una ditta di consulenza mi manda a spasso per l’Europa.
Bello. Mi piace l’Irlanda e mi piace un sacco la Germania.
In questo periodo cambia tutto. Mi sposo e nasce mia figlia. Niente piu’
orge, niente piu’ scambisti, niente piu’ dark room, niente piu’ eccessi. E
poi la Germania.

Prima il rapporto e’ conflittuale, poi inizio a capirli. Qualche anno dopo
iniziano a piacermi. Ma ancora sono attaccato all’ Italia. Non faccio il
passo definitivo. Quello che si fa con l’anima. Quando capisci che il tuo
posto e’ altrove. Ma ancora sono attaccato all’ Italia.

Ma qualche anno dopo ho una prova di codardia , proprio dal paese che
ritenevo capace di ogni cosa se ben guidato, che mi apre gli occhi. Ben
guidato o meno, quel paese ha scelto la via del terzo mondo. Finira’ nel
terzo mondo perche’ questo e’ cio’ che la popolazione vuole in cuor suo,
anche se si illude che esista un terzo mondo scintillante, i famosi
“poveri ma felici”. In fondo, quel paesello di merda e’ ormai ovunque. La
provincia ignorante ha vinto.

Guardo mia figlia e prendo una decisione: si va via.

E cosi’ adesso sono qui. Erkrath.

E ho ancora un blog. Da circa… circa …. era il 2003. Sono 9 anni. Quasi
dieci.

Chissa’ come andra’ a finire.

roberto....@gmail.com

unread,
Aug 31, 2017, 7:54:05 AM8/31/17
to
Ciao!
Ho letto il post e riletto i due di Uriel, direi che ci sono elevate percentuali di probabilita' che sia Uriel.

Io spero che torni online da qualche parte, a livello di letture Uriel mi manca, certi suoi post erano forse un po' troppo estremi per i miei gusti ma la maggioranza erano letture interessanti, spesso mi regalavano un punto di vista totalmente diverso dal mio ma in modo leggibile e, sempre, interessante.

E mi sono sempre chiesto come facesse a scrivere con cadenza quasi giornaliero post cosi' lunghi e ben scritti. Probabilmente era un alieno ed e' tornato sul suo pianeta :-)

Uriel, torna! :-)
Roberto.
0 new messages