MARZIALE: BASTA UN UFFICIO STAMPA A CREARE UN GRANDE TUTELATORE?
Qualche volta si e' manifestato al «Costanzo show», a volte lo
si sente al telefono in collegamento con un tg, molte volte (troppe?)
appare sui giornali. La sua missione è la tutela dei minori dalle
nefandezze della tv ma la frequenza con cui interviene è direttamente
proporzionale alla superficialità dei suoi interventi, un misto di
bigottismo e di approssimazione.
Tutti siamo per la tutela dei minori ma quando questa diventa una sorta
d'idea fissa, un mezzo per apparire, sempre e comunque, qualcosa non
torna.
Siccome stiamo parlando di Antonio Marziale (foto), da osservatori di
vicende tv siamo andati a curiosare fra i suoi scritti. Marziale è
presidente dell' "Osservatorio sui diritti dei minori". Sul web c'è un
sito che offre una presentazione (molto generica), la sponsorizzazione
della Provincia di Milano, della Regione Calabria, della Provincia di
Reggio Calabria, un comitato scientifico (ma non c'è un solo nome), un
ritratto del capo («36 anni, sociologo e giornalista. È dirigente dell'
"Associazione nazionale sociologi". Ha maturato una pluriennale
esperienza come educatore di gruppi infantili e adolescenziali e di
assistente in orfanotrofi. Ha ricoperto cariche pubbliche in seno
all'amministrazione civica occupandosi di affari sociali»). Si da notizia
inoltre che Marziale ha assistito il ministro Gasparri nella stesura del
nuovo codice di tutela dei minori. I sociologi, veramente, sono riuniti
in un'associazione che si chiama 'Società italiana di sociologia', ma
queste sono bagattelle. L'importante è il pensiero di Marziale: per
ritrovare il quale abbiamo passato ore nella biblioteca dell'università,
non scovando però suoi libri. Allora, pazientemente, abbiamo consultato
il catalogo delle biblioteche italiane e anche qui di Marziale Antonio
non c'è traccia. Ultimo tentativo. Su internet abbiamo interrogato
l'Istituto Centrale per Catalogo Unico, lo strumento più efficace per la
ricerca bibliografica. Niente di niente. O Marziale pubblica in
clandestinità oppure non pubblica (la terza ipotesi è che i suoi libri
non vengano neppure catalogati).
PUÒ UN SOCIOLOGO SENZA LIBRI (la pubblicazione è lo strumento con
cui ci si sottopone al vaglio della comunità scientifica) avere un ruolo
così importante nella tutela dei minori? Con quali strumenti scientifici
Marziale si è presentato al ministro Gasparri? Perché ha così grande
ascolto presso i media e le amministrazioni? Basta un buon ufficio stampa
per creare un Grande Tutelatore?
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Lapalissiano
Icq 57269703
> PUÒ UN SOCIOLOGO SENZA LIBRI (la pubblicazione è lo strumento con
> cui ci si sottopone al vaglio della comunità scientifica) avere un ruolo
> così importante nella tutela dei minori?
Non entro nel merito di Marziale (che non avevo mai sentito nominare).
Pero' dire che in ambito scientifico la pubblicazione di LIBRI sia
lo strumento con cui ci si sottopone al vaglio delal comunita'
scientifica e' una bischerata.
In molti campi scientifici (per esempio quelli di tipo informatico o
matematico dei quali posso testimoniare direttamente) si e' giudicati
attraverso gli ARTICOLI pubblicati su riviste (internazionali) o
presentati a conferenza e non per i libri pubblicati.
La motivazione e' che tipicamente quando qualcuno ha qualcosa
di nuovo da dire, prima sottomette il suo lavorioad una rivista
del settore, che, dopo opportuna valutazione, lo pubblichera'
se lo ritiene valido. Quando poi uno ha gia' detto diverse cose
le puo' raccogliere in modo sistematico in un libro.
(Se trova qualcuno che gliele pubblica...)
(Il libro puo' essere anche una rassegna di cose altrui,
presentate in modo originale, quindi non necessariamente indice
di grande creativita').
Non so come vanno le cose in ambito umanistico, ma di sicuro
quella dei libri non e' una legge universale della scienza...
Ci sono personaggi importantissimi che di libri ne hanno pubblicati
pochi o punti. (Viceversa in sociologia ci sono personaggi
marginali col culto della propria personalita' (non faccio nomi....)
che di libri insipidi ne pubblicano a iosa...)
ciao,
g.