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Cronache berlusconiane 1974

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Nov 14, 2010, 2:48:15 PM11/14/10
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"Milano, 7 dicembre. L'anonima sequestri ha fallito la notte scorsa due
sequestri, di un principe e d'un industriale che avevano preso parte ad una
festa di miliardari in una delle pi� note ville della Brianza. Il nobile,
gi� incappucciato ed imbavagliato, � riuscito a fuggire dopo un incidente
stradale dovuto alla f�tta nebbia. Il � commando � che avrebbe dovuto rapire
l'industriale � stato intercettato e catturato poco prima che fosse messo in
atto il piano. Se il duplice colpo fosse riuscito, i rapitori avrebbero
potuto chiedere un riscatto senza precedenti.

Ieri sera l'imprenditore edile Silvio Berlusconi, titolare della �
Immobiliare San Martino �, che ha costruito quartieri residenziali in tutta
la periferia della metropoli, tra cui la citt� satellite di � Milano 2 �,
aveva dato una festa nella sua villa con parco di Arcore, nei pressi di
Monza, acquistata lo scorso anno per circa un miliardo e mezzo dagli eredi
del marchese Camillo Stampa di Soncino, suicidatosi a Roma dopo aver ucciso
per gelosia la moglie e l'amante di quest'ultima. Gli inviti erano stati
diramati ai pi� bei nomi dell'alta finanza milanese e del mondo industriale.
Tra gli invitati figuravano il principe Luigi D'Angerio di Sant'Agata, di 63
anni, di origine napoletana, da anni abitante a Milano con la moglie e il
figlio e l'industriale Egidio Perfetti, � re � della gomma americana, che
abita in una grande villa a Lainate.

La festa si � protratta fino all'alba, ma poco dopo le due il principe con
la moglie e il figlio hanno salutato i loro ospiti per far ritorno a casa.
Saliti a bordo della loro �A 112� hanno imboccato il vialone che dal rond�
di Monza porta a Milano: al volante della macchina era il giovane Alfredo
D'Angerio. Durante il tragitto si sono accorti di essere seguiti da due
autovetture. Nei pressi della frazione di Villasanta di Monza, una delle due
macchine, a bordo della quale c'era una sola persona, ha cercato di superare
la � A 112 �, ma l'ha speronata violentemente, facendola uscire di strada.
Quando il principe ed il figlio sono usciti dall'abitacolo della vettura
sono scesi due giovani col viso mascherato che armati, sembra, di un mitra,
un fucile a canne mozze e una pistola, hanno intimato a Luigi D'Angerio di
Sant'Agata di seguirli. Davanti alla titubanza del nobile uno dei malviventi
ha gridato: � Faccia presto se non vuole una strage �, ed ha esploso alcuni
colpi forando i pneumatici della �A 112�. Giuseppina Ornago, terrorizzata,
si � lasciata sfuggire un grido, ma uno dei rapitori ha puntato la pistola
contro il principe, sussurrando � se urla ancora, l'ammazziamo �. Al
patrizio non � rimasto che obbedire, e con le mani alzate si � lasciato
sospingere verso la seconda automobile, un'Alfa 2000, che � partita a tutta
velocit� in direzione di Monza. Sul posto i malviventi hanno lasciato la
vettura servita per bloccare la � A 112 �, un'altra Alfa Romeo 2000.

Superato il primo attimo di sbigottimento, la moglie e il figlio del
patrizio si sono avviati verso la casa pi� vicina ed hanno suonato il
campanello dell'appartamento di Alessandro Longoni, che ha dato l'allarme.
Poco dopo venivano presi a bordo di una gazzella dei carabinieri e portati
al comando della caserma di Monza, dove hanno raccontato la loro drammatica
avventura. La fuga dei banditi, che hanno subito incappucciato e
immobilizzato il principe, � stata pazzesca. A tutta velocit� hanno
attraversato Monza: in piazza Trento e Trieste sono stati visi da una
pattuglia di carabinieri in perlustrazione nella zona, che si � lanciata
all'inseguimento. I rapitori, temendo di essere raggiunti, hanno accelerato
andando a schiantarsi contro un'aiuola spartitraffico. Il patrizio � stato
rapidissimo ad approfittare di questo incidente: nonostante fosse contuso ad
una caviglia, si � tolto il cappuccio ed � balzato fuori dalla vettura
dandosi alla fuga. Invano uno dei rapitori gli ha gridato sparando in aria
due colpi di pistola: � Fermati o ti uccidiamo �: il nobile girandosi verso
di lui gli ha risposto con un clamoroso ed eloquente gesto del braccio
tipicamente napoletano. Poco dopo il principe ha fermato una � 124 � di
passaggio, facendosi accompagnare al comando dei carabinieri, dove ha potuto
riabbracciare la moglie e il figlio.

Il vasto rastrellamento della forza pubblica, subito scattato, ha sventato
il rapimento dell'industriale Perfetti. Una pattuglia dei carabinieri ha
bloccato a Lainate, a una ventina di metri dalla villa del � re � della
gomma americana, quattro giovani che erano appostati a bordo di un'� Alfa �.
Si tratta di Giuseppe Di Modica, 22 anni, Luigi Grosso, 27 anni, Pietro
Franco, 20 anni; Salvatore Quattrocchi, 24 anni. I primi tre abitano a
Tradate, il Quattrocchi, originario di Scillato (Palermo) abita invece a
Carbonate, in provincia di Como, ed � ritenuto il capo della banda. Secondo
i primi accertamenti i quattro giovani avevano progettato il sequestro
dell'industriale Perfetti. Trovati in possesso di pistole e un fucile a
canne mozze (come quello usato per il rapimento del principe D'Angerio di
Sant'Agata), hanno negato. Ma gli inquirenti sono convinti che i quattro
facciano parte di una grossa organizzazione che, al corrente della festa, ha
preparato un piano simultaneo per i due rapimenti."


http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0023/articleid,1115_01_1974_0275_0023_16287564/

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