Leggo spesso di troppa amplificazione o di poca amplificazione quasi siano
elementi soggettivi come il bello e il brutto.
La procedura per tarare correttamente un amplificatore è molto semplice.
Bisogna visualizzare la banda di interesse nella sua intierezza, va bene sia
uno strumento digitale che uno strumento analogico con uno span adeguato. Si
alza lentamente il guadagno dell'amplificatore e si seguono attentamente le
creste dei segnali salire, ad un certo punto i segnali smettono di salire e
incominciano anche a scendere (se lo strumento misura il MER sul canale più
forte si vede questo iniziare a calare), memorizziamo questo punto e torniamo
indietro di 6 dB. Questo valore che abbiamo raggiunto non è il massimo valore
di output riportato dall'amplificatore (es 110 dBuV), bensì il valore di targa
ridotto del fattore di derating dell'amplificatore (es 95 dBuV). Verifichiamo
che le prese abbiano il segnale in standard (min 50dBuV per 64QAM). Se non
fosse sufficiente bisogna sostituire l'amplificatore con un modello dotato di
un valore di targa superiore (125 dBuV, 135 dBuV) o sezionare l'impianto su
più amplificatori e ripetere la procedura. Una goccia di colla sul trimmer e
il lavoro è finito.
Su amplificatori misti analogici e digitali, una volta spento l'analogico, è
stato possibile incrementare il guadagno di ulteriori 10-15 dB.
Su un impianto non ritoccato, grazie alle potenze misere con cui trasmettono
il digitale, è dunque difficile trovare situazioni di "troppa"
amplificazione.
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