Il 24/02/2012 20:03, dem ha scritto:
>>
>> Tra ditta individuale e professionista cambia molto poco in termini di
>> gestione amministrativa (anzi come professionista hai la gesstione delle
>> ritenute d'acconto e sebbene non si traduca in costi per maggiore
>> attività da parte del commercialista, sicuramente è un onere in più per
>> te (niente di che, ma c'è) e soprattutto è un fastidio per i clienti.
>
> Regime di cassa (professionisti, che siano soggette o meno - cosiddette
> liberali vedasi c.c. - all'iscrizione all'albo) e regime di competenza
> (ditte).
>
> Sebbene in sede di regime di competenza interviene l'art. 7 del dl 185/08,
> solo per un anno, dici poco? Senza contare di non avere importi fissi
> annuali da pagare in sede INPS per chi iscritto in regime di cassa oltre la
> possibilita' nel poter emettere preavviso di parcella invece della fattura
> / parcella, cosa invece alquanto 'anomala' in sede di regime di competenza.
Qualsiasi cosa che differenzia per un anno, la considero ininfluente.
Cosa significa non avere importi fissi annuali in sede INPS?
Come iscritto Inarcassa io ho contributi minimi ai quali poi vanno
aggiunti gli integrativi dipendenti dal reddito.
Anola non significa vietata. Con la srl emettevo senza problemi pro forma.
>> Incide in misura decisamente maggiore il vincolo sulle attività
>> esercitabili! Ribadisco, io non posso vendere il software che sviluppo!
>
> I software, siti web ecc sviluppati dai medesimi autori rientrano in quello
> che oggi si definiscono 'opere digitali' (ved. Convenzione di Berna 1886,
> accordi internazionali GATT / TRIPs, Direttive Europee e s.s.), quindi
> rientrano nel diritto d'autore, quindi non vi sono 'vendite' bensi'
> concessioni di licenze d'uso o tutt'al piu' a cessioni del diritto d'autore
> o cessione dei diritti, quindi non e' corretto scrivere che non puoi
> 'vendere il software che' sviluppi'.
Che sia in termini di licenze d'uso, l'avevo già specificato anch'io in
altro post sempre in questo thread, ove peraltro specificavo che le mie
produzioni sono sotto licenza gnu gpl. Il problema è come la vedono gli
ordini e lo stato. L'ordine non mi ha mai risposto. Il mio
commercialista mi dice che potrebbero sorgere contestazioni.
> Solo a titolo di esempio, pensa agli autori di altre opere cui parolieri,
> musicali, scrittori, pittori ecc che infine, di norma, anch'essi operando
> in regime di cassa come professionali o professionisti.
Quando si tratta di leggi, diffido sempre dal ricorso ad esempi (in
passato mi occupavo di 626 e correlate e ho appreso che se c'è un solo
dubbio, è un casino e di paragoni, inferenze, esempi non se ne parla
nemmeno).
>
>> Dovrebbero usare un termine differente da liberalizzazione, perchè lo
>> scopo non è dare maggiore libertà, ma ottenere maggiori introiti.
>
> Spiegati.
Scritto stringatamente sempre nell'altro post. Nella formula originaria
il decreto prevedeva obbligo di preventivo e di assicurazione
professionale (non so se per qualunque professionista, di sicuro per gli
ingegneri (anche quelli che svolgono attività non normate/esclusive)).
Obbligo di preventivazione = oneri aggiuntivi. Non sempre è possibile
effettuare un preventivo e in ogni caso dovrebbe essere normato questo
preventivo, altrimenti si parla di aria fritta, quindi introdurre un
obbligo su una cosa non normata = difficoltà non indifferente di
ottemperare all'obbligo (ovvero esposizione costante al rischio di
infrazione della norma).
Obbligo di assicurazione professionale: Per lo sviluppo e la
distribuzione di software rilasciato con licenza gnu gpl? Se voglio si,
se non voglio no, esattamente come dice la licenza. Meglio ancora: per
progetti di un certo tipo posso decidere di sottoscrivere una polizza,
ma esclusivamente per quel progetto, non una polizza generica, che poi
non copre nulla.
Essendo l'attività già libera (non esclusiva agli iscritti all'ordine),
questi due obblighi si traducono in ostacoli legislativi allo
svolgimento della professione, non essendo estesi a chi svolge la
medesima professione senza essere iscritto all'ordine.
Esattamente l'opposto di quanto chiesto dall'OCSE.
I maggior introiti, beh obbligando tutti i professionisti a stipulare
una polizza, ci saranno maggior introiti per le assicurazioni (che bel
regalino al settore) e per lo stato. Quest'ultima cosa in sè (nei
confronti dello stato) non è che sia un problema, solo che non vedo come
si possa crescere se con la diminuizione del lavoro si aumentano i costi.
--
Paolo De Dionigi