È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 2009, n. 22 il
Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 (recante misure urgenti per il
sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in
funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale) convertito nella Legge
28 gennaio 2009, n. 2, più noto come decreto anticrisi.
Con l'entrata in vigore del Decreto Legge "anti-crisi" n.185 del 29 novembre
2008, tutte le Aziende (entro la fine del 2011) ed i Liberi Professionisti
(entro la fine del 2009) devono dotarsi di una casella di Posta Elettronica
Certificata che deve essere depositata presso la competente Camera di
Commercio. Le Aziende di nuova costituzione devono comunicare direttamente
al notaio la casella di posta elettronica la quale sarà dichiarata alla
CCIAA con l'invio dei documenti di costituzione.
Dando un'occhiata in giro per la rete se io volessi associare il mio dominio
con un terzo livello tipo pec.propriodominio.it e poi richiamare da DNS il
server MX di un fornitore di questo servizio in modo da avere un indirizzo
tipo nome.c...@pec.propriodominio.it vado incontro a spese enormi, dai
100 ai 300 e passa euro a secondo l'agente abilitato, altro che legge
anti-crisi questo è vero è proprio ladrocinio oltretutto non se ne potrà
fare a meno quindi è determinante trovare una buona soluzione per questo
problema, anche per coloro che gestiscono diversi siti di propri clienti, in
modo da potergli proporre delle buone soluzioni senza spendere cifre da
capogiro.
Per quelle poche società abilitate sarà un vero è proprio business,
considerando che coloro che possono vendere la PEC devono avere un capitale
minimo interamente versato di 1 milione di euro, quindi il numero di queste
società sarà minimo.
Nessuno di voi a trovato soluzioni a buon mercato per attivare questo tipo
di servizio?
Ogni commento, purchè costruttivo, è naturalmente ben accettato.
>
> Nessuno di voi a trovato soluzioni a buon mercato per attivare questo
> tipo di servizio?
>
> Ogni commento, purchè costruttivo, è naturalmente ben accettato.
>
Sarà poco costruttivo ma io quasi quasi chiudo la partita iva..... e me
ne frego che tanto non si lavora in economia così.
Mi tengo 2 siti amatoriali e basta.
Clienti che non pagano e balzelli da pagare, quindi si manda un po'
tutti a cagare!!
Aspetta un attimo.
Secondo la legge devi dotarti di UNA casella di posta certificata, non di un
intero dominio di terzo livello con annesse varie caselle di posta.
Ammetto di non conoscerne i costi, ma suppongo che costi meno farti giusto
una casella sola del tipo miaaz...@fornitorepec.it.
> Dando un'occhiata in giro per la rete se io volessi associare il mio
> dominio con un terzo livello tipo pec.propriodominio.it e poi richiamare
> da DNS il server MX di un fornitore di questo servizio in modo da avere
> un indirizzo tipo nome.c...@pec.propriodominio.it vado incontro a
> spese enormi, dai 100 ai 300 e passa euro a secondo l'agente abilitato,
la pec ti serve per dialogare con la PA non con i tuoi clienti, quindi
non ci vedo niente di male ad utilizzare un qualunque servizio di pec
offerta da enti e pa anche gratuitamente ai propri cittadini.
Puoi anche fare: parti...@pec.nome.cognome.it eh?
Se vuoi per quattro lire puoi anche aprire un terzo livello.
L'unica cosa è che se altri fanno le tariffe che dici non vorrei che
anche aruba le alzi in futuro, speriamo di no.
Mi sembrava che fosse obbligatoria non solo per il dialoogo con enti
pubblici e fornita solo da società abilitate che quindi fanno il prezzo
che vogliono.
Il business è enorme, considera che entro il 31/12/2012 tutte le aziende e
società mentre i professionsti entro la fine di quest'anno devono avere
obbligatoriamente la PEC.
Attualmente se vuoi costituire una nuova società, se non ha la PEC il notaio
non ti può fare l'atto
Bene vuol dire che finalmente sapremo qual'è la PEC dei diversi uffici
di google!
> Dici che poi ti rispondono??
Bè vedi te, se gli scrivo ad una casella semplice è una raccomandata
semplice. Se gli scrivo ad una casella di posta certificata è una
raccomandata a/r.
Tutto questo significa molto lavoro in meno per gli avvocati e per gli
uffici postali.
Vi consiglio però di scrivere in oggetto raccomadata A/R, perchè c'è
tanta gente che non sa cos'è ed al di là del valore legale della posta
certificata conta molto l'efficacia della comunicazione.
> un indirizzo tipo nome.c...@pec.propriodominio.it vado incontro a
> spese enormi, dai 100 ai 300 e passa euro a secondo l'agente abilitato,
Guarda io vedo un paio di fornitori di caselle pec ed il prezzo è di 5
euro + iva l'anno.
Una cifra modesta.
Certo per una, singola, casella di posta può essere tanto, ma per un
professionista o un'azienda, con tutte le imposte che si pagano, con
tutti i contributi previdenziali che si pagano, con quello che si paga
di commercialista, con tutto il tempo (= soldi) che fa sprecare la
burocrazia italiota, 5 euro deducibili e 1 euro di iva detraibile mi
pare siano una ridicola ed insignificante goccia nel mare.
Inoltre considera che con 2 raccomandate a/r all'anno ti sei già
ripagato la pec.
Sono assolutamente convinto che la pec, al di là delle questioni
tecniche che non conosco quindi per meglio dire uno strumento di
comunicazione telematica, che abbia valore legale e sia diffuso a tutte
le attività economiche, sia una incredibile e fantastica rivoluzione nei
rapporti b2b, b2c, aziende-stato.
Infatti... ma sarà un servizio affidabile?
Una rapida scorsa ai listini trovati con google e vedo che generalmente
una casella pec viene 40/50 euro l'anno... com'è che Aruba te la vende a 5?
Personalmente non ho mai avuto problemi con il loro hosting, ma finché
si tratta di siti amatoriali o semi-professionali va bene... se si parla
di posta certificata... boh :-)
m.
--
"La legge, in Italia, è come l'onore delle puttane"
(Curzio Malaparte)
Aruba vendeva hosting a 60 euro quando ancora sul mercato c'erano
offerte a 600 euro. Com'è che Aruba te lo vendeva a 60?
Costi in discesa (spazio disco, banda) ed economie di scala.
ho provato a gugolare, ma non ho trovato enti che assegnano una casella
di PEC gratis.
Chi ne conosce qualcuno potrebbe indicare i link?
Grazie
Bye!
--
elimina unsampdoriano per rispondere via email
> ho provato a gugolare, ma non ho trovato enti che assegnano una casella
> di PEC gratis.
> Chi ne conosce qualcuno potrebbe indicare i link?
> Grazie
> Bye!
>
http://www.vivere.marche.it/index.php?page=articolo&articolo_id=157699
> Nessuno di voi a trovato soluzioni a buon mercato per attivare questo tipo
> di servizio?
Della serie "Quando il cybersquatting paga":
<http://www.gmail.it/content/view/19/32/>
E' da notare che si vuole la casella pec si deve prima registrare lo
stesso username con il servizio gratutito, e non me ne spiego il perché.
>
> Della serie "Quando il cybersquatting paga":
> <http://www.gmail.it/content/view/19/32/>
>
> E' da notare che si vuole la casella pec si deve prima registrare lo
> stesso username con il servizio gratutito, e non me ne spiego il perché.
Infatti.
Da notare che quel sito si rivende il servizio di posta certificata di
aruba. 'Sta cosa del terzo dominio "pec" è tipica di aruba. Ovviamente
può farla chiunque altro ma se vai sul nic hai la conferma.
Allora tanto vale prenderti la casella su aruba a 5 euro e con il
dominio che scegli tu (gestendotela pure direttamente) piuttosto che con
questo fantomatico gmail.it che, scopiazzando il nome della posta di
google, fa pure un po' sòla...
--
. Guido _.-----. \.-./ . .
\`-.._,-' .-. .-.`-' ``-. _,-'.'`.
`-.____,-. `:. `.-'-._.O-:_ .:'.,|
`-" `-" `-.__.'
e caspita se conviene, costa pure quasi il doppio qua sopra!
8+iva vs 5+iva
Sicuramente. Però i più continuano a sconsigliarlo per gli utilizzi
professionali. Chi ti fa pagare 600 euro magari, tra le altre cose, ti
garantisce un uptime minimo che magari altri non hanno.
Detto questo, io ho svariati siti semi-amatoriali su Aruba e non mi
posso lamentare, anche se sporadicamente il server è giù, o la posta
risulta irraggiungibile.
Tutto sommato sono pecche su cui si può sorvolare, ma se si parla di
Pec, cioè di una comunicazione legalmente vincolante, è necessaria la
massima affidabilità. :-)
Ho seguito tutti il 3d ma ancora non mi è chiara una cosa.
Se io ho un hosting+posta (non con aruba) del tipo w*w.pincopallino.it e
po...@pincopallino.it
Se voglio avere un indirizzo di posta certificata del tipo
certi...@pincopallino.it come capita devo fare? E quanto mi costa?!
--
Massy
Day by day and night by night we were together
all else has long been forgotten by me
Walt Whitman
> Se voglio avere un indirizzo di posta certificata del tipo
> certi...@pincopallino.it come capita devo fare? E quanto mi costa?!
Ti devi rivolgere ad un fornitore e quanto ti costa dipende dal
fornitore.
>
>>
>> Della serie "Quando il cybersquatting paga":
>> <http://www.gmail.it/content/view/19/32/>
>>
>> E' da notare che si vuole la casella pec si deve prima registrare lo
>> stesso username con il servizio gratutito, e non me ne spiego il perché.
>
> Infatti.
> Da notare che quel sito si rivende il servizio di posta certificata di
> aruba. 'Sta cosa del terzo dominio "pec" è tipica di aruba. Ovviamente
> può farla chiunque altro ma se vai sul nic hai la conferma.
> Allora tanto vale prenderti la casella su aruba a 5 euro e con il
> dominio che scegli tu (gestendotela pure direttamente) piuttosto che con
> questo fantomatico gmail.it che, scopiazzando il nome della posta di
> google, fa pure un po' sòla...
forse non hai ben chiaro come funziona una PEC.
Il server POP e SMTP che riceve ed invia la posta deve mantenere per 30
mesi determinati log quindi devono essere certificati..
Se tu hai il dominio pippo.it NON PUOI avere la pec su un indirizzo del tuo
dominio tipo topo...@pippo.it perchè il server della posta del dominio
pippo.it è un normale server e non è certificato, quindi per far si che tu
possa usare la posta con il tuo dominio (come su aruba ma anche altri
fornitori) devi creare un sottodomiio nel tuo dominio, quindi ad esempio:
pec.pippo.it.
Poi dovrai decidere su questo sottodominio creato il nome della casella pec
da utilizzae (esempio:nome.c...@pec.pippo.it).
A questo punto c'è il problema indicato sopra, cioè il tuo server della
posta (pippo.it o pec.pipo.it) è un normale server e non è assolutamente
certificato, quindi non ha nessun valore legale, pertanto devi e sei
costretto ad andare su un gestore abilitato, il quale per essere un gestore
abilitato deve essere una azienda che deve avere minimo 1 milione di euro
interamente versati (come aruba, infocert, twt, o altri come banche o
regioni) le quali, per offrirti questo servizio, si fanno pagare e anche
bene.
Chiarito questo, pertanto per ovviare al problema del server che deve essere
autenticato devi, naturalmente se vuoi utilizzare il tuo dominio come
nell'esempio sopra (nome.cognome o al...@pec.pippo.it) obbligatoriamente
acquistare un apposito servizio da questi fornitori, appunto il terzo
livello o sottodominio
Una volta fatto l'acquisto, ai prezzi da loro indicati, ti forniranno le
coordinate del loro server di posta certificato, quindi dovrai chiedere al
tuo hosting che ti deve puntare l'MX della posta di questo dominio di
esempio (pec.pippo.it) sui server POP e SMTP certificati (di aruha o altri)
con cui avrai fatto l'accordo.
In parole povere l'indirizzo di posta sarà quello del tuo dominio, ma i
server della posta (POP e SMTP), con il puntamento dell'MX del tuo
sottodominio, saranno quelli certificati del fornitore con cui hai fatto
l'acquisto dove rimarranno tutti i log necessari in caso di necessità.
Quindi il sottodominio (pec.pippo.it) è indispensaile se vuoi avere un
indirizzo certificato.
I costi, per questo tipo di servizio, se ci fai 2 conti sono alti, in quanto
devi trovare chi ti fornisce questo servizio di sottodominio con puntamento
dell'MX ( si va da circa 50 di aruba ai 350 euro di altri), poi devi
chiedere al tuo hosting che ti crei il sottodominio e che lo punti all'MX
del fornitore certificato e, sicuramente anche qui ci saranno dei costi, non
penso che lo faranno gratis. quindi come vedi i costi ci sono.
Certo se opto per avere una casella tipo nome.c...@pec.aruba.it con 5
euro me la ripasso, ma che senso ha avere un dominio proprio e poi
utilizzare per la pec un indirizzo di aruba?
Esempio, il servizio legalmail, sicuramente un ottimo servizio in quanto
mettono a disposizione1Gb per la posta + 1Gb per l'archivio + 1 SMS al
giorno che ti avvisa se ci sono messaggi, filtri + cavolate varie, costa la
sola casella ben 49 euro all'anno e se volessi attivare il servizio di
sottodominio come indicato sopra richiedono ben 350 euro unatantum per
questa attivazione, che non è assolutamente poco.
tutto questo è vero in quanto mi sono interessato con il mio hosting il
quale ancora non è in grado di sapermi dire molto di più di quello che è
scritto qui e che ho capito dopo vari giri in rete cercando delle soluzioni
alternatie ad aruba.
Questo perchè io per i miei clienti non utilizzo aruba quindi non posso
dirgli di andare su aruba a prendersi la casella. Inoltre ho scoperto anche
un altro problema, infatti se io acquistassi su aruba il servizi di
sottodominio in modo anonimo,cioè senza dire nulla al cliente, quindi
creando come detto nel post sopra un sottodominio, c'è il problema che i
server pop e smtp certificati della posta che offre aruba hanno, devo dire
con poca furbizia da parte di aruba, al loro interno il nome di aruba
(pop3s.pec.aruba.it e smtps.pec.aruba.it) quindi, se acquistassi di nascosto
questo serveizio, poi il mio cliente, quando dovrà configurare l'account
della pec nel suo pc, vedrà il nome di aruba proprio perchè contenuto nel
loro server certificato. Certo se ne avessero fatto uno servizio anonimo che
no fosse assolutamente riconducibile ad aruba, probabilmente era una cosa
fattibile da molti, però al momento c'è questa loro imposizione che blocca
tutto.
> Quindi il sottodominio (pec.pippo.it) è indispensaile se vuoi avere un
> indirizzo certificato.
No, potresti puntare il record MX pippo.it al gestore PEC.
>
>> Quindi il sottodominio (pec.pippo.it) è indispensaile se vuoi avere un
>> indirizzo certificato.
>
> No, potresti puntare il record MX pippo.it al gestore PEC.
si ma così facendo non avro' più la posta normale ma solo quella
certificata, e con i costi delle caselle PEC è da scartare, infatti la
leggeti dice che tu devi avere un indirizzo non 10 indirizzi PEC
> Sicuramente. Però i più continuano a sconsigliarlo per gli utilizzi
> professionali. Chi ti fa pagare 600 euro magari, tra le altre cose, ti
> garantisce un uptime minimo che magari altri non hanno.
> Detto questo, io ho svariati siti semi-amatoriali su Aruba e non mi
> posso lamentare, anche se sporadicamente il server è giù, o la posta
> risulta irraggiungibile.
> Tutto sommato sono pecche su cui si può sorvolare, ma se si parla di
> Pec, cioè di una comunicazione legalmente vincolante, è necessaria la
> massima affidabilità. :-)
> m.
Si ma funziona perfettamente perchè dopo pochi secondi ti arriva la
ricevuta dall'ufficio della pubblica amministrazione che certifica.
Il problema è che la gente la cancella senza sapere cos'è.
Poi gli dici guarda che era una raccomandata, allora incominciano i
salamelecchi! :-))
Il servizio web di aruba ha la sola pecca di non filtrare la clientela,
o almeno credo, perchè se i colleghi del mio stesso server li ha
filtrati, se non li filtrava chi c'era su. E quindi su server condiviso
sei in buona compagnia. Prova a fare un reverse IP!?
Infatti il grosso dei problemi ce l'ho con i siti che stanno su Aruba e
siccome loro tutelano me come loro sono rogne da gestire!
Poi ci alcuni altri 'piccoli' problemi.
Scusa non capisco questa cosa. Io ho un dominio su aruba e pagando pochi
euro (adesso non ricordo quanto) ho aggiunto un dominio pec.miosito.xx.
e' chiaro che se non hai il dominio sunaruba devi spendere almeno quanto
costa il nuome di dominio + la casela di posta certificata e poi magari
anche un servizio di hosting perchè il nome di dominio alla lunga lo
devi utilizzare agganciandolo ad uno spazio web, quindi massimo con
45-50 euro te la cavi, ma poi non devi fare tutta quella procedura che
dici te: hai il tuo pop ed smtp certificati (questo è quanto ho saputo
finora). In caso se ciò è errato gradisco ulteriori precisazioni.
grazie
> si ma cosě facendo non avro' piů la posta normale ma solo quella
> certificata, e con i costi delle caselle PEC č da scartare, infatti la
> leggeti dice che tu devi avere un indirizzo non 10 indirizzi PEC
Non capisco il "10".
Puntare il record "pec.pippo.it" al fornitore di PEC piuttosto che
"pippo.it" cosa cambia? Se ti sei messo d'accordo per una casella quella
funziona.
Faccio l'ipotesi che tu abbia un solo indirizzo personale e che lo
"migri" a PEC.
Non conosco i dettagli della PEC la certificazione č solo sul server?
Cioč la posta viaggia con SMTP ordinario?
>> si ma così facendo non avro' più la posta normale ma solo quella
>> certificata, e con i costi delle caselle PEC è da scartare, infatti la
>> leggeti dice che tu devi avere un indirizzo non 10 indirizzi PEC
>
> Non capisco il "10".
> Puntare il record "pec.pippo.it" al fornitore di PEC piuttosto che
> "pippo.it" cosa cambia? Se ti sei messo d'accordo per una casella quella
> funziona.
cambia eccome che cambia, se tu punti tutto l'MX del tuo dominio, dopo solo
una casella PEC ti potrà funzionare oppure dovrai avere tutte caselle PEC
perchè se voi avere altre caselle "normali" sul tuo dominio non le potrai
creare perchè l'MX del dominio principale (pippo.it) punta il server PEC.
Ecco il motivo per cui viene cretao un terzo livello, in quanto a quel
punto per la pec avrai l'MX del dominio di terzo livello, mentre per la
posta normale avrai il tuo solito server (mail.pippo.it)
Ma ad esempio uno studio formato da piů professionisti ha l'obbligo di
usare una mail pec per ogni associato, o ne basta uno in "comune"?
m.
--
"La legge, in Italia, č come l'onore delle puttane"
(Curzio Malaparte)
>
> Ma ad esempio uno studio formato da più professionisti ha l'obbligo di
> usare una mail pec per ogni associato, o ne basta uno in "comune"?
> m.
>
Il Decreto Legge del 29 novembre 2008, n. 185 pubblicato sulla gazzetta
ufficiale n.22 del 28/01/2009 dice che ogni professionista entro il
31/12/09 deve dotarsi di una casella pec che deve essere comunicata alla
camera di comercio, mentre le aziende e società dovranno farlo entro il 2012
Per le nuove società che si devono costituire, già da adesso, l'indirizzo
della pec deve essere cominicato drettamnete al notaio, il quale la
comunicherà insieme alla dovuta documentazione per la creazione della
società, quindi sarà un indirizzo che non potrai cambiarlo come ti pare e
quando ti pare.
Da tutto questo sono state lasciate fuori, per il momento, le ditte
individuali
Quindi la risposta alla tua domanda è che ognuno deve avere la propria PEC
> dopo solo una casella PEC ti potrà funzionare
Ah ecco, era proprio il caso che consideravo, una persona registra il
dominio pippo.it e usa un solo indirzzo email per sé.
No, solo con la PA.
> e fornita solo da società abilitate che quindi fanno il
> prezzo che vogliono.
Si, questo è più o meno vero.
Magari la offre anche il tuo fornitore, prova a chiedere.
Certo che saranno tagliati fuori dal mercato non pochi se la legge
resta così, cmq io aspetterei di qui alla fine dell'anno sai quante
volte cambiano idea (figuriamoci per le imprese... fra 3 anni la metà
avrà anche chiuso).
Al max per i nuovi clienti magari tutelarsi affiancando un buon
hosting con la pec direi che è consigliato (poi uno valuta quanto
costa in base ai propri clienti)
Però a parte i cloni di aruba (widestore e fratelli) qualcuno sa chi
ha i 5 (o uno ?) milioni richiesti per la pec con hosting decente?
escludendo aruba e affiliati, gli altri si contano su una mano forse anche
meno
> Però a parte i cloni di aruba (widestore e fratelli) qualcuno sa chi ha
> i 5 (o uno ?) milioni richiesti per la pec con hosting decente?
l'elenco dei gestori pec lo trovi qui
<http://www.cnipa.gov.it/site/it-it/Attivit%C3%A0/
Posta_Elettronica_Certificata__(PEC)/Elenco_pubblico_dei_gestori/>
>
>>
>> Aspetta un attimo.
>> Secondo la legge devi dotarti di UNA casella di posta
>> certificata, non di un intero dominio di terzo livello con
>> annesse varie caselle di posta. Ammetto di non conoscerne i
>> costi, ma suppongo che costi meno farti giusto una casella sola
>> del tipo miaaz...@fornitorepec.it.
>>
>>
> e' esatto che si debba avere una casella, però avendo un azienda
> con il proprio nome di dominio non vedo perchè dovrei utilizzare
> una casella certificata con il nome di un altro (fornitore),
puoi usare il servizio di poste italiane, registrarti come azienda e
fare richiesta di un certificato
S.
appunto, come puoi vedere, mi rifersico al settore hosting, a parte aruba
non c'è nessun altro.
Infatti gli altri sono banche, regioni, telecom, poste, infocert (camere di
commercio), fastweb, ecc. i quali li offriranno sicramente ai loro clienti,
ma per il settore hosting..... per il momento è presente solo aruba
Pensa che fregatura (e che incazzatura) per quelli che pagano centinaia
d'euro l'anno per l'hosting e si rendono conto che l'unico che gli
garantirebbe la posta certificata è aruba, ossia un hosting da 20 euro
l'anno!!! rotfl
\fortuna che col mio hosting pago anch'io solo 20 euro l'anno (anche se non
è aruba ma hostingperte)
> Pensa che fregatura (e che incazzatura) per quelli che pagano centinaia
> d'euro l'anno per l'hosting e si rendono conto che l'unico che gli
> garantirebbe la posta certificata è aruba, ossia un hosting da 20 euro
> l'anno!!! rotfl
>
> \fortuna che col mio hosting pago anch'io solo 20 euro l'anno (anche se
> non è aruba ma hostingperte)
>
ma il servizio PEC non ha nulla a che vedere con l'hosting, è un servizio
che per poterlo avere e quindi vendere devi essere una azienda che abbia 1
milione di euro interamente versati per poterne richiedere la certificazione
presso l'organo competente
Altri probabilmente se ne fregano o stanno ad aspettare, se non non si
spiega come mai solo 20 aziende in italia, maggiormente banche, abbiamo
richiesto ed ottenuto la certificazione alla PEC.
Sicuramente questo servizio, come tante leggi, andrà in disuso in quanto
solo l'italia a fatto questo e, eseguendo una modifica alla legge, non ha
espressamente indicato come deve essere esattamente la funzione di questa
PEC per essere legale
Sě, ma se ho un hosing con aruba del tipo mionome.it oppure miaazienda.it,
posso, per 5 euro!, avere una casella di posta certificata del tipo
str...@mionome.it oppure str...@miaazienda.it. Mentre se ho il dominio con
un altro hosting devo spendere un botto per poter avere la casella
certificata col mio dominio.
(almeno cosě mi pare di aver capito)
>
> Sì, ma se ho un hosing con aruba del tipo mionome.it oppure miaazienda.it,
> posso, per 5 euro!, avere una casella di posta certificata del tipo
> str...@mionome.it oppure str...@miaazienda.it. Mentre se ho il dominio
> con un altro hosting devo spendere un botto per poter avere la casella
> certificata col mio dominio.
> (almeno così mi pare di aver capito)
>
5 euro li spendi per una pec del tipo str...@pec.aruba.it, se invece vuoi
un indirizzo str...@pec.mionme.it allora devi tirare fuori una cinquantina
di euro se invece ne vuoi uno con str...@mionme.it allora probabilmente il
prezzo sale ancora, però in questo modo c'è un altro problema che è stato
discusso ampiamente su questo tread, cioè in questo 3 modo non avrai altri
indirizzi non pec per il tiuo dominio ma solo indirizzi pec e, di
coseguenza, il costo aumenterà per ogni indirizzo dato che è pec enon
normale.
Leggi tutti i messaggi e capisci il perchè di questo
--
ciao
gelty
--
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Non converrebbe quindi aspettare?
Per chi li usa, quali sistemi alternativi avete implementato?
Grazie
> Pare che non diventi più obbligatorio disporre di una casella PEC.
> http://www.lineaedppmi.it/01NET/HP/0,1254,5_ART_95500,00.html?lw=nl20000
>
> Non converrebbe quindi aspettare?
Il "problema" e` che la PEC (o equivalente) e` gia` obbligatoria per le
nuove imprese, ed e` disponibile, economica, non da` alcun problema
tecnico.
> Per chi li usa, quali sistemi alternativi avete implementato?
Ed e` appunto questo che manca.
E` da quando e` entrata in vigore che sente gente dire "vediamo le
alternative", ma nessuno (e ho cercato parecchio...) ha ancora detto cosa
si puo` usare in alternativa.
Non basta, come dicono nell'articolo, la firma digitale, perche` quella
certifica solo che il documento e` inalterato, ma non la data/ora di invio
e ricezione. E non mi risulta esistano sistemi sicuri (tranne la PEC, che
si appoggia a server appositamente configurati) per garantire tali dati.
La ricevuta di ricezione dei client e` totalmente facoltativa e molti la
disabilitano. Serve un supporto lato server, ma quale? E che vantaggi da`
rispetto alla PEC? Solo il "pluralismo", che alle aziende non informatiche
non interessa per niente, visto che una casella PEC la possono pagare 5
euro l'anno.
Bye.
Se posso permettermi, utilizzi OpenPEC nel tuo mailserver Postfix o ti
sei appoggiato ad un partner che ti ha offerto una soluzione "chiavi
in mano"?
Grazie
> Se posso permettermi, utilizzi OpenPEC nel tuo mailserver Postfix o ti
> sei appoggiato ad un partner che ti ha offerto una soluzione "chiavi in
> mano"?
Mi sono appoggiato (o meglio, l'azienda per cui lavoro lo ha fatto) ad un
partner.
E` praticamente impossibile diventare "rivenditori PEC" in Italia, viste
le richieste di capitale sociale versato.
Bye.
P.S.: Forse mi sono espresso male nel post precedente e sembra che io sia
"pro-PEC". Non lo sono. Semplicemente valuto la situazione attuale.
Pare che il legislatore abbia tenuto più in conto il capitale versato (un
milione di Euro) piuttosto che le competenze tecniche della azienda che
dovrebbe fornire il servizio PEC.
Così sta capitando che aziende che nulla hanno a che fare con Internet, ma
con capitale di almeno 1.000.000 di Euro, si iscrivano all'albo e poi diano
tutto in appalto a quelle poche società di hosting che lo possono fare.
E in questo modo hanno tagliato fuori quante "piccole" società? (a parte il
fatto che una società con ad esempio 900.000 Euro di capitale non si può
certo dire piccola...).
Insomma, diciamolo: è un altro sistema inventato per garantire più o meno un
monopolio ai grandi gruppi... Pazienza, dopotutto è colpa nostra se ci
troviamo governati così!
Buona navigazione
--
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>Il "problema" e` che la PEC (o equivalente) e` gia` obbligatoria per le
>nuove imprese,
Lo sarà a fine anno, se le cose non cambieranno.
E in ogni caso non sono previste sanzioni...
> ed e` disponibile,
È disponibile solo da pochissimi fornitori.
> economica,
Le mailbox PEC hanno costi enormi rispetto a mailbox normali, e li
ritengo ingiustificati.
> non da` alcun problema tecnico.
Tecnicamente, la PEC è un mucchio di merda.
>E` da quando e` entrata in vigore che sente gente dire "vediamo le
>alternative", ma nessuno (e ho cercato parecchio...) ha ancora detto cosa
>si puo` usare in alternativa.
Perché lo devono dire le istituzioni...
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ciao,
Marco
Qualcosa mi dice che l'informazione non è corretta.
La pec è necessaria SOLTANTO per coloro che devono comunicare con la
pubblica amministrazione. Se io AZIENDA devo comunicare con un mio cliente
posso tranquillamente continuare a usare la normalissima casella di posta
elettronica o se preferisco la raccomandata.
La pec è stata concepita per sostituire nel tempo la raccomandata con
ricevuta di ritorno e avere quindi lo stesso valore legale della
raccomandata medesima.
In altre parole non c'è alcun obbligo, semplicemente chi ha necessità di
comunicare con la pubblica amministrazione è tenuto a farlo attraverso la
PEC.
Chi dovrebbe quindi averla? Il commercialista per esempio che deve
comunicare all'agenzia delle entrate le dichiarazioni dei redditi, oppure
all'inps i versamenti e via dicendo.
Ma chi non ha un rapporto diretto con la PA non è obbligato ad averla; anche
perchè cosa se ne farebbe se alla fine non ne fa alcun uso?
E' però da dire che disporre di una casella di posta elettronica certificata
indubbiamente ha un enorme vantaggio anche in termini economici (certo sono
più costose è vero) ma se in un anno devi spedire cento raccomandate che
costano 3,25 l'una per un totale di 325 euro... sicuramente con la pec si
ottiene un enorme risparmio.
L'uso della PEC, diventerà obbligatorio (si fa per dire) solo quando le
poste italiane ritireranno dal territorio nazionale la raccomandata; e
allora in assenza della raccomandata e quindi in sua sostituzione, si è
obbligati a usare una PEC.
Cooper.
> shur...@amiran.it wrote:
>
>>Il "problema" e` che la PEC (o equivalente) e` gia` obbligatoria per le
>>nuove imprese,
> Lo sarà a fine anno, se le cose non cambieranno. E in ogni caso non sono
> previste sanzioni...
No, il decreto e` gia` stato convertito in legge (2/2009, praticamente a
capodanno...), e prevede, per tutte le societa` di nuova costituzione, di
indicare l'indirizzo PEC nella domanda di iscrizione al registro delle
imprese.
Quindi niente PEC, niente nuova societa`.
Entro fine anno i professionisti dovranno comunicare il loro indirizzo
PEC ai rispettivi albi.
Entro tre anni le societa` gia` costituite dovranno comunicarlo al
registro delle imprese.
Non sono previste sanzioni per vecchie societa` e professionisti, ma e`
obbligatorio per le nuove societa`.
>> ed e` disponibile,
> È disponibile solo da pochissimi fornitori.
Ma e` disponibile.
Fosse anche solo il ministero dell'interno, o solo aruba, c'e`.
Per fortuna c'e` almeno un po' di pluralismo, e il CNIPA che dovrebbe
supervisionare.
>> economica,
> Le mailbox PEC hanno costi enormi rispetto a mailbox normali, e li
> ritengo ingiustificati.
Rispetto alle mailbox normali forse. Ma un'indirizzo PEC costa 5 euro
l'anno. Cifra ritenuta irrisoria da qualsiasi azienda. Anche i 50 euro/
anno, praticati da alcuni fornitori, e` considerata bassa.
>> non da` alcun problema tecnico.
> Tecnicamente, la PEC è un mucchio di merda.
Posso essere d'accordo, ma per l'utente non richiede niente piu` che la
configurazione di un diverso server SMTP e POP sul client.
Non richiede client appositi, o di inserire passkey alfanumeriche di 30
caratteri.
Le difficolta` tecniche sono esattamente pari a quelle di una casella
normale.
E alle aziende a cui e` diretto (il 99.999% di quelle italiane) e`
l'unica cosa che interessa.
Che ci siano difficolta` tecniche per i gestori e` interessante solo per
i 22 gestori.
>>E` da quando e` entrata in vigore che sente gente dire "vediamo le
>>alternative", ma nessuno (e ho cercato parecchio...) ha ancora detto
>>cosa si puo` usare in alternativa.
> Perché lo devono dire le istituzioni...
Faranno forse una nota integrativa, ma la soluzione l'hanno indicata.
Purtroppo non e` per niente obbligatorio che indichino soluzioni diverse.
E` gia` tanto che ne abbiano prevista una che (ringraziando $deity) sia
slegata dalla piattaforma hardware/software.
Bye.