> In orario notturno ( dalle 00 alle 6.00) è presente nella struttura solo
> personale di cooperativa (2 addetti) che variano spesso e non tutti sono
> in possesso di corso di Prev. Incendi livello alto e quindi ad oggi non
> siamo in regola con la norma e
Oddio, rischio alto in una casa di riposo mi sembra un po' eccessivo...al
massimo rischio medio, corso B DM 10/03/1998 da 8 ore. La formazione può
essere erogata anche da un consulente formatore privato in 1-2 giorni e la
spesa è modesta, non credo che per la cooperativa sia un grosso problema
formare anche una decina di persone...
aLUCArd
Ricordo che gli alberghi sono sempre considerati a rischio alto di incendio.
Sarà così anche per le case di riposo?
Enzo.
controllerei che dice la norma....
>> Ricordo che gli alberghi sono sempre considerati a rischio alto di
>> incendio.
>> Sarà così anche per le case di riposo?
>> Enzo.
>
> controllerei che dice la norma....
Ha ragione. L'Allegato IX al DM 10/03/1998 considera a rischio elevato gli
alberghi con più di 200 posti letto e le case di cura e riposo
indipendentemente dal numero di posti letto. Mi sembra un po' forte
(esistono case famiglia di 200mq e 4 anziani ospitati...), ma in effetti è
questa l'indicazione normativa.
aLUCArd
Il tutto è dovuto alla "ridotta capacità motoria" quindi problematiche
con l'evacuazione ecc.
Stesso discorso per asili nido e simili.
Stefano
Ciao Roberto,
sono anch'io RSPP di alcune RSA e IPAB, qualcuna molto grossa (>500 dip).
Il caso da Te presentato è piuttosto comune: la copertura degli addetti AEE
in particolare durante il turno notturno (22.00 - 6.00).
La normativa principale per una corretta VdR incendio è costituita oltre al
DM 10/03/98 anche dal DM 18/09/2002 e dalla Circolare n° 4 del 1 marzo 2002.
Correttamente le case di riposo sono a rischio Elevato (non le case alloggio
o altro che hanno un codice ATECO diverso).
In effetti è sufficiente fare una ricerca per accorgersi che ogni caso di
incendio anche non grave (in Italia circa 2-3 l'anno) comporta spesso
intossicazioni mortali.
Una volta eseguita la VDR vien da sé anche il PEE e il fabbisogno di
addetti.
In genere visto il basso numero di addetti in relazione al n° di ospiti non
autosufficienti (vedasi cir. 4/2002), si nomina TUTTI i lavoratori notturni
addetti AEE.
Qualche volta mi è successo di dover richiedere la presenza di un addetto in
più; cosa questa molto costosa perché ogni nuova posizione comporta la
partecipazione di 3 lavoratori (copertura complessiva in un'anno).
Nei contratti d'appalto per la fornitura di personale ormai da diversi anni
ho fatto inserire una clausola per quanto riguarda anche questo aspetto con
gli oneri quasi sempre a carico della cooperativa o suddivise secondo
capitolato, anche perché sono piuttosto elevate.
Bye
Il rischio incendio può essere medio o alto.
Se medio puoi erogare il corso con esame finale dei Vigili del Fuoco
(all. X punto l).
Se il rischio incendio é alto, corso ed esame finale devono essere
svolti dai Vigili del Fuoco.
Per esperienza personale ti consiglio di far erogare tutto ai Vigili
del Fuoco.
Cordiali saluti
l'idoneità tecnica ai VVFF è necessaria per le attività a rischio elevato.
>Se il rischio incendio é alto, corso ed esame finale devono essere
>svolti dai Vigili del Fuoco.
E da quando il corso è obbligatorio seguirlo dai vigili del fuoco?!
Daniel
Quoto Daniel.
aLUCArd
Mi pare stiate facendo un po' di confusione...
Le aziende possono essere a rischio basso, medio o elevato.
Rischio elevato: soggette a legge seveso o per esempio ospedali,
fabbriche di esplosivi, uffici/scuole con + di 1000 persone presenti;
Rischio medio: aziende soggette a controllo VVF o cantieri dove si usano
fiamme libere non all'aperto;
Rischio basso: tutte le altre.
L'attestato di idoneità tecnica deve essere conseguito in questi casi:
a) industrie e depositi di cui agli articoli 4 e 6 del D.P.R. n.
175/1988 e successive modifiche ed integrazioni;
b) fabbriche e depositi di esplosivi;
c) centrali termoelettriche;
d) impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
e) impianti e laboratori nucleari;
f) depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie
superiore a 10.000 mq;
g) attività commerciali e/o espositive con superficie aperta al pubblico
superiore a 5.000 mq;
h) aeroporti, infrastrutture ferroviarie e metropolitane;
i) alberghi con oltre 100 posti letto;
l) ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani;
m) scuole di ogni ordine e grado con oltre 300 persone presenti;
n) uffici con oltre 500 dipendenti;
o) locali di spettacolo e trattenimento con capienza superiore a 100 posti;
p) edifici pregevoli per arte e storia, sottoposti alla vigilanza dello
Stato ai sensi del R.D. 7 novembre 1942, n. 1564, adibiti a musei,
gallerie, collezioni, biblioteche, archivi, con superficie aperta a
pubblico superiore a 1000 mq;
q) cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione,
manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili
di lunghezza superiore a 50 m;
r) cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi.
quindi potrebbe esserci anche il caso di rischio medio con necessità di
attestato (ad es. albergo con 150 posti-letto, centri commerciali di
7000 mq di superficie etc.).
Presso i VVF si consegue l'attestatto, non si frequenta necessariamente
il corso.
>Per esperienza personale ti consiglio di far erogare tutto ai Vigili
del Fuoco.
Personalmente ho svolto formazione per Addetti AEE a Rischio ELEVATO (non
alto!) per circa 500 persone ottenendo feedback agli esami presso i CPVVF di
gran lunga superiore a quelli ottenuti dagli stessi VVF. Io stesso 10 anni
fa, per giocattolare, ho svolto l'esame (e superato) per addetto a rischio
elevato con un attestato firmato da me medesimo!
Concordo
> Le aziende possono essere a rischio basso, medio o elevato.
> Rischio elevato: soggette a legge seveso o per esempio ospedali, fabbriche
> di esplosivi, uffici/scuole con + di 1000 persone presenti;
> Rischio medio: aziende soggette a controllo VVF o cantieri dove si usano
> fiamme libere non all'aperto;
> Rischio basso: tutte le altre.
Questa forse è un'esemplificazione. La valutazione spetta comunque al Datore
di Lavoro attraverso il DVR che conterrà (si spera) anche i criteri adottati
nella valutazione del rischio, l'identificazione dei pericoli, l'analisi dei
fattori di rischio e la stima delle possibili conseguenze. Di ausilio a
questo compito oltre al DM 10/03/98 vi sono le regole di prevenzione incendi
e una "montagna" di altra normativa tecnica (a seconda dell'attività, degli
impianti presenti, ecc.) a partire dall'ex circolare 91/1961 che forniva già
un interessante algoritmo.
Nel caso specifico l'allegato IX al DM 10/03/1998 ha posto dei precisi
limiti normativi ad alcune attività.
> L'attestato di idoneità tecnica deve essere conseguito in questi casi:
>... CUT
> Presso i VVF si consegue l'attestatto, non si frequenta necessariamente il
> corso.
Quoto.
ecco, anche io faccio corsi antincendio da ormai qualche anno, e
parlando con un ispettore dei VVF chiesi se c'era la possibilità di fare
l'esame per l'idoneità tecnica con un attestato firmato da me.
L'ispettore mi disse che dovevo sentire un collega e farmi fare un
attestato da lui, o frequentare il corso per cui sono docente...
Si torna alla dicussione affrontata qualche tempo fa del caso di un
magazzino >1000 mq di materiali incombustibili...
Se leggi l'allegato I lo classifichi come rischio basso, se leggi
l'allegato IX come rischio medio in quanto attività 88...
...ed io continuo a pensare che sia da classificarsi a rischio medio,
nonostante la Valutazione dei Rischi.
Mi sembra normale, un conto è il risultato della VdR incendio altra cosa
sono gli adempimenti di legge (italiana), pensa ad esempio ad un ufficio con
15/20 dip e un archivio da 8/9t (att. 43) già in regola con il DM 22
febbraio 2006, quindi compartimentato e magari con un impianto di
rilevazione: qualsiasi algoritmo si utilizzi darà complessivamente sempre
rischio basso, mentre ai fini normativi si dovrà trattare come fosse a
rischio medio. Purtroppo la stortura nasce dallo scontro di 2 concezioni
diverse di fare prevenzione: quella prescrittiva, puntuale e specifica ma
anche semplificativa degli anni '50 a quella valutata e totale introdotta
con il nuovo approccio delle Direttive Comunitarie. Nello specifico è un
problema solo italiano visto che sono qui da noi esiste il CPI.
grazie per la risposta...
--
dr.A
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dr.A > Profilo > http://www.nntp.it/member.php?userid=2330
Vai all'articolo > http://www.nntp.it/showthread.php?t=2533926
Articolo inviato da www.nntp.it
Ciao dr.A(?)
non so cosa voglia dire per te "parziale".
Di prove ne ho organizzate molte, anche con la partecipazione di squadre di
VVF ed evacuazione da autoscala.
Comunque sia si coinvolge solo un reparto o un piano, anche perchè, come
raccomandato, si cerca di recare il minor disturbo possibile agli ospiti.
Normalmente si utilizza un fine turno per avere più personale: parte infatti
farà da "disabile a letto" e parte da soccorritore.
Importante è la preparazione prima (costruzione di un psicodramma) per
accentuare le criticità e creare partecipazione attiva. Spesso uso delle
smoking machine per accentuare le difficoltà.
Infine importante è il feedback finale con l'analisi delle n.c. emerse e in
particolare i tempi di evacuazione totalizzati.
Se ben realizzate ci si rende conto del perchè sono a rischio elevato e
degli svarioni dei progettisti.
...gli dici che che c'é un rischio e glielo rammenti periodicamente,
se sei anche RSPP e/o consulente.
:-)
era una domanda pleonastica
> In particolare è emerso un problema relativamente all'utilizzo della
> scala di emergenza antincendio, (con annessi "svarioni" dei citati
> progettisti)...
Il problema è che normalmente chi progetta non ha mai provato a svolgere
un'evacuazione.
> Nessuno aveva a suo tempo considerato che sono necessarie carrozzine
> predisposte per tali scale e questo è stato sicuramente motivo di
> misure di miglioramento.
Le scale non servono come via di fuga in una struttura dove oltre ad essere
anziani spesso il 97% non è autosufficiente. Occorre ripensare al modello di
protezione.
Compartimentazioni molto piccole, addirittura a livello di stanza, spazi
calmi, evacuatori di fumo, ascensori/montalettighe di emergenza questi sono
gli strumenti per permettere la realizzazione di un buon piano di emergenza.
All'estero vengono usati abbondantemente gli sprinkler anche nel
residenziale, mentre da noi si pensa primariamente alla protezione passiva.
I VVF in una simulazione volevano provare ad evacuare con i letti. Si sono
resi conto poi che smuovere 10/15 letti contemporaneamente è cosa tutt'altro
che facile e soprattutto richiede 2 persone per ogni invalido.