In linea generale, la dichiarazione di conformità (Legge 46/1990) viene
rilasciata per l'impianto utilizzatore e non per i componenti derivati
mediante un collegamento con presa a spina.
Le disposizioni della normativa tecnica (Norma CEI 64-8) e delle norme di
legge (DPR 447/1991) consentono di definire i "confini" dell'impianto
utilizzatore:
l'origine è il punto di consegna dell'energia elettrica (a valle del gruppo
di misura dell'ente distributore in caso di alimentazione in bassa tensione
da rete pubblica)
la fine è rappresentata da tutti i componenti elettrici non alimentati da
prese a spina e dai componenti fissi alimentati da prese a spina destinate
unicamente alla loro alimentazione
le prese fisse fanno parte dell'impianto utilizzatore
non fanno parte dell'impianto utilizzatore gli apparecchi trasportabili,
mobili o portatili, gli equipaggiamenti elettrici delle macchine ecc.
In un ambiente "tradizionale" (diciamo così) è abbastanza facile
individuare l'estensione dell'impianto utilizzatore. In un cantiere, dove
l'impianto elettrico si sviluppa in funzione del progredire dei lavori ed è
perciò soggetto a modifiche frequenti, le certezze sono meno consolidate.
Una posizione ragionevole potrebbe essere quella di considerare soggetta
all'obbligo della dichiarazione di conformità la parte di impianto che
comprende i quadri di distribuzione generale e secondaria, e quindi
tralasciando i quadretti di prese a spina che possono essere collegati dal
personale dell'impresa edile.
Ciò non significa che la parte di impianto "volante" debba essere
considerata come una terra di nessuno. I quadri per cantiere devono
corrispondere a quanto previsto dalla Norme CEI 17-13/4 in quanto a dati
di targa, comportamento termico, tenuta al corto circuito, grado di
protezione, resistenza meccanica ed alla corrosione ecc .
In particolare, i quadri di prese (che sono soggetti a spostamenti) devono
essere alimentati attraverso un cavo dotato di presa (la presa evita il
collegamento in morsettiera e quindi rende possibile il collegamento anche
da parte di personale non addestrato - cioè, non addestrato come un
installatore), il cavo deve essere resistente all'abrasione ed all'acqua, i
circuiti in uscita devono terminare esclusivamente con prese a spina, la
corrente nominale non può superare i 63 A ecc.
In ogni caso e di là dalla dichiarazione di conformità, l'impianto
elettrico ed i componenti devono comunque essere costruiti e realizzati a
regola d'arte (Legge 186/1968). E la sicurezza elettrica rientra comunque
fra gli obblighi generali di coordinamento degli interventi di prevenzione
e protezione previsti dall'Art. 7 del D.Lgs. 626/1994 (e lasciamo perdere
il D.Lgs. 494/1996…).
Chiedo scusa per la lunghezza. G. Pangerc
Simba <dome...@tin.it> scritto nell'articolo <36A1F1DA...@tin.it>...
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