Ho sottomano tre preventivi di tre aziende diverse per la realizzazione di un impianto similare e tutte mi propongono la medesima soluzione: filtri a secco (tasche in fibra sigillate, eventualmente munite di dispositivi colorimetrico, differenziale e autopulente in contropressione), o, in alternativa, filtri elettrostatici (costano circa il doppio ma necessitano di minor manutenzione). Mi si indica che i filtri sono eventualmente accoppiabili a filtri a carbone attivo se necessario.Credo tu abbia ragione, anche perche' le emissioni, in caso di sola saldatura, sarebbeo inquinate essenzialmente da pulviscolo (fumi) e polveri.Cordialita'Andrea Gobbi
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IL Vero problema è che il carbone attivo non è una soluzione
adeguata, ma solo un palliativo.
D' altra parte non è in gioco la licenza, ma la salute della
gente.
Il cancro al polmone, infatti, a differenza degli altri tipi di
cancro, non perdona, e questo la gente non lo sa.
L' unica vera soluzione sarebbe quella di andare a cercare ogni singola
particella inquinante, appesantirla con una condensa e farla cadere
in basso o su una apposita parete.
Ma per fare ciò occorre perdere tempo, se lo si fa a mano.
SPALIC lo fa in automatico in una frazione di secondo, e scusa la
pubblicità, ma è vero.
Romano
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