Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Anello idrico antincendio

2 views
Skip to first unread message

Ganginus

unread,
Nov 14, 2001, 10:14:39 AM11/14/01
to
Buon Giorno!

In fase di richiesta CPI ci siamo accorti che già all'ingresso del ns.
anello antincendio arriva una pressione irrisoria.
Interpellato il servizio di approvvigionamento comunale a cui siamo
allacciati, dopo loro sopralluogo, ci è stato verbalmente riferito che il
problema dovrebbe essere risolto alla messa in funzione di un secondo pozzo
che serve la nostra zona e che è fermo da qualche mese...

Mi si consiglia di mandare una lettera raccomandata al Sindaco e p.c. al
responsabile dell'Ufficio Tecnico per ufficializzare la questione e per
rammentare le loro responsabilità (?) nel caso di emergenza.

Qualcuno mi può dire cosa scrivere? Se ci sono articoli di legge sulla
(eventuale) responsabilità del fornitore di servizio idrico?

Grazie in anticipo.

--

gan...@NOhotmail.SPAMcom
-------------- -------------
Togli NO SPAM per e-mail account


Ing. Francesco Gorini

unread,
Nov 14, 2001, 5:05:02 PM11/14/01
to
Il Vs caso è abbastanza tipico.
Il fornitore di acqua non ha nessuna responsabilità.

Al 99% dovrete frugarvi per mettere pompe e serbatoio (anche fino a 50
milioni in funzione del tipo di attività protetta)

Saluti

Francesco Gorini.


"Ganginus" <gan...@NOhotmail.SPAMcom> ha scritto nel messaggio
news:9su1p5$4pfe$1...@stargate1.inet.it...

Alberto

unread,
Nov 16, 2001, 2:39:27 AM11/16/01
to
confermo la responsabilità unica del titolare dell'attività che in assenza
di dichiarazione del responsabile dell'acquesdotto circa portata e
pressione.
Morale stazione di pompaggio UNI 9490 con eventuale riserva idrica.

IngBilly

"Ing. Francesco Gorini" <stgo...@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:9supro$vvo$1...@nreadb.inwind.it...

S.C.A.I. S.r.l.

unread,
Nov 16, 2001, 3:01:08 AM11/16/01
to
> confermo la responsabilità unica del titolare dell'attività che in assenza
> di dichiarazione del responsabile dell'acquesdotto circa portata e
> pressione.
> Morale stazione di pompaggio UNI 9490 con eventuale riserva idrica.
...
> > Il Vs caso è abbastanza tipico.
> > Il fornitore di acqua non ha nessuna responsabilità.
> > Al 99% dovrete frugarvi per mettere pompe e serbatoio (anche fino a 50
> > milioni in funzione del tipo di attività protetta)

Vorrei approfondire la cosa con Francesco ed Alberto...

Daccordo quando l'acquedotto non fornisce o non puo' fornire la portata
d'acqua necessaria ad alimentare il minimo numero di idranti previsto nel
progetto di adeguamento...

...ma se l'acquedotto, in condizioni normali fornisce la portata necessaria
per tale compito, deve essere comunque realizzata la stazione di pompaggio
autonoma e la riserva idrica per sopperire a carenze straordinarie, o e'
sufficiente la sola connessione all'acquedotto?

Grazie per le risposte.

Andrea Gobbi


Alberto

unread,
Nov 16, 2001, 3:11:06 AM11/16/01
to
a mio parere il "sopperire " alla rete pubblica è graduale.
Con ciò intendo dire che per i comuni dove di norma la portata è presente
(ad esempio i comuni del varesotto, ma anche del milanese e sicuramente i
comuni montani con riserve idriche proprie) spesso il problema è solo di
pressione. In questo caso è sufficente un gruppo di pressurizzazione e
sicuramente non consiglio al cliente la vasca di riserva.
Un discorso a parte però lo farei per impianti a schiuma e sprinkler che
normalmente proteggono da rischi più gravosi, ma i volumi idrici, in
particolare per gli i mpianti a schiuma ad alta espansione, non sono
considerevoli.

IngBilly

"S.C.A.I. S.r.l." <sca...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:8J3J7.15670$0x4.3...@news2.tin.it...

Ing. Francesco Gorini

unread,
Nov 16, 2001, 11:00:11 AM11/16/01
to
> Vorrei approfondire la cosa con Francesco ed Alberto...
> Daccordo quando l'acquedotto non fornisce o non puo' fornire la portata
> d'acqua necessaria ad alimentare il minimo numero di idranti previsto nel
> progetto di adeguamento...
Il mio punto di vista è il seguente:
la normativa antincendio non cita mai il gestore dell'acquedotto ma solo il
titolare dell'attività quindi davanti al giudice (penale) è responsabile
solo il titolare dell'attività. Da un punto di vista di rapporti fra privati
nel caso in cui il gestore dell'acquedotto si impegnasse per scritto a
mantenere una certa pressione e portata il datore di lavoro potrebbe (in
sede civile) rivalersi su di lui ma personalmente in tutta la zona in cui
lavoro (Firenze, Prato, Arezzo, ecc.) non ho mai visto un ente erogatore
impegnarsi a mantenere certi livelli di pressione e portata.

Di solito in previsione di attacco diretto all'acquedotto consiglio di
Installare un manometro a monte del contatore per misurare in un certo lasso
di tempo (es. 6 mesi) la pressione statica
Fare due conti per vedere come questa pressione statica si traduce in
pressione residua quando uno o più idranti vengono aperti (conti fatti
secondo le formule riportate sulla UNI 10779)
Anche con impianto idrico funzionante monitorare la pressione fornita
dall'acquedotto (ad intervalli predeterminati)


>
> ...ma se l'acquedotto, in condizioni normali fornisce la portata
necessaria
> per tale compito, deve essere comunque realizzata la stazione di pompaggio
> autonoma e la riserva idrica per sopperire a carenze straordinarie, o e'
> sufficiente la sola connessione all'acquedotto?

Vedi discorso sopra. L'acquedotto mai si impegnerà a tale obbligo quindi il
datore di lavoro deve decidere caso per caso. Diciamo che in linea generale
per piccole attività può essere sufficiente l'attacco diretto all'acqeudotto
se questo fornisce almeno 4,5 atm di pressione e l'anello antincendio non è
fatto in modo irrazionale (caso classico di tubo da 2 pollici per alimentare
3 idranti contemporaneamente in quanto l'installatore non ha l'attrezzatura
per lavorare i 3 pollici). Per attività medio grandi la stazione di
pompaggio è quasi d'obbligo.

C'è inoltre da tener presente che un'aumento di pressione dell'acquedotto se
porta vantaggi da un punto di vista antincendio rischia di rompere le
tubazioni dell'acqua potabile vecchie presenti in certe abitazioni quindi
l'acquedotto non ha nessun vantaggio a fornire una pressione per alimentare
gli impianti antincendio e tutti svantaggi (tipo dover pagare i danni
conseguenti alle tubazioni rotte) a meno che non ci sia una fornitura
specificatemente pensata per alimentare gli impianti antincendio.


Saluti

Francesco Gorini


franco

unread,
Nov 22, 2001, 10:02:59 AM11/22/01
to
> ...ma se l'acquedotto, in condizioni normali fornisce la portata
necessaria
> per tale compito, deve essere comunque realizzata la stazione di pompaggio
> autonoma e la riserva idrica per sopperire a carenze straordinarie, o e'
> sufficiente la sola connessione all'acquedotto?
>
Ah, fortunati nordisti (suppongo)!
Qui in Sardegna non si pone il problema di pressione e/o di portata ma
semplicemente della presenza dell'acqua in rete (vedi siccità). Pertanto
poichè non avere disponibilità di acqua al momento dell'emergenza
costituisce un evento altamente probabile ergo .............. pompa UNI 9490
(con grande sodidsfazione di Low.. e soci (niente pubblicità, non ne hanno
certamente bisogno).

SALUTI


Pierangelo Benedetti

unread,
Dec 22, 2001, 4:54:29 AM12/22/01
to
Mi inserisco nella discussione in quanto interessante.
sinteticamente esprimo il mio pensiero relativamente al problema idranti che
ci affligge quotidianamente.
a) attività che prevedono l'allacciamento esclusivamente alla rete idrica
cittadina non ve ne sono; solo la norma sulle autorimessa lo cita
espressamente (a condizione che l'ente erogatore garantisca portata e
pressione nell'arco delle 24 ore - IMPOSSIBILE in Veneto).
b) in tutti gli altri casi di norma verticale è citato che bisogna garantire
determinate pressioni e portate (alberghi, pubblico spettacolo, ospedali,
ecc.) e quindi è sempre a discrezione del tecnico (e dell'esperienza) la
valutazione sull'adozione di gruppo e vasca o acquedotto. e' ovvio che se
manca la pressione....
c) leggo spesso UNI 9490 e UNI 10779. E' stato assodato (qualche VVF ha
rischiato anche la denuncia per abuso) CHE LE NORME UNI (a meno che non
siano recepite dalla Legge dello Stato) NON SONO NORME DI LEGGE ma solo di
buona tecnica costruttiva. e' indubbio che conviene seguire le UNI 9490
nella scelta del gruppo, ma, a meno di attività particolarmente rischiose e
PRIVE DI NORME VERTICALI, conviene non usare la UNI 10779 (troppo onerosa
tecnicamente) e conviene sempre concordare una via di mezzo o, adirittura,
progettare secondo l'esperienza e la tecnica anelli o rami di tubazioni
antincendio, che consentano un funzionamento dell'impianto stesso.
d) per attività a medio rischio di incendio (tutte quelle del DM 16/02/82)
ma con basso carico di incendio (io tengo il limite inferiore a 10 kg/mq),
molte volte propongo ai VVF i naspi antincendio + una colonna soprasuolo o
sottosuolo esterna per il carico dei mezzi speciali.
In merito alle UNI 10779 chiedo anche a voi come la pensano i vostri comandi
VVF locali.
A presto. Pierangelo


Roberto

unread,
Jan 2, 2002, 1:15:00 PM1/2/02
to
a) attività che prevedono l'allacciamento esclusivamente alla rete idrica
cittadina non ve ne sono; solo la norma sulle autorimessa lo cita
espressamente (a condizione che l'ente erogatore garantisca portata e
pressione nell'arco delle 24 ore - IMPOSSIBILE in Veneto).


Anche gli hotel con un numero di posti inferiori a 100.


0 new messages