Per prima cosa dovresti valutare il tipo di legno utilizzato
dall'azienda: se sono impiegate essenze di "legni duri", la valutazione
dei rischi dovrà tenerne conto per l'indubbia presenza nell'ambiente di
lavoro di polveri di legno duro, agente chimico riconosciuto
cancerogeno per l'uomo. Pertanto si dovrà tener conto sia del Titolo
VII che del Titolo VII-bis del D.Lgs. 626/94.
Secondo quanto disposto dall'Art.64 co.1 lett.d dello stesso decreto,
inoltre, il datore di lavoro deve provvede alla misurazione degli
agenti cancerogeni o mutageni per verificare l'efficacia delle misure
attuate.
> Potrebbero essere sufficienti certificare le caratteristiche degli
> impianti e la loro manutenzione continua...
No, ma è importante registrare (in forma scritta) qualsiasi controllo o
intervento di manutenzione che viene eseguito sugli impianti.
> Nel caso, come penso che sia, fosse necessario effettuare le misure
> devo far riferimento alla norma uni 689/1997? (ho provato a cercarla su
> internet ma non sono riuscita a trovarne neanche un estratto, qualcuno
> di voi conosce dei link dove potrei trovarla oppure potrebbe fornirmi
> la parte che serve per effettuare la valutazione delle'sposizione).
Il laboratorio di analisi che (credo) contatterai per l'effettuazione
dei campionamenti dovrebbe operare secondo la UNI 689 citata. Chiedi
info a loro.
(Copia della norma la puoi richiedere all'UNI, a pagamento ovviamente)
buon lavoro.
Massimo I.
Nel caso in cui esista comunque o sia necessario un flusso emesso dalla
falegnamerìa, questo quali caratteristiche dovrebbe aver, per ottnere l'
autorizzazione ?
Scusate se forse la domanda è troppo ampia.
RDS
"MaxI" <iob.massi...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:mn.7b6b7d693...@libero.it...
http://www.inail.it/pubblicazionieriviste/tuttititoli/medicina/falegnameria.htm
Silvia ha scritto: