"sara" <aadi...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:54d172de.01121...@posting.google.com...
Non capisco cosa voglia dire eseguire una operazione non conforme alla
procedura "evitando di sollevare 20/30 kg."
Voglio sperare che il tuo direttore di stabilimento, visto che si preoccupa
tanto del penale, abbia valutato la problematica del sollevamento manuale dei
carichi (peso da sollevare, frequenza del sollevamento, altezza del carico da
terra ecc ecc)ed agito di conseguenza,laddove la valutazione dei rischi abbia
evidenziato una mancata protezione del lavoratore.
Detto questo, io se fossi in te mi farei dare tre o piu' giorni di infortunio,
dal tuo medico o dal pronto soccorso dell'ospedale.
L'infortunio va obbligatoriamente segnalato dalla ditta sia nel registro
apposito, che nella denuncia inail.
Il medico competente e l'RSPP a questo punto terranno in debito conto il tuo
infortunio, soprattutto se ne sono avvenuti altri della stessa natura,
evidenziati nel registro che ho citato prima.
Essi, di concerto con l'RLS attiveranno nel merito il direttore di
stabilimento.
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E che diavolo c'entra l'infortunio?
Senti: se il medico competente ha omesso di redigere il certificato di
parziale inidoneita' alla mansione, tu gli devi subito chiedere ragione di
cio', direttamente o attraverso gli RLS come meglio ti viene. Invece se il
medico ha redatto un certificato in tal senso, oltre a trasmetterlo al
datore di lavoro, te ne deve dare una copia che tu potrai far valere nelle
opportune sedi affinche' venga rispettata la limitazione di sollevamento
pesi che e' consigliabile in caso di ernia inguinale. Per cui prima di tutto
mi accerterei se e che cosa e' stato scritto.
Sandy-medico competente
I Medici Competenti hanno l'obbligo, sancito per legge, di rilasciare al
Lavoratore ed al Datore di Lavoro, dopo un qualsiasi accertamento medico
(visita medica d'assunzione, visita medica periodica, visita medica su
richiesta del Lavoratore ecc) un certificato (scritto) che esprima
compiutamente un' eventuale "inidoneità alla mansione" o "idoneità con
restrizioni alla mansione" (quest'ultimo caso riguarda il ns. amico).
Quasi tutti i Medici Competenti, rifacendosi anche a precisi obblighi di
deontologia professionale, rilasciano comunque un certificato anche in caso
di giudizio "d'idoneità senza limitazioni alla mansione" (in questo caso la
legge non lo prevede).
E' molto strano, quindi, che, "l'ufficio del personale" o "il Datore di
Lavoro" non siano venuti a conoscenza del giudizio espresso dal Medico
Competente.
Importante è poi, anche per legge, che, il Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione insieme al Medico Competente abbiano calcolato, per
la mansione svolta dal ns. amico, l'indice di rischio (secondo la
N.I.O.S.H.).
"In generale" l'ernia inguinale è una patologia, che per la sua possibile
grave complicanza "lo strozzamento", è ormai sempre oggetto di intervento
chirurgico a breve termine, con risultati peraltro ottimi dal punto di vista
funzionale.
La possibilità, ventilata da Nicola Alberti, di "mettersi in infortunio" può
rivelarsi oltremodo fallimentare poichè tale tipo di richiesta, nel caso in
esame, può essere facilmente contestata sia dal Datore di Lavoro e
soprattutto dall'ente assicuratore I.N.A.I.L..
Un chiarimento, amichevole, di tipo verbale, con il Medico Competente
dovrebbe essere (come consigliato da Gobbi) la via più semplice per
sbrogliare la matassa, ed io aggiungerei, in attesa dell'intervento
chirurgico risolutore.
Buona Navigazione
Sergio Bani
Scusatemi, ma io ho percepito una certa dose di diffidenza tra le parti in
causa.
Diffidenza piu' che giustificata da parte del lavoratore in questo caso, visto
che è lui l'anello debole ed e' comunque lui che ne paga le spese maggiori in
termini di salute e mancata protezione.
Ho assistito a casi in cui i destinatari delle norme (Datori di Lavoro,
Dirigenti e Preposti), si sono arrampicati sugli specchi per difendersi in
giudizio, a fronte di infortuni, malattie professionali e ispezioni ASL.
Anche in questo caso si sbandierano lettere di richiami, provvedimenti, vi sono
a mio modo di vedere, omissioni piu' o meno consapevoli:
> Oggi ho avuto uno scontro con il caporeparto perchè eseguivo
> un'operazione "non conforme alla procedura" (evitavo di sollevare
> troppo peso). Alla minaccia di ricevere una lettera di richiamo, ho
> chiesto un incontro/confronto con il Direttore di Stabilimento e il
> caporeparto stesso: è emerso che nessuno era stato informato della mia
> ernia, e il Direttore di stabilimento ha ammesso "che lui rischia il
> penale" in caso di mancato provvedimento per salvaguardare la salute
> del lavoratore.
Io sono il primo ad augurarmi a che' il tutto risolva con una bella
chiacchierata chiarificatrice tra le parti, come giustamente consigliata da
Andrea Gobbi e Sergio Bani che qui saluto.
Purtroppo spesse volte non e' cosi' e da qui nasce il mio consiglio di mettersi
in malattia o in infortunio, per sbloccare una situazione che altrimenti si
trascinerebbe con danni a carico esclusivo del lavoratore.
Per carità, c'e' la deontologia professionale del Medico Competente, c'e' il
capo reparto che si preoccupa delle procedure, c'e' il Direttore di
stabilimento che si preoccupa del penale,..............
Chi si preoccupa del tizio con l'ernia inguinale se non il lavoratore stesso,
mettendosi in malattia o in infortunio??
Non credo proprio, o per lo meno io non sono a conoscenza che qualche azienda e
l'INAIL abbiano sollevato perplessità sull'assenza dal lavoro per questa
tipologia di danno, ma posso anche sbagliare.
In ogni caso il mio consiglio era teso a modificare una situazione, altrimenti
statica sotto il profilo delle varie responsabilità a vario titolo coinvolte.
Cordiali saluti ed in particolare ad M un augurio di pronta guarigione.
Nicola Albertini