Esiste qualche linea-guida su come vada fatta la valutazione dei
rischi e la relativa autocertificazione in una micro-azienda, ex art.
29 comma 5?
Nello stesso comma si specifica che la valutazione dovrà esser fatta
"sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6,
comma 8, lettera f)"...ma ovviamente tali procedure non esisono
ancora.
Ed allora? :-O
Saluti Archi
ancora autocertificazione?
ho qualche dubbio sulla possibilità concreta di farla
giorgio
>
> ancora autocertificazione?
> ho qualche dubbio sulla possibilità concreta di farla
> giorgio
Sono il primo a dire che i nostri legislatori non sono dei fulmini di
guerra, e che di puttanate ne scrivono tante... ma la legge mi pare
chiara, a questo proposito. Non è però chiaro COME materialmente vada
fatto...
Saluti Archi
appunto: ti autocertifichi il rischio stress-correlato oppure quello da
radiazioni?
giorgio
>
> appunto: ti autocertifichi il rischio stress-correlato oppure quello da
> radiazioni?
Parliamo ad esempio della salumeria, le cui uniche fonti di radiazioni
possono essere i latticini Galbani fatti con scarti di fonderia, e
l'unico rischio stress quello del cliente che da vent'anni ordina
sempre lo stesso salame e si lamenta sempre che non è più quello di
una volta...
La salumeria in questione come fa ad autocertificarsi?
Saluti Archi
>La salumeria in questione come fa ad autocertificarsi?
Se sei un datore di lavoro che occupa fino a 10 lavoratori puoi
Autocertificare l'avvenuta valutazione dei rischi ed evitare di produrre il
DVR.
Devi aver comunque valutato tutti i rischi e preso le dovute precauzioni
consapevole che chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o
ne fa uso, è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in
materia.
In soldoni dovrai scrivere su un foglio qualcosa del tipo:
Io DDL, ho designato i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di
prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro
in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e
di gestione dell'emergenze che sono:
Tizio per xxx
Caio per xxx
Sempronio per xxx
Inoltre, insieme al RSPP e al MC (se previsto e credo che in una salumeria
non sia previsto a meno che non spostiate tonnellate di salami o rientriate
nei casi di cui all'articolo 41!) e sentito il parere del RLS DICHIRO di
aver valutato nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o
dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di
lavoro, i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.
Dichiaro inoltre che dall'esito della valutazione ho individuato e adottato
le misure di prevenzione e protezione necessarie ed ho imposto l'utilizzo
dei dispositivi di protezione individuali ove necessari.
A questo vanno aggiunte le evidenze delle capacità dei nominati (Attestati
dei corsi, curricula, ecc dei vari RSPP, RLS, MC, Addetti, ecc.), va scritta
la data, firmato ed inviato (insieme alle nomine) all'ASL ed alla Direzione
Provinciale del lavoro.
Spero di essere stato comprensibile.
Ciao Riccardo
P.S. Ho dimenticato di dire che la stessa comunicazione va anche inviata al
RLS.
> La salumeria in questione come fa ad autocertificarsi?
il DdL probabilmente nemmeno sa di cosa si sta parlando ma
autocertificherà che non ha rumori nè vibrazioni e che gli impianti sono
tutti a posto secondo la 46/90 (perchè nessuno gli ha detto che è stata
sostituita nel frattempo)
ne ho visti di DVR simili, magari fatti dal peone di turno che si è
fatto dare 50 euro in nero e figura che l'ha predisposto il DdL
Poi ci sono anche quelli che non hanno il DVR perchè dalla loro
personalissima indagine non sono emersi rischi.
Ultimamente sono stati indagati i distributori di carburante ed è stato
loro contestato la mancata effettuazione del controllo sanitario, oltre
ad altro eventuale; risposta standard: e io che ne so che devo fare le
visite?
però avevano risparmiato qualche cento euro d'origine...
>
> Saluti Archi
>
>>
>> A questo vanno aggiunte le evidenze delle capacità dei nominati (Attestati
>> dei corsi, curricula, ecc dei vari RSPP, RLS, MC, Addetti, ecc.), va
>> scritta la data, firmato ed inviato (insieme alle nomine) all'ASL ed alla
>> Direzione Provinciale del lavoro.
>
>
> P.S. Ho dimenticato di dire che la stessa comunicazione va anche inviata al
> RLS.
Le nomine RSPP non vanno più inviate a nessuno (vanno solo archiviate
con data certa) e l'autocertificazione non si inviava neppure prima, se
non per il fatto che nella nomina si dichiarava di aver ottemperato
all'art. 4 ecc.
Per il resto sono d'accordo, nelle attività moolto semplici ritengo che
sia sufficiente una autocertificazione un po' più corposa del solito
pezzo di carta.
Stefano
rischio biologico?
microclima?
MRAS?
MMC?
agenti fisici: freddo, rumore, vibrazioni...
sicuro che non serve?
giorgio
Dove è scritto che vanno "archiviate con data certa"?
Mi pare che l'obbligo sia solo di indicare nel documento di
valutazione il nome del RSPP, e questo
documento deve avere data certa (art. 28 c.2 D. Lgs. 81/08). O mi sono
perso qualcosa?
Bye
Aspetta che ricontrollo, perché questo decreto con tutti i rimandi mi
sembra più il gioco dell'oca.
>
> Dove è scritto che vanno "archiviate con data certa"?
> Mi pare che l'obbligo sia solo di indicare nel documento di
> valutazione il nome del RSPP, e questo
> documento deve avere data certa (art. 28 c.2 D. Lgs. 81/08). O mi sono
> perso qualcosa?
>
> Bye
Ora ricordo, non c'è scritto direttamente, però dato che il nominativo
va indicato nel dvr (che per il momento deve avere data certa), non è
più necessaria una comunicazione ufficiale. In caso di controllo
andranno a vedere se avevi a suo tempo nominato il rspp.
Concordo in pieno sulla risposta standard che è proprio quello che consiglio
di non dire MAI in caso di controllo. Il punto è che il ddl NON può non
conoscere i rischi perchè deve aver seguito un corso (se si autonomina RSPP)
o alla nomina di un RSPP con capacità e requisiti idonei.
Supponendo che al corso ci sia andato, che chi teneva il corso si sia fatto
capire, che chi doveva capire non abbia fatto orecchie da mercante e che il
tutto si sia sviluppato in flusso formativo ed informativo (anche verso i
preposti) sempre aggiornato (credo che sia questo uno dei cardini della
norma) non ci sarebbe stato più il bisogno di incaricare un peone per fare
l'autocertificazione.
> Poi ci sono anche quelli che non hanno il DVR perchè dalla loro
> personalissima indagine non sono emersi rischi.
Non avere il DVR non significa non aver valutato i rischi e preso le dovute
precauzioni ma che invece di scrivere un dovumento dove c'è scritto tutto
quello che ho fatto e che dovrò fare dichiaro (autocertifico) di averlo
fatto senza aver messo nero su bianco. Io condivido questa opportunità che
il legislatore ha dato ai ddl di piccole attività che evita inutili
produzioni di tomi di carta sempre a patto che si rispetti il circolo
formazione-informazione di cui parlavo sopra e che NON si dica (anzi non si
pensi!!) e io che ne so che dovevo fare tutte queste cose!
Chissà se quando arriva la finanza lo stesso ddl risponde: e io che ne so
che dovevo pagare l'iva??
Riccardo
Hai perfettamente ragione se non per il fatto dell'invio al RLS (come
informazione preventiva).
Riccardo
per fare un DVR basta leggere l'art. 28 ed un po' di esperienza...
Per fare un'autocertificazione non credo servano linee guida!