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Vaccinazione antitetanica

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mauro

unread,
Oct 15, 2001, 2:37:19 AM10/15/01
to
L'obbligo della vaccinazione antitetanica e' da tempo richiesto dalla
legge per una serie di attivita'.
A fronte del rifiuto di parecchi lavoratori (di industria meccanica)
di sottoporsi alla vaccinazione, quale deve essere il comportamento
dell' azienda?
Grazie per i consigli


R&O

unread,
Oct 15, 2001, 4:05:14 PM10/15/01
to

mauro > wrote in message

Nella mia azienda č stato predisposto dal medico un modulo, dove il
lavoratore contrario alla vaccinazione, firma il mancato consenso ad
effettuarla. Non so fino a che punto possa servire, ma l'asl l'ha accettata.
Buon lavoro
Fausto Oggionni


Sandy

unread,
Oct 15, 2001, 6:03:01 PM10/15/01
to

> Nella mia azienda č stato predisposto dal medico un modulo, dove il
> lavoratore contrario alla vaccinazione, firma il mancato consenso ad
> effettuarla. Non so fino a che punto possa servire, ma l'asl l'ha
accettata.

In che senso l'ha accettata? Non ha fatto allontanare dal rischio il
lavoratore? Ma quale ASL? Mi sembra un po' strano.
Sandy

S.C.A.I. S.r.l.

unread,
Oct 16, 2001, 6:16:14 AM10/16/01
to
A me risulta che tale vaccinazione, almeno in determinati settori, risulta
essere obbligata dalla Legge 05/03/1963 n. 292, che al momento non ho
sottomano.
Appena possibile reposto il tutto.
Cordialita'.
Andrea Gobbi

"Sandy" <i.po...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:p2Jy7.19769$YC3.5...@news1.tin.it...

R&O

unread,
Oct 16, 2001, 4:45:06 PM10/16/01
to
Sandy <> wrote in message

>
> In che senso l'ha accettata? Non ha fatto allontanare dal rischio il
> lavoratore? Ma quale ASL? Mi sembra un po' strano.
> Sandy
>

Accettata nel senso che non è possibile obbligare a forza uno a vaccinarsi,
è successo con una persona sola che si è presa formalmente tutte le
responsabilità della sua decisione. L'Azienda, dal canto suo, ha cercato nel
minor tempo possibile un cambio di mansione. Diciamo che l'accettabilità da
parte dell'ASL s'è configurata come una "prescrizione" (passatemi il
termine). E' stato possibile dimostrare che l'azienda ha ottemperato a tutti
gli obblighi, informazione-disponibilità alla vaccinazione-percorso
formativo mirato. Nel caso specifico ha richiesto al lavoratore un presa di
coscienza forte rispetto alla contrarietà verso la vaccinazione: prendersi
la resposnabilità totale della scelta. E' stato un caso temporaneo, ma
riveste particolare importanza nel difficile rapporto verso persone
contrarie, e sono molte, alle vaccinazione, specie se obbligatorie. Credo
che la scelta migliore sia il cambio di mansione, nel caso
dell'impossibilità credo che si prefigga l'inidoneità alla mansione, essendo
la vaccinazione requisito discriminante in quanto obbligatorio. Mi chiedo
quante persone siano disposte a perdere il lavoro per condizioni ideologiche
di questo tipo.
Voglio sottolineare, sperando d'esser chiaro, che questo è un caso limite e
che non è assolutamente trasferibile a tutti gli altri obblighi-doveri a cui
aziende e lavoratori devono sottostare.
Per l'azienda rimane, in ultima analisi, il cambio mansione e una chiara
verifica della mansione e della certezza dell'obbligo.
Spero di aver charito il tutto.
Buon Lavoro
Fausto Oggionni


Enrico Giliberti

unread,
Oct 19, 2001, 7:49:21 PM10/19/01
to
"mauro" <Mavrat...@hotmail.com> wrote in message
news:p20lst4otcc6gov53...@4ax.com...

Un rifiuto da parte del dipendente di essere sottoposto a vaccinazione non è
ammissibile in quanto:
1) questo costituirebbe classico esempio di lavoratore che assume decisioni su
se stesso in tema di sicurezza;
2) il rifiuto del dipendente limiterebbe la possibilità del datore di lavoro di
adottare tutte le misure necessarie per la tutela della salute e quindi ne
limiterebbe la punibilità in caso di infezione;
3) la Corte costituzionale ha ripetutamente escluso l'incostituzionalità delle
vaccinazioni obbligatorie (con riferimento all'art. 32 della Costituzione [4]:
“Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non
per disposizione di legge”);
4) la vaccinazione antitetanica rientra tra le vaccinazioni obbligatorie
essendo prevista dalle leggi n. 292/63 e n. 419/68, dal D.P.R. n. 1301/65 e dai
D.M. 22 marzo 1975 e 16 settembre 1975 (in raccordo con la legge n. 833/78);
5) la sentenza n. 132/92 della Corte costituzionale ha stabilito che il rifiuto
per motivi ideologici a vaccinazioni obbligatorie per legge deve dare adito a
sanzioni amministrative.
6) Irrilevanti eventuali dichiarazioni di liberatoria da parte del lavoratore.
7) L'unico caso in cui è ammissibile un esonero è rappresentato dalla presenza
di specifiche controindicazioni mediche alla vaccinazione: la principale è
rappresentata da una allergia documentata al vaccino.

--
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R&O

unread,
Oct 20, 2001, 10:09:40 AM10/20/01
to

Enrico Giliberti wrote
trim

> 7) L'unico caso in cui è ammissibile un esonero è rappresentato dalla
presenza
> di specifiche controindicazioni mediche alla vaccinazione: la principale è
> rappresentata da una allergia documentata al vaccino.

Grazie per le precisazioni che hai fornito. Riporto il punto 7) del tuo
intervento per chiederti: in questo caso ravvisi inidoneità alla mansione,
quindi obbligo di cambio mansione, o mantieni la mansione del lavoratore pur
in presenza di un rischio?
Qual'è la tua esperienza in in tal caso nell'attività quotidiana?
Grazie
Fausto Oggionni


Enrico Giliberti

unread,
Oct 22, 2001, 6:14:40 PM10/22/01
to
"R&O" <raog...@tin.it> wrote in message
news:EAfA7.2887$QL2....@news2.tin.it...


Nella mia esperienza non ho ancora incontrato qualcuno che abbia presentato una
controindicazione, con certificazione circostanziata, alla profilassi
vaccinica. Certo, dovessi incontrarlo, sarebbe un bel problema. Ma se
hai ravvisato che, la mansione svolta dal lavoratore potrebbe esporlo ad un
rischio, anche minimo di contrarre il tetano, non mi sentirei di ritenerlo
idoneo. Tieni presente che alcune categorie di lavoratori sono obbligate, per
legge, alla vaccinazione antitetanica, indipendentemente dalla tua valutazione
di questo rischio!!


--
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