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RSPP esterno dipendente di un ufficio

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Roberto Girardi

unread,
May 27, 2002, 5:44:57 AM5/27/02
to
Volevo sottoporvi la mia situazione attuale per chiederVi un Vs parere.
Premetto che sono un impiegato di un ufficio di consulenza tecnica che
tra le varie cose si occupa di sicurezza del lavoro e il sottoscritto
ricopre il ruolo di RSPP esterno per varie aziende ns. clienti.

Il mio titolare è andato a visitare una segheria che produce bancali in
prov di AL, alla quale è stata fatta una offerta per :
- sorveglianza sanitaria;
- analisi valutazione dei rischi;
- contratto di mantenimento annuale per aggiornamenti sulla sicurezza;
- nomina RSPP esterno;
- analisi fonometrica.

Il titolare ha accettato l'offerta proposta e quindi sono subentrato io
x la visita iniziale x ciò che mi compete e cioè valutazione e nomina
RSPP.
Essendo dipendente dovrei giustamente fare quello che gli viene detto,
quindi il mio nominativo è stato inviato agli organi competenti per la
nomina RSPP esterno.
Purtroppo visitando questa segheria mi sono trovato di fronte ad una
realtà sconosciuta, piena di pericoli e soprattutto con un datore di
lavoro che da 40 anni ha questa attività e non è troppo sensibile alle
tematiche della sicurezza.
Tra le prime cose che ho notato, per le mie scarse conoscenze, ho
evidenziato :
- tetto in eternit bucato/sfibrato in diversi punti
- nessun estintore, impianto di spegnimento automatico ecc.
- pavimento sia interno che esterno sconnesso
- rumore superiore ai 90 dbA (se non 95!)
- dipendenti sprovvisti di dpi (alcuni lavorano in ciabatte, canotta e
pantaloni corti!)
- il capannone nn ha uscite di emergenza (i portoni sono sempre aperti
anke di inverno)
- i wc sono inadeguati (ci sono sia uomini che donne che lavorano)
- nessuna cassetta di sicurezza
e nn sò quante altre nn conformità sono presenti di cui io nn conosco
neanke l'esistenza!!!!

Praticamente vorrei chiederVi come mi dovrei comportare in una
situazione del genere e soprattutto se avete mai rifiutato lavori del
genere o se potete spiegarmi in che situazione mi protrei trovare in
caso di visita ASL. Inoltre esiste un modulo per la disdetta della
nomina RSPP esterno e a chi dovrei inviarlo (credo logicamente all'ASL -
all'ISpettorato del L e al cliente!?!)


P.S. Sinceramente sto valutando di cambiare lavoro, dato che ho troppe
responsabilità, il campo di conoscenze da avere è troppo vasto e
soprattutto ho uno stipendio da operaio, senza avere nessuna
assicurazione di alcun tipo, in più penso che avendo solo 25 anni non
posso certo avere un bagaglio di esperienza tale da sopperire alle mie
lacune!

Spero che mi vogliate rispondere in tanti per avere più punti di vista
possibile.
Grazie e buon lavoro


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

ILDIAVOLO

unread,
May 27, 2002, 6:32:08 AM5/27/02
to
Sign. Girardi,
la situazione in cui si trova non è nuova. Non sono certo pochi i datori di
lavoro con le orecchie da mercante.
Io di solito faccio fronte a queste situazione prospettando
fantascientifiche conseguenze per l'azienda.
Insomma per il datore di lavoro la sicurezza è una spesa, mettiamoci nei
suoi panni e affrontiamo la cosa per renderli consapevoli.
Sign datore di lavoro nel caso in cui...lei va in galera!
Sig. datore di lavoro procedere ad un adeguamento delle procedure per
rendere sicuri i luoghi di lavoro non solo la mette a posto con la legge,
con i sindacati, ma migliorerà la produzione.
Sig. datore di lavoro prima o poi le aziende che fornisce le chiederanno
certificazioni di qualità o piuttosto dichiarazioni di avvenuta valutazione
e conseguente messa a norma.
Sign. datore di lavoro le assicurazioni non pagano se succede qualcosa.
Preparare una tabella dei lavori con eventuali spese, e cercare comunque di
tenere stretta la cinghia.
Il rumore eccessivo e continuativo potrebbe rendere "instabili" le menti.
L'eternit? da rspp dovresti prenderti quest'altra responsabilità, tenere
cioè un registro dei controlli periodico, prima però procedi all'analisi
dell'aria. per le parti forate o sfibrate (ma cmq mi sembra strano) falle
incapsulare con vernici adatte allo scopo.
Per l'ASL? realizza prima la valutazione quindi i tempi per adottare le
misure necessarie.
Come rssp hai responsabilità penali, parla con il datore di lavoro e tira le
somme.

> P.S. Sinceramente sto valutando di cambiare lavoro, dato che ho troppe
> responsabilità, il campo di conoscenze da avere è troppo vasto e
> soprattutto ho uno stipendio da operaio, senza avere nessuna
> assicurazione di alcun tipo, in più penso che avendo solo 25 anni non
> posso certo avere un bagaglio di esperienza tale da sopperire alle mie
> lacune!
Questi sono prblemi che esulano dal ng.

"Roberto Girardi" <ser...@eurosystems-srl.com> ha scritto nel messaggio
news:323d99a85d345008381...@mygate.mailgate.org...

Francesco

unread,
May 27, 2002, 7:07:10 AM5/27/02
to

> Premetto che sono un impiegato di un ufficio di consulenza tecnica che
> tra le varie cose si occupa di sicurezza del lavoro e il sottoscritto
> ricopre il ruolo di RSPP esterno per varie aziende ns. clienti.
Secondo me sei pazzo da legare. Ma ti rendi conto del tipo di rischi a cui
ti esponi? Hai idea della quantità di guai a cui vai incontro? Fai fare
l'RSPP al titolare dello studio e tu fai il consulente.
E se proprio vuoi fare l'RSPP informati presso qualche RSPP che è finito nei
guai su cosa si va incontro a fare queste cose

Dammi retta

Francesco

Roberto Girardi

unread,
May 27, 2002, 9:56:09 AM5/27/02
to
"ILDIAVOLO" <valeri...@libero.it> wrote in message
news:IWnI8.16008$8x3.3...@twister1.libero.it

Il problema più grosso è che mi tocca prendere delle responsabilità per
altre aziende nelle quali nn sono assunto.
Non sono certo un rspp a portafoglio, nn posso obbligare un titolare di
una azienda a fare rilevamenti sull'esposizione alle polveri di amianto
se a lui nn interessa!!!
E' per questo che vi chiedo come poter fare e come riuscite a
sensibilizzare un vs. cliente!
E soprattutto se voi siete liberi professionisti siete responsabili di
voi stessi, ma io sono un impiegato e quindi la cosa a mio parere è un
pò più complicata

LB

unread,
May 27, 2002, 10:07:48 AM5/27/02
to
Se il lavoro è fatto bene i rischi non sono poi eccezionali...
Ma certo il lavoro bisogna farlo bene. E farlo bene in alcuni casi (e questo
potrebbe essere uno di quelli) significa perdere il cliente. Il che non è
sempre compatibile con la posizione di un dipendente.

Ed in ogni caso per farlo bene esperienza, capacità, impegno, tempo, risorse
e pelo sullo stomaco e magari una buona copertura assicurativa sono
requisiti essenziali. Nessuno nasce "imparato" e tutti si deve cominciare,
ma meglio per gradi.
Si incontrano talvolta (anche) in questo campo figure professionali
formalmente definite RSPP, ma meglio descrivibili come "parafulmini". Si
dividono in due categorie: gonzi e dritti; la discriminante principale è la
retribuzione.

Ciao,

LB
--
PS.

"Francesco" <franci19...@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:yroI8.14624$ie.3...@twister2.libero.it...
>
> ...Fai fare


> l'RSPP al titolare dello studio e tu fai il consulente.

Questa mi pare una buona idea.


LB

unread,
May 27, 2002, 10:20:10 AM5/27/02
to

> Il problema più grosso è che mi tocca prendere delle responsabilità per
> altre aziende nelle quali nn sono assunto.

Scusa ma cosa cambia se le responsabilità le prendi per aziende dalle quali
sei assunto?
Caso mai è peggio!

> Non sono certo un rspp a portafoglio, nn posso obbligare un titolare di
> una azienda a fare rilevamenti sull'esposizione alle polveri di amianto
> se a lui nn interessa!!!

Vero, infatti tu sei il RSPP non il DL.

> E' per questo che vi chiedo come poter fare e come riuscite a
> sensibilizzare un vs. cliente!
> E soprattutto se voi siete liberi professionisti siete responsabili di
> voi stessi, ma io sono un impiegato e quindi la cosa a mio parere è un
> pò più complicata

Anch'io sono un dipendente. Anch'io mi assumo delle quote di responsabilità
in quello che firmo.
Concordo che come dipendente possono esistere complicazioni addizionali, ma
solo se vi sono pressioni per "non fare" o "fare in certi modi" o "far fare
senza risultare". E questo è vero sia come RSPP esterno che interno.

Però mi pare che qui ci siano delle carenze di base piuttosto pesanti!

LB


Roberto Girardi

unread,
May 27, 2002, 11:07:53 AM5/27/02
to
"Francesco" <franci19...@inwind.it> wrote in message
news:yroI8.14624$ie.3...@twister2.libero.it

L'idea sarebbe quella infatti! Ma i miei titolari hanno meno esperienza
e conoscenza di me. Quindi come si può fare?
Io propongo sempre di fare solo il consulente e nn prendermi tali
responsabilità, ma se in ufficio funziona così, cosa posso fare??
Ho letto sul newsg. che è già abbastanza rischioso il solo elaborare una
valutazione dei rischi, figuriamoci il resto.

Roberto Girardi

unread,
May 27, 2002, 11:13:12 AM5/27/02
to
"LB" <lucab...@tiscalinet.it> wrote in message
news:actehi$tq0$1...@lacerta.tiscalinet.it


Effettivamente uno prima o poi deve iniziare! Ma come posso far perdere
il cliente al mio capo? E se poi si rivalgono su di me???
L'esempio della falegnameria č uno, ma ci sono diversi clienti che
sarebbe meglio perderli che trovarli!

ILDIAVOLO

unread,
May 27, 2002, 3:28:50 PM5/27/02
to
RSSP responsabile appunto.
o lo sei o non lo sei. niente mezze misure.

> Il problema più grosso è che mi tocca prendere delle responsabilità per
> altre aziende nelle quali nn sono assunto.
Questa si chiama consulenza, e specificatamente servizio di Rspp ricoperto
da uno specialista esterno all'azienda.
Non hai portafoglio? tu hai di più! indichi la giusta strada da percorrere.
tu non devi obbligare il datore di lavoro, ma bensì far capire che è
obbligato.
Anche se sei "impiegato" chi firma i documenti? tu? allora non c'entra nulla
essere stipendiati o no.Da rspp sei tenuto a valutare e consigliare le
opportune realizzazioni da farsi. se il datore di lavoro persiste su questa
linea desisti.
Nel caso in cui la comunicazione agli enti preposti sia stata già
effettuata, fai nominare qualcun'altro, comunicandolo, se l'azienda non nè
vuole sapere procedi per vie legali.

R&O

unread,
May 27, 2002, 4:16:47 PM5/27/02
to

Roberto Girardi > wrote in message

> Volevo sottoporvi la mia situazione attuale per chiederVi un Vs parere.
> Premetto che sono un impiegato di un ufficio di consulenza tecnica che
> tra le varie cose si occupa di sicurezza del lavoro e il sottoscritto
> ricopre il ruolo di RSPP esterno per varie aziende ns. clienti.
trim

> Spero che mi vogliate rispondere in tanti per avere più punti di vista
> possibile.
> Grazie e buon lavoro

Ciao!
Ho letto con interesse il tuo messaggio ed il thread seguente, approvo più o
meno quanto già detto da altri, volevo solo darti alcuni consigli, vedi poi
cosa farne!
Procediamo per gradi.
La nomina a RSPP dovresti averla accettata, non credo che il tuo capo invii
nomine così come pare a lui, quindi inizia a rifiutare l'assunzione di
responsabilità (rspp o altro) alla cieca, visiona il tutto e poi decidi. Non
può certo licenziarti per una presa di posizione giusta, corretta ed in
linea con i principi della deontologia (fermarsi quando non si sa).
Procedi ad una valutazione delle tue conoscenze in materia di
sicurezza/igiene sul lavoro, in un'attività come quella descritta ci sono
innumerevoli macchine di tipo diverso, le conosci? sai quali sono a norma e
quali no? Un buon professionista lo sa a colpo d'occhio, e dove non conosce
s'informa (l'ASL della mia Città fece un bell'opuscolo sulle macchine per
falegnameria, con lucidi a sovrapporre delle sicurezze su disegni di
macchine totalmente prive), oppure declina l'invito. Se il tuo capo è un
professionista SERIO (Scusate l'urlo), dovrebbe capire, se non lo fa, vuol
dire che capisce bene qualcos'altro: "ecco il pollo di pivello su cui
scaricare il tutto, ed i soldi sono miei!".
Prima di accettare nomine invia al DL ed al tuo capo, relazione scritta,
dettagliata e documentata (lay/out, foto ecc.) con quanto fuori norma,
chiedendo un incontro di programmazione interventi, se aggiungi i preventivi
dai un plus notevole al tuo lavoro. E' la base per la valutazione dei rischi
e della evidenza del "rischio" della nomina.
Se ti senti inadeguato al compito assegnato, non c'è niente di male in
questo, parlane con il tuo capo, in modo esplicito e sincero, se capisce
bene, altrimenti fai le valigie, se sei così necessario alla sua attività
vedrai che cercherà una via di dialogo. Allora proporrai una serie di corsi,
a sue spese, per poterti allineare ad una minima essenziale conoscenza degli
argomenti necessari al tuo lavoro. Se si dimostra ricettivo puoi passare
anche ad un aumento di stipendio (da bilanciare con una promessa di tot anni
3/4, alle sue dipendenze) od ad una proposta di società. (scusate se OT
l'ultima frase).
Se decidi di mollarlo, comunica a tutti i DL ed a tutte le ASL la rinuncia
alla nomina, fallo tu, non aspettare che lo facciano altri. MI raccomando.
Concludo esortandoti all'esame di coscienza sulle tue capacità ed a quelle,
mia pare d'aver capito così, poco "trasparenti" e corrette del tuo capo. Poi
decidi. Ricordati che occuparsi di sicurezza/igiene sul lavoro, significa
occuparsi della salute delle persone, non di figurine panini.Se parti da
questo assioma andrai sempre dritto senza incappare in errori vergognosi ed
in indecenti avventure consulenzialsupermercatare!!
Ciao ed auguri!
Fausto Oggionni


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