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la cultura equivalente (secondo tentativo)

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Lobster

unread,
Apr 25, 2003, 5:57:53 PM4/25/03
to
Qualche ora fa avevo chiesto un parere ai frequentatori
del newsgroup su un tema che mi interessa molto.
Purtroppo, e' nata la solita bagarre tra periti
e laureati su chi ce l'abbia piu' lungo.

Insisto nel riproporre questo spunto di riflessione
perche' mi interessa sinceramente sapere cosa ne pensano
altre persone che vivono in questo settore.

Laureati e periti interessati a sostenere la superiorita'
della propria categoria di appartenenza possono continuare
a usare il thread precedente.

Riporto, modificandolo, parte del mio post precedente. Se
farete qualche commento lo leggero' molto volentieri.

============================================

Non so se succede anche a voi ma ultimamente a me capita
spesso di trovare offerte di lavoro in cui tra i requisiti
si legge "diploma o laurea", in qualche caso si arriva a
vedere "diploma, laurea o cultura equivalente".

Sarebbe come se un ospedale facesse un bando per assumere una
persona che fosse "infermiere, neurochirurgo o cultura
equivalente". Lo troveremmo tutti pazzesco, o no ?

Mi sembra che nel nostro settore stia perdendo molta importanza
il percorso formativo di una persona. Smanettoni, periti
e laureati competono tutti insieme per lo stesso posto di lavoro.
Non c'e', sembra, separazione tra il momento in cui serve lo
smanettone, quello in cui serve il perito e quello in cui serve
il laureato. In edilizia, per fare un altro esempio, i ruoli
di un manovale, un geometra e un ingegnere civile sono
molto piu' distinti, queste tre figure professionali non
si trovano mai in diretta concorrenza tra loro.

Avete percepito anche voi questo "trend" ? Da cosa pensate
possa dipendere ?

Saluti,
Lobster

Andrea

unread,
Apr 25, 2003, 7:00:36 PM4/25/03
to

[CUT]

>
> Non so se succede anche a voi ma ultimamente a me capita
> spesso di trovare offerte di lavoro in cui tra i requisiti
> si legge "diploma o laurea", in qualche caso si arriva a
> vedere "diploma, laurea o cultura equivalente".
>
> Sarebbe come se un ospedale facesse un bando per assumere una
> persona che fosse "infermiere, neurochirurgo o cultura
> equivalente". Lo troveremmo tutti pazzesco, o no ?
>
> Mi sembra che nel nostro settore stia perdendo molta importanza
> il percorso formativo di una persona. Smanettoni, periti
> e laureati competono tutti insieme per lo stesso posto di lavoro.
> Non c'e', sembra, separazione tra il momento in cui serve lo
> smanettone, quello in cui serve il perito e quello in cui serve
> il laureato. In edilizia, per fare un altro esempio, i ruoli
> di un manovale, un geometra e un ingegnere civile sono
> molto piu' distinti, queste tre figure professionali non
> si trovano mai in diretta concorrenza tra loro.
>
> Avete percepito anche voi questo "trend" ? Da cosa pensate
> possa dipendere ?
>
> Saluti,
> Lobster
>

Assolutamente si!!!
Non solo, chiedono laureati per fare web master!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Qui in italia si percepisce l'esperto informatico (indico con esperto
sia laureati che persone con anni di lavoro sulle spalle) come poco piu'
di un programmatore.
Questa mentalita' e' terrificante se pensiamo a quante competenze un
esperto deve avere per fare il suo lavoro.
L'IDC ha mostrato come il settore ICT sia quello con la maggior
richiesta di qualifiche tra molti altri settori, ci sara' un motivo?!?
La colpa per me e' tutta nostra. Inutile cercarla fuori.
1) non siamo rappresentati in modo adeguato
2) quei pochi che ci rappresentano sono spesso lasciati SOLI
3) noi stessi non facciamo nulla per far valere le nostre competenze con
una adeguata forza

All'estero l'aria e' diversa, forse perche' l'Italia si trova all'inizio
di una risalita verso il gap tecnologico che altri paesi sia europei che
di oltreoceano ci hanno dato, e quindi affronta ora problemi che altri
paesi hanno affrontato prima, forse perche' qui c'e' una mentalita'
troppo ristretta e classista (se sei ing. allora sai le cose, se sei
informatico allora non sai un tubo!! non me ne volgiano gli ing. non
voglio aprire una polemica!!!) fatto sta che oggi le cose sono cosi'.
Speriamo in un futuro migliore!!!! :-)


ciao ciao
Andrea

Goul_duKat

unread,
Apr 25, 2003, 7:41:31 PM4/25/03
to

"Lobster" <nob...@nowhere.com> ha scritto nel messaggio
news:Bbiqa.5656$3M4.1...@news1.tin.it...
[... snippone]

> Avete percepito anche voi questo "trend" ? Da cosa pensate
> possa dipendere ?
>
> Saluti,
> Lobster

dipende dal fatto che tranne alcuni posti particolari in ricerca la cultura
informatica e' pareggiata sul buon 80% delle persone che lavorano sui pc,
cioe' non fraintendermi ... ma ho pensato di non portare a termine
l'universita' in questo periodo perche' ritenevo le informazioni in piu' che
mi davano nel camppo informatico ridondanti a quelle che avevo gia'
(lasciamo fuori matematica e fisica per ora) quindi ho deciso di trovarmi un
impiego e abituarmi all'ambiente per poi un domani quando avro passato i 25
e magari quando ci sono corsi informatici in cui esci veramente con le palle
quadre su un ambiente (lasciando sempre fuori matematica e fisica).

pero' ho notato anche da parte delle societa' una certa non curanza su chi
assumono ... cioe' hanno un test iniziale ma a questo test fanno accedere
solo quelli figli di papa con 110 e lode che quando al pre colloquio ci
parli e parli un po' del compito che sarebbe da fare per il test non sanno
manco di che stai parlando ...

e questo lo dico da perito informatico non eccelso ma che davanti ad un
pirletta con in mano un foglio con scritto sopra 110 che vuole lavorare nel
campo it programmando e non sa manco di che gli stai parlando, mi cadono
veramente le palle, meno male che non tutti sono cosi ed invece invidio i
vari super ricercatori che conosco ingiro che veramente godo a parlare con
loro ed imparare cose nuove ogni volta che ci parlo assieme.

tutto questo detto non per fare di tutta l'erba un fascio ma solo per dare
alcuni esempi e per esporre anche un po' di mie incazzature per non essere
stato assunto anche se sapevo 10 volte di piu' di quei pirletta

ciao


PdP

unread,
Apr 25, 2003, 8:03:13 PM4/25/03
to
On Fri, 25 Apr 2003 21:57:53 GMT, Lobster <nob...@nowhere.com> wrote:


>Non so se succede anche a voi ma ultimamente a me capita
>spesso di trovare offerte di lavoro in cui tra i requisiti
>si legge "diploma o laurea", in qualche caso si arriva a
>vedere "diploma, laurea o cultura equivalente".
>
>Sarebbe come se un ospedale facesse un bando per assumere una
>persona che fosse "infermiere, neurochirurgo o cultura
>equivalente". Lo troveremmo tutti pazzesco, o no ?
>
>Mi sembra che nel nostro settore stia perdendo molta importanza
>il percorso formativo di una persona.

In nessun settore il percorso formativo di una persona perderà mai
importanza. Una formazione superiore è sempre utile e considerata da
un possibile datore di lavoro.

>Smanettoni, periti
>e laureati competono tutti insieme per lo stesso posto di lavoro.
>Non c'e', sembra, separazione tra il momento in cui serve lo
>smanettone, quello in cui serve il perito e quello in cui serve
>il laureato.

Perchè dovrebbe ? Quando mi serve una persona che debba risolvere un
determinato problema mi assicurerò che abbia le necessarie competenze
per poterlo fare, qualunque sia il suo excursus formativo.

>In edilizia, per fare un altro esempio, i ruoli
>di un manovale, un geometra e un ingegnere civile sono
>molto piu' distinti, queste tre figure professionali non
>si trovano mai in diretta concorrenza tra loro.

In altri ambiti professionali (edilizia, giurisprudenza, medicina,
giornalismo) la separazione di cui parli è dettata dalla legge e
formalizzata dall'esistenza degli albi professionali. Per quello che
riguarda l'informatica questa separazione non esiste ancora e di
conseguenza la selezione è ancora dettata dalla legge naturale: chi sa
fare il Project Manager "è" un Project Manager e non, solo chi è
iscritto all'albo dei Project Manager può fare il Project Manager.

Quando il nostro settore avrà raggiunto lo stesso grado di
autoprotezione corporativista e di separazione professionale
classista, allora il peon con la terza media si occuperà dei lavori di
merda in cambio di una paga da fame e senza contributi assistenziali
(America docet), il diplomato farà il lavoro del laureato per una paga
forse dignitosa (forse), infine il laureato iscritto all'albo e con
tutti i titoli del caso potrà guadagnare fiumi di denaro come tutti i
suoi colleghi chirurghi, avvocati etc. etc..

>Avete percepito anche voi questo "trend" ? Da cosa pensate
>possa dipendere ?

Il "trend" è del tutto naturale nel cosidetto "libero mercato", quando
appunto non è alterato da protezionismi di corporazione. Le imprese
cercano persone che siano in grado di svolgere dei compiti ben
precisi.
Per l'azienda che assume è importante che il dipendente costi il meno
possibile e che sia in grado di portare a termine il proprio compito
nella maniera più efficiente possibile. Se è laureato meglio, se non
lo è fa lo stesso.

PdP



Franco

unread,
Apr 25, 2003, 10:01:31 PM4/25/03
to

"Lobster" <nob...@nowhere.com> wrote in message
news:Bbiqa.5656$3M4.1...@news1.tin.it...

> Qualche ora fa avevo chiesto un parere ai frequentatori
> del newsgroup su un tema che mi interessa molto.
> Purtroppo, e' nata la solita bagarre tra periti
> e laureati su chi ce l'abbia piu' lungo.
>
[CUT]

Mi fa piacere che reputi i tuo post cosi' interessanti che li riposti ad
libitum :-)

Io sono un laureato pluridecorato ma non me la sento di sentirmi superiore
ad una persona solo perche' ho un pezzo di carta. Allo stesso modo credo che
aver preso la laurea e' uno sforzo encomiabile e merita di essere premiato
sia a livello lavorativo che personale. Con questo pero' non credo che chi
e' laureato si puo' assumere il diritto di pensare di avere una cultura
superiore a chi non lo e'. Soprattutto quando sento queste stupide guerre di
religione tra chi ha studiato scienza dell'informazione, ingegneria,
matematica, ecc. La laurea, a mio parere, serve in primo luogo per imparare
a imparare (ma non e' l'unica via per apprendere tale capacita'). Non a
caso, ma giustamente la maggior parte degli argomenti trattati sono
puramente teorici e spesso hanno un riscontro minimo con la realta'. Ma
questo non e' un male perche' chi ha l'attitudine al ragionamento sa
valutare meglio la realta' di chi non la ha; anche perche' la realta' non e'
come un esame e non ci sono solo 5-600 pagine ma un miliardo di pagine e di
nozioni che ti servirebbero in tutti i momenti quotidiani e che non potrai
mai averle tutte nella memoria. E sinceramente mi auguro che non ci sia mai
protezionismo in questo campo e che anzi, venga abbattuto anche in tutte le
altre professioni per dare opportunita' uguali per tutti a trovare la loro
migliore via per realizzarsi professionalmente.


Marco Cozzini

unread,
Apr 26, 2003, 12:40:28 AM4/26/03
to
Andrea <andrea...@fastwebnet.it> wrote in message news:<3EA9BE14...@fastwebnet.it>...
> [CUT]

> Qui in italia si percepisce l'esperto informatico (indico con esperto
> sia laureati che persone con anni di lavoro sulle spalle) come poco piu'
> di un programmatore.
> Questa mentalita' e' terrificante se pensiamo a quante competenze un
> esperto deve avere per fare il suo lavoro.
Vuoi scatenare un thread "esperti informatici vs programmatori"?
E dagli con queste divisione in classi: e ora che hanno fatto di male
i programmatori?

> forse perche' qui c'e' una mentalita'
> troppo ristretta e classista (se sei ing. allora sai le cose, se sei
> informatico allora non sai un tubo!! non me ne volgiano gli ing. non
> voglio aprire una polemica!!!)
idem come sopra anche per il programmatore , a quanto pare!

> Speriamo in un futuro migliore!!!! :-)

sperem

Marco Cozzini

unread,
Apr 26, 2003, 12:40:28 AM4/26/03
to
Andrea <andrea...@fastwebnet.it> wrote in message news:<3EA9BE14...@fastwebnet.it>...
> [CUT]
> Qui in italia si percepisce l'esperto informatico (indico con esperto
> sia laureati che persone con anni di lavoro sulle spalle) come poco piu'
> di un programmatore.
> Questa mentalita' e' terrificante se pensiamo a quante competenze un
> esperto deve avere per fare il suo lavoro.
Vuoi scatenare un thread "esperti informatici vs programmatori"?
E dagli con queste divisione in classi: e ora che hanno fatto di male
i programmatori?
> forse perche' qui c'e' una mentalita'
> troppo ristretta e classista (se sei ing. allora sai le cose, se sei
> informatico allora non sai un tubo!! non me ne volgiano gli ing. non
> voglio aprire una polemica!!!)
idem come sopra anche per il programmatore , a quanto pare!

> Speriamo in un futuro migliore!!!! :-)
sperem

SalvoS

unread,
Apr 26, 2003, 12:49:15 AM4/26/03
to
Lobster ha scritto:

> Qualche ora fa avevo chiesto un parere ai frequentatori
> del newsgroup su un tema che mi interessa molto.
> Purtroppo, e' nata la solita bagarre tra periti
> e laureati su chi ce l'abbia piu' lungo.

beh certo su chi ce l'ha piu' lungo non ci sono dubbi, fatti una
passegiata in africa e lo vedrai, non andare con la fidanzata pero' sai
come funziona, le "dimensioni contano"....devo continuare?

secondo me hai sprecato una buona occasione, potevi parlare di come
funziona l'universita' italiana, cosa offre, potevi parlare di quella
che hai fatto tu, che magari se lo facessero tutti i neolaureati che
approdano in questo ng, invece di trolleggiare, almeno avremmo un quadro
di quali sono le universita' piu' valide, quelle da evitare, che tipo di
preparazione danno, quanto e' realmente "certificata" una persona che si
laurea in italia, molto ci sarebbe da discutere, spero che abbiano
aggiornato i programmi, quando ci andavo io i linguaggi erano ancora c e
pascal, l'analisi, l'algebra, la geometria, la fisica, ecc. erano
assolutamente copiate pari pari dalle altre facolta', e poi sopratutto i
colleghi secchioni che imparavano tutto a memoria, che noia,
l'informatica e' una scienza da applicare, la pappa pronta con cui
vengono fuori i laureati purtroppo non ha niente a che vedere col mondo
del lavoro, ecco perche' dopo la laurea e' necessario tirare fuori gli
attributi, e non tutti ce la fanno...e vengono a piangere qua!

--
--------------------------------------------------------------------
Non system disk or disk error, replace and strike any key when ready
--------------------------------------------------------------------

Marco Cozzini

unread,
Apr 26, 2003, 1:03:52 AM4/26/03
to
Lobster <nob...@nowhere.com> wrote in message news:<Bbiqa.5656$3M4.1...@news1.tin.it>...

> Mi sembra che nel nostro settore stia perdendo molta importanza


> il percorso formativo di una persona. Smanettoni, periti
> e laureati competono tutti insieme per lo stesso posto di lavoro.
> Non c'e', sembra, separazione tra il momento in cui serve lo
> smanettone, quello in cui serve il perito e quello in cui serve
> il laureato. In edilizia, per fare un altro esempio, i ruoli
> di un manovale, un geometra e un ingegnere civile sono
> molto piu' distinti, queste tre figure professionali non
> si trovano mai in diretta concorrenza tra loro.
>

In pratica stai proponendo un modello in cui ognuno sa esattamente
cosa deve fare senza interferenze, e quindi de facto c'e' poco spazio
per l'innovazione
e le idee delle persone.
In edilizia l'architetto e' abilitato ad avere idee, gli altri
(ingegneri e manovali) devono solo fare alla lettera cio' che devono
fare perche' e' solo cosi' che fanno bene il loro mestiere...
non credo si possa applicare all'informatica, dove in teoria c'e'
spazio per idee ed innovazione...se si applicasse tale modello
scapperei a gambe levate dall'informatica!!

SunGray

unread,
Apr 26, 2003, 5:27:42 AM4/26/03
to
Il viaggiatore Lobster, nello spazio di pensiero
it.lavoro.informatica, scrisse:

[cut]

> Avete percepito anche voi questo "trend" ? Da cosa pensate
> possa dipendere ?

L'informatica e' un mestiere strano che pochissimi hanno capito
(compreso chi ci lavora) e ancor meno persone sono in grado di
spiegarlo. E' vero che si basa su una forte conoscenza scientifica (i
computer sono deterministici... o quasi :-), ma arriva a livelli di
complessita' tali da poter essere paragonata senza dubbio ad una
attivita' artistica (leggi Knuth) (da qui quel "quasi" di prima).

Tenendo conto delle considerazioni precedenti, chiunque puo'
intraprendere un'attivita' creativa e riuscire bene in essa.
Ovviamente la diversita' con le altre attivita' e' che comunque si
devono avere molte conoscenze e nozioni.

Quindi *conoscenze* + *arte* + *professionalita*

Le conoscenze per il 90% dei lavori in campo informatico sono
acquisibili (ragionevolmente) anche con uno studio da autodidatta*.

L'arte non te la insegna nessuno.

La professionalita' l'acquisisci con il tempo dedicato al tuo lavoro e
dall'amore che provi per quello che fai.

* Apro una parentesi per spezzare una lancia a favore dell'universita'
come periodo di studio pre-lavoro. Lo studio da autodidatta va
benissimo, ma ho sempre visto studi di un certo tipo. Chi studia da
autodidatta spesso ha la necessita' di concretizzare subito quello
che studia (e va benissimo) al contrario di uno studente
universitario, il quale spesso studia senza sapere il perche' lo sta
facendo. Questo modo di operare da parte degli autodidatti, taglia
una fetta di studi che apparentemente risultano inutili; per
intenderci, non vedo l'autodidatta leggersi "A theory of objects" per
capire meglio la semantica dei linguaggi OO. Per contro un
universitario che si deve sparare sei mesi di studio di Analisi II e
contemporaneamente Sistemi operativi, non so quanto effettivamente
sappia di SO.

Pero' ho sempre avuto un'ammirazione pazzesca per gente come Martin o
Fowler o Knuth o Eckel (universitari laureati) che hanno saputo
prendere una cultura universitaria (leggi lavori teorici di
ricercatori universitari) rivederla, correggerla ed applicarla alla
pratica scrivendo libri che sono entrati nella leggenda

Concludendo: Il fatto che un autodidatta non legga "A theory of
objects" non significa che non possa essere bravissimo a fare il suo
lavoro (anzi, spesso sono piu' bravi), ma per certi tipi di lavori
(in campo informatico, come in tutti gli altri campi) un certo tipo
di preparazione e' d'obbligo e spesso e volentieri tali conoscenze
vengono apprese durante un intenso periodo di stusio teorico che e'
l'universita'. Non dico che una persona non possa studiare le stesse
cose da sola (ci mancherebbe), ma il mio e' un ragionamento di ordine
pratico: chi e' l'autodidatta che si spara l'equivalente degli esami
di logica I e II per studiarsi "A theory of objects" per capire la
semantica dei linguaggi di programmazione? E' meglio un libro di
Martin o di Fowler che hanno letto il suddetto libro e hanno tradotto
tutti gli strani "glifi" ivi presenti per farli comprendere a tutti,
ma per esperienza personale vi posso garantire che:
- Leggere Martin o Fowler -> applicare quello che si e' studiato
- Leggere "A theory of objects" -> Leggere Martin o Fowler ->
applicare quello che si e' studiato
Non sono nemmeno paragonabili. Nel primo caso ti sembra di aver
capito, ma hai visto solo la punta dell'iceberg

> Saluti,
> Lobster

Ciao.

P.S. Il libro "A theory of objects" vuole essere solo un esempio, si
potevano usare centinaia di esempi, io ho preso quello perche' e' la
mia fonte di studio attuale.

--
{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}-{}
SunGray aka Gabriele Lana
contact me @ sun...@tiscalinet.it
See you space cowboy ...

Lobster

unread,
Apr 26, 2003, 4:34:41 AM4/26/03
to
Marco Cozzini wrote:

>
>> il laureato. In edilizia, per fare un altro esempio, i ruoli
>> di un manovale, un geometra e un ingegnere civile sono
>> molto piu' distinti, queste tre figure professionali non
>> si trovano mai in diretta concorrenza tra loro.
>>
> In pratica stai proponendo un modello in cui ognuno sa esattamente
> cosa deve fare senza interferenze, e quindi de facto c'e' poco spazio
> per l'innovazione
> e le idee delle persone.

Io veramente non stavo proponendo niente, stavo sollevando il problema
dell'approccio che nel nostro settore si va delineando nei confronti della
preparazione scolastica (e per "scuola" intendo tutto, dalle
elementari all'universita').

Non credo che una divisione dei compiti possa nuocere all'innovazione.
Anzi, credo che la divisione dei compiti (se fatta con raziocinio)
possa aumentare l'efficienza del lavoro e, quindi, possa addirittura
essere utile all'innovazione tecnologica. Secondo me una persona che
puo' concentrarsi su un problema avra' piu' probabilita' di risolverlo,
e di risolverlo bene, rispetto ad una persona "jolly" che viene
spostata da un'attivita' all'altra.

Saluti,
Lobster

Lobster

unread,
Apr 26, 2003, 6:27:11 AM4/26/03
to
Vabbe' ... visto che non riusciamo a parlare del tema che mi interessa
parliamo pure d'altro.

Franco wrote:

>
> Io sono un laureato pluridecorato ma non me la sento di sentirmi superiore
> ad una persona solo perche' ho un pezzo di carta.

Complimenti per la pluridecorazione, pero' la smetterei di usare
ossessivamente la locuzione "pezzo di carta" tutte le volte che si
parla di una laurea. Non e' "un pezzo di carta", e' un
titolo di studio a cui si arriva alla fine di un iter formativo lungo
e generalmente molto articolato. Un pezzo di carta e' una cosa che trovi
per terra, una laurea e' frutto di anni e anni di sacrificio (almeno, per
me di questo si e' trattato). Una laurea certifica che tu hai studiato
determinate materie e che hai superato tutti gli esami che servono per
dire che quelle materie le conosci. Se permetti, e' piu' di un "pezzo di
carta".

> Allo stesso modo credo
> che aver preso la laurea e' uno sforzo encomiabile e merita di essere
> premiato sia a livello lavorativo che personale.

Non sono d'accordo, a mio parere nel mondo del lavoro merita di essere
premiato solo chi merita di essere premiato (banalita', ma tant'e' ...),
indipendentemente dai titoli accademici. La mia laurea non e'
assolutamente un motivo per premiarmi (e infatti nessuno mi ha mai
premiato per essermi laureato), ne' un motivo per farmi passare
davanti a qualcun altro in fase di selezione del personale (e se questo
e' successo vuol dire che la persona che ha effettuato la selezione
ha fatto il suo lavoro in maniera pessima arrecando anche un grave
danno all'azienda per cui lavora).

Sembrera' strano che lo dica proprio io che sono qui a difendere la casta
degli ingegneri e ad auspicare che vengano costruite delle corporazioni che
impediscano a chi non ha il Sacro Titolo ti avvicinarsi a qualcosa che
abbia un microprocessore dentro.

> Con questo pero' non
> credo che chi e' laureato si puo' assumere il diritto di pensare di avere
> una cultura superiore a chi non lo e'.

Anche su questo non concordo. Io che sono laureato credo di essere
molto piu' preparato, nelle materie proprie del mio corso di laurea, di chi
non si e' laureato (ma a questo punto mi sembra davvero di essere diventato
la reincarnazione di monsieur de la Palisse). Ho studiato 7-8 anni di piu',
un'universita' ha dichiarato che ho studiato bene, soffro di complessi di
superiorita' se penso che, per quanto fesso io possa essere, forse
quei 7-8 anni di studio possano avermi dato qualche scampolo di conoscenza
in piu' rispetto a chi non ci e' passato ?

Se poi qualcuno vuole fare per l'ennesima volta il solito paragone
imbecille tra la preparazione di un neolaureato e quella di un diplomato
con 10 anni di esperienza converra' ricordargli che i paragoni
che hanno senso (quando si vuole analizzare la realta' e non costruirne
una a proprio uso e consumo) sono quelli tra grandezze omogenee: la
preparazione di un NEOlaureato va confrontata con la preparazione di un
NEOdiplomato e la preparazione di un diplomato CON 10 ANNI DI
ESPERIENZA andrebbe confrontata con la preparazione di un ingegnere
CON 10 ANNI DI ESPERIENZA.

Saluti,
Lobster

Franco

unread,
Apr 26, 2003, 6:41:30 AM4/26/03
to

"Lobster" <nob...@nowhere.com> wrote in message
news:3atqa.9451$K35.3...@news2.tin.it...

> Complimenti per la pluridecorazione, pero' la smetterei di usare
> ossessivamente la locuzione "pezzo di carta" tutte le volte che si
> parla di una laurea. Non e' "un pezzo di carta", e' un
> titolo di studio a cui si arriva alla fine di un iter formativo lungo

Sono il primo a credere nel valore di una laurea. Ho usato 'pezzo di carta'
con uno stile colloquiale.


> > Allo stesso modo credo
> > che aver preso la laurea e' uno sforzo encomiabile e merita di essere
> > premiato sia a livello lavorativo che personale.
>
> Non sono d'accordo, a mio parere nel mondo del lavoro merita di essere
> premiato solo chi merita di essere premiato (banalita', ma tant'e' ...),
> indipendentemente dai titoli accademici. La mia laurea non e'
> assolutamente un motivo per premiarmi (e infatti nessuno mi ha mai
> premiato per essermi laureato), ne' un motivo per farmi passare
> davanti a qualcun altro in fase di selezione del personale (e se questo
> e' successo vuol dire che la persona che ha effettuato la selezione
> ha fatto il suo lavoro in maniera pessima arrecando anche un grave
> danno all'azienda per cui lavora).

Secondo me no, perche' chi ha una laurea comunque ha dimostrato impegno e
determinazione per cui dovrebbe partire con qualche punto di vantaggio sia
sul lavoro che sulle selezioni (questo non significa che sia effettivamente
superiore a chi non ha laureato ma che chi non ha potuto conseguire una
laurea dovra' faticare un po' di piu' per dimostrarmi il suo grado di
cultura e di volonta').


> > Con questo pero' non
> > credo che chi e' laureato si puo' assumere il diritto di pensare di
avere
> > una cultura superiore a chi non lo e'.
>
> Anche su questo non concordo. Io che sono laureato credo di essere
> molto piu' preparato, nelle materie proprie del mio corso di laurea, di
chi
> non si e' laureato (ma a questo punto mi sembra davvero di essere
diventato
> la reincarnazione di monsieur de la Palisse). Ho studiato 7-8 anni di
piu',
> un'universita' ha dichiarato che ho studiato bene, soffro di complessi di
> superiorita' se penso che, per quanto fesso io possa essere, forse
> quei 7-8 anni di studio possano avermi dato qualche scampolo di conoscenza
> in piu' rispetto a chi non ci e' passato ?

Nessuno sta mai dicendo di no. E come avevo gia' detto lo studio e'
fondamentale per imparare a imparare. Ma tu che fai i "distinguo" tra
diverse lauree, quanti esami effettivi di informatica ci sono in una laurea
in ingegneria informatica? E' solo una mia curiosita'...

> Se poi qualcuno vuole fare per l'ennesima volta il solito paragone
> imbecille tra la preparazione di un neolaureato e quella di un diplomato
> con 10 anni di esperienza converra' ricordargli che i paragoni
> che hanno senso (quando si vuole analizzare la realta' e non costruirne
> una a proprio uso e consumo) sono quelli tra grandezze omogenee: la
> preparazione di un NEOlaureato va confrontata con la preparazione di un
> NEOdiplomato e la preparazione di un diplomato CON 10 ANNI DI
> ESPERIENZA andrebbe confrontata con la preparazione di un ingegnere
> CON 10 ANNI DI ESPERIENZA.
>

Su questo concordo con Steve. Ci sono persone. E devi contare anche che un
laureato con 10 di esperienza ovviamente avra' 25+10 = 35 anni almeno mentre
un diplomato con 10 anni di esperienza avra' 28 anni per cui se proprio devi
fare un paragone fallo a parita' di esperienza cumulata. Paragone che
secondo me non ha senso comunque perche' implica discriminazione.


Lobster

unread,
Apr 26, 2003, 6:58:53 AM4/26/03
to
Franco wrote:

> Ma tu che fai i "distinguo" tra
> diverse lauree, quanti esami effettivi di informatica ci sono in una
> laurea in ingegneria informatica? E' solo una mia curiosita'...

Non ho fatto distinguo tra lauree diverse, solo tra percorsi formativi
di 5 anni e percorsi formativi di 5 + 7 anni.

Io mi sono laureato in ing. elettronica, ai miei tempi non c'era ing.
informatica, e gli esami del ramo informatica erano pochini. Inoltre
dipende dal piano degli studi, sei tu (in parte) che decidi quali
corsi seguire e quali non seguire. Io ho seguito la maggior parte
dei corsi in cui si trattavano temi legati all'informatica:

programmazione dei calcolatori elettronici
calcolatori elettronici
complementi di programmazione
sistemi di elaborazione
trattamento dell'informazione nell'impresa (poi rinominato "basi di dati")
ingegneria del software
impianti di elaborazione
sistemi operativi
teoria dell'informazione e della trasmissione
macchine per l'elaborazione dell'informazione

Ovviamente ci sono delle sovrapposizioni. Il fatto che nel tempo di accesso
al disco la fa da padrona il seek time, ad esempio, te lo dicono a "sistemi
operativi", a "impianti di elaborazione" e a "macchine per l'elaborazione
dell'informazione". Altri corsi, tipo "impianti di elaborazione" e "sistemi
di elaborazione" nonostante il nome praticamente uguale non hanno niente in
comune.

Altri corsi erano (a mente):

informatica grafica
robotica
linguaggi e traduttori

e boh ...

Saluti,
Lobster

Fabio

unread,
Apr 26, 2003, 7:47:17 AM4/26/03
to
In article <b8cgrt$g3f$1...@news.ngi.it>, q...@qwe.com says...

>
> "Lobster" <nob...@nowhere.com> ha scritto nel messaggio
> news:Bbiqa.5656$3M4.1...@news1.tin.it...
> [... snippone]
> > Avete percepito anche voi questo "trend" ? Da cosa pensate
> > possa dipendere ?
> >
> > Saluti,
> > Lobster
>
> dipende dal fatto che tranne alcuni posti particolari in ricerca la cultura
> informatica e' pareggiata sul buon 80% delle persone che lavorano sui pc,
> cioe' non fraintendermi ...

Questo l'ho visto anche io, ma la colpa non e' solo di chi sceglie ma
anche degli informatici in generale (mmm.. gia' sentita questa :).
Guarda quanti "web-engeneer-problem-solver" si propongono come super
esperti solo perche' sono riusciti a fare una pagina con Flash o
adirittura Frontpage ( vale lo stesso x i programmatori cmq ). Purtroppo
spesso chi deve scegliere non e' cosi' capace a distinguere e allora non
gli resta che attaccarsi ai "pezzi di carta" nella speranza che
garantisca un minimo di conoscenza.

> ma ho pensato di non portare a termine
> l'universita' in questo periodo perche' ritenevo le informazioni in piu' che
> mi davano nel camppo informatico ridondanti a quelle che avevo gia'
> (lasciamo fuori matematica e fisica per ora) quindi ho deciso di trovarmi un
> impiego e abituarmi all'ambiente per poi un domani quando avro passato i 25
> e magari quando ci sono corsi informatici in cui esci veramente con le palle
> quadre su un ambiente (lasciando sempre fuori matematica e fisica).
>

Ho visto che posti anche su icgs... beh se hai intenzione di cimentarti
seriamente nello sviluppo di VG sappi che lasciare fuori matematica e
fisica e' del tutto impossibile. Anche a me quando davo l'esame x i
corsi di matematica e fisica sembrava di buttare via il tempo ma si sono
rivelati molto utili in seguito, una di quelle cose che IO non avrei mai
studiato da autodidatta. Certo in moltri altri campi con la derivata di
una biquadratica non ci fai proprio una mazza. Ma forse qui siamo OT...

> pero' ho notato anche da parte delle societa' una certa non curanza su chi
> assumono ... cioe' hanno un test iniziale ma a questo test fanno accedere
> solo quelli figli di papa con 110 e lode

Non vedo il nesso tra "figlio di papa" e 110 e lode.

> che quando al pre colloquio ci
> parli e parli un po' del compito che sarebbe da fare per il test non sanno
> manco di che stai parlando ...
>

> e questo lo dico da perito informatico non eccelso ma che davanti ad un
> pirletta con in mano un foglio con scritto sopra 110 che vuole lavorare nel
> campo it programmando e non sa manco di che gli stai parlando, mi cadono
> veramente le palle,

A quanto pare sono un caso raro (se non unico) ma io di gente del genere
non ne conosco, gente che si e' laureata e che ne sa poco magari si, ma
che lo ha fatto con 110...(parlo di laureati degli ultimi 3/4 anni).
boh..ripeto saro' un caso.

Lobster

unread,
Apr 26, 2003, 7:51:20 AM4/26/03
to
Fabio wrote:

>
> A quanto pare sono un caso raro (se non unico) ma io di gente del genere
> non ne conosco, gente che si e' laureata e che ne sa poco magari si, ma
> che lo ha fatto con 110...

Sono un caso unico anch'io, siamo due casi unici.

Saluti,
Lobster

Franco

unread,
Apr 26, 2003, 7:55:41 AM4/26/03
to

"Lobster" <nob...@nowhere.com> wrote in message
news:Youqa.6761$3M4.1...@news1.tin.it...

Be' forse ha esagerato. Indubbiamente chi ha preso il massimo dei voti
dimostra comunque delle capacita' di apprendimento. Ma non posso crederci
che dove vi siete laureati voi non c'erano quelli che hanno buttato dentro
gli esami piu' facili (che magari non c'entravano nulla) per finire, che
hanno fatto razzia di 18, che firmavano alle lezioni e poi se ne andavano, e
che non facevano una mazza tutto l'anno e si preparavano gli esami due
settimane prima con la classica "chiusa" facendo un incredibile sforzo
mnemonico. Dove ero io almeno era un buon 30-40% dei laureati era cosi'....
che preparazione ti da' una cosa del genere...?


Fabio

unread,
Apr 26, 2003, 8:19:25 AM4/26/03
to
In article <b8ds3q$alc$1...@newsg2.svr.pol.co.uk>, franco...@yahoo.it
says...

>
> "Lobster" <nob...@nowhere.com> wrote in message
> news:Youqa.6761$3M4.1...@news1.tin.it...
>
> Be' forse ha esagerato. Indubbiamente chi ha preso il massimo dei voti
> dimostra comunque delle capacita' di apprendimento. Ma non posso crederci
> che dove vi siete laureati voi non c'erano quelli che hanno buttato dentro
> gli esami piu' facili (che magari non c'entravano nulla) per finire, che
> hanno fatto razzia di 18, che firmavano alle lezioni e poi se ne andavano, e
> che non facevano una mazza tutto l'anno e si preparavano gli esami due
> settimane prima con la classica "chiusa" facendo un incredibile sforzo
> mnemonico.

Su alcuni esami ho fatto cosi' anche io :). In effetti in quei casi mi
sento abbastanza "ignorante" ma sono esami che non mi interessano x
nulla... X molti esami fare cosi' non e' proprio possibile (al solito
dipende molto dai docenti..). Infatti quasi tutti quelli che hanno fatto
cosi' sistematicamente si sono bloccati su gli esami che di mnemonico
non hanno nulla: se hai un programma in java (o c++ che sia) da
"inventarti" puoi fare tutti gli sforzi mnemonici che vuoi ma se non hai
capito nulla della programmazione ad oggetti non vai avanti (neanche al
18)



> Dove ero io almeno era un buon 30-40% dei laureati era cosi'....
> che preparazione ti da' una cosa del genere...?
>

Una preparazione da voto basso. Questo non vuol dire che tutti quelli
che sono usciti con un voto basso sono impreparati..
Non se ne esce piu' da questo discorso.. e forse non ha nemmeno una
grande utilita'..

Franco

unread,
Apr 26, 2003, 8:24:49 AM4/26/03
to

"Fabio" <a...@me4.it> wrote in message
news:MPG.191497bbe...@news.fastwebnet.it...[CUT]

> Una preparazione da voto basso. Questo non vuol dire che tutti quelli
> che sono usciti con un voto basso sono impreparati..
> Non se ne esce piu' da questo discorso.. e forse non ha nemmeno una
> grande utilita'..
>

Si, non e' utile e anche senza fine. Non voglio nemmeno dire che chi ha un
voto basso sia necessariamente meno preparato ma solo che non tutti riescono
ad approfittare di quello che offre l'universita'.


marco cozzini

unread,
Apr 26, 2003, 1:04:33 PM4/26/03
to
Il 26 Apr 2003, 10:34, Lobster <nob...@nowhere.com> ha scritto:
> Marco Cozzini wrote:
>

> Non credo che una divisione dei compiti possa nuocere all'innovazione.
> Anzi, credo che la divisione dei compiti (se fatta con raziocinio)
> possa aumentare l'efficienza del lavoro e, quindi, possa addirittura
> essere utile all'innovazione tecnologica. Secondo me una persona che
> puo' concentrarsi su un problema avra' piu' probabilita' di risolverlo,
> e di risolverlo bene, rispetto ad una persona "jolly" che viene
> spostata da un'attivita' all'altra.

Mah! Sembrerebbe che tu voglia la divisione dei compiti perche' , essendo tu
laureato in informatica, cosi' hai sicuramente il ruolo piu' alto.


--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Konosuke

unread,
Apr 28, 2003, 9:54:44 AM4/28/03
to

"Andrea" <andrea...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:3EA9BE14...@fastwebnet.it...

> Assolutamente si!!!
> Non solo, chiedono laureati per fare web master!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

te lo chiedo senza polemica ma per una mia semplice curiositą.

1)se sei laureato "non puoi" fare il webmaster.
2)se hai fatto il corso cepu di 10 milioni e meglio non dirlo in giro.
3)se hai smanettato con front page,anche questo č meglio non dirlo in giro.

In conclusione,qual č il percorso formativo che una persona dovrebbe
affrontare per fare il webmaster?


Rhymes

unread,
Apr 28, 2003, 12:37:33 PM4/28/03
to
On Mon, 28 Apr 2003 13:54:44 GMT, "Konosuke" <s...@libero.it> wrote:

>In conclusione,qual è il percorso formativo che una persona dovrebbe


>affrontare per fare il webmaster?

www.w3.org
www.w3schools.com
www.alistapart.com

e altre risorse del genere

--
Lawrence "Rhymes" Oluyede
http://loluyede.blogspot.com
rhy...@NOSPAMmyself.com

Krusty

unread,
May 10, 2003, 4:07:54 AM5/10/03
to
On Fri, 25 Apr 2003 21:57:53 GMT, Lobster <nob...@nowhere.com> wrote:

>Non so se succede anche a voi ma ultimamente a me capita
>spesso di trovare offerte di lavoro in cui tra i requisiti
>si legge "diploma o laurea", in qualche caso si arriva a
>vedere "diploma, laurea o cultura equivalente".

>Avete percepito anche voi questo "trend" ? Da cosa pensate
>possa dipendere ?

Si, in diversi annunci di lavoro c'e' questa sorta di appiattimento
della figura richiesta che sottolinea che comunque un budget previsto
per la figura e che comunque sar quello se il candidato viene
giudicato idoneo.

Penso che dipenda dal fatto che le figure richieste sono di secondo
piano. Quando c'e' questa sorta di appiattimento, solitamente evito di
candidarmi.

Krusty

mg

unread,
May 10, 2003, 11:49:43 AM5/10/03
to
Il Sat, 10 May 2003 08:07:54 GMT, Krusty <kru...@krustyland.com>
scrisse:

>On Fri, 25 Apr 2003 21:57:53 GMT, Lobster <nob...@nowhere.com> wrote:
>
>>Non so se succede anche a voi ma ultimamente a me capita
>>spesso di trovare offerte di lavoro in cui tra i requisiti
>>si legge "diploma o laurea", in qualche caso si arriva a
>>vedere "diploma, laurea o cultura equivalente".
>
>>Avete percepito anche voi questo "trend" ? Da cosa pensate
>>possa dipendere ?

secondo me e' una dicitura messa li' per dire e non dire, e per
significare, in sostanza, "prendiamo chiunque, basta che ci faccia una
bella impressione sul momento".
Se chi si occupa di assunzioni sapesse veramente valutare le capacita'
professionali del candidato, in effetti sarebbe corretto che il "pezzo
di carta" non valesse piu' di una buona esperienza nel settore e che
quindi diploma, laurea o "cultura equivalente" se la potessero giocare
alla pari. In quanto pero' cosi' non e', le suddette formule servono a
fornire comunque una giustificazione all'assunzione:
1) assumono un asino. "Ma e' laureato!"
2) assumono uno smanettone pagandolo meno dell'asino. "Ha "solo" il
diploma, ma un sacco di esperienza!"
3) assumono il primo che passa. "Si', ma lo paghiamo pochissimo!".
:-)

a parte le battute, la vedo cosi': quando il selezionatore non sa cosa
vuole e deve riempire le 5 righe dlel'annuncio... scrive fregnacce!


marco.

Krusty

unread,
May 11, 2003, 4:01:46 AM5/11/03
to
On Sat, 10 May 2003 17:49:43 +0200, mg <ilgio...@yahoo.it> wrote:

>secondo me e' una dicitura messa li' per dire e non dire, e per
>significare, in sostanza, "prendiamo chiunque, basta che ci faccia una
>bella impressione sul momento".

ritengo molto condivisibile il tuo punto di vista e un tantino piu'
cinico il mio... sto diventando troppo cinico ?

Krusty

Yuppy Carosi

unread,
May 11, 2003, 9:40:09 AM5/11/03
to
ok... quello che volete voi.

ingegneri raccomandati e certifiacati microsoft con i trascender...

ma...

PORCA MISERIA!

c'e' un benedetto posto strapagato dove cercano smanettoni?
Io in questo momento della mia vita non ho talmente nulla a cui pensare,
dal momento che se vai a fare un colloquio, e ti chiedono di progettare
le reti. Come? Facendole tutte uguali a quelle propinate da microsoft. E
se gli spari qualcosa di strano ti chiamano pazzo. E la sicurezza?
E per sfogare un po la rabbia mi sto buttando sul c++, e a tempo perso
cerco di riprogrammarmi la centralina della mia macchina.

e poi... ci si mette pure la settorializzazione e la
ultraspecialificita' della richiesta del mercato! Tipo che vogliono che
conosci tot utiliti e poco se ne fregano se riesci ad avere un ampio
spettro di quello che c'e' in giro o come utilizza le api32 tot
tecnologia.

bof...


--
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