Il giorno venerdì 31 luglio 2015 11:47:54 UTC+2, TheStar ha scritto:
>
>
> Io ho provato a far girare un po' il mio CV, ma con scarsissimi
> risultati (probabilmente per colpa di età + inquadramento di partenza
> già elevato);
>
probabile, TheStar, molto probabile. Perché un'azienda dovrebbe
assumere una persona di mezza età che vuole essere ben pagata,
diciamo 2000 euro netti al mese (almeno), quando ci stanno tanti
25/30enni che li puoi prendere pagandoli un cazzo?
Non è forse così che ragionano?
(mi scuso per essere andato un po' OT, ma non sono proprio
riuscito a trattenermi).
>
> 1) Retribuzione: io mi fido MOLTO poco della parte variabile,
> soprattutto in percentuali elevate (già dal 20% per me "puzza"), perché
> possono sempre trovare una scusa buona per non dartela, e magari penso
> male, ma parto dal presupposto che la troveranno. Quindi ciò che importa
> veramente è la parte fissa, e se sento cose del tipo "il bonus del 20% o
> più è la norma", allora non vedo perché non si possa includerlo
> direttamente nella RAL.
>
qui quoto.
Penso anch'io che è meglio non fidarsi troppo della parte
variabile, essendo non dovuta da contratto possono sempre
trovare un pretesto per non dartela.
Anche perché se c'è una cosa facile e gratuita nel mondo
del lavoro, è proprio il trovare dei pretesti per negare
qualcosa...
Meglio avere un po' di fisso in più, che quello almeno
sono certo di portarmelo a casa, dato che è dovuto
da contratto...
Comunque questo è detto in generale, poi bisogna vedere
anche nel caso specifico. Voglio dire, se lui ha modo
di parlare con altri che lavorano in quell'azienda, e gli
dicono che il 20% variabile lo danno, magari potrebbe
anche fidarsi di quel 20%.
Sempre fermo restando che un po' di diffidenza non guasta.
>
> Altra cosa: sincerati che il superminimo sia non
> assorbibile, sennò ti giochi tutti gli adeguamenti contrattuali per
> chissà quanto tempo a venire.
>
bah, non lo so.
Il discorso del superminimo è già venuto fuori anche altre volte,
pure qui su ili.
Non è la prima volta che leggo che è da evitare, però io
francamente non lo vedo come un grosso problema.
So benissimo che le aziende lo usano per tenerti bloccato lo
stipendio per 15 anni, però se l'offerta è buona magari
ci si può anche passare sopra.
So che è una fregatura, ma a un certo punto bisogna anche
tener conto delle possibilità che si hanno.
Io per esempio ho trovato un posto con ral di 30.000 euro più
buoni pasto, c'era un superminimo abbastanza alto, però ho
pensato che un ral così per un web developer giovane non è
male, quindi ho lo stesso accettato l'offerta senza protestare
sul superminimo.
Ecco, diciamo che è in effetti una fregatura, ma ce ne sono di
peggiori, molto peggiori.
>
> 2) Tipo di lavoro: ovviamente questo aspetto ha la sua notevolissima
> importanza. Visto che uno in ufficio ci deve stare 8h al giorno che vada
> bene, se si cambia è importante che i contenuti lavorativi (parte
> tecnica, mansione, responsabilità, ecc.) siano stimolanti, altrimenti
> non ha senso cambiare.
> E, naturalmente, anche le prospettive di crescita (di competenze, di
> responsabilità, economiche, ecc.) devono essere attentamente soppesate.
>
su questo nulla da dire.
>
> 3) Qualità della vita: in primis la vicinanza al posto di lavoro.
> Spendere due o tre ore al giorno in macchina o sui mezzi pubblici, oltre
> che una spesa, IMHO è uno spreco di tempo prezioso per te (e per i tuoi
> cari) che nessuno ti ridarà mai indietro. Anche i ritmi di lavoro e
> l'organizzazione (o la mancanza della stessa) hanno la loro importanza.
>
ah questo è un bel problema. Purtroppo se lavori in una grande
città, tipo Milano, ma anche Bologna, Firenze, Torino, Roma,
non puoi che scontrarti col problema del caro-casa, e con la
necessità di andare a stare 20 o 30 km lontano per trovare
una sistemazione decente senza spendere mezzo stipendio.
Li purtroppo temo ci sia poco da fare, chiaramente lo paghi
col tempo impiegato per andare e tornare dal lavoro, ma
a me questo pare inevitabile.
Oppure bisognerebbe che l'azienda ti dia la possibilità di
lavorare da casa, magari anche uno o due giorni la settimana,
che questo ammortizzerebbe almeno una parte del tempo perso.
Tanto ormai il lavoro da informatico si può anche svolgere
da casa, con un pc, un programma per la chat e le call
(tipo skype, che noi usiamo moltissimo).
Appena assunto magari è meglio essere in ufficio, finché
non si entra nell'ottica dell'azienda, ma passati i primi
mesi uno in effetti potrebbe ogni tanto lavorare da casa.