L'ANTEFATTO:
Un bel giorno, il mio datore di lavoro mi comunica che da lì a due
mesi e mezzo l'attivita produttiva sarebbe cessata
e con questa anche la mia collaborazione con l'azienda (ero dipendente
con posto fisso).
E QUI VIENE IL BELLO:
Giunta la data comunicatami due mesi e mezzo prima, mi ritengo
licenziato con giusta causa...
(le aziende aprono e chiudono...)
Quando però ho la prova tangibile che l'attività non cessa e
l'azienda non chiude, mi rivolgo ai sindacati-cisl e cgil
(che dovrebbero essere i paladini del lavoratore) convinto di avere
tutte le carte in regola per impugnare il
licenziamento illegittimo e far valere i miei diritti.
Come risulta palese, infatti, la causa del licenziamento è risultata
essere falsa!
EPILOGO:
Sapete qual'è stata la risposta?Che avevo 60 gg dalla comunicazione di
licenziamento per impugnare il tutto, decorso
quel periodo il licenziamento viene accettato...
Ma vi rendete conto?
Secondo loro avrei dovuto impugnare il licenziamento PRIMA di rendermi
conto che non era legittimo!
Ora che ho le prove (e che sono sotto gli occhi di tutti) non posso
più fare nulla...
Intanto il mio ex datore di lavoro assume altri dipendenti dopo che ha
licenziato me con una motivazione FALSA...
E' questa la tutela dei lavoratori?
Qualcuno può indirizzarmi sulla via giusta?
Grazie per l'attenzione e ricordate: la malafede premia sempre!!!
Cliff
Al massimo sarà stato un giustificato motivo....
A parte questo, a pena di decadenza il licenziamento deve essere
impugnato entro 60 giorni. Decorso detto termine, gli strumenti della
tutela reale (il mitico art. 18 dello statuto dei lavoratori) o della
tutela obbligatoria (la L. 604) non sono più azionabili. Sul punto hanno
ragione pertanto i sindacati. Restano tuttavia esperibili i rimedi
civilistici in materia di contratti.
C'è da dire che se l'azienda assume, deve osservare l'obbligo di dare
precedenza nelle assunzioni ai lavoratori licenziati per riduzione di
personale negli ultimi 6 mesi. Per "riduzione di personale" si intendono
anche i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo connesso a
cessazione di attività (sempre che la stessa ovviamente riprenda...).
Saluti.
"C'è da dire che se l'azienda assume, deve osservare l'obbligo di dare
precedenza nelle assunzioni ai lavoratori licenziati per riduzione di
personale negli ultimi 6 mesi. Per "riduzione di personale" si
intendono
anche i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo connesso a
cessazione di attività (sempre che la stessa ovviamente riprenda...)"
L'azienda ha 4 dipendenti..e io non sono stato licenziato per riduzione
di personale (probabilmente se facevano così si sarebbero tolti molte
castagne dal fuoco!) ma per cessata attività!
L'attività comunque non è RIPRESA, ma non è mai CESSATA!
Scusa l'ignoranza, ma cosa si intende per
"Restano tuttavia esperibili i rimedi civilistici in materia di
contratti"
Grazie mille
CUT
FALSO...superfalso falsissimo...
1° cambia sindacato, è probabile che sentirai cose diverse
2° se uno è iscritto ad un sindacato e vuole fare causa il sindacato è
obbligato a farla...sarebbe come dire che vai da un avvocato e lui ti dice
che siccome esiste la possibilita di perdere lui non comincia neppure...
oppure se hai la tutela legale...e l'avvocato non ti vuole difendere...
3° purtroppo in italia la legge non è mai dalla parte della legge...pertanto
nulla si può dire fino alla fine...
I sindacati truffaldini...siccome si puppano di solito il 10% dei soldi che
pensi di ottenere...quando vedono economicamente sconveniente (per loro
ovviamente) la questione ti liquidano..."w i sindacati"
> A meno che non mi rivolga ad un avvocato privato rischiando di perdere
> anche i soldi della liquidazione in parcelle...
Al limite vai...e chiedi quanto ti verrebbe a costare...
Io personalmente cambierei sindacato e se non sortisce nulla sentirei anche
un legale che si occupi specificatamente in diritto del lavoro...
Ciao Ninods
ho avuto problemi analoghi solo che quei paraculi per i quali lavoravo hanno
cessato l'attività, aperta un'altra azienda e preso chi voelvano in COCOCO.
Pur di non lavorare mai più con simili individui mi sono 'goduto' la
disoccupazione ed ho cercato un altro lavoro.
Sono comunque rimasto molto deluso anche io dall'atteggiamento lassista
dell'avvocato della CISL e dei servizi offerti dalla CISL di Roma in
generale.
1-Il CAF non mi ha saputo dare nessuna informazione esatta sul ammontare
della disoccupazione: una tipa diceva che era un una tantum, un'altra che
non ne avevo diritto. Mi sono letto da soloil sito INPS, ho capito tutto e
fatto la pratica da solo
2-L'avvocatessa diceva che era inutile impugnare tanto era una causa
persa.....
3-I conti della liquidazione me li volevano fare solo 'a posteriori'. Col
rischio che la società fallisse a me servivano subito.
Alla fine ho pagato un consulente del lavoro che ha fatto conti e tutto il
resto: 130 Euro spesi efficaciemente contro i circa 360 Euro che in un anno
ho devoluto ad un sindacato che non ha fatto un c...
Venendo a te: trovati un giuslavorista serio e fagli causa. Sicuro che si
configura l'ipotesi della truffa.
Io mi sono trovato bene da un avvocato consigliatomi dallo studio
http://www.fezzi.it/ di Milano (il titolare pubblica una rivista sul diritto
del lavoro).
Di solito prima di fare una causa fatti fare una consulenza: non costa
molto. Basta chiedere prima.
Saluti
MSZ
"Cliff" <pretori...@yahoo.it> wrote in message
news:1123672873.5...@g47g2000cwa.googlegroups.com...
Salve,
scrivo qui per condividere la mia esperienza tragi-comica sperando di
trovare risposte a dubbi e quesiti irrisolti...
> Venendo a te: trovati un giuslavorista serio e fagli causa. Sicuro che si
> configura l'ipotesi della truffa.
Il reato di truffa non può configurarsi nella fattispecie in esame.
Scrivere "cessazione dell'attività" nella lettera di licenziamento,
quando non è vero, ha effetti sulla legittimità del recesso dal rapporto
di lavoro ma non costituisce l'illecito penale di cui all'art. 640 c.p.
Ciò non significa che non si possa far nulla. Resta fermo il principio
del diritto di precedenza nelle assunzioni che opera, per un periodo di
6 mesi, in favore dei lavoratori licenziati per riduzione di personale.
--
Formerly known as Loric
Dal mio osservatorio, e io ne vedo tante, posso dire che spessissimo
l'impugnazione del licenziamento è prassi anche nei casi in cui il
recesso datoriale si rivela palesemente legittimo. Al lavoratore costa
al massimo il prezzo di una raccomandata (se fa da solo) ed evita il
termine di decadenza. Poi, con calma, e consigliato da chi di dovere,
può decidere se proseguire con la vertenza o lasciar perdere. Devo dire
che questa prassi mi piace poco, perché molto spesso è usata da gente
che punta ad ottenere soldi anche in casi in cui il licenziamento non
solo è chiaramente legittimo, ma il lavoratore se l'è cercato col
lanternino... ma ora sto divagando.
Ribadisco quanto già detto in altri messaggi: per l'impugnazione del
recesso datoriale la vedo dura, ma se il tuo ex datore di lavoro ha
effettuato assunzioni per mansioni analoghe alle tue nei sei mesi
successivi al tuo licenziamento, non chiamandoti ha violato una norma di
legge (L. 29 aprile 1949, n. 264 e successive modificazioni) e tu hai
diritto ad un risarcimento per il danno subito.