Indignati. I precari della Regione, quelli a cui il posto fisso era
stato promesso ma non concesso «per mancanza di fondi», reagiscono con
rabbia e delusione al concorso blindato per i 100 portaborse
regionali. «Perché loro hanno diritto al posto fisso e noi no? Siamo
forse figli di un Dio minore?». Per non parlare poi della
contraddizione per cui per i 100 portaborse i fondi si sono
miracolosamente materializzati. A rinfocolare la polemica c'è inoltre
la scoperta che 30 dei 100 candidati si sono messi in regola per
partecipare al concorso proprio nei giorni dell'approvazione della
legge regionale che lo istituiva. Per poter appartenere alla schiera
dei 100 privilegiati era infatti necessario risultare dipendenti a
tempo determinato (e non semplici collaboratori) a partire dall'11
maggio 2004, giorno in cui è stato deliberato il concorso. E così,
guarda caso, Barbara D'Ambrosio, figlia dell'ex assessore alla sanità
Antonio D'ambrosio, An, è stata assunta il 30 aprile. Stessa data per
il vicesindaco diessino di Condove, Cristina Galatà. Due collaboratori
dell'assessore Racchelli hanno regolamentato la loro posizione,
rispettivamente il 27 aprile e il 5 maggio. Coincidenze? Il
consigliere regionale di Rifondazione comunista Mario Contu, che ha
sollevato il caso, è convinto di no. «È vergognoso aver fornito una
corsia preferenziale a queste persone - dice - mentre molti altri
dipendenti precari non hanno la possibilità di ottenere un contratto a
tempo indeterminato con la scusa che non ci sono i soldi. Siamo di
fronte a una vicenda paradossale in cui vengono penalizzati i soliti
figli di nessuno, gente che sa difendersi solo con il proprio lavoro e
la propria professionalità». Gente che ha un nome e un volto. Come
Cristiano Digilio, architetto, 34 anni, precario da tre. «Guardi, io
non ne voglio fare una questione personale, nelle mie condizioni ci
sono altri 27 colleghi. Non ce l'abbiamo certo con i 100 portaborse.
Solo che ci sentiamo un po' sviliti di fronte a questo doppio binario:
da una parte c'è chi ha la possibilità, giusta per carità, di
rivendicare il posto fisso. Dall'altra parte però ci sono quelli ai
quali questa opportunità viene negata. Perché?». All'amarezza e alla
frustrazione si aggiunge, come non bastassero queste, anche la paura.
«Temiamo ripercussioni sul lavoro - prosegue Digilio - perché le
nostre considerazioni possono infastidire quelli che contano».
Preoccupazione condivisa anche da Patrizia Lorenzato, impiegata
amministrativa, 37 anni, precaria da 6. « A luglio scade il nostro
contratto biennale - precisa -, dovremmo ottenere una proroga.
Speriamo di non essere puniti. Sia chiaro che noi non vogliamo fare la
guerra ai 100 portaborse, ma semplicemente ottenere giustizia anche
per noi. Loro sentono di meritare il posto fisso? Bene. Anche noi.
Peccato però che nessuno, almeno per ora, ci abbia aiutato».
DENUNCIA DI PRC: DA ASSUMERE UN ESERCITO DI RACCOMANDATI
La carica bipartisan dei portaborse al concorso regionale
In un'interpellanza i nomi dei «figli della politica» da sistemare
Coinvolti parenti di sottosegretari, assessori e semplici consiglieri
«Un atto di nepotismo»,come accusa il consigliere regionale di
Rifondazione Comunista, Mario Contu. «L'applicazione di una legge
regionale condivisa in modo bipartisan da tutti gli schieramenti
politici», come afferma l'assessore al Personale, Gilberto Pichetto.
Due letture diverse di un unico avvenimento: il concorso per
l'assunzione di 100 nuovi dipendenti bandito dalla Regione Piemonte e
riservato esclusivamente ai lavoratori dei gruppi politici
dell'Assemblea regionale e degli uffici di comunicazione di Giunta e
Consiglio regionale. Un concorso che si farà fra pochi giorni
nonostante la richiesta di sospensione avanzata da Contu «se non altro
per ragioni di pubblico interesse» perché il via libero concesso a
questi 100 «privilegiati, figli della politica» lede «in modo
inequivocabile gli interessi di altri lavoratori ed in particolare dei
188 vincitori di concorso in attesa di essere assunti con graduatoria
ancora valida; di 122 lavoratori a tempo determinato; di più di 200
assunti con contratti Cococo e 30 lavoratori socialmente utili;
quindici dei quali non si sono visti rinnovare il contratto alla fine
di dicembre ed erano quelli che si occupavano dell'amianto nelle
scuole». Ma non c'è solo questo. «All'interno di quell'elenco -
precisa Contu ci sono Giovanna Armosino, sorella del sottosegretario
all'Economia Maria Teresa; Barbara D'Ambrosio, consigliera comunale di
An a Chivasso e figlia dell'ex assessore alla sanità, Antonio
D'Ambrosio; Valeria Giordano, consigliera provinciale e comunale a
Rivoli e figlia del consigliere regionale della Margherita, Costantino
Giordano». E ancora: «Barbara Giuva consigliere comunale di An a
Colleretto; consigliere della VII Circoscrizione per il Pdci Riccardo
Tecchiati; il vicesindaco di Condove Cristina Galatà (Ds), il
consigliere comunale di Chieri Angelo Gilardi (Riformatori), il
consigliere comunale di Collegno Gaetano Turone (Forza Italia), la
consigliere comunale di Beinasco Simona Bosco (An) e l'assessore
all'Ambiente di Piossasco Maria Cristina Abrami (Verdi)». E infine:
Carlo Chiama responsabile organizzativo regionale dei Ds e Franco
Turigliatto, responsabile nazionale delle politiche del lavoro di
Rifondazione; l'ex segretario provinciale del Pdci, Stefano Barbieri.
Ancora Contu: «Il concorso privilegiato è frutto di un accordo
bipartisan che prevede che su 100 posti disponibili il 67% vadano alla
maggioranza ed il 33% all'opposizione. Tutti posti distribuiti con il
manuale Cencelli: 18 a Forza Italia; 7 ad Alleanza Nazionale, cinque
ciascuno a Udc e Lega Nord, 3 ai Federalisti. Ben ventiquattro
arrivano dagli uffici di comunicazione della Giunta e 6 dall¹ufficio
di presidenza del Consiglio». Stesso discorso per il centrosinistra e
per i radicali: «Dieci posti per i Ds, 8 alla Margherita, tre ciascuno
a Pdci, Sdi e radicali, due per Verdi e Rifondazione e 1 ciascuno a
Riformatori e Udeur». Contu annuncia l'intenzione di presentare un
«esposto alla Procura della Repubblica affinché verifichi l'esistenza
di un eventuale reato di finanziamento illecito ai partiti. Nel
frattempo spero che il presidente Ghigo sospenda il concorso ma
esporrò il caso anche alla candidata del centrosinistra, Mercedes
Bresso «per sapere che cosa ne pensa chi, soprattutto a sinistra, dice
di battersi contro il lavoro precario».
DS E AN SCELGONO DI NON COMMENTARE. I RADICALI: TROPPI NOMI FAMOSI
Il Palazzo tra silenzi e imbarazzi
«Ma anche Rifondazione beneficia della legge»
«Sarebbe interessante valutare quanti degli attuali dipendenti e
funzionari della Regione sono stati assunti attraverso un concorso
riservato nel corso degli anni. L'assunzione in sanatoria è una prassi
consolidata. Noi abbiamo votato no. Abbiamo cercato di modificare
quella legge ma certo non possiamo dire ai nostri collaboratori di non
partecipare a quel concorso». E' l'analisi di Bruno Mellano,
capogruppo dei radicali a Palazzo Lascaris, il giorno dopo lo scoppio
delle polemiche nate intorno al concorso riservato per l'assunzione di
100 dipendenti dei gruppi consiliari e degli uffici di comunicazione
di assessori e ufficio di presidenza del Consiglio. Aggiunge: «Su una
cosa Mario Contu ha ragione: non è bellisima la presenza in
quell'elenco di persone con cognomi famosi» Quel concorso, comunque,
si farà come ha ribadito ieri mattina il presidente Enzo Ghigo:
«Stiamo applicando una legge approvata dal Consiglio regionale che ha
ottenuto il via libera del Governo». Del resto come ha ricordato
l'assessore al Bilancio, Gilberto Pichetto, quella «legge è stata
approvata con un consenso bipartisan». Così Valerio Cattaneo,
capogruppo di Forza Italia, difende una legge «votata praticamente da
tutti. Quel concorso è regolare. Anche Rifondazione Comunista
beneficia del provvedimento e spiace che per una polemica interna a
quel partito, cioè per il fatto che Mario Contu non sarà ricandidato,
persone che hanno seriamente lavorato si ritrovino sbattute in prima
pagina solo perché hanno rapporti di parentela con qualche politico».
Giuliana Manica, capogrupo dei Ds, non commenta. Anche Marco Botta,
capogruppo di An, sceglie la strada del silenzio. Difende il
provvedimento Claudio Dutto, capogruppo della Lega Nord, anche se
precisa: «Per quanto ci riguarda parteciperanno al concorso solo
ragazze che da anni lavorano per la Lega e che non hanno parenti
famosi e non ricoprono incarichi di partito». Aggiunge: «Ciascuna di
loro lavorato con noi da almeno cinque anni. Tutte hanno un contratto
a tempo determinato e si tratta solo di formalizzare dei rapporti
esistenti». Insomma «non vedo che cosa ci sia di così scandaloso».
Antonello Angeleri, capogruppo dell'Udc, spiega: «Ditemi in quale
legislatura non è stata fatta una sanatoria. Scagli la prima pietra
chi non è senza peccato». Mino Taricco, capogruppo della Margherita,
non entra nel merito della questione perché «sono entrato in Consiglio
dopo l'approvazione di quella legge. Credo si tratti di una prassi
consolidata». Enrico Moriconi, capogruppo dei Verdi, spiega: «Ho
votato contro e credo che per il futuro si potrebbe anche adottare la
soluzione della Camera dei deputati che ha assunto per concorso
pubblico personale che ha poi destinato ai vari gruppi». Aggiunge:
«Per che che ci riguarda, comunque, faranno il concorso persone che
erano fuori dal mercato del lavoro. Validi collaboratori e non certo
dei portaborse». Mario Contu il consigliere di Rifondazione che ha
sollevato il caso con un'interpellanza, non è stupito di queste
reazioni e precisa: «Nessuno mette in discussione i diritti acquisiti
dai dipendenti dei gruppi: il problema è che il Consiglio regionale ha
deciso di riservare loro una corsia privilegiata che assegna a questi
figli della politica diritti maggiori di persone che hanno vinto un
concorso, precari, lavoratori socialmente utili e lavoratori a
chiamata».
ASSUNZIONI PILOTATE, UNO SCANDALO VECCHIO COME L'ENTE
Un passato da portaborse per 250 impiegati regionali
La Cgil: «Una stima prudente: nella Prima Repubblica i concorsi erano
formalmente aperti a tutti ma alla fine vincevano solo i raccomandati»
Il dieci per cento dei 2700 dipendenti regionali è rappresentato da
«figli della politica»: persone che hanno lavorato come dipendenti dei
gruppi regionali o sono stati portaborse o comunicatori di assessori e
presidenti di Giunta e del Consiglio. Più o meno 250 persone e il dato
è approsimato per difetto perché, come spiega Lalla Spione,
responsabile della Cgil in Regione, «la pratica dei concorsi
privilegiati è recente, risale alla metà degli anni Novanta. Nella
Prima Repubblica, infatti, i concorsi almeno formalmente erano aperti
a tutti anche se alla fine vincevano i segretari degli assessori.
Comunque, si trattava al massimo di un decina di posti ogni cinque
anni». Aggiunge Spione: «La differenza tra i vecchi politici e i nuovi
è che i secondi sono via via diventati sempre più arroganti. E non è
questione di colore politico, visto che in tutte le regioni si fanno
assunzioni con questi criteri». Nel corso degli anni i parametri per
partecipare al concorso sono diventati sempre meno rigidi. E' il 31
luglio del 1998 quando il consiglio regionale del Piemonte approva con
i voti del centrodestra dei socialisti e di Rinnovamento Italiano una
legge di sanatoria - anche allora tra le polemiche sollevate dal
consigliere verde Pasquale Cavaliere - che permette l'assunzione di 42
segretari dei gruppi e di 13 assistenti dei presidente della Giunta e
del Consiglio. La differenza tra quel concorso e quello attuale e che
negli anni Novanta i beneficiari timbravano il cartellino quattro
volte al giorno. Adesso, invece, quel vincolo non esiste più: il
rapporto che ogni gruppo regionale instraura con i propri lavoratori è
di tipo privatistico. Anche nella quinta legislatura (1990/1995,
giunte pentapartito e nell'ultimo periodo di centrosinistra) si fece
ricorso al concorso riservato ma il numero dei posti disponibili era
di una ventina e per accedervi era necessario aver lavorato per almeno
quattro anni alla dipendenze dei gruppi o degli assessori. Tra il 1998
e il 1999 Forza Italia fece così assumere in Regione dieci funzionari,
Alleanza nazionale ne piazzò cinque come la Lega Nord (allora
all'opposizione) e Rifondazione Comunista (a quell'epoca ancora
unita). Il Ccd riuscì a sistemare quattro suoi dipendenti, tre
Rinnovamento Italiano, due i socialisti e i pensionati e uno ciascuno
Verdi, popolari e diesse. Difficile, invece, colorare politicamente i
vincitori del concorso dell'inizio anni Novanta. Ancor più difficile
risalire agli anni Settanta quando l'istituzione muoveva i suoi primi
passi. Secondo Spione, però, il problema non è solo l'applicazione del
manuale Cencelli ma il regolamento del Consiglio regionale che premia
«in termini di fondi a disposizione i gruppi con il maggior numero di
consiglieri». Mario Contu, il consigliere di Rifondazione Comunista,
che ha sollevato il problema aggiunge: «Il Consiglio regionale mette a
disposizione dei gruppi politici un budget di quasi cinque milioni e
mezzo di euro. Ci sono situazioni paradossali come, ad esempio, la
mancata unificazione in un solo gruppo di formazioni come i
democratici e i popolari che insieme hanno dato vita alla Margherita.
Ogni gruppo ha conservato una propria dotazione finanziaria e la
possibilità di fare assunzioni». Al 31 dicembre del 2004 erano 190 le
persone che lavorano con contratto di diritto privato alle dipendenze
dei gruppi regionali. Ottanta hanno un contratto a tempo determinato,
90 sono CoCoCo, 14 sono in aspettativa e 6 sono stati assegnati ad
altre strutture della Pubblica Amministrazione. Forza Italia con i
suoi 22 consiglieri dà lavoro a quaranta persone, i Ds (otto
consiglieri) hanno 18 dipendenti, Alleanza nazionale (sette
consiglieri) dieci, i tre gruppi della Margherita (in tutto quattro
consiglieri) occupano 17 persone; la Lega Nord (4 consiglieri) undici.
Mentre sono 14 le persone alle dipendenze dell'ufficio di
comunicazione del presidente del Consiglio e 18 quelle che lavorano
per l'ufficio di presidenza.
I precari: «In piazza contro i portaborse»
Si allarga la polemica sul bando che assegna 100 posti di assistenti
Il consigliere Mario Contu: «Costerà più di 2 milioni e mezzo di euro
Intanto ci sono 188 vincitori di concorsi che aspettano l'assunzione»
Le Rdb-Cub invitano i precari a manifestare davanti al Consiglio
regionale per rivendicare «i diritti di quanti da anni lavorano presso
gli enti senza alcuna garanzia per il loro futuro». L'appuntamento è
per martedì. Le Rdb si dicono preoccupate per «le notizie relative
alla spesa abnorme che la Regione si appresta a sostenere per i
contestati concorsi, con seria possibilità per i precari di essere
rimandati a casa per mancanza di fondi». Il riferimento è alle
polemiche nate dalla denuncia del consigliere regionale di
Rifondazione Comunista, Mario Contu, sul concorso riservato che
permette a quelli che lui definisce i 100 «figli della politica» cioè
i dipendenti dei gruppi regionali e degli uffici di comunicazione
degli assessori, di essere assunti con contratto a tempo
indeterminato. Qualcuno di loro però non ci sta e racconta di non
avere «parenti illustri e nemmeno incarichi di partito» ma «solo anni
di contratti precari». Certo tutto è iniziato dopo «aver bussato alla
porta di un partito politico» e prima di allora c'era stata la ricerca
di un lavoro dopo la laurea. E c'è anche chi sa perfettamente che «il
posto a tempo indeterminato in Regione non è un diritto» e lo
considera come «un'opportunità dopo 8 anni di serio e onesto lavoro».
Contu non mette in discussione l'esistenza di questa realtà ma
sottolinea come «chiunque, soprattutto i giovani in cerca
d'occupazione, metterebbe la firma per lavorare presso un gruppo
consiliare». Spiega: «Con i contratti di tipo privatistico non si
bollano cartoline, molti di loro non sono vincolati alla sede di
lavoro». Aggiunge: «Il punto è un altro: i loro diritti non possono
prevaricare quelli legittimi maturati da chi ha superato un concorso
pubblico a prove plurime e molto selettivo e che da anni restano alla
finestra a causa di una Finanziaria che blocca le loro assunzioni».
Nel corso degli anni, secondo una stima per difetto della responsabile
Cgil della Regione, Lalla Spione, sono stati circa 250 i «portaborse»
assunti, almeno 175 con contratti riservati, cento solo con questo
bando. Tutto questo mentre ad oggi ci sono 188 lavoratori vincitori di
concorso che aspettano di essere assunti, 131 sono i lavoratori a
tempo determinato, 130 Cococo e 30 lavoratori socialmente utili che
chiedono di essere regolarizzati.
Consigliere Contu quanto spenderà la Regione per assumere i 100 del
concorso riservato?
«Due milioni e 533 mila euro e 64 centesimi all'anno esclusi gli
adeguamenti contrattuali. L'assunzione dei 55 dipendenti dei gruppi
consiliari del 1999 è costata finora circa 7 milioni».
Perché ha sollevato questa polemica?
«Perché trovo ingiusto che la politica possa decidere di privilegiare
qualcuno solo perché è fedele ad una qualsiasi bandiera politica.
Questo concorso privilegiato è stato nei fatti condiviso da tutti i
gruppi politici inclinando il rapporto di fiducia dei cittadini nei
confronti delle Istituzioni».
E' vero che tutto nasce dalla sua esclusione dalle liste di
Rifondazione Comunista?
«Si tratta di un'accusa miserevole. E' noto a tutti che sono stato
l'unico consigliere che si è opposto, all'inizio della legislatura nel
2000, all'aumento del 40% dei fondi dei gruppi. Non solo. Lo scandalo
delle assunzioni privilegiate è scoppiato nel maggio del 2004 quando
ancora non si parlava di candidature».