Associazione
Dottorandi e
Dottori di
Ricerca
Italiani
www: http://www.dottorato.it/ - e-mail: in...@dottorato.it
Frequently Asked Questions
sul Dottorato di Ricerca in Italia
Ultima modifica: martedì 21 marzo 2000
a cura di: Paolo Coletti e Roberto
Lionello
e-mail: pcol...@iname.com oppure
Roberto....@iname.com
Queste FAQ, così come tutti i servizi offerti dal sito, costano un
grosso sforzo all'ADI. La legislazione riguardante il dottorato è assai
confusa
e contraddittoria e ogni sede adotta comportamenti diversi,
costringendoci a continui aggiornamenti e faticose indagini. Chiediamo
pertanto,
se queste FAQ ti sono state utili, di valutare la possibilità di
iscriverti all'ADI.
Mentre le segnalazioni e le correzioni sono sempre benvenute, porre
domande ai due FAQmaster è inutile dato che tutto ciò che sanno lo
hanno scritto qui. Scrivere nel newsgroup
it.istruzione.universita.dottorato (dopo aver letto e riletto le FAQ)
invece ogni tanto si rivela più
fruttuoso soprattutto perché si possono trovare persone con problemi
analoghi.
1. Premessa
1.1 Dove sono reperibili le FAQ sul dottorato di ricerca?
1.2 Qual è la legislazione che regola il DdR?
2. Il Dottorato di Ricerca (DdR)
2.1 Mi consigliate il DdR in Italia (o all'estero)?
2.2 Quanto dura un DdR?
2.3 Posso iscrivermi a un DdR e a un corso di laurea o
specializzazione?
2.4 Come si accede ai corsi di DdR? Dove trovo i bandi?
2.5 Quali sono i requisiti per accedere ad un DdR?
2.6 Cosa si può autocertificare nella domanda di ammissione?
2.7 Quanti posti esistono?
2.8 Ci sono differenze per i cittadini extracomunitari?
2.9 In cosa consistono le prove concorsuali?
2.10 A chi posso chiedere i testi dei concorsi degli anni
precedenti?
2.11 C'è una borsa di studio?
2.12 Esisteva un DdR "libero"?
2.13 Come si svolge il DdR?
2.14 Bisogna sostenere esami o frequentare?
2.15 In quali organi i dottorandi possono avere rappresentanti
ufficiali?
2.16 C'è un esame finale?
2.17 Come si consegna la tesi?
2.18 Si può sospendere il DdR?
2.19 Come si può ottenere il riconoscimento di un DdR estero in
Italia ?
2.20 Come si richiede il papiro del titolo?
2.21 Quando ci si può fregiare del titolo di Dottore di Ricerca o di
Ph.D. ?
2.22 A cosa serve il titolo di dottore di ricerca?
3. La borsa di DdR
3.1 A quanto ammonta?
3.2 Chi ne ha diritto?
3.3 Come si calcolano i quindici milioni?
3.4 Bisogna presentare la dichiarazione dei redditi?
3.5 Può essere cumulata con altre?
3.6 Il suo ammontare può essere aumentato in particolari condizioni?
3.7 Occorre presentare una documentazione per usufruire della borsa?
3.8 Cosa succede alla borsa interrompendo il DrR ?
3.9 Il dottorando senza borsa è tenuto all'obbligo di frequenza ?
3.10 Il dottorando con borsa finanziata da enti privati ha gli
stessi diritti e doveri ?
4. Fondi e viaggi.
4.1 Come possono essere impiegati i fondi di DdR?
4.2 Cosa posso chiedere che mi venga rimborsato e quale
documentazione devo presentare?
4.3 Per quanto tempo posso viaggiare?
4.4 Quando posso partire?
4.5 Occorre una autorizzazione?
4.6 Che tipo di aiuti economici posso avere in questo periodo?
4.7 Come si ottiene l'assistenza sanitaria all'estero?
6. Previdenza e contributi.
6.1 Ho diritto a contributi previdenziali o a riscatto o ad anni di
carriera per gli anni di DdR fino al 1998 ?
6.2 Ho diritto a contributi previdenziali o ad anni di carriera per
gli anni di DdR dal 1999?
6.3 Come faccio se per la mia professione devo versare i contributi
ad un ente diverso dall'INPS?
7. Sospensione del dottorato
7.1 Posso sicuramente sospendere il DdR per maternità?
7.2 Quali sono i diritti di un dottorando riguardo il servizio
militare e civile?
7.3 Posso evitare il servizio militare frequentando un corso di
dottorato all'estero?
7.4 Come sospendo il DdR?
7.5 Come chiedo l'avvicinamento?
7.6 A che licenze ho diritto?
7.7 Come faccio a partecipare ai concorsi pubblici?
7.8 Posso insegnare o lavorare o fare ricerca durante il servizio
militare?
8. Dottorato e attività lavorativa
8.1 Il dottorando può lavorare?
8.2 Come fanno i dottorandi dipendenti pubblici?
8.3 Posso insegnare nelle scuole medie inferiori e superiori?
8.4 Posso insegnare all'università?
9. Il movimento "lettera dei dottorandi".
9.1 Che cosa è e come è nata la lettera dei dottorandi?
9.2 Quali sono le principali richieste della lettera?
9.3 Come posso procurarmi il testo della lettera?
9.4 Come posso aderire all'iniziativa?
10. Cos'è l'ADI?
10.1 Come iscriversi all'ADI?
10.2 Cosa si può fare oltre ad iscriversi all'ADI?
10.3 Cosa sono le sedi locali?
10.4 Cosa sono i gruppi di lavoro (GOL)?
10.5 Come contribuire alle FAQ?
10.6 Esistono altre organizzazioni nazionali di dottorandi?
10.7 Cos'è il CONDOR?
10.8 Come sono i rapporti col CONDOR?
11. Mailing list e newsgroup dedicati al DdR
11.1 Quali sono le mailing list nazionali?
11.2 Come iscriversi alle mailing list?
11.3 Come scrivere un messaggio ad una mailing list?
11.4 Esiste anche un newsgroup?
11.5 Come annullo la mia iscrizione?
11.6 Quali sono le mailing list dei GOL?
11.7 Cosa significano tutti quei caratteri strani in alcuni
messaggi?
1. Premessa
Con il presente documento ci proponiamo di dare risposta ad alcune delle
domande più frequenti sul Dottorato di Ricerca in Italia. Abbiamo
cercato, ove possibile, di fornire dei riferimenti ufficiali (leggi e
decreti) alle risposte elencate. Tuttavia la legislazione che regola il
Dottorato
di Ricerca è confusa, contraddittoria e sparpagliata e molte delle fonti
originali sono di difficile reperibilità. Di conseguenza alcune delle
risposte fornite sono basate essenzialmente sull'esperienza personale
degli autori e di lettori. Si osserva infine che alcuni degli argomenti
trattati sono soggetti a variazioni tra le diverse Università e tra un
corso di DdR ed un altro all'interno della stessa Università, in quanto
sottoposti a regolamenti di ateneo o di dipartimento, anziché nazionali.
Pur riconoscendo i limiti sopra esposti, speriamo che questo
documento fornisca qualche conoscenza utile ai lettori. Infine
sottolineamo che lo stile impiegato in questa trattazione è,
coerentemente con
la filosofia delle più diffuse FAQ, decisamente colloquiale e
pragmatico.
Idea: Gabriele Manganaro; contributi: Gabriele Manganaro, Guido Germano,
Attilio Bellman, Pasquale Foggia, Carlo Sansone, Paolo Coletti,
Roberto Lionello; traduzione in ipertesto: Attilio Bellman, Paolo
Coletti.
[Ritorna alle FAQ]
1.1 Dove sono reperibili le FAQ sul dottorato di ricerca?
Le Frequently Asked Questions (domande più frequenti) sul dottorato di
ricerca in Italia sono reperibili all'indirizzo
http://www.dottorato.it/informazioni/faq.html presso il sito dell'ADI,
Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani,
http://www.dottorato.it/.
[Ritorna alle FAQ]
1.2 Qual è la legislazione che regola il DdR?
La legislazione che regola il DdR è confusa, carente, contraddittroria e
accutatamente sparpagliata. Ecco qui tutti i riferimenti che siamo
riusciti a trovare. Saremmo lieti di riceverne degli altri a
pcol...@iname.com.
Legge 21 febbraio 1980, n. 28
DPR 382 del 11 luglio 1980 (art. 68 e seguenti): istituzione del
Dottorato di Ricerca.
Legge 13 agosto 1984, n. 476
Circolare ministeriale 357 del 5 febbraio 1986: di tutto e di più.
Legge 398 del 30 novembre 1989: borse di DdR e postdoc.
Decreto ministeriale del 19 aprile 1990
Legge 9 gennaio 1991, n. 19
Parere del Consiglio di Stato del 29 gennaio 1992: ripetizione esame
finale.
Circolare ministeriale del 3 maggio 1994: conseguimento del titolo.
Regolamento DPR 487 del 9 maggio 1994: concorsi pubblici.
Circolare ministeriale del 1 agosto 1996: composizione commissione
concorso ammissione.
Regolamento DPR 693 del 30 ottobre 1996: concorsi pubblici.
Circolare ministeriale del 17 marzo 1997: ricercatori tempo
determinato.
Circolare ministeriale del 18 marzo 1997: borsa di DdR bimestrale.
Decreto legislativo 184 del 30 aprile 1997: riscatti contributivi.
Circolare ministeriale del 7 luglio 1997: tesi in lingua straniera.
Circolare ministeriale del 19 luglio 1997: riscatti contibutivi.
Regolamento DPR 387 del 3 ottobre 1997: esame finale.
Decreto legislativo 504 del 30 dicembre 1997 (art. 3 c. 3): rinvio
servizio militare.
Legge 3 luglio 1998, n. 210 (art. 4): autonomia Dottorati di
Ricerca.
Circolare ministeriale del 10 settembre 1998: partecipazione
concorso senza laurea.
DM del 11 settembre 1998: incremento importo borse DdR.
Regolamento DPR 390 del 19 ottobre 1998: reclutamento professori e
ricercatori.
Regolamento DPR 403 del 20 ottobre 1998 e legge 191 del 16 giugno
1998: autocertificazioni.
Legge 14 gennaio 1999, articolo 1 comma 24: previdenza dipendenti
pubblici.
Nota MURST 508 del 12 marzo 1999: pagamento contributi previdenziali
DdR.
Regolamento DM 224 del 30 aprile 1999: regolamento Dottorato di
Ricerca.
Circolare ministeriale del 4 agosto 1999: sito web per bandi dal
1999.
Legge 370 del 19 ottobre 1999: riscatto previdenziale.
Regolamento DM 509 del 3 novembre 1999: riordino cicli di studio
universitari.
Qualche sentenza di tribunali amministrativi.
[Ritorna alle FAQ]
2. Il Dottorato di Ricerca (DdR)
Fino ad alcuni anni fa in Italia il titolo di studio più elevato era la
laurea. Nel 1980 (cfr. legge 21 febbraio 1980, n.28 e D.P.R. 11 luglio
1980,
n.382) venne istituito il Dottorato di Ricerca (DdR); esso rappresenta
ora il più alto grado di istruzione previsto nell'ordinamento accademico
italiano. Il titolo di dottore di ricerca è equivalente (non
ufficialmente) al titolo di Ph.D. (Philosophiae Doctor) dei paesi
anglosassoni e a
titoli analoghi presenti in altri paesi da più lungo tempo.
[Ritorna alle FAQ]
2.1 Mi consigliate il dottorato di ricerca in Italia (o all'estero) ?
La poca serietà di diversi settori dell'accademia, in balia
dell'arbitrio baronale, scoraggia facilmente l'aspirante dottorando.
Questi farebbe
bene a considerare anche la scarsa spendibilità del titolo.
Per quel che riguarda il primo problema, conviene informarsi bene
sull'effettivo valore dei docenti del dipartimento, facendo ad esempio
una
ricerca bibliografica in biblioteca. Se i professori non hanno
pubblicato o i loro articoli compaiono solo su riviste di dubbio
spessore
scientifico, sconsigliamo di intraprendere il dottorato in tale
dipartimento. Controllate anche l'impatto delle pubblicazioni dei
docenti nei
lavori di altri ricercatori attraverso l'indice delle citazioni, se ne
esiste uno per la vostra materia di studio. Esistono per fortuna isole
felici in
tutte le discipline (in alcune più che in altre): se la ricerca è la
vostra strada cercatele, ma evitate assolutamente di sprecare tre (o
più) anni in
un dottorato-parcheggio.
Fare il dottorato all'estero vi risparmierà lo scontro con il malcostume
universitario ma renderà più arduo il già difficile problema di trovare
un'occupazione in Italia. Infatti, una volta ottenuto il titolo, ci si
trova di fronte ad atenei ed enti di ricerca saturi e ad un mondo del
lavoro
che per varie ragioni (alcune valide, altre meno) non sa che farsene di
un dottore di ricerca. Per fortuna, se il dottore di ricerca ha speso
gli
anni di dottorato proficuamente, collaborando a livello internazionale e
pubblicando su riviste specializzate, non avrà difficoltà a trovare un
posto di lavoro in qualche remoto angolo del pianeta (di solito bene
remunerato e con brillanti prospettive di carriera).
In sintesi, la decisione spetta a voi, l'importante è avere le idee
chiare. Il dottorato, se ben sfruttato, rappresenta una eccellente
opportunità di
ottenere una formazione superiore alla media; consigliamo a chi desidera
percorrere questa strada di scegliere con cura la sede del corso e di
tenere bene in mente che sarà forse costretto ad emigrare per trovare
lavoro.
[Ritorna alle FAQ];
2.2 Quanto dura?
La durata ufficiale è di tre, quattro o cinque anni a seconda del
particolare corso. Essa può essere allungata, ovviamente senza percepire
più
anni di borsa di studio, in particolari condizioni (vedi punto 2.18).
[Ritorna alle FAQ]
2.3 Posso iscrivermi a un DdR e a un corso di laurea o specializzazione?
No. Ciò è espressamente vietato dall'art. 11 della circolare
ministeriale n. 357 del 5 febbraio 1986 il cui art. 11 recita: "Attese
le finalità del
dottorato e in conformità alle norme che lo disciplinano, è fatto
assoluto divieto di contemporanea iscrizione ad altro dottorato, ad una
scuola
di specializzazione o ad un corso di laurea o di perfezionamento."
L'università sede amministrativa del DdR richiederà il diploma di
maturità
proprio per evitare questa opportunità. Per gli iscritti a corsi di
specializzazione ad ordinamento non UE (ad esempio fisica sanitaria) la
legge
n. 398 del 30 novembre 1989 prevede la sospensione degli studi fino al
completamento del corso di dottorato. Nel caso di scuole di
specializzazione ad ordinamento UE (come quelle di medicina) bisogna
scegliere tra le due opzioni perdendo l'opzione non scelta.
[Ritorna alle FAQ]
2.4 Come si accede ai corsi di DdR? Dove trovo i bandi?
L'ammissione a numero chiuso si ottiene mediante concorso bandito sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 4a serie speciale,
parte prima bis (Concorsi ed esami), che è l'unica fonte ufficiale e
completamente attendibile. Sul sito http://www.ipzs.it se ne può
trovare,
ogni tanto, l'ultimo numero uscito. Copie dei bandi fino al XIV ciclo
del 1998 sono reperibili su internet (per es. all'indirizzo
http://sito.cineca.it/murst-daus/dottorati/welc_dottorati.htm oppure al
sito del MURST) oppure sui siti delle singole università.
Dal 1999 ogni università farà un bando autonomo. Il ministero cerca di
raccogliere i bandi su
http://www.murst.it/Universi/dottorati/bandi99_2000.htm non è
estremamente affidabile.
[Ritorna alle FAQ]
2.5 Quali sono i requisiti per accedere ad un DdR?
Bisogna possedere una laurea riconosciuta in Italia (di tipo vecchio,
quella da minimo quattro anni, oppure la nuova laurea specialistica ai
sensi dell'art. 6 comma 5 del decreto ministeriale 509 del 3/11/1999),
oppure straniera non riconosciuta che viene esaminata direttamente
dalla commissione ai soli fini dell'ammissione al DdR ai sensi dell'art.
6 comma 6 del decreto ministeriale 509 del 3/11/1999. Ogni tanto
capita che qualche università richieda una laurea specifica. La
legittimità di questa richiesta non è ben chiara. L'art. 5 del decreto
ministeriale
224 del 30/4/1999 e l'art. 6 comma 5 del decreto ministeriale 509 del
3/11/1999 richiedono solo la laurea per l'ammissione al concorso di
dottorato. Tuttavia la legge 210 del 3/7/1998 lascia al regolamento
dell'università il disciplinare l'ammissione al concorso. Inoltre spesso
non
è obbligatorio laurearsi entro la data di scadenza della presentazione
domande ma viene consentito laurearsi entro una data posteriore fissata
dal bando.
Bisogna essere cittadini dell'unione europea (gli extracomunitari vedano
l'apposita domanda).
Gli ammessi al corso di DdR devono essere almeno tre come recita l'art.
2 del decreto ministeriale 30/04/1999.
Nel bando è inoltre indicato chiaramente il termine e le modalità per la
presentazione della domanda di ammissione al concorso
(consigliamo di scegliere, se possibile, la raccomandata con ricevuta di
ritorno in modo da avere una prova dell'avvenuta ricezione. Fax e
posta elettronica non lasciano prove.).
Qualche università particolarmente "esigente" richiede del denaro per la
sola partecipazione al concorso. Chi abbia notizie circa la
leggitimità di questa richiesta ce le comunichi: pcol...@iname.com.
I titolari di assegni di ricercai.....
In ogni caso la scelta dei requisiti di ammissione è lasciata alle
singole università e quindi i bandi possono prevederne di diversi.
[Ritorna alle FAQ]
2.6 Cosa si può autocertificare nella domanda di ammissione?
Nella domanda di ammissione, così come in ogni domanda per un concorso
pubblico, si può autocertificare (cioè semplicemente firmare
senza fare alcuna autentica né atto burocratico) tutti i dati personali
previsti dall'art. 1 del regolamento 403 del 20 ottobre 1998. Per quanto
riguarda invece altri fatti di cui si abbia diretta conoscenza, questi
vanno, ai sensi dell'art. 2 del regolamento e della legge 191 del 16
giugno
1998, sottoscritti e allegata la fotocopia non autenticata di un
documento di identità.
[Ritorna alle FAQ]
2.7 Quanti posti esistono?
Nell'XIII ciclo, iniziato nel novembre 1997, sono stati banditi 4660
posti, così suddivisi (fonte: G.U. 29/7/1997):
Macrosettore
triennali
quadri-
quinqui-
totali
Agraria
238
0
0
238
Architettura
184
0
0
184
Economia e Statistica
398
4
0
402
Farmacia
89
18
0
107
Giurisprudenza
341
3
0
344
Ingegneria
756
0
0
756
Lettere-Lingue-Magistero
606
87
0
693
Medicina e Chirurgia
263
444
5
712
Medicina Veterinaria
106
3
0
109
Scienze Matematiche Fisiche Naturali
649
191
0
840
Scienze Politiche
125
4
0
129
Totale 4660, di cui 3901 triennali, 754 quadriennali e 5 quinquennali.
Dal 1999 ogni università bandisce posti con o senza borsa come desidera
e quando desidera, pertanto non è più possibile tenerne il conto.
[Ritorna alle FAQ]
2.8 Ci sono differenze per i cittadini extracomunitari?
Di solito un corso di DdR prevede dei posti in soprannumero, pari alla
metà arrotondata in eccesso dei posti ordinari, riservata a cittadini
extracomunitari. Questi seguono le stesse procedure di accesso dei
cittadini italiani e comunitari e sono trattati ugualmente in tutto, con
l'eccezione che non hanno diritto ad una borsa di studio.
Recentemente sono usciti però bandi che consentono a cittadini
extracomunitari regolarmente in Italia di percepire ugualmente la borsa:
in
questo caso non partecipano per i posti in soprannumero ma per quelli
ordinari. Oppure sono usciti bandi che non consentono ai cittadini
extracomunitari di partecipare al DdR se non dimostrano di percepire una
borsa di studio da altro ente.
[Ritorna alle FAQ]
2.9 In cosa consistono le prove concorsuali?
La commissione è formata tipicamente da tre docenti universitari
(Presidente, Membro e Segretario). Le prove consistono tipicamente in
una prova scritta (un tema, in domande a scelte multiple o in esercizi;
può essere proposto un tema unico o più temi specifici tra cui
scegliere)
che deve venire sorteggiato tra tre buste sigillate a meno che l'esame
non si stia svolgendo in sedi diverse e una prova orale che di solito
include la prova di conoscenza di una lingua straniera. Recentemente
sono stati banditi alcuni concorsi che prevedono soltanto la prova
orale.
Il concorso si deve comunque svolgere secondo le modalità previste dal
decreto 487/94 e dal decreto 693/96 che regolano i concorsi nella
pubblica amministrazione.
Capita che il concorso si svolga dopo l'inizio dei corsi di DdR. In
questo caso il dottorando riceve la borsa di studio calcolata
dall'inizio
virtuale indipendentemente dalla vera data di inizio delle attività a
meno che il regolamento locale non stabilisca diversamente.
[Ritorna alle FAQ]
2.10 A chi posso chiedere i testi dei concorsi degli anni precedenti?
Per i dottorati in matematica e materie strettamente legate sono
pubblicati ogni anno sul bollettino dell'Unione Matematici Italiani (una
rivista giallo canarino formato A5). Per le altre materie ignoriamo ogni
possibile fonte. Le alternative più fruttuose sono quelle di chiedere a
dottorandi, di chiedere al coordinatore di dottorato (basta farsi dire
il nome dall'ufficio dottorati) oppure di chiedere all'ufficio dottorati
stesso magari allegando un bustone preaffrancato e preindirizzato.
[Ritorna alle FAQ]
2.11 C'è una borsa di studio?
I vincitori del concorso, se soddisfano i requisiti esposti sul bando di
concorso del DdR, hanno diritto ad una borsa di studio. Metà dei posti
messi a concorso possono non essere coperti da borsa di studio. Il tema
della borsa di studio è trattato ampiamente in un settore a parte.
[Ritorna alle FAQ]
2.12 Esisteva un DdR "libero"?
Il DPR 11 luglio 1980 n. 382 lo prevedeva. L'art. 73 del DPR e l'art. 8
della legge 21.2.1980 n. 28 precisavano che il titolo di dottore di
ricerca
può venire conferito anche a chi, pur non iscritto a nessun corso di
DdR, sia in possesso di validi titoli di ricerca conseguiti in un numero
di
anni post laurea superiori ad uno rispetto alla durata dell'equivalente
corso di DdR. Questa norma permettereva di conseguire il titolo in
seguito ad un accordo individuale con un professore disposto a fare da
supervisore, senza passare attraverso il concorso e senza fruire della
borsa di studio. L'accordo individuale è il meccanismo di accesso tipico
di tutti gli altri paesi dove esiste il DdR, mentre il concorso è una
peculiarità italiana.
Solo una volta è stata offerta questa possibilità tramite un concorso
per titoli (contavano solo quelli pubblicati negli ultimi 3 anni) aperto
ai
laureati da più di 4 anni pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del
19/3/1987 Serie generale n. 65 a pag. 15, con un numero di posti
variabile da 1 a
8 per disciplina.
Questa possibilità è ora stata abolita dall'articolo 6 comma b della
legge 210 del 3 luglio 1998.
[Ritorna alle FAQ]
2.13 Come si svolge il DdR?
Le modalità variano da corso a corso e da sede a sede e sono fissate dal
collegio dei docenti. Tipicamente il primo anno viene dedicato
principalmente allo studio, con la finalità di approfondire le tematiche
attinenti al proprio tema di ricerca. È anche previsto che si seguano
dei corsi; in alcune sedi esistono dei veri e propri corsi dedicati ai
dottorandi, in altre vengono seguiti dei normali corsi universitari
(insieme
ai normali studenti). Durante gli anni successivi al primo l'attività è
prevalentemente di ricerca. Gli ultimi mesi sono dedicati alla stesura
della tesi. Durante il DdR sono spesso previsti dei seminari a cui i
dottorandi sono tenuti a partecipare nella veste di ascoltatorio di
relatori. Il
dottorando non è un lavoratore dipendente (né un lavoratore) e pertanto
non è soggetto ad alcun orario, non ha diritto ad alcun periodo di
ferie né di malattia (salvo sospendere il corso per malattia).
[Ritorna alle FAQ]
2.14 Bisogna sostenere esami o frequentare?
Alla fine di ogni anno i dottorandi devono presentare una relazione
particolareggiata, scritta e a volte anche orale, sull'attività svolta.
Sulla
base di tale relazione il collegio dei docenti, "previa valutazione
della assiduità e dell'operosità dimostrata dall'iscritto", ne propone
al rettore
l'esclusione dal corso od il passaggio all'anno successivo. In alcune
sedi sono previste anche relazioni quadrimestrali. Inoltre taluni DdR
richiedono degli esami alla fine di corsi obbligatori stabiliti dal
collegio docenti da svolgersi solitamente durante il primo o secondo
anno.
Riguardo alla frequenza per tutti i dottorandi, indipendentemente dalla
borsa di studio, sussiste l'obbligo di frequenza secondo le modalità
stabilite dal proprio Collegio Docenti; pertanto questo obbligo varia
moltissimo da sede a sede (si va da nessuna frequenza a parecchie ore al
giorno tutti i giorni) e conviene informarsi presso il coordinatore o i
dottorandi qualora si voglia eventualmente lavorare durante il
dottorato.
[Ritorna alle FAQ]
2.15 In quali organi i dottorandi possono avere rappresentanti
ufficiali?
Purtroppo solo a livello locale, dai Dipartimenti ai Consigli di
Amministrazione delle Università e solo se gli statuti di questi organi
lo
prevedono (cosa che però in genere fanno e casomai spesso sono i
dottorandi ad essere inadempienti, non sfruttando questo loro diritto).
Sono previsti rappresentanti dei dottorandi nel Consiglio Universitario
Nazionale (CUN) ma solo eletti come normali studenti. Per questo gli
incontri che i dottorandi possiamo ottenere dal MURST sono
esclusivamente di carattere informale ed inufficiale.
[Ritorna alle FAQ]
2.16 C'è un esame finale?
Secondo il nuovo regolamento D.P.R. 387 del 3/10/1997, dopo la fine del
terzo (o quarto) anno, consegnata la tesi di dottorato entro una data
stabilita dal collegio docenti e dal regolamento dell'Università
presumibilmente intorno alla fine di ottobre, (ma si può chiedere una
deroga di
un anno, vedi punto 2.18), che può anche essere redatta in lingua
straniera previa autorizzazione del proprio collegio docenti, il rettore
dell'Università presso cui ha sede amministrativa il corso di DdR nomina
entro il 31 dicembre le commissioni esaminatrici per l'esame
finale, la cui data di svolgimento deve essere entro due mesi dalla
nomina: quindi l'esame finale deve essere fatto sempre prima del primo
marzo. La commissione è solitamente composta da tre docenti universitari
del settore attinente il DdR che non siano membri del medesimo
collegio docenti né siano stati commissari dei concorsi d'ammissione
vinti dai candidati (Parere del Consiglio di Stato del 29/01/1992).
L'esame può essere ripetuto una sola volta se va male secondo l'art. 6
del regolamento 30 aprile 1999.
Dopo aver sostenuto l'esame, si ha diritto immediatamente al titolo e
l'Università stessa provvede al suo rilascio e a consegnare due copie
della tesi presso le biblioteche nazionali di Firenze e Roma.
[Ritorna alle FAQ]
2.17 Come si consegna la tesi? (solo per il vecchio regolamento d'esame
fino al 1997)
Ricordiamo che la consegna della tesi a carico del dottorando è
necessaria solo per chi sostiene l'esame finale con il vecchio
regolamento,
mentre per chi lo sostiene con il nuovo regolamento presso la propria
sede amministrativa non deve farsi carico della consegna delle copie
della tesi alle biblioteche nazionali.
È possibile la consegna delle tesi per posta. Scrivere sulla busta "Tesi
di dottorato" e mettere dentro alla busta:
1.una copia della tesi a stampa (cioè non su supporto elettronico o
microfiche o altro) rilegata a dovere (non vengono accettati fogli
sciolti);
2.una copia autenticata del giudizio della commissione con gli
eventuali allegati (relazione della commissione) redatto su carta
intestata
dell'Università sede di esame che deve riportare la firma dei tre
commissari e contenere il titolo esatto della tesi;
3.i propri dati anagrafici, cioè nome, cognome, luogo e data di
nascita, indirizzo di residenza; questi dati sono necessari per
l'archiviazione;
4.una busta affrancata per la restituzione dell'attestato di avvenuta
consegna; in mancanza di questa busta, l'attestato viene spedito per
posta ordinaria con tassa a carico del destinatario.
Le tesi vanno spedite a:
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Ufficio Tesi di dottorato,
viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. Tel. 06-4989 (centralino),
06-4453942 (direzione). Responsabile consegna tesi: dott.sa Bassetta
da lunedì a sabato con orario 9-13.
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Ufficio Tesi di dottorato,
piazza Cavalleggeri 1, 50122 Firenze. Tel. 055-24919.1 (centralino),
055-244441 (direzione?), 055-24919256 (ufficio informazioni, sig.ra
Vera Martiroli, lunedì-sabato 8-14), consegna tesi solo lunedì,
mercoledì e venerdì 9-12.
Sia la lettera contenente la tesi che l'eventuale busta per la risposta
della biblioteca possono viaggiare a totale discrezione dell'interessato
come lettera ordinaria, lettera espresso, raccomandata semplice,
raccomandata con ricevuta di ritorno, ecc. Resta comunque sempre la
possibilità di effettuare la consegna di persona o tramite altra persona
o corriere (la biblioteca di Firenze potrebbe pretendere una delega con
firma autenticata se consegnataa da un conoscente), peraltro consigliata
in caso di fretta. Le tesi vanno consegnate in formato cartaceo
nonostante l'ultimo comma dell'art. 73 del DPR 382/80 dice che le copie
delle tesi da depositare nelle biblioteche nazionali possono essere
"anche non stampate"; sentita in merito, sia la sig.ra Martiroli della
biblioteca di Firenze che il direttore della biblioteca di Roma hanno
fornito la seguente interpretazione: con "non stampate" si intendono
dattiloscritti o stampe al calcolatore anziché pubblicazioni di un
editore,
ma le tesi devono essere comunque su carta e non su supporto elettronico
o microfiche.
Una volta consegnate le tesi si ritorna all'università presso la quale
si è sostenuto l'esame finale e si consegnano i due certificati di
deposito,
assieme con una domanda formale di rilascio di un attestato di
"superamento dell'esame finale e avvenuto deposito". È incerto se tale
domanda debba essere in bollo o una marca da bollo debba essere allegata
alla domanda da poter essere attaccata all'attestato in questione che
a tutti gli effetti vale come il titolo: spesso è in copia unica (ma c'è
chi è riuscito ad ottenerne dieci copie) e copie autenticate possono
essere
utilizzate nei concorsi. È anche incerto se tale attestato debba essere
in bollo per usufruire delle borse post-doc oppure no. Anche
quest'ultima operazione può essere fatta per posta (sempre a rischio del
dottorando) però molte università latitano con la risposta.
Conservare con cura tale attestato, perché serve (solo ogni tanto però)
per farne lo scambio con il MURST per ottenere il titolo finale che
bisogna andare a prendere al Ministero almeno un anno dopo. Anche qui
non si sa se il Ministero può spedirlo gentilmente per posta.
[Ritorna alle FAQ]
2.18 Si può sospendere il DdR ?
Secondo la circolare 3 maggio 1994 e il parere del Consiglio di Stato,
seconda sezione del 29/1/1992 n. 1173/91 il DdR può essere congelato in
caso di maternità, obblighi di leva, malattia o approfondimento
necessario per la tesi. Il congelamento secondo la circolare dovrebbe
essere
solo per un anno alla volta, non di più e non di meno; comunque quella
circolare ha molti punti caduti in disuso a causa del regolamento del
30 aprile 1999 e quindi si potrebbe provare a chiedere una proroga per
meno di un anno, specialmente chi avrà una commissione
esclusivamente per lui.
Maggiori approfondimenti su maternità e servizio militare nella sezione
apposita.
[Ritorna alle FAQ]
2.19 Come si può ottenere il riconoscimento di un DdR estero in Italia?
Innanzitutto al momento (settembre 1999) il dottorato di ricerca non ha
valore ufficiale in Italia. I 10 punti nei concorsi da ricercatore sono
stati tolti anche se la commissione deve comunque valutare il DdR tra i
titoli (ma così come dovrebbe valutare un Ph.D. straniero). Pertanto
prima di intraprendere la procedura di riconoscimento sarebbe opportuno
valutarne la convenienza.
ATTENZIONE! Queste informazioni provengono da fonti di seconda mano.
Invitiamo chi ha esperienza personale a correggere eventuali
errori.
Il riconoscimento del dottorato è garantito dal D.P.R. n. 382
dell'11/7/1980 art.74. Essenzialmente bisogna provare che per essere
ammessi al
corso sia stata necessaria la laurea italiana o laurea riconosciuta in
Italia e che la durata del corso sia stata di almeno tre anni. I passi
da fare
sono i seguenti:
1.Dopo aver discusso conseguito il titolo, si richiede il diploma o un
certificato sostitutivo dall'Università. Se il dottorato è stato
conseguito in un paese dell'Unione Europea, bisogna far notare che
si vuole chiedere l'equipollenza con un titolo analogo rilasciato da
un altro paese membro. È necessario che sul documento venga posto un
timbro che fa riferimento ad una convenzione dell'Aia; il
timbro dimostra al MURST il valore legale nel paese estero del
titolo in questione.
2.Tale documento ed il programma dei corsi vanno fatti tradurre con
traduzione giurata dal consolato italiano. Il consolato rilascia un
altro certificato.
3.Si fa domanda in carta legale al MURST in Italia, includendo
autocertificazione di nascita e cittadinanza italiana o comunitaria,
diploma
di laurea (o fotocopia autenticata), documento al punto precedente
con tesi non tradotta, curriculum degli studi, eventuali attestati del
tutor o del responsabile del corso e tutto ciò che si reputa utile
ai fini di una più compiuta valutazione del CUN, marca da bollo da 20000
che verrà apposta sull'eventuale decreto di equipollenza. Dopo un
lasso di tempo, il ministero, sentito il parere del CUN, rilascia un
certificato con il quale dichiara il titolo estero equipollente a
quello italiano.
In ultimo, i funzionari dell'Ufficio III del MURST di riferimento per
l'espletamento delle pratiche nell'autunno 1998 erano: Sig. Demico
0659912398, Sig.ra Scalera 0659912380. Nel maggio 1999 questi telefoni
sono risultati squillare a vuoto. Consigliamo di cercare di rivolgersi
all'Istituto di Cultura Italiana più vicino.
[Ritorna alle FAQ]
2.20 Come si richiede il papiro del titolo ?
Il titolo definitivo è pronto generalmente un anno dopo il conseguimento
del titolo provvisorio. Il numero da comporre per sapere se il titolo
è pronto è lo 0659912657 (aggiornato ad aprile 1999) oppure scrivere
alla dottoressa Lucia Gerolmino Scalera lucia....@murst.it
specificando quando è stato sostenuto l'esame, dove e il numero della
commissione giudicatrice. Il titolo va ritirato di persona o per delega
in
carta semplice a terzi (non serve fotocopia carta d'identità, solo la
delega normale). L'ufficio è Eur -- piazzale Kennedy, 20, 2 piano ,
stanza
n. 68 e gli orari sono martedì, giovedì e venerdì dalle 10.30 alle
13.00. Occorre portare o far portare una marca da bollo da 20000 lire e
una
fotocopia semplice (non autenticata) del titolo che si è ricevuto
dall'università presso cui si è discussa la tesi (il titolo
provvisorio).
[Ritorna alle FAQ]
2.21 Quando ci si può fregiare del titolo di Dottore di Ricerca o Ph.D.
?
Quando si è in possesso del certificato provvisorio rilasciato
dall'università presso la quale si è sostenuto l'esame finale ci si può
fregiare del
titolo di Dottore/Dottoressa di Ricerca.
Per quanto riguarda il titolo di Ph.D. ci giungono voci che secondo un
regio decreto tuttore in vigore (che purtroppo non abbiamo) nel Regno
non è permesso usare titoli accademici stranieri che non siano stati
preventivamente legalizzati. Anche all'estero sconsigliamo di usare
titoli
diversi da dott. e dott.ric. in quanto potrebbero esserci leggi o
sentenze analoghe.
[Ritorna alle FAQ]
2.22 A cosa serve il titolo di dottore di ricerca?
Il titolo di dottore di ricerca servirebbe, nelle intenzioni del
legislatore, a certificare che il detentore ha le conoscenze e le
abilità, riconosciute
dallo Stato, per effettuare ricerca in quel campo. Ciononostante, pur
essendo ampiamente tenuto in considerazione all'interno delle aziende
ed enti di ricerca stranieri, in Italia è raramente conosciuto nelle
aziende mentre è vessato dalla burocrazia dei concorsi nelle università
e enti
di ricerca. Difatti il titolo di dottore di ricerca non dà più diritto a
10 punti ai concorsi per ricercatore universitario ma viene valutato a
discrezione della commissione (l'articolo 54 del DPR 382/80 che
giustificava la circolare ministeriale n. 2688 del 28.7.89 "Ripartizione
punteggi e valutazione del titolo di dottore di ricerca" è stato
abrogato dal regolamento ministeriale del 19 ottobre1998 richiamato
dalla legge
n. 210 del 3 luglio 1998). Il titolo di dottore di ricerca dà diritto
però a punti in concorsi pubblici secondo quanto stabilito dai ministeri
competenti (per ora non hanno stabilito assolutamente nulla). In
compenso la tesi di dottorato, pur non essendo una pubblicazione, è
considerata un titolo ai fini dei concorsi (fonte: dirigente MURST
comunicazione orale all'ADI).
[Ritorna alle FAQ]
3. La borsa di DdR
Qui abbimo molte risposte ai quesiti più inquietanti e cervellotici
sulla borsa di dottorato e sul suo godimento.
3.1 A quanto ammonta?
L'ammontare della borsa qui indicato è quello minimo:
1998 16.000.000 annui, quindi 1.333.333 al mese;
1999 19.900.000 annui di cui il 4% viene tolto per contributi
previdenziali (vedi nota del 12/3/99), quindi 1.592.000 al mese;
2000 20.450.000 annui di cui il 4,2% viene tolto per contributi
previdenziali (vedi nota del 12/3/99), quindi 1.632.592 lire o 843,16
euro al
mese.
C'è una controversia in corso secondo la quale la borsa essendo legata
all'anno accademico dovrebbe essere aumentata a partire da novembre
dell'anno prima e non da gennaio. In ogni caso secondo il decreto del 30
aprile 1999 la borsa va pagata con frequenza almeno bimestrale.
[Ritorna alle FAQ]
3.2 Chi ne ha diritto?
Chi ha vinto nel concorso un posto coperto da borsa, è cittadino
dell'Unione Europea, e non ha mai usufruito di una borsa di studio
analoga in
passato e soddisfi i requisiti di reddito stabiliti dal singolo bando e
dal regolamento della sede amministrativa del dottorato.
Vincere un posto senza borsa implica il dover pagare dei contributi per
accesso e frequenza ai corsi, che tipicamente oscillano da zero a
tremilioni all'anno. In base all'art. 4 della legge 3 luglio 1998
l'ammontare di questi contributi deve essere scritto nel bando di
concorso.
Recentemente alcuni bandi hanno allargato la possibilità di percepire la
borsa anche ai cittadini extracomunitari.
Spesso le università incominciano a pagare la borsa soltanto dopo che il
dottorando ha aperto una posizione all'INPS per ricevere i contributi.
I titolari di assegni di ricerca spesso (dipende dal regolamento locale)
non hanno diritto alla borsa.
[Ritorna alle FAQ]
3.3 Come si calcolano i quindici milioni?
Molto probabilmente questo limite non esiste più a livello nazionale. Il
tetto di 15 milioni di "reddito personale complessivo annuo" è stato
introdotto con il comma 1 dell'articolo 75 del D.P.R. 382/80.
Quest'articolo è stato abrogato dal comma 3 dell'articolo 8 della legge
398/89 a
patto che venisse approvata una nuova disciplina sul dottorato di
ricerca, cosa che è avvenuta con l'articolo 4 della legge 210/98.
Pertanto ora
tocca ai regolamenti dei singoli dottorati stabilire eventuali limiti di
reddito, come stabilisce chiaramente il comma 2 dell'articolo 4 della
legge 210/98.
Ciononostante, alcune università continuano a non erogare borse di
studio a chi superi il limite di 15 milioni senza avere alcuna norma nel
regolamento. In questo caso consigliamo di recarsi dal responsabile
dell'ufficio dottorati con le leggi succitate e con il regolamento del
dottorato della sede amministrativa per tentare di far valere le proprie
ragioni. Qualora non serva, l'unica via è il ricorso amministrativo al
MURST (che otterrà probabilmente nessuna risposta) e il ricorso
giurisdizionale al TAR.
Inoltre molte università hanno incluso nel regolamento la vecchia
dicitura "reddito personale complessivo annuo inferiore ad un tetto
previsto" che presenta incertezza su cosa voglia dire la parola
"complessivo" e soprattutto su cosa voglia dire la parola "annuo". Al
momento
il nostro consiglio, solo per i dottorati che includono questa regola
confusa sul limite nel proprio regolamento, è il seguente: l'università
chiederà di firmare una dichiarazione (che varia a seconda
dell'università) per percepire la borsa: firmatela se siete sicuri di
restare dentro i
limiti di reddito stabiliti nella dichiarazione (spesso sono tutti i
redditi percepiti nell'anno accademico futuro). Se rischiate di non
entrarci
allora calcolate sia i redditi non occasionali riferiti all'anno solare
di inizio dottorato sia quelli non occasionali riferiti all'anno solare
seguente
l'inizio del dottorato e sia quelli non occasionali riferiti all'anno
accademico in corso. Se nemmeno con questi criteri rientrate nel tetto
previsto, rinunciate alla borsa per quell'anno. Se però con uno di
questi criteri alternativi rientrate nel tetto previsto, allora
consultate le
sentenze dei tribunali amministrativi, estraete quella che vi interessa
e provate a discutere con il dirigente dell'ufficio dottorati (abbiamo
almeno un caso in cui ha funzionato) affinché cambi i criteri; se non
cede, valutate la convenienza di un ricorso al TAR. I riferimenti
legislativi in merito sono le numerose sentenze (tra cui la più
importante è quella del Consiglio di Stato), il decreto del MURST
Istruz. Univ.
- Uff. Dir. Rag. - Prot. 3831 del 13 aprile 1990 controfirmato dal
Ministro del Tesoro che sancisce che i redditi di natura occasionale e
derivanti dal servizio militare non concorrono ai 15 milioni. Solo per
La Sapienza, la delibera del Consiglio di Amministrazione, sentito il
parere del MURST e del Ministero delle Finanze, nella seduta del 25
maggio 1993 stabilisce anche che si intendono quelli previsti dall'art.
81
del T.U. "Imposte sui redditi delle persone fisiche e giuridiche" di cui
al D.P.R. 22/12/86, n. 917 e successive modificazioni, lettere g
(redditi
derivanti dall'utilizzazione economica di opere dell'ingegno e di
brevetti industriali), i (redditi derivanti da attività commerciali non
esercitate abitualmente), l (redditi derivanti da attività di lavoro
autonomo non esercitate abitualmente), m (indennità di trasferta e
rimborsi
forfettari di spesa). Tali redditi vengono riportati nel quadro L del
modello 740 di dichiarazione dei redditi delle persone fisiche.
[Ritorna alle FAQ]
3.4 Bisogna presentare la dichiarazione dei redditi?
È da precisare subito che la borsa di DdR, indipendentemente dal suo
importo e indipendentemente da quanto scritto sui criteri dei vari
modelli di dichiarazione, è esente dall'imposta locale sui redditi e da
quella sul reddito delle persone fisiche IRPEF (art. 4 legge 13/8/1984,
n.
476 e art. 6 legge n. 398 del 30 novembre 1989). La borsa inoltre fino
al 1998 non dà neanche luogo a trattamenti previdenziali né a
valutazioni ai fini di carriere giuridiche ed economiche, né a
riconoscimenti automatici ai fini previdenziali (art. 79, DPR 11 luglio
1980 n.
382); il periodo di dottorato è comunque riscattabile con contributi
volontari. Dal 1999 dà luogo a trattamenti previdenziali (cioè vengono
versati i contributi).
Per quanto riguarda l'obbligo della presentazione della dichiarazione,
fino ai modelli 730/2000 e UNICO 2000, il contribuente che ha come
unico reddito la borsa di dottorato non è tenuto alla presentazione
della dichiarazione, in quanto ha solo redditi esenti. Molto
probabilmente
questo esonero dalla presentazione continuerà ad esistere, anche se è
sempre buona norma controllare ogni anno sulle istruzioni del modello
UNICO che possono all'improvviso "dimenticarsi" qualche categoria di
esonerati. Le istruzioni sono prelevabili in formato PDF dal sito del
Ministero delle Finanze www.finanze.it. Se il dottorando ha altri
redditi, allora deve proprio leggersi le istruzioni per vedere se è
comunque
esonerato dalla presentazione.
[Ritorna alle FAQ]
3.5 Può essere cumulata con altre?
Essa (legge 398/1989) non può essere cumulata con altre borse di studio
a qualsiasi titolo conferite tranne con quelle concesse da istituzioni
nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all'estero,
l'attività di formazione o di ricerca dei borsisti.
Molti regolamenti locali ne vietano il cumulo anche con gli assegni di
ricerca.
[Ritorna alle FAQ]
3.6 Il suo ammontare può essere aumentato in particolari condizioni?
L'ammontare può essere aumentato dal regolamento interno di dottorato
(evento raro). Inoltre l'ammontare viene elevato del 50% nei
periodi di soggiorno all'estero per motivi attinenti il DdR, previa
presentazione di adeguata documentazione. L'integrazione viene erogata
al
termine del periodo di permanenza. La documentazione consiste in una
lettera del coordinatore del DdR all'amministrazione universitaria
autorizzante la partenza del dottorando quando la permanenza
continuativa è minore o uguale a sei mesi. Se la permanenza continuativa
è
superiore a sei mesi occorre che si pronunci ufficialmente il collegio
dei docenti. Al ritorno del dottorando il coordinatore produce una nuova
lettera attestante la conclusione del periodo in oggetto. Non esistono
limiti inferiori: se il dottorando sta fuori anche un solo giorno, in
linea di
principio ha diritto al corrispondente aumento. Alcune sedi tuttavia
attivano l'aumento per periodi minimi di un mese ed arrotondano il
periodo di permanenza al mese intero più vicino (per es. 14 giorni a
zero, 2 mesi e 20 giorni a 3 mesi). La documentazione necessaria alla
partenza deve essere presentata all'amministrazione universitaria
tipicamente almeno un mese prima della partenza stessa.
[Ritorna alle FAQ]
3.7 Occorre presentare una documentazione per usufruire della borsa?
Ogni anno accademico, insieme alla richiesta di iscrizione al nuovo anno
di DdR, probabilmente la propria segreteria di DdR chiederà
un'autocertificazione in carta semplice con firma autenticata nella
quale il dottorando dichiara di trovarsi nelle condizioni di poter
beneficiare della borsa (art. 75 del D.P.R. 382/80), in quanto, per
l'anno tributario entrante, non godrà di un reddito personale
complessivo
annuo lordo, escluso quello derivante dalla borsa stessa, superiore ai
quindici milioni. Di solito un facsimile di questa dichiarazione viene
fornita ai dottorandi quando si presenta la domanda di iscrizione e la
firma viene autenticata dal funzionario della segreteria che riceve la
dichiarazione.
Sulla legittimatà di questa richiesta si veda il punto 3.3
[Ritorna alle FAQ]
3.8 Cosa succede alla borsa interrompendo il DrR ?
A meno che il proprio regolamento interno non stabilisca conseguenze
diverse, interrompendo il DdR, sia volontariamente sia perché non
ammessi dal Collegio Docenti all'anno successivo sia per qualche regola
stabilita dal regolamento interno, si perde il diritto alla borsa
futura.
La borsa per il periodo già svolto di solito viene restituita per tutto
l'anno accademico in cui è avvenuta l'interruzione: ad esempio, se
avviene
il 10 marzo 2000 l'università chiede di restituire le borse relative al
periodo dal 1 novembre 1999 fino al 10 marzo 2000; quindi è
consigliabile
interrompere volontariamente nel mese di novembre.
C'è però una nutrita serie di sentenze che dicono che la borsa si tiene
ugualmente. In questo caso consigliamo di recarsi dal dirigente
dell'ufficio dottorati con le sentenze che interessano e cercare di
ottenere la non restituzione della borsa prima di ipotizzare un ricorso
al
TAR.
[Ritorna alle FAQ]
3.9 Il dottorando senza borsa è tenuto all'obbligo di frequenza ?
Il dottorando senza borsa ha gli stessi identici obblighi del dottorando
con la borsa. Anch'egli è tenuto alla frequenza, agli esami e
all'attività
di ricerca come stabilito dal proprio Collegio Docenti. Se vuole può
provare a chiedere al Collegio Docenti, tramite il coordinatore o il
proprio
tutore (se esiste), di essere clemente nei confronti delle sue assenze.
Ricordiamo che il dottorando senza borsa dove pagare dei contributi per
accesso e frequenza ai corsi, che tipicamente oscillano da zero a
tremilioni all'anno. In base all'art. 4 della legge 3 luglio 1998
l'ammontare di questi contributi deve essere scritto nel bando di
concorso.
Questa norma tipicamente non si estende ai dottorandi con borsa che non
ne usufruiscono per l'anno in corso in quanto superano il reddito
massimo.
[Ritorna alle FAQ]
3.10 Il dottorando con borsa finanziata da enti privati ha gli stessi
diritti e doveri ?
Sì, perché non esistono dottorandi con borsa finanziata. L'art. 4 della
legge 3 luglio 1998 e l'art. 7 del decreto miniteriale 224 del 30 aprile
1999 parlano sempre di "finanziamento agli oneri" diretto
all'università. Pertanto tutte le borse di DdR sono erogate direttamente
dall'università e l'ente si può limitare a contribuire agli oneri senza
alcun rapporto con il dottorando. Al massimo l'università può bandire un
intero dottorato finanziato inserendo nel bando precisi obblighi a cui
quei dottorandi devono sottostare.
[Ritorna alle FAQ]
4. I fondi di DdR
Ogni anno il Consiglio di Amministrazione delle singole Università
assegna ai vari corsi di DdR dei fondi, che vengono gestiti dai
coordinatori di DdR. La loro entità varia molto da corso a corso, anche
all'interno dello stesso ateneo.
[Ritorna alle FAQ]
4.1 Come possono essere impiegati?
Principalmente per le spese di missione dei dottorandi: viaggi,
pernottamenti, iscrizioni a congressi e scuole. Ma anche per altri
scopi, come
ad esempio l'invito di studiosi esterni a tenere seminari ritenuti utili
per i dottorandi. Purtroppo sull'utilità di questi seminari assai
costosi
viene troppo raramente sentita l'opinione dei dottorandi stessi. In
generale è abbastanza difficile essere bene informati sia sulla reale
entità
dei fondi che sul loro impiego. Pare che in alcune sedi vengano usati
per spese come segreteria e bollette telefoniche.
[Ritorna alle FAQ]
4.2 Cosa posso chiedere che mi venga rimborsato e quale documentazione
devo presentare?
Le missioni sono rimborsate, previa autorizzazione del direttore di
dipartimento e del titolare del fondo, attingendo ai vari fondi
disponibili,
tra cui MURST ex 40% e 60% (a cui i dottorandi possono essere iscritti
previa autorizzazione del collegio docenti ai sensi dell'art. 6 della
circolare 357 del 1986), CNR, fondi DdR.
Sebbene, specie per i dottorandi, le cifre e le modalità variino molto
tra le università, in genere i rimborsi effettuati sulla base delle
ricevute
presentate coprono:
biglietto aereo o ferroviario;
pasti fino ad una cifra massima giornaliera;
albergo di seconda categoria; nel caso di lunghe permanenze
all'estero le regole sono ancora più vaghe; per sicurezza è meglio
cercarsi
qualcosa di modesto, anche per non esaurire i fondi (una buona
scelta sono le case degli studenti, gli ostelli e simili);
iscrizione a convegni e scuole.
Mentre in alcune sedi il dottorando deve anticipare tutto e viene poi
rimborsato in base ai biglietti ed alle ricevute che presenta, in altre
è
possibile solo farsi prepagare le spese, il che tra l'altro comporta
spesso l'imposibilità di farsi pagare i pasti.
L'art. 5 della circolare 357 del 1986 vieta esplicitamente di "liquidare
a studenti di dottorato indennità di missioni, rimborsi spese a pié di
lista, somme forfettarie giornaliere, gettoni, anticipazioni
finanziarie" dicendo poi che "gli spostamenti da una ad altra sede
consorziata
possono comprendersi e giustificarsi solo se originariamente previsti
nella proposta istitutiva di dottorato ed al fine di una partecipazione
prolungata nel tempo a laboratori, macchinari e strumenti di ricerca non
esistenti in loco" e concludendo che qualsiasi contributo finanziario
da parte dell'università agli spostamenti degli studenti deve essere
giustificato dall'utilizzo di speciali attrezzature o competenze per la
ricerca
(e non per la didattica).
[Ritorna alle FAQ]
4.3 Per quanto tempo posso viaggiare?
È previsto che i dottorandi possano trascorrere dei periodi prolungati
di studio o di ricerca presso enti italiani o stranieri, se sono utili
per lo
sviluppo del proprio tema di ricerca. Possono restare ufficialmente
all'estero per un periodo complessivo massimo pari alla metà della
durata
del DDR. Per es. se il mio DdR dura tre anni posso passare un anno e
mezzo presso una università inglese oppure tre mesi in America, cinque
in Germania e dieci in Polonia (totale 18 mesi).
[Ritorna alle FAQ]
4.4 Quando posso partire?
In linea di principio in qualunque momento durante il corso del DdR. In
pratica in alcune sedi il collegio dei docenti può aver deliberato che,
per esempio, i dottorandi non possano partire per motivi di ricerca
durante il primo anno perchè devono seguire dei corsi. Tipicamente si
parte negli anni successivi al primo.
[Ritorna alle FAQ]
4.5 Occorre una autorizzazione?
Di solito occorre l'autorizzazione scritta del coordinatore del DdR se
il periodo continuativo di permanenza è minore o uguale a sei mesi. Se
si superano i sei mesi continuativi si deve pronunciare il collegio dei
docenti secondo quanto stabilito dall'art. 6 della circolare
ministeriale
357 del 1986.
[Ritorna alle FAQ]
4.6 Che tipo di aiuti economici posso avere in questo periodo?
Si ha diritto all'aumento del cinquanta percento della borsa se la
permanenza è all'estero. L'aumento viene corrisposto al ritorno in sede.
Si
può inoltre ottenere che il viaggio ed altre spese vengano coperti
attingendo ai fondi di DdR. Infine in questo caso, e solo in questo
caso, si può
cumulare la propria borsa di studio con altre borse di studio
integrative bandite da enti sia italiani che stranieri proprio per
questo scopo.
[Ritorna alle FAQ]
4.7 Come si ottiene l'assistenza sanitaria all'estero?
Per i paesi con cui esiste una convenzione (paesi europei) basta recarsi
alla USL di appartenza prima di partire e compilare l'apposito
bollettino. Per gli altri paesi conviene procurarsi una assicurazione
privata, altrimenti solo per spese ospedaliere rilevanti lo stato
italiano
rimborsa una parte.
Il dottorando che trascorre un periodo di ricerca negli USA con il visto
J1, sarà obbligato da chi lo ospita a sottoscrivere una assicurazione.
Per periodi brevi si può ridurre al massimo le garanzie in modo che solo
il ricovero ospedaliero e gli interventi chirurgici siano coperti. Per
periodi più lunghi meglio avere una copertura più ampia.
Per ulteriori informazioni rimandiamo alle FAQ di soc.culture.italian
http://www.faqs.org/faqs/cultures/italian/foreign/index.html (Q3.3 Can
an Italian citizen abroad obtain money from his USL for medical
emergencies?)
[Ritorna alle FAQ]
6. Previdenza e contributi.
6.1 Ho diritto a contributi previdenziali o al riscatto o ad anni di
carriera per gli anni di DdR fino
al 1998 ?
No, nessun contributo previdenziale. Però gli anni di DdR possono essere
riscattati, se non coperti da contribuzione, su domanda
dell'interessato (articolo 2 comma 2 decreto legislativo 184 del
30/4/1997 e articolo 1 comma 24 legge 14/1/1999) con contributi
volontari
facendo apposita richiesta all'INPS. La legge di riferimento numero 184
fa riferimento al conseguimento del titolo che pertanto è necessario
possedere ed il DdR deve durare almeno due anni. La circolare INPS che
determina le modalità del riscatto è la circolare n.162 del 19/7/1997.
Inoltre i ricercatori universitari hanno diritto a vedere 2/3 del
dottorato riconosciuti per la carriera solo se ciò viene richiesto entro
un anno
dalla conferma in ruolo (cfr. comma 4 dell'art. 103 L. 382/80, art. 1
comma 24 legge 14/1/1999, art. 8 comma 8 legge 370 del 19/10/1999).
La domanda di riscatto può essere presentata alla sede INPS oppure ai
patronati compilando il modulo RL1 in qualsiasi momento purché si
abbia già versato almeno una settimana di contributi presentando un
certificato che dichiari di possedere il titolo di studio e gli anni di
frequenza e il modello O1M/sost fornito dal datore di lavoro. Il
pagamento può essere rateizzato fino a cinque anni.
Consigliamo di riflettere attentamente prima di iniziare a riscattare il
dottorato dato che, se non si hanno contributi versati prima del 1981,
il
riscatto non porta ad un avvicinamento della pensione ma solo ad un suo
aumento. Inoltre, ad esempio, per una persona di 25 anni riscattare
4 anni di studi costa 20 milioni, rateizzabili in 5 anni (che portano a
meno di 1,8 milioni di detrazione fiscale totale), che probabilmente
potrebbero essere investiti in modo più fruttuoso.
[Ritorna alle FAQ]
6.2 Ho diritto a contributi previdenziali o ad anni di carriera per gli
anni di DdR dal 1999 ?
Sì. Dalla borsa di studio ti viene detratto il quattro percento nel 1999
e il 4,2 percento dal 2000 per contributi previdenziali. Inoltre la
pubblica
amministrazione di tasca propria versa l'otto percento nel 1999 e l'8,3
percento dal 2000 in contributi. Inoltre i ricercatori universitari
hanno
diritto a vedere 2/3 del dottorato riconosciuti per la carriera solo se
ciò viene richiesto entro un anno dalla conferma in ruolo (cfr. comma 4
dell'art. 103 L. 382/80). Il ministero ha gentilmente ribadito che i 2/3
del contributo sono effetrtivamente a carico dell'università con la nota
508 del 12 marzo 1999.
[Ritorna alle FAQ]
6.3 Come faccio se per la mia professione devo versare i contributi ad
un ente diverso dall'INPS?
Per esercitare alcune professioni è richiesta l'iscrizione e il
versamento dei contributi ad uno specifico ente previdenziale (es.
l'ENPAM per i
medici o l'ENPAB per i biologi). In questo caso alcune università sembra
che abbiano deciso di non versare i contributi previsti all'ente di
appartenenza del dottorando, bensì all'INPS, mentre altre continuano a
versare il 10% all'ente. Al termine del DdR chi che ha versato i
contributi all'INPS può farli convergere nella cassa del suo ente
seguendo una procedura standard all'INPS. Se il dottorando versa i
contributi
perché ne è obbligato per l'esercizio della professione, allora solo il
10% (e non il 12%) della borsa è destinato ai contributi. Se il
versamento
è volontario la quota rimane il 12%. Poiché la situazione è in evidente
transitorio (marzo 1999) invitiamo comunque a prendere diretto
contatto con l'università e a segnalarci novità rispetto a questa
versione a pcol...@iname.com.
[Ritorna alle FAQ]
7. Sospensione del dottorato
Il DdR può essere sospeso per vari motivi anche per meno di un anno.
Alcune università potrebbero pretendere la sospensione per un intero
anno. I motivi tipici sono il servizio militare/civile, la maternità, la
malattia o un periodo di approfondimento per la tesi.
7.1 Posso sicuramente sospendere il DdR per maternità?
Certamente. Secondo la circolare 3 maggio 1994 e il parere del Consiglio
di Stato, seconda sezione del 29/1/1992 n. 1173/91 il DdR può essere
congelato in caso di maternità. Il congelamento può essere per periodi
variabili anche meno di un anno Oppure si può aspettare il momento
della consegna della tesi e chiedere il prolungamento a titolo gratuito
senza borsa per malattia, caso fortuito o forza maggiore. Quest'ultima
scelta può essere conveniente per la maternità: si chiede al collegio
dei docenti di restare a casa sei mesi senza perdere la borsa e se poi
alla
fine del DdR a causa dei sei mesi persi non si riesce a consegnare la
tesi, si può chiedere il prolungamento di un anno. Qualora la sede
amministrativa faccia problemi a sospendere il dottorato per maternità,
potete fare riferimento al protocollo n. 2893 del 14 ottobre 1996
emesso dal Dipartimento Istruz. Univ. Ufficio V avente per oggetto:
"Congelamento per maternità di un anno di dottorato di ricerca" in
risposta alla domanda inoltrata da Raffaella Schneider (XI ciclo di DdR
in fisica, università "La Sapienza").
[Ritorna alle FAQ]
7.2 Quali sono i diritti di un dottorando riguardo il servizio militare
e civile?
Il dottorando ha diritto di rinviare il servizio militare fino all'età
di 29 anni indipendentemente dalla durata del DdR come stabilito dal
decreto legislativo 504 del 30 dicembre 1997 pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale numero 26 del 2 febbraio 1998. Per rinviarlo basta presentare
al distretto militare presso cui si è fatta la visita di leva il
certificato di ammissione e frequenza richiedibile al proprio ufficio
dottorati. Se il
concorso di ammissione il primo anno tarda a finire, il distretto
militare solitamente è disposto a prorogare, su richiesta, la scadenza
per la
presentazione del certificato fino al 31 gennaio.
Il dottorando che presta servizio militare o civile ha il diritto di
sospendere il DdR, e di conseguenza l'erogazione della borsa, per 12
mesi in
qualsiasi momento (cioè non per forza all'inizio di un anno accademico).
Il DdR garantisce inoltre la possibilità di fare domanda di
avvicinamento.
Il dottorando non è obbligato a sospendere il dottorato una volta
iniziato il servizio militare se riesce comunque a garantire la
frequenza
richiesta dal Collegio Docenti, come stabilito da molte sentenze. Alcuni
hanno richiamato l'attenzione sulla possibilità teorica di essere
messi in sovrannumero in qualita` di "cittadino impegnato in carriera
scientifica o artistica" (art. 7 c. 3 del DL504).
[Ritorna alle FAQ]
7.3 Posso evitare il servizio militare frequentando un corso di
dottorato all'estero?
L'interessato deve espatriare prima di aver compiuto 24 anni, dimostrare
di avere un contratto di lavoro, e non rimpatriare prima di aver
compiuto 27 anni. Per informazioni dettagliate rimandiamo a questi due
siti esterni, su cui l'ADI non ha alcun controllo: Dodge (soggetto a
manutenzione saltuaria), Leva Militare.
[Ritorna alle FAQ]
7.4 Come sospendo il DdR?
Per sospendere il DdR e conseguentemente congelare la borsa di studio è
necessario inoltrare al coordinatore del DdR ed alla segreteria DdR
dell'Università i seguenti documenti:
una richiesta in carta semplice firmata dal dottorando del tipo: io
sottoscritto ecc. chiedo la sospensione dell'iscrizione al DdR per il
motivo tal dei tali dal giorno Y al giorno Z.
alcune sedi chiedono solo la fotocopia della cartolina precetto, o
un'autocertificazione per maternità o malattia altre chiedono un
certificato firmato dal comandante di Corpo o dal direttore
dell'ente presso cui si sta prestando servizio che dichiari che il
signor tal dei
tali ha preso servizio il giorno X e rimarrà in servizio fino al
giorno Z oppure un certificato medico.
ottenere, prima di domandare la sospensione, qualche certificato di
iscrizione e frequenza al DdR che servirà per la domanda di
avvicinamento oppure per varie pratiche burocratiche.
È bene consegnare una comunicazione anche alla ripresa del DdR (giorno
Z) per assicurarsi che venga ripristinata l'erogazione della borsa.
Ripetiamo che la sospensione è un diritto e non un dovere. In molti casi
gli impegni del DdR e quelli del servizio militare o civile o della
maternità sono giudicati compatibili dal collegio dei docenti, che in
ultima istanza detiene il potere decisionale in merito.
[Ritorna alle FAQ]
7.5 Come chiedo l'avvicinamento?
La domanda di avvicinamento va inoltrata:
presso il proprio distretto militare (quello in cui si è fatta la
visita di leva) prima di iniziare il servizio. Questa operazione è
abbastanza
superflua dato che spesso la domanda si perde nel Ministero della
Difesa ed è consigliabile ripresentarla una volta iniziato il servizio
militare o civile;
presso il distretto militare da cui dipende il proprio ente nel caso
si stia prestando servizio civile;
presso il proprio comando di Corpo nel caso si stia prestando
servizio militare. Durante il primo mese di servizio militare il vostro
Corpo è obbligato ad informarvi circa questa possibilità ed è
obbligato a farvi fare la domanda se lo chiedete. Qualora facciano
problemi
chiedere prima al caporale istruttore, poi chiedere rapporto al
comandante di compagnia/batteria/reparto e in casi estremi al
comandante di Corpo (battaglione, reggimento, ente territoriale). Se
bisogna recarsi da qualche parte per ottenere i documenti che
servono (alcuni Corpi ne chiedono di veramente strani e inutili), si
può chiedere al comandante di compagnia/batteria/reparto 2 giorni
di licenza breve per documentazione.
Per ottenere l'avvicinamento ad una certa sede è necessario spiegarne i
motivi: problemi familiari, motivi di studio, ecc.; la frequenza di un
corso di DdR è un motivo di avvicinamento specifico previsto da una
circolare apposita del Ministero della Difesa. Gli obiettori devono
inoltre allegare una documentazione fornita dall'ente al quale vogliono
essere assegnati che attesti l'esistenza di un progetto lavorativo a cui
possono partecipare (parte della fatica consiste proprio nel trovare,
nella città in cui si svolge il DdR, un ente disponibile ad offrire un
lavoro).
Il tempo di attesa della risposta solitamente è di 40 giorni, ma può
essere di 4-5 mesi o anche più. Nel frattempo si presta servizio nella
città
assegnata dalla sorte. A volte questo ritardo della risposta causa
incompatibilità con la frequenza del DdR (nel caso in cui ci sia
l'obbligo di
frequentare lezioni, per esempio) ed è quindi consigliabile sospendere
il DdR (vedi punto 7.2).
[Ritorna alle FAQ]
7.6 A che licenze ho diritto?
Per i militari di leva non sono previste licenze speciali per motivi di
studio. Si ha diritto a 15 giorni di licenza speciale per gli esami di
stato tra
cui pare non rientrare la discussione della tesi. Solitamente durante il
CAR (il primo mese del servizio di leva) il comandante di
compagnia/batteria/reparto tende a darne molti meno, ma è un diritto
avere tutti i 15 giorni frazionabili tra scritto e orale. Qualora ne dia
meno o tenti di dare licenza ordinaria o breve al posto della speciale,
si può chiedere rapporto al comandante di Corpo
(reggimento/battaglione/ente territoriale) e, se proprio si vuole
rompere le scatole, al comandante di brigata (che di solito è in
un'altra
caserma). Durante i corsi AUC e ACA probabilmente non si ha diritto ai
15 giorni di licenza speciale. Si ha inoltre diritto a 15 giorni
complessivi di licenze brevi e 10 giorni più i giorni di viaggio di
licenza ordinaria. È a discrezione del comandante della propria
compagnia/batteria/reparto (in genere è un capitano, a volte un tenente
o un maggiore) quando farli fare tenendo conto che la licenza
ordinaria è obbligatoria altrimenti va pagata, ma la licenza breve non è
obbligatoria.
Di solito viene distribuito a tutte le reclute un manuale in cui sono
spiegate piuttosto chiaramente tutte le disposizioni del Regolamento di
Disciplina Militare in materia di licenze.
[Ritorna alle FAQ]
7.7 Come faccio a partecipare ai concorsi pubblici
Per svolgere i concorsi pubblici non è prevista alcuna licenza
particolare, bisogna usare i giorni di licenza breve che possono essere
concessi a
discrezione del comandante di compagnia/batteria/reparto.
Una possibilità che molti ignorano è quella del diritto al militare di
essere aggregato, per i giorni relativi al concorso e senza utilizzare
giorni
di licenza, alla caserma più vicina alla sede del concorso, la quale lo
deve lasciare uscire per partecipare al concorso; purtroppo spesso gli
stessi
comandanti ignorano questa possibilità che consente al militare di
partecipare al concorso con viaggio, vitto e alloggio gratuiti.
Ignoriamo se
questa possibilità esista anche per il servizio civile, per i
carabinieri e polizia e per gli ufficiali.
[Ritorna alle FAQ]
7.8 Posso insegnare, lavorare o fare ricerca durante il servizio
militare?
Nonostante la leggenda che circola secondo la quale durante il servizio
militare sarebbe vietata ogni attività lavorativa, la legge in merito
(legge 24/12/1986, n. 958, art. 22 pubblicata sul supplemento ordinario
n. 5 alla G.U. n. 11 del 15/1/1987) sancisce semplicemente che la
chiamata alle armi sospende il rapporto di lavoro per tutto il periodo
della ferma. Pertanto nulla vieta di instaurare nuovi rapporti di lavoro
oltre a poter applicare tale legge solo ai lavori a tempo indeterminato,
non capendo come si possa intendere la parola sospendere per quanto
riguarda i lavori a tempo determinato ed autonomi. A prova di ciò
esistono licenze straordinarie proprio per consentire attività
lavorativa in
situazioni particolari (licenza agricola e LISAAC).
Abbiamo riscontrato casi di persone che con il consenso dei superiori
gerarchici esercitavano attività didattica retribuita usufruendo anche
di
particolari permessi (che ovviamente sono sempre a discrezione del
comandante di compagnia/batteria/reparto o del responsabile dell'ente).
[Ritorna alle FAQ]
8. Dottorato e attività lavorativa
[Ritorna alle FAQ]
8.1 Il dottorando può lavorare?
Al dottorando è concessa ogni attività lavorativa, in base a numerose
sentenze, purché compatibile con l'attività prevista dal proprio
Collegio
Docenti. Invece, in base all'art. 8 della circolare ministeriale 357 del
1986 "una seria ed elevata formazione scientifica è talmente impegnativa
ed assorbente da impedire, di fatto, una contestuale attività
lavorativa". Fortunatamente questa circolare viene regolarmente
disattesa e
addirittura la legge 210/98 prevede implicitamente la possibilità di
venire pagati.
In pratica al dottorando che lavora basta assicurare la presenza secondo
quanto richiesto dal collegio docenti senza dover informare nessuno.
Se però non riesce a frequentare come richiesto, allora l'unica via per
non vedersi escluso dal dottorato alla fine dell'anno è quella di
mettersi
daccordo con il collegio docenti.
Attenzione al reddito per non perdere la borsa (vedi sezione sulla
borsa).
Alcuni regolamenti locali sottopongono la possibilità di lavorare al
permesso del Collegio Docenti. Questa norma è illegittima in quanto i
regolamenti locali non possono occuparsi delle attività del dottorando
al di fuori del DdR, dato che le loro competenze sono specificatamente
elencate dall'art. 4 della legge 3 luglio 1998.
[Ritorna alle FAQ]
8.2 Come fanno i dottorandi dipendenti pubblici?
Il pubblico dipendente ammesso ai corsi di DdR è collocato, a domanda,
fin dall'inizio e per tutta la durata del corso, in congedo
straordinario
per motivi di studio. Il periodo di congedo straordinario è utile ai
fini della progressione di carriera e del trattamento di quiescenza e di
previdenza. Il congedo non è obbligatorio ma è a domanda del dipendente.
Inoltre una sentenza del TAR Campania del 29 maggio 1997
conferma che i lavoratori pubblici hanno diritto al trattamento
previdenziale e di quiescenza durante il congedo per DdR. La circolare
357 del
1986 all'art. 8 specifica però che questa norma non si applica ai
lavoratori assunti precariamente e che la richiesta di congedo deve
essere
riferita all'intera durata del dottorato. La stessa circolare stabilisce
che il periodo corrispondente alla durata dei corsi di DdR è ammesso a
riscatto e stabilisce che il congedo va chiesto all'inizio del dottorato
e per tutta la durata dello stesso.
Alcuni regolamenti locali prevedono per il pubblico dipendente l'obbligo
di mettersi in congedo. Questa norma è illegittima in quanto i
regolamenti locali non possono occuparsi delle attività del dottorando
al di fuori del DdR, dato che le loro competenze sono specificatamente
elencate dall'art. 4 della legge 3 luglio 1998.
[Ritorna alle FAQ]
8.3 Posso insegnare nelle scuole medie inferiori o superiori?
Per l'insegnamento nelle scuole valgono le medesime regole del lavoro.
Finora non abbiamo nessuna notizia di dottorandi esclusi da
supplenze; anzi, abbiamo notizia di dottorandi che sono riusciti ad
andare in congedo per dottorato durante una supplenza (cosa che è
prevista dalla circolare ministeriale 357 del 1986 solo per i docenti di
ruolo). Una ben nutrita serie di FAQ in merito si trova su
http://www.dottorato.it/informazioni/faq-scuola/index.html.
[Ritorna alle FAQ]
8.4 Posso insegnare all'università?
Ora sì. Grazie alla legge 210/98 i dottorandi possono insegnare
ufficialmente nelle università a patto che lo facciano "senza oneri per
lo
stato". Non si capisce bene se questa frase voglia dire che lo devono
fare gratuitamente a meno che qualche privato non paghi, oppure se si
possano far pagare dall'università ma non dal ministero. Sempre in base
alla medesima legge, questa attività didattica è facolatativa.
A che titolo i dottorandi insegnino dipende dal regolamento
dell'università: alcune sedi stipulano un contratto di prestazione
occasionale di
lavoro autonomo, altre un contratto di collaborazione coordinata e
continuativa e altre pretendono l'insegnamento dei dottorandi a titolo
gratuito. Di solito il dottorando fa lezioni integrative del corso
oppure fa il "cultore della materia", quello che gli studenti chiamano
assistente
e che ogni tanto fanno anche i ricercatori.
[Ritorna alle FAQ]
9. Il movimento "lettera dei dottorandi"
[Ritorna alle FAQ]
9.1 Che cosa è e come è nata la lettera dei dottorandi?
L'iniziativa è partita ai primi di gennaio del 1996 per opera di un
gruppo di dottorandi in bioingegneria di Padova e di Milano, che, giunti
al
termine del loro ciclo di DdR, avevano come scopo primario quello di
chiedere più celerità nelle procedure dell'esame finale. Poi hanno
pensato che fosse utile stimolare una discussione su altri punti e,
grazie anche alle molte critiche costruttive giunte insiemea tante
manifestazioni di incoraggiamento, la bozza originaria della lettera è
stata modificata notevolmente aumentandone le ambizioni e la forza. La
lettera è stata distribuita a ministeri, rettorati e media da una rete
di "snodi" nelle Università di Bari, Bologna, Catania, Chieti, Firenze,
Lecce, Milano, Napoli, Padova, Perugia, Pisa, Roma, Torino e Trieste. In
seguito il coordinamento nazionale è passato da Padova ad un gruppo
di dottorandi dell'Università di Napoli, che è il punto di riferimento
attuale.
[Ritorna alle FAQ]
9.2 Quali sono le principali richieste della lettera?
1.che un provvedimento urgente stabilisca che, assolutamente già da
quest'anno, le date dell'esame finale siano fissate entro e non oltre il
ragionevole termine di mesi 3 dalla data limite di consegna della
tesi, regolamentando per legge anche le ulteriori code burocratiche per
la certificazione dell'avvenuto conseguimento del titolo e
consentendo fra l'altro la spedizione a mezzo raccomandata della tesi
alle
biblioteche nazionali (richieste accolte il 3/10/1997 dal D.P.R.
387);
2.che, onde evitare che lo Stato italiano continui annualmente a
produrre qualche migliaio di figure dall'etichetta accademica
rispettabile
ma nella pratica inutile, il MURST si preoccupi seriamente e
celermente di diffondere informazioni sulla figura del dottore di
ricerca
presso l'industria privata e che imponga alle singole sedi di DdR di
fare altrettanto sulle attività specifiche di ricerca. Ciò a
salvaguardia
non solo del capitale umano creato tramite i corsi di DdR, ma anche
degli investimenti finanziari che lo Stato aveva sostenuto per
l'istruzione dei dottori di ricerca;
3.l'inclusione del titolo di dottore di ricerca e degli anni di DdR e
post-dottorato fra i titoli valutabili in tutti i concorsi pubblici e
nell'accesso agli enti pubblici ed alle amministrazioni dello Stato
(questa richiesta è stata formalmente accolta a più riprese ma di fatto
con il DPR 390 il 19/10/1998 è stato tolto l'unico valore che il
titolo aveva nei concorsi da ricercatore);
4.la possibilità di riscattare gli anni di DdR e post-dottorato ai
fini previdenziali e di ricostruzione della carriera; che siano estese
le
misure sanitarie di prevenzione a tutti i dottorandi che svolgono la
loro ricerca in laboratori o comunque a contatto con ambienti e
dispositivi potenzialmente nocivi per la salute (richiesta
parzialmente accolta nel 1998 introducendo i contributi INPS);
5.che, pur nello spirito di continuare a cercare di tutelare il
dottorando dagli abusi e nel rispetto del suo ruolo di studente, si
regoli
l'eventuale attività didattica, che di fatto egli già molto spesso è
chiamato ad espletare in abuso alla normativa ora vigente, imponendo
per essa la tassativa approvazione ed il severo e serio controllo
del collegio dei docenti ed un ragionevole tetto, ma rendendola almeno
legale e soprattutto documentabile (richiesta parzialmente accolta
con la legge n. 210 il 3/7/1998; peccato che non regolamenti nulla ma
consenta solo l'insegnamento);
6.che un provvedimento stabilisca che il dottorando, dietro
approvazione del collegio dei docenti, abbia facoltà di scriverela tesi
in lingua
straniera, come già avviene in quasi tutti i paesi europei,
ottenendo cosl la possibilità di usarla per divulgare all'estero i
risultati ottenuti
(richiesta accolta il 3/10/1997 dal D.P.R. 387);
7.che interventi appropriati, incluso l'adeguamento della borsa di
studio al costo attuale della vita, cancellino l'anacronistico paradosso
per cui la strada della ricerca sembra farsi via via percorribile ai
soli ricchi e per cui si costringono i migliori giovani ricercatori
all'emigrazione o comunque ad abbandonare tale strada, dopo averne
pagato però l'istruzione (richiesta parzialmente accolta nel 1998
aumentando l'importo della borsa di studio);
8.che, con un provvedimento simile a quello del punto 1, si riduca il
tempo intercorrente fra la presentazione della domanda e
l'espletamento del concorso di ammissione al corso di DdR, che
attualmente si dilata fino a sette mesi, o almeno si posticipi alla data
effettiva del concorso il possesso del requisito della laurea
(richieste entrambe accolte dal D.P.R. 387 del 3/10/1997 e del bando di
concorso per il XIII ciclo pubblicato sulla G.U. 29/7/1997);
9.che venga aperta urgentemente una seria discussione sulla revisione
degli aspetti centralistici ed organizzativi dei corsi di DdR,
concausa, ad esempio, dei problemi riguardanti l'esame finale, in
parte toccati da un disegno di legge presentato nel novembre 1995 dal
MURST, ma non approvato in prima istanza dal CUN; che, in
particolare, tale revisione includa la chiara definizione delle
responsabilità del collegio dei docenti nella definizione
dell'attività di formazione del dottorando e dei doveri di quest'ultimo;
che, in
tale revisione, si tenga anche conto dei pericoli derivanti dal
possibile scollamento dell'accademia dalla realtà produttiva.
[Ritorna alle FAQ]
9.3 Come posso procurarmi il testo della lettera?
Il testo della lettera è disponibile sulla pagina web
www.dottorato.it/informazioni/testolet.html.
[Ritorna alle FAQ]
9.4 Come posso aderire all'iniziativa?
La sottoscrizione della lettera si è ora trasformata in associazione
all'ADI (vedi punto 10.1).
[Ritorna alle FAQ]
10. Cos'è l'ADI?
L'ADI è l'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani. È la
nostra associazione di categoria nata per difendere i dottorandi
ponendosi come interlocutore con il Ministero competente e per
diffondere la conoscenza del titolo di dottore di ricerca. Informazioni
più
precise si trovano nella pagina "chi siamo" oppure nella pagina
principale dell'ADI www.dottorato.it, dove trovate anche le cariche
sociali e
lo statuto dell'ADI. L'ADI ha ormai superato i 1000 iscritti!
L'ADI è organizzata sulla base di un Coordinamento Nazionale, sedi
locali e gruppi di lavoro (GOL).
[Ritorna alle FAQ]
10.1 Come iscriversi all'ADI?
L'iscrizione all'ADI è aperta come soci ai dottorandi e dottori di
ricerca che frequentano o hanno frequentato un DdR in Italia, come
simpatizzanti a chiunque abbia a cuore le sorti del DdR in Italia. Essa
è completamente automatizzata, dura un anno accademico e basta
compilare il modulo su http://www.dottorato.it/iscrizione/. Essa va poi
perfezionata con il versamento di ventimila lire sul conto corrente
postale n. 10638310 intestato a Ivano Salvo (il tesoriere) oppure sul
conto bancario 4682 intestato a ADI presso il Banco di Brescia, Sede di
Roma, via Ferdinando di Savoia 8, 00196 Roma, ABI 3500 CAB 3201.
[Ritorna alle FAQ]
10.2 Cosa si può fare oltre ad iscriversi all'ADI?
Molte cose, tra cui collaborare con la sede locale per sollevare i pochi
volontari da qualche impegno, oppure collaborare telematicamente
fornendoci informazioni o partecipando ai nostri gruppi di discussione.
[Ritorna alle FAQ]
10.3 Cosa sono le sedi locali?
L'ADI non è una astratta associazione telematica ma è dotata di sedi in
molti atenei italiani. Queste si prendono cura dei problemi specifici
del luogo, oltre a partecipare all'attività nazionale. Ogni sede ha un
rappresentante nel Consiglio di Amministrazione (CDA).
[Ritorna alle FAQ]
10.4 Cosa sono i gruppi di lavoro (GOL)?
I GOL sono formati da soci di diverse sedi in contatto tramite mailing
list (vedi 11.6). I GOL si occupano di svariati argomenti di attinenza
al
dottorato, elaborando documenti, stringendo contatti con terzi. In
particolare essi sono: consiglio di amministrazione dell'ADI (adi-cda),
dottorato e mercato del lavoro (adi-aziende), scuola e dottorato
(adi-scuola), adeguamento borsa di dottorato (adi-borsa), campagna
stampa
dell'associazione (adi-stampa), ufficio legale dell'ADI (adi-lex), borse
post-doc (adi-postdoc), gestione tecnica dell'associazione
(adi-gestione), dottorati o dottorandi stranieri (adi-estero), ufficio
pari opportunità (adi-diritti), statistiche e questionari
(adi-statistiche).
La partecipazione attiva nei GOL è vivamente incoraggiata. Informazioni
più dettagliate si trovano su http://www.dottorato.it/gol/.
[Ritorna alle FAQ]
10.5 Come contribuire alle FAQ?
Chiunque conosca qualcosa che qui manca e che può interessare, oppure
abbia trovato qualche errore in queste FAQ, oppure ritenga di avere
informazioni più aggiornate, scriva a pcol...@iname.com oppure a
Roberto....@iname.com. Le FAQ vivono della nostra esperienza.
[Ritorna alle FAQ]
10.6 Esistono altre organizzazioni nazionali di dottorandi?
Nell'aprile 1996, quando la lettera dei dottorandi aveva raccolto già
più di 1800 firme, era stata recapitata a ministeri, rettorati e media,
ed il
Ministro Salvini aveva risposto, siamo venuti a sapere dell'esistenza
del CONDOR, con il quale abbiamo subito preso contatto. Né l'ADI né il
CONDOR sono a conoscenza di altre organizzazioni nazionali di
dottorandi.
[Ritorna alle FAQ]
10.7 Cos'è il CoNDoR?
L'acronimo CoNDoR sta per "Coordinamento Nazionale Dottorandi e dottori
di Ricerca" ed è nato nel 1988 per iniziativa spontanea di un
piccolo gruppo di dottorandi di varie città italiane (Enrico Davini,
Dario Andretta e Roberto Morabito di Roma, Milvia Morocutti di Bologna,
Gianpaolo Romagnani di Catania, Paolo Chiesa di Milano, Paola Navone di
Firenze e Nuccio Ordine di Arcavacata). Fin dai primi cicli i
nostri colleghi più anziani si sono riuniti per protestare contro
problemi e disagi assai simili ai nostri. Hanno avuto qualche successo,
come
per esempio l'istituzione anche in Italia delle borse post-doc, la
pubblicazione di un volume con gli articoli di giornale sul dottorato e,
soprattutto, il congresso organizzato a Roma a cui parteciparono molti
rettori. Tra le richieste del CoNDoR c'è stato a lungo il passaggio al
ruolo di ricercatore dopo il conseguimento del titolo tramite giudizio
di idoneità (il famigerato "opelegis"; cfr. il documento approvato
dall'Assemblea Nazionale dei Dottori e Dottorandi di Ricerca a Pisa il 3
maggio 1988).
Il nome CoNDoR fu usato in modo informale per qualche anno, poi fu
deciso di costituirlo in associazione davanti ad un notaio. L'atto fu
registrato presso lo studio Elio Borromeo in Roma il 10 marzo 1993. I
membri i non hanno mai superato i 500 e versavano una quota annua
di 30.000 lire. Il passato è d'obbligo perché dall'autunno del 1995,
quando fu ricevuto per l'ultima volta dal MURST, il CoNDoR non è più
operativo: ci sono solo più sporadici contatti tra alcuni membri del
Consiglio Direttivo, da cui però si è dimessa la maggior parte dei
membri
originari, le quote degli associati non vengono più raccolte e
soprattutto non viene nemmeno più svolta l'assemblea nazionale annuale
dei
soci prevista obbligatoriamente dal loro statuto. Probabilmente questa
fine ingloriosa è stata causata principalmente dal mancato ricambio
generazionale del gruppo dirigente, troppo attaccato alla sua creatura
per fare spazio ai giovani, ma ormai demotivato a continuare ad
impegnarsi in prima persona perché ormai intorno ai 40 anni ed alle
prese con ben altri problemi ed al mancato riconoscimento delle
potenzialità della rete Internet come strumento di comunicazione rapido,
efficace, capillare e poco costoso: comunicando ancora ora tra di
loro esclusivamente per posta, telefono o fax o incontrandosi
fisicamente, sono troppo poco agili e presenti sul territorio nazionale
per
svolgere un'azione efficace.
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10.8 Come sono i rapporti col CoNDoR?
Al primo incontro da noi ottenuto con funzionari del MURST abbiamo
invitato un loro rappresentante a partecipare. È venuto il Segretario,
Romolo Di Iorio, che ci ha subito proposto di subentrare nelle loro
cariche sociali rilevando la loro organizzazione. Tale ipotesi, da noi
accolta
favorevolmente, è giunta ad una passo dall'essere realizzata il 21
luglio 1997, quando quello che poi è diventato il Consiglio di
Amministrazione dell'ADI si è riunito a Roma con quel che era rimasto
del Consiglio Direttivo del CoNDoR per effettuare il passaggio delle
cariche. Purtroppo l'intransigenza del Presidente del CoNDoR Stefano
Signorini e di tre suoi colleghi su alcuni punti hanno impedito un
accordo nonostante l'aperto schieramento a nostro favore del loro
Segretario Romolo Di Iorio. In attesa di un inevitabile confluenza
futura,
l'ADI, per fare cadere le ultime obiezioni del MURST ad accettarla come
controparte, si è costituita in associazione indipendente presso il
notaio Renzo Chiavistelli di Firenze il 16 gennaio 1998. Nel frattempo i
consiglieri dell'ADI presenti alla riunione con il CoNDoR sono e
rimangono soci anche di questo per facilitare la futura fusione tra le
due associazioni, mentre il Segretario del CoNDoR Romolo Di Iorio si è
dimesso in segno di dissenso verso il Presidente per il fallimento
dell'accordo con noi. Allo stato attuale dunque il CoNDoR è diretto (e
in
pratica formato) solo da 4 persone: Stefano Signorini (Presidente),
Caterina Oliva (Vicepresidente), Sergio Iavicoli (Vicepresidente) e
Laura
Sambuco (Tesoriere). Gli incarichi di Tesoriere Aggiunto, Segretario e
Segretario Aggiunto, nonché gli interi Collegi dei Revisori e dei
Probiviri ci risultano tuttora scoperti per dimissioni ed il loro
Consiglio Direttivo non raggiunge il numero minimo di 5 componenti
previsto
dal loro stesso statuto. L'ADI è in attesa della convocazione della
prima assemblea generale dei soci dal 1995 per proporre lo scioglimento
del
CoNDoR e l'assorbimento dei suoi soci e del suo patrimonio (poco più di
due milioni nel luglio 1997, non lo sapeva bene nemmeno il
Tesoriere Laura Sambuco).
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11. Mailing list e newsgroup dedicati al DdR
Sono state create varie mailing list al fine di agevolare le discussioni
sui problemi del DdR e la comunicazione di informazioni sullo
svolgimento della protesta, su risultati ottenuti e su notizie di
interesse generale oppure per permettere ai membri dei gruppi di lavoro
dell'ADI di comunicare velocemente.
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11.1 Quali sono le mailing list nazionali?
Dal 7 giugno 1996 sono attive due mailing list, "adi-discussione" e
"adi-notizie". La seconda è riservata ad annunci di interesse generale,
è
moderata ed è molto meno trafficata della prima. A adi-discussione
arrivano anche tutti i messaggi di adi-notizie, più molti altri. È
quindi
inutile iscriversi ad entrambe.
adi-notizie serve per comunicare le novità importanti. Solo il
Coordinamento può spedire messaggi su questa mailing list. Dovrebbe
generare in media pochi messaggi al mese. È utile per chi vuole
restare informato minimizzando il numero di messaggi ricevuti.
adi-discussione è non moderata e serve per comunicare con tutti gli
altri iscritti e per effettuare la discussione vera e propria; pertanto
questa mailing list dovrebbe generare un volume di traffico molto
superiore a adi-notizie. Per spedire un messaggio su adi-discussione è
necessario esservi abbonati. È utile per chi vuole prendere parte
alla discussione attiva.
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11.2 Come iscriversi alle mailing list?
L'iscrizione avviene in maniera automatica mandando un e-mail a
majo...@dottorato.it senza Subject ed avente come corpo del
messaggio uno dei seguenti comandi:
subscribe nome-della-mailing-list indirizzo-email per abbonarsi ad una
mailing list;
unsubscribe nome-della-mailing-list indirizzo-email per cancellare il
proprio abbonamento ad una mailing list;
which per sapere a quali mailing list si è abbonati;
help per ottenere documentazione più dettagliata sui comandi
disponibili;
È opportuno non includere la propria firma (la signature) nei messaggi
contenenti un comando. Nel caso non si riceva una conferma
dell'avvenuta ricezione di un comando entro un paio d'ore, o in caso di
altri problemi, contattate i gestori delle mailing list all'indirizzo
gestione...@dottorato.it.
I contributi alla discussione non vanno indirizzati al Majordomo, che è
il programma che gestisce le liste, ma a adi-dis...@dottorato.it
oppure, con estrema parsimonia e dopo un accurato esame di coscienza
sull'utilità generale del messaggio, pena la sua intercettazione da
parte
dei moderatori, a adi-n...@dottorato.it oppure alle liste dei singoli
GOL.
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11.3 Come scrivere un messaggio ad una mailing list?
Quando si scrive ad una mailing list, ricordarsi che il messaggio arriva
a tutti gli iscritti a quella lista, anche quando si fa un "reply" ad un
messaggio ricevuto da una lista. Il messaggio deve essere sintetico e
descrivere in modo chiaro e diretto il problema. È bene specificare
sempre l'oggetto (campo Subject) del testo incluso nell'e-mail. Se si
utilizza una signature (la firma che compare in fondo al messaggio), è
bene mantenerla breve e significativa. Se si risponde ad un messaggio,
evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di
facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma
non riportare mai sistematicamente l'intero messaggio originale per
pigrizia, se non quando sia necessario. Ricordarsi che le risposte
maleducate o polemiche non sono mai apprezzate.
Ricordarsi che i messaggi vanno sempre spediti in modalità testo (text)
e non in NTML neppure in MIME e non vanno mai mandati
formattazioni particolari quali parole colorate, in grassetto o in
corsivo. Gli utilizzatori di Microsoft Outlook Express (in
particolare!!!),
Netscape Communicator e Eudora sono pregati di controllare le opzioni di
invio per assicurarsi di ciò. Inoltre è bene evitare le lettere
accentate e sostituirle dalla lettera seguita dall'apostrofo altrimenti
i sistemi UNIX e Windows entrano in conflitto e metà degli utenti
vedrebbe l'e-mail piena di schifezze.
Tutti (anche i non iscritti tranne per adi-discussione e adi-cda)
possono scrivere alle mailing list dell'ADI. Tutti (anche i non
iscritti)
possono leggere i messaggi scambiati sulle mailing list dei GOL, che
vengono raccolti negli archivi.
Appena ci si iscrive ad una mailing list, bisognerebbe restare in
osservazione per un paio di settimane senza scrivere, per farsi un'idea
della
discussione in corso. Quando si decide di intervenire, si indirizza
l'e-mail alla lista. Per esempio per scrivere alla lista adi-lex, si
manda
l'e-mail a adi...@dottorato.it , per scrivere alla lista
adi-discussione, si manda l'e-mail a adi-dis...@dottorato.it.
Per mandare lo stesso e-mail ad una lista e a qualcuno che non è
iscritto alla lista, basta aggiungere l'indirizzo di questa persona nel
campo
CC dell'e-mail. Per rispondere in privato invece, non bisogna fare reply
al messaggio ma crearne uno nuovo mettendo solo l'indirizzo e-mail
della persona nel campo TO.
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11.4 Esiste anche un newsgroup?
Il 9 luglio 1996 il Gruppo di Coordinamento News-It accolse la nostra
richiesta di formare un nuovo newsgroup chiamato
"it.discussioni.universita.dottorato" e posto in gateway bidirezionale
con la lista adi-discussione. Il gateway ha funzionato per un periodo di
tempo ed è stato poi interrotto. Oggi il newsgroup funziona quindi
separatamente dalle mailing lists e raccoglie un pubblico eterogeneo di
soci
e non soci. Il newsgroup ha cambiato nome in
"it.istruzione.universita.dottorato" alla fine del 1999. Chi ha a
disposizione un news-server può
partecipare alla discussione sul newsgroup. Segnaliamo i seguenti
news-server pubblici per chi non ne ha uno nella propria università:
newsserver.unipi.it, (accessibile dal dominio unipi.it e cnr.it),
news.uu.ml.org (il migliore), news.iol.it, news.ntt.it, mikasa.iol.it
(funzionano
solo in lettura) e web.ibm.it (solo gruppi italiani). Per chi non avesse
un news-reader segnaliamo Netscape Communicator
http://www.netscape.com/ (gratuito per Windows e per UNIX) oppure Free
Agent http://www.forteinc.com/ (gratuito per windows). Per chi
usa Netscape, basta inserire il nome del newsserver disponibile (NNTP)
nel menu "Opzioni-Edit:preferences" sottomenu "preferenze posta e
news-Mail and Newsgroups: newsgroup servers: add server" e poi scegliere
"News Netscape-Messenger" nel menu
"Finestra-Communicator".
In alternativa ci si può iscrivere ad una mailing list presso il
mailgate "pantheon.it" che fa il mirroring del newsgroup. Per iscriversi
inviare
una mail senza subject a mail...@pantheon.it con body
subscribe it.istruzione.universita.dottorato Nome Cognome. I propri
contributi vanno indirizzati a
it.istruzione.uni...@pantheon.it. Per maggiori
informazioni sui servizi offerti dal mailgate contattare
in...@pantheon.it. La
Pantheon ha anche attivato un servizio gratuito di gateway tra i
newsgroups della gerarchia italiana ed il World Wide Web denominato
Pantheon Mailgate on the Web, che permette di leggere e contribuire al
newsgroup sul dottorato collegandosi all'URL
http://www.pantheon.it/mailgate/it.istruzione.universita.dottorato. Il
servizio conserva gli ultimi 500 messaggi di ogni newsgroup ed offre un
motore di ricerca per esaminare i vari archivi.
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11.5 Come annullo la mia iscrizione?
Per annullare l'iscrizione ad una mailing list occorre mandare un
messaggio a majo...@dottorato.it senza subject e contenente nel body
il
comando:
unsubscribe nome-della-lista
Ad esempio:
unsubscribe adi-discussione
Ricordare di togliere la signature dal messaggio, altrimenti il
programma listserver tenterà di interpretarla come un elenco di comandi.
Si
noti che non si deve specificare il nome e cognome come avveniva nel
comando di iscrizione. La richiesta di annullamento dell'iscrizione
deve essere fatta dallo stesso computer da cui è stata inviata la
richiesta di iscrizione. Nel caso in cui l'iscrizione non venga
annullata ento
24ore dalla richiesta (ovvero, continuino ad arrivare messaggi o il
listserve rinvii un messaggio di errore), contattare gli amministratori
della
lista: gestione...@dottorato.it. In ogni caso non scrivere a tutte
le centinaia di abbonati un messaggio di richiesta di cancellazione, dal
momento che solo gli amministratori possono fare qualcosa.
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11.6 Quali sono le mailing list dei GOL?
Le mailingt list dedicate ai GOL sono:
adi-cda Consiglio di Amministrazione dell'Associazione
adi-aziende DdR e mercato del lavoro
adi-scuola Scuola e DdR
adi-borsa Adeguamento borsa di DdR
adi-stampa Campagna Stampa dell'Associazione
adi-lex Aspetti legali
adi-postdoc Borse post-doc e assegni di ricerca
adi-gestione Gestione Tecnica dell'Associazione
adi-diritti Ufficio pari opportunità
adi-estero Dottorandi italiani all'estero e stranieri in Italia
adi-statistiche Statistiche e Questionari
L'archivio dei messaggi scambiati da ciscuna lista è all'indirizzo
http://www.dottorato.it/nome-della-lista/index.html .
Per iscriversi alla mailing list di un GOL bisogna spedire un mail a
majo...@dottorato.it senza Subject ed avente come corpo del
messaggio uno dei seguenti comandi:
subscribe nome-della-mailing-list indirizzo-email per abbonarsi ad una
mailing list;
unsubscribe nome-della-mailing-list indirizzo-email per cancellare il
proprio abbonamentoad una mailing list;
which per sapere quali mailing list sono state sottoscritte;
help per ottenere documentazione più dettagliata sui comandi
disponibili.
È opportuno non includere la propria firma digitale (la signature) nei
messaggi contenenti un comando (il listserver non capisce ciò che segue
il comando, e risponde con un messaggio di errore). Nel caso non si
riceva una conferma dell'avvenuta ricezione di un comando entro un paio
d'ore, o in caso di altri problemi, contattate il gestore delle mailing
list gestione...@dottorato.it.
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11.7 Cosa significano tutti quei caratteri strani in alcuni messaggi?
Alcuni messaggi inviati alla lista contengono caratteri non ASCII (come
le vocali accentate); questi sono trasformati, usando la codifica
dell'estensione MIME allo standard per la posta elettronica su Internet,
con sequenze del tipo esadecimale ad esempio la è diventa =E9. La
maggior parte dei programmi di posta per PC supporta MIME e decodifica
automaticamente i caratteri non ASCII ma non tutti, specialmente
quando i messaggi transitano da sistemi Windows a sistemi UNIX.
Raccomandiamo comunque a chi volesse inviare messaggi alle liste di
evitare l'uso di caratteri accentati (e di altre caratteristiche MIME,
come i file attachments, i file HTML, i grassetti e le scritte
fosforescenti
lampeggianti) per non complicare la vita a chi non legge la posta da un
PC.
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Queste FAQ sono gestite da Paolo Coletti e Roberto Lionello.