Ieri mattina hanno fatto visita a Galvani, Minghetti, Sabin, Belluzzi e Ariosto di Ferrara
Telefonospia, nei licei arrivano gli ispettori
ILARIA VENTURI
Ispettori nelle scuole per il 'telefonospia' di Garagnani. Hanno bussato ieri mattina al Galvani e al Minghetti, due dei licei nel mirino delle denunce anonime raccolte dall'onorevole di Forza Italia su presunti casi di propaganda politica tra i banchi.
Un'indagine conoscitiva chiesta dal ministero all'Istruzione per rispondere alle interpellanze parlamentari. Ma che ha agitato una tranquilla mattinata di lezioni. Al Galvani i docenti, in subbuglio, hanno convocato per mercoledì mattina un collegio straordinario. «E' un gesto per esprimere la solidarietà al dirigente scolastico - commenta la vicepreside Laura Finelli - è sotto pressione in modo eccessivo, quello che sta succedendo nelle scuole bolognesi non è niente di antidemocratico o di fazioso». Per effetto invece del cicloneGaragnani, che ha raccolto indignazione e proteste e, sino ad ora, solo smentite, da settimane le scuole sono tormentate. E il caso ha costretto il ministro a muoversi per rendere conto al parlamento sull'iniziativa del 'telefonospia'. Una richiesta di informazioni, che ha creato allarme al Galvani, e che riguarda, nella nota di incarico degli ispettori, anche le scuole Minghetti, Sabin, Belluzzi e Ariosto di Ferrara. Tutte quelle coinvolte da Garagnani in una conferenza stampa a palazzo D'Accursio.
Al liceo di via Castiglione la visita degli ispettori, inviati dall'Ufficio regionale scolastico su richiesta del ministero, è stata annunciata da una telefonata in presidenza. Poi il colloquio, verso le dieci, con il preside Ottavio De Notariis, alla presenza della vicepreside e di un rappresentante degli studenti. Un confronto a tratti acceso. «Hanno chiesto al ragazzo che tipo di informazioni aveva ricevuto sull'Islam - racconta la vicepreside - volevano conoscere il programma dell'autogestione. Gli studenti hanno invitato anche un ispettore del Ministero, Giancarlo Cerini, a parlare sulla riforma, sono venuti sindacalisti della Cgil e della Cisl, esponenti di ogni idea politica, hanno tenuto lezioni i docenti del liceo sulla guerra, ma anche sul primo soccorso. E' venuto Stefano Bonaga con altri docenti universitari. Tutto si è svolto con estrema correttezza, per questo sono dispiaciuta, non si era mai vista una cosa simile ed è da 22 anni che sono al Galvani».
Il liceo era stato accusato da Garagnani di avere «una minoranza di docenti ex sessantottini che fanno propaganda antigovernativa». Replica la professoressa Finelli: «E dire che il liceo ha sempre avuto la fama di essere molto moderato. Il fatto vero è che tutti i miei colleghi sono abituati ad educare i ragazzi alla critica e all'autonomia di pensiero senza fare propaganda. Vogliamo far capire questo al ministro».
Al Minghetti gli ispettori hanno raccolto informazioni sull'attività della scuola autogestita e sul caso, sempre denunciato da Garagnani, del video su Genova proiettato a scuola. «Ho ripetuto che era un filmato visionato prima dal consiglio di istituto e che è stato commentato da tutti i protagonisti, compreso le forze dell'ordine». Il preside Giorgio Innocenti è tranquillo: «Quando c'è una interpellanza è giusto fornire informazioni e così è stato. Gli ispettori non sono venuti ad accertare le denunce anonime». E così non poteva essere, precisa il direttore generale Emanuele Barbieri. «Io non ho ricevuto nessuna segnalazione dall'onorevole Garagnani - dice - l'indagine conoscitiva, svolta attraverso una rassegna stampa e con colloqui con i presidi, serve solo a raccogliere elementi per dare risposte alle interrogazioni parlamentari. Tutto qui. Gli ispettori, persone estremamente equilibrate, sono stati i primi a chiedermi chiarimenti sull'incarico. Mi dispiace se c'è stato un equivoco, sono pronto ad andare a chiarire le cose al collegio dei docenti del Galvani».
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ILARIA VENTURI
'MI conosci bene, conosci il Galvani, la tua scuola. Per questo ti chiedo di prendere una posizione sull'iniziativa e le accuse dell'onorevole Garagnani'. Il preside Ottavio De Notariis, dopo la visita degli ispettori sul caso del 'telefonospia', chiede l'intervento del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, oggi a Bologna per l'anniversario dell'eccidio di Sabbiuno.
Una lettera informale, che parte dal ricordo di De Notariis professore al Galvani e di Casini studente. E a un'altra lettera spedita a tutti i professori, il preside affida l'espressione della sua delesione per tutta la vicenda. Una pagina amara che si conclude così: 'Esco da questa vicenda avvilito, non so se potrò mantenere la serenità per svolgere al meglio il mio lavoro come sempre ho cercato di fare. Scusate per lo sfogo'. Una missiva che ha il sapore di un addio. 'Non lascio, solo che è sempre più faticoso'.
Delusione, indignazione, rabbia. La nuova scossa del ciclone Garagnani è devastante. Per rispondere alle interrogazioni parlamentari sul telefonospia, il ministro Letizia Moratti ha chiesto informazioni con l'apertura di una indagine conoscitiva. Ma per i toni usati dagli ispettori, denunciati dal preside del Galvani, è scoppiato un nuovo polverone. Che è arrivato per la seconda volta in parlamento. Il ministro Carlo Giovanardi ha telefonato subito al preside - "era mio professore a Modena" - e ha informato la Moratti. 'Non ne sapeva nulla, ho chiesto una verifica' dichiara Giovanardi, contrario al telefono di Garagnani. L'ultima interrogazione, dopo quella sollevata dal centrosinistra per chiedere conto al ministro Moratti e a Berlusconi dell'iniziativa di Garagnani, è del Polo. 'Si riferisce ad alcuni istituti e si chiede se professori e presidi hanno incitato gli studenti alla propaganda antigovernativa' spiega l'onorevole Ds Giovanna Grignaffini, che ieri in aula si è rivolta al sottosegretario all'Istruzione Valentina Aprea.
Quello che ha fatto infuriare il liceo Galvani sono stati i metodi degli ispettori. 'Sono andati oltre i loro compiti', ha denunciato il preside. E poi domande sull'autogestione, sulla presunta faziosità dei professori, su quanto era stato detto sull'Islam. Nella lettera a Casini, De Notariis ricostruisce l'episodio e le accuse rivolte da Garagnani contro 'una minoranza di docenti ex sessantottini' del Galvani. Di toni 'inquisitori' parla Dario Braga della Gilda. 'Vogliamo vedere gli atti, non sembra una semplice indagine conoscitiva, la situazione è grave'. Il mandato ricevuto dagli ispettori, non bolognesi, riguarda episodi oggetto di interrogazioni parlamentari sul preside dell'Ariosto di Ferrara e su altre scuole (vengono indicati i nomi di Galvani, Sabin, Belluzzi seguiti da un 'eccetera'). Per ora le visite ispettive sono avvenute al Galvani, al Minghetti e all'Ariosto. L'indagine ha fatto infuriare gli studenti del Galvani che ieri hanno scritto una lettera di solidarietà al preside. Scuote la testa Michele Dessì: 'Garagnani ha bollato il Galvani come scuola di sinistra quando tutti sanno che non è vero.
E gli stessi professori di destra sono indignati dai suoi metodi'. Filippo Baldaro, rappresentante di istituto: 'Garagnani punta il dito contro il Galvani come fosse il nemico, il suo telefono è pericoloso e antidemocratico'. 'Un ispettore non può chiedere della nostra autogestione - dice Ennio Rustico - siamo tutti sdegnati, è un attacco alla libertà di pensiero'. E nella lettera, gli studenti concludono: 'La nostra autogestione non ha voluto essere un momento di protesta faziosa, ma un momento di informazione. Nessuno è mai stato pilotato da fantomatici demagoghi. Ci dispiacerebbe che col solo intento di farsi pubblicità l'onorevole Garagnani aprisse una indiscriminata caccia alle streghe tra gli insegnanti della nostra scuola'.
Schiavo Piergiorgio
"elan" <elaniz...@spin.it> ha scritto nel messaggio
news:9vi6g2$sv9$1...@half.spin.it...
Ieri mattina hanno fatto visita a Galvani, Minghetti, Sabin, Belluzzi e
Ariosto di Ferrara
Tipica Italia: caduto il fascismo, sono diventati tutti antifascisti, finito
il comunismo nell'89, sono diventati tutti anticomunisti! :-))
--
Elisabetta Marcovich
Trieste
Io sono un uomo nuovo
talmente nuovo che e' da tempo che non sono
neanche piu' fascista
sono sensibile e altruista
orientalista
ed in passato sono stato
un po' sessantottista
da un po' di tempo ambientalista
qualche anno fa nell'euforia mi son sentito
come un po' tutti socialista
ti tiri tiri tiri titti ti ...
Io sono un uomo nuovo
per carita' lo dico in senso letterale sono
progressista
al tempo stesso liberista
antirazzista
e sono molto buono
sono animalista
non sono piu' assistenzialista
ultimamente sono un po' controcorrente
son federalista
ti tiri tiri tiri titti ti ...
(G. Gaber, "Il conformista")
Gaber e' un genio. Ha scritto "la mia generazione ha perso" solo
perche' la vecchiaia lo sta deprimendo, ma rimane comunque un genio se
scrive queste cose.
FS
cut
> (G. Gaber, "Il conformista")
"Nessuno si dica beato
finché
non è morto e sotterrato"
(antico detto sardo)
Al-Farid
> Solidarietà ai docenti del Galvani e del Minghetti
Mi è sfuggito il numero del telfono spia. È urgente un'ondata di
autodenunce.
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
mailto:scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
Credo che sia molto malato. Non so se riuscirà a tornare in scena.
--
"Non so proprio come fanno i Babbani a cavarsela senza magia". Hagrid
it.cultura.classica: http://digilander.iol.it/mmanca
>Federico Spano` wrote:
>>
>>
>> Gaber e' un genio. Ha scritto "la mia generazione ha perso" solo
>> perche' la vecchiaia lo sta deprimendo,
>
>Credo che sia molto malato. Non so se riuscirà a tornare in scena.
O cazzo [SGRAT]
FS