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Assenza ingiustificata

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Federico Spano`

unread,
Mar 16, 2004, 3:41:56 PM3/16/04
to
Un paio di rappresentanti di classe ci chiedono di spiegare che cosa
possa essere l'assenza ingiustificata di un alunno (scuola media).
Voglio dire, poniamo che l'insegnante della prima ora specifichi sulla
matrice della giustificazione che l'assenza del tal giorno e'
ingiustificata. Io non riesco a capire il concetto stesso di assenza
ingiustificata (o meglio, lo posso anche capire, ma non riesco a
coglierne le implicazioni pratiche), loro nemmeno. Qualcuno ne sa
qualcosa?


--
Federico Spano`

lefthand

unread,
Mar 17, 2004, 5:09:08 AM3/17/04
to
On Tue, 16 Mar 2004 21:41:56 +0100, Federico Spano` wrote:

> Un paio di rappresentanti di classe ci chiedono di spiegare che cosa
> possa essere l'assenza ingiustificata di un alunno (scuola media).

C'è differenza tra ingiustificata e non giustificata?

> Voglio dire, poniamo che l'insegnante della prima ora specifichi sulla
> matrice della giustificazione che l'assenza del tal giorno e'
> ingiustificata.

Mi sembra una contraddizione in termini: secondo me un'assenza è non
giustificata se non è stata giustificata, altrimenti, se è stata
giustificata, è giustificata.

> Io non riesco a capire il concetto stesso di assenza
> ingiustificata (o meglio, lo posso anche capire, ma non riesco a
> coglierne le implicazioni pratiche),

Implicazione pratica: se il pargolo non presenta la giustificazione si
telefona a casa.

> loro nemmeno. Qualcuno ne sa qualcosa?

Dovrebbe esserci un regolamento di istituto.

--
La luce e' la mano sinistra delle tenebre,
e le tenebre la mano destra della luce.
(Ursula K. Le Guin)


Federico Spano`

unread,
Mar 17, 2004, 1:25:03 AM3/17/04
to
Il Wed, 17 Mar 2004 11:09:08 +0100, il mio newsreader sosteneva che in
un messaggio nel cui campo From: compariva ''lefthand
<mia...@casamia.it>'' fosse scritto:

>> Io non riesco a capire il concetto stesso di assenza
>> ingiustificata (o meglio, lo posso anche capire, ma non riesco a
>> coglierne le implicazioni pratiche),
>
>Implicazione pratica: se il pargolo non presenta la giustificazione si
>telefona a casa.

Il pargolo la presenta, e' l'insegnante che la considera non valida.


--
Federico Spano`

Elisabetta Marcovich

unread,
Mar 17, 2004, 3:06:02 AM3/17/04
to

"Federico Spano`" <fsp...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:c38qu5$o9n$1...@newsreader.mailgate.org...

Mi ricordo i primi anni nella scuola secondaria di II grado gli alunni
diciottenni spesso scrivevano sulla giustificazione "motivi personali". A
questo punto io chiedevo precisazioni almeno a voce, a volte non si scrivono
certe motivazioni, perchè dicevo che quell'espressione era solo una versione
di "c@*** miei" e che senza maggiori precisazioni non l'avrei accettata. Un
altro caso du un "motivi di famiglia" firmatao dalla mamma, chiesi
precisazioni a voce e fu "non osavamo scrivere che sono rimasta a casa per
aspettare il veterinario perchè il gatto stava male". da buona gattofila, ho
accettato la spiegazione.
Se poi l'insegnante scrive sul registro " motivazione dell'assenza non
accettata" o si ridiscute magari in consiglio di classe o l'assenza rimane
non giustificata, così invece di 10 o 9 in condotta sarà 9 o 8. Nè più nè
meno di uno "sciopero", ecco un altro esempio di assenza non giustificata.
Ancora, ricordo l'assenza di parecchi alunni, motivata "bombe d'acqua" ( la
mattina dopo la cena di maturità) , la preside di allora la giudicò
inaccettabile come motivazione.

--
Elisabetta Marcovich.


Arkannen

unread,
Mar 17, 2004, 3:41:17 AM3/17/04
to
> Mi ricordo i primi anni nella scuola secondaria di II grado gli alunni
> diciottenni spesso scrivevano sulla giustificazione "motivi personali". A
> questo punto io chiedevo precisazioni almeno a voce, a volte non si
scrivono
> certe motivazioni, perchč dicevo che quell'espressione era solo una

versione
> di "c@*** miei" e che senza maggiori precisazioni non l'avrei accettata.
Un
> altro caso du un "motivi di famiglia" firmatao dalla mamma, chiesi
> precisazioni a voce e fu "non osavamo scrivere che sono rimasta a casa
per
> aspettare il veterinario perchč il gatto stava male". da buona gattofila,
ho
> accettato la spiegazione.

Mi sfugge il motivo per cui si debba dare motivazione delle proprie assenze.
Al di la di quelle per malattia ovviamente. Dato che si e' tenuti a
dimostrare di essere sani al rientro.
Ma che uno si sia assentato perche' impegnato a dar da mangiare al gatto
oppure a salvare il mondo perche' mai dovrebbe comunicarlo alla scuola?
E in base a cosa la scuola puo sindacare se il motivo e giustificato?
A mio avviso la giustificazione dell'assenza deve avere solo valenza
comunicativa.
Ossia la famiglia segnala alla scuola di essere a conoscenza che il figlio
non ci e' andato.
Tutto il resto per me e' una violazione della sfera privata.

Ciao ciao

--
----
http://it.groups.yahoo.com/group/arkadia2003/


Massimo Manca

unread,
Mar 17, 2004, 4:35:22 AM3/17/04
to
Arkannen scripsit:


> Mi sfugge il motivo per cui si debba dare motivazione delle proprie assenze.

Perché c'è obbligo di frequenza.
--
"Mi sento Penelope che tesse la tela e lui la disfa. Soltanto che
Renis non è Ulisse" - Simona Ventura


Elisabetta Marcovich

unread,
Mar 17, 2004, 5:47:02 AM3/17/04
to
>
> Mi sfugge il motivo per cui si debba dare motivazione delle proprie
assenze.

Perchè si chiede una giustificazione e non semplicemente una comunicazione.

> Al di la di quelle per malattia ovviamente. Dato che si e' tenuti a
> dimostrare di essere sani al rientro.

Non so dove lavori, ma almeno a scuola quando sei assente per malattia tu
giustifichi la tua assenza con un certificato medico, che guarda caso non si
esibisce al rientro ma entro tre giorni dall'inizio della malattia.
Altrimenti sono congedi per motivi familiari ( da giustificare appunto) o
altrimenti sono ferie. Ma gli alunni non possono prendere ferie ( o vacanze)
autonomamente.

> Ma che uno si sia assentato perche' impegnato a dar da mangiare al gatto
> oppure a salvare il mondo perche' mai dovrebbe comunicarlo alla scuola?
> E in base a cosa la scuola puo sindacare se il motivo e giustificato?

rientra appunto nei poteri discrezionali. Il buon senso del buon padre di
famiglia, o come si chiama??

> A mio avviso la giustificazione dell'assenza deve avere solo valenza
> comunicativa.
> Ossia la famiglia segnala alla scuola di essere a conoscenza che il figlio
> non ci e' andato.

questo io faceva appunto in caso di c.d. "sciopero" degli alunni, in tal
caso si richiedeva la comunicazione che la famiglia era a conoscenza che il
figlio quel giorno non era andato a scuola.

--
Elisabetta Marcovich

Bianca

unread,
Mar 17, 2004, 5:51:46 AM3/17/04
to
> E in base a cosa la scuola puo sindacare se il motivo e giustificato?
> A mio avviso la giustificazione dell'assenza deve avere solo valenza
> comunicativa.
> Ossia la famiglia segnala alla scuola di essere a conoscenza che il figlio
> non ci e' andato.
> Tutto il resto per me e' una violazione della sfera privata.

Pienamente d'accordo.
Bianca


Elisabetta Marcovich

unread,
Mar 17, 2004, 5:55:28 AM3/17/04
to

"Bianca" <bian...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:65W5c.73034$Kc3.2...@twister2.libero.it...

Mi viene il sospetto che si tratti di un'alunna...
:-))

--
Elisabetta Marcovich


Bianca

unread,
Mar 17, 2004, 6:25:18 AM3/17/04
to
> Mi viene il sospetto che si tratti di un'alunna... :-))

Ahimé, no. Ma quanto mi piacerebbe esserlo ancora... :-)


nicola

unread,
Mar 17, 2004, 6:41:50 AM3/17/04
to

Io non riesco a capire il concetto stesso di assenza
> ingiustificata (o meglio, lo posso anche capire, ma non riesco a
> coglierne le implicazioni pratiche), loro nemmeno. Qualcuno ne sa
> qualcosa?

dovrebbe rierirsi all'obbligo di frequenza. Sono ammesse solo assenza
giustificabili da seri motivi (salute, famiglia). Andare a fare le compere
con la mamma, non č un'assenza giustificabile. Centra poco la privacy. Il
non rispetto dell'obbligo dovrebbe essere "legalmente sanzionabile". Forse č
azzardata l'analogia con l'obbligo delle vaccinazioni ai bambini?! Io lo
interpreto cosě.
Di fatto, perň, non ce nessun rispetto e attenzione a tale normativa. Quindi
praticamente non ha alcuna implicazione.


Lisa

unread,
Mar 17, 2004, 8:03:38 AM3/17/04
to
On Wed, 17 Mar 2004 08:41:17 GMT, "Arkannen" <no...@scrivere.mai>
wrote:


>E in base a cosa la scuola puo sindacare se il motivo e giustificato?
>A mio avviso la giustificazione dell'assenza deve avere solo valenza
>comunicativa.
>Ossia la famiglia segnala alla scuola di essere a conoscenza che il figlio
>non ci e' andato.
>Tutto il resto per me e' una violazione della sfera privata.


Il fatto che i genitori dichiarino di essere a conoscenza dell'assenza
riguarda solo l'aspetto di *responsabilità* della cosa, ma non c'entra
niente con l'obbligo della scuola di considerare l'assenza
giustificata comunque.

Finché esiste l'obbligo di frequenza, se uno scrive sulla
giustificazione che non è venuto a scuola perché non aveva voglia, la
scuola può benissimo considerarla una motivazione non valida, anche se
tutto è stato fatto con il consenso dei genitori.

Lisa


Federico Spano`

unread,
Mar 17, 2004, 3:19:41 PM3/17/04
to
Il Wed, 17 Mar 2004 08:06:02 GMT, "Elisabetta Marcovich"
<emarc...@tin.it> apparentemente scrisse:

>Se poi l'insegnante scrive sul registro " motivazione dell'assenza non
>accettata" o si ridiscute magari in consiglio di classe o l'assenza rimane
>non giustificata, così invece di 10 o 9 in condotta sarà 9 o 8. Nè più nè
>meno di uno "sciopero", ecco un altro esempio di assenza non giustificata.

Quindi nel caso dei miei alunni (scuola media) la conseguenza potrebbe
essere un giudizio negativo circa il comportamento dei genitori?

E (in Italia) chi puo' _giudicare_ il comportamento dei genitori nei
confronti dei figli minori, oltre il tribunale omonimo?


--
Federico Spano`
http://mate.splinder.it non e' stato aggiornato
Le email indirizzate a fsp...@tiscali.it vengono automaticamente cancellate

Federico Spano`

unread,
Mar 17, 2004, 3:28:47 PM3/17/04
to
Il Wed, 17 Mar 2004 13:03:38 GMT, ari...@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
apparentemente scrisse:

>Finché esiste l'obbligo di frequenza, se uno scrive sulla
>giustificazione che non è venuto a scuola perché non aveva voglia, la
>scuola può benissimo considerarla una motivazione non valida, anche se
>tutto è stato fatto con il consenso dei genitori.

1. Dove leggi che esiste l'obbligo di frequenza?
2. Decine di miei alunni sono appena andati in settimana bianca con il
consenso della scuola. La maggior parte sono tornati, uno e' in
malattia per ustioni da UV.

Lisa

unread,
Mar 17, 2004, 3:27:46 PM3/17/04
to
On Wed, 17 Mar 2004 21:19:41 +0100, Federico Spano`
<fsp...@tiscali.it> wrote:

>Il Wed, 17 Mar 2004 08:06:02 GMT, "Elisabetta Marcovich"
><emarc...@tin.it> apparentemente scrisse:
>
>>Se poi l'insegnante scrive sul registro " motivazione dell'assenza non
>>accettata" o si ridiscute magari in consiglio di classe o l'assenza rimane
>>non giustificata, così invece di 10 o 9 in condotta sarà 9 o 8. Nè più nè
>>meno di uno "sciopero", ecco un altro esempio di assenza non giustificata.
>
>Quindi nel caso dei miei alunni (scuola media) la conseguenza potrebbe
>essere un giudizio negativo circa il comportamento dei genitori?


No, un giudizio negativo sull'impegno scolastico dei ragazzi, perché
hanno l'abitudine di assentarsi per motivi futili, che è incompatibile
con la serietà richiesta a scuola. Che lo facciano con il consenso dei
genitori o meno mi pare irrilevante.

Se un tuo alunno ti fa un compito disastrato, dimostrando di non aver
studiato nulla, gli dai la sufficienza ugualmente perché arriva il
genitore e dichiara che gli aveva dato lui il permesso di non
studiare?

Lisa


Lisa

unread,
Mar 17, 2004, 3:32:07 PM3/17/04
to
On Wed, 17 Mar 2004 21:28:47 +0100, Federico Spano`
<fsp...@tiscali.it> wrote:

>1. Dove leggi che esiste l'obbligo di frequenza?
>2. Decine di miei alunni sono appena andati in settimana bianca con il
>consenso della scuola. La maggior parte sono tornati, uno e' in
>malattia per ustioni da UV.


Non vedo il nesso con le assenze ingiustificate.

Lisa


Federico Spano`

unread,
Mar 17, 2004, 3:38:16 PM3/17/04
to
Il Wed, 17 Mar 2004 20:27:46 GMT, ari...@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
apparentemente scrisse:

>No, un giudizio negativo sull'impegno scolastico dei ragazzi, perché


>hanno l'abitudine di assentarsi per motivi futili, che è incompatibile
>con la serietà richiesta a scuola. Che lo facciano con il consenso dei
>genitori o meno mi pare irrilevante.

Certo. Qui volevo arrivare. Nel caso specifico, le assenze per
settimana bianca sono state considerate giustificate, quelle in
occasione dello sciopero no.

Federico Spano`

unread,
Mar 17, 2004, 3:39:49 PM3/17/04
to
Il Wed, 17 Mar 2004 20:32:07 GMT, ari...@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
apparentemente scrisse:

>On Wed, 17 Mar 2004 21:28:47 +0100, Federico Spano`

Beh, se nel frattempo pero' qualcuno mi dicesse dov'e' scritto che
esiste un obbligo di frequenza, riuscirei a capire se la Moratti l'ha
appena istituito o no :)

Lisa

unread,
Mar 17, 2004, 3:40:07 PM3/17/04
to
On Wed, 17 Mar 2004 21:38:16 +0100, Federico Spano`
<fsp...@tiscali.it> wrote:

>Il Wed, 17 Mar 2004 20:27:46 GMT, ari...@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
>apparentemente scrisse:
>
>>No, un giudizio negativo sull'impegno scolastico dei ragazzi, perché
>>hanno l'abitudine di assentarsi per motivi futili, che è incompatibile
>>con la serietà richiesta a scuola. Che lo facciano con il consenso dei
>>genitori o meno mi pare irrilevante.
>
>Certo. Qui volevo arrivare. Nel caso specifico, le assenze per
>settimana bianca sono state considerate giustificate, quelle in
>occasione dello sciopero no.


Scusa, non avevo capito il contesto, credevo che la settimana bianca
fosse stata organizzata dalla scuola.

In caso contrario, secondo me, molto banalmente, la scuola ha fatto
male a fare due pesi e due misure. Ma non chiedere a me perché lo
abbia fatto...


saluti
Lisa


Stefano

unread,
Mar 17, 2004, 4:20:46 PM3/17/04
to

"Elisabetta Marcovich" <emarc...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:A8W5c.57258$z23.2...@news3.tin.it...

Io non sono un alunno ma sono d'accordo con loro.

A mio avviso si dovrebbero introdurre un numero minimo di giorni di
frequenza ai fini della promozione.
Se non si frequenta per almeno quei giorni, si dovrebbe essere bocciati.

Si risolverebbe il problema dei motivi famigliari e degli insegnanti che si
fanno dei problemi dove non ci sono(sia chiaro
che non mi riferisco a te).

Ciao.

Stefano


Stefano

unread,
Mar 17, 2004, 4:23:22 PM3/17/04
to

"Lisa" <ari...@spammatialtrove.spl.at> ha scritto nel messaggio
news:4058b2bf...@twister2.libero.it...

> On Wed, 17 Mar 2004 21:19:41 +0100, Federico Spano`
> <fsp...@tiscali.it> wrote:
>
> >Il Wed, 17 Mar 2004 08:06:02 GMT, "Elisabetta Marcovich"
> ><emarc...@tin.it> apparentemente scrisse:
> >
> >>Se poi l'insegnante scrive sul registro " motivazione dell'assenza non
> >>accettata" o si ridiscute magari in consiglio di classe o l'assenza
rimane
> >>non giustificata, così invece di 10 o 9 in condotta sarà 9 o 8. Nè più

> >>meno di uno "sciopero", ecco un altro esempio di assenza non
giustificata.
> >
> >Quindi nel caso dei miei alunni (scuola media) la conseguenza potrebbe
> >essere un giudizio negativo circa il comportamento dei genitori?
>
>
> No, un giudizio negativo sull'impegno scolastico dei ragazzi, perché
> hanno l'abitudine di assentarsi per motivi futili, che è incompatibile
> con la serietà richiesta a scuola. Che lo facciano con il consenso dei
> genitori o meno mi pare irrilevante.

Direi che il problema che si pone è se sia lecito per la scuola giudicare la
serietà dei motivi
dichiarati.

A mio avviso non lo è.

> Se un tuo alunno ti fa un compito disastrato, dimostrando di non aver
> studiato nulla, gli dai la sufficienza ugualmente perché arriva il
> genitore e dichiara che gli aveva dato lui il permesso di non
> studiare?

Mi pare completamente indipendente questo discorso.

Ciao.

Stefano


Federico Spano`

unread,
Mar 17, 2004, 5:38:45 PM3/17/04
to
Il Wed, 17 Mar 2004 21:20:46 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> apparentemente
scrisse:

>A mio avviso si dovrebbero introdurre un numero minimo di giorni di
>frequenza ai fini della promozione.
>Se non si frequenta per almeno quei giorni, si dovrebbe essere bocciati.

Ehi! Hai letto la nuova riforma Moratti?

Stefano

unread,
Mar 17, 2004, 5:56:35 PM3/17/04
to

"Federico Spano`" <fsp...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:2rkh501r4pj300a0i...@4ax.com...

> Il Wed, 17 Mar 2004 21:20:46 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> apparentemente
> scrisse:
>
> >A mio avviso si dovrebbero introdurre un numero minimo di giorni di
> >frequenza ai fini della promozione.
> >Se non si frequenta per almeno quei giorni, si dovrebbe essere bocciati.
>
> Ehi! Hai letto la nuova riforma Moratti?

Se ti riferisci alla legge del 28 marzo 2003 n.53 mi hai fatto venire il
dubbio
ma non ho trovato nessun riferimento al numero minimo di giorni di presenza
a scuola
per evitare di essere bocciati.

Ciao.

Stefano


Federico Spano`

unread,
Mar 17, 2004, 6:02:35 PM3/17/04
to
Il Wed, 17 Mar 2004 22:56:35 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> apparentemente
scrisse:

>Se ti riferisci alla legge del 28 marzo 2003 n.53 mi hai fatto venire il


>dubbio
>ma non ho trovato nessun riferimento al numero minimo di giorni di presenza
>a scuola
>per evitare di essere bocciati.

Vuoi dire che il decreto attuativo non ti interessa?

Stefano

unread,
Mar 17, 2004, 7:21:50 PM3/17/04
to

"Federico Spano`" <fsp...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:k7mh50hju54da7llp...@4ax.com...

> Il Wed, 17 Mar 2004 22:56:35 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> apparentemente
> scrisse:
>
> >Se ti riferisci alla legge del 28 marzo 2003 n.53 mi hai fatto venire il
> >dubbio
> >ma non ho trovato nessun riferimento al numero minimo di giorni di
presenza
> >a scuola
> >per evitare di essere bocciati.
>
> Vuoi dire che il decreto attuativo non ti interessa?

Non mi pare che sia uscito quello per le superiori.


abba

unread,
Mar 17, 2004, 9:08:43 PM3/17/04
to
On Wed, 17 Mar 2004 21:20:46 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> wrote:

>
>"Elisabetta Marcovich" <emarc...@tin.it> ha scritto nel messaggio
>news:A8W5c.57258$z23.2...@news3.tin.it...
>>
>> "Bianca" <bian...@libero.it> ha scritto nel messaggio
>> news:65W5c.73034$Kc3.2...@twister2.libero.it...

>A mio avviso si dovrebbero introdurre un numero minimo di giorni di


>frequenza ai fini della promozione.

cosě, alle tradizionali assenze (da giustificare) si aggiungerebbero
anche quelle legalizzate...

>Se non si frequenta per almeno quei giorni

quindi, non dovrebbero/potrebbero nemmeno ammalarsi...

A meno che non si ammalassero solo nei giorni di assenza,
diciamo cosě, legale.

si dovrebbe essere bocciati.

e perché? Assentarsi per (es. 200 x 1/3) 66 giorni é diverso
che assentarsi per 67?

abba

unread,
Mar 17, 2004, 9:09:03 PM3/17/04
to
On Wed, 17 Mar 2004 21:28:47 +0100, Federico Spano`
<fsp...@tiscali.it> wrote:

>Il Wed, 17 Mar 2004 13:03:38 GMT, ari...@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
>apparentemente scrisse:
>
>>Finché esiste l'obbligo di frequenza, se uno scrive sulla
>>giustificazione che non è venuto a scuola perché non aveva voglia, la
>>scuola può benissimo considerarla una motivazione non valida, anche se
>>tutto è stato fatto con il consenso dei genitori.
>
>1. Dove leggi che esiste l'obbligo di frequenza?


Al di là del mero rif. all'art.68* della legge 144/99 di
berlingueriana memoria, ripreso da Moratti in legge
53/03, art.2, 1 c)

c'é da dire, secondo me, che l'atto dell'iscrizione si é sempre
configurato (e si configura tuttora) come accettazione
di un patto il cui contenuto é la proposta didattico-educativa
dell'istituto... della quale parte integrante e significativa é
la frequenza degli alunni alle attività didattiche...

Poiché non si dà attività didattica senza l'alunno (= gli alunni),
se, per assurdo, ciascun alunno mancasse a questo patto
- e, così, *tutti* gli alunni mancassero a questo patto - la scuola
non sarebbe più...


(Ovviamente, per il minore si impegna il genitore...)


Federico Spano`

unread,
Mar 18, 2004, 10:33:10 AM3/18/04
to
Il Thu, 18 Mar 2004 00:21:50 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> apparentemente
scrisse:

>
>"Federico Spano`" <fsp...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
>news:k7mh50hju54da7llp...@4ax.com...
>> Il Wed, 17 Mar 2004 22:56:35 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> apparentemente
>> scrisse:
>>
>> >Se ti riferisci alla legge del 28 marzo 2003 n.53 mi hai fatto venire il
>> >dubbio
>> >ma non ho trovato nessun riferimento al numero minimo di giorni di
>presenza
>> >a scuola
>> >per evitare di essere bocciati.
>>
>> Vuoi dire che il decreto attuativo non ti interessa?
>
>Non mi pare che sia uscito quello per le superiori.

Ma stavamo parlando delle medie.

Marco

unread,
Mar 18, 2004, 11:02:22 AM3/18/04
to
Può essere che l'assenza non sia giustificabile, esempio è uno
sciopero, oppure l'alunno è stato visto in giro, o ha fatto assenza in
coincidenza con un compagno che ha riferito che erano insieme, o
l'assenza è la quinta o la decima e necessita di gustficazione di
persona del genitore, ovvero ha superato un numero di giorni tale per
cui si richiede certificato medico di riammissione... l'assenza non
giustificata contravviene un fondamentale dovere scolastico, quello di
frequenza, che è anche connesso all'obbligo di cui alla Costituzione.
In genere è il Dirigente scolastico che può giustificare le assenze o
persone da lui delegate per iscritto, a meno che il POF o il
Regolamento scolastico preveda diversamente in modo esplicito.

Tuttavia la rilevazione delle assenze giustificate o meno è abbastanza
macchinosa e di fatto non si fa nella scuola, anche perché manca uno
spazio di tempo delineato e retribuito per farlo. Per fortuna la legge
53 prevede, in luogo del computo delle assenze orarie disciplina per
disciplina, l'obbligo di frequenza che sarà pregiudiziale per
ottenere la promozione (per quanto attenuato nel decreto applicativo
rispetto all'iniziale previsione ministeriale).

Marco

Federico Spano` <fsp...@tiscali.it> wrote in message news:<c38qu5$o9n$1...@newsreader.mailgate.org>...

Marco

unread,
Mar 18, 2004, 11:06:15 AM3/18/04
to
Federico Spano` <fsp...@tiscali.it> wrote in message news:<sndh50d328rm6h09i...@4ax.com>...

> Il Wed, 17 Mar 2004 20:27:46 GMT, ari...@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
> apparentemente scrisse:
>
> >No, un giudizio negativo sull'impegno scolastico dei ragazzi, perché
> >hanno l'abitudine di assentarsi per motivi futili, che è incompatibile
> >con la serietà richiesta a scuola. Che lo facciano con il consenso dei
> >genitori o meno mi pare irrilevante.
>
> Certo. Qui volevo arrivare. Nel caso specifico, le assenze per
> settimana bianca sono state considerate giustificate, quelle in
> occasione dello sciopero no.

ma è logico, la settimana bianca è stata organizzata dalle famiglie,
lo sciopero no. Quindi i motivi di famiglia giustificano la prima ma
non il secondo. Anche le assenze collettive non sono giustificabili.

Marco

Marco

unread,
Mar 18, 2004, 11:09:39 AM3/18/04
to
"Stefano" <n...@nd.com> wrote in message news:<el36c.77323$FJ6.2...@twister1.libero.it>...

> Direi che il problema che si pone è se sia lecito per la scuola giudicare la
> serietà dei motivi
> dichiarati.
>
> A mio avviso non lo è.
>

la scuola ha il DOVERE di valutare i motivi dichiarati, sennò come fa
a giustificare o meno?

Marco

Può darsi che in attuazione della 53, poiché non rileverà affatto la
giustificazione o meno ai fini della promozione, questo prolema verrà
superato.

M

Federico Spano`

unread,
Mar 18, 2004, 12:35:49 PM3/18/04
to
Il 18 Mar 2004 08:06:15 -0800, marco...@tin.it (Marco)
apparentemente scrisse:

>> Certo. Qui volevo arrivare. Nel caso specifico, le assenze per
>> settimana bianca sono state considerate giustificate, quelle in
>> occasione dello sciopero no.
>
>ma è logico, la settimana bianca è stata organizzata dalle famiglie,
>lo sciopero no. Quindi i motivi di famiglia giustificano la prima ma
>non il secondo. Anche le assenze collettive non sono giustificabili.

Come credo di aver spiegato in un altro messaggio, si tratta di alunni
di seconda media che sono stati tenuti a casa dalla famiglia in
occasione dello sciopero, dato che gli impegni di lavoro dei genitori
impedivano di accompagnarli a scuola per verificare se potevano
entrare o no.

abba

unread,
Mar 18, 2004, 2:02:04 PM3/18/04
to
On 18 Mar 2004 08:02:22 -0800, marco...@tin.it (Marco) wrote:

>Tuttavia la rilevazione delle assenze giustificate o meno è abbastanza
>macchinosa

d'accordo...

e di fatto non si fa nella scuola,

scuola é un termine troppo generico... diciamo che in alcune sezioni
si fa, in altre no, che alcuni insegnanti lo fanno, altri no?
Dove si fa, il registro di classe é una specie di "campo di battaglia"
:-)


Per fortuna la legge
>53 prevede, in luogo del computo delle assenze orarie disciplina per
>disciplina, l'obbligo di frequenza

non si dovrà pur sempre tenere, in progress, il conto del n. delle
assenze già fatte?
Infatti, dal "tetto" a disposizione di ogni studente (1/4 dell'orario
annuo *personalizzato*, v. Dlgs. 23 gennaio 2004, art. 11,comma 1),
andranno sottratte - man mano - le ass. non giustificate...
Non si risolve il "tetto" in una specie di franchigia?

O il calcolo la scuola lo farà alla fine dell'anno? (lo studente
se lo farà ogni volta...)

E se lo studente avrà già superato il "tetto" (es.) a metà anno sc.,
che succederà? Continuerà a frequentare pur sapendo che la
validità dell'anno é già pregiudicata?
Continuerà ad avere l'obbligo di frequenza?

Nello stesso comma 1, si legge:
"Per casi eccezionali, le istituzioni scolastiche possono
autonomamente stabilire motivate deroghe al suddetto limite."?
I casi eccezionali saranno individuati "strada facendo" o
in sede di scrutinio finale?

Insomma, secondo me, il marchingegno pone una serie di
interrogativi - e non esclude un maggior lavoro degli insegnanti
nella contabilizzazione delle assenze (da giustificare/non
giustificate/ sommate/sottratte...)

Stefano

unread,
Mar 18, 2004, 7:20:31 PM3/18/04
to

"Federico Spano`" <fsp...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:69gj50tal0vtmq8po...@4ax.com...

> Il Thu, 18 Mar 2004 00:21:50 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> apparentemente
> scrisse:
>
> >
> >"Federico Spano`" <fsp...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
> >news:k7mh50hju54da7llp...@4ax.com...
> >> Il Wed, 17 Mar 2004 22:56:35 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> apparentemente
> >> scrisse:
> >>
> >> >Se ti riferisci alla legge del 28 marzo 2003 n.53 mi hai fatto venire
il
> >> >dubbio
> >> >ma non ho trovato nessun riferimento al numero minimo di giorni di
> >presenza
> >> >a scuola
> >> >per evitare di essere bocciati.
> >>
> >> Vuoi dire che il decreto attuativo non ti interessa?
> >
> >Non mi pare che sia uscito quello per le superiori.
>
> Ma stavamo parlando delle medie.

Suppongo tu ti riferisca alle *medie inferiori*,
io mi riferivo alle *medie superiori*, comunque ci siamo capiti.

Ciao.

Stefano


Stefano

unread,
Mar 18, 2004, 7:23:28 PM3/18/04
to

"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:405904a6...@news.tiscali.it...
[CUT]

> >introdurre un numero minimo di giorni di
> >frequenza ai fini della promozione.
>
> così, alle tradizionali assenze (da giustificare) si aggiungerebbero

> anche quelle legalizzate...
>
> >Se non si frequenta per almeno quei giorni
>
> quindi, non dovrebbero/potrebbero nemmeno ammalarsi...
>
> A meno che non si ammalassero solo nei giorni di assenza,
> diciamo così, legale.

>
>
> si dovrebbe essere bocciati.
>
> e perché? Assentarsi per (es. 200 x 1/3) 66 giorni é diverso
> che assentarsi per 67?

Perchè se uno non frequenta almeno metà dei giorni di lezione non ha capito
nulla di quello che hanno
detto a scuola e non merita di essere promosso.

Se poi vogliamo fare della scuola una specie di una università con frequenza
non obbligatoria allora
ne possiamo discutere, ma se la frequenza è obbligatoria ci dovrebbe essere
un massimo numero
di assenze permesse, altrimenti è tutta una baggianata la questione di cui
stiamo discutendo.

Ciao.

Stefano


Stefano

unread,
Mar 18, 2004, 7:30:13 PM3/18/04
to

"Marco" <marco...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:945e375f.04031...@posting.google.com...

> "Stefano" <n...@nd.com> wrote in message
news:<el36c.77323$FJ6.2...@twister1.libero.it>...
>
> > Direi che il problema che si pone è se sia lecito per la scuola
giudicare la
> > serietà dei motivi
> > dichiarati.
> >
> > A mio avviso non lo è.
> >
>
> la scuola ha il DOVERE di valutare i motivi dichiarati, sennò come fa
> a giustificare o meno?

Ho scritto "a mio avviso non è lecito" mi pareva abbastanza chiaro.

Attualmente la scuola non ha nessun metodo *oggettivo* affinchè la
valutazione
dei motivi dichiarati sia da considerarsi certa, ragion per cui
non ha alcun senso affidare un tale dovere.

O "la scuola" crede in quello che le si dice oppure può anche fare a meno di
far finta di indagare sull'effettivo motivo
dell'assenza.

lefthand

unread,
Mar 19, 2004, 11:41:36 PM3/19/04
to
On Thu, 18 Mar 2004 18:35:49 +0100, Federico Spano` wrote:

> Come credo di aver spiegato in un altro messaggio, si tratta di alunni
> di seconda media che sono stati tenuti a casa dalla famiglia in
> occasione dello sciopero, dato che gli impegni di lavoro dei genitori
> impedivano di accompagnarli a scuola per verificare se potevano
> entrare o no.

Ma che siamo impazziti? il DS ha l'obbligo di informare le famiglie dello
sciopero proprio perché queste possano decidere di tenere a casa i
ragazzi! Che senso avrebbe altrimenti informare che non è garantito il
servizio?
Avevo capito che fosse uno sciopero dei ragazzi: così è pazzesco.

--
La luce e' la mano sinistra delle tenebre,
e le tenebre la mano destra della luce.
(Ursula K. Le Guin)


abba

unread,
Mar 19, 2004, 7:37:19 AM3/19/04
to
On Fri, 19 Mar 2004 00:23:28 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> wrote:

>
>"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
>news:405904a6...@news.tiscali.it...

[CUT]

>> si dovrebbe essere bocciati.


>>
>> e perché? Assentarsi per (es. 200 x 1/3) 66 giorni é diverso
>> che assentarsi per 67?
>
>Perchè se uno non frequenta almeno metà dei giorni di lezione non ha capito
>nulla di quello che hanno
>detto a scuola e non merita di essere promosso.

e quale sarebbe la differenza nell'apprendimento
tra uno che abbia frequentato la metà ed uno che
abbia frequentato la metà --1?


>
>Se poi vogliamo fare della scuola una specie di una università con frequenza
>non obbligatoria allora
>ne possiamo discutere,

per me, non si discute: l'obbligo di frequenza
nella scuola va mantenuto, se non vogliamo
l'evasione generale dell'istruzione di base...

ma se la frequenza è obbligatoria ci dovrebbe essere
>un massimo numero
>di assenze permesse,

il CdC valuta, per ogni alunno, il rapporto quantità di
assenze/qualità delle conoscenze acquisite...
perché questa facoltà gli deve essere sottratta?

altrimenti è tutta una baggianata la questione di cui
>stiamo discutendo.

la baggianata é pretendere la misura del metro (quanti
cm. é stato assente?)
Le "misurazioni" nella Scuola sono altre - e si chiamano
valutazioni didattiche...

Gioachino Colombrita

unread,
Mar 19, 2004, 7:47:14 AM3/19/04
to
On Fri, 19 Mar 2004 12:37:19 GMT, ab...@freemail.it (abba) wrote:


>
>e quale sarebbe la differenza nell'apprendimento
>tra uno che abbia frequentato la metà ed uno che
>abbia frequentato la metà --1?
>>

Come ben sai nel diritto ci sono delle presunzioni: se cosi' non fosse
potrei chiederti quale sarebbe la differenza tra chi ha 18 anni e chi
18-1 giorno...

Gioachino Colombrita
Cesena

Massimo Manca

unread,
Mar 19, 2004, 8:24:58 AM3/19/04
to
abba wrote:


> e quale sarebbe la differenza nell'apprendimento
> tra uno che abbia frequentato la metà ed uno che
> abbia frequentato la metà --1?

la differenza che c'è tra viaggiare un chilometro sopra il limite di
velocità e un chilometro sotto.

Marco

unread,
Mar 19, 2004, 10:59:40 AM3/19/04
to
non la vedo così. Il riferimento analogico corretto mi sembra quello
degli esami di corsi con obbligo di frequenza (es. seminari
all'università).

Ogni assenza può pregiudicare la promozione, non rileva se sia o meno
giustificata. Giustificare le assenze costituisce dovere scolastico
eventualmente sanzionabile se disatteso, ma alla fine per la
promozione conterà solo la frequenza.

Casi eccezionali di deroga saranno quelli per cui l'istituzione sarà
inopinatamente inagibile, come in caso di elezioni, terremoti,
attentati dinamitardi, disinfezione dei locali, trasloco della scuola,
scioperi del personale regolarmente indetti, neve, spazzatura
incombente ecc., ma NON la "giustificazione" delle assenze per cause
non imputabili alla (o rilevabili direttamente dalla) scuola, come
malattia, gravidanze, ritardo del treno, impedimento da detenzione,
scioperi studenteschi o simili.

Del resto se tu nell'anno di prova fai 179 giorni invece di 180, pensi
che ci sia qualche "giustificazione" che tenga? NON lo superi e
NESSUNO ci può fare qualcosa.

Quanto al "tetto"... non si può mai essere sicuri... anche quando i
docenti avevano i 45gg di congedo per "motivi di salute" (cioè,
stavano troppo bene!) alcuni se li centellinavano in modo da
sfruttarli integralmente ogni anno... però ne conservavano sempre un
po' perché non si sa mai che si ammalassero davvero!

E poi apprezzo molto lo spirito della disposizione: non conta tanto
puntualizzare le MANCANZE dell'alunno, ma evidenziare invece la
POSITIVITA' della sua presenza.

L'obbligo, lo dice la parola stessa, fondato costituzionalmente, non
viene meno perché ormai l'alunno ha perso la speranza della
promozione. Infatti il suo è un diritto dovere alla
formazione-educazione-istruzione, NON alla promozione!!! Anzi la
riforma precisa che anche le attività integrative una volta scelte
diventano "obbligatorie" e "curricolari".

Se l'assenza, magari arbitraria, divenisse alla lunga giustificazione
di sé stessa cadrebbe evidentemente lo stesso concetto di obbligo
scolastico... non sta in piedi.

Marco

ab...@freemail.it (abba) wrote in message news:<4059f22a...@news.tiscali.it>...

Federico Spano`

unread,
Mar 19, 2004, 2:48:14 PM3/19/04
to
Il Fri, 19 Mar 2004 12:47:14 GMT, Gioachino Colombrita
<colom...@libero.it> apparentemente scrisse:

>Come ben sai nel diritto ci sono delle presunzioni:

''I giudici sono come le rockstar, possono fare quello che vogliono''
(Courtney Love, poche ore prima di essere arrestata)

Stefano

unread,
Mar 19, 2004, 6:27:41 PM3/19/04
to

"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:405ae97d...@news.tiscali.it...

> On Fri, 19 Mar 2004 00:23:28 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> wrote:
>
> >
> >"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
> >news:405904a6...@news.tiscali.it...
>
> [CUT]
>
> >> si dovrebbe essere bocciati.
> >>
> >> e perché? Assentarsi per (es. 200 x 1/3) 66 giorni é diverso
> >> che assentarsi per 67?
> >
> >Perchè se uno non frequenta almeno metà dei giorni di lezione non ha
capito
> >nulla di quello che hanno
> >detto a scuola e non merita di essere promosso.
>
> e quale sarebbe la differenza nell'apprendimento
> tra uno che abbia frequentato la metà ed uno che
> abbia frequentato la metà --1?

Ha partecipato a meno lezioni e questo è un fatto oggettivo (sempre se si
vuole come ho detto, mantenere la frequenza obbligatoria e quindi
darea importanza ad un certo periodo di partecipazione in classe)

> >Se poi vogliamo fare della scuola una specie di una università con
frequenza
> >non obbligatoria allora
> >ne possiamo discutere,
>
> per me, non si discute: l'obbligo di frequenza
> nella scuola va mantenuto, se non vogliamo
> l'evasione generale dell'istruzione di base...

Allora non dovresti discutere nemmeno di un "rigido"(o se preferisci
chiamarlo chiaro) numero minimo di lezioni da seguire.

> ma se la frequenza è obbligatoria ci dovrebbe essere
> >un massimo numero
> >di assenze permesse,
>
> il CdC valuta, per ogni alunno, il rapporto quantità di
> assenze/qualità delle conoscenze acquisite...
> perché questa facoltà gli deve essere sottratta?

E' questo il problema, perchè mai il CdC dovrebbe avere il potere di
decidere quanto importante sia per l'alunno
l'aver seguito un certo numero di giorni piuttosto che un altro?
Secondo me questo è un punto che dovrebbe essere fissato da una legge dello
stato e non da un semplice dibattito
nel CdC.

> altrimenti è tutta una baggianata la questione di cui
> >stiamo discutendo.
>
> la baggianata é pretendere la misura del metro (quanti
> cm. é stato assente?)
> Le "misurazioni" nella Scuola sono altre - e si chiamano
> valutazioni didattiche...

Sono completamente in disaccordo su questo punto. Molto spesso si fanno
delle discriminazioni in proposito e
se ci fosse invece un ben preciso indice di riferimento (numero minimo di
presenze) sarebbe tutto più chiaro e
meno frustrante, sia per lo studente, che per la famiglia dello studente.

A proposito delle valutazioni del CdC, vorrei citare un piccolo aneddoto
riguardante un episodio a cui ho assistito
qualche anno fa: un mio collega era stato offeso da un alunno ed
ingenuamente il collega aveva chiesto di ottenere un CdC
straordinario per decidere di una eventuale sospensione. La conclusione è
stata che molti colleghi hanno votato contro la sospensione
con la motivazione seguente: "con me il ragazzo va bene e non mi da problemi
quindi la colpa è tua" (poi l'alunno ha continuato a comportarsi
male in più sostenuto da questa "sentenza" in sui favore che avvallava i
suoi comportamenti). Sia chiaro che l'alunno ha ammesso di aver offeso
l'insegnante.

Premettendo che per conto mio una sospensione non è mai auspicabile dal
punto di vista del sottoscritto e dei miei colleghi insegnanti, visto
che tutto questo si traduce in lavoro extra, ed eventuali offese in più
quando l'alunno sospeso rientra, nel caso dell'aneddoto ho assistito a
quello
che secondo me non dovrebbe succedere a scuola, e cioè che alcuni punti
fondamentali relativi al comportamento degli allievi siano
ignorati completamente.

(Spero si voglia riflettere sul fatto che non tutte le scuole sono dei licei
scientifici)

Ciao.

Stefano


Stefano

unread,
Mar 19, 2004, 6:28:52 PM3/19/04
to

"lefthand" <mia...@casamia.it> ha scritto nel messaggio
news:pan.2004.03.20....@casamia.it...

> On Thu, 18 Mar 2004 18:35:49 +0100, Federico Spano` wrote:
>
> > Come credo di aver spiegato in un altro messaggio, si tratta di alunni
> > di seconda media che sono stati tenuti a casa dalla famiglia in
> > occasione dello sciopero, dato che gli impegni di lavoro dei genitori
> > impedivano di accompagnarli a scuola per verificare se potevano
> > entrare o no.
>
> Ma che siamo impazziti? il DS ha l'obbligo di informare le famiglie dello
> sciopero proprio perché queste possano decidere di tenere a casa i
> ragazzi! Che senso avrebbe altrimenti informare che non è garantito il
> servizio?
> Avevo capito che fosse uno sciopero dei ragazzi: così è pazzesco.

Sottoscrivo.


abba

unread,
Mar 19, 2004, 7:15:10 PM3/19/04
to
On 19 Mar 2004 07:59:40 -0800, marco...@tin.it (Marco) wrote:

>
>Ogni assenza può pregiudicare la promozione, non rileva se sia o meno
>giustificata. Giustificare le assenze costituisce dovere scolastico
>eventualmente sanzionabile se disatteso, ma alla fine per la
>promozione conterà solo la frequenza.


E come può mai contare solo la frequenza...?

Dalla C.M. 29/04, 3.5 - Valutazione

"Il comma 1 dell'articolo 11 del decreto dispone che, ai fini della
validità dell'anno scolastico, ciascun alunno deve maturare una
frequenza minima di tre quarti dell'orario annuale obbligatorio e
facoltativo prescelto."
(omissis)
"Sono oggetto di valutazione tutti gli apprendimenti, sia quelli
connessi agli orari obbligatori, sia quelli riferiti agli orari
facoltativi opzionali scelti dagli studenti."

Quindi, se un alunno verrà valutato come sufficiente in tutte
le discipline - ed avrà frequentato per 667 ore (oppure 815) -
l'anno non verrà considerato valido?
Uhm... c'é qualcosa che non va...

>Casi eccezionali di deroga saranno quelli per cui l'istituzione sarà
>inopinatamente inagibile, come in caso di elezioni, terremoti,
>attentati dinamitardi, disinfezione dei locali, trasloco della scuola,
>scioperi del personale regolarmente indetti, neve, spazzatura
>incombente ecc., ma NON la "giustificazione" delle assenze per cause
>non imputabili alla (o rilevabili direttamente dalla) scuola, come
>malattia, gravidanze, ritardo del treno, impedimento da detenzione,
>scioperi studenteschi o simili.

chissà perché da un po' di giorni mi risuona nelle orecchie
l'espressione "tarallucci e vino"... Voglio vedere il dirigente
scolastico opporre l'eroico petto al genitore inferocito... ;-DD

>
>Del resto se tu nell'anno di prova fai 179 giorni invece di 180, pensi
>che ci sia qualche "giustificazione" che tenga? NON lo superi e
>NESSUNO ci può fare qualcosa.

Vero. - A ricordarlo alle famiglie ci penserà il ds... oppure
delegherà qualcun altro, per es., il tutor...


>
>Quanto al "tetto"... non si può mai essere sicuri... anche quando i
>docenti avevano i 45gg di congedo per "motivi di salute" (cioè,
>stavano troppo bene!) alcuni se li centellinavano in modo da
>sfruttarli integralmente ogni anno... però ne conservavano sempre un
>po' perché non si sa mai che si ammalassero davvero!

noi, però, stiamo parlando di *ragazzini*, che possono anche marinare
la scuola senza che la famiglia ne sappia nulla...

>
>E poi apprezzo molto lo spirito della disposizione: non conta tanto
>puntualizzare le MANCANZE dell'alunno, ma evidenziare invece la
>POSITIVITA' della sua presenza.

Sì, nella disposizione vedo la parola "frequenza" - ma non vi vedo
la novità... spirituale :-)
Quale docente non ha mai pensato e non ha mai ricordato ad alunni
e genitori che la presenza in classe é positiva?


>
>L'obbligo, lo dice la parola stessa, fondato costituzionalmente, non
>viene meno perché ormai l'alunno ha perso la speranza della
>promozione.

secondo me, non la deve perdere per nulla...

Infatti il suo è un diritto dovere alla
>formazione-educazione-istruzione,

La legge 53/03, Art.2.1.c) recita:
"La fruizione dell'offerta di istruzione e formazione
costituisce un dovere legislativamente sanzionato;"

Il Dlgs. 297/94, all'art. 114, recita:
" 5. Ove essa* non provi di procurare altrimenti l'istruzione degli
obbligati o non giustifichi con motivi di salute, o con altri
impedimenti gravi, l'assenza dei fanciulli dalla scuola pubblica,
o non ve li presenti entro una settimana dall'ammonizione, il sindaco
procede ai sensi dell'articolo 331 del codice di procedura penale.
Analoga procedura è adottata in caso di assenze ingiustificate
durante il corso dell'anno scolastico tali da costituire elusione
dell'obbligo scolastico.
6. Si considerano giustificate le assenze dalla scuola di cui
all'articolo 17, comma 4 **, della legge 22 novembre 1988, n. 516 e
all'articolo 4, comma 4 ***, della legge 8 marzo 1989 n. 101."

Quindi: non solo qui si parla di assenze giustificate (e da ritenere
tali) e di assenze ingiustificate - ma si dice pure che quelle
ingiustificate prevedono l'intervento del sindaco se *tali da
costituire* elusione dell'obbligo...

Forse sono stati abrogati i commi 5 e 6 dell'art.114? - No.
Sono state abrogate le norme richiamate nel comma 6? - No.
Il Dlgs recita che la frequenza di *meno* di 3/4 dell'orario
annuale personalizzato costituisce elusione dell'obbligo? - No.

Quindi, esistono ancora le assenze giustificate e le assenze
ingiustificate...


NON alla promozione!!!

(ovviamente!!!)

---------------

* la persona responsabile dell'adempimento.
** 4. Si considerano giustificate le assenze degli alunni avventisti
dalla scuola nel giorno di sabato su richiesta dei genitori o
dell'alunno se maggiorenne.
*** 4. Si considerano giustificate le assenze degli alunni ebrei
dalla scuola nel giorno di sabato su richiesta dei genitori
o dell’alunno se maggiorenne.

abba

unread,
Mar 19, 2004, 10:56:29 PM3/19/04
to

Certo, a volte nessuna, a volte enorme... Ma siccome
la mettiamo sul piano del diritto: su questo piano é prevista
dal Dlgs. 297/94 la possibilità di giustificare le assenze
(v. la mia risposta a Marco <405b8cfd...@news.tiscali.it>)

abba

unread,
Mar 19, 2004, 10:56:46 PM3/19/04
to
On Fri, 19 Mar 2004 23:27:41 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> wrote:

>
>"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio

>news:405ae97d...@news.tiscali.it...


>> e quale sarebbe la differenza nell'apprendimento
>> tra uno che abbia frequentato la metà ed uno che
>> abbia frequentato la metà --1?
>
>Ha partecipato a meno lezioni e questo è un fatto oggettivo (sempre se si
>vuole come ho detto, mantenere la frequenza obbligatoria e quindi
>darea importanza ad un certo periodo di partecipazione in classe)

Se é per questo, ci sono certe mummie che frequentano tutto l'anno,
senza assentarsi quasi mai... Secondo il Dlgs tuo ragionamento,
dovrebbero essere promosse...

>>
>> per me, non si discute: l'obbligo di frequenza
>> nella scuola va mantenuto, se non vogliamo
>> l'evasione generale dell'istruzione di base...
>
>Allora non dovresti discutere nemmeno di un "rigido"(o se preferisci
>chiamarlo chiaro) numero minimo di lezioni da seguire.
>

Esatto. "Un congruo numero di presenze" (o assenze) saprà ben
constatarlo un intero CdC - o no?


>> il CdC valuta, per ogni alunno, il rapporto quantità di
>> assenze/qualità delle conoscenze acquisite...
>> perché questa facoltà gli deve essere sottratta?
>
>E' questo il problema, perchè mai il CdC dovrebbe avere il potere di
>decidere quanto importante sia per l'alunno
>l'aver seguito un certo numero di giorni piuttosto che un altro?

Ah, bèh, allora dillo subito che per te il CdC non si deve occupare
della valutazione...

>Secondo me questo è un punto che dovrebbe essere fissato da una legge dello
>stato e non da un semplice dibattito
>nel CdC.

Ah, quindi deve essere "una legge dello stato" a decidere in sede di
scrutinio finale quanto importante sia stato per il singolo alunno
l'aver seguito un certo numero di giorni piuttosto che un altro...
Andiamo bene! :-)
E perché non decide pure quante date dovrà aver imparato, quanti
disegnini dovrà aver fatto, quante volte dovrà aver suonato il
pianoforte nell'ora di musica? ecc. ecc.


>> Le "misurazioni" nella Scuola sono altre - e si chiamano
>> valutazioni didattiche...

>se ci fosse invece un ben preciso indice di riferimento (numero minimo di


>presenze) sarebbe tutto più chiaro e

allora, si lasci ai CdC di regolarsi in proposito, si lasci ai Collegi
dei Docenti... si lasci alla Scuola (s maiuscola)... invece di
dettare dal soglio...

>Premettendo che per conto mio una sospensione non è mai auspicabile dal
>punto di vista del sottoscritto e dei miei colleghi insegnanti, visto
>che tutto questo si traduce in lavoro extra, ed eventuali offese in più
>quando l'alunno sospeso rientra, nel caso dell'aneddoto ho assistito a

stai dicendo, quindi, che un provvedimento come la "sospensione"
é fallimentare? Sono d'accordo con te: nella maggior parte dei casi
non serve a nulla... Sia eliminato dalla legislazione scolastica...

>che secondo me non dovrebbe succedere a scuola, e cioè che alcuni punti
>fondamentali relativi al comportamento degli allievi siano
>ignorati completamente.

intendi dire che se i ragazzi sono maleducati (o continuano ad
esserlo), la colpa, in fondo, é dei colleghi?

>(Spero si voglia riflettere sul fatto che non tutte le scuole sono dei licei
>scientifici)

non ci sono scuole di serie A, di serie B, C, D, ... Z.
Ci sono docenti stressati dal degrado che anni e anni
di arretramenti socio-culturali hanno riversato sulla Scuola...
E non saranno i morattiani 3/4 di orario annuale personalizzato
a risollevare le loro sorti...

Marco

unread,
Mar 20, 2004, 12:25:20 PM3/20/04
to
stiamo dicendo la stesse cose, mi sembra! l'unica differnza è che tu
ritieni che la giustificazione delle assenze rlevi quanto alla
"presenza" al monte ore necessario (ma non sufficiente) per la
promozione, mentre io penso che trattasi di questioni distinte;

UNO CONTO è l'ASSENZA da o meno giustificare dato anche il rilievo
costituzionale dell'obbligo scolastico;

ALTRO è il monte ore da FREQUENTARE per poter essere pregiudizialmente
promossi, poi è ovvio che ANCHE la valutazione "disciplinare" nel
duplice senso debba essere positiva.

Che l'alunno debba giustificare le assenze rimane dovere FORTE
legalmente sanzionato. Che l'alunno debba frequentare la scuola, pure.
Che l'alunno debba comunque accumulare il "credito" di tot giorni di
presenza per essere promosso ANCHE (e qui si diverge dall'iniziale
previsione) tenendo conto dei laboratori aggiuntivi, è la novella
della 53.

Le deroghe secondo me sono da riferirsi all'eventualità che la SCUOLA
non abbia potuto per vari motivi offrire i 200 (o 198) giorni previsti
(o equivalenti), non a circostanze riferentesi all'ALUNNO. Per
esempio è ovvio che una scuola che abbia offerto le 900 ore in 200
giorni farà un calcolo lievemente diverso da quella che ne ha offerte
891 in 198. Non in proporzione che sarà identica, ma in assoluto nel
conteggio orario. Tra le assenze che a mio avviso non potranno essere
derogate vi sono anche le eventuali sospensioni (rare, ma in linea di
principio è giusto prevederle).

E qui abbiamo il signore che si prenderà la briga di conteggiare: il
tutor, da te giustamente citato. Infatti gli attuali coordinatori si
guardano bene! Ci sono registri di classe dove a fine d'anno
destreggiarsi tra assenze giustificate o meno, fogli numerati di
libretti personali, ammissioni in ritardo o uscite anticipate,
certificati medici, partecipazione o meno a uscite didattiche e/o
visite guidate e/o viaggi "distruzione"... abbinamenti di classi,
scoperi, supplenze, sostituzioni, moduli, progetti, gruppi e squadre è
lavoro che richiede una ventina di ore a dir poco! E il risultato
sarebbe una desolante motivazione in sede di promozione: "nonostante
l'alunno abbia disatteso la frequenza e non abbia giustificato
numerose assenze.." ma chi si AUTODENUNCIA così? meglio far finta che
tutto vada bene, perché ogni assenza sospetta dovrebbe essere
accompagnata da informazione tempestiva alle famiglie...

Naturalmente è una mia interpretazione, se vuoi restrittiva, ma
ritengo nello spirito della riforma e della lotta alla dispersione
scolastica.

Ciao e grazie della citazione così esaustiva.

Marco

ab...@freemail.it (abba) wrote in message news:<405b8cfd...@news.tiscali.it>...

> o dell?alunno se maggiorenne.

Stefano

unread,
Mar 20, 2004, 4:08:00 PM3/20/04
to

"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:405bc0f0...@news.tiscali.it...
[CUT]

> >Ha partecipato a meno lezioni e questo è un fatto oggettivo (sempre se si
> >vuole come ho detto, mantenere la frequenza obbligatoria e quindi
> >darea importanza ad un certo periodo di partecipazione in classe)
>
> Se é per questo, ci sono certe mummie che frequentano tutto l'anno,
> senza assentarsi quasi mai... Secondo il Dlgs tuo ragionamento,
> dovrebbero essere promosse...

No, la frequenza è solo una condizione *necessaria* e *non sufficiente* alla
promozione.

[CUT]


> >Allora non dovresti discutere nemmeno di un "rigido"(o se preferisci
> >chiamarlo chiaro) numero minimo di lezioni da seguire.
> >
> Esatto. "Un congruo numero di presenze" (o assenze) saprà ben
> constatarlo un intero CdC - o no?

Secondo me no. Si rischierebbero solamente discriminazioni su di un fatto
oggettivo come è quello
della presenza a scuola.

[CUT]


> >E' questo il problema, perchè mai il CdC dovrebbe avere il potere di
> >decidere quanto importante sia per l'alunno
> >l'aver seguito un certo numero di giorni piuttosto che un altro?
>
> Ah, bèh, allora dillo subito che per te il CdC non si deve occupare
> della valutazione...

Per me non si dovrebbe occupare di discutere di fatti oggettivi come le
presenze minime.

> >Secondo me questo è un punto che dovrebbe essere fissato da una legge
dello
> >stato e non da un semplice dibattito
> >nel CdC.
>
> Ah, quindi deve essere "una legge dello stato" a decidere in sede di
> scrutinio finale quanto importante sia stato per il singolo alunno
> l'aver seguito un certo numero di giorni piuttosto che un altro...
> Andiamo bene! :-)

Rimango perplesso nel constatare che tu ritenga una tale decisione meno
obiettiva di quella di un consiglio di classe
che promuova un alunno che è stato presente solamente ad un quinto delle
lezioni(supponendo "validi" secondo il CdC i motivi
della promozione e quindi sufficienti il numero di giorni di presenza).

A questo punto facciamo decidere ad ogni scuola il numero di giorni di
lezione, variabili a seconda dell'allievo, anzi facciamoli decidere da ogni
CdC! :)

> E perché non decide pure quante date dovrà aver imparato, quanti
> disegnini dovrà aver fatto, quante volte dovrà aver suonato il
> pianoforte nell'ora di musica? ecc. ecc.

Questo non c'entra nulla.

[CUT]


> >se ci fosse invece un ben preciso indice di riferimento (numero minimo di
> >presenze) sarebbe tutto più chiaro e
>
> allora, si lasci ai CdC di regolarsi in proposito, si lasci ai Collegi
> dei Docenti... si lasci alla Scuola (s maiuscola)... invece di
> dettare dal soglio...

Per conto mio questo significa rendere forzatamente non oggettiva una
valutazione che intrinsecamente lo è.

> >Premettendo che per conto mio una sospensione non è mai auspicabile dal
> >punto di vista del sottoscritto e dei miei colleghi insegnanti, visto
> >che tutto questo si traduce in lavoro extra, ed eventuali offese in più
> >quando l'alunno sospeso rientra, nel caso dell'aneddoto ho assistito a
>
> stai dicendo, quindi, che un provvedimento come la "sospensione"
> é fallimentare? Sono d'accordo con te: nella maggior parte dei casi
> non serve a nulla... Sia eliminato dalla legislazione scolastica...

E' evidente che sarebbe molto più utile una espulsione dalla scuola con
impossibilità per l'alunno di iscriversi per quell'anno
in altre scuole. In questo modo si salvaguarderebbero le migliai di alunni a
cui tocca sopportare i capricci di pochi alunni
disturbatori.

Molto spesso si pensa erroneamente a *tutelare* l'alunno disturbatore
fregandosene altamente della vittima del suo comportamento,
e questo è *inaccettabile* in un paese civile. Questo l'ho visto nella
scuola dove insegno ora e in alcune in cui ho insegnato in passato.

L'alunno disturbatore dovrebbe essere fermato subito e non messo sulle
spalle dei suoi compagni di classe. A mio avviso questa cosa
di lasciarlo in classe anche dopo avergli dato alcune possibilità di
"redimersi" è una forma di cattiveria.

> >che secondo me non dovrebbe succedere a scuola, e cioè che alcuni punti
> >fondamentali relativi al comportamento degli allievi siano
> >ignorati completamente.
>
> intendi dire che se i ragazzi sono maleducati (o continuano ad
> esserlo), la colpa, in fondo, é dei colleghi?

Intendo dire quello che ho detto, ne più, ne meno.

> >(Spero si voglia riflettere sul fatto che non tutte le scuole sono dei
licei
> >scientifici)
>
> non ci sono scuole di serie A, di serie B, C, D, ... Z.
> Ci sono docenti stressati dal degrado che anni e anni
> di arretramenti socio-culturali hanno riversato sulla Scuola...
> E non saranno i morattiani 3/4 di orario annuale personalizzato
> a risollevare le loro sorti...

Dipende dal significato che tu dai alle "serie" in questione.
Dire che i comportamenti degli alunni nelle scuole è sempre lo stesso in
qualsiasi istituto tu vada è una cosa falsa, spero tu non abbia inteso
questo.

Ciao.

Stefano


Marco

unread,
Mar 21, 2004, 6:22:57 AM3/21/04
to
"Stefano" <n...@nd.com> wrote in message news:<Qo27c.79889$Kc3.2...@twister2.libero.it>...

> "abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
> news:405bc0f0...@news.tiscali.it...
> [CUT]

> No, la frequenza è solo una condizione *necessaria* e *non sufficiente* alla
> promozione.

ecco l'hai detto in una frase.

>
>
> Secondo me no. Si rischierebbero solamente discriminazioni su di un fatto
> oggettivo come è quello
> della presenza a scuola.

esatto, anche perché nei CC ci saranno anche i genitori...


>
>
> Per me non si dovrebbe occupare di discutere di fatti oggettivi come le
> presenze minime.

infatti, penso che l'eventuale derogabilità (riguardante l'offerta,
non l'alunno assenteista) dovrebbe essere deliberata da un organo
sovrapposto al CC.


>

> Rimango perplesso nel constatare che tu ritenga una tale decisione meno
> obiettiva di quella di un consiglio di classe
> che promuova un alunno che è stato presente solamente ad un quinto delle
> lezioni(supponendo "validi" secondo il CdC i motivi
> della promozione e quindi sufficienti il numero di giorni di presenza).
>
> A questo punto facciamo decidere ad ogni scuola il numero di giorni di
> lezione, variabili a seconda dell'allievo, anzi facciamoli decidere da ogni
> CdC! :)

infatti, il CC spesso pro bono pacis edulcora la realtà, altro che
telegiornali!


>
> Questo non c'entra nulla.

infatti, se bastasse la competenza comunque acquisita, la scuola non
sarebbe "obbligatoria": basterebbe rendere obbligatori gli "esami"
come nella Cina dei mandarini.


> >
> Per conto mio questo significa rendere forzatamente non oggettiva una
> valutazione che intrinsecamente lo è.

infatti.

>
> E' evidente che sarebbe molto più utile una espulsione dalla scuola con
> impossibilità per l'alunno di iscriversi per quell'anno
> in altre scuole. In questo modo si salvaguarderebbero le migliai di alunni a
> cui tocca sopportare i capricci di pochi alunni
> disturbatori.

se il "disturbo" giunge a comportamenti vessatori è giusto segnalare
la cosa alle Autorità competenti (soprattutto in ordine all'evidente
insufficienza della famiglia come educatrice), ma non penso sia
compatibile l'espulsione generalizzata di questo tipo di alunni dalle
scuole, stante il disposto costituzionale dell'obbligo che si traduce
poi innanzitutto come "obbligo di frequenza".

Potrebbe essere una strada, ma non è quella compatibile con il nostro
ordinamento. Casi eccezionalmente gravi comunque possono giustificare
misure del genere allo scopo di tutelare l'incolumità dei soggetti
della scuola.


>
> Molto spesso si pensa erroneamente a *tutelare* l'alunno disturbatore
> fregandosene altamente della vittima del suo comportamento,
> e questo è *inaccettabile* in un paese civile. Questo l'ho visto nella
> scuola dove insegno ora e in alcune in cui ho insegnato in passato.

Purtroppo è lo stesso meccanismo vittimatorio che si vede benissimo
nei procedimenti penali. Una rilettura di Girard sarebbe d'uopo...


>
> L'alunno disturbatore dovrebbe essere fermato subito e non messo sulle
> spalle dei suoi compagni di classe. A mio avviso questa cosa
> di lasciarlo in classe anche dopo avergli dato alcune possibilità di
> "redimersi" è una forma di cattiveria.

va comunque non promosso, questo è evidente. Personalmente non vedrei
male la valutazione pregressa (disciplinare nel senso pieno del
termine) come criterio della formazione delle sezioni delle classi di
anno in anno... so che per ora appare prematuro un discorso di sezioni
differenziali, ma la "scuola su misura" potrebbe anche voler dire
questo. Del resto se l'offerta base è uguale per tutti e i laboratori
sono per definizione facoltativi rispetto ai SINGOLI alunni, non ne
vedrei la difficoltà tecnica.


> >
> Dipende dal significato che tu dai alle "serie" in questione.
> Dire che i comportamenti degli alunni nelle scuole è sempre lo stesso in
> qualsiasi istituto tu vada è una cosa falsa, spero tu non abbia inteso
> questo.
>

dipende SOPRATTUTTO dal DS. E poi da insegnanti, alunni, genitori,
proprietario dell'edificio, ambiente sociale...

Marco

abba

unread,
Mar 22, 2004, 6:58:08 AM3/22/04
to
On Sat, 20 Mar 2004 21:08:00 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> wrote:

>
>"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
>news:405bc0f0...@news.tiscali.it...
>[CUT]

>> Esatto. "Un congruo numero di presenze" (o assenze) saprà ben
>> constatarlo un intero CdC - o no?
>
>Secondo me no. Si rischierebbero solamente discriminazioni su di un fatto
>oggettivo come è quello
>della presenza a scuola.

ritengo che, invece, occorra proprio discriminare, perciò,
propedeuticamente, il dato sulla "frequenza" non va sottratto
alla valutazione didattica. -

La competenza per distinguere (o, se vogliamo dire così: per
disaggregare il dato) la può avere solo il pull di docenti che
conosce la classe, gli alunni uno per uno...

Per es., é stupido (oltre che, secondo me, illecito), fare rientrare
nell'assenteismo i giorni di malattia o i gg. di assenza per
impedimenti gravi...

>> Ah, quindi deve essere "una legge dello stato" a decidere in sede di

>Rimango perplesso nel constatare che tu ritenga una tale decisione meno


>obiettiva di quella di un consiglio di classe
>che promuova un alunno che è stato presente solamente ad un quinto delle

perché partire dal principio che un CdC sia incapace di capire come e
quando attribuire a ciascuno il suo? Mi sembra un pregiudizio - oltre
che una generalizzazione...

Fermo restando che le norme vanno rispettate - forse che applicare
meccanicamente il risultato di un calcolo... algebrico? é più "giusto"
che indagare il perché e il percome delle assenze sottoponendo a
valutazione anche il dato sulla frequenza?

(prevedo un grande affollamento su questo ng verso i primi di
giugno...)


>> E perché non decide pure quante date dovrà aver imparato, quanti
>> disegnini dovrà aver fatto, quante volte dovrà aver suonato il
>> pianoforte nell'ora di musica? ecc. ecc.
>
>Questo non c'entra nulla.

C'entra, eccome! si comincia con il sottrarre al CdC uno dei
contenuti propri della valutazione (la frequenza) -
per il futuro, gli altri contenuti della valutazione (quelli di ordine
strettamente disciplinare) si spera che non vengano sottratti
anch'essi al CdC...

>> allora, si lasci ai CdC di regolarsi in proposito, si lasci ai Collegi
>> dei Docenti... si lasci alla Scuola (s maiuscola)... invece di
>> dettare dal soglio...
>
>Per conto mio questo significa rendere forzatamente non oggettiva una
>valutazione che intrinsecamente lo è.

é strano come in relazione ad una soglia numerica stabilita a priori
usi proprio il termine "valutazione"... cioé, un termine nel dibattito
intorno al quale si sono versati fiumi di inchiostro proprio per
indagarne l'intrinseco carattere...

Orbene, se la constatazione che l'alunno ha frequentato 3/4
dell'o.a.p. costituisce "valutazione intrinsecamente oggettiva",
possiamo considerare finalmente concluso il dibattito sulla
valutazione... - O no?


>E' evidente che sarebbe molto più utile una espulsione dalla scuola con

cut


>Molto spesso si pensa erroneamente a *tutelare* l'alunno disturbatore

cut


>L'alunno disturbatore dovrebbe essere fermato subito e non messo sulle

ma... abbiamo preso un altro discorso...? La norma dei 3/4
*non* riguarda gli alunni che disturbano...

>> non ci sono scuole di serie A, di serie B, C, D, ... Z.
>> Ci sono docenti stressati dal degrado che anni e anni
>> di arretramenti socio-culturali hanno riversato sulla Scuola...
>> E non saranno i morattiani 3/4 di orario annuale personalizzato
>> a risollevare le loro sorti...
>
>Dipende dal significato che tu dai alle "serie" in questione.
>Dire che i comportamenti degli alunni nelle scuole è sempre lo stesso in
>qualsiasi istituto tu vada è una cosa falsa, spero tu non abbia inteso
>questo.

ho inteso dire che il disagio diffuso a livello socio-culturale non
poteva non investire la Scuola tutta... e che quella norma sulla
presenza degli alunni per almeno 3/4 di o.a.p. non va a migliorare
le condizioni di lavoro dei docenti...


Massimo Manca

unread,
Mar 22, 2004, 8:22:15 AM3/22/04
to
abba wrote:

> La competenza per distinguere (o, se vogliamo dire cosě: per
> disaggregare il dato) la puň avere solo il pull di docenti

O il push?

abba

unread,
Mar 22, 2004, 1:05:55 PM3/22/04
to

D'accordo, ho sbagliato...
grazie dell'avvertimento.


xxx

unread,
Mar 22, 2004, 5:42:39 PM3/22/04
to

Stefano

unread,
Mar 22, 2004, 6:33:06 PM3/22/04
to

"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:405ed4b9...@news.tiscali.it...
[CUT]

> Per es., é stupido (oltre che, secondo me, illecito), fare rientrare
> nell'assenteismo i giorni di malattia o i gg. di assenza per
> impedimenti gravi...

Perchè mai dovrebbe essere stupido? Non si sta giudicando la volontà di
venire a scuola bensì
il numero di giorni in cui si è stati presenti alle lezioni.

> Fermo restando che le norme vanno rispettate - forse che applicare
> meccanicamente il risultato di un calcolo... algebrico? é più "giusto"
> che indagare il perché e il percome delle assenze sottoponendo a
> valutazione anche il dato sulla frequenza?

Certamente è più obiettivo ed anche più giusto a mio avviso per i motivi già
citati.

> (prevedo un grande affollamento su questo ng verso i primi di
> giugno...)

Infatti in quei giorni non si ha un c....o da fare :)

> >> E perché non decide pure quante date dovrà aver imparato, quanti
> >> disegnini dovrà aver fatto, quante volte dovrà aver suonato il
> >> pianoforte nell'ora di musica? ecc. ecc.
> >
> >Questo non c'entra nulla.
>
> C'entra, eccome! si comincia con il sottrarre al CdC uno dei
> contenuti propri della valutazione (la frequenza) -
> per il futuro, gli altri contenuti della valutazione (quelli di ordine
> strettamente disciplinare) si spera che non vengano sottratti
> anch'essi al CdC...

No, non c'entra proprio un tubo. E' come voler associare, alla mancanza di
potere del CdC nei confronti della
gestione delle spese per l'edificio scolastico, una tendenza alla riduzione
futura della facoltà di giudizio degli insegnanti sugli allievi.

La frequenza minima ribadisco non dovrebbe essere lasciata come decisione
del CdC.

> >> allora, si lasci ai CdC di regolarsi in proposito, si lasci ai Collegi
> >> dei Docenti... si lasci alla Scuola (s maiuscola)... invece di
> >> dettare dal soglio...
> >
> >Per conto mio questo significa rendere forzatamente non oggettiva una
> >valutazione che intrinsecamente lo è.
>
> é strano come in relazione ad una soglia numerica stabilita a priori
> usi proprio il termine "valutazione"... cioé, un termine nel dibattito
> intorno al quale si sono versati fiumi di inchiostro proprio per
> indagarne l'intrinseco carattere...

La valutazione è anche quella che fa un ragioniere nei riguardi di spese
sostenute in un determinato periodo dell'anno.
Questo tipo di valutazione è oggettivo. Ce ne sono altri, uno dei quali IMHO
è il numero minimo di giorni di scuola.

> Orbene, se la constatazione che l'alunno ha frequentato 3/4
> dell'o.a.p. costituisce "valutazione intrinsecamente oggettiva",
> possiamo considerare finalmente concluso il dibattito sulla
> valutazione... - O no?

Semplicemente possiamo affermare che una delle condizioni *necessarie* ma
*non sufficienti* per la promozione
è verificata. Da qui in poi possono cominciare i fiumi di inchiostro di cui
parlavi sopra.

> >E' evidente che sarebbe molto più utile una espulsione dalla scuola con
> cut
> >Molto spesso si pensa erroneamente a *tutelare* l'alunno disturbatore
> cut
> >L'alunno disturbatore dovrebbe essere fermato subito e non messo sulle
>
> ma... abbiamo preso un altro discorso...? La norma dei 3/4
> *non* riguarda gli alunni che disturbano...

Si, è proprio un altro discorso.... ci ero arrivato pensando
all'obbiettività di certi consigli di classe.

[CUT]


> >Dipende dal significato che tu dai alle "serie" in questione.
> >Dire che i comportamenti degli alunni nelle scuole è sempre lo stesso in
> >qualsiasi istituto tu vada è una cosa falsa, spero tu non abbia inteso
> >questo.
>
> ho inteso dire che il disagio diffuso a livello socio-culturale non
> poteva non investire la Scuola tutta... e che quella norma sulla
> presenza degli alunni per almeno 3/4 di o.a.p. non va a migliorare
> le condizioni di lavoro dei docenti...

I 3/4 di o.a.p (che non so cosa voglia dire ma suppongo siano giorni di
frequnza per anno scolastico) non li ho citati io, ad
ogni modo stai certa che migliorerebbe la situazione, rendendo
*obbligatoria* la bocciatura di certe persone che
non frequentano quasi mai, ma che sono promosse lo stesso perchè certi CdC
gli danno il "beneficio del dubbio" e probabilmente
anche perchè sarebbero altrimenti minacciati fisicamente.

Ciao.

Stefano


Stefano

unread,
Mar 22, 2004, 6:34:06 PM3/22/04
to

"xxx" <x...@lz.z.z> ha scritto nel messaggio
news:zZJ7c.88229$z23.3...@news3.tin.it...

> "Stefano" <n...@nd.com> wrote:
>
> >Per me non si dovrebbe occupare di discutere di fatti oggettivi

non ho mai capito queste citazioni. Sei d'accordo con la citazione o no? :)


abba

unread,
Mar 23, 2004, 10:00:23 AM3/23/04
to
On Mon, 22 Mar 2004 23:33:06 GMT, "Stefano" <n...@nd.com> wrote:

>
>"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
>news:405ed4b9...@news.tiscali.it...
>[CUT]
>> Per es., é stupido (oltre che, secondo me, illecito), fare rientrare
>> nell'assenteismo i giorni di malattia o i gg. di assenza per
>> impedimenti gravi...
>
>Perchè mai dovrebbe essere stupido? Non si sta giudicando la volontà di
>venire a scuola bensì
>il numero di giorni in cui si è stati presenti alle lezioni.

ma, infatti, con la valutazione finale non si giudicano volontà, si
esaminano esiti e si perviene a conclusioni di ordine didattico...
(es., in base a certi esiti, lo studente risulta/non risulta fornito
delle competenze adeguate al proseguimento degli studi in una
fase più avanzata...)


>
>> (prevedo un grande affollamento su questo ng verso i primi di
>> giugno...)
>
>Infatti in quei giorni non si ha un c....o da fare :)

i nodi verranno al pettine durante le sedute del CdC dedicate alla
valutazione finale... Speriamo che l'O.M. sugli scrutini del prossimo
a.sc. contenga delle indicazioni operative improntate a saggia
considerazione delle enormi difficoltà in cui, altrimenti, sarebbero
gettati i docenti...

>> C'entra, eccome! si comincia con il sottrarre al CdC uno dei
>> contenuti propri della valutazione (la frequenza) -
>> per il futuro, gli altri contenuti della valutazione (quelli di ordine
>> strettamente disciplinare) si spera che non vengano sottratti
>> anch'essi al CdC...
>
>No, non c'entra proprio un tubo. E' come voler associare, alla mancanza di
>potere del CdC nei confronti della
>gestione delle spese per l'edificio scolastico, una tendenza alla riduzione
>futura della facoltà di giudizio degli insegnanti sugli allievi.

ma la gestione delle spese per l'edificio scolastico non é *mai* stata
di competenza del CdC! la frequenza, invece, ha sempre fatto parte,
fino al 2 marzo 2004*, del campo degli elementi oggetto della
valutazione finale di competenza del CdC!
(quindi, non si può trovare 1 esempio adatto, essendo questa la
prima volta che nel campo delle competenze di un O.C. si interviene
"sottraendo"...)

>> é strano come in relazione ad una soglia numerica stabilita a priori
>> usi proprio il termine "valutazione"... cioé, un termine nel dibattito
>> intorno al quale si sono versati fiumi di inchiostro proprio per
>> indagarne l'intrinseco carattere...
>
>La valutazione è anche quella che fa un ragioniere nei riguardi di spese
>sostenute in un determinato periodo dell'anno.

Esatto!
(avevo evitato finora di usare l'aggettivo "ragionieristico" perché
apre ad un tema mooolto più ampio ma visto che ne fai cenno...)

Spero bene che la valutazione di un docente sia considerata di
diverso genere rispetto a quella "ragionieristica", dato che *é*
di diverso genere... (mi riservo di ampliare e approfondire, se ne
sorgerà l'opportunità);
ovvio, quindi che quando si parla di valutazione in un contesto
discorsivo sulla scuola si intende valutazione *didattica*, quella,
appunto, su cui si sono versati fiumi di inchiostro ecc. ecc.

>> Orbene, se la constatazione che l'alunno ha frequentato 3/4
>> dell'o.a.p. costituisce "valutazione intrinsecamente oggettiva",
>> possiamo considerare finalmente concluso il dibattito sulla
>> valutazione... - O no?
>
>Semplicemente possiamo affermare che una delle condizioni *necessarie* ma
>*non sufficienti* per la promozione
>è verificata.

bèh, verificata... questo si vedrà a livello empirico...

>> ho inteso dire che il disagio diffuso a livello socio-culturale non
>> poteva non investire la Scuola tutta... e che quella norma sulla
>> presenza degli alunni per almeno 3/4 di o.a.p. non va a migliorare
>> le condizioni di lavoro dei docenti...
>
>I 3/4 di o.a.p (che non so cosa voglia dire ma suppongo siano giorni di
>frequnza per anno scolastico)

ho ridotto in sigla "orario annuale personalizzato"...

>ogni modo stai certa che migliorerebbe la situazione, rendendo
>*obbligatoria* la bocciatura di certe persone che
>non frequentano quasi mai,

(o bella! questa "non frequenza" sembra il Convitato di pietra) :-)

Parliamoci chiaro: la manovra, sotto il profilo etico e psicologico,
incentiva gli studenti a ridursi di 1/4 l'o.a.p.

E con questo, l'assenteismo é servito.

------------
* data di pubblicazione del Dlgs 59/04 sul S.O alla G.U. n. 51
del 2 marzo 2004

Stefano

unread,
Mar 23, 2004, 7:22:58 PM3/23/04
to

"abba" <ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:406050f...@news.tiscali.it...
[CUT]

> >Perchè mai dovrebbe essere stupido? Non si sta giudicando la volontà di
> >venire a scuola bensì
> >il numero di giorni in cui si è stati presenti alle lezioni.
>
> ma, infatti, con la valutazione finale non si giudicano volontà, si
> esaminano esiti e si perviene a conclusioni di ordine didattico...
> (es., in base a certi esiti, lo studente risulta/non risulta fornito
> delle competenze adeguate al proseguimento degli studi in una
> fase più avanzata...)

Questo lo potresti fare se la scuola consistesse in lezioni più esami con
frequenza non obbligatoria.
In questo modo valuteresti i risultati degli esami che lo studente ha
sostenuto e trarresti di conseguenza
le conclusioni del caso.

Poichè la frequenza è obbligatoria questo non si può fare, bensì lo studente
deve frequentare le lezioni dimostrando
anche impegno ed un certo comportamento. Se lo studente non viene a scuola e
si limita a sostenere delle verifiche
periodiche non puoi dire di poter valutare obbiettivamente il comportamento
e l'impegno tenuto dallo studente a scuola(visto
che a scuola non ci è venuto). Per questo le conclusioni su quest'ultimo
parametro per la valutazione diventano
estremamente poco obiettive.

> >> é strano come in relazione ad una soglia numerica stabilita a priori
> >> usi proprio il termine "valutazione"... cioé, un termine nel dibattito
> >> intorno al quale si sono versati fiumi di inchiostro proprio per
> >> indagarne l'intrinseco carattere...
> >
> >La valutazione è anche quella che fa un ragioniere nei riguardi di spese
> >sostenute in un determinato periodo dell'anno.
>
> Esatto!
> (avevo evitato finora di usare l'aggettivo "ragionieristico" perché
> apre ad un tema mooolto più ampio ma visto che ne fai cenno...)

Diciamo che apre il tema dell'eliminazione degli istituti tecnici che più
che un tema
è una coltellata che ho nel fianco da quando la moratti si è messa in mente
di fare questa maledetta
riforma delle medie superiori.

> Spero bene che la valutazione di un docente sia considerata di
> diverso genere rispetto a quella "ragionieristica", dato che *é*
> di diverso genere... (mi riservo di ampliare e approfondire, se ne
> sorgerà l'opportunità);
> ovvio, quindi che quando si parla di valutazione in un contesto
> discorsivo sulla scuola si intende valutazione *didattica*, quella,
> appunto, su cui si sono versati fiumi di inchiostro ecc. ecc.

Come può non essere "ragionieristica" la valutazione del numero di ore di
presenza??
Posso capire un 4 che diventa 6 per l'impegno, ma uno che non è quasi mai
venuto a frequentare come
puoi giudicarlo in modo obiettivo nei riguardi dell'impegno e del
comportamento? Il massimo che
il CdC possa fare è quello di promuoverlo "se gli sta simpatico" (e da qui
cominciano le discriminazioni che possono
sussistere tra allievi più o meno simpatici).

Ricorda che più aleatorio o se preferisci "fumoso" è il sistema per la
determinazione della bocciatura e più lo studente
ne approfitterà tentando di ottenere la promozione facendo il minimo
possibile. Sinceramente a me non pare questa una
lezione di buon senso da dare agli studenti, quindi se si impongono certi
limiti chiari e inoppugnabili è certamente un bene
per lo studente ma anche una perdita di tempo in meno per l'insegnante, che
può così occuparsi di cose più adeguate alle sue competenze.

[CUT]


> >Semplicemente possiamo affermare che una delle condizioni *necessarie* ma
> >*non sufficienti* per la promozione
> >è verificata.
>
> bèh, verificata... questo si vedrà a livello empirico...

Se è per questo se uno frequenta per un quinto dei giorni di lezione
limitandosi a sostenere
delle belle verifiche avrà una valutazione che tiene conto dell'impegno e
del comportamento che più che
empirica si potrebbe definire fasulla.

> >ogni modo stai certa che migliorerebbe la situazione, rendendo
> >*obbligatoria* la bocciatura di certe persone che
> >non frequentano quasi mai,
>
> (o bella! questa "non frequenza" sembra il Convitato di pietra) :-)
>
> Parliamoci chiaro: la manovra, sotto il profilo etico e psicologico,
> incentiva gli studenti a ridursi di 1/4 l'o.a.p.
>
> E con questo, l'assenteismo é servito.

Sicuramente non farò i salti di gioia....


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