Il 27/12/2011 17:45, Naciketas ha scritto:
> Il 27/12/2011 15.34, Soviet_Mario ha scritto:
>> Io invece quando guardo due cinque abbondanti o sei scarsi mi chiedo
>> sempre se dietro c'era un tontolone che ha sputato sangue per
>> arrivarci o uno brillante che non ha fatto un cazzo. Nel primo caso
>> sono propenso ad arrotondare in su, nell'altro in giù. E' praticamente
>> una prassi consolidata di tutti quelli che conosco.
>
> E sbagli.
esilarante dimostrazione segue !
> Qualche sera fa parlavamo con un ex collega di due ex alunne.
> Una sudava come una matta per avere il dieci, ma non perché avesse
> particolari interessi culturali: le importava primeggiare. L'altra,
> molto in gamba, strappava il sei, perché passava il pomeriggio a fare la
> radio. La prima oggi sta a Roma ed è entrata nel circuito delle veline o
> aspiranti tali, la seconda è una brava giornalista.
A parte che io ho paragonato due allievi con pari voti e tu
no, e sulla soglia critica, cosa che rende l'impegno non
sinonimo di ambizione particolare (che cmq non condanno) ma
di volontà di salvarsi la pelle ...
Ma a parte questo, mica sono abilitato CARTOMANTE da
prevedere il futuro.
Seconda cosa : io valuto la prestazione, e l'impegno
precedente. Tu sembra quasi che voglia dare un giudizio di
valore (retrospettivo tra l'altro) sulla persona in sé.
Poi io posso condividerlo al 100% (se non detesto le veline
io non so chi le detesti), ma col voto non c'entra una mazza.
Poi diciamocelo, un sei può pure essere parzialmente
caritatevole, se proprio non ci arrivi. Ma un dieci ha senso
porsi il problema di regalarlo ? Se si guarda la media,
sostanzialmente un dieci in pagella si darà una mezza
dozzina di volte nella vita. Ma a quel livello un nove o un
dieci non è che cambino molto, con le regole attuali
>
>> e non si insegna che ognuno considera soltanto quella del suo settore
>> e non in altri ?
>
> E' quello che fa la scuola, ordinariamente. Ed è uno dei suoi errori più
> grandi.
ma sei un bel tipo. Io mi dovrei "occupare" di aree di
intelligenza che non servono per la disciplina che insegno.
E' chiaro che nel mio piccolo do il mio punto di vista.
Poi dal quadro complessivo di materie verrà fuori un
identikit preciso.
Perché devo mettermi a valutare dal tuo o tu dal mio, dato
che nessuno saprebbe farlo ?
>
>
>> Il mio punto di vista non mi porta a considerare l'intelligenza
>> linguistica perché è poco funzionale agli obiettivi. Ergo non me ne
>> occupo, e scientemente.
>
> Quali obiettivi? Di chi?
di chimica.
Un ragazzo che non sappia quasi esprimersi a parole con me o
che scriva sgrammaticatamente (ma con concetti
comprensibili) la sufficienza o oltre di chimica la può
ottenere.
Uno che non abbia intuizione, capacità di visualizzazione 3D
(e di decorosa rappresentazione grafica delle suddette), o
sia troppo scarso nell'algebra di base funzionale a fare
conti correnti, non ci arriva. Perchè nella materia che
insegno servono principalmente alcune competenze e molto
meno altre.
> Ho sempre l'impressione che parli in astratto,
ma per niente.
Devi risolvere un esercizio, calcolare delle concentrazioni,
disegnare una molecola o i suoi vari isomeri.
Non faccio esempi concreti solo perché non sono sicuro che
rappresenterebbero nulla di chiarificatore (e lo stesso
varrebbe per me probabilmente, simmetricamente)
> e spesso faccio difficoltà a capire che vuoi dire. E non credo che sia
> un problema mio.
>
>> Guarda che il punto non è dare un voto all'intelligenza as such, ma il
>> poter creare un contesto adatto al tal livello. Solo corsi (non
>> classi) omogenei per prerequisiti, e sperabilmente per capacità,
>> possono funzionare bene.
>
> Adatto a quale livello? Di che stai parlando esattamente?
Ad uno qualsiasi dei vari livelli in cui ciascuna disciplina
è stata modularmente suddivisa. Qui si che parlavo in
astratto, volendo generalizzare.
>
>> Siccome le diverse materie sarebbero svincolate, anche il
>> posizionamento è differenziato, con pieno rispetto delle "tue"
>> multi-intelligenze.
>
> Svincolate da cosa?
LE UNE DALLE ALTRE. Un genio poliglotta potrebbe passare,
volendo, tutti i possibili moduli di inglese e francese nel
primo biennio, e non in 5 anni, e andare calmo nelle materie
per lui disagevoli (peraltro nella misura in cui ne abbia
fatto opzione, nella massima misura possibile, cercherei di
lasciare molta libertà nei piani di studio, pur ponendo
paletti di ferro sulle professioni a cui si può poi
aspirare, subordinandole a certi singoli requisiti. Come
vedi non sono affezionato al classico, scientifico e
spregiatore dei professionali. Dissolverei tutto per una
mera elencazione analitica di moduli sostenuti, e ciascun
albo professionale o lo stato in mancanza, normerebbe
l'accesso ai mestieri secondo le qualifiche. Sarebbe un
argine a lasciare materie "utili" lavorativamente ostiche e
a garanzia della qualità del lavoro in toto)
> Posizionamento di cosa?
ciascun allievo si posizionerebbe in modo diverso in
ciascuna singola materia, tenuto conto (automaticamente)
della sua affinità AND capacità : l'affinità conta molto
nella scelta dei moduli, le capacità nel superare gli esami
finali.
>
>> Sono convinto anche io che raramente si incontrino geni assoluti ed
>> eclettici, e che la norma sia avere intelligenze più circoscritte. I
>> moduli si adatterebbero come un guanto attorno a ciascuno : anzi i
>> livelli raggiunti in ciascuna disciplina alla fine in buona parte
>> rispecchierebbero le diverse intelligenze.
>
> Non hai spiegato che intendi per moduli.
Porzioni di materie omogenee sul territorio nazionale,
relativamente a sé stanti, certificabili e spendibili per
accedere a moduli superiori.
Secondo i casi penserei a partizionamenti circa equivalenti
a pesi bimestrali, o trimestrali (max semestrali) per
materie tipicamente dotate di 4 o 3 ore di teoria.
Per dire, l'equivalente a circa 25-35 ore di lezione,
adattando i carichi alla struttura epistemologica piuttosto
che il contrario (ossia se un modulo deve essere più pesante
ma è poco saggio dividerlo, vada fatto in blocco, idem se
più leggero della media, insomma privilegiando l'omogeneità
... salvo magari qualche modulo miscellanea, per accorpare
argomenti abbastanza marginali o piccoli)
>
>> L'intelligenza rimane cmq "una" (o molte se preferisci) variabile
>> importantissima con cui confrontarsi.
>> Non certo una sorta di razzismo da rimuovere.
>
> Non se serve a classificare gli studenti in idioti e capaci -
mi serve a decidere se uno che non arriva al sei può
meritare o meno un aiutino di incoraggiamento.
> classificazione che serve soltanto ad attivare profezie che si
> autoavverano. Sì, se ci aiuta a riflettere sul fatto che chi sembra poco
> capace in un campo può essere capacissimo in un altro, e che dovrebbe
> essere nostro dovere attivare altre intelligenze.
L'ultimo periodo stava già andando bene, peccato che
l'ultima proposizione è DISTILLATO DI FUFFOLOGIA allo stato
puro.
>
>> che ogni materia ha un percorso completamente asincrono rispetto alle
>> altre, fatto salvo il superamento dei livelli precedenti ed eventuali
>> propedeuticità per accedere a quelli successivi.
>
>
> E perché mai dovrebbe avere un percorso sincrono? Dov'è il problema?
Perchè la sincronicità è la regola ferrea attuale. Lo
scrutinio non è forse unico ? E a fine anno, o a settembre,
non si viene forse promossi o bocciati in blocco, oppure si
può essere promossi di fisica e bocciati di inglese ? Allo
stato attuale le materie sono artatamente interlacciate. E
il problema è proprio quello di dover bocciare o promuovere
a corpo unico, e non valorizzare i punti di forza e
rallentare i punti di debolezza. Cribbio hai scritto
praticamente una cosa simile poco fa ... !
Quello si che sarebbe un modo di attivare. Sei bravo di
fisica ? Ti lascio andare al galoppo a briglia sciolta, in
modo che le lacune di inglese non ti seghino le gambe, o
viceversa. Poi con la materia con cui non ti trovi decidi :
o riduci gli obiettivi (abbassi la mira e ti accontenti di
moduli "bassi") o ti prendi più tempo. Ognuno userebbe il
suo tempo secondo le capacità.
Quindi ci sarebbero diplomati in
4 anni
4 anni e 2 mesi
4 anni e 3 mesi
5 anni
5 anni e 6 mesi
5 anni e 9 mesi
e via dicendo (considerando di non avere moduli mensili ma
bimestrali, ad es.)
Perché multipli interi di un anno ?
Perché ripetere le cose che avevi già capito e romperti le
palle, e non poter nemmeno concentrare le energie solo su
quello che ti aveva creato rogne ma doverti difendere di
nuovo sulle materie in cui eri sufficiente ? Un bocciato non
dovrebbe essere costretto né a rifrequentare le materie di
cui aveva sei o più, né a rifare le verifiche.
D'altra parte stare semplicemente senza farle sarebbe
atrofizzarle : allora l'unica è che di quelle possa andare
avanti, naturalmente.
Vedi io i livelli (di capacità) non li intendo come una
volontà di agire.
Semplicemente prendo atto che esistono, e cerco di concepire
un sistema che assecondi questa differenza, adeguando
livelli (di contenuti e di complessità) crescenti e
svincolati, e che le scansioni siano asincrone materia per
materia.
>
>> che bel paese dove tutti sono destinati a diventare grandi scienziati
>> e scrittori. Dove sarebbe ?
>
> Succede anche il contrario: la studentessa da 10 che fa la casalinga
> annoiata.
Si ma che ce frega, valutiamo al momento per il momento,
mica il futuro !
> Ne ho almeno quattro o cinque tra i miei contatti di Facebook.
> Non sappiamo cosa saranno i nostri studenti: facciamocene una ragione.
ma mai posto il problema. Guarda che se scrivo UNO su una
verifica, mica mi convinco che questo uno sia la lettera
scarlatta da imprimergli in fronte. E' il valore della
verifica. Non della persona. Tantomeno di come sarà la
persona nel futuro ... MA che diamo di matto qui :-)
>
>> Qui divergono spesso i punti di vista dei tecnici dai sognatori.
>> Noone left behind. Sogni (se non vaneggiamenti)
>> io penso che quel criterio non sia giusto per la maggioranza, non sia
>> ottimizzato per essa.
>> PEnsa ad un medico di un ospedale da campo con due sole braccia e
>> tanti pazienti. Se ne ha uno moribondo davanti si accanisce su quello
>> sin quando è morto e non si guarda attorno per vedere come se la passa
>> la massa ?
>> Beh non è realistico.
>
> "No child left behind" era se non ricordo male il nome di un programma
> di Bush: uno che era tutt'altro che un sognatore.
Lo so. Ma Bush era falso e ipocrita, e non ho voluto darti
né del falso né dell'ipocrita perché non penso che tu lo
sia. Penso che tu lo dica con lo spirito del sognatore
(sempre sogno rimane)
> Un medico che, pur in condizioni disperate, desse per scontato che un
> certo numero dei suoi pazienti *devono* morire, sarebbe un pessimo
> medico. Un buon medico fa tutto il possibile per salvare tutti, in
> qualunque circostanza.
tu probabilmente hai presente il medico di famiglia che si
rapporta con ipocondriaci. Io stavo parlando di un contesto
differente. Manco fantascienza. In africa capita spesso di
avere meno antibiotici di persone infette. Allora che fanno
? La danno a quello che ha la massima probabilità di
beneficiarne o a quello che ha la minima probabilità di
vivere senza ma che non è detto che muoia ?
> Noi docenti invece ci preoccupiamo quasi, se un
> anno capita di non bocciare nessuno: bisogna salvaguardare le statistiche.
ammetto che di questo non mi freghi un cazzo.
Se potessi, sarei altrettanto inamovibile (non indifferente,
chiaro che tutti promossi son più felice) su un 100% di
promozioni o di bocciature.
> conosco abbastanza fuffa da riconoscerne l'odore in poche parti per
> milione.
>>
>> Mi hanno costretto a masticare fuffa ricorrentemente.
>> Prima al corso del sindacato per l'ordinario.
>> Poi al corso riservato
>> Poi al corso dell'anno di prova
>> Un po' me ne sono cercata per i cavoli miei per sondare abissi
>> inesplorati di fuffa quando, ho provato a fare il tutoraggio per i
>> poveri SISSINI.
>> In tutti i casi non ho mai mancato di leggere uno solo dei documenti
>> che linkavano o di nicchiare, anche perché il furore mi dava la forza
>> di trovare il marcio, che veniva fuori appena grattata via la vernice.
>>
>> Poi diciamolo, non è che occorra mangiare tanta merda per rendersi
>> conto che ha un cattivo sapore.
>>
>
> Sentiamo un po': che roba era ?
in che senso ?
Soviet
>
> a.
>