questo apre un vaso di Pandora.
C'è del vero e del falso in entrambi i pezzi di proposizione.
La scuola antica.
Si : era selettiva per censo. Ma lo era SOLO per censo ? No.
Le pigne non riuscivano a andare avanti, di norma. Perché
cmq era un'istituzione forte, autonoma nel senso che non era
influenzabile in modo diretto dall'economia.
Però sarebbe assurdo dire che lo status sociale non fosse un
gran vantaggio (ma anche trascurare che chi era davvero
volenteroso e bravo ce la faceva, e dopo aveva concrete
possibilità di fare carriera nella vita, vedendosi
riconosciuto il merito).
I correttivi sessantottini sono stati peggiori del male.
Invece di insistere sul censo stesso, ossia sulle
integrazioni economiche e sulla maggiore gratuità non solo
della scuola, ma dell'accesso alle altre fonti e mezzi di
trasporto ad es. e sui libri, hanno agito abbassando
l'asticella sino allo zero attuale.
La scuola moderna.
E' selettiva per censo ? No, non direttamente nella misura
in cui non è selettiva affatto. Ma la vita dell'individuo
non finisce, anzi "comincia" con quel diploma fasullo,
quindi lo è indirettamente in modo feroce, sempre per censo,
col fatto stesso di allungare la brodaglia e svalutarla,
semplicemente delega i gradi di scuola post secondaria o
terziaria di fare una selezione vera. E sta da tempo
accadendo che anche PARTE della terziaria (la triennale) non
sia più selettiva, per cui la selezione si sposta alle
specialistiche, a master e dottorati (i primi a pagamento
!!!), e persino ai concorsi post lauream dove si accede alle
professioni. Il censo torna a contare perché solo chi ha il
culo coperto sino a 30 anni, e non ha bisogno stringente di
lavorare, può permettersi di resistere a simili tempi
biblici prima di diventare operativo. Gli altri morti di
fame o solo non benestanti devono uscire prima dal circuito,
squalificati con pezzi di carta fasulli che non danno
accesso reale a niente.
Ora come allora e più di allora le misure utili a
riequilibrare meritocraticamente il paese sono in parte le
stesse (la gratuità di scuola E TUTTO l'annesso trasporti e
servizi inclusi) e in parte diverse : il ripristino di una
standardizzazione centrale e di una forte selettività.
Poi ci sono anche misure TECNICHE, strutturali non meno
importanti imho, che riguardano il modello di scuola più che
di società nel complesso.
Parlo di secondaria superiore, sul resto non conosco la
realtà, salvo toccarne lo sfacelo.
Imho andrebbe smantellato sia il concetto di CLASSE
OMOGENEAMENTE ANAGRAFICA con quello di CORSO / MODULO DI
LIVELLO OMOGENEO PER PREREQUISITI DI ACCESSO. E anche il
curricolo OBBLIGATORIO. Ognuno si scelga le materie che
vuole studiare, nel solo rispetto delle propedeuticità. Es.
non puoi scegliere un corso di letteratura se non hai
passato i moduli sottostanti di analisi logica, strutturale,
etc. Oppure non puoi scegliere un corso di statistica se non
hai passato quelli di algebra e di calcolo combinatorio, etc
etc.
Secondo : smantellare il concetto di autonomia locale, e
pure di COLLEGIALITA'. I voti, relativi al singolo modulo,
devono essere firmati dal solo titolare, non votati a
maggioranza. Il sapere o non sapere non è democrazia. E' un
dato oggettivo da certificare, da parte di uno specialista.
Sono convinto che bisogni passare dai titoli a grana grossa
e distorti, a certificazioni analitiche a grana fine, in cui
il voto finale è una media opportunamente pesata di tutto
quanto hai superato, e su cui è riportato solo quel che hai
studiato. E chiamerei questo sistema VALORE LEGALE
DIFFERENZIATO : in quanto uno stesso numero disgiunto dalla
lista dei moduli studiati non significa nulla.
Chiaramente per poter dare omogeneità e confrontabilità, i
programmi dei moduli devono essere identici ovunque, salvo
lievi adattamenti.