OT-Il capo del governo- il testo originale di Elsa Morante

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zuvidan

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Mar 11, 2010, 3:29:14 AM3/11/10
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Roma 1° maggio 1945

«Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme,
dai partigiani del Nord Italia.

Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei
particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono
con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere
ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo
della sua Repubblica di Sociale.

Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su
quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine. Alcuni punti però
sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più
volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli
avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la
privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non
avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo,
per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei
diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti
(1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini
come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era
legata da patti (1935), la privazione dei diritti civili degli Ebrei,
cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel
giorno (1938).

Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura
favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo
capo, si fa complice di questi delitti.

Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di
questi delitti. Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi
delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una
parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu
pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto
di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo
guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della
nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai
pregiata dagli italiani).

Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti
erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è
cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo
si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale
sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.

Mussolini, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza
alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e
specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e
libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con
un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi
sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio
provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti,
e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile
enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese
libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e
avrebbe fatto migliore figura, alla fine.

In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più
completo esempio di Italiano.

Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte
contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza
credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità
facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e
sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza,
alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile
a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della
beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il
proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è
snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la
loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e
ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i
borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di
essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la
abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le
masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa,
Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur
ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e
grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti ,
anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far
effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo
ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli
importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe
forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe
stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce
essere un demagogo. Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa
gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di
corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza.
Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti, i sinceri, gli
intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette
al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando
essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura),
si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno
in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben
definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.»

Pagina di diario, pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7,
febbraio 1988, poi in Opere, Meridiani Mondadori, Milano 1988, vol. I,
pp. L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano,
Donzelli Editore 1998, pp. 29-31.

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Tags: Alfonso Berardinelli, Donzelli Editore, Elsa Morante, Mondadori
Editore, Mussolini


Arkannen

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Mar 11, 2010, 4:48:28 AM3/11/10
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"zuvidan" <zuvidan...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:4b98a9da$0$1113$4faf...@reader4.news.tin.it...

> Roma 1° maggio 1945
>
> «Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai
> partigiani del Nord Italia.

Non è vero, hanno fondato una band con Michael Jackson ed Elvis Presley e
ora vivono in Sudamerica.

..


Lisa

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Mar 11, 2010, 7:34:16 AM3/11/10
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On Thu, 11 Mar 2010 10:48:28 +0100, "Arkannen" <mar...@mail.it>
wrote:


Hai dimenticato Ettore Majorana, 'gnorante :)

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