Parliamo dei provvedimenti disciplinari post Brunetta confrontandoli con
quelli pre Brunetta.
Che io conosco benissimo avendone avuti una decina, fra cui una sospensione
cautelare e un licenziamento oltre a due deferimenti davanti al Consiglio
Nazionale di Disciplina. Poi anche, due provvedimenti disciplinari li ho
istruiti io e ho rappresentato l'amministrazione al tentativo obbligatorio
di conciliazione.
Provvedimenti che hanno portato al licenziamento di un assistente tecnico e
al trasferimento d'ufficio di un insegnante.
Questo per tranquillizzare Murasaki in merito, come si può ben vedere il mio
CV è abbondantemente dettagliato anche in quel punto.
Prima di Brunetta il provvedimento disciplinare funzionava così:
Il DS ti faceva la contestazione d'addebito e tu presentavi le tue
controdeduzioni che non servivano a nulla perché se ti veniva fatta la
contestazione voleva dire che il DS aveva già deciso di punirti perché
l'istruttoria l'aveva fatta prima e se voleva sentire le tue ragioni avrebbe
potuto tranquillamente farlo in via del tutto informale.
Detto questo ti arrivava la punizione, che poteva andare dal semplice
ammonimento scritto fino al licenziamento in tronco e per te non c'era
salvezza alcuna se non ricorrere al giudice del lavoro.
Vediamo cosa accadeva nel caso di sospensione dal servizio.
- Il DS convocava il Collegio il quale dava comunque parere favorevole
perché il 90% dei docenti si trincerava dietro al fatto che se il DS lo
chiedeva i motivi per farlo c'erano anche se loro non li conoscevano.
- Il DS inviava il provvedimento di sospensione ad Direttore Regionale il
quale "ritualmente" (parole sue) lo convalidava entro i 10 giorni
prescritti.
- Il Consiglio Nazionale di Disciplina ti convocava e ascoltava le tue
ragioni, ma poi raramente si esprimeva a tuo favore perché a loro dire già
eri passato dal vaglio del DS, del Collegio e del Direttore Regionale per
cui eri certamente colpevole perché non era possibile che tutti si fossero
sbagliati.
E alla fine te la pigliavi in quel posto... con l'aggravante che tutti i
tuoi giudici naturali (DS, Collegio, Direttore, Consiglio di Disciplina)
erano tutti responsabili e quindi nessuno responsabile per cui quando poi
andavi a chiedere i danni ognuno di loro diceva che aveva assunto le sue
decisioni perché tratto in inganno dalle decisioni altrui e non potendosi
quindi definire con precisione le responsabilità dei singoli finiva che il
giudice civile ti mandava a casa con quattro spiccioli.
L'unica salvezza per il malcapitato era di rompere questo meccanismo
perverso e andare davanti al giudice del lavoro, come ho fatto io, che ha
smontato uno ad uno con apposite ordinanze tutti i perversi passaggi del
procedimento disciplinare.
Cosa accade post Brunetta?
Accade che l'attore e responsabile unico del provvedimento è il DS il quale
non può fare a scaricabarile con nessuno e se fa puttanate ne risponde in
prima persona.
E se questo per voi è peggio... allora vuol dire che siete proprio dei
cretini.
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