..
Il mio Castiglioni-Mariotti nel 1971 costo' 22mila lire; credo si
equivalgano.
> Ma... il vocabolario da 20 Euro cosa ha che non va?
Citazioni, esempi, paragoni, a volte anche pezzi interi di versioni.
Avere piu' vie d'uscita aiuta a ragionare e scegliere, almeno cosi' si
diceva.
> Una cinghia bastava e avanzava e non mi pare si spendessero poi tanti
> soldi in libri.
Io ricordo che i miei libri non costavano certamente poco, e idem per
quelli dei miei figli. E quel che mi scocciava maggiormemte era il
peso, dato che, lavorando a contatto del settore grafico industriale,
conosco bene i costi dei tipi di carta e dei procedimenti relativi.
> Piᅵ la osservo e piᅵ la trovo schifosa, hanno ragione i ragazzi a non
> studiare, hanno ben capito che loro servono solo a far ingrassare gli
> altri.
Cioe' per contrastare il caro-libri non studio, cosi' gli editori
imparano? E' cosi'? Non ti vengono in mente altri strumenti per
contrastare il problema?
Ciao
Luca
> Il mio Castiglioni-Mariotti nel 1971 costo' 22mila lire; credo si
> equivalgano.
Con l'euro a mille lire, forse. Per� nel 2002 ci fu la grande truffa.
Ci dissero che il cambio era un euro-1936 lire, e invece il caff� da
mille lire pass� tutambot a un euro.
--
P�s g�r ho ait�n lamb�nei, ka� ho zet�n heur�skei, ka� t� kro�onti
anoig�setai
(Euagg�lion kat� Lo�kan 11,10)
>Pi� la osservo e pi� la trovo schifosa,
io, invece, piu` osservo questo mercato e piu` lo trovo schifoso.
hanno ragione i ragazzi a non
>studiare, hanno ben capito che loro servono solo a far ingrassare gli
>altri.
i lavoratori a reddito fisso hanno ragione a non comprare piu`
come prima, hanno ben capito che loro sono serviti solo a
far ingrassare i padri lavoratori autonomi di quei ragazzi.
ce l'avevo anch'io. Dopo che me lo persi ne comprai anche un altro
anonimo che andava bene ugualmente.
> Citazioni, esempi, paragoni, a volte anche pezzi interi di versioni.
> Avere piu' vie d'uscita aiuta a ragionare e scegliere, almeno cosi' si
> diceva.
sᅵ una volta poteva avere senso. Comunque il mio docente di latino non
amava questi "aiuti". Diceva che la versione dovevamo tradurla
integralmente senza gli aiuti del dizionario. Inoltre adesso con
internet quelle robe sono superate. Tanto vale portarsi dietro un
dizioanrio multilingue elettronico. Con meno di 100 euro te ne prendi
uno che dentro ha pure l'oxford dictionary :-D
Io ne ho uno che addirittura mi riconosce i caratteri cinesi oltre ad
avere dizionario di latino, greco antico,...
> Io ricordo che i miei libri non costavano certamente poco, e idem per
> quelli dei miei figli. E quel che mi scocciava maggiormemte era il peso,
> dato che, lavorando a contatto del settore grafico industriale, conosco
> bene i costi dei tipi di carta e dei procedimenti relativi.
anche ai miei tempi costavano. L'ultimo anno di liceo per sfida non ne
comprai alcuni e feci molte fotocopie andando in biblioteca di continuo.
Risparmiai un casino e imparai moltissimo facendo tante ricerche
bibliografiche.
> Cioe' per contrastare il caro-libri non studio, cosi' gli editori
> imparano? E' cosi'? Non ti vengono in mente altri strumenti per
> contrastare il problema?
per contrastare il problema si possono adottare strumenti elettronici.
Come ti dicevo magari uno si compra un bel netbook da 199 euro e dentro
ci piazza il dizionario di latino, di scienze, di greco, di inglese, la
calcolatrice scientifica, la divina commedia,...
Ma vogliamo finirla una buona volta con queste stupide polemiche sul costo
dei libri di testo? Il libro e' un tesoro di cultura che resta per sempre, e
pazienza se costa qualche euro! Allora tutte le spese che le famiglie fanno
per automobili, cellulari, viaggi del cazzo in paesi esotici, vestiti
firmati ecc. dove li mettiamo? Mi pare demenziale che noi docenti, che
usiamo i libri di testo come strumenti indispensabili, ci accodiamo al coro
sgangherato dei giornalisti di merda che tutti gli anni ricominciano con
questa polemica!
E smettiamo anche di dire le cazzate su internet e il computer! Il computer
e' solo uno strumento, nonnpuo' certo sostituire l'intelligenza umana! E
poi, vi ci vedete voi a leggere la Divina Commedia su uno schermo
elettronico, per rovinarsi gli occhi e non capirci nulla?
Credete di guadagnarci qualcosa a far fallire le case editrici, dove
lavorano migliaia di persone?
>
Peccato che all'Esame di Stato non lo potrai usare. :-)
>magari. e poi le case editrici scolastiche pubblicano cos� tante
>puttanate che andrebbero addirittura sanzionati.
secondo te, che si dovrebbe fare col web, nel quale
vengono pubblicate puttanate su puttanate? :-)
Io lo pago sessanta centesimi; :-) all'universit�, invece, trenta o
quaranta, a seconda del bar...
> Cioe' per contrastare il caro-libri non studio, cosi' gli editori
> imparano? E' cosi'? Non ti vengono in mente altri strumenti per
> contrastare il problema?
Te lo hanno mai fatto il discorsetto sul fatto che devi motivare il
ragazzo se vuoi che studi?
Come fai a motivare una persona immersa in un sistema altamente
demotivante?
..
E glielo spieghi tu a un ragazzino di 16 anni che sul web la puttanata
di un altro ragazzino non equivale all'opinione di un professionista del
settore?
Per restare in argomento "Latino", attualmente i ragazzi copiano la
versione dal web. Versione che ha messo qualche altro ragazzino, magari
cannandola in pieno.
Sempre per restare in argomento "Dizionario Latino", finch� anche a
scuola non si useranno i dizionari on line, i ragazzi devono usare
quelli cartacei. Ho avuto esperienza diretta di un ragazzo che a casa
usava il dizionario on line per tradurre le versioni. La differenza con
quello cartaceo � enorme. Per esempio non vi � la necessit� di risalire
al nominativo di una parola, basta scrivere la forma declinata e il
dizionario ti presenta tutta la declinazione completa; non vi sono frasi
fatte (che non sono un semplice aiutino allo studente, ma l'unica
traduzione corretta di espressioni difficilmente traducibili); la scelta
lessicale � molto limitata.
> Te lo hanno mai fatto il discorsetto sul fatto che devi motivare il
> ragazzo se vuoi che studi?
Cosa c'entra con l'acquisto o non acquisto dei libri?
Dicendo di non comprare un vocabolario, che motivazione credi di dare?
> Come fai a motivare una persona immersa in un sistema altamente
> demotivante?
Gia': finche' c'e' in giro gente che si vanta di lavorare il minimo
possibile, di fregare il prossimo ogni volta che puo', e' dura.
Ciao
Luca
Trasloca in Padania.
> Mi sa che la scuola italiana va mooolto sgonfiata e non solo in ore e
> cattedre.
Si potrebbe collegare al PIL regionale. Più PIL, più ore, meno PIL,
meno ore.
M.
> Te lo hanno mai fatto il discorsetto sul fatto che devi motivare il
> ragazzo se vuoi che studi?
> Come fai a motivare una persona immersa in un sistema altamente
> demotivante?
Lo mandi in un sistema motivante sperando che la Gelmini non lo
chiuda.
Da noi, per esempio, per i libri si spende abbastanza poco, e se li
passano fra fratelli. Tutte le sezioni hanno lo stesso libro, ed in
genere da molti anni. Parlo di medie.
M.
> > Minchia, 80 Euro per il vocabolario di latino fortemente suggerito
> > dall'insegnante ad una prima liceo scientifico.
>
> Il mio Castiglioni-Mariotti nel 1971 costo' 22mila lire; credo si
> equivalgano.
Credo che in proporzione sia un po' diminuito. Considerate che all'epoca
con 22.000 lire si compravano un paio di scarpe di qualit� piuttosto
alta - che oggi, per 80 euro, ti permettono al piu' di guardare con un
binocolo.
Si aggiunga che i vocabolari di greco, latino (...e sanscrito) sono
antichi e venerabili elefanti di arcaica e gloriosa tradizione che non
richiedono particolari aggiornamenti ma che alle spalle hanno un'immensa
mole di lavoro.
Fortunate le case editrici che ne detengono i diritti ^__^
--
Murasaki
immagino che non lo pagassi mille lire neppure prima del cambio
>
>> secondo te, che si dovrebbe fare col web, nel quale
>editrici invece impongono e diffondono spazzatura. E non puoi scegliere.
b�h, non sei mica obbligato ad adottare libri di testo...
>Io ricordo che i miei libri non costavano certamente poco, e idem per
>quelli dei miei figli. E quel che mi scocciava maggiormemte era il
>peso, dato che, lavorando a contatto del settore grafico industriale,
>conosco bene i costi dei tipi di carta e dei procedimenti relativi.
>
Saprai allora che le spese di stampa sono drasticamente diminuite con
l'avvento dell'eletronica. Continuano a finanziarci la rivista (a
parte i piccoli tagli delle finaziarie) ma, cambiato il sistema di
stampa, siamo obbligati a finanziare congressi e numeri speciali per
spendere quanto continuano a darci.
>> Pi� la osservo e pi� la trovo schifosa, hanno ragione i ragazzi a non
>> studiare, hanno ben capito che loro servono solo a far ingrassare gli
>> altri.
>
>Cioe' per contrastare il caro-libri non studio, cosi' gli editori
>imparano?
Mi sembra un discorso veramente a pera. Se invece si dice che i libri
sono sempre peggiori la cosa comincia a filare. Ormai ci vorrebbe la
guadia di finanza: merce sdozza ad altro prezzo (anche se chi puo'
permettersi telefonini eccetera dovrebbe potersi permettere BUONI
libri.
>Si aggiunga che i vocabolari di greco, latino (...e sanscrito) sono
>antichi e venerabili elefanti di arcaica e gloriosa tradizione che non
>richiedono particolari aggiornamenti ma che alle spalle hanno un'immensa
>mole di lavoro.
Moo... Da noi hanno detto di buttare i vecchi dizionari usati da
generazioni (Georges) e di comprare quelli usciti da poco.
> Il libro e' un tesoro di cultura che resta per sempre, e
>pazienza se costa qualche euro!
Mica tutti!
>E smettiamo anche di dire le cazzate su internet e il computer! Il computer
>e' solo uno strumento, nonnpuo' certo sostituire l'intelligenza umana! E
>poi, vi ci vedete voi a leggere la Divina Commedia su uno schermo
>elettronico, per rovinarsi gli occhi e non capirci nulla?
Basta scaricare e stampare.
>Credete di guadagnarci qualcosa a far fallire le case editrici, dove
>lavorano migliaia di persone?
>
Chi era quello che suggeriva di far scavare buche nella terra per poi
riempirle di novo?
>>magari. e poi le case editrici scolastiche pubblicano cos� tante
>>puttanate che andrebbero addirittura sanzionati.
>
>
>secondo te, che si dovrebbe fare col web, nel quale
>vengono pubblicate puttanate su puttanate? :-)
Non costringere gli utenti a pagarle.
>E glielo spieghi tu a un ragazzino di 16 anni che sul web la puttanata
>di un altro ragazzino non equivale all'opinione di un professionista del
>settore?
Esattamente come gli spieghi che le puttanate di un giornalista famoso
interessano solo quello che lo paga.
> Il 18/09/2009, Arkannen ha detto :
>
>> Te lo hanno mai fatto il discorsetto sul fatto che devi motivare il
>> ragazzo se vuoi che studi?
>
> Cosa c'entra con l'acquisto o non acquisto dei libri? Dicendo di non
> comprare un vocabolario, che motivazione credi di dare?
Il discorso era diventato altro, non potendolo continuare hai svicolato.
>> Come fai a motivare una persona immersa in un sistema altamente
>> demotivante?
>
> Gia': finche' c'e' in giro gente che si vanta di lavorare il minimo
> possibile, di fregare il prossimo ogni volta che puo', e' dura.
Ma io mica mi vanto.
Io parlo dei miei progressi nel lungo percorso di integrazione.
Sto cercando di diventare come voi.
Quando riuscirò a farlo... senza raccontarlo, allora sarò diventato
esattamente come voi.
Fino ad allora porta pazienza.
..
> Si potrebbe collegare al PIL regionale. Più PIL, più ore, meno PIL, meno
> ore.
Mi piace... qua la figa la chiamano pilu, per via del cespuglietto.
Quindi riassumendo, cchiù pilu, cchiù uri, menu pilu menu uri.
..
Che poi si spiega anche perché in Italia il PILu diminuisce... se lo
fotte tutto Berlusconi.
..
> Il discorso era diventato altro, non potendolo continuare hai svicolato.
Davvero? Ohibo'...
Ma io non ho affatto cambiato discorso. Si parlava di caro-libri e io
su quel tema rispondevo e ti chiedo ancora il senso del tuo "hanno
ragione i ragazzi a non studiare" come lotta contro i costi. Inoltre,
volendo proprio andare sulla motivazione allo studio, sono curioso di
apprendere dalla tua esperienza. Per motivarli cosa fai? Ti schieri con
loro a dare addosso agli editori? Fai l'amicone? :-D
> Ma io mica mi vanto.
Ah, scusa. I tuoi periodici resoconti su quante ore in meno hai fatto
il tal giorno, quante volte sei rimasto a casa per questa o quella
ragione, la discoteca alla gita con la classe sono delle umili
ammissioni di colpa, certo. Schiacciato dall'ingranaggio :-)
> Sto cercando di diventare come voi.
Va bene, va bene: vedo che per spirito di emulazione hai imparato il
copione (mescolare le carte, negare l'evidenza, dare addosso agli
avversari), ma... il confronto argomentato no, eh? ;-)
Ciao
Luca
>Il Fri, 18 Sep 2009 00:07:30 -0700, Marco O. dallo zero finale della
>congettura di Riemann ha scritto:
>
>> Si potrebbe collegare al PIL regionale. Pi� PIL, pi� ore, meno PIL, meno
>> ore.
>
>Mi piace... qua la figa la chiamano pilu, per via del cespuglietto.
>Quindi riassumendo, cchi� pilu, cchi� uri, menu pilu menu uri.
non e` meglio, invece, "chiu`pilu pi tutti"?
> Arkannen ha usato la sua tastiera per scrivere :
>
>> Il discorso era diventato altro, non potendolo continuare hai
>> svicolato.
>
> Davvero? Ohibo'...
> Ma io non ho affatto cambiato discorso. Si parlava di caro-libri e io su
> quel tema rispondevo e ti chiedo ancora il senso del tuo "hanno ragione
> i ragazzi a non studiare" come lotta contro i costi.
Oh, ma è semplice.
I ragazzi si sono accorti che la finalità della scuola non è quella di
prepararli, ma piuttosto di usarli per aumentare il PIL e per formare
posti di lavoro.
Quindi a che pro studiare a scuola? Quando si viene preparati male e si
viene valutati peggio?
> Inoltre, volendo
> proprio andare sulla motivazione allo studio, sono curioso di apprendere
> dalla tua esperienza. Per motivarli cosa fai? Ti schieri con loro a dare
> addosso agli editori? Fai l'amicone? :-D
Semplicemente li prendo a calci nel culo, li insulto, insulto le loro
madri e le madri delle loro madri.
E se qualcuno ha qualcosa da obiettare ci vediamo fuori dal cancello.
>> Ma io mica mi vanto.
>
> Ah, scusa. I tuoi periodici resoconti su quante ore in meno hai fatto il
> tal giorno, quante volte sei rimasto a casa per questa o quella ragione,
> la discoteca alla gita con la classe sono delle umili ammissioni di
> colpa, certo. Schiacciato dall'ingranaggio :-)
Mah... continuo a non capire perché venga imputato a me il fatto che nel
recarmi a scuola la trovi chiusa causa liquami sparsi sul pavimento, o
per l'ordinanza del sindaco che dice che fa freddo, o perché sono andati
a visitare al fiera dei presepi...
Io a scuola ci vado e ogni tanto la trovo pure.
>> Sto cercando di diventare come voi.
>
> Va bene, va bene: vedo che per spirito di emulazione hai imparato il
> copione (mescolare le carte, negare l'evidenza, dare addosso agli
> avversari), ma... il confronto argomentato no, eh? ;-)
Ecco... vedi come ho ancora tanto da imparare da voi?
Io l'evidenza la nego, invece dovrei solo nasconderla.
..
> I ragazzi si sono accorti che la finalitᅵ della scuola non ᅵ quella di
> prepararli, ma piuttosto di usarli per aumentare il PIL e per formare
> posti di lavoro.
Cosi' tranchant?
Del resto, il bisnes dell'editoria a braccetto con la scuola e' andato
avanti per alcuni decenni: ora come ora pero' gli editori galleggiano
appena e la tecnologia, come detto, permette di bypassare gran parte
della (costosa) carta stampata; puo' darsi che il meccanismo si
esaurisca da solo. A quel punto pero' bisognerebbe intervenire su altro
e non mi sembra ci sia un'idea precisa al riguardo da parte del
governo.
> Semplicemente li prendo a calci nel culo, li insulto, insulto le loro
> madri e le madri delle loro madri.
> E se qualcuno ha qualcosa da obiettare ci vediamo fuori dal cancello.
Vedi? A volte sono tentato di plonkarti, ma con queste chicche mi
risulti molto simpatico! :-D
Ciao
Luca
> Saprai allora che le spese di stampa sono drasticamente diminuite con
> l'avvento dell'eletronica.
Veramente e' il contrario: siccome si vende sempre meno stampato per
via dell'elettronica, il costo della stampa aumenta. La produzione ha
abbassato i costi e linearizzato le linee di lavoro, ma il costo e'
sempre funzione del venduto.
>> Cioe' per contrastare il caro-libri non studio, cosi' gli editori
>> imparano?
>
> Mi sembra un discorso veramente a pera.
Quotavo Arkannen e tentavo di interpretare la proposta che non ha mai
chiarito.
Ciao
Luca
>> Saprai allora che le spese di stampa sono drasticamente diminuite con
>> l'avvento dell'eletronica.
>
>Veramente e' il contrario: siccome si vende sempre meno stampato per
>via dell'elettronica, il costo della stampa aumenta. La produzione ha
>abbassato i costi e linearizzato le linee di lavoro, ma il costo e'
>sempre funzione del venduto.
>
ROTFL. Sai quanto costava e quanto era lento un monotipista? Hai
presente la correzione manuale delle bozze?
Si capisce, sui grandi numeri le spese di composizione si dividono, ma
gli aquirenti di libri di testo se mai mediamente aumentano di numero.
> ROTFL. Sai quanto costava e quanto era lento un monotipista? Hai
> presente la correzione manuale delle bozze?
A quell'epoca non c'erano gli stampatori cinesi, che vendono al 20% del
prezzo di mercato.
Ciao
Luca
> Cosa intendi per "prezzo di mercato"? Pensi a un mercato libero od al
> mercato dei libri di testo?
Cerco di spiegarmi meglio: un editore che orienta tutta o quasi tutta
la propria produzione sui libri di testo, probabilmente incontra costi
relativi al lavoro in se' (stipendi) e ai macchinari, che vengono
periodicamente rinnovati. Pero' deve essere un editore con ampie
garanzie finanziarie indipendenti dal mercato.
Un editore che non lavora esclusivamente per la scuola, deve
fronteggiare una concorrenza davvero ignorante e spietata, con offerte
anche del 20% rispetto al nostro mercato della carta stampata, inclusi
due voli in Cina alla negoziazione e a meta' lavorazione per
controllare, oltre al (costosissimo) trasporto del lavorato per via
aerea.
Naturalmente la stampa e' composta da piu' passaggi: redazione,
immagini, composizione, prestampa, stampa e legatoria possono essere
divise fra piu' aziende, tutte con questo problema di concorrenza.
Ciao
Luca
>Un editore che non lavora esclusivamente per la scuola, deve
>fronteggiare una concorrenza davvero ignorante e spietata, con offerte
>anche del 20% rispetto al nostro mercato della carta stampata, inclusi
>due voli in Cina alla negoziazione e a meta' lavorazione per
>controllare, oltre al (costosissimo) trasporto del lavorato per via
>aerea.
Ecco,quale mercato? Non saranno troppo alti i prezzi di vendita
rispetto ai costi di produzione? Ci saranno accordi sottobanco?
Vorranno conributi degli autori che scrivono per avere titoli ai
concorsi?
>Naturalmente la stampa e' composta da piu' passaggi: redazione,
>immagini, composizione, prestampa, stampa e legatoria possono essere
>divise fra piu' aziende, tutte con questo problema di concorrenza.
>
E allora?