Il 02/11/2013 09.44, Naciketas ha scritto:
> Il 02/11/2013 09:42, Paolo Fasce ha scritto:
>
>> Ci ho pensato su. Naturalmente l'idea di ridurre la
>> cattedra nel tempo,
>> per orientare il nostro lavoro ad altre funzioni, costa
>> dei soldi.
>> Quindi occorre farlo, risparmiando in qualche modo. Ad
>> oggi, la
>> soluzione che ho pensato e' quella del parziale utilizzo
>> negli uffici di
>> segreteria. In altre parole, da anziano, oltre a lavorare
>> in compresenza
>> coi giovani per "passare la palla" e i materiali costruiti
>> nel tempo e
>> in quella scuola li', ti fai anche una mattina di lavoro
>> in segreteria.
>
> Si chiama demansionamento, però.
io penso che la ricetta sia nell'ARTICOLARE maggiormente,
separare e differenziare di più l'insegnamento.
E, anche, nello smantellamento del concetto di classe in
favore di quello di "corso".
Vedrei bene la separazione (temporale, eventualmente anche
come figure) in
* fase di spiegazione frontale (di fronte a platea anche
molto numerosa, ma supportato da strumenti di mantenimento
della disciplina anche a prova di individuo NORMALE, con
buona pace delle opinioni di Fasce sulla capacità di tenere
la classe, o il corso)
* fasi di tutoraggio / esercitazioni (per gruppi più
ridotti) dove ci si esercita supervisionatamente
* fasi di lavoro di ricerca didattica (dove si producono
risorse e materiali e si progettano le verifiche)
* fasi di somministrazione / correzione delle verifiche.
Ebbene, secondo l'età, le attitudini, bisognerebbe riuscire
a trovare una distribuzione di tempo adatta a valorizzare
ognuno, anche perché ne gioverebbero gli studenti stessi, se
ognuno facesse di più quel che gli riesce meglio.
Poi, detto questo, rigetto totalmente un sistema scuola in
cui siano richieste abilità da domatore di leoni. Finisce
solo che gli studenti studiano alcune materie ed altre no,
su basi puramente animalesche. Ma alla fine il danno è il
loro, non dell'insegnante che "non è stato studiato". E'
l'unica cosa (veramente l'unica, e forse l'aveva scopiazzata
da Le PEn) che avevo sentito dire a Sarkozy (di cui non
condivido altro) sulla scuola :
bisogna dare strumenti giuridici per assicurare la
disciplina in modo che anche un normale insegnante non
particolarmente carismatico possa onestamente svolgere bene
il suo lavoro. PRobabilmente si rendeva conto che 1) i
sant(on)i e gli eroi sono troppo rari per sbarcare il
lunario di un intero paese o propalare le loro ricette a
tutti, 2) ci sono contesti sfavorevoli dove questi sant(on)i
si schianterebbero a propria volta, e dunque servirebbero
mezzi TECNICI e non carismi individuali.
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> k.
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