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L'ora delle decisioni irrevocabili è arrivata: la scuola pedagogica di Danilo Dolci contro la Gelmini (Comunicato Stampa)

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Paolo Fasce

unread,
Jan 7, 2010, 12:18:22 PM1/7/10
to
Gentili colleghi e colleghe insegnanti,
gentili colleghi e colleghe lavoratori e lavoratrici della scuola,
genitli amici precari e precarie,
carissimi genitori delle generazioni che oggi frequentano la scuola,

l'ora delle decisioni irrevocabili è arrivata.

Abbiamo lottato contro la riforma di Tremonti.
8 miliardi di tagli in tre anni.

Abbiamo lottato contro la riforma della Gelmini, contro la maestra unica.

Abbiamo manifestato, abbiamo scioperato, abbiamo boicottato, abbiamo
scritto lettere ai giornali, ci siamo riuniti in assemblee, abbiamo
animato forum e liste di discussione, abbiamo partecipato ad assemblee
sindacali, abbiamo votato mozioni ai Collegi Docenti, ci siamo scontrati
con l'impossibilita' di adire vie efficaci come il blocco degli scrutini.

Nulla di tutto cio' ha sortito effetto alcuno.

E allora e' venuto il momento di dare spazio alla fantasia e di essere
concreti.

La nostra tesi e' che la scuola va migliorata con investimenti nelle
strutture fisiche ed organizzative, nella formazione degli insegnanti,
nella valorizzazione culturale dei saperi e nella percezione, tutta da
costruire, del valore dei talenti, dei meriti, delle differenze.

Possiamo dimostrare la nostra tesi? Si' lo possiamo.

Possiamo farlo vestendo i panni di Lorenzo Milani, di Danilo Dolci, di
Ghandi, di Maria Montessori, di Martin Luther King.

Nessuno di noi ha le spalle abbastanza larghe per essere Don Milani, per
essere Danilo Dolci, per essere Ghandi... ma possiamo condividere gli
oneri di questa scelta.

E pertanto ecco la piccola proposta concreta e rivoluzionaria: la scuola
pedagogica.

Dalla prossima settimana, dal prossimo mese, dalla prossima occasione
buona in cui si riuscira' a concretare quest'idea, gli insegnanti
faranno volontariato a scuola.

Come?

In una scuola bastano 5 insegnanti di matematica per coprire i cinque
giorni della settimana con uno sportello che offra ai ragazzi, tutti i
giorni, lezioni di recupero di matematica.

In una scuola bastano 5 insegnanti di inglese per coprire i cinque
giorni alla settimana con uno sportello che offra ai ragazzi, tutti i
giorni, lezioni di recupero di inglese.

In una scuola bastano 5 insegnanti di latino per coprire i cinque
giorni alla settimana con uno sportello che offra ai ragazzi, tutti i
giorni, lezioni di recupero di latino.

E cosi' via continuando.

E se verranno troppi alunni, quelli di quarta saranno aiutati da quelli
di terza, mentre quelli di seconda aiutano quelli di prima e
l'insegnante aiuta quelli di quinta, poi quelli di quinta aiutano quelli
di quarta e quelli di terza aiutano quelli di seconda, e l'insegnante
aiuta quelli di prima. Tutti si aiutano reciprocamente e l'insegnante
favorisce ed integra questo sano e laborioso operare.

Vogliamo dimostrare che una scuola diversa necessita' di risorse
aggiuntive? METTIAMO NOI INSEGNANTI QUESTE RISORSE AGGIUNTIVE da oggi
fino al mese di Giugno 2010.

E' un regalo che possiamo fare alle nuove generazioni.

Se siete credenti: Dio lo vuole.
Se siete kantiani: è l'imperativo categorico che ve lo impone.

Dopodiche' pretendiamo che SI MISURINO I SUCCESSI DI QUESTO MODELLO DI
DISPONIBILITA'.

Si', colleghi/e, amici/he, genitori/trici, cittadini/e, mi ispiro a
Danilo Dolci e al suo "sciopero al contrario".

Mi ispiro a Don Milani che diceva "Ho imparato che il problema degli
altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli
è l’avarizia".

Mi ispiro a tanti altri, ma non sono grande come loro. Sono solo un
insegnante, un genitore, un cittadino che pensa che "ci vuole un intero
villaggio per educare un bambino" e che "la terra non l'ereditiamo dai
nostri padri, ma l'abbiamo a prestito dai nostri figli".

Per questo dobbiamo FARE QUALCOSA per le generazioni violentate dal
nulla e dai modelli veicolati dalla televisione del nulla.

Pero', assieme a voi tutti, possiamo essere ancora piu' grandi di Danilo
Dolci, possiamo essere piu' grandi di Don Lorenzo Milani, possiamo
essere piu' grandi di chiunque ci abbia preceduto.

Con uno sciopero generale fu fatto cadere il Ministro Berlinguer. Per
fare cadere Mariastella Gelmini occorre lo _sciopero_al_contrario_.

“Chi lotta può perdere. Chi non lotta ha già perso” (Salvador Allende)


--
Paolo Fasce

"Je ne veux pas mourir idiot" (Georges Wolinski, Mai 1968)

FatherMcKenzie

unread,
Jan 7, 2010, 12:27:16 PM1/7/10
to
Paolo Fasce ha scritto:

> nella valorizzazione culturale dei saperi e nella percezione, tutta da
> costruire, del valore dei talenti, dei meriti, delle differenze.

attendo fiduciosamente da quindici anni che valorizzino la mia cultura e
il mio sapere, percepiscano (anche in modi da costruire) il mio talento,
i miei meriti, la mia differenza.
Trampò mi rompo e li mando affan...
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)

Luca Lattanzi

unread,
Jan 7, 2010, 12:28:38 PM1/7/10
to
"Paolo Fasce" <no...@cognome.it> ha scritto nel messaggio
news:7qmjau...@mid.individual.net...

> Abbiamo lottato [...]
> Abbiamo lottato [...]


> Abbiamo manifestato, abbiamo scioperato, abbiamo boicottato, abbiamo
> scritto lettere ai giornali, ci siamo riuniti in assemblee, abbiamo

> animato forum e liste di discussione [...]

> Nulla di tutto cio' ha sortito effetto alcuno.

> Dopodiche' pretendiamo [...]

Trova l'errore.

L. L.


FatherMcKenzie

unread,
Jan 7, 2010, 12:40:56 PM1/7/10
to
Luca Lattanzi ha scritto:

> Trova l'errore.

Lo trovo io: manca la determinazione di bloccare gli scrutini correndo i
rischi relativi. Non si fanno frittate evitando di rompere uova.

Arkannen

unread,
Jan 7, 2010, 12:45:09 PM1/7/10
to
Il Thu, 07 Jan 2010 18:18:22 +0100, Paolo Fasce ha scritto:

> Dalla prossima settimana, dal prossimo mese, dalla prossima occasione
> buona in cui si riuscira' a concretare quest'idea, gli insegnanti
> faranno volontariato a scuola.

A scemi!

> Come?

Togliendo la pagnotta a chi lavora.

> In una scuola bastano 5 insegnanti di

E con questo l'amministrazione ringrazia per tutti i soldi che
risparmierà per le attività di recupero.

> Vogliamo dimostrare che una scuola diversa necessita' di risorse
> aggiuntive? METTIAMO NOI INSEGNANTI QUESTE RISORSE AGGIUNTIVE da oggi
> fino al mese di Giugno 2010.

Ma andate a lavorare... in fabbrica, nei campi... dove vi pare purché non
a scuola.

..

Paolo Fasce

unread,
Jan 7, 2010, 2:05:25 PM1/7/10
to
Il 07/01/2010 18.45, Arkannen ha scritto:

> Ma andate a lavorare... in fabbrica, nei campi... dove vi pare purché non
> a scuola.

Ad una riunione delle RSU del 1 settembre 2008 (si', 2008), ricordo di
avere sentito l'espressione "Asso Pigliatutto" nei confronti di quei
colleghi che invece di integrare il proprio salario con progetti o
attivita' finanziate dal fondo d'istituto, se ne appropriano in maniera
abominevole.

Chissa' che qualcuno non butti a mare tutti i progetti per finanziare
questa piccola idea di scuola scuola.

Ciao ciao.

Lisa

unread,
Jan 7, 2010, 2:56:17 PM1/7/10
to

Eccolo:

>Possiamo farlo vestendo i panni di Lorenzo Milani, di Danilo Dolci, di
>Ghandi, di Maria Montessori, di Martin Luther King.

^^^^^^

Lisa

Arkannen

unread,
Jan 7, 2010, 3:16:56 PM1/7/10
to
Il Thu, 07 Jan 2010 20:05:25 +0100, Paolo Fasce ha scritto:

> Il 07/01/2010 18.45, Arkannen ha scritto:
>
>> Ma andate a lavorare... in fabbrica, nei campi... dove vi pare purché
>> non a scuola.
>
> Ad una riunione delle RSU del 1 settembre 2008 (si', 2008), ricordo di
> avere sentito l'espressione "Asso Pigliatutto" nei confronti di quei
> colleghi che invece di integrare il proprio salario con progetti o
> attivita' finanziate dal fondo d'istituto, se ne appropriano in maniera
> abominevole.

E se ne appropriano come?
Chi è che decide che i loro progetti sono da effettuarsi o no?

..

rob-pat

unread,
Jan 8, 2010, 9:07:06 AM1/8/10
to
FatherMcKenzie ha scritto:

>Luca Lattanzi ha scritto:
>
>> Trova l'errore.
>
>Lo trovo io: manca la determinazione di bloccare gli scrutini correndo i =

>
>rischi relativi. Non si fanno frittate evitando di rompere uova.
>
>--=20
>P=E2s g=E0r ho ait=F4n lamb=E1nei, ka=EC ho zet=F4n heur=EDskei, ka=EC t=F4=
> kro=FAonti=20
>anoig=E9setai
>(Euagg=E9lion kat=E0 Lo=FBkan 11,10)
>

c'� molta verit� in ci� che scrivi.
vorremmo tutti una scuola migliore, ma se si risponde ad un taglio di risorse
con un incremento del lavoro svolto non si induce l'amministrazione ad un
ripensamento. Anzi, magari diranno che le cose funzionano meglio grazie alla
loro razionalizzazione.
Credo fortemente nella scuola ma a scuola voglio lavorare, non fare il
"crocerossino"...

--
Questo articolo e` stato inviato dal sito web http://www.nonsolonews.it

Paolo Fasce

unread,
Jan 8, 2010, 11:22:37 AM1/8/10
to
Il 08/01/2010 15.07, rob-pat ha scritto:

> vorremmo tutti una scuola migliore, ma se si risponde ad un taglio di risorse
> con un incremento del lavoro svolto non si induce l'amministrazione ad un
> ripensamento. Anzi, magari diranno che le cose funzionano meglio grazie alla
> loro razionalizzazione.
> Credo fortemente nella scuola ma a scuola voglio lavorare, non fare il
> "crocerossino"...

Capisco la tua posizione che a lungo mi ha bloccato.
Ora, fallito tutto quello che poteva essere messo in campo, mi sono
risoluto sul fatto che bisogna sposare diversi fattori per vincere. Uno
e' quello di attrarre simpatie dei genitori alla causa, rinunciare a
qualche privilegio, evidenziare come le risorse che noi regaleremo sono
indispensabili.

Per tutta una serie di ragioni che puoi immaginare, l'unione di questi
fattori portera' alla vittoria (pedagogica e politica).

Ciao ciao.

FatherMcKenzie

unread,
Jan 8, 2010, 11:23:06 AM1/8/10
to
rob-pat ha scritto:
> c'è molta verità in ciò che scrivi.

> vorremmo tutti una scuola migliore, ma se si risponde ad un taglio di risorse
> con un incremento del lavoro svolto non si induce l'amministrazione ad un
> ripensamento. Anzi, magari diranno che le cose funzionano meglio grazie alla
> loro razionalizzazione.
> Credo fortemente nella scuola ma a scuola voglio lavorare, non fare il
> "crocerossino"...

Una delle mie più grandi delusioni da quando lavoro nella scuola è il
dover constatare, giorno dopo giorno, come molti insegnanti, che pure
dovrebbero avere strumenti intellettuali adeguati, preferiscano chinare
la testa e imprecare conto il destino piuttosto che assumersi delle
responsabilità in prima persona e contrastare le maialate che sono
venute e vengono dai governanti, tra cui questa riformina al risparmio
che assesta alla scuola pubblica un altro colpo, probabilmente non l'ultimo.
Così è anche se non ci pare.
Le mie me le sono sempre assunte quando era il caso, e anche di recente
non faccio una piega se sono l'unico a scioperare in una intera scuola.
Qualche arcazzo dirà che sono scemo, e gli conviene pensare così perché,
come direbbe Santoro, si è trovato un po' più avanti nella fila al
pentolone del rancio e pensa "per me ce n'è ancora". Illuso.

Fathermckenzie

unread,
Jan 8, 2010, 11:42:09 AM1/8/10
to
Paolo Fasce ha scritto:

> evidenziare come le risorse che noi regaleremo sono
> indispensabili.

io comicerei col non regalare niente. Significherebbe ammettere che
quello che abbiamo fatto fior era insufficiente, dando in ciò ragione ai
pennivendoli e ai ministronzi e spalandoci da soli un altro po' di merda
sul cranio.

> Per tutta una serie di ragioni che puoi immaginare, l'unione di questi
> fattori portera' alla vittoria (pedagogica e politica).

Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia (cit. matematica)
Se fosse come dici tu, l'alleanza tra PD e Casini sarebbe un trionfo.

FatherMcKenzie

unread,
Jan 8, 2010, 12:02:22 PM1/8/10
to
Fathermckenzie ha scritto:

> io comicerei col non regalare niente.

comiNcerei

> quello che abbiamo fatto fior era

fiNorA

(mi si sono intrecciati i diti, acciderbola)

Paolo Fasce

unread,
Jan 8, 2010, 1:51:30 PM1/8/10
to
Il 08/01/2010 17.42, Fathermckenzie ha scritto:

>> evidenziare come le risorse che noi regaleremo sono indispensabili.
>
> io comicerei col non regalare niente. Significherebbe ammettere che

> quello che abbiamo fatto fior era insufficiente, dando in ci� ragione ai


> pennivendoli e ai ministronzi e spalandoci da soli un altro po' di merda
> sul cranio.

Mi sembra una logica da coda di paglia che ha un senso tutto interno
alla categoria, ma che non verra' percepita all'esterno.

Cio' che verra' percepito e' che gli insegnanti si danno da fare.


>> Per tutta una serie di ragioni che puoi immaginare, l'unione di questi
>> fattori portera' alla vittoria (pedagogica e politica).
>
> Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia (cit. matematica)
> Se fosse come dici tu, l'alleanza tra PD e Casini sarebbe un trionfo.

Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto cambia.

Quando cio' non e' vero, come nel prodotto di due valori scalari, si
dice che vale la proprieta' commutativa e la cosa e' tanto rara che i
matematici, quando la rilevano, saltano sulla sedia ed hanno un orgasmo
comunicandola urbi et orbi.

Poi si scopre che tale entusiasmo su proprieta' cosi' rare, contribuisce
a fare percepire questa proprieta' molto particolare come generale e da
qui nascono deduzioni errate. ;-)

yoko...@tiscali.it

unread,
Jan 8, 2010, 1:57:12 PM1/8/10
to
Paolo Fasce ha scritto:
> ...

> Dalla prossima settimana, dal prossimo mese, dalla prossima occasione
> buona in cui si riuscira' a concretare quest'idea, gli insegnanti
> faranno volontariato a scuola.
> ...

Mi viene in mente Gondrano, che rispondeva alle maialate con il
personalissimo motto "Lavorerò di più".
Non mi ricordo com'è finita, poi, la sua storia.

FatherMcKenzie

unread,
Jan 8, 2010, 2:45:24 PM1/8/10
to
Paolo Fasce ha scritto:

> Mi sembra una logica da coda di paglia che ha un senso tutto interno
> alla categoria, ma che non verra' percepita all'esterno.

Au contraire, mi sembra una logica che nasce dall'orgoglio
professionale, dalla convinzione di aver sempre fatto la propria parte
con punte di qualità altissima, non quella di Arcan per capirci.

> Cio' che verra' percepito e' che gli insegnanti si danno da fare.

Dobbiamo far capire alla gente che non abbiamo complessi, che siamo
fieri delle nostre capacità e del nostro lavoro; l'atteggiamento che
proproni tu è subalterno a quanto il giornalame e il ministrame va
sparlando. Ossia subalterno all'avanguardia degli ovini e caprini del
nostro paese. Se quella dovesse essere la nostra stella polare, meglio
metterci dieci pietre sopra.

> Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto cambia.

Infatti ho sbagliato: tu non parlavi di moltiplicare, ma di sommare.

> Quando cio' non e' vero, come nel prodotto di due valori scalari, si
> dice che vale la proprieta' commutativa e la cosa e' tanto rara che i
> matematici, quando la rilevano, saltano sulla sedia ed hanno un orgasmo
> comunicandola urbi et orbi.

Fatti dei matematici, a me la matematica serve come serve la pinza
all'elettricista, il resto lo lascio a voi filosomatici.

FatherMcKenzie

unread,
Jan 8, 2010, 2:50:00 PM1/8/10
to
yoko...@tiscali.it ha scritto:
> Paolo Fasce ha scritto:

>> Dalla prossima settimana, dal prossimo mese, dalla prossima occasione
>> buona in cui si riuscira' a concretare quest'idea, gli insegnanti
>> faranno volontariato a scuola.

> Mi viene in mente Gondrano, che rispondeva alle maialate con il
> personalissimo motto "Lavorerò di più".
> Non mi ricordo com'Ú finita, poi, la sua storia.

Non ricordo neanch'io, ma so come finisce da trent'anni quando si scende
a patti con la controparte. Finisce che la si prende in culo e zitti.
Proviamo una volta a fare diversamente, che è tanto che non succede. Se
riescono a vincere le vertenze i ferrotranvieri....
Consiflio comunque:
http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1042.50

http://tinyurl.com/iNgnoranSa

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 9, 2010, 1:04:29 PM1/9/10
to
On Thu, 7 Jan 2010 18:28:38 +0100, "Luca Lattanzi"
<lucanusde...@libero.it> wrote:

>> Abbiamo lottato [...]
>> Abbiamo lottato [...]
>> Abbiamo manifestato, abbiamo scioperato, abbiamo boicottato, abbiamo
>> scritto lettere ai giornali, ci siamo riuniti in assemblee, abbiamo
>> animato forum e liste di discussione [...]
>
>> Nulla di tutto cio' ha sortito effetto alcuno.
>
>> Dopodiche' pretendiamo [...]
>
>Trova l'errore.
>

Provate a scioperare per il progresso invece che per la conservazione.

Paolo Fasce

unread,
Jan 9, 2010, 2:38:38 PM1/9/10
to
Il 09/01/2010 19.04, xyxyxyxyxy ha scritto:

> Provate a scioperare per il progresso invece che per la conservazione.

Il Comitato precari liguri della scuola si distingue per le proposte
progressiste.

Eccotene un sunto che abbiamo usato per le chiamate dello scorso agosto
quando abbiamo volantinato.

http://www.fasce.it/paolo/comitatiepetizioni/comitatoprecariliguri/files/volantino_chiamate_2009-Genova.pdf

Ciao ciao.

rob-pat

unread,
Jan 10, 2010, 3:08:56 PM1/10/10
to
FatherMcKenzie ha scritto:
>rob-pat ha scritto:
>> c'=E8 molta verit=E0 in ci=F2 che scrivi.
>> vorremmo tutti una scuola migliore, ma se si risponde ad un taglio di r=
>isorse
>> con un incremento del lavoro svolto non si induce l'amministrazione ad =
>un
>> ripensamento. Anzi, magari diranno che le cose funzionano meglio grazie=
> alla
>> loro razionalizzazione.=20

>> Credo fortemente nella scuola ma a scuola voglio lavorare, non fare il
>> "crocerossino"...
>
>Una delle mie pi=F9 grandi delusioni da quando lavoro nella scuola =E8 il=
>=20
>dover constatare, giorno dopo giorno, come molti insegnanti, che pure=20
>dovrebbero avere strumenti intellettuali adeguati, preferiscano chinare=20
>la testa e imprecare conto il destino piuttosto che assumersi delle=20
>responsabilit=E0 in prima persona e contrastare le maialate che sono=20
>venute e vengono dai governanti, tra cui questa riformina al risparmio=20
>che assesta alla scuola pubblica un altro colpo, probabilmente non l'ulti=
>mo.
>Cos=EC =E8 anche se non ci pare.
>Le mie me le sono sempre assunte quando era il caso, e anche di recente=20
>non faccio una piega se sono l'unico a scioperare in una intera scuola.=20
>Qualche arcazzo dir=E0 che sono scemo, e gli conviene pensare cos=EC perc=
>h=E9,=20
>come direbbe Santoro, si =E8 trovato un po' pi=F9 avanti nella fila al=20
>pentolone del rancio e pensa "per me ce n'=E8 ancora". Illuso.


mi trovi assolutamente d'accordo.
anche a me � capitato di scioperare da solo (da due anni a questa parte non ne
ho saltato uno) e il giorno dopo c'erano colleghi che non riuscivano ad
incrociare il mio sguardo, altri che facevano finta di niente ed altri che si
trinceravano dietro al fatto che "i soldi che ti tolgono se scioperi servono a
pagare il mutuo e comunque non serve a niente..." (come se io non avessi un
mutuo da pagare...)
viviamo in un paese di egoisti, di pecore e di opportunisti...

una riforma come quella attuale con relativo taglio di 200.000 posti di
lavoro, 30 anni fa avrebbe portato al blocco totale della scuola...

>
>--=20
>P=E2s g=E0r ho ait=F4n lamb=E1nei, ka=EC ho zet=F4n heur=EDskei, ka=EC t=F4=
> kro=FAonti=20
>anoig=E9setai
>(Euagg=E9lion kat=E0 Lo=FBkan 11,10)
>

--

Lory

unread,
Jan 10, 2010, 5:28:56 PM1/10/10
to

"rob-pat" <ma...@mail.it> ha scritto nel messaggio
news:hidc4o$off$1...@news.nonsolonews.it...
> Sono d'accordo con te,il problema � che "pancia piena non guarda quella
vuota" non c'� pi� solidariet�.

rob-pat

unread,
Jan 11, 2010, 8:54:37 AM1/11/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

Se il progresso significa precariet�, sfruttamento e cancellazione dei diritti
dei lavoratori allora sciopero per la conservazione!
Ma i termini "conservazione" e "progresso" dipendono dalla direzione in cui
speri vada il mondo...
Per me ad esempio, lavorare meno per lavorare tutti significa progredire, per
un capitalista significa regredire...
Per la Ministra aver tagliato 200000 insegnanti � stato un passo verso il
progresso, per me un passo scientemente programmato per arrivare al massimo
impoverimento se non alla distruzione della scuola pubblica.

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 11, 2010, 1:33:28 PM1/11/10
to
On Mon, 11 Jan 2010 13:54:37 +0000 (UTC), rob-pat<ma...@mail.it> wrote:

>Per me ad esempio, lavorare meno per lavorare tutti significa progredire, per
>un capitalista significa regredire...

Vuol dire salari piu' bassi, naturalmente.


xyxyxyxyxy

unread,
Jan 11, 2010, 1:37:45 PM1/11/10
to
On Mon, 11 Jan 2010 13:54:37 +0000 (UTC), rob-pat<ma...@mail.it> wrote:

>Se il progresso significa precariet�, sfruttamento e cancellazione dei diritti
>dei lavoratori allora sciopero per la conservazione!

Se e' diritto dei lavoratori consumare piu' di quanto producono gli
sfruttatori sono loro.

>Per me ad esempio, lavorare meno per lavorare tutti significa progredire, per
>un capitalista significa regredire...

In molti mestiere lavorare la meta' delle ore non vuol dire produrre
la meta', ma produrre un quarto.

FatherMcKenzie

unread,
Jan 11, 2010, 2:07:40 PM1/11/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

non necessariamente, anzi, se i salari sono bassi di loro, proprio no.

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 12, 2010, 6:39:19 AM1/12/10
to
On Mon, 11 Jan 2010 20:07:40 +0100, FatherMcKenzie
<james.l...@MENOinfinito.it> wrote:

>>> Per me ad esempio, lavorare meno per lavorare tutti significa progredi=


>re, per
>>> un capitalista significa regredire...

>>=20


>> Vuol dire salari piu' bassi, naturalmente.
>
>non necessariamente, anzi, se i salari sono bassi di loro, proprio no.

Non puoi aspettarti la carne dalla benevolenza del macellaio (e
nemmeno del governo). Prova a ragionare: se x produce 20 scarpe al
giorno e riceve 20 dinari quanti ne ricevera' se invece produce solo
10 scarpe? Se per legge deve ricevere lo stesso 20 dinari qualcun
altro dovra' pagare la differenza. Se la cosa si generalizza il
"qualcun altro" sara' lui stesso.
D'altronde la repubblica italiano e' fondata sul lavoro, non sul
lavorare meno.

Maurizio Pistone

unread,
Jan 12, 2010, 8:25:46 AM1/12/10
to
xyxyxyxyxy <xyx...@xyxyxy.xy> wrote:

> se x produce 20 scarpe al
> giorno e riceve 20 dinari

trover� facilmente qualcuno un y che ne produce 40 e si accontenta di 5


--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

carmine

unread,
Jan 13, 2010, 4:45:16 AM1/13/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

non necessariamente.

vuol dire sᅵ salari lordi piᅵ alti, ma alla lunga vuol dire salari netti piᅵ
alti e maggiore ricchezza per tutti.

diminuendo la disoccupazione diminuiscono le spese pubbliche necessarie
all'assistenza e i costi sociali dei lavori illegali, quindi diminuiscono
ritenute e imposte sul reddito.
inoltre, a causa della sicurezza dovuta alla maggiore occuopazione aumentano
i consumi e quindi il gettito per le imposte sui consumi, creando cosᅵ un
circolo virtuoso che ruidurrebbe ulteriormente le aliquote.

inoltre si ridurrebbero anche gli incidenti sul lavoro dovuti alla
stanchezza e migliorerebbe la produzione.

agendo sia sul fronte della riduzione dell'orario settimanale che su quello
dell'aumento delle ferie, inoltre, si incrementerebbe anche l'industria
turistica, oltre che quella dell'intrattenimento.

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 13, 2010, 5:22:49 PM1/13/10
to
On Wed, 13 Jan 2010 10:45:16 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:

>>>Per me ad esempio, lavorare meno per lavorare tutti significa progredire,
>>>per un capitalista significa regredire...
>>
>> Vuol dire salari piu' bassi, naturalmente.
>
>non necessariamente.
>

>vuol dire s� salari lordi pi� alti, ma alla lunga vuol dire salari netti pi�


>alti e maggiore ricchezza per tutti.
>
>diminuendo la disoccupazione diminuiscono le spese pubbliche necessarie
>all'assistenza e i costi sociali dei lavori illegali, quindi diminuiscono
>ritenute e imposte sul reddito.
>inoltre, a causa della sicurezza dovuta alla maggiore occuopazione aumentano

>i consumi e quindi il gettito per le imposte sui consumi, creando cos� un


>circolo virtuoso che ruidurrebbe ulteriormente le aliquote.
>
>inoltre si ridurrebbero anche gli incidenti sul lavoro dovuti alla
>stanchezza e migliorerebbe la produzione.
>
>agendo sia sul fronte della riduzione dell'orario settimanale che su quello
>dell'aumento delle ferie, inoltre, si incrementerebbe anche l'industria
>turistica, oltre che quella dell'intrattenimento.

Devi essere un umanista. Prova ad accennare due conti: a disposizione
del comsumatore c'e' quanto prodotto. Lavorando meno il prodotto
diminuisce (ci sarebbero piu' lavoratori, ma a parita' di ore lavorate
quelli sche sarebbero fuori rendono in media meno), e non e' detto che
le ore lavorate complessivamente sarebbero meno. A questo punto pensa
che quel prodotto (e non altro) sarebbe redistribuito attraverso i
salari: in media ci sarebbe meno prodotto a testa e a lungo andare
miseria per tutti, al piu' nascosta dall'inevitabile inflazione (che
diminuirebbe anche la possibilita' di procurarsi prodotti all'estero).

carmine

unread,
Jan 13, 2010, 7:34:44 PM1/13/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

> On Wed, 13 Jan 2010 10:45:16 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:
>
>>>>Per me ad esempio, lavorare meno per lavorare tutti significa
>>>>progredire, per un capitalista significa regredire...
>>>
>>> Vuol dire salari piu' bassi, naturalmente.
>>
>>non necessariamente.
>>

>>vuol dire sᅵ salari lordi piᅵ alti, ma alla lunga vuol dire salari netti
>>piᅵ alti e maggiore ricchezza per tutti.


>>
>>diminuendo la disoccupazione diminuiscono le spese pubbliche necessarie
>>all'assistenza e i costi sociali dei lavori illegali, quindi diminuiscono
>>ritenute e imposte sul reddito.
>>inoltre, a causa della sicurezza dovuta alla maggiore occuopazione
>>aumentano i consumi e quindi il gettito per le imposte sui consumi,

>>creando cosᅵ un circolo virtuoso che ruidurrebbe ulteriormente le


>>aliquote.
>>
>>inoltre si ridurrebbero anche gli incidenti sul lavoro dovuti alla
>>stanchezza e migliorerebbe la produzione.
>>
>>agendo sia sul fronte della riduzione dell'orario settimanale che su
>>quello dell'aumento delle ferie, inoltre, si incrementerebbe anche
>>l'industria turistica, oltre che quella dell'intrattenimento.
>
> Devi essere un umanista.

certo, vedo che le stai azzeccando proprio tutte.
infatti insegno elettrotecnica (e affini, vista la vastitᅵ della cdc)

> Prova ad accennare due conti: a disposizione del comsumatore c'e' quanto
> prodotto. Lavorando meno il prodotto diminuisce (ci sarebbero piu'

> lavoratori, ma a parita' di ore lavorate quelli che sarebbero fuori


> rendono in media meno), e non e' detto che le ore lavorate
> complessivamente sarebbero meno.

mi sa che se tu l'umanista, visto che non sai fare due semplici conti e non
tieni conto di variabili in gioco e possibili evoluzioni.
ᅵ banale che se lavoro 8 ore al giorno e produco ad esempio in media 80,
lavorando 6 ore al giorno produco di sicuro piᅵ di 60, visto che mi stanco
meno.
comunque il numero di ore lavorate non cambierebbe, aumenterebbe la
produzione per quanto detto poco fa e la domanda per quanto detto
stamattina.

> A questo punto pensa che quel prodotto (e non altro) sarebbe redistribuito
> attraverso i salari: in media ci sarebbe meno prodotto a testa e a lungo
> andare miseria per tutti, al piu' nascosta dall'inevitabile inflazione
> (che diminuirebbe anche la possibilita' di procurarsi prodotti
> all'estero).

la storia ha detto che ᅵ successo il contrario, quando si passᅵ da 48 a 40
ore settimanali.

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 14, 2010, 2:12:24 PM1/14/10
to
On Thu, 14 Jan 2010 01:34:44 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:

[lavorare meno, lavorare tutti]

>comunque il numero di ore lavorate non cambierebbe, aumenterebbe la
>produzione per quanto detto poco fa e la domanda per quanto detto
>stamattina.
>

Meno male che Einaudi non lo sapeva.

Prova a sostituire uno studente che si prepara 2 ore al giono con
due che si preparano 1 ora al giorno ed avrai una grande classe.
Prova a sostituire un calciatore che si prepara 2 ore al giono con
due che si preparano 1 ora al giorno ed avrai una grande squadra.

>> A questo punto pensa che quel prodotto (e non altro) sarebbe redistribuito
>> attraverso i salari: in media ci sarebbe meno prodotto a testa e a lungo
>> andare miseria per tutti, al piu' nascosta dall'inevitabile inflazione
>> (che diminuirebbe anche la possibilita' di procurarsi prodotti
>> all'estero).
>

>la storia ha detto che � successo il contrario, quando si pass� da 48 a 40
>ore settimanali.

La storia dica anche che allora (come ora) si usarono macchine e
metodi innovativi. Bisogna esaminare le situazioni globalmente.

carmine

unread,
Jan 16, 2010, 9:29:19 AM1/16/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

> On Thu, 14 Jan 2010 01:34:44 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:
>
> [lavorare meno, lavorare tutti]
>
>>comunque il numero di ore lavorate non cambierebbe, aumenterebbe la
>>produzione per quanto detto poco fa e la domanda per quanto detto
>>stamattina.
>>
> Meno male che Einaudi non lo sapeva.
>
> Prova a sostituire uno studente che si prepara 2 ore al giono con
> due che si preparano 1 ora al giorno ed avrai una grande classe.

> Prova a sostituire un calciatore che si prepara 2 ore al giono con
> due che si preparano 1 ora al giorno ed avrai una grande squadra.

ma non si stava parlando di lavoro?


>>> A questo punto pensa che quel prodotto (e non altro) sarebbe
>>> redistribuito attraverso i salari: in media ci sarebbe meno prodotto a
>>> testa e a lungo andare miseria per tutti, al piu' nascosta
>>> dall'inevitabile inflazione (che diminuirebbe anche la possibilita' di
>>> procurarsi prodotti all'estero).
>>

>>la storia ha detto che ᅵ successo il contrario, quando si passᅵ da 48 a 40


>>ore settimanali.
>
> La storia dica anche che allora (come ora) si usarono macchine e
> metodi innovativi. Bisogna esaminare le situazioni globalmente.


la situazione, globalmente ᅵ questa: con la disoccupazione attuale l'orario
di lavoro lungo fa comodo solo a chi vuole ricattare i dipendenti pagandoli
meno di quanto dovrebbe, col ricatto del licenziamento.

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 16, 2010, 12:04:04 PM1/16/10
to
On Sat, 16 Jan 2010 15:29:19 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:

>> [lavorare meno, lavorare tutti]
>>
>>>comunque il numero di ore lavorate non cambierebbe, aumenterebbe la
>>>produzione per quanto detto poco fa e la domanda per quanto detto
>>>stamattina.
>>>
>> Meno male che Einaudi non lo sapeva.
>>

>> Prova a sostituire un calciatore che si prepara 2 ore al giono con
>> due che si preparano 1 ora al giorno ed avrai una grande squadra.
>
>ma non si stava parlando di lavoro?
>

Credi che il lavoro sia solo quello non qualificato?
>
>la situazione, globalmente � questa: con la disoccupazione attuale l'orario


>di lavoro lungo fa comodo solo a chi vuole ricattare i dipendenti pagandoli
>meno di quanto dovrebbe, col ricatto del licenziamento.

Come si fa a sapere quanto"dovrebbe"? Stai andando in retorica.
Comunque ti spiego meglio in stile Einaudiano (o almeno ci provo).

Mettiamo che 10 operai fanno 20 scarpe da vendere a 30 euro; mettiamo
che il loro salaro medio sia 30x20/2.10=30: la ditta ricava 20x30=600
euro, il loro lavoro costa 30x10=300 e per spese generali e guadagno
della ditta ci saranno 300 euro.
Se per avere lo stesso prodotto mettiamo 20 operai il salario medio a
mercato libero dovra' essere 30x20/2.20=15.
Se invece QUALCUNO impone di lasciare lo stesso salario il lavoro
costera' 600 euro. Lasciando invariatelespese generalieil guadagno la
ditta spendera' 600+300=900 euro e dovra' vendere le scarpe a
900/20=45 euro. A quel prezzo le scarpe saranno invendute e la ditta
fallira' OPPURE no, ma se la sutuazione sara' generalizzata partira'
l'inflazione ed il valore reale del salario di 30 euro avra' sara'
ancora 15 euro.
Se poi QUALCUNO impone di conservare il vecchio prezzo (la soluzione
di Mussolini) la ditta chiudera', ricorrera' al nero o si spostera'
all'estero, a seconda della liberta' concessa.
La situazione cambia di poco se pensi di ridurre il guadagno della
ditta ( diciamo che e' il 10 per cento=20 euro) perche' le spese
generali (tasse comprese) restano. Una riduzione delle tasse (per
esempio del 50%, contando anche l'IVA) invece potrebbe servire.

Non si tratta di ricattare i dipendenti, ma perche' una ditta dovrebbe
restare in piedi se spende piu' di quanto incassa? Puo' succedere solo
alle societa' semistatali (RAI+ALITALIA) che vivono o vivevano grazie
alle tasse pagate poi, guarda caso, dai lavoratori.
Altra e' la situazione di monopolio (eventualmente statale): il conto
precedente dice anche che un monopolio puo' davvero ricattare
ilavoratori e contemporaneamente generare inflazione.

carmine

unread,
Jan 16, 2010, 12:32:08 PM1/16/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

> On Sat, 16 Jan 2010 15:29:19 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:
>
>>> [lavorare meno, lavorare tutti]
>>>
>>>>comunque il numero di ore lavorate non cambierebbe, aumenterebbe la
>>>>produzione per quanto detto poco fa e la domanda per quanto detto
>>>>stamattina.
>>>>
>>> Meno male che Einaudi non lo sapeva.
>>>
>>> Prova a sostituire un calciatore che si prepara 2 ore al giono con
>>> due che si preparano 1 ora al giorno ed avrai una grande squadra.
>>
>>ma non si stava parlando di lavoro?
>>
> Credi che il lavoro sia solo quello non qualificato?

se vuoi continuare col demenziale nel mio killfile c'ᅵ posto, se vuoi
discutere seriamente sono sempre disponibile.
i due esempi che hai fatto non vedo cosa c'entrano col discorso che stiamo
facendo.

>>la situazione, globalmente ᅵ questa: con la disoccupazione attuale


>>l'orario di lavoro lungo fa comodo solo a chi vuole ricattare i dipendenti
>>pagandoli meno di quanto dovrebbe, col ricatto del licenziamento.
>
> Come si fa a sapere quanto"dovrebbe"? Stai andando in retorica.
> Comunque ti spiego meglio in stile Einaudiano (o almeno ci provo).

> Mettiamo che 10 operai fanno 20 scarpe da vendere a 30 euro; mettiamo
> che il loro salaro medio sia 30x20/2.10=30: la ditta ricava 20x30=600
> euro, il loro lavoro costa 30x10=300 e per spese generali e guadagno
> della ditta ci saranno 300 euro.
> Se per avere lo stesso prodotto mettiamo 20 operai il salario medio a
> mercato libero dovra' essere 30x20/2.20=15.

ok, ecco un esempio serio

ci ho messo mezz'ora a decifrare quello che hai scritto chiedendomi cosa
significasse due virgola dieci e due virgola venti.

al denominatore ci vanno le parentesi, la formula corretta ᅵ 30x20/(2xN)

comunque facciamola un po' piᅵ realistica.
se passiamo da 40 a 36 ore settimanali, passiamo da 9 dipendenti a 10, ma
per non rifare tutti i calcoli, passiamo da 10 dipendenti a 11 dando loro
lo stesso salario LORDO, quindi la ditta spende sempre 300 euro, ma
stavolta invece di 30 a testa 10 operai, ne prenderanno 27.27 a testa,
sempre lordi, producendo 18,18 scarpe a testa.
ma per passare dal lordo al netto ci sono alcune considerazioni:
1) la base imponibile si riduce e, essendo in un sistema ad aliquota
progressiva, la percentuale di tasse cala
2) essendoci in un sistema che ridistribuisce il lavoro, ci sarᅵ molta meno
disoccupazione e quindi i contributi assistenziali diminuiscono

quindi il NETTO probabilmente crescerᅵ.

teoricamente converrebbe anche all'industriale, ma perchᅵ l'industriale non
vuole una situazione del genere?

banalmente perchᅵ se c'ᅵ disoccupazione, l'industriale ha potere di ricatto
sul dipendente tanto maggiore quanto maggiore ᅵ il tasso di disoccupazione.

> Se invece QUALCUNO impone di lasciare lo stesso salario il lavoro
> costera' 600 euro. Lasciando invariatelespese generalieil guadagno la
> ditta spendera' 600+300=900 euro e dovra' vendere le scarpe a
> 900/20=45 euro. A quel prezzo le scarpe saranno invendute e la ditta
> fallira' OPPURE no, ma se la sutuazione sara' generalizzata partira'
> l'inflazione ed il valore reale del salario di 30 euro avra' sara'
> ancora 15 euro.

nel caso reale, anche imponendo il lordo procapite invariato si passerebbe a
limite da 300 a 270 euro di guadagno. ridurre da 40 a 36 le ore di lavoro
vuol dire semplicemente che dove ci sono 9 dipendenti ce ne saranno 10, non
18;



> Se poi QUALCUNO impone di conservare il vecchio prezzo (la soluzione
> di Mussolini) la ditta chiudera', ricorrera' al nero o si spostera'
> all'estero, a seconda della liberta' concessa.

molto interessante, fare discorsi fascisti mettendo poi come controesempio
addirittura mussolini. il massimo della coerenza....

> La situazione cambia di poco se pensi di ridurre il guadagno della
> ditta ( diciamo che e' il 10 per cento=20 euro) perche' le spese
> generali (tasse comprese) restano. Una riduzione delle tasse (per
> esempio del 50%, contando anche l'IVA) invece potrebbe servire.

tu hai estremizzato portando tutti i dipendenti a 20 ore.
ragiona un po' piᅵ realisticamente.

> Non si tratta di ricattare i dipendenti, ma perche' una ditta dovrebbe
> restare in piedi se spende piu' di quanto incassa?

col tuo ragionamento assurdo di portare tutto a part time fallirebbe in ogni
caso per mancanza di disponibilitᅵ di manodopera.

> Puo' succedere solo alle societa' semistatali (RAI+ALITALIA) che vivono o
> vivevano grazie alle tasse pagate poi, guarda caso, dai lavoratori.
> Altra e' la situazione di monopolio (eventualmente statale): il conto
> precedente dice anche che un monopolio puo' davvero ricattare
> ilavoratori e contemporaneamente generare inflazione.

qua non ti seguo

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 17, 2010, 5:24:25 AM1/17/10
to
On Sat, 16 Jan 2010 18:32:08 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:


>>>> [lavorare meno, lavorare tutti]
>>>>

>>>> Prova a sostituire un calciatore che si prepara 2 ore al giono con
>>>> due che si preparano 1 ora al giorno ed avrai una grande squadra.
>>>
>>>ma non si stava parlando di lavoro?
>>>
>> Credi che il lavoro sia solo quello non qualificato?
>

>i due esempi che hai fatto non vedo cosa c'entrano col discorso che stiamo
>facendo.

Servono a dire che il quel discoso e' molto parziale.

>ci ho messo mezz'ora a decifrare quello che hai scritto chiedendomi cosa
>significasse due virgola dieci e due virgola venti.
>

>al denominatore ci vanno le parentesi, la formula corretta � 30x20/(2xN)
>
Devono esserci problemi di interpretazione dei caratteri.

>teoricamente converrebbe anche all'industriale, ma perch� l'industriale non


>vuole una situazione del genere?
>

>banalmente perch� se c'� disoccupazione, l'industriale ha potere di ricatto
>sul dipendente tanto maggiore quanto maggiore � il tasso di disoccupazione.
>
Come dire che l'industriale e' cosi' cattivo da rinunciare a quattrini
che guadagnerebbe pur di ??? il lavoratore. Vedi tu.

>> Se poi QUALCUNO impone di conservare il vecchio prezzo (la soluzione
>> di Mussolini) la ditta chiudera', ricorrera' al nero o si spostera'
>> all'estero, a seconda della liberta' concessa.
>
>molto interessante, fare discorsi fascisti mettendo poi come controesempio
>addirittura mussolini. il massimo della coerenza....
>

Forse ti sfugge che Mussolini (giustamente) diceva che quando lo stato
interviene (e lui era erroneamente per l'intervento) deve farlo in
modo TOTALITARIO, e infatti i sindacati lo seguono intervenendo anche
in cose che non dovrebbero rientrare nella lora mission.

>> La situazione cambia di poco se pensi di ridurre il guadagno della
>> ditta ( diciamo che e' il 10 per cento=20 euro) perche' le spese
>> generali (tasse comprese) restano. Una riduzione delle tasse (per
>> esempio del 50%, contando anche l'IVA) invece potrebbe servire.
>
>tu hai estremizzato portando tutti i dipendenti a 20 ore.

>ragiona un po' pi� realisticamente.
>
D'accordo, ma allora il discorso e' molto piu' complesso anche perche'
il regime attuale mescola in modo complicato liberalismo e
fascio-comunismo.

>> Non si tratta di ricattare i dipendenti, ma perche' una ditta dovrebbe
>> restare in piedi se spende piu' di quanto incassa?
>
>col tuo ragionamento assurdo di portare tutto a part time fallirebbe in ogni

>caso per mancanza di disponibilit� di manodopera.
>
???

>> Puo' succedere solo alle societa' semistatali (RAI+ALITALIA) che vivono o
>> vivevano grazie alle tasse pagate poi, guarda caso, dai lavoratori.
>> Altra e' la situazione di monopolio (eventualmente statale): il conto
>> precedente dice anche che un monopolio puo' davvero ricattare
>> ilavoratori e contemporaneamente generare inflazione.
>
>qua non ti seguo

1.- RAI: gli schiavetti lavorano, Fazio arricchisce fuori norma e
mercato, pantalone paga.
2.- Beni indispensabili: se (e ho detto se) mafia o cartelli
gestiscono il gas o la verdura sai cosa succede.

carmine

unread,
Jan 17, 2010, 1:32:48 PM1/17/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

>>teoricamente converrebbe anche all'industriale, ma perchᅵ l'industriale


>>non vuole una situazione del genere?
>>

>>banalmente perchᅵ se c'ᅵ disoccupazione, l'industriale ha potere di
>>ricatto sul dipendente tanto maggiore quanto maggiore ᅵ il tasso di


>>disoccupazione.
>>
> Come dire che l'industriale e' cosi' cattivo da rinunciare a quattrini
> che guadagnerebbe pur di ??? il lavoratore. Vedi tu.

al posto dei punti interrogativi metti "sfruttasre" e ti rispondi da solo.



>>> Se poi QUALCUNO impone di conservare il vecchio prezzo (la soluzione
>>> di Mussolini) la ditta chiudera', ricorrera' al nero o si spostera'
>>> all'estero, a seconda della liberta' concessa.
>>
>>molto interessante, fare discorsi fascisti mettendo poi come controesempio
>>addirittura mussolini. il massimo della coerenza....
>>
> Forse ti sfugge che Mussolini (giustamente) diceva che quando lo stato
> interviene (e lui era erroneamente per l'intervento) deve farlo in
> modo TOTALITARIO, e infatti i sindacati lo seguono intervenendo anche
> in cose che non dovrebbero rientrare nella lora mission.

i sindacati hanno purtroppo abdicato da tempo ai loro doveri.



>>> La situazione cambia di poco se pensi di ridurre il guadagno della
>>> ditta ( diciamo che e' il 10 per cento=20 euro) perche' le spese
>>> generali (tasse comprese) restano. Una riduzione delle tasse (per
>>> esempio del 50%, contando anche l'IVA) invece potrebbe servire.
>>
>>tu hai estremizzato portando tutti i dipendenti a 20 ore.

>>ragiona un po' piᅵ realisticamente.

> D'accordo, ma allora il discorso e' molto piu' complesso anche perche'
> il regime attuale mescola in modo complicato liberalismo e
> fascio-comunismo.

potresti smetterla di parlare per categorie politico-ideologiche e cerchi di
discutere su dati e previsioni reali?

>>> Non si tratta di ricattare i dipendenti, ma perche' una ditta dovrebbe
>>> restare in piedi se spende piu' di quanto incassa?
>>
>>col tuo ragionamento assurdo di portare tutto a part time fallirebbe in

>>ogni caso per mancanza di disponibilitᅵ di manodopera.

conosci la moltiplicazione?
problemino di terza elementare con soluzione:
se in un posto, ad esempio un'isola, c'ᅵ disponibilitᅵ di 40 lavoratori e
richiesta di 1200 ore settimanali, se i lavoratori lavorano 40 ore ci sono
10 disoccupati, se ne lavorano 30 non ci sono disoccupati, se ne lavorano
20 c'ᅵ carenza di manodopera

soluzione:

40x40=1600>1200
40x30=1200=1200
40x20=800<1200


nel primo caso i lavoratori pagheranno molte tasse per i servizi ai 10
disoccupati, nel terzo caso l'industria non potrᅵ sfruttare la produttivitᅵ
potenziale.


>>> Puo' succedere solo alle societa' semistatali (RAI+ALITALIA) che vivono
>>> o vivevano grazie alle tasse pagate poi, guarda caso, dai lavoratori.
>>> Altra e' la situazione di monopolio (eventualmente statale): il conto
>>> precedente dice anche che un monopolio puo' davvero ricattare
>>> ilavoratori e contemporaneamente generare inflazione.
>>
>>qua non ti seguo
>
> 1.- RAI: gli schiavetti lavorano, Fazio arricchisce fuori norma e
> mercato, pantalone paga.
> 2.- Beni indispensabili: se (e ho detto se) mafia o cartelli
> gestiscono il gas o la verdura sai cosa succede.

bravo, vedo che vieni al mio discorso.
c'ᅵ disoccupazione e quindi la mafia trova manovalanza a basso costo.
altro argomento in aggiunta al ricatto del licenziamento.

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 17, 2010, 11:09:28 PM1/17/10
to
On Sun, 17 Jan 2010 19:32:48 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:


>> 1.- RAI: gli schiavetti lavorano, Fazio arricchisce fuori norma e
>> mercato, pantalone paga.
>> 2.- Beni indispensabili: se (e ho detto se) mafia o cartelli
>> gestiscono il gas o la verdura sai cosa succede.
>
>bravo, vedo che vieni al mio discorso.

>c'� disoccupazione e quindi la mafia trova manovalanza a basso costo.


>altro argomento in aggiunta al ricatto del licenziamento.
>

Al contrario: salari fissatti da QUALCUNO troppo alti rispetto al
prodotto comportano disoccupazione, e su questa lavora la mafia.
Questo perche' non c'e' abbastanza liberta' e/o ci sono monopoli e
cartelli.
Non capisco il "ricatto del licenziamento": perche' una ditta dovrebbe
mantenere in perdita qualcuno? E perche' dovrebbe licenziare se non le
conviene?


carmine

unread,
Jan 18, 2010, 2:17:32 AM1/18/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

> On Sun, 17 Jan 2010 19:32:48 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:
>
>
>>> 1.- RAI: gli schiavetti lavorano, Fazio arricchisce fuori norma e
>>> mercato, pantalone paga.
>>> 2.- Beni indispensabili: se (e ho detto se) mafia o cartelli
>>> gestiscono il gas o la verdura sai cosa succede.
>>
>>bravo, vedo che vieni al mio discorso.

>>c'ᅵ disoccupazione e quindi la mafia trova manovalanza a basso costo.


>>altro argomento in aggiunta al ricatto del licenziamento.
>>
> Al contrario: salari fissatti da QUALCUNO troppo alti rispetto al
> prodotto comportano disoccupazione, e su questa lavora la mafia

si, ma ti stai rispondendo da solo agli altri tuoi scenari.

stiamo parlando di uno scenario nel quale i salari orari lordi restano
invariati.

> Questo perche' non c'e' abbastanza liberta' e/o ci sono monopoli e
> cartelli.

finchᅵ c'ᅵ disoccupazione non ci sarᅵ libertᅵ

> Non capisco il "ricatto del licenziamento": perche' una ditta dovrebbe
> mantenere in perdita qualcuno?

presto servizio da ben 12 anni con lavoratori ai serali.
ne saprᅵ qualcosa di diritti negati e lavoro grigio

> E perche' dovrebbe licenziare se non le conviene?

perchᅵ se non trovano schiavi molte ditte licenziano.

xyxyxyxyxy

unread,
Jan 18, 2010, 1:59:17 PM1/18/10
to
On Mon, 18 Jan 2010 08:17:32 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:


>> E perche' dovrebbe licenziare se non le conviene?
>

>perch� se non trovano schiavi molte ditte licenziano.

Si chiama liberta'.

carmine

unread,
Jan 18, 2010, 3:24:33 PM1/18/10
to
xyxyxyxyxy ha scritto:

> On Mon, 18 Jan 2010 08:17:32 +0100, carmine <pi...@tiscali.it> wrote:
>
>
>>> E perche' dovrebbe licenziare se non le conviene?
>>

>>perchᅵ se non trovano schiavi molte ditte licenziano.
>
> Si chiama liberta'.

si, ipocritamente si chiama libertᅵ.
la libertᅵ dei pochi di ricattare i molti.

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