la mia curiosità nasce da una chiacchierata di fine estate, accompagnata da
qualche buon bicchiere di vino, con una coppia di amici il cui pargolo ha da
poco raggiunto la maggiore età e frequenta l'ultima classe di un liceo.
Un po' per provocare la mamma notoriamente protettiva, un po' per curiosità,
ho chiesto loro se i professori del figlio accettassero ancora di riceverli
a colloquio senza particolari formalità o se fosse stato richiesto allo
studente ormai maggiorenne di autorizzare i genitori a tali incontri.
Con mia grande sorpresa mi sono sentito rispondere che non solo nessuno si
era posto il problema, ma il preside accetta le giustificazioni per assenze
o ritardi degli studenti maggiorenni solo a condizione che, all'inizio dell'
anno scolastico, i genitori sottoscrivano un documento in cui autorizzano il
figlio a farlo.
Visto che il NG è frequentato in prevalenza da insegnanti vorrei sapere se
questa è una prassi diffusa, magari supportata da qualche normativa o
circolare ministeriale, o si tratta di un caso isolato.
Grazie
Repo
P.S.: Mi rendo conto che la questione dei colloqui può sembrare una
sciocchezza, ma mi viene da ridere pensando che se per caso io decidessi,
alla soglia dei quarant'anni, di conseguire un secondo diploma, la mia mamma
ultrasettantenne potrebbe, senza il mio consenso, andare a chiedere ai miei
insegnati notizie sul mio andamento scolastico.
Fabio
"repo" <repoz...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Zct7b.306929$lK4.9...@twister1.libero.it...
> Per la legge sulla privacy, dovrebbe essere lo studente ad autorizzare i
> geneitori a prendere visione dei suoi dati depositati presso la scuola
> (assenze e repsenze comprese) salvo i dati di carattere pubblico (ovvero
gli
> esiti di fine anno e dei vari esami, che hanno carattere pubblico).
Confermo.
Si pensi ad un caso estremo: lo studente dopo una notte "brava" passata in
discoteca vuole presentarsi al lunedģ mattina presso l'ospedale a farsi il
test HIV. Per legge tale test č completamente anonimo (l'identitą č
sconosciuta anche al personale sanitario) e per motivi ovviamente personali
lo studente non vuole informare la famiglia prima di aver ricevuto l'esito.
Ovviamente nessuno puņ pretendere che la persona, maggiorenne, sia obbligata
a riferire ad altri ciņ che intende fare. In quanto maggiroenne si assenterą
dalle lezioni e, poiché ancora sussiste (l'assurdo) obbligo di frequenza, il
giorno dopo presentaerą una propria giustificazione di "Assenze per visita
medica" e nessuno dovrą o potrą chiedere ulteriori spiegazioni.
>la mia curiosità nasce da una chiacchierata di fine estate, accompagnata da
>qualche buon bicchiere di vino, con una coppia di amici il cui pargolo ha da
>poco raggiunto la maggiore età e frequenta l'ultima classe di un liceo.
>
>Un po' per provocare la mamma notoriamente protettiva, un po' per curiosità,
>ho chiesto loro se i professori del figlio accettassero ancora di riceverli
>a colloquio senza particolari formalità o se fosse stato richiesto allo
>studente ormai maggiorenne di autorizzare i genitori a tali incontri.
>
>Con mia grande sorpresa mi sono sentito rispondere che non solo nessuno si
>era posto il problema, ma il preside accetta le giustificazioni per assenze
>o ritardi degli studenti maggiorenni solo a condizione che, all'inizio dell'
>anno scolastico, i genitori sottoscrivano un documento in cui autorizzano il
>figlio a farlo.
dico subito che le giustificazioni, in tutte le scuole che ho
conosciuto, a partire dal diciottesimo compleanno gli alunni se le
fanno da sé.
Quanto ai colloqui la situazione è più delicata. So di alunni
maggiorenni che hanno diffidato la scuola dal dare informazioni ai
loro genitori: per fortuna non ho mai avuto di questi alunni. Per
quanto ne so, i colloqui con genitori di alunni maggiorenni ci sono,
sì, ma in modo informale, come una normale chiacchierata, mentre
quelli con genitori di alunni minorenni possono avere anche una veste
più ufficiale - se per esempio si deve discutere una situazione che fa
temere un esito infausto dell'anno scolastico.
Il problema si verifica però piuttosto raramente; infatti, man mano
che il ragazzo cresce, i genitori si fanno vedere sempre meno, e quasi
sempre spariscono del tutto ben prima dei diciott'anni.
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Pino.
"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:otutlvc4ir1aarlp9...@4ax.com...
Lo si deve lasciare andare! Mi sembra che la cosa non dovrebbe essere messa
in discussione, visto che nessuno può essere trattenuto in alcun posto al di
fuori della sua volontà (il caso contrario si chiama "sequestro di persona"
:) ed è di competenza penale). Se poi l'assenza dovesse comportare dei
rivolti sul piano del rendimento scolastico (es. mancata presenza
all'interrogazione o al compito in classe), questo va fatto presente
all'allievo che dovrà prendere la propria decisione (è maggirenne e si
assume le sue responsabilità in merito al suorendimento). L'unica eccezione
sono gli esami di stato dove la legge fissa un minimo di ore di rpesenza in
aula, salvo causa di forza maggiore, pena l'annullamento dell'esame.
Segna sul registro di classe qualsiasi accadimento.
E con questo liberi te e la scuola da qualsiasi responsabilita'.
Poi se proprio vuoi fare lo stakanovista fai sapere in presidenza che lo
studente si e' allontanato.
Per il resto se non ha voglia di stare in classe, meglio che vada a farsi un
giro.
Ciao ciao
--
----
http://tribu.libero.it/selectGroup.phtml?id_gruppo=abaco
>
> "Fabio" <fabio@questonončundominiovero.abc> ha scritto nel messaggio
> news:ldz7b.55908$R32.1...@news2.tin.it...
>
>> Per la legge sulla privacy, dovrebbe essere lo studente ad
>> autorizzare i geneitori a prendere visione dei suoi dati depositati
>> presso la scuola (assenze e repsenze comprese) salvo i dati di
>> carattere pubblico (ovvero
> gli
>> esiti di fine anno e dei vari esami, che hanno carattere pubblico).
>
> Confermo.
> Si pensi ad un caso estremo: [...]
due domande:
1.tutto ciň vale anche se l'alunno vive in casa con i genitori ed č
mantenuto da essi? Ricordo compagni di scuola, maggiorenni, che avevano due
libretti per le giustificazioni. Il genitore che dovrebbe fare in questi
casi?
2.E se l'alunno, maggiorenne, esce da scuola e si fa male per qualche
motivo, i genitori hanno ragione ad incolpare l'insegnante? Lo chiedo
perché ad alcuni colleghi č successo. Cosa si deve fare in questi casi?
ciao
Arwen
>> Vorrei porre un altro annoso problema: se un alunno, ancorchè maggiorenne,
>> un bel giorno chiede di uscire in anticipo dall'istituto rispetto alla
>fine
>> delle lezioni per un qualsivoglia motivo come bisogna regolarsi?
>
>Lo si deve lasciare andare!
Non vedo il motivo di assumerla come regola fissa: lo si lascia andare
se le motivazioni sono convincenti, che sia maggiorenne o no. Se si
entra a scuola, si deve rispettare l'orario, qualunque eta' si abbia.
L'unica differenza tra maggiorenni e minorenni e' che per questi
ultimi il permesso deve essere richiesto dai genitori, mentre i
maggiorenni possono andare a chiedere il permesso da soli, e discutere
per conto proprio con il preside o chi per lui. Ma il fatto di dover
passare o meno attraverso i genitori non ha nulla a che fare con le
regole di comportamento della scuola. Anche quando si tratta di
genitori che vengono a chiedere il permesso per i figli minorenni, non
e' che il preside sia obbligato a darglielo sempre, o a considerare
giustificate tutte le assenze o i ritardi, per il solo fatto che il
genitore abbia dichiarato che sapeva dov'era il figlio e che sollevava
la scuola da responsabilita' civili o penali.
La necessita' di un atto formale che sollevi la scuola da queste
responsabilita' e' una cosa, il considerare *giustificata* l'assenza,
il ritardo o la fuga un'altra. Se tre quarti della classe, in blocco,
chiedono il permesso di uscire prima (magari quando, guarda caso, alle
ultime due ore c'e' compito in classe), il preside e' obbligato a dire
di si' a tutti? Non mi risulta. E soprattutto, in un caso del genere,
mi sembra che non faccia nessuna differenza se si tratta di
maggiorenni che lo chiedono per conto proprio, o di minori che lo
fanno attraverso i genitori.
>Mi sembra che la cosa non dovrebbe essere messa
>in discussione, visto che nessuno può essere trattenuto in alcun posto al di
>fuori della sua volontà (il caso contrario si chiama "sequestro di persona"
Non mi risulta, visto che si tratta di una persona che (proprio in
quanto maggiorenne) ha scelto consapevolmente di entrare in
un'istituzione in cui vigono delle regole. Quando un impiegato chiede
un permesso per uscire prima dal lavoro, senza addurre motivi validi,
ha il diritto di averlo sempre, e di denunciare il datore di lavoro
per sequestro di persona se gli dice di no?
Lisa
>1.tutto ciň vale anche se l'alunno vive in casa con i genitori ed č
>mantenuto da essi?
Il buon senso vorrebbe che in casi del genere si trovasse una
soluzione equilibrata per tutti, ma non vedo perche' dovrebbe fare
qualche differenza per la legge. Non esistono mica i maggiorenni di
serie A e i maggiorenni di serie B. Quando una persona maggiorenne va
a farsi assumere per un lavoro, a sottoscrivere un contratto, a fare i
documenti per sposarsi, o a testimoniare in tribunale, non ci sono
mica due normative diverse a seconda che viva con i genitori o meno.
>Ricordo compagni di scuola, maggiorenni, che avevano due
>libretti per le giustificazioni. Il genitore che dovrebbe fare in questi
>casi?
Ma scusa, se erano maggiorenni, e quindi avevano il diritto di
firmarsele legittimamente da soli, cosa se ne facevano di due? Il
libretto doppio (ottenuto fingendo di averlo perso, e chiedendone uno
di riserva) e' un escamotage dei minorenni per firmarsi da soli le
assenze da nascondere, senza che il genitore sospetti nulla quando va
a firmare davvero quelle ufficiali.
Lisa
Il tuo ragionamento non regge. Qualunque azione per trattenere la persona in
quel luogo sarebbe
sanzionabile penalmente.
>Vorrei porre un altro annoso problema: se un alunno, ancorchè maggiorenne,
>un bel giorno chiede di uscire in anticipo dall'istituto rispetto alla fine
>delle lezioni per un qualsivoglia motivo come bisogna regolarsi?
non lo puoi tenere dentro a forza, sarebbe sequestro di persona.
Poi però se non dà una giustificazione valida dell'uscita anticipata,
si possono prendere provvedimenti disciplinari.
>Segna sul registro di classe qualsiasi accadimento.
>E con questo liberi te e la scuola da qualsiasi responsabilita'.
>Poi se proprio vuoi fare lo stakanovista fai sapere in presidenza che lo
>studente si e' allontanato.
Ogni assenza, per tutto l'orario giornaliero o una parte, fatta da
minorenne o maggiorenne, deve essere giustificata e motivata. La
scuola si riserva la facoltà di valutare la validità delle motivazioni
addotte. Se le ritiene non valide, può prendere provvedimenti, fino
alla sospensione in caso di inadempienze gravi e ripetute (il
maggiorenne non lo puoi tenere in classe se vuole uscire, ma gli puoi
impediere di entrare se è sospeso).
Allo stesso modo il datore di lavoro non può chiudere a chiave i suoi
dipendenti, ma può prendere provedimenti, fino al licenziamento, in
caso di gravi violazioni del contratto di lavoro, per esempio il
mancato rispetto dell'orario.
>1.tutto ciò vale anche se l'alunno vive in casa con i genitori ed è
>mantenuto da essi? Ricordo compagni di scuola, maggiorenni, che avevano due
>libretti per le giustificazioni. Il genitore che dovrebbe fare in questi
>casi?
I genitori hanno l'obbligo di mantenere i figli, anche maggiorenni,
anche trentenni, se convivono e non hanno mezzi di sussistenza propri
(ci sono sentenze in proposito). Ma non hanno il diritto di
controllare quello che fanno. Quindi, aspiranti genitori: pensateci
bene.
>2.E se l'alunno, maggiorenne, esce da scuola e si fa male per qualche
>motivo, i genitori hanno ragione ad incolpare l'insegnante? Lo chiedo
>perché ad alcuni colleghi è successo. Cosa si deve fare in questi casi?
Se l'alunno è minorenne, è sotto la custodia dei genitori in casa,
degli insegnanti a scuola, che devono vigilare sulla sua sicurezza.
Il maggiorenne è sotto la custodia di sé stesso. Se esce da scuola e
finisce sotto un tram, peggio per lui.
Ma che c'entra.
Che abbia o non abbia diritto nessuno puo' trattenere una persona in luogo
contro la propria volonta'.
Se l'abbandono del luogo viola accordi fra le parti questo comportera' delle
sanzioni.
Ma intanto non gli puo' essere impedito di uscire.
Esatto.
Se una persona non vuole rimanere in un dato luogo, nessuno lo può
trattenere.
Ovviamente può rischiare delle sanzioni in relazione alle scelte fatte: se
sei un lavoratore che lascia il posto di lavoro rischia il licenziamento, ma
nessun titolare potrà mai chiuderti a chiave nell'ufficio. Allo stesso modo
se uno studente lascia la scuola potrà rischiare sanzioni di varia natura
(ad esempio un voto negativo, ecc.), ma in nessun caso potrà essere
trattenuto contro la sua volontà.
Purtroppo, di fatto le cose non stanno cosi'. La responsabilita' di
far rispettare certe regole disciplinari esiste ugualmente. Se porti
in gita alunni maggiorenni, e succede qualcosa di grave, passi i guai
lo stesso. Se fai uscire di scuola alunni maggiorenni prima della fine
dell'ora, e quelli si fanno male o combinano un disastro, passi i guai
lo stesso. Magari poi ricorri e ti danno ragione, ma te la danno dopo
dieci anni di processi sfiancanti, spese e infamia.
saluti
Lisa
>"pino" <pi...@iol.it> ha scritto su it.istruzione.scuola:
>
>>Vorrei porre un altro annoso problema: se un alunno, ancorchè maggiorenne,
>>un bel giorno chiede di uscire in anticipo dall'istituto rispetto alla fine
>>delle lezioni per un qualsivoglia motivo come bisogna regolarsi?
>
>non lo puoi tenere dentro a forza, sarebbe sequestro di persona.
>
>Poi però se non dà una giustificazione valida dell'uscita anticipata,
>si possono prendere provvedimenti disciplinari.
Ok, ma in questo caso cosa cambia se e' maggiorenne e chiede di uscire
da solo, o se e' minorenne e lo chiedono i genitori?
saluti
Lisa
>> >Lo si deve lasciare andare!
>>
>> Non vedo il motivo di assumerla come regola fissa: lo si lascia andare
>> se le motivazioni sono convincenti, che sia maggiorenne o no.
>
>Il tuo ragionamento non regge. Qualunque azione per trattenere la persona in
>quel luogo sarebbe
>sanzionabile penalmente.
Nella mia scuola ho visto di persona il preside rifiutare un permesso
di uscita anticipata a un gruppo di studenti di quinta, tutti
maggiorenni, che pretendevano di uscire per andare ad assistere a una
manifestazione sportiva. La motivazione era che non esisteva una
ragione sufficientemente valida, e che l'uscita in blocco di dieci
persone contemporaneamente, non comunicata in anticipo agli insegnanti
delle ultime ore, avrebbe impedito il normale svolgimento delle
lezioni in quella classe. Voi dite che il preside ha commesso un
reato?
Ma soprattutto, non riesco a capire cosa c'entri l'essere maggiorenni.
Se in una classe di minorenni si fossero presentati, allo stesso modo,
i genitori di mezza classe che pretendevano di far uscire i figli
tutti insieme, avvertendo all'ultimo momento, per un motivo futile, e
mandando all'aria i programmi che avevano gli insegnanti delle ultime
ore, non sarebbe stato identico?
saluti
Lisa
Voi dite che il preside ha commesso un
> reato?
No, perché ha semplicemente rifiutato il permesso di uscita e loro si
sono adeguati; diverso sarebbe stato se gli studenti, in seguito al
rifiuto, fossero usciti lo stesso ed egli avesse cercato di trattenerli,
per esempio facendo chiudere la porta di uscita.
> Se in una classe di minorenni si fossero presentati, allo stesso modo, i
> genitori di mezza classe che pretendevano di far uscire i figli tutti
> insieme, avvertendo all'ultimo momento, per un motivo futile, e mandando
> all'aria i programmi che avevano gli insegnanti delle ultime ore, non
> sarebbe stato identico?
Se un genitore si presenta, e vuole prendersi il figlio, non glielo
si può impedire: al massimo si verbalizza sul registro, ma finisce lì.
--
"SONO MATTEO ASTROFILO SEMINEOFILO" (post su ISA)
it.cultura.classica: http://digilander.iol.it/mmanca
>
> "SAllo stesso modo
> se uno studente lascia la scuola potrà rischiare sanzioni di varia natura
> (ad esempio un voto negativo, ecc.).
No: le mancanze di carattere disciplinare non possono a nessun titolo
esser computate nel rendimento scolastico.
Il reato non sta nel rifiutare il permesso ma nel trattenere qualcuno contro
la sua volontà. Perchè questo accada bisogna che il preside, ad esempio,
faccia chiudere le porte impedendo alla gente di uscire. Il reato non è dire
"non puoi uscire" ma agire in modo tale da impedire che la persona possa
uscire. Deve esserci cioè un atto concreto, non la sola intenzione.
> Ma soprattutto, non riesco a capire cosa c'entri l'essere maggiorenni.
> Se in una classe di minorenni si fossero presentati, allo stesso modo,
> i genitori di mezza classe che pretendevano di far uscire i figli
> tutti insieme, avvertendo all'ultimo momento, per un motivo futile, e
> mandando all'aria i programmi che avevano gli insegnanti delle ultime
> ore, non sarebbe stato identico?
Se un genitore viene a prendere il figlio, avendone la potestà, nessuno
glielo può rifiutare. CHe sia uno o dieci al colpo.
Ripeto il concetto: al di là dei motivi per cui uno si trova in un luogo,
nessuno può essere trattenuto (si intende fisicamente) senza la sua volontà
(il solo caso possibile è il fermo di polizia - che ha durata limitata - o
l'arresto, dopo la conferma da parte dell'autorità giudiziaria, o casi
particolari - ad esempio ricovero coatto, ecc.)
Se poi l'abbandono del posto di lavoro o di studio comporta delle sanzioni
disciplinari, queste faranno il loro corso.
Per assurdo, se trovi un ladro in casa e lo trattieni, rischi la denuncia
per sequestro di persona... vedi tu!
Non cambia nulla. La persona maggiorenne ha la potesà su sé stessa, i
genitori ce l'hanno sui figli minorenni. In nessuno dei due casi (salvo casi
particolari) una terza parte può imporre la propria volontà con la forza.
Dal punto di vista penale non credo.
Nessun giudice ti condannerà perchè il ragazzo maggiroenne esce di sera va
in disco e si ubriaca.
> Se fai uscire di scuola alunni maggiorenni prima della fine
> dell'ora, e quelli si fanno male o combinano un disastro, passi i guai
> lo stesso.
E' sufficiente registrare sul registro di classe che la persona tal dei tali
ha abbandonato l'aula a tal ora. In quanto maggirenne la responsabilità è
soltanto sua.
>>Poi perň se non dŕ una giustificazione valida dell'uscita anticipata,
>>si possono prendere provvedimenti disciplinari.
>
>Ok, ma in questo caso cosa cambia se e' maggiorenne e chiede di uscire
>da solo, o se e' minorenne e lo chiedono i genitori?
sotto questo punto di vista niente.
Ho alcuni dubbi, piuttosto, sul da farsi nel caso che un minorenne
pretenda di uscire senza avere una giustificazione dei genitori. Lo
possiamo tenere dentro con la forza? Se sě, non č violenza privata? Se
no, non č mancata custodia?
>Nella mia scuola ho visto di persona il preside rifiutare un permesso
>di uscita anticipata a un gruppo di studenti di quinta, tutti
>maggiorenni, che pretendevano di uscire per andare ad assistere a una
>manifestazione sportiva. La motivazione era che non esisteva una
>ragione sufficientemente valida, e che l'uscita in blocco di dieci
>persone contemporaneamente, non comunicata in anticipo agli insegnanti
>delle ultime ore, avrebbe impedito il normale svolgimento delle
>lezioni in quella classe. Voi dite che il preside ha commesso un
>reato?
l'avrebbe commesso se avesse chiuso a chiave la porta della scuola. Il
preside non ha concesso il permesso di uscire: di conseguenza chi
fosse uscito ugualmente avrebbe violato ladisciplina scolastica, con
le conseguenze disciplinari del caso.
In ogni caso, vale il principio che nella scuola c'è obbligo di
frequenza, e per ogni assenza, totale o parziale, occorre dare una
motivazione, che è facoltà della scuola accettare o rifiutare. Ma
questo non fa della scuola un carcere.
>> Se in una classe di minorenni si fossero presentati, allo stesso modo, i
>> genitori di mezza classe che pretendevano di far uscire i figli tutti
>> insieme, avvertendo all'ultimo momento, per un motivo futile, e mandando
>> all'aria i programmi che avevano gli insegnanti delle ultime ore, non
>> sarebbe stato identico?
>
>Se un genitore si presenta, e vuole prendersi il figlio, non glielo
>si puň impedire: al massimo si verbalizza sul registro, ma finisce lě.
Da noi esiste un limite al numero degli ingressi posticipati e delle
uscite anticipate; se si supera questo limite, laPresidenza avverte la
famiglia (o convoca l'allievo maggiorenne) e se č il caso prende
provvedimenti.
(In alcuni interventi mi sembra di sentire una lontana eco che dice "e
a te che te ne frega": non sono mica tanto d'accordo).
>Con mia grande sorpresa mi sono sentito rispondere che non solo nessuno si
>era posto il problema, ma il preside accetta le giustificazioni per assenze
>o ritardi degli studenti maggiorenni solo a condizione che, all'inizio dell'
>anno scolastico, i genitori sottoscrivano un documento in cui autorizzano il
>figlio a farlo.
Boh, questo credo che sia semplicemente illegale...
Lisa
>> lezioni in quella classe. Voi dite che il preside ha commesso un
>> reato?
>
>Il reato non sta nel rifiutare il permesso ma nel trattenere qualcuno contro
>la sua volontà. Perchè questo accada bisogna che il preside, ad esempio,
>faccia chiudere le porte impedendo alla gente di uscire.
Ok, ma allora perche' tutto questo ribattere inutile? Mi pare che si
sia trattato di un fraintendimento. La domanda iniziale era "Cosa si
deve fare se un maggiorenne chiede il permesso di uscire", e finiva
qui, non era "cosa si deve fare se gli si dice di no e quello esce lo
stesso"...
Lisa
Più che altro non si vuole sottolineare che non è possibile sequestrare
nessuno senza subire sanzioni penali.
Se consideri che le sanzioni disciplinari non possono influire in nessun
modo sul profitto e quindi sull'esito
di promozione o bocciatura il cerchio si chiude.
> Ho alcuni dubbi, piuttosto, sul da farsi nel caso che un minorenne
> pretenda di uscire senza avere una giustificazione dei genitori. Lo
> possiamo tenere dentro con la forza? Se sě, non č violenza privata? Se
> no, non č mancata custodia?
La seconda che hai detto
--
La luce e' la mano sinistra delle tenebre,
e le tenebre la mano destra della luce.
(Ursula K. Le Guin)