Il 05/11/2011 10:05, barbapapà ha scritto:
> "Naciketas" <
ch...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
> news:4eb4fa38$0$6829$5fc...@news.tiscali.it...
>> Il 05/11/2011 9.25, barbapapà ha scritto:
>>> un paio di giorni fa si parlava con una collega dei voti e del loro
>>> utilizzo. Io ho sempre saputo che un docente, se vuole, può usare
>>> anche i voti del primo quadr ( sebbene, credo, nessuno lo faccia, io
>>> per primo ) per calcolare la media con cui presenterà l'alunno allo
>>> scrutinio finale di giugno. La collega sosteneva invece che il
>>> docente potesse servirsi solo dei voti del sec quadrim per decidere
>>> il voto con cui presentare l'alunno a Giugno. Qualcuno sa chi di noi
>>> era nel giusto?
>>
>> Io ho sempre fatto la media su tutto l'anno. Nel secondo quadrimestre
>> invito gli studenti a recuperare le lacune del primo. Se uno studente
>> ha preso una insufficienza alla seconda verifica del primo
>> quadrimestre, gli chiedo di rifare quella sola verifica.
>> Se considerassi solo il secondo, perché mai gli studenti dovrebbero
>> studiare nel primo quadrimestre?
>
> -----------------------------
>
> ma infatti è quello che dico io. Il problema è che da me nessuno lo fa
è un escamotage per promuovere a tutti i costi con lo sconto.
Ho visto molto spesso sufficiente sbocciare non tanto nel II
Q, ma proprio a maggio, talvolta a maggio inoltrato, con
strani turni di interrogazioni fulltime, e in seguito a
strisce di insufficienze sistematiche disseminate per
l'intero anno.
Il legislatore dal canto suo ha voluto suffragare questo
malcostume
> ed io già valutando soltanto in base ai voti del secondo quadrimestre (
> che sono più alti rispetto a quelli del primo quadr ) sono nella scuola
> tra quelli che dà il maggior numero di debiti a giugno ( ovviamente sono
> il cattivo, il bastardo et cetera ).
ma che te frega ... stai apposto con la tua coscienza ? Bene
così. Tira dritto.
Ah ... rispondo qui a sproposito anche a un commento di
Fasce, circa la presunta impostazione libera del docente su
come dare i voti.
Io penso che la parcellizzazione o l'integrazione non siano
arbitrari oltre una certa (e limitata misura) ma rispecchino
la struttura stessa epistemologica di ogni disciplina.
Ci sono casi di argomenti PARALLELI, le cui valutazione sono
gioco forza indipendenti
Ci sono casi di argomenti "a cascata" dove la struttura
delle propedeuticità rende i voti successivi condizionati al
possesso di prerequisiti.
Questo per dire che non vedo molto rilevante l'impostazione
didattica, quanto piuttosto la struttura sottostante.
Un buon insegnante asseconda quella, a prescindere da quale
impostazione (parcellizzata o integrata) gli piace di più in
teoria.
> Se usassi anche quelli del primo
> quadrimestre, avrei una percentuale di debiti intorno al 70 % degli
> aunni per classe.
che sarebbe la percentuale reale. Prendine atto. Poi, come
dice Naciketas, mica è proibito per legge, tempo
permettendo, riverificare per i soli interessati almeno
qualcuno tra i peggiori argomenti del primo. Alla fine il I
Q non conta in senso cronologico, ma contenutistico. Se
entro fine anno dimostri di avere capito delle cose vecchie,
beh, l'importante è quello.
Io faccio come naciketas ... però nei recuperi metto sempre
un CALMIERE. Oltre sei (del dato voto, non in generale) non
sali. Puoi anche spostare un uno, con un magro sei, perché
non li medio insieme. Ma non consento di salire oltre. Se
uno mira a bei voti, lavora a tempo debito. SE invece fa il
farfallone, allora garantisco il minimo sindacale e non
oltre (uno può sempre tirarsi su con la media di altre
valutazioni, estranee al voto recuperato).
> Ora, siccome a me non interessa dare debiti, ma fare
> in modo che i ragazzi conoscano il programma, c'è da capire se valga o
> meno la pena di usare, almeno per un anno, anche i voti del primo
> quadrimestre;
decisamente si.
Ma partirei dall'anno prossimo, così glielo dici sin dal
primo giorno e ciascuno si faccia i suoi piani di battaglia.
> maagri quell'anno sarebbe una strage, però dall'anno
> successivo studierebbero tutti dal primo giorno di scuola, no?
;-) Mmm ... no, non penso. Ma tu avresti fatto la tua parte
per incentivare la cosa, e quindi saresti sereno. Tu offri
l'acqua, ma si sa che non beve il cavallo che non ha sete.
Però se tu l'acqua l'hai messa, a quel punto scrolli le
spalle e dici "arrangiati"
> il
> problema è che ci siamo accorti che tantissimi alunni non aprono
> letteralmente libro fino a dicembre. Solo che i miei colleghi fanno
> spallucce. A me la cosa fa girare i maroni, sinceramente.
Non so cosa insegnino, ma credo sia mero menefreghismo.
Per una lingua è un approccio incompatibile.
Se non studi le prime due declinazioni ed alcuni modi e
tempi verbali, ma solo altri, forse che riesci a tradurre
una riga intera ? Ovviamente no.
Per matematica anche.
Per materie molto modulari o mnemoniche ha impatto assai
meno devastante, talvolte modesto.
Contestualizzando meglio ...
Io faccio chimica, e in certi casi la correlazione tra
contenuti è modesta, perché ci sono nette discontinuità di
argomento, mentre in altri casi c'è la certezza assoluta che
il non avere capito certe parti rende inaccessibili altre.
Insomma, non ne farei una questione filosofica di
impostazione, ma di prassi cauta (studiare da principio
garantisce in tutti i casi ... e loro non hanno idea di come
è la struttura di propedeuticità interne per cui non sono
autorizzati a fare scommesse).
In realtà sottolineo invariabilmente i legami tra parti di
programma che faccio in terza e che vengono riprese in
quinta, etc ... ma entra da un orecchio e esce dall'altro.
Però lo dico lo stesso, poiché è VERO :-)
ciao
Soviet