--
illud potius praecipiendum fuit, ut eam diligentiam adhiberemus in amicitiis
comparandis, ut ne quando amare inciperemus eum quem aliquando odisse
possemus
Ma che intendi con "prove comuni"? Le simulazioni della terza prova d'esame?
Quelle vanno fatte per legge, e sarebbe meglio non valutarle appunto perche'
si tratta di simulazioni. Se poi ti riferisci ad altro tipo di prove,
spiegalo meglio, cosi' possiamo dire la nostra.
Quanto al copiare, se insegni latino stai attento ai compiti in classe: ci
sono siti internet che offrono questo vigliacchissimo servizio di dare la
traduzione on line, cosi' che i ragazzi durante il compito si collegano con
il cellulare e copiano. Basta trascrivere le prime tre parole della versione
e arriva la traduzione gia' pronta. Miracoli della tecnologia. Per evitare
questo ci sono solo due metodi: o scegliere autori sconosciuti o medievali,
le cui opere non sono comprese nei database di questi siti-canaglia, oppure
riscrivere la versione al computer e modificare le costruzioni e l'ordine
delle parole, in modo che non riescono a trovarla.
>
>"brokolo" <nonomail@l> ha scritto nel messaggio
>news:4baa8915$0$1112$4faf...@reader4.news.tin.it...
>> non è la prima volta che ho espresso il mio pensiero riguardo alle prove
>> comuni. Le trovo perfettamente inutili.
>
>Ma che intendi con "prove comuni"?
ma appunto...! Non insegna al superiore?
Meglio: ha senso se tutti studiano. Ogni alunno sfaticato abbassa la
media, a onta di qualsiasi BBravodocente.
--
Eîpen dè ho Iesoûs, oudè egó se katakríno: poreúou, kaì
apò toû nûn mekéti hamártane (Euaggélion katà Ioánnen, 8,11)
per prove comuni intendo dire che nello stesso giorno, nelle stesse ore,
tutte le classi parallele ( ad esempio tutte le prime, tutte le seconde etc
etc ) affrontano la medesima prova. Se la disciplina è latino, sarà una
versione. Ma si fanno con tutte le discipline. Da voi non si usano? in
Lombardia sono molto frequenti :(
><ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
>news:r1lmq59h5melbh011...@4ax.com...
>> On Thu, 25 Mar 2010 10:41:10 +0100, "Kimafuso Lamoto" <nonte...@tin.it>
>> wrote:
>>
>>>
>>>"brokolo" <nonomail@l> ha scritto nel messaggio
>>>news:4baa8915$0$1112$4faf...@reader4.news.tin.it...
>>>> non è la prima volta che ho espresso il mio pensiero riguardo alle prove
>>>> comuni. Le trovo perfettamente inutili.
>>>
>>>Ma che intendi con "prove comuni"?
>>
>> ma appunto...! Non insegna al superiore?
>versione. Ma si fanno con tutte le discipline. Da voi non si usano? in
> Lombardia
certo che la simulazione della terza prova si usa anche qui!
>Quanto al copiare, se insegni latino stai attento ai compiti in classe: ci
>sono siti internet che offrono questo vigliacchissimo servizio di dare la
>traduzione on line, cosi' che i ragazzi durante il compito si collegano con
>il cellulare e copiano. Basta trascrivere le prime tre parole della versione
>e arriva la traduzione gia' pronta. Miracoli della tecnologia. Per evitare
>questo ci sono solo due metodi: o scegliere autori sconosciuti o medievali,
>le cui opere non sono comprese nei database di questi siti-canaglia, oppure
>riscrivere la versione al computer e modificare le costruzioni e l'ordine
>delle parole, in modo che non riescono a trovarla.
Perche' "canaglia?". Dicevano che il latino serve a leggere gli
autori: quei siti servono a diffondere cultura.
*_* e che c'entra? io parlo di prove comuni :(
>
>per prove comuni intendo dire che nello stesso giorno, nelle stesse ore,
>tutte le classi parallele ( ad esempio tutte le prime, tutte le seconde etc
>etc ) affrontano la medesima prova. Se la disciplina è latino, sarà una
>versione. Ma si fanno con tutte le discipline. Da voi non si usano? in
>Lombardia sono molto frequenti :(
Da noi qualche volta si fa, ma si tratta di un'iniziativa personale di
qualche insegnante (o al massimo del coordinatore del gruppo di quella
materia) che si mette d'accordo coi colleghi e organizza la verifica,
ma non è che tutti siano obbligati ad aderire, né tantomeno che sia
una cosa formale, in cui si spostano le classi e si schierano i
ragazzi tutti insieme. Semplicemente, si concorda insieme un testo che
vada bene a tutti, lo si scrive in tre o quattro varianti leggermente
diverse (come sarebbero quelle che si fanno comunque per dare il
compito a più file), e poi ognuno lo fa fare nella sua classe nelle
proprie ore, possibilmente nello stesso giorno ma non per forza, basta
che siano tutti a ridosso nell'arco di due o tre giorni. Ai ragazzi
nemmeno gli si dice, che si tratta di una prova comune, per loro è un
compito come tutti gli altri. E anche se gli si dovesse dire, nella
mia scuola non avrebbero nemmeno la curiosità di chiedere informazioni
sul compito a chi l'ha già fatto il giorno prima, la percentuale di
scopiazzamento rimarrebbe la stessa di sempre...
Ovviamente per matematica e fisica risulta molto più facile congegnare
un compito comune in più versioni diverse dello stesso livello di
difficoltà, forse per alcune altre materie non ci si riesce. In ogni
caso, se qualcuno se ne dissocia, non è un problema.
Nella mia scuola il motivo per cui alcuni lo fanno riguarda
soprattutto l'esigenza di uniformare i programmi in vista del salto da
biennio a triennio, perchè le varie sezioni di triennio hanno
indirizzi diversi, a scelta, quindi le classi si rimescolano
completamente e le terze sono delle vere e proprie classi iniziali,
che si formano con persone provenienti da più sezioni diverse. E a
quel punto il rimpallo di accuse, scuse e pretesti è un classico, "ma
noi questa cosa l'anno scorso nella sezione C non l'avevamo mica
fatta..."
>On Thu, 25 Mar 2010 19:40:01 +0100, "brokolo" <nonomail@l> wrote:
>
>
>>
>>per prove comuni intendo dire che nello stesso giorno, nelle stesse ore,
>Da noi qualche volta si fa, ma si tratta di un'iniziativa personale di
>(...) In ogni caso, se qualcuno se ne dissocia, non è un problema.
volevo ben dire... Nella vita ci sono tanti di quei problemi,
che procurarsene un altro sarebbe stato puro masochismo.
><ab...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
>news:0lumq5p0amd2l53df...@4ax.com...
>>>versione. Ma si fanno con tutte le discipline. Da voi non si usano? in
>>> Lombardia
>>
>> certo che la simulazione della terza prova si usa anche qui!
>
>*_* e che c'entra? io parlo di prove comuni :(
io di parlarne me ne guardo bene. - E sta' sicuro che a scuola mia
se n'e` guardato bene anche chi si trovava a capo dipartimento:
non sarebbe durato in quell'incarico un minuto di piu`, conoscendo
i colleghi - che non erano per nulla dei fannulloni (lo sottolineo).
Guarda, io ne ho appena fatte un paio, circa due settimane fa. Insegno
matematica in un'intera sezione in verticale, dalla prima alla quinta.
Ci siamo riuniti in quattro nella stessa situazione, e abbiamo
concordato di fare una prova "quasi" comune, come ultimo compito prima
del pagellino interquadrimestrale.
Abbiamo deciso di lasciare fuori le quinte, perché avevano già fatto
le simulazioni di terza prova da pochissimo, poi abbiamo proposto un
po' di esercizi adatti alle altre classi, e ognuno ha detto in quali
classi contava di utilizzarli e in quali no.
Io li ho usati solo per la prima e per la terza, e li ho propinati ai
ragazzi come normalissimo compito in classe. I risultati sono stati
assolutamente nella media dei compiti in classe consueti, e
l'incidenza di palesi tentativi di scopiazzamento non è cambiata
rispetto al solito...
Lisa
> Ai ragazzi
>nemmeno gli si dice, che si tratta di una prova comune, per loro è un
>compito come tutti gli altri. E anche se gli si dovesse dire, nella
>mia scuola non avrebbero nemmeno la curiosità di chiedere informazioni
>sul compito a chi l'ha già fatto il giorno prima, la percentuale di
>scopiazzamento rimarrebbe la stessa di sempre...
Ah, non c'entra con le prove comuni ma aggiungo questo: io ho SEMPRE
l'abitudine, senza eccezione, di far fare il compito da soli, alla
prima occasione utile, a quelli che l'hanno mancato per assenza. Per
cui, oltre a quelle standard delle due file, ne preparo sempre una
versione o due in più (che comunque, anche se non viene usata, fa
sempre comodo per le emergenze degli anni successivi o per qualche
esercizio alla lavagna da chiedere in sede di interrogazione). A
seconda del tempo che mi ritrovo, le varie versioni differiscono l'una
dall'altra di più o di meno, ma qualche volta può anche capitare che
siano quasi identiche.
Inoltre, ho sempre l'abitudine, senza eccezione, di non ritirare
insieme al compito il foglio del testo, ma di lasciarlo ai ragazzi e
darglielo da rifare come esercizio a casa (magari scambiandosi le
file), in modo che al momento della discussione e restituzione dei
compiti corretti, ce l'abbiano davanti svolto per esteso.
In teoria, chi era stato assente e lo rifà qualche giorno dopo,
potrebbe essere clamorosamente avvantaggiato, perché ha la possibilità
di chiedere il vecchio testo a qualche compagno, di studiarsi a fondo
proprio quello, e di farsi un'idea charissima di quello che gli sarà
richiesto.
Bene, sembra incredibile, ma sono ANNI che faccio così, i miei
studenti lo sanno tutti che si tratta di una routine abituale... e non
capita quasi mai che qualcuno degli assenti che devono rifarlo chieda
effettivamente lumi a chi l'ha già fatto. I testi dei compiti
circolano liberamente, e quasi nessuno si preoccupa di darvi
un'occhiata in vista della propria verifica successiva.
Un paio di volte, per curiosità sperimentale, mi sono divertita a
darlo addirittura RIGOROSAMENTE IDENTICO al precedente, e sono
riusciti a sbagliarlo lo stesso, perché proprio non avevano pensato a
studiarsi quello...
Lisa
>On Thu, 25 Mar 2010 19:02:30 +0100, ab...@freemail.it wrote:
>
>>On Thu, 25 Mar 2010 19:43:18 GMT, ari...@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
>>wrote:
>>
>>>On Thu, 25 Mar 2010 19:40:01 +0100, "brokolo" <nonomail@l> wrote:
>>>
>>>
>>>>
>>>>per prove comuni intendo dire che nello stesso giorno, nelle stesse ore,
>>
>>>Da noi qualche volta si fa, ma si tratta di un'iniziativa personale di
>>>(...) In ogni caso, se qualcuno se ne dissocia, non � un problema.
>>
>>
>>volevo ben dire... Nella vita ci sono tanti di quei problemi,
>>che procurarsene un altro sarebbe stato puro masochismo.
>Abbiamo deciso di lasciare fuori le quinte, perch� avevano gi� fatto
>le simulazioni di terza prova da pochissimo,
mi sembra che sia stata una saggia decisione non sottoporre i ragazzi
di V ad un compito in classe subito dopo aver fatto loro sostenere
la simulazione della III prova. - Voglio dire: i miei (come sai, III liceo
cl.) ci mettevano moltissimo impegno, sia nell'uno che nell'altro caso.
poi abbiamo proposto un
>po' di esercizi adatti alle altre classi, e ognuno ha detto in quali
>classi contava di utilizzarli e in quali no.
cioe`? Invece di scegliere esercizi adeguati alla specifica classe,
si sono scelti esercizi uguali per tutte le classi, indifferentemente,
e poi ogni docente li ha utilizzati dove voleva?
Io li ho usati solo per la prima e per la terza, e li ho propinati ai
>ragazzi come normalissimo compito in classe.
ah, b�h, allora, non era una "prova comune" nel senso che diceva
brokolo: "nello stesso giorno, nelle stesse ore, tutte le classi parallele
( ad esempio tutte le prime, tutte le seconde etc etc ) (...) la medesima
prova."
Forse, avevo capito male, quando dicevi "Da noi qualche volta si fa"...
>On Thu, 25 Mar 2010 19:43:18 GMT, ari...@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
>wrote:
>
>
>> Ai ragazzi
>>nemmeno gli si dice, che si tratta di una prova comune, per loro � un
>
>prima occasione utile, a quelli che l'hanno mancato per assenza. Per
>cui, oltre a quelle standard delle due file, ne preparo sempre una
>versione o due in pi� (che comunque, anche se non viene usata, fa
>sempre comodo per le emergenze degli anni successivi o per qualche
>esercizio alla lavagna da chiedere in sede di interrogazione). A
(...)
>
>In teoria, chi era stato assente e lo rif� qualche giorno dopo,
>potrebbe essere clamorosamente avvantaggiato, perch� ha la possibilit�
>di chiedere il vecchio testo a qualche compagno, di studiarsi a fondo
>proprio quello, e di farsi un'idea charissima di quello che gli sar�
>richiesto.
>
>Bene, sembra incredibile, ma sono ANNI che faccio cos�, i miei
>studenti lo sanno tutti che si tratta di una routine abituale... e non
>capita quasi mai che qualcuno degli assenti che devono rifarlo chieda
>effettivamente lumi a chi l'ha gi� fatto. I testi dei compiti
Credo non mi sia molto chiaro: le versioni (degli esercizi) preparate
per gli assenti ("una versione o due in pi�" ) sono diverse da quelle
del compito?
Se la risposta e` No, allora, a che serve preparare un numero di testi
pari al numero degli studenti delle due file (che, magari, saranno
tutti presenti)?
>
>Bene, sembra incredibile, ma sono ANNI che faccio cosě, i miei
>studenti lo sanno tutti che si tratta di una routine abituale... e non
>capita quasi mai che qualcuno degli assenti che devono rifarlo chieda
>effettivamente lumi a chi l'ha giŕ fatto. I testi dei compiti
>circolano liberamente, e quasi nessuno si preoccupa di darvi
>un'occhiata in vista della propria verifica successiva.
>
>Un paio di volte, per curiositŕ sperimentale, mi sono divertita a
>darlo addirittura RIGOROSAMENTE IDENTICO al precedente, e sono
>riusciti a sbagliarlo lo stesso, perché proprio non avevano pensato a
>studiarsi quello...
>
Idem da me, solo che a volte qualcuno svolge un compito vecchio senza
accorgersi che non e' quello assegnato.
Da noi, come ha detto Lisa, usa solo di rado e per iniziativa di due o piu'
singoli docenti che si accordano, non e' una prassi usuale. Comunque nutro
molti dubbi sulla validita' di queste prove. L'anno scorso ne feci una con
una mia collega della sezione parallela, in due classi terminali. E sai che
successe? Che in quella prova risultarono molto piu' preparati gli alunni
miei, ma poi all'esame di Stato sono andati meglio i suoi. Devo ancora
capire come cio' sia stato possibile.
>Credo non mi sia molto chiaro: le versioni (degli esercizi) preparate
>per gli assenti ("una versione o due in più" ) sono diverse da quelle
>del compito?
>
>Se la risposta e` No, allora, a che serve preparare un numero di testi
>pari al numero degli studenti delle due file (che, magari, saranno
>tutti presenti)?
Mi spiego meglio:è normale preparare il compito in due versioni (o
eccezionalmente anche tre), per darlo normalmente alla classe
suddiviso per due (o tre) file. Mentre preparo le due o tre versioni,
(che solitamente differiscono di poco, ma abbastanza per non essere
immediatamente riconoscibili come identiche e scopiazzabili in
libertà)... se c'è tempo e voglia ne metto insieme anche un'altra in
più, dando per scontato che ci sarà sempre qualcuno che lo farà
separatamente qualche giorno dopo.
Se poi invece sono presenti tutti e non c'è nessuno che deve rifalro,
tanto meglio così.
Ma se c'è, me la ritrovo pronta per gli eventuali recuperi...
...oppure eccezionalmente la passo a qualche collega per una versione
piccola e rudimentale di "prova comune" che riguarda solo due classi
alla volta. :)
Lisa