LE FABBRICHE DELLE LAUREE/2 L' ABBIAMO PROVATO PER VOI
Quanto costa mettere un titolo su biglietti da visita e business card
LE FABBRICHE DELLE LAUREE/2 L' abbiamo provato per voi Quanto costa
mettere un titolo su biglietti da visita e business card Qui c' è un
po' di puzza di bruciato. Abbiamo verificato direttamente come ci si
muove in questo mondo, usando la nostra tecnica del «provato per voi».
«eccone i risultati. Di sistemi ce n' è più di uno. Per esempio: si
stampa il fac-simile di un diploma di laurea in inglese. Dopodiché, ci
si presenta negli uffici del tribunale insieme a un traduttore e si
chiede di autenticare la traduzione in italiano del documento. A
questo punto, ottenuta quella che viene chiamata «traduzione
asseverata», si possono tranquillamente preparare le copie. «In questo
modo, si attribuisce formalmente ufficialità a un documento che non ce
l' avrebbe», spiega Alessandro Dondero, avvocato genovese. «Perché con
la traduzione giurata il certificato viene autenticato di fronte a un
pubblico ufficiale». Un altro sistema è invece quello di acquistare
lauree in varie discipline da università dell' ex blocco sovietico,
contando sul fatto che là gli stipendi dei professori sono da fame.
Costo: 500 dollari per ogni diploma. Che viene poi rivenduto a prezzi
che possono raggiungere anche i 20 milioni di lire. E' anche in questo
modo che funziona il business degli istituti che rilasciano lauree
«chiavi in mano». Ci sono addirittura scuole che vendono pacchetti
completi comprensivi di viaggio negli Stati Uniti. Una di queste è la
Pro Deo di Roma (anzi, il nome completo è Universitas Internationalis
Studiorum Superiorum Pro Deo). Difficile riuscire a contattarla. Non
compare sugli elenchi telefonici, né sui siti internet. In compenso,
digitando «Pro Deo» sui motori di ricerca, appaiono decine di
curriculum. Quelli dei suoi «laureati». Che, contattati al telefono,
qualcosa raccontano. «Sono stato varie volte a Roma per istruire la
pratica - dice un imprenditore -. E poi a New York per la consegna del
diploma». Che avviene nella suggestiva cornice della St. Paul' s
Chapel della Columbia University. Noleggiata per l' occasione. E il
recapito della Pro Deo? «Non so, non ricordo. Sono passati cinque
anni»". Del resto non solo la Pro Deo è una sorta di inafferrabile
Araba Fenice. Anche alla Lincoln University (o meglio, al Centro
Italiano Studi di Modena a cui l' istituto fa capo) quando ci si
qualifica come giornalisti sono piuttosto evasivi: «No, io sono qui
solo per smistare le telefonate. Non so con chi potrebbe parlare.
Lasci il numero. La facciamo richiamare». Ma, nonostante i solleciti,
non si riesce mai a trovare nessuno. Chi parla a ruota libera, invece,
è Gian Carlo Bassi, responsabile per l' Italia della Yorker
International University. «La nostra è un' università non tradizionale
- spiega -, cioè svolge solo corsi di laurea a distanza. E limitati a
poche materie: di solito una decina. Qui la laurea non è immediata.
Bisogna studiare almeno sei-dieci mesi per ottenerla». Certo, un
documento che però in Italia non ha valore legale. A differenza di
quanto accade negli Stati Uniti, dove invece anche questi diplomi
consentono di aprire un' attività in proprio fregiandosi del titolo
conseguito e di iscriversi all' albo professionale. E le lauree
honoris causa? «Dal ' 97, anno in cui abbiamo aperto la sede italiana,
ne sono state conferite meno di 20. Su 342 persone diplomate. Bisogna
avere uno spessore culturale, per ottenerle. Un giovane con la laurea
honoris causa è semplicemente ridicolo», continua Bassi. Che dietro
alla scrivania della Yorker è arrivato dopo alcuni anni di lavoro in
una scuola per corrispondenza, altri in un' agenzia immobiliare e un
diploma in business ottenuto proprio con l' istituto americano. Ed è
stato a quel punto che ha fiutato il business. «Nella fascia di età
tra i 30 e i 50 anni, il 70 per cento di chi è inserito nel mondo del
lavoro non ha una laurea - considera -. I nostri studenti? Maschi,
nella maggior parte dei casi. Almeno la metà lavorano come dipendenti,
con mansioni di medio o alto livello. Gli altri sono liberi
professionisti o piccoli imprenditori. E la zona di provenienza è
molto spesso il Sud».
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(7 settembre 2001) - Corriere Lavoro