Un modo di spillare denaro ai consumatori è quello di vendere lauree
ad honorem che non hanno alcun valore accademico e che non sono
riconosciute da alcun organismo ufficiale. Infatti la normativa
italiana in questa materia stabilisce chiaramente che i titoli di
studio universitari, lauree ad honorem comprese (regio decreto n.
1592/1933), possono essere rilasciati solo da istituzioni autorizzate
e non da privati, enti od istituti comunque denominati (legge n.
262/1958). Il regio decreto del 1933 aggiunge che qualora le lauree
siano rilasciate da università straniere devono essere riconosciute
caso per caso.
Eppure, complice il desiderio di fregiarsi del titolo e sborsando
almeno 1900 euro (definita base minima) più un non meglio definito
costo fisso di 230 euro per traduzione, asseverazione e registrazione
della documentazione, molti credono di poter diventare in un batter
d’occhio dottori. A rilasciare le lauree honoris causa, attraverso
società intermediarie italiane, sono delle università americane,
nell’ambito degli scambi culturali riconosciuti dal Trattato di
amicizia tra Italia ed Stati Uniti d’America del 1948, poi ratificato
con la legge n. 385/1949. Tra l’altro, queste università non sono
nemmeno riconosciute dagli stessi organismi federali statunitensi. Le
lauree vengono concesse, per mezzo di un sistema di “credits”, a
chiunque si sia distinto, non si è capito però come, nel mondo del
lavoro. Ma è chiaro che ai dispensatori di lauree fasulle interessa
soltanto incassare i soldi degli sprovveduti che ci credono. Per
essere doctor basta aver raggiunto un numero di punti o credits e la
laurea arriva senza aver sostenuto neanche un esame ed avendo come
titolo di studio precedente anche solo la licenza elementare. Se non
si raggiungono i credits sufficienti basta iscriversi ad un
“doctorate”, una specie di corso di recupero, sempre a pagamento e
sempre senza esami, che consente di incamerare i punti mancanti. Tra
le università americane che rilasciano questi pomposi quanto inutili
pezzi di carta ci sono la Western States University, la New Yorker
University, la Walker University, la Leibniz University e la
University of Berkley.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato è intervenuta più
volte a sanzionare per pubblicità ingannevole alcune società italiane
che hanno diffuso messaggi sui mezzi di comunicazione per vendere
queste lauree fasulle.
Ecco alcuni esempi di istituti condannati per pubblicita ingannevole:
Isfoa
Ese european school of economics
Unitommaso
Cetus
Jean Monnet
University of usa
Erreservizi
Gann University
Uniusa
EIT San Marino
Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: settembre 2004