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Processo per la conversione termochimica degli scarti d'amianto

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Gualtiero A.N. Valeri - Consulente Chimico

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Jul 2, 2000, 3:00:00 AM7/2/00
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PROCESSO PER LA CONVERSIONE TERMOCHIMICA DELL’AMIANTO E LA PRODUZIONE DI
LATERIZI METASBESTICI

INTRODUZIONE

L’amianto, dalla fine del XIX secolo, e' stato un materiale applicato in
maniera massiccia sia per la sua caratteristica d’incombustibilità, per le
ottime proprietà meccaniche, per le sue proprietà d’isolante termico e di
fonoassorbenza.
Impiegato in vari modi (soprattutto per la produzione di tessuti) sin dall’
antichità, il suo impiego industriale inizia nel XIX secolo, quando sono
scoperti i giacimenti alpini di questo minerale. L’impiego industriale
massiccio inizia alla fine del XIX secolo.
La quantità totale impiegata tra il 1890 ed il 1969 si stima sia stata di
24.827.500 t, di cui il 30% nel solo periodo 1960÷1969.
L’amianto e' stato prodotto ed impiegato in diverse forme: in fibra in forma
di treccia o di tela, in cartoni, in forma spruzzata a formare dei
rivestimenti (a scopo fonoassorbente o di protezione al fuoco), come
cementoamianto o vinil-amianto.
Questi i settori d’impiego.
Impieghi nell’edilizia:
- coperture (cementoamianto od eternit);
- intonaci;
- pavimenti in vinil-amianto (linoleum);
- isolanti termici e fonoassorbenti;
- controsoffittature;
- rivestimenti per tubature.
Mezzi di trasporto:
- treni;
- navi (isolamenti termoacustici).
Industria:
- coibentazioni forni e caldaie;
- protezioni antincendio;
- materiali d’attrito;
- filtri;
- guarnizioni.

LA PROBLEMATICA CONNESSA

Oggigiorno, dopo che - in seguito alla scoperta dei pericoli connessi all’
uso dell’amianto - a livello internazionale s’e' decisa la cessazione della
produzione di manufatti in amianto e la bonifica dei mezzi e degli ambienti
ove v’e' la presenza di parti in amianto, ci si trova davanti alla necessità
di smaltire, sottraendolo permanentemente da ogni contatto presente e futuro
con l’ambiente, enormi quantità d’amianto in forme pure o di materiali
compositi (cementoamianto, vinil-amianto).
Il metodo sinora praticato e' quello di sigillare il materiale proveniente
dalle bonifiche in sacconi di polietilene portanti la scritta “PERICOLO:
AMIANTO” e di interrarli in apposite discariche (un numero ridottissimo sul
territorio nazionale). Ciò con il consumo di grandi porzioni di territorio e
senza il recupero d’alcuna materia prima, senza eliminare effettivamente l’
amianto e con costi piuttosto elevati.
Altro metodo, non ancora applicato industrialmente ma proposto, e' la
distruzione dell’amianto con formazione di una scoria vetrificata tramite l’
uso di una torcia al plasma (8.000÷20.000°C): il metodo implica l’uso di una
tecnologia con altissimi costi d’impianto e d’esercizio, con l’ottenimento,
alla fine, solo di una scoria vetrosa inerte, con possibile utilizzo solo
come tout-venant nell’edilizia e nelle costruzioni stradali, e dunque di
bassissimo valore commerciale.
Una terza via, anche questa per ora solo sperimentale, e' la fusione (con
completa decomposizione dell’amianto) e la riduzione in fibre vetrose dell’
amianto. Anche questa tecnologia comporta l’uso d’altissime temperature ed
e' d’applicazione limitata alle masse d’amianto pure, mentre e'
inapplicabile nel caso, ad esempio, del cementoamianto.

IL PROCESSO PROPOSTO

Il processo qui proposto, altresì, e' applicabile ad ogni tipo di scarto
contente amianto, sia esso cementoamianto, tele o cartoni, feltri spruzzati,
vinil-amianto. Esso converte integralmente il residuo trattato in un
prodotto di buona qualità e d’ampia applicazione (mattoni di laterizio) e
dunque di buon valore commerciale; non comporta l’uso d’altissime
temperature (anzi, si opera a temperature piuttosto basse e del tutto
confrontabili a quelle normalmente impiegate nell’industria dei laterizi);
tutte le lavorazioni sono attuabili in maniera tale da non comportare
rischio alcuno né per i lavoratori né per la popolazione residente negli
immediati dintorni dell’impianto.
Il prodotto di questo processo, come detto, sono dei blocchi in laterizio
circa il 30% piu' leggeri (e con potere d’isolamento termico
proporzionalmente superiore) dei laterizi comuni, con ottime caratteristiche
meccaniche (che e' possibile portare al punto desiderato regolando
opportunamente il processo), i quali, in seguito alle trasformazioni
termochimiche avvenute, non contengono piu' alcuna traccia d’amianto.
Il processo puo' essere attuato in una qualunque area destinata al comune
uso industriale ed artigianale.


Si cercano partner interessati al processo.

Gualtiero A.N. Valeri
Alessandro Moro
gualtiero...@libero.it - guv...@tin.it
C.P. 1059 - 35100 Padova

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