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circuiti a diversa tensione nella stessa scatola?

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ci.emmeffe

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
salve, per una divergenza con un impiantista avrei bisogno di una conferma:
- è o non è vero che cavi elettrici a diverse tensioni non possono passare
nel
medesimo corrugato? - e nella medesima scatola di derivazione?
- è possibile far passare cavo teleconico nella stessa scatola di
derivazione
dell'impianto elettrico a 220? - e il circuito citofonico con il 220?
- è possibile affiancare una presa del 220 a una presa telefonica?

sembrano tante domande ma son poi una sola.

solo che avrei bisogno anche dei riferimenti normativi, se possibile.

grazie in anticipo, saluto. massimo

Saccon & Guetta Associati

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
"ci.emmeffe" <ci.em...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:8hpdos$6a4$1...@lacerta.tiscalinet.it...

> salve, per una divergenza con un impiantista avrei bisogno di una
conferma:
> - č o non č vero che cavi elettrici a diverse tensioni non possono passare

> nel
> medesimo corrugato? - e nella medesima scatola di derivazione?

SI e NO.
SI solo se entrambi i cavi sono isolati per la linea con la tensione piů
elevata presente nella stessa conduttura. Eesempio:
in una tubazione transita un cavo telefonico ed un circuito trifase composto
da cavo unipolare tipo H07V-K. La tensione piů elevata č quella relativa al
circuito trifase di 400V. Per transitare nella stessa tubazione il cavo
telefonico deve avere una tensione di isolamento minima 300/500V dove 300V
si riferisce alla tensione tra fase e terra e 500V tra fase e fase.
Se cosi non fosse il cavo telefonico deve essere separato (tubazione per
conto suo, guaina supplementare, setto di separazione e chi piů ne ha
.......). Questo ovviamente vale per tutta la conduttura: tubazione + cavo +
cassette di derivazione + scatole portafrutto.

> - č possibile far passare cavo teleconico nella stessa scatola di


> derivazione
> dell'impianto elettrico a 220? - e il circuito citofonico con il 220?

> - č possibile affiancare una presa del 220 a una presa telefonica?

Vedi sopra.

> sembrano tante domande ma son poi una sola.

Infatti.

> solo che avrei bisogno anche dei riferimenti normativi, se possibile.

Norma CEI 64-8 IV edizione.

Luca

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
 

"ci.emmeffe" ha scritto:

salve, per una divergenza con un impiantista avrei bisogno di una conferma:

- è o non è vero che cavi elettrici a diverse tensioni non possono passare

nel
medesimo corrugato? - e nella medesima scatola di derivazione?

- è possibile far passare cavo teleconico nella stessa scatola di

derivazione
dell'impianto elettrico a 220? - e il circuito citofonico con il 220?

- è possibile affiancare una presa del 220 a una presa telefonica?
Norma CEI 64-8  art. 411.1.3.2
La separazione di protezione tra i conduttori dei circuiti di ogni sistema SELV e PELV ed i conduttori di qualsiasi altro circuito deve essere realizzata ricorrendo ad uno dei seguenti metodi:
-.....
- con i conduttori dei circuiti SELV e PELV muniti, oltre che del loro isolamento principale, di una guaina isolante;
-...........
Nota - Nei casi precedenti è sufficiente sia assicurato, per ciascun conduttore, l'isolamento principale richiesto per la tensione nominale del circuito di cui il conduttore fa parte.
..................
Norma CEI 64-8  art. 413.5.1.4
Si raccomanda l'uso di condutture elettriche distinte per i circuiti separati. Se non si può evitare di usare conduttori di una stessa conduttura elettrica per i circuiti separati e per gli altri circuiti, si devono utilizzare cavi multipolari senza guaina metallica, oppure cavi unipolari senza guaina in tubi protettivi isolanti o in canali isolanti, a condizione che essi siano isolati per la tensione nominale del sistema a tensione più elevata e che ciascun circuito sia protetto contro le sovracorrenti.

Da quanto sopra ritengo possibile posare cavi citofonici con guaina nei tubi e nelle scatole con circuiti a tensione superiore, possibilità che viene meno se i cavi vengono sguainati per le derivazioni  ed i collegamenti, a meno che le scatole di derivazione e portafrutti non siano dotati di opportuni setti separatori. Per le linee telefoniche è necessario rispettare le prescrizioni della società telefonica, ma in questo caso non ho riferimenti.

Ciao

Luca

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to

antigone

unread,
Jun 9, 2000, 3:00:00 AM6/9/00
to
per il cavo telefonico no,
per circuiti a tensione diversa ok purchè isolamento più gravoso per tutti,
scatole derivazione setti separatori o misure equivalenti
ingvitali


Elvira Ferrandino

unread,
Jun 29, 2000, 3:00:00 AM6/29/00
to
Attenzione perché se non è rispettata la separazione tra circuiti elettrici
ad isolamento diverso si configura un reato ai sensi del DPR 547/55 art.
270, quindi di tipo penale!!!!!!

Ambro

unread,
Jun 29, 2000, 3:00:00 AM6/29/00
to

Elvira Ferrandino ha scritto:

> Attenzione perché se non è rispettata la separazione tra circuiti elettrici
> ad isolamento diverso si configura un reato ai sensi del DPR 547/55 art.
> 270, quindi di tipo penale!!!!!!

Purtroppo ho perso il post precedente, e non mi ricordo a cosa Ti riferivi. Ma
l'art. citato non mi sembra che sia interpretabile in quel senso. Il DPR con
quell'art. richiede un adeguato isolamento, quindi la protezione contro i
contatti diretti. Ma per questi non sempre è necessaria la separazione dei
circuiti.

Elvira Ferrandino

unread,
Jul 5, 2000, 3:00:00 AM7/5/00
to

"Ambro" <luc...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:395BA43D...@tin.it...
Non condivido si può estendere perché nell'art. che cita testualmente:"In
ogni impianto elettrico i conduttori devono presentare, tanto tra loro
quanto verso terra, un isolamento adeguato alla tensione dell'impianto", non
si fa alcun riferimento ai contatti indiretti e parla esplecitamente di
isolamento tra conduttori.

Ambro

unread,
Jul 7, 2000, 3:00:00 AM7/7/00
to

Elvira Ferrandino ha scritto:

>
> Non condivido si può estendere perché nell'art. che cita testualmente:"In
> ogni impianto elettrico i conduttori devono presentare, tanto tra loro
> quanto verso terra, un isolamento adeguato alla tensione dell'impianto", non
> si fa alcun riferimento ai contatti indiretti e parla esplecitamente di
> isolamento tra conduttori.

Vorrei puntualizzare che ho scritto contatti diretti.

L'isolamento dei condutturi, e comunque delle parti attive, a cosa serve?

Elvira Ferrandino

unread,
Jul 14, 2000, 3:00:00 AM7/14/00
to

"Ambro" <luc...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:3965C7BC...@tin.it...
>
>
> Elvira Ferrandino ha scritto:
>
> >
> > Non condivido si puň estendere perché nell'art. che cita

testualmente:"In
> > ogni impianto elettrico i conduttori devono presentare, tanto tra loro
> > quanto verso terra, un isolamento adeguato alla tensione dell'impianto",
non
> > si fa alcun riferimento ai contatti indiretti e parla esplecitamente di
> > isolamento tra conduttori.
>

Sorry, :-( non ricordo piů perchč ho scritto indiretti


> Vorrei puntualizzare che ho scritto contatti diretti.
>
> L'isolamento dei condutturi, e comunque delle parti attive, a cosa serve?

A proteggere dai contatti diretti :-|

bye

Ambro

unread,
Jul 15, 2000, 3:00:00 AM7/15/00
to

Elvira Ferrandino ha scritto:

> >
> > L'isolamento dei condutturi, e comunque delle parti attive, a cosa serve?
>
> A proteggere dai contatti diretti :-|
>

A questo se vengono attuate le misure di protezione indicate dalle Norme CEI per
la protezione dei contatti diritti, che non sempre prevedono la separazione
fisica dei conduttori a tensione diversa, dovrebbe essere soddisfatto anche
l'art. 270 del DPR547.

P.S. cmq, per complicare la situazione, è necessario chiarire che il rispetto
rigoroso della Norma CEI (o di un'altra norma), non significa aver applicato la
regola d'arte, e quindi essere al sicuro da eventuali sanzioni.

---
Ambro


Cinghiale

unread,
Jul 15, 2000, 3:00:00 AM7/15/00
to
Ambro <luc...@tin.it> wrote in message 39708EF4...@tin.it...

> P.S. cmq, per complicare la situazione, è necessario chiarire che il
rispetto
> rigoroso della Norma CEI (o di un'altra norma), non significa aver
applicato la
> regola d'arte, e quindi essere al sicuro da eventuali sanzioni.

Legge 186/68, art.2: " Gli impianti, componenti, (...) [vado a memoria,
scusate le imprecisioni] costruiti secondo le norme del Comitato
Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d'arte."

--
Cinghiale

Simone Orcioni

unread,
Jul 16, 2000, 3:00:00 AM7/16/00
to
Ambro <luc...@tin.it> wrote in message
news:39708EF4...@tin.it...
[.......]

> P.S. cmq, per complicare la situazione, è necessario chiarire che il
rispetto
> rigoroso della Norma CEI (o di un'altra norma), non significa aver
applicato la
> regola d'arte, e quindi essere al sicuro da eventuali sanzioni.

e chi lo dice?
C'e' invece una legge dello stato (186/68) che dice proprio il
contrario, cioe' che rispettando le norme CEI applichi la regola
dell'arte.

Una eccezione famosa (qui nell'NG) e' quella del famoso articolo 271
del DPR 547, citato da alcuni come impedimento agli impianti esterni
in doppio isolamento:

========
Art. 271. COLLEGAMENTI ELETTRICI A TERRA.-
[.......]
Il collegamento a terra deve essere fatto anche per gli impianti a
bassa tensione situati in luoghi normalmente bagnati od anche molto
umidi o in immediata prossimità di grandi masse metalliche, quando la
tensione supera i 25 Volta verso terra per corrente alternata e i 50
Volta verso terra per corrente continua.
========
L'impedimento e' "immediata prossimita' di grandi masse metalicche"
es. palo d'illuminazione non messo a terra.

L'articolo successivo pero' dice:

========
Art. 272.
Quando il collegamento elettrico a terra non sia attuabile o non
offra, in relazione a particolari condizioni ambientali, le necessarie
garanzie di efficienza oppure quando non sia consigliabile in
relazione alla particolarità dell'impianto, devono adottarsi altri
mezzi o sistemi di protezione di sicura efficacia.
========

"quando non sia consigliabile in relazione alla particolarità
dell'impianto";
poiche' le norme CEI dicono che non e' consiglibile la messa a terra
in un impianto a doppio isolamento ecco che anche il famoso D.P.R.
547/55 e' rispettato.

"devono adottarsi mezzi o sistemi di protezione di sicura efficacia";
poiche' il doppio isolamento e' considerato dalle norme di maggior
efficacia della messa a terra il problema e' risolto.

Purtroppo quando proposi questa interpretazione nell'NG non ebbi
risposte vediamo se questa volta va meglio.

sim

Ambro

unread,
Jul 19, 2000, 3:00:00 AM7/19/00
to

Simone Orcioni ha scritto:

> Ambro <luc...@tin.it> wrote in message
> news:39708EF4...@tin.it...
> [.......]

> > P.S. cmq, per complicare la situazione, č necessario chiarire che il


> rispetto
> > rigoroso della Norma CEI (o di un'altra norma), non significa aver
> applicato la
> > regola d'arte, e quindi essere al sicuro da eventuali sanzioni.
>
> e chi lo dice?

Lo dicono i giudici: "sentenza di Cassazione civile, 16 gennaio 1997,
n.389".
Si puň leggere una nota su TNE di febbraio 2000 pag. 20.
Inoltre c'č un interessante articolo dell'avv. Antonio Oddo sulla rivista
"Sinergie elettriche" n. 6 del 2000, che risponde alla seguente domanda di
un installatore: "Regola d'arte e Norme CEI possono considerarsi
equivalenti?"
Riporto la parte iniziale della risposta data dall'avv.: "la Sua domanda č
molto interessante e per nulla scontata. La risposta č no, almeno non
sempre e non necessariamente"
Riporto inoltre la conclusione dell'articolo: "Il principio della regola
d'arte, pertanto, riceve, anche per definizione legislativa, un
significato ed una portata assai piů vasta rispetto alle singole norme CEI
di volta in volta codificate emanate e pubblicate. Infatti, per un verso,
le singole Norme CEI potrebbero non esaurire le esigenze e le aspettative
della regola d'arte, mentre per altro verso, quest'ultima potrebbe essere
soddisfatta con soluzioni tecniche diverse e alternative rispetto alle
Norme CEI.

----
Ambro

Simone Orcioni

unread,
Jul 20, 2000, 3:00:00 AM7/20/00
to
Ambro <luc...@tin.it> wrote in message
news:397614DE...@tin.it...
[...........]
[.......]

> Inoltre c'č un interessante articolo dell'avv. Antonio Oddo sulla
rivista
> "Sinergie elettriche" n. 6 del 2000, che risponde alla seguente
domanda di
> un installatore: "Regola d'arte e Norme CEI possono considerarsi
> equivalenti?"

Infatti non sono equivalenti, nel senso che
la regola dell'arte non implica necessariamente rispetto delle norme
CEI (la regola dell'arte si puo' ottenere anche al di fuori di quello
previsto dalle norme, pero' in questo caso devi dimostrare che la tua
soluzione tecnica puoě essere considerata regola dell'arte)

mentre vale il contrario cioe'
rispetto delle norme CEI implica regola dell'arte (legge 186/68).


[............]


> Riporto inoltre la conclusione dell'articolo: "Il principio della
regola
> d'arte, pertanto, riceve, anche per definizione legislativa, un
> significato ed una portata assai piů vasta rispetto alle singole
norme CEI
> di volta in volta codificate emanate e pubblicate. Infatti, per un
verso,
> le singole Norme CEI potrebbero non esaurire le esigenze e le
aspettative
> della regola d'arte

Non vedo niente che possa sostenere questa ipotesi se non un desiderio
di chi non si occupa del settore di mantenere un'arbitrarieta' fatta a
proprio comodo.
Certamente le norme CEI non sono la parola di Dio e puo' anche uscire
una norma che prescriva cosa diverse o opposte di una precedente
perche' la regola dell'arte non e' una cosa assoluta ma varia con
l'evolversi delle conoscenze.

Pero', come del resto dice la legge 186/68, DEVE esistere un
riferimento certo per il progettista e l'installatore per mettersi al
riparo dalle speculazioni degli azzagarbugli e legulei di turno che
non producono un cazzo e sono solo capici di arzigogolare su [una
selva inestricabile di] leggi fatte da quei coglioni di politici [per
mantenere una selva di avvocati].
E questo e' quanto.

> mentre per altro verso, quest'ultima potrebbe essere
> soddisfatta con soluzioni tecniche diverse e alternative rispetto
alle
> Norme CEI.

nessuno ha mai sostenuto il contrario.

sim

Ambro

unread,
Jul 20, 2000, 3:00:00 AM7/20/00
to

Simone Orcioni ha scritto:

> Infatti non sono equivalenti, nel senso che
> la regola dell'arte non implica necessariamente rispetto delle norme
> CEI (la regola dell'arte si puo' ottenere anche al di fuori di quello
> previsto dalle norme, pero' in questo caso devi dimostrare che la tua

> soluzione tecnica puoì essere considerata regola dell'arte)


>
> mentre vale il contrario cioe'
> rispetto delle norme CEI implica regola dell'arte (legge 186/68).
>

Ripeto una sentenza di Cassazione ha smentito questo concetto, e una
sentenza di Cassazione è Legge!


> Pero', come del resto dice la legge 186/68, DEVE esistere un
> riferimento certo per il progettista e l'installatore per mettersi al
> riparo dalle speculazioni degli azzagarbugli e legulei di turno che
> non producono un cazzo e sono solo capici di arzigogolare su [una
> selva inestricabile di] leggi fatte da quei coglioni di politici [per
> mantenere una selva di avvocati].
> E questo e' quanto.
>

Posso condividere la tua rabbia, non sono un masochista, ad anch'io
desidero delle regole certe e chiare, ma solo un avvocato migliore della
controparte ti può tutalare, purtroppo!!
Mi ricordo la frase di un giudice di Milano, intervenuto ad un incontro
sulla 46/90, in risposta al pubblico che chiedeva in più modi la soluzione
per lavorare in tranquillità e sicuri da sanzioni, ha dovuto concludere il
suo intervento affermando: "Siamo (o forse ha detto Siete) tutti in
libertà provvisoria".
La storia italiana degli utlimi anni ha dimostrato quanto questo sia vero.

---
Ambro

Cinghiale

unread,
Jul 23, 2000, 3:00:00 AM7/23/00
to
Ambro <luc...@tin.it> wrote in message 39774DCE...@tin.it...

> > rispetto delle norme CEI implica regola dell'arte (legge 186/68).
> >
>
> Ripeto una sentenza di Cassazione ha smentito questo concetto, e una
> sentenza di Cassazione è Legge!

Una sentenza di Cassazione è un "atto con forza di legge" ma non è una
legge. E nell'ordine "gerarchico" viene dopo la "legge" che quindi NON PUO'
smentire.
--
Cinghiale

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