Beh io, conterraneo di Totò, questa battuta dei tuoi capi la gradisco.
Mi fa un po' pensare, solo un po'.............e mi fa anche tanto ridere!
Infatti la legge lo dice... "fatelo collegare all'elettricista così son
cazzi sua" :)
Che simpaticoni i tuoi capi.. :-D
beh ... non è proprio così ....
l'elettricista rilascia la SUA dichiarazione di Conformità
riguardante ESCLUSIVAMENTE la linea di alimentazione
dopo che tu gli avrai rilasciato la TUA dichiarzione del quadro
un impianto esclusivamente all'aperto, con un quadro
a servizio esclusivo dell'impianto stesso, esula dalla 46/90
praticamente rientra in un "quadro a bordo macchina"
questa potrebbe essere un'altra via da seguire ...
però informati bene da chi ne sa più di me
ciao e auguri, Zef
> Grazie per l'attenzione, fortunatamente ci sono anche persone come te e
> non solo come i simpaticoni qua sopra...
>
Avvolte è dura resistere a certe provocazioni :)
La tua affermazione era quanto meno superficiale! Come puoi pensare di
essere in regola fregandotene di norme, dichiarazioni di conformità ecc...
pensando che intanto poi l'elettricista dando tensione automaticamente si
piglia lui la responsabilità? Cioè secondo te tu installi la porta
automatica o il cancello e poi l'elettricista lo collega alla rete... dopo
un mese uno resta schiacciato nel mezzo e vanno a cercare l'elettricista? :)
Ognuno è responsabile per ciò che fa e ognuno ha degli OBBLIGHI da
rispettare!...
Cancelli ed automazioni in genere non son certo al 1000x1000 ma dovrebbero
rientrare in direttiva macchine e te sei il costruttore ed hai l'obbligo di
produrre la documentazione neccessaria.
Per gli antifurto vale lo stesso discorso, esistono norme precise... e
purtroppo non so quanti installatori le rispettino ma più che altro non so
quanti siano al corrente che nel momento in cui dichiarano la conformità ai
sensi della 46/90 implicitamente dichiarano la rispondenza anche alla 79/3
che è la legge che regolamenta queste installazioni e stabilisce le regole x
il calcolo del livello di prestazione.
Il problema del nostro paese è che tutti pensiamo di poter scaricare le
nostre responsabilità su qualcun'altro... è questione di mentalità.
Saluti,
Enrico.
[cut]
> Cancelli ed automazioni in genere non son certo al 1000x1000 ma dovrebbero
> rientrare in direttiva macchine e te sei il costruttore ed hai l'obbligo di
> produrre la documentazione neccessaria.
Direttiva macchine, Direttiva BT, Direttiva EMC e Direttiva prodotti da
costruzione.
> Per gli antifurto vale lo stesso discorso, esistono norme precise... e
> purtroppo non so quanti installatori le rispettino ma più che altro non so
> quanti siano al corrente che nel momento in cui dichiarano la conformità ai
> sensi della 46/90 implicitamente dichiarano la rispondenza anche alla 79/3
> che è la legge che regolamenta queste installazioni e stabilisce le regole x
> il calcolo del livello di prestazione.
Alt. Non facciamo falsa informazione. La CEI 79-3 non è una legge ma
una norma tecnica e come tutte le norme tecniche non è obbligatoria.
L'obbligo è la "regola dell'arte L.186/68.
Alt. Non facciamo falsa informazione. La CEI 79-3 non è una legge ma
una norma tecnica e come tutte le norme tecniche non è obbligatoria.
L'obbligo è la "regola dell'arte L.186/68.
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Su securindex.com affermano il contrario... è un portale dedicato alla
sicurezza gestito da una rivista del settore.
La CEI 79/3 indica i criteri da seguire x realizzare impianti che offrano
livelli di sicurezza stabiliti tramite regole precise... cioè ti permette di
poter dichiarare il livello di prestazione.
Che poi sia obbligatoria o meno ora mi fai venire nuovamente il dubbio...
però sarebbe bene seguirla se si vuole essere davvero professionisti, se poi
l'antifurto è visto come "un robo da buttare su in mezza giornata e pigliare
i soldi" allora è un'altro discorso..
Ciao,
Enrico.
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Dal momento che mi sembri informato permettimi una domanda, ma chi nel
luglio 2006 è abilitato alla 46/90 lettere Ae B come me, ma che non ha mai
operato nell'industriale, ottiene le lettere anche x quello? E se no come si
fa ad essere abilitati anche nel terziario, industriale, commerciale?
Ciao,
Enrico.
> Dal momento che mi sembri informato permettimi una domanda, ma chi nel
> luglio 2006 è abilitato alla 46/90 lettere Ae B come me, ma che non ha mai
> operato nell'industriale, ottiene le lettere anche x quello? E se no come si
> fa ad essere abilitati anche nel terziario, industriale, commerciale?
Se hai già le lettere a) (impianti elettrici) e b) (impianti
elettronici) non ti cambia nulla, sei già abilitato. La differenza è
che adesso solo agli impianti della lettera a) è obbligatorio il
rilascio della DC in tutte le tipologie di attività (civile,
industriale, commercio, ecc.) mentre per le altre lettere
b),c),d),e),f),g) il rilascio della DC è obbligatorio solo nel civile.
Esempio assurdo ma significativo: mia nonna, che non è abilitata alla
L. 46/90, può installare l'impianto antitrusione della Banca D'Italia,
mentre non può installarlo a casa mia. Volendo può installare anche
l'impianto di rilevazione incendi del Teatro La Scala.
Questa assurdità che dura da 15 anni dovrebbe in teoria cessare il
luglio 2006.
> Su securindex.com affermano il contrario... è un portale dedicato alla
> sicurezza gestito da una rivista del settore.
Se hanno usato il termine "legge" sono un pochino in malafede...
> La CEI 79/3 indica i criteri da seguire x realizzare impianti che offrano
> livelli di sicurezza stabiliti tramite regole precise... cioè ti permette di
> poter dichiarare il livello di prestazione.
Si parla di aspetti di sicurezza e di aspetti prestazionali. I primi
sono obbligatori i secondo facoltativi. In ogni caso è sempre una
norma tecnica e non una legge e la differenza è sostanziale.
> Che poi sia obbligatoria o meno ora mi fai venire nuovamente il dubbio...
> però sarebbe bene seguirla se si vuole essere davvero professionisti, se poi
> l'antifurto è visto come "un robo da buttare su in mezza giornata e pigliare
> i soldi" allora è un'altro discorso..
L'installatore di impianti di sicurezza professionista utilizzerà
questa norma, il "tirafili" improvvisa, fin quando qualcuno, come è
successo, che si è trovato la casa svaligiata a causa di un antifurto
installato non correttamente, chiede i danni. Oppure se assicurato è
l'assicurazione stessa che fa rivalsa sull'installatore.