Sono vere entrambe, nel senso che, se dal calcolo del carico d'incendio si
supera la classe 30 l'ambiente viene classificato a Maggior rischio in caso
d'incendio; se dalla classificazione del luogo, tramite la norma CEI 64-2
(tutt'ora valida per le polveri), risultano delle zone AD per presenza di
polveri infiammabili, l'ambiente è classificabile luogo con pericolo di
esplosione.
Normalmente, almeno che non sia presente un ottimo impianto di aspirazione
conforme alle prescrizioni della norma CEI 64-2 con grado di sicurezza
equivalente almeno 2 (non soggetti ad arresti indesiderati e continuamente
in servizio durante la produzione), la zona AD si estende a tutto
l'ambiente.
Cmq dal punto di vista dell'impianto elettrico non ci sono particolari oneri
aggiuntivi rispetto a quello che normalmente si installa in un ambiente
industriale. In generale è richiesto:
1 - un impianto elettrico tipo AD-FT con grado di protezione minimo IP 44
(polveri NE);
2 - l'obbligo dell'interblocco sulle prese a spina (quindi attenzione con le
blindosbarre);
3 - protezione delle sovracorrenti a monte della zona AD;
4 - condutture soggette a movimento nell'uso (per. es. prolunghe utensili)
devono essere protette da differenziale di Id massima = 0,5 mA.
Se si soddisfano le prescrizioni della 64-2 automaticamente si soddisfano
pienamente anche le prescrizioni della norma CEI 64-8 parte 7 per gli
ambienti a M.A.R.C.I.O.
Saluti.
Per. ind. Michele Guetta.