""Paolo Bareato"" <paolo....@apesse.com> ha scritto nel messaggio news:007301c0ae26$ffbb7740$a425...@apesse.com...Ma vediamo se riesco a spiegarmi: Supponiamo che in una casa ci sia un impianto elettrico completamente non a norma per quanto riguarda protezioni, cavi, struttura dell'impianto di terra. Decido di sistemarlo quindi provvedo alla sostituzione dei cavi , divido le linee luce da quelle FM, utilizzo canale differenti per telefono, antenna, luce e FM, sistemo l'impianto di terra con opportuna palina e cavo di sezione adeguato, inserisco tutte le protezioni necessarie , stò attento alle divisioni in classe in bagno e tutto quello che serve.Se non sei un soggetto in possesso dei requisiti tecnico professionali previsti dall'art. 1 della L. 46/90, tu personalmente, non puoi intervenire in alcun modo sull'impianto ma devi necessariamente rivolgerti ad un installatore qualificato.A questo punto le domande sono due:Per un impianto di questo tipo serve il progetto?La legge 46/90 ed il DPR 447/91 prevedono dei limiti al di là dei quali per le opere di nuova installazione, trasformazione ed ampliamento occorre sempre il progetto firmato da un professionista iscritto all'albo nell'ambito delle rispettive competenze (ing. o per. ind.).Per le "singole unità abitative" come la tua abitazione, il progetto è obbligatorio se la superficie dell'appartamento (anche su più piani) è superiore a 400 m².Immagino che debba rilasciare un dichiarazione di conformità? Che requisiti devo avere per farlo?e se la casa è nuova?La dichiarazione di conformità che l'installatore deve rilasciare per l'ampliamento o manutenzione straordinaria è obbligatoria in ogni caso, prescindendo dalla necessità del progetto.Nel tuo caso, se decidi di fare l'installatore, dovrai prima presentare la domanda alla tua CCIAA per ottenere il riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali per la lettera a) dell'art. 1 della L. 46/90.Se sei in possesso di un diploma di perito industriale, il riconoscimento lo potrai ottenere se dimostrerai di aver svolto almeno per un anno l'attività di installatore per conto di un'impresa già "abilitata" o come dipendente o come socio collaboratore della stessa.Spiego perchè vorrei avere queste informazioni:sono un perito elettrotecnico che da 2 anni si occupa di sistemi per l'identificazione automatica( diciamo che in questo campo ho acquisito diverse conoscenze) ma mi sono reso conto che sono ancora legato alle cose che ho studiato. Adesso mi trovo a un bivio o continuare a fare ciò che faccio, iniziare a fare impianti elettici per conto mio ( a condizione che questo sia possibile) , cercare lavoro presso una azienda che già si occupa di impianti elettrici.Se l'attività che svolgi attualmente è alle dipendenze di un'impresa che ha il citato riconoscimento dei requisiti-tecnico professionali almeno per la lettera a) dell'art. 1 della L. 46/90, otterrai subito anche tu il riconoscimento con i tuoi due anni di attività (ne basta uno solo).Se non sei in queste condizioni potrai comunque avviare -in qualità di titolare- un'impresa d'installazione a condizione che ti procuri un responsabile tecnico scelto tra un soggetto che i requisiti li abbia già, oppure, tra un ing., un arch. o un laureato in fisica anche neolaureato e senza alcuna esperienza.Passato un anno, la vicinanza di un tale soggetto ti avrà, per la legge, consacrato a "installatore qualificato", dopodichè potrai anche sciogliere il forzato sodalizio e proseguire da solo.Spero di essermi spiegato circa il motivo per cui pongo domande così straneNon sono domande strane, ma in giro vi è molta confusione tra i requisiti richiesti dalla legge per "progettare" e quelli per "realizzare" gli impianti elettrici.
""Paolo Bareato"" <paolo....@apesse.com> ha scritto nel messaggio news:005101c0ad6d$51b48740$a425...@apesse.com...Buongiornofino ad ora ne ho sentite di tutti i colori, cosa serve realmente per poter firmare un impianto elettrico civile ? essere iscritto all'albo dei periti?, fare tre anni di praticantato? Premetto che sono diplomato come perito elettrotecnico. Per esempio posso aprirmi una società mia (artigiano ) e quindi dopotre anni firmare impianti elettrici?Paolo
""Paolo Bareato"" <paolo....@apesse.com> ha scritto nel messaggio news:002101c0b377$796cafa0$a425...@apesse.com...
Avrei ancora una domanda. Supponiamo che ci sia un ingenere che lavora in una tal società dove fanno elettrodomestici, lui lavora nello studio di progettazione. Non è iscritto a nessuna CCIAA, è solo dipendente di questa azienda. La domanda è questa: puo questo ingegnere eseguire l'impianto elettrico e fare la dichiarazione di conformità? Da quello che ho capito, direi di no perchè non fà parte di una azienda abilitata a farlo. Ho ragione?Paolo
"Ing. Aldo Maram" <aldomaram@psm?.it> ha scritto nel messaggio news:99fdog$215$1...@nreadA.inwind.it...
Cambia mestiere tu che sei ancora in tempo :-).
>Perciò vorrei sapere quale target di impianti ha l'ingegnere rispetto al
perito.
>Che differenza c'è tra un ingegnere ed un perito dal punto di vista
legislativo?
Competenze a parte previste su leggi specifiche (per esempio nell'edilizia)
nessuna, entrambi sono liberi professionisti e dipendono da un albo
professionale il quale è autarchico e impone il proprio regolamento.
>Il perito ha dei limiti di progettazione fissati dalla legge? Quali sono?
Il limite è solo il calcolo infinitesimale. I periti indistriali non li
possono effettuare. In pratica non ci sono limiti per la totalità
dell'impiantistica.
>Venivano citati anche gli architetti tra le persone competenti a progettare
un impianto elettrico, è uno scherzo??? Quali limiti >hanno?
Una recente sentenza di Cassazione ha ribadito l'impossibilità di architetti
e geometri a eseguire progettazione di impianti.
Saluti.
Per. ind. Michele Guetta