Ma se l'impianto non viene ultimato perché il committente è insolvente
l'installatore ha diritto a lasciare l'impianto non terminato e a non
rilasciare la dichiarazione di conformità? Nel caso specifico c'è un
ordine scritto dove si precisa che i lavori verranno pagati a stato
avanzamento lavori ma già il 1° S.A.L. non è stato pagato.
>Ma se l'impianto non viene ultimato perché il committente è insolvente
>l'installatore ha diritto a lasciare l'impianto non terminato e a non
>rilasciare la dichiarazione di conformità? Nel caso specifico c'è un
>ordine scritto dove si precisa che i lavori verranno pagati a stato
>avanzamento lavori ma già il 1° S.A.L. non è stato pagato.
Se l'impianto non è terminato niente dichiarazione di conformità (che
sarebbe un falso)
Sull'obbligo di portare a termine i lavori o di rifondere i danni deciderà
il giudice e ci guadagneranno gli avvocati.
Io, nei miei preventivi, come clausola finale metto:
verifiche a saldo fatture.
Dunque senza verifiche niente conformità.
Se può esserti utile.
Mandi
Lucio
"Lucio" <lucio.pe...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:486e5a81$0$35966$4faf...@reader2.news.tin.it...
Da tutto quello che ho sentito da avvocati e contro-avvocati in questi
giorni dubito proprio che basti questo per metterti a riparo da
problemi : l'installatore di cui ho scritto aveva precisato pagamento
a S.A.L. il tutto controfirmato dal cliente ( libretto delle misure e
SAL compresi ).
Se si fosse andato a processo tutto il dibattimento sarebbe stato
incentrato sulla legittimità dell'installatore a sospendere i lavori
per insolvenza economica del cliente , e in assenza di uno specifico
contratto di appalto , la legittimità era tutt'altro che sicura.
Mettiamoci pure che il cliente ha minacciato di addebitare
all'installatore eventuali danni dovuti alla sospensione della
produzione , nel frattempo avviata con scelta negligente del cliente
di entrare all'interno dello stabilimento pur in assenza di
agibilità , e se anche ci fosse stato un 20-30% di possibilità ( e
c'erano , diciamo che stavamo a un 50%-50% ) che il cliente vincesse
la causa capisci che per l'installatore sarebbe stata durissima.
Alla fine il caso si è risolto con la terminazione dei lavori , il
rilascio della d.d.c. e subito dopo il ricorso agli avvocati per le
procedure di riscossione forzosa. Intanto l'installatore si trova sul
groppone una carenza di liquidità che , se non fosse un'attività
solida e neanche troppo piccola , l'avrebbero messo in seria
difficoltà ( penso all'idraulico che è un'azienda di dimensioni
decisamente più piccole e si è trovato in situazione analoga ad
attività appena avviata ) : personalmente l'amara riflessione che
traggo da tutta questa vicenda è che se questa è la legislazione in
Italia allora favorisce più i pluriprotestati che chi lavora
seriamente.
Lavorare seriamente e rispettando le norme non è sufficiente , bisogna
sempre tutelarsi accompagnando al preventivo un contratto di appalto.
Mi chiedo , in quanti lo fanno nel nostro settore per lavori fra
privati? Un 10%? Bene , tutti i restanti sono potenziali prede degli
avvoltoi : ti accetto un preventivo da 100mila euro , te ne pago
10mila e tu installatore sei costretto a portare a termine i lavori.
Complimenti al legislatore.
Purtroppo è così.... Ho fatto il CTU per un caso analogo nel 98-99 ed
alla fine il giudice ha setenziato la stessa cosa... In Italia i furbi
ed i delinquenti hanno vita molto facile, potrei citarti anche altri
casi e situazioni vissute in prima persona dove questi delinquenti
operano sistematicamente in maniera del tutto illecita, fanno e poi
non pagano, sapendo che la possono far franca facilmente e lo fanno
senza ritegno e con faccia di bronzo... Io sono una persona rispettosa
delle regole ma con queste persone esercitare i propri diritti è del
tutto inutile... Qualcuno si affida a persone senza scrupoli per
ottenere il dovuto e purtroppo è l'unico modo...
> Lavorare seriamente e rispettando le norme non è sufficiente , bisogna
> sempre tutelarsi accompagnando al preventivo un contratto di appalto.
> Mi chiedo , in quanti lo fanno nel nostro settore per lavori fra
> privati? Un 10%? Bene , tutti i restanti sono potenziali prede degli
> avvoltoi : ti accetto un preventivo da 100mila euro , te ne pago
> 10mila e tu installatore sei costretto a portare a termine i lavori.
> Complimenti al legislatore.- Nascondi testo citato
Anche di questi casi ce ne sono abbastanza, anche CON contratto di
appalto... Ci sono imprese che sono opportunamente organizzate con
avvocati e consuleni tecnici per contestarti anche la scatola
portafrutti non perfettamente a bolla e bloccarti i pagamenti.
L'installatore fa causa e impugna il contratto, questi dicono ok,
andiamo pure in contenzioso, passano i mesi e l'installatore intanto
se non ha le spalle forti o fallisce o siamo lì, passa un annetto e
questi gli fanno la propostina: quanto avanzavi? 500.000 ? Ok, te ne
do subito cash 250.000, prendere oppure lasciare e si va in causa e
dovrai aspettare i tempi medi di 10 anni per avere, forse,
"soddisfazione"...
Quindi per tanto che hai tutto in regola, contatti d'appalto, ecc. se
uno vuole non ti paga, figurati se non hai le carte in regola...
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