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INFO:BIO-SWITCH

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Silvio V

unread,
Jul 31, 1999, 3:00:00 AM7/31/99
to
mi hanno chiesto un offerta per un impianto di appartamento con sistema
bio switch, alla mia domanda, che cos'è? mi è stato risposto che quando
si va a letto l'ultima luce che spegni toglie tensione alla camera
compreso linee passanti per muri perimetrali, pavimento e locali
adiacenti.
si può progettare con dei comuni relè e contattori oppure c'è un vero e
proprio sistema? ho bisogno di più informazioni possibili

grazie a tutti anticipatamente

ciao Silvio V


Bruno Aprile

unread,
Aug 1, 1999, 3:00:00 AM8/1/99
to

Silvio V <run...@tiscalinet.it> wrote in message 37A34B62...@tiscalinet.it...

> mi hanno chiesto un offerta per un impianto di appartamento con sistema
> bio switch, alla mia domanda, che cos'è? mi è stato risposto che quando
> si va a letto l'ultima luce che spegni toglie tensione alla camera
> compreso linee passanti per muri perimetrali, pavimento e locali
> adiacenti.

Speriamo che non tolga tensione anche alle linee dei vicini:-))))))
Scusa l' ironia, ma quando ho letto il messaggio mi è venuta in mente la battuta
quasi istantaneamente.
Spero non ti sia arrabbiato........in fondo un pò di humor non guasta.
Comunque sono curioso di saperne di più su questo nuovo sistema ( anche se mi
piacerebbe saperne di più su chi lo ha richiesto :-))))))
Perdonami...........seguirò il thread con interesse.

> si può progettare con dei comuni relè e contattori oppure c'è un vero e
> proprio sistema? ho bisogno di più informazioni possibili
> grazie a tutti anticipatamente
> ciao Silvio V

Ciao
Bruno Aprile


Filippo Murabito

unread,
Aug 1, 1999, 3:00:00 AM8/1/99
to

Silvio V ha scritto nel messaggio <37A34B62...@tiscalinet.it>...

>mi hanno chiesto un offerta per un impianto di appartamento con sistema
>bio switch, alla mia domanda, che cos'è? mi è stato risposto che quando
>si va a letto l'ultima luce che spegni toglie tensione alla camera
>compreso linee passanti per muri perimetrali, pavimento e locali
>adiacenti.
>si può progettare con dei comuni relè e contattori oppure c'è un vero e
>proprio sistema? ho bisogno di più informazioni possibili
>
>grazie a tutti anticipatamente
>
>ciao Silvio V
Ciao
Sono nelle tue stesse condizioni anche a me e stato richiesto questo
bio-switch e alla mia richiesta di maggiori info mi è stato spiegato il
funzionamento e mi è stato detto che costa circa 180.000.Comunque se puoi
aspettare nei prossimi giorni mi sarà comunicato chi lo produce e dove lo si
può comprare. Certo che se ne incontrano di gente particolare questa vuole
oltre il bio switch anche tutto l' impianto schermato (tubi metallici? cavi
schermati?)bohhhhhh!

Stefano P.

unread,
Aug 1, 1999, 3:00:00 AM8/1/99
to
Sul fatto che il concetto sia tutto errato ci sarebbe da discutere,
mentre č forse vero che il pericolo sia sopravvalutato.
In ogni caso ci sono sempre piů architetti che prevedono il
disgiuntore di corrente (cosě si chiama) e diverse ditte che lo
producono (quasi tutte estere).
La bioarchitettura non "alimenta" soltanto "manie" ma cerca di
risolvere problematiche con soluzioni ecologiche e nel rispetto
ambientale. E poi che ne sappiamo veramente degli effetti dei campi
elettrici e magnetici?

Stefano
ste...@tin.it

Roberto T.

unread,
Aug 2, 1999, 3:00:00 AM8/2/99
to
Questi disgiuntori ormai sono di gran moda (moda, non a Caso), diverse ditte
li producono. Per certo la FELTEN & GUILLEAUME Italia (tempo fa importata e
distribuita dalla Klockner Muller);
penso che anche la Hagher faccia qualcosa di simile.

Ciao e auguri, se devi soddisfare un BioArchitetto ne hai bisogno.

Silvio V <run...@tiscalinet.it> wrote in message
37A34B62...@tiscalinet.it...

> mi hanno chiesto un offerta per un impianto di appartamento con sistema

> bio switch, alla mia domanda, che cos'č? mi č stato risposto che quando


> si va a letto l'ultima luce che spegni toglie tensione alla camera
> compreso linee passanti per muri perimetrali, pavimento e locali
> adiacenti.

> si puň progettare con dei comuni relč e contattori oppure c'č un vero e
> proprio sistema? ho bisogno di piů informazioni possibili

Simone Orcioni

unread,
Aug 2, 1999, 3:00:00 AM8/2/99
to
Francesco wrote in message <37a649b3...@news.alt.net>...
>On Sun, 1 Aug 1999 01:27:06 +0200, "Bruno Aprile" <brap...@tin.it>
>wrote:

>
>>Comunque sono curioso di saperne di più su questo nuovo sistema ( anche se
mi
>>piacerebbe saperne di più su chi lo ha richiesto :-))))))
>>Perdonami...........seguirò il thread con interesse.
>
>E' una delle nuove "follie" della c.d. "bioarchitettura". E' una
>scienza della progettazione domestica che tiene conto di esposizione
>al polo magnetico terrestre, tipologia del suolo sul quale l'edificio
>e' costruito, campi magnetici vari, utilizzo di materiali da
>costruzione "biocompatibili" (parola spesso utilizzata a
>sproposito...).
>L'interruttore in questione parte dal concetto (a mio avviso errato)
>che l'impianto elettrico emetta un campo elettro-magnetico cosi'
>intenso da essere capace di nuocere agli esseri umani, specialmente
>durante il sonno. Cosi' sono nati questi interruttori che escludono la
>"rete" di cavi elettrici che - secondo questa teoria - "avvolgerebbe"
>in modo insalubre la stanza da letto.


Vorrei precisare che il disgiuntore elimina il campo elettrico presente
nelle immediate vicinanza dei cavi elettrici, quando non sono sotto carico,
mentre quando scorre corrente e' presente anche il campo magnetico.
Evidentemente poiche scollega l'impianto quando non e' usato elimina
l'inconveniente del campo elettrico.

Ora ho un appuntamento urgente, e vi lascio, potete trovare molto materiale
su queste cose al
SANA di Bologna (e dovrei esserci anch'io, contattatemi per e-mail se
interessati) che si terra' il prossimo Settembre.

Daro' una risposta sui cavi schermati al piu' presto.
saluti

sim


Giuliano

unread,
Aug 2, 1999, 3:00:00 AM8/2/99
to
>mi hanno chiesto un offerta per un impianto di appartamento con sistema
>bio switch, alla mia domanda, che cos'è? mi è stato risposto che quando

>si va a letto l'ultima luce che spegni toglie tensione alla camera
>compreso linee passanti per muri perimetrali, pavimento e locali
>adiacenti.
>si può progettare con dei comuni relè e contattori oppure c'è un vero e
>proprio sistema? ho bisogno di più informazioni possibili
>
Eviterei di perderci in considerazioni poco tecniche sulla validità o meno
del sistema... :-)
io ne ho installati alcuni forniti da NATURALIA-BAU di Merano, tel. 0473
440313, sono rivenditori di prodotti biotecnologici per edilizia.
Il prodotto in questione è il disgiuntore di rete BIOLOGO NEFA 1x16
Funziona bene e non ho avuto problemi.
Il cliente ha pagato e quindi direi che i campi magnetici erano positivi
:-)))))
Scusate l'humor estivo.
ciao
Giuliano B. Biella
per scrivermi usare:
gibedugl(chiocciola)tin.it
esa.bb(chiocciola)iol.it

Bruno Aprile

unread,
Aug 3, 1999, 3:00:00 AM8/3/99
to

Stefano P. <ste...@tin.it> wrote in message 37a4b3db...@news.tin.it...

> Sul fatto che il concetto sia tutto errato ci sarebbe da discutere,
> mentre č forse vero che il pericolo sia sopravvalutato.
> In ogni caso ci sono sempre piů architetti che prevedono il
> disgiuntore di corrente (cosě si chiama) e diverse ditte che lo
> producono (quasi tutte estere).

Non sň assolutamente nulla di questo argomento ( bioarchitettura )
A prima vista, giusto per dare un opinione personale ( accogliendo quindi l' invito
di Francesco )
mi sento di condividere quanto hai tu stesso detto..........


> mentre č forse vero che il pericolo sia sopravvalutato.

> La bioarchitettura non "alimenta" soltanto "manie" ma cerca di


> risolvere problematiche con soluzioni ecologiche e nel rispetto
> ambientale.

Quě, lascerei perdere inquinamento e ambiente.............tuttalpiů si puň ragionare
sugli effetti dei campi elettrici e magnetici verso il corpo umano.

E poi che ne sappiamo veramente degli effetti dei campi
> elettrici e magnetici?
> Stefano
> ste...@tin.it

Aggiungo solo l' ultima cosa e poi farň da spettatore, comunque interessato.
Io sono rimasto fermo alle dispute fra alcuni studiosi del fenomeno e i tecnici dell'
Enel quando questi ultimi dovettero affrontare gli innumerevoli ostacoli per
ottenere permessi per la costruzione degli elettrodotti. Il problema riguardava
infatti la salute degli abitanti degli stabili situati sotto di essi.
Ancora oggi si sentono pareri discordi anche se prevale maggiormente l' opinione che
il campo elettrico sotto un elettrodotto da 380/220/135KV č dannoso alle persone che
vi abitano sotto o nelle immediate vicinanze.
Allo stato attuale pertanto mi rifiuto di pensare che il problema possa essere
sentito a livello domestico.
Posso capire se andiamo su valori di tensione appunto nell' ordine dei KV. E poi
penso a come farei a dormire d' estate senza ventilatore :-))
Se il problema č sopravvalutato lo č sicuramente perchč qualcuno deve vendere
prodotti nuovi ( dove non c' č concorrenza si vende ai prezzi che si vuole e si vende
sicuramente ). Prima perň bisogna studiare il sistema di rendere appetibili se non
indispensabili i nuovi e sconosciuti prodotti.
Scusate se mi lascio prendere sempre dal mio spirito critico.......ma sono fatto cosě
:-)
Saluti

Bruno Aprile
brap...@tin.it
http://space.tin.it/io/baprile


Roberto FURLAN

unread,
Aug 3, 1999, 3:00:00 AM8/3/99
to

----------
Nell'articolo <37A34B62...@tiscalinet.it>, Silvio V
<run...@tiscalinet.it> č stato scritto:


> mi hanno chiesto un offerta per un impianto di appartamento con sistema

> bio switch, alla mia domanda, che cos'č? mi č stato risposto che quando


> si va a letto l'ultima luce che spegni toglie tensione alla camera
> compreso linee passanti per muri perimetrali, pavimento e locali
> adiacenti.

> si puň progettare con dei comuni relč e contattori oppure c'č un vero e
> proprio sistema? ho bisogno di piů informazioni possibili
>
> grazie a tutti anticipatamente
>
> ciao Silvio V
>

AH! AH! AH!
Sei incappato nell'Architetto New Age di turno?
L'apparecchio che ti e' stato chiesto, in italiano si chiama "disgiuntore" e
funziona cosi':
quando il circuito da esso derivato non ha carichi inseriti (la rilevazione
viene fatta con una debole tensione continua applicata al circuito), il
dispositivo seziona il circuito medesimo; quando viene inserito un carico il
circuito viene ricollegato alla rete.

Semplice ma... a che cosa serve?

Secondo le piu' recenti ed innovative ricerche in campo
"bio-architettonico", la presenza di campi elettromagnetici nei locali ove
si riposa e' nociva alla salute; pertanto in camera da letto sono vietate le
radiosveglie, le lucette notturne e tutto cio' che e' elettrico.

I bio-architetti hanno giustamente rilevato che le stesse linee elettriche
all'interno degli edifici sono origine di campi elettromagnetici (elettrico
=> elettromagnetico... qualcosa in comune devono avere), quindi
vanno sezionate dalla rete quando si riposa (il verbo "sezionare" e' mio).

Domanda: in assenza di corrente, con due conduttori vicini (e praticamente
twistati) tra i quali sussiste una DDP alternata e dei quali uno e'
praticamente a 0 volt nonche' collegato a terra, il Campo Elettrico dov'e'?

Saluti a tutti e Buone Vacanze (anche ai bio-Architetti, ne hanno
bisogno)!!!

Ing. Roberto FURLAN

P.S.
ho scritto questa risposta prima di accorgermi del thread che seguiva,
comunque vedo che sono in buona compagnia!

cucciolo

unread,
Aug 4, 1999, 3:00:00 AM8/4/99
to
> mi hanno chiesto un offerta per un impianto di appartamento con sistema
> bio switch, alla mia domanda, che cos'è? mi è stato risposto che quando

> si va a letto l'ultima luce che spegni toglie tensione alla camera
> compreso linee passanti per muri perimetrali, pavimento e locali
> adiacenti.
> si può progettare con dei comuni relè e contattori oppure c'è un vero e
> proprio sistema? ho bisogno di più informazioni possibili


Mi sembra che tutti hanno risposto che ci vuole un disgiuntore
elettrico...

francamente non mi sono e non mi hannno mai posto il problema...
e non mi sono mai informato..

ma non si potrebbe fare con un semplice rele' monostabile ed un rele' di
potenza??
la spesa e' modica (40k +/-) ed il funzionamento e' identico...

rele' monostabile tipo quelli che danno il consenso agli impianti di
filodiffusione...

Ciao :o)


--
Ridi e il Mondo ridera' con te.
Piangi e avrai bisogno di un fazzoletto.
---
Sostituisci "xxxxx" con "pscss" per rispondere via mail

Alessandro

unread,
Aug 4, 1999, 3:00:00 AM8/4/99
to
Silvio V wrote:
mi hanno chiesto un offerta per un impianto di appartamento con sistema
bio switch, alla mia domanda, che cos'è? mi è stato risposto che quando
si va a letto l'ultima luce che spegni toglie tensione alla camera
compreso linee passanti per muri perimetrali, pavimento e locali
adiacenti.
si può progettare con dei comuni relè e contattori oppure c'è un vero e
proprio sistema? ho bisogno di più informazioni possibili

grazie a tutti anticipatamente

ciao  Silvio V

Bio Sensor
HOLZER Sas (BZ)
fax 0473/620135
tel. 0473/621717
(vari modelli, 3 anni di garanzia, un po' costosi però)

Schalk NFA 60
ECO-ART Srl (CN) (Att.ne Luca Lingua)
fax 0171/402300
tel. 0171/402770
(direi il più economico del gruppo)

Biologa NEFA 16
NATURALIA BAU (BZ) (Att.ne Helga Pircher)
fax 0473/440315
tel. 0473/440313
(garanzia 5 anni, più economico del BioSensor)

Per capire meglio come funzionano i disgiuntori basta che tu richieda un fascicolo tecnico ad uno dei tre produttori che ti ho indicato, se non fammi sapere che ti posto qualcosa.
Le considerazioni economiche che ho fatto si limitano ai prezzi di listino, non vengono considerati eventuali sconti e/o offerte.
Un'ultima considerazione... tutti e tre i nominativi che ti ho dato hanno in catalogo altri prodotti per realizzare un "impianto elettrico biocompatibile al 100% ", dal multifilo intrecciato e schermato per ridurre al minimo la dispersione dei campi, ai coperchi per le scatole schermati, passando per la vernice schermante, senza fare commenti in merito dico solo che, come in tutte le cose, è il buon senso che alla fine fa prendere le decisioni (al progettista, all'installatore e al committente).
 

Per maggiori informazioni sulla pericolosità dei campi elettromagnetici consiglio la lettura di "Elettrosmog" dell'istituto di ricerca KATALYSE edito da Soc. Ed. Andromeda (BO) che si distingue per tecnicità e precisione in un mare di libri pseudoscientifici che hanno più a che vedere con la filosofia che con la "scienza"
 

Alessandro
 

--
"Per noi, viandanti, eternamente in cerca della via più solitaria,
       il giorno non inizia dove finisce un altro giorno;
   e nessuna aurora ci trova dove il tramonto ci ha lasciato.
            Mentre la terra dorme, noi navighiamo."

Alessandro

unread,
Aug 4, 1999, 3:00:00 AM8/4/99
to
Filippo Murabito wrote:
 Certo che se ne incontrano di gente particolare questa vuole
oltre il bio switch anche tutto l' impianto schermato (tubi metallici? cavi
schermati?)bohhhhhh!
Ma lo vogliono anche dopo che gli hai detto quanto arrivano a spendere per un impianto del genere?? (^_^)

Ciao

Roberto FURLAN

unread,
Aug 5, 1999, 3:00:00 AM8/5/99
to


----------
Nell'articolo <37A8407D...@softhome.net>, Alessandro <alessandro-???@softhome.net> è stato scritto:


Filippo Murabito wrote:
 Certo che se ne incontrano di gente particolare questa vuole
oltre il bio switch anche tutto l' impianto schermato (tubi metallici? cavi
schermati?)bohhhhhh!
Ma lo vogliono anche dopo che gli hai detto quanto arrivano a spendere per un impianto del genere?? (^_^)


Si', ed e' questo il bello!!!

Dice il saggio: E' piu' facile metterlo in c... alla gente piuttosto che in testa.

Saluti!

Ing. Roberto FURLAN

P.S.:
I polli vanno spennati prima di essere cucinati.

Bruno Aprile

unread,
Aug 5, 1999, 3:00:00 AM8/5/99
to
R: INFO:BIO-SWITCH
>>Roberto FURLAN <studio...@libero.it> wrote in message
mTaq3.63081$Wv3.1...@typhoon.libero.it...

>Filippo Murabito wrote:
>Ma lo vogliono anche dopo che gli hai detto quanto arrivano a spendere per un
impianto del genere?? (^_^)

>>Si', ed e' questo il bello!!!
>>Dice il saggio:

E che saggio !!

>>E' piu' facile metterlo in c... alla gente piuttosto che in testa.

:-))

>>Saluti!
>>Ing. Roberto FURLAN
>>P.S.:
>>I polli vanno spennati prima di essere cucinati.

Appunto

Giuliano

unread,
Aug 6, 1999, 3:00:00 AM8/6/99
to

Un'ultima considerazione... tutti e tre i nominativi che ti ho dato
hanno in catalogo altri prodotti per realizzare un "impianto elettrico
biocompatibile al 100% ", dal multifilo intrecciato e schermato per ridurre
al minimo la dispersione dei campi, ai coperchi per le scatole schermati,
passando per la vernice schermante, senza fare commenti in merito dico solo
che, come in tutte le cose, è il buon senso che alla fine fa prendere le
decisioni (al progettista, all'installatore e al committente).


Una considerazione:

ho installato per un mio cliente i disgiuntori, i cavi schermati, ecc.

la casa è tutta costruita con il sistema biotecnologico.

E Poi....

lavorano per 8 ore al giorno al computer, usano il forno a microonde,
stanno attaccati al cellulare costantemente, mangiano cibi precotti e
surgelati.

???? :-)))

Blubel

unread,
Aug 6, 1999, 3:00:00 AM8/6/99
to
 
Alessandro <alessandro-???@softhome.net> wrote in message 37A83F3E...@softhome.net...

 Magari dopo aver fumato qualcosa."
:-))))

Simone Orcioni

unread,
Aug 9, 1999, 3:00:00 AM8/9/99
to
Bruno Aprile wrote in message <7o5dtb$9bi$1...@nslave1.tin.it>...

>Ancora oggi si sentono pareri discordi anche se prevale maggiormente l'
opinione che

>il campo elettrico sotto un elettrodotto da 380/220/135KV è dannoso alle


persone che
>vi abitano sotto o nelle immediate vicinanze.


Ho centinaia di pagine su questo argomento e non posso che darti ragione: i
pareri sono discordi e nel dubbio e' meglio evitare un rischio indebito.

>Allo stato attuale pertanto mi rifiuto di pensare che il problema possa
essere
>sentito a livello domestico.

>Posso capire se andiamo su valori di tensione appunto nell' ordine dei KV.
E poi


Il problema e' che l'esposizione (che sembra correlata con il rischio) e' un
prodotto grandezza-tempo.
Cosi' puoi ottenere lo stesso risultato con 1 V per 1000 s che con 1KV per
un secondo.
Il campo decresce con la distanza (il quadrato se la sorgente e' rettilinea,
all'incirca il cubo negli altri casi).
Ora se hai la radio sveglia a 50cm dalla testa per 8 ore al giorno che ti
dice che gli effetti siano trascurabili rispetto un elettrodotto a 30 m di
distanza?

>penso a come farei a dormire d' estate senza ventilatore :-))

E' un problema tuo.

saluti
sim


Simone Orcioni

unread,
Aug 9, 1999, 3:00:00 AM8/9/99
to
Roberto FURLAN wrote in message ...
[..........]

>Domanda: in assenza di corrente, con due conduttori vicini (e praticamente
>twistati)
Beh, che due conduttori unipolari dentro un tubo flessibile si possano dire
twistati mi pare azzardato.

>tra i quali sussiste una DDP alternata e dei quali uno e'
>praticamente a 0 volt nonche' collegato a terra, il Campo Elettrico dov'e'?


Scusa ma sei un ing. civile?


saluti a tutti
sim

Bruno Aprile

unread,
Aug 10, 1999, 3:00:00 AM8/10/99
to

Simone Orcioni <NOsi...@eealab.unian.it> wrote in message
7on9i0$tcn$1...@ascu.unian.it...

> Bruno Aprile wrote in message <7o5dtb$9bi$1...@nslave1.tin.it>...
> >.......................................................

> >Posso capire se andiamo su valori di tensione appunto nell' ordine dei KV.

> Il problema e' che l'esposizione (che sembra correlata con il rischio) e' un


> prodotto grandezza-tempo.
> Cosi' puoi ottenere lo stesso risultato con 1 V per 1000 s che con 1KV per
> un secondo.

Lo capisco se questo si applica all' esempio che hai riportato di seguito
radio sveglia a 50cm dalla testa ).
Il fatto è che nel corso del thread si è parlato di sezionare un impianto
costituito da conduttori isolati entro tubi isolati a loro volta incassati nelle
pareti, come commentava Francesco. ( Non mi sembra paragonabile ad un
elettrodotto ). Addirittura di cavi schermati e tubi metallici.

> Il campo decresce con la distanza (il quadrato se la sorgente e' rettilinea,
> all'incirca il cubo negli altri casi).
> Ora se hai la radio sveglia a 50cm dalla testa per 8 ore al giorno che ti
> dice che gli effetti siano trascurabili rispetto un elettrodotto a 30 m di
> distanza?

In questo caso come ripeto, posso capire. Ma credo che sia sufficiente spegnere
tutti gli utilizzatori lasciando il o i circuiti aperti. In assenza di corrente
non dovrebbe neppure esserci campo elettromagnetico ( come osservava Furlan ).

> >penso a come farei a dormire d' estate senza ventilatore :-))

> E' un problema tuo.

Questo credo sia un problema di molti. In particolare, sono quasi certo che
coloro che hanno la possibilità di permettersi un impianto elettrico " bio "
hanno già pensato a come rimediare il caldo afoso estivo durante la notte.
A meno che non abitino tutti al mare o in montagna. Il ventilatore è la
soluzione più economica alla portata di gente come me. Comunque ognuno è libero
di tutelare la propria salute spendendo i soldi come meglio crede.
Le persone che citava Giuliano ( sempre in questo thread ) lo hanno fatto,
affidando la loro salute ai bioarchitetti ( solo durante le ore notturne però ).

> saluti
> sim

Ciao

Renato Campana

unread,
Aug 30, 1999, 3:00:00 AM8/30/99
to
Un articolo molto interessante sugli effetti dei campi elettromagnetici
sull'organismo lo si può trovare sulla rivista NUOVA ELETTRONICA
N° 190 del maggio 1997 in cui i relatori , nel proporre lo schema di un
misuratore di microtesla ( il Tesla è l'unità di misura del campo
elettromagnetico ) , analizzano i vari aspetti del problema.
Dall'articolo emerge che in effetti , l'esposizione ad un FORTE campo
elettromagnetico per un tempo relativamente lungo può provocare alterazioni
cellulari e sicuramente inibisce il funzionamento della ghiandola pineale ,
produttrice di melatonina che è un ormone indispensabile al nostro sistema
immunitario.La melatonina viene prodotta suprattutto di notte e quindi ecco
perchè , secondo me , nasce la richiesta del fantomatico bio-switch ???
per le camere da letto.
Il problema quindi esiste ed è serio come tutto quello che riguarda la
salute , ma
a volte la superficialità e il sentito dire fanno scambiare fischi per
fiaschi .
Innanzi tutto nell'articolo si sottolineano la forte intensità di campo e la
prolungata esposizione , portando come esempio quasi esclusivo la permanenza
di anni vicino ad elettrodotti di alta tensione ed escludendo quasi al 100 %
che un impianto ed utilizzatori domestici possano causare danni in questo
senso.
In secondo luogo , centri oncologici e studiosi del problema interpellati da
chi
ha scritto l'articolo , sono concordi nel dire che la soglia minima di
pericolosità
si conoscerà , forse , tra una decina di anni anche se , in via preventiva e
del tutto arbitraria , consigliano un valore di 0.2 microtesla come soglia
massima di sicurezza , sempre ricordando comunque che anche il tempo di
esposizione
è una variabile molto importante.
Questo è un condensato dell'articolo , ma se qualcuno vuole approfondire
può richiedere la rivista in questione a NUOVA ELETTRONICA .
Io però , prendendo spunto dal tuo messaggio e dalle numerose risposte ,
volevo fare una considerazione sulla nostra professione . Credo che tutti o
quasi
i partecipanti a questo NG siano installatori elettrotecnici o comunque
vicini a questo settore e che , come qualcuno dice , quando il cliete paga
ha sempre ragione , però penso anche che dobbiamo fare di tutto per
convincere l'eventuale cliente che la preparazione e la professionalità
specifiche siamo noi ad averle , non il laureato di turno . Francamente a me
scoccia parecchio quando l'architetto ( ormai sembra che non se ne possa
fare a meno ) , magari
interpelleto per posizionare la cucina o per sceglire i lampadari , mi dica
anche come eseguire l'impianto elettrico .
Ciao a tutti , Renato Campana .

Silvio V <run...@tiscalinet.it> wrote in message
37A34B62...@tiscalinet.it...

Giuliano

unread,
Aug 30, 1999, 3:00:00 AM8/30/99
to
>i partecipanti a questo NG siano installatori elettrotecnici o comunque
>vicini a questo settore e che , come qualcuno dice , quando il cliete paga
>ha sempre ragione , però penso anche che dobbiamo fare di tutto per
>convincere l'eventuale cliente che la preparazione e la professionalità
>specifiche siamo noi ad averle , non il laureato di turno .
Bravo, vedo che gli argomenti della professionalità ed etica professionale,
sono condivisi.

Francamente a me
>scoccia parecchio quando l'architetto ( ormai sembra che non se ne possa
>fare a meno ) , magari
>interpelleto per posizionare la cucina o per sceglire i lampadari , mi dica
>anche come eseguire l'impianto elettrico .

Sigh
(
E la sua parcella cresce al crescere dell'importo dell'impianto. :-(
Se io installo mostrine in radica di noce da 40.000 lire cd, lui guadagna di più, senza fare niente, :-((

ciao

*mazz...@mclink.it

unread,
Aug 30, 1999, 3:00:00 AM8/30/99
to
On Mon, 30 Aug 1999 00:19:46 +0200, "Renato Campana" <err...@libero.it> wrote:

>Un articolo molto interessante sugli effetti dei campi elettromagnetici

>sull'organismo lo si puň trovare sulla rivista NUOVA ELETTRONICA

<omissis>

>Questo č un condensato dell'articolo , ma se qualcuno vuole approfondire
>puň richiedere la rivista in questione a NUOVA ELETTRONICA .

Francamente, seppure abbonato a Nuova Elettronica da MOLTI anni (oltre 20) e
stimandoli per la parte elettronica, non ritengo molto affidabile dal punto di
vista medico-scientifico il loro parere, specie quando pubblicano un progetto di
un misuratore di campi elettromagnetici e vogliono vendere il kit.
Strano che ancora non abbiano pensato al bio-switch.


MazE

per rispondere togliete gli asterischi dall'email

Renato Campana

unread,
Aug 30, 1999, 3:00:00 AM8/30/99
to

<*mazzetti*@mclink.it> wrote in message
37cacc66...@news.cs.interbusiness.it...
Non voglio difendere nuova elettronica ma credo che i pareri medico
scentifici
non siano loro e neppure li abbiano chiesti al medico del paese.
Per quanto riguarda il kit costa circa 100.000 lire e almeno ti puň aiutare
a capire che il l'uso del famoso disgiuntore in casa č una cavolata .
Ciao , Renato Campana.

Bruno Aprile

unread,
Aug 30, 1999, 3:00:00 AM8/30/99
to
On Mon, 30 Aug 1999 00:19:46 +0200, "Renato Campana" <err...@libero.it>
wrote:

[ cut ]

>i partecipanti a questo NG siano installatori elettrotecnici o comunque
>vicini a questo settore e che , come qualcuno dice , quando il cliete paga
>ha sempre ragione , però penso anche che dobbiamo fare di tutto per
>convincere l'eventuale cliente che la preparazione e la professionalità

>specifiche siamo noi ad averle , non il laureato di turno . Francamente a me


>scoccia parecchio quando l'architetto ( ormai sembra che non se ne possa
>fare a meno ) , magari
>interpelleto per posizionare la cucina o per sceglire i lampadari , mi dica
>anche come eseguire l'impianto elettrico .

Un momento, il cliente non ha sempre ragione se deve direttamente o
indirettamente ( tramite l' architetto o chi altro ) dirti come devi
eseguire il lavoro e nemmeno se richiede qualcosa che và contro le norme.

Riguardo al discorso del laureato di turno, credo che bisogna dare a Cesare
quel che è di Cesare. Se si tratta di un perito elettrotecnico o un
ingegnere elettrotecnico merita la nostra disponibilità ( si spera durante
e fino al termine dei lavori ).

Purtroppo non si può dire altrettanto ( almeno dalla maggior parte delle
esperienze vissute ), quando a fare i progetti degli impianti elettrici
sono Architetti e Geometri di cui gran parte di essi non hanno le adeguate
conoscenze tecniche ( con tutto il dovuto rispetto ).
Però torno al solito discorso, qualcuno glielo consente........:-(
In pratica il progettare impianti elettrici non dipende dalle conoscenze
tecniche ( come dovrebbe ), ma dal diploma o laurea qualunque essi siano ).



>Ciao a tutti , Renato Campana .

Ciao
Bruno Aprile
bru...@ioll.it
http://space.tin.it/io/baprile
per rispondere togliere "l" da ioll

*mazz...@mclink.it

unread,
Sep 1, 1999, 3:00:00 AM9/1/99
to
On Mon, 30 Aug 1999 23:52:55 +0200, "Renato Campana" <err...@libero.it> wrote:

>Non voglio difendere nuova elettronica ma credo che i pareri medico
>scentifici
>non siano loro e neppure li abbiano chiesti al medico del paese.

>Per quanto riguarda il kit costa circa 100.000 lire e almeno ti può aiutare
>a capire che il l'uso del famoso disgiuntore in casa è una cavolata .
>Ciao , Renato Campana.

ok, ok.
E' che seguendo la rivista da molti anni ho notato che negli ultimi tempi si
sono orientati molto sul settore elettromedicale ed il tono dei loro articoli in
proposito francamente non mi ispira molta fiducia (pur non essendo anch'io un
esperto).

Piuttosto sulla rivista AEI sono usciti recentemente un paio di articoli
interessanti sui campi elettromagnetici ed i loro effetti , sia per le frequenze
industriali che per le alte frequenze.
Inoltre un 'trafiletto' (?) di un paio di pagine sulla rivista 'Le Scienze'
circa lo stato delle conoscenze attuali.

SAMA ELETTRONICA S.r.l.

unread,
Sep 3, 1999, 3:00:00 AM9/3/99
to
A proposito dell'interessante dibattito sull'effettiva pericolosità delle
onde
elettromagnetiche, consiglio a tutti la consultazione del seguente sito
Internet:

http://www.ulysse.net/verde1/verde/microwaves.htm

In questo sito si trovano, tra l'altro, numerosi link con i più importanti e
qualificati
Istituti di ricerca internazionali che studiano il problema da diverso
tempo, senza
falsi allarmismi o interessi "di parte".

Un cordiale saluto.

Silvio


*mazz...@mclink.it

unread,
Sep 12, 1999, 3:00:00 AM9/12/99
to
Casualmente spulciando il catalogo Siemens Sistema N (apparecchi modulari per
barra din) ho trovato :
"Interruttore di riduzione della tensione di rete" sigla 5TT3 171.
Praticamente è un bio-switch: ha un relè da 16A, quando l'assorbimento scende
sotto una soglia regolabile tra 2 e 20 VA commuta sul circuito una tensione di
controllo di 3 V.
L'inverso quando sono inseriti di nuovo i carichi.
E' prevista una resistenza PTC ausiliaria per quei carichi elettronici che
potrebbero non essere in grado di assorbire potenza sufficiente a 3V per far
scattare il coso.
Dicono che riconosce carichi resistivi, induttivi e capacitivi, suppongo quindi
che la tensione di 3V sia alternata.
Costa di listino 222.000 lire. Occupa 1 modulo din.

MazE

per rispondere togliete gli asterischi dall'email

"alla fine del 1999 entreremo nell'ultimo anno del millennio!"

Roberto FURLAN

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to

----------
Nell'articolo <37db87c7...@news.cs.interbusiness.it>,
*mazzetti*@mclink.it è stato scritto:


> Casualmente spulciando il catalogo Siemens Sistema N (apparecchi modulari per
> barra din) ho trovato :

...


>
> MazE
>
> per rispondere togliete gli asterischi dall'email
>
> "alla fine del 1999 entreremo nell'ultimo anno del millennio!"

Qualcuno potrebbe darmi una spiegazione matematicamente corretta di quanto
affermato in quest'ultima riga?

Roberto FURLAN

*mazz...@mclink.it

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
On Mon, 13 Sep 1999 14:02:50 GMT, "Roberto FURLAN" <studio...@libero.it>
wrote:

>>
>> "alla fine del 1999 entreremo nell'ultimo anno del millennio!"
>
>Qualcuno potrebbe darmi una spiegazione matematicamente corretta di quanto
>affermato in quest'ultima riga?
>
>Roberto FURLAN

La spiegazione piu' semplice e' che non esiste l'anno 0, o meglio (obbrobrio)
'zeresimo'. Il primo anno era (ovviamente) l'anno 1, quindi ci vorra' anche il
2000 per farne, appunto, 2000.
Ho diversi link in proposito e anche una lettera di un lettore di "Le Scienze"
che spiega come il numero assegnato (da noi) agli anni sia un aggettivo numerale
ordinale, che quindi non esiste relativamente allo zero.
O anche, cito: "Dobbiamo esclusivamente o riconoscere corretto o rigettare il
concetto per il quale lo sviluppo di un'unità di misura non può considerarsi
concluso se tutti i suoi sottomultipli non ne siano stati compiutamente
interessati. Il II millennio non potrà mai dirsi ultimato se non sia stato
superato il 60° secondo del 60° minuto della 24' ora del 366° giorno del
bimillesimo anno; o usando i numeri (esprìmenti quantità):
non prima che siano trascorsi 1999 anni + 365 giorni + 23 ore + 59 minuti + 60
secondi!"
Ciao e scusate l'off-topic

*mazz...@mclink.it

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
On Mon, 13 Sep 1999 14:02:50 GMT, "Roberto FURLAN" <studio...@libero.it>
wrote:

>>
>> "alla fine del 1999 entreremo nell'ultimo anno del millennio!"
>
>Qualcuno potrebbe darmi una spiegazione matematicamente corretta di quanto
>affermato in quest'ultima riga?
>
>Roberto FURLAN

La spiegazione piu' semplice e' che non esiste l'anno 0, o meglio (obbrobrio)
'zeresimo'. Il primo anno era (ovviamente) l'anno 1, quindi ci vorra' anche il
2000 per farne, appunto, 2000.
Ho diversi link in proposito e anche una lettera di un lettore di "Le Scienze"
che spiega come il numero assegnato (da noi) agli anni sia un aggettivo numerale
ordinale, che quindi non esiste relativamente allo zero.
O anche, cito: "Dobbiamo esclusivamente o riconoscere corretto o rigettare il
concetto per il quale lo sviluppo di un'unità di misura non può considerarsi
concluso se tutti i suoi sottomultipli non ne siano stati compiutamente
interessati. Il II millennio non potrà mai dirsi ultimato se non sia stato
superato il 60° secondo del 60° minuto della 24' ora del 366° giorno del
bimillesimo anno; o usando i numeri (esprìmenti quantità):
non prima che siano trascorsi 1999 anni + 365 giorni + 23 ore + 59 minuti + 60
secondi!"
Ciao

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