Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Deltaplano, parapendio... e altro

351 views
Skip to first unread message

Kurt Fleißig

unread,
Oct 5, 2002, 8:29:19 AM10/5/02
to
Salve,

forse la domanda che sto per porre č un po' inflazionata ma la pongo
ugualmente:

in generale č piů divertente il deltaplano o il parapendio?

Il montagna vedo piů parapendiisti, in pianura piů deltaplanisti a motore.

Il parapendio mi sembra molto lento, per cui penso che sia in grado di
sfruttare termiche molto strette, e forse la posizione di volo č piů comoda,
la visuale piů ampia ed il trasporto del mezzo di gran lunga piů semplice
rispetto a quello del deltaplano.

Quest'ultimo, perň, mi sembra molto piů maneggevole, veloce, resistente e
durevole.

Un parapendiista mi ha detto che molti deltaplanisti sono passati al
parapendio ma che non si verifica quasi mai il percorso inverso... (?). Il
deltaplano č, alla lunga, cosě... sgradevole?!

Bhč, se č proprio cosě, qualcuno ha un vecchio deltaplano da vendermi a
poco? ;-)

Inolte, ci sono deltaplanisti che hanno esperienza di salita in quota con
verricello?

Grazie mille
K

__________________________________________________________________ "Kurt
Fleißig" ICQ#: 158716837 Current ICQ status: + More ways to contact me
__________________________________________________________________


Paolo.R

unread,
Oct 5, 2002, 8:45:24 AM10/5/02
to
On Sat, 05 Oct 2002 12:29:19 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

>in generale è più divertente il deltaplano o il parapendio?

Bella domanda... qui dovrebbe rispondere chi li pratica entrambi

>Il montagna vedo più parapendiisti, in pianura più deltaplanisti a motore.

Esiste anche il deltaplano senza motore (immagino tu voglia
confrontare questo con i parapendio).

>Il parapendio mi sembra molto lento, per cui penso che sia in grado di

>sfruttare termiche molto strette, e forse la posizione di volo è più comoda,
>la visuale più ampia ed il trasporto del mezzo di gran lunga più semplice


>rispetto a quello del deltaplano.

ll parapendio sfrutta ascendenze piu' piccole non solo per lentezza
(raggio di virata) ma anche per maneggevolezza..

>Quest'ultimo, però, mi sembra molto più maneggevole, veloce, resistente e
>durevole.

Io trovo piu' maneggevole il parapendio.

>Un parapendiista mi ha detto che molti deltaplanisti sono passati al
>parapendio ma che non si verifica quasi mai il percorso inverso... (?). Il

Ci sono anche i deltaplanisti che, senza abbandonare il delta, volano
in parapendio, utilizzando il mezzo piu' adatto alle condizioni della
giornata.

>deltaplano è, alla lunga, così... sgradevole?!

No, piu' pratico.

Ciao.

Paolo.

Paolo.R

unread,
Oct 5, 2002, 10:20:26 AM10/5/02
to
On Sat, 05 Oct 2002 14:45:24 +0200, Paolo.R <paolo.r...@libero.it>
wrote:

>>deltaplano č, alla lunga, cosě... sgradevole?!
>

>No, piu' pratico.

Intendevo:

No, _ma il parapendio e'_ piu' pratico.

Ciao.

Paolo.R

Kvochur

unread,
Oct 5, 2002, 1:40:52 PM10/5/02
to
> Un parapendiista mi ha detto che molti deltaplanisti sono passati al
> parapendio ma che non si verifica quasi mai il percorso inverso... (?). Il
> deltaplano è, alla lunga, così... sgradevole?!

io volo solo in parapendio, anche se all'inizio volevo fare deltaplano.
Suppongo semplicemente che il deltaplano possa essere si' piu' bello (ma cmq
e' soggettivo...), tuttavia la maggioranza dei piloti non e' disposta a
sopportare tutti gli svantaggi associati...

Considera:

1) Devi avere una Station Wagon / un furgoncino / cmq un'auto di una certa
lunghezza per trasportarlo (su una macchina corta sei fuori legge)....e
questa e' mica una banalita'...se hai una Panda che fai, cambi auto solo per
poter praticare questo sport ? E non e' nemmeno detto che tutti possano
permetterselo...
Oppure devi sempre prendere accordi con chi te lo puo' trasportare per
te...ma e' una scocciatura!

2) C'e' un numero minore di luoghi di volo utilizzabili (serve un campo
d'atterraggio piu' ampio)

3) Non puoi (o meglio, potresti, ma e' un vero massacro :-) ) andare nei
decolli raggiungibili solo a piedi

4) Non puoi sfruttare eventuali impianti di risalita nelle vicinanze del
decollo

5) Portarlo in vacanza e' piu' incasinato...un para lo puoi lasciare in una
stanza d'albergo, con il delta e' piu' complicato.. :-)

6) Il montaggio, lo smontaggio e la risistemazione in auto prendono molto
piu' tempo

7) E' piu' lunga la fase iniziale di apprendimento (e' frustrante vedere gli
allievi di parapendio volare gia' da subito mentre tu sei ancora al campetto
scuola... :-) ) e richiede piu' costanza

....etc..etc..

Certo in volo e' meglio, e tutti i problemi sono alla fine
risolvibili....pero' indubbiamente ti costa piu' scocciature che se non sei
proprio appassionatissimo ma solo un volatore occasionale e perdipiu' un po'
pigro :-) possono certamente indurti a mollare tutto....

Se poi consideri che anche il parapendio e' divertente, infatti per chi sta
a terra vedere un deltaplano schizzare mentre un para sembra quasi immobile
a mezz'aria e' tutto un altro spettacolo....ma per chi lo pilota e' cmq
ugualmente bello!

Alla fine sono contento di aver scelto il para, perche' gia' cosi' volo
poco, se poi avessi ulteriori complicazioni mi sa che venderei tutto e
lascerei perdere ;-D poi dipende dalla propria motivazione e forza di
volonta' :-D
--
*************************************
Nick kvochur
ICQ # 16656093
E-Mail kvoc...@yahoo.com
Homepage http://utenti.lycos.it/kvochur/index.htm
*************************************


Enrico Porcarelli

unread,
Oct 5, 2002, 3:23:49 PM10/5/02
to
Kvochur wrote:

> Considera:
>
> 1) Devi avere una Station Wagon / un furgoncino / cmq un'auto di una certa
> lunghezza per trasportarlo (su una macchina corta sei fuori legge)....e
> questa e' mica una banalita'...se hai una Panda che fai, cambi auto solo per
> poter praticare questo sport ? E non e' nemmeno detto che tutti possano
> permetterselo...
> Oppure devi sempre prendere accordi con chi te lo puo' trasportare per
> te...ma e' una scocciatura!

Sfatiamo questo mito, la maggior parte dei delta può essere accorciata
molto più di quello che si fà normalmente con uno spreco di tempo che
non supera i 5 min. e può così essere trasportato anche su di una panda.

>
> 2) C'e' un numero minore di luoghi di volo utilizzabili (serve un campo
> d'atterraggio piu' ampio)

Questo è vero


> 4) Non puoi sfruttare eventuali impianti di risalita nelle vicinanze del
> decollo

Anche qui dipende, qualche impianto permette la risalita anche con il
delta ma lo devi accorciare.

>
> 5) Portarlo in vacanza e' piu' incasinato...un para lo puoi lasciare in una
> stanza d'albergo, con il delta e' piu' complicato.. :-)

vero

>
> 6) Il montaggio, lo smontaggio e la risistemazione in auto prendono molto
> piu' tempo

io li volo entrambi e sinceramente i tempi sono si più lunghi con il
delta ma sono nell'ambito di una decina di minuti.

>
> 7) E' piu' lunga la fase iniziale di apprendimento (e' frustrante vedere gli
> allievi di parapendio volare gia' da subito mentre tu sei ancora al campetto
> scuola... :-) ) e richiede piu' costanza

verissimo,

>
> ....etc..etc..
>
> Certo in volo e' meglio, e tutti i problemi sono alla fine
> risolvibili....pero' indubbiamente ti costa piu' scocciature che se non sei
> proprio appassionatissimo ma solo un volatore occasionale e perdipiu' un po'
> pigro :-) possono certamente indurti a mollare tutto....

Forse ma non è detto

>
> ma per chi lo pilota e' cmq
> ugualmente bello!

Io preferisco CMQ il delta sia per la posizione che per la velocità
e CMQ secondo me i due mezzi possono coesistere a patto di avere tempo.
Logicamente pensare di portare avanti entrambi con la stessa assiduità è
impensabile ma praticarli entrambi com divertimento è possibile, anche
perchè solitamente se la giornata è buona per un para spesso non lo è
per il delta e viceversa.
La cosa da considerare secondo me è il posto dove si abita se per volare
in delta devi fare 100 Km lasci perdere non voleresti mai logicamente il
discorso è valido anche per il delta.
Io sono fortunato ho il Cucco a 40 min di macchina Castelluccio ad un
ora ed i Tre pizzi sopra casa :-)
Ciao


Matteo Accornero

unread,
Oct 5, 2002, 12:24:39 PM10/5/02
to

"Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> wrote in message
news:zWAn9.8010$Fz.2...@news1.tin.it...

> in generale č piů divertente il deltaplano o il parapendio?

Boh!

> Il montagna vedo piů parapendiisti, in pianura piů deltaplanisti a motore.

In Europa ci sono "in assoluto" molti piů parapendisti che deltaplanisti

> Quest'ultimo, perň, mi sembra molto piů maneggevole, veloce, resistente e
> durevole.

D'accordo su tutto meno che sulla maneggevolezza!

> Un parapendiista mi ha detto che molti deltaplanisti sono passati al
> parapendio ma che non si verifica quasi mai il percorso inverso... (?). Il
> deltaplano č, alla lunga, cosě... sgradevole?!

No, ma il para č IMMENSAMENTE piů pratico.

> Bhč, se č proprio cosě, qualcuno ha un vecchio deltaplano da vendermi a
> poco? ;-)

Magari fai un corso prima, almeno sei quasi certo di sopravvivere....

Teo


Kurt Fleißig

unread,
Oct 6, 2002, 11:38:05 AM10/6/02
to

Enrico Porcarelli <eryk_...@libero.it> wrote in message
3D9F3C8C...@libero.it...
> Kvochur wrote:
...

> > 2) C'e' un numero minore di luoghi di volo utilizzabili (serve un campo
> > d'atterraggio piu' ampio)
>
> Questo è vero
>
Ecco, per favore, spiegatimi meglio questo punto, se è possibile: non tutti
i campi sono per entrambi?


...


> > 7) E' piu' lunga la fase iniziale di apprendimento (e' frustrante vedere
gli
> > allievi di parapendio volare gia' da subito mentre tu sei ancora al
campetto
> > scuola... :-) ) e richiede piu' costanza
>
> verissimo,

Con maggiori o pari soddisfazioni finali?
Si sta più comodi con l'imbracatura o sul seggiolino? Sul delta non si
stancano tanto le braccia? Non si vede meno panorama?

>
> >
> > ....etc..etc..
> >
> > Certo in volo e' meglio,

Meglio da quanti punti di vista, cioè sotto quali aspetti?

> e tutti i problemi sono alla fine
> > risolvibili....pero' indubbiamente ti costa piu' scocciature che se non
sei
> > proprio appassionatissimo ma solo un volatore occasionale e perdipiu' un
po'
> > pigro :-) possono certamente indurti a mollare tutto....
>
> Forse ma non è detto
>
> >
> > ma per chi lo pilota e' cmq
> > ugualmente bello!
>
> Io preferisco CMQ il delta sia per la posizione che per la velocità
> e CMQ secondo me i due mezzi possono coesistere a patto di avere tempo.

Quanto tempo, in genere e mediamente?

> Logicamente pensare di portare avanti entrambi con la stessa assiduità è
> impensabile ma praticarli entrambi com divertimento è possibile, anche
> perchè solitamente se la giornata è buona per un para spesso non lo è
> per il delta e viceversa.

Questo non lo sapevo: puoi entrare nei dettagli?

> La cosa da considerare secondo me è il posto dove si abita se per volare
> in delta devi fare 100 Km lasci perdere non voleresti mai logicamente il
> discorso è valido anche per il delta.
> Io sono fortunato ho il Cucco a 40 min di macchina Castelluccio ad un
> ora ed i Tre pizzi sopra casa :-)
> Ciao


Ok, capisco; complichiamo di poco il discorso: avendo una bella pianura
dietro casa?
Delta con mosquito o para con seggiolino motorizzato?
O un bel verricello per entrambi?
Scuola di volo a 50Km da casa: tollerabile?

Per voli occasinali.... tipo settimana volante estiva? :-))
Meglio il para? :-)))))

Sì, capisco, sono buffo: rido pure mentre digito!
Abbiate pazienza, per favore.

Grazie
K

Kurt Fleißig

unread,
Oct 6, 2002, 11:38:06 AM10/6/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
annm2f$6gv$1...@newsreader1.mclink.it...
Ed un'accurata revisione del mezzo.
;-)

K

Kvochur

unread,
Oct 6, 2002, 12:12:48 PM10/6/02
to
> Ecco, per favore, spiegatimi meglio questo punto, se è possibile: non
tutti
> i campi sono per entrambi?

Per atterrare in deltaplano serve piu' spazio (che poi ci sia gente capace
di far atterrare un delta su un francobollo, questo e' un altro discorso, ma
non e' alla portata di tutti e cmq comporta maggiori rischi). Quindi se il
campo d'atterraggio e' grande, va bene per entrambi, ma se e' piccolo
possono atterrare solo i para...

BTW campo piu' ampio significa anche che e' piu' difficile da trovare in
affitto, e presumibilmente avra' un costo maggiore; il tutto unito ormai ad
un minor numero di club che praticano il deltaplano (e quindi non vanno a
cercarsi campi enormi da affittare), si traduce in meno localita' di volo.
Poi e' logico che nei posti dalle enormi pianure (vedi Castelluccio di
Norcia) il problema non si pone!

Infine ci sono dei decolli raggiungibili solo dopo mezz'ora a piedi lungo un
sentiero...non che sia impossibile farci arrivare un delta, pero' non e'
proprio come mettersi un sacco in spalle e fare una passeggiata (cmq gia'
con i 20+ Kg sulla schiena di parapendio,imbrago, casco e accessori vari non
e' certo privo di fatiche, se non sei un tipo atletico......)

Matteo Accornero

unread,
Oct 6, 2002, 5:10:10 PM10/6/02
to
"Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> wrote in message
news:xNYn9.14267$cS4.5...@news2.tin.it...

> Con maggiori o pari soddisfazioni finali?
> Si sta più comodi con l'imbracatura o sul seggiolino? Sul delta non si
> stancano tanto le braccia? Non si vede meno panorama?

Il DELTA è sicuramente molto più fisico del para (Delta, non Ala Rigida
attenzione!)
Mi stupisce molto la tua domanda sulla "comodità" dell'imbracatura, non
saprei risponderti, ci sono piloti para che volano in posizione quasi supina
e altri assolutamente seduti ma non ho mai sentito nessuno lamentarsi della
propria selletta dopo averla ben regolata, anche dopo ore ed ore di volo.
I problemi sono altri, mancaza di concentrazione, stress, mancanza di
condizioni per volare, peggioramento della meteo, noia. Mai sentito nessuno
atterrrare per "scomodità della sella".

> Quanto tempo, in genere e mediamente?

Parlo sempre per il settore parapendio.
Dipende molto dal tipo di vela che intendi volare. Se riesci a volare almeno
un ottantina di ore all'anno in condizioni varie puoi permetterti un ala
avanzata.
Se ne fai meno di 10 scordati il volo e iscriviti alla bocciofila più
vicina! :-)

> > Logicamente pensare di portare avanti entrambi con la stessa assiduità è
> > impensabile ma praticarli entrambi com divertimento è possibile, anche
> > perchè solitamente se la giornata è buona per un para spesso non lo è
> > per il delta e viceversa.

Il grande limite dei para è la loro velocità: quindi con vento superiore a
20 km/h il decollo diventa pericoloso se poi si sfiorano i 30, allora è
davvero proibitivo (anche con vele molto veloci).
Se abiti in un posto molto ventoso... pensa al delta
Di contro il para è avvantaggiato in quelle giornate di alta pressione senza
cumuli quando le termiche sono piccole e strette. Il mezzo è più lento
(maggiore permanenza in zona di ascendenza) e gira più stretto (diventa più
facile centrarle).

> Ok, capisco; complichiamo di poco il discorso: avendo una bella pianura
> dietro casa?
> Delta con mosquito o para con seggiolino motorizzato?
> O un bel verricello per entrambi?
> Scuola di volo a 50Km da casa: tollerabile?

Mhh, scusa, senza offesa ma tu hai davvero le idee confuse.
Volare a motore e senza sono due filosofie completamente differenti, non
confondere due mezzi perchè si assomigliano, ma parapendio e paramotore sono
due attività assai diverse. Non è un fatto di "religione" è un modo di
vedere e di progettare il tuo divertimento. Un paramotorista vola e pensa in
modo diametralmente opposto ad un parapendista. Il fatto di avere una vela
sopra la testa non implica che le attività siano simili. Sarebbe come
sostenere che la pallavolo e la pallacanestro sono simili perchè si gioca
con una palla e si usano solo le mani...
IMHO cerca di capire quello che ti interessa e ti piace. PROVA a volare in
tandem su tutti i mezzi possibili, in delta, in para, in paramotore e in
delta a motore (trike?).

> Per voli occasinali.... tipo settimana volante estiva? :-))
> Meglio il para? :-)))))

No è meglio quello che ti PIACE di più!


Teo


Kurt Fleißig

unread,
Oct 7, 2002, 1:10:39 PM10/7/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
anq8ru$ket$1...@newsreader1.mclink.it...
...

> Il grande limite dei para è la loro velocità: quindi con vento superiore a
> 20 km/h il decollo diventa pericoloso se poi si sfiorano i 30, allora è
> davvero proibitivo (anche con vele molto veloci).
> Se abiti in un posto molto ventoso... pensa al delta
Ecco, questo è un consiglio migliore di quanto sembra: esito certo è che il
delta ha più possibilità di volo in senso assoluto, rispetto alle condizioni
meteorologiche.

> Di contro il para è avvantaggiato in quelle giornate di alta pressione
senza
> cumuli quando le termiche sono piccole e strette. Il mezzo è più lento
> (maggiore permanenza in zona di ascendenza) e gira più stretto (diventa
più
> facile centrarle).

Ok, questo è un vantaggio assoluto in situazione relativa. Va accuratamente
confrontato con l'altro.

> > Ok, capisco; complichiamo di poco il discorso: avendo una bella pianura
> > dietro casa?
> > Delta con mosquito o para con seggiolino motorizzato?
> > O un bel verricello per entrambi?
> > Scuola di volo a 50Km da casa: tollerabile?
>
> Mhh, scusa, senza offesa ma tu hai davvero le idee confuse.
> Volare a motore e senza sono due filosofie completamente differenti, non
> confondere due mezzi perchè si assomigliano, ma parapendio e paramotore
sono
> due attività assai diverse. Non è un fatto di "religione" è un modo di
> vedere e di progettare il tuo divertimento

Sono pienamente conscio della diversità delle due cose ed apprezzo molto di
più il silensio ed il volo veleggiato, ma che ci devo fare se mi piacerebbe
praticarlo e non ho le alture di fianco a casa?
Mi sono detto, butto un occhiata al motore strutturalmente meno invasivo (il
mosquito, appunto) e vedo se riesco a farmi portare in quota utile per la
veleggiata da quello, poi sfrutto le termiche di pianura, presenti sulle
piazze e sui tetti dei paeselli (?)..... oppure mi procuro un verricello e
vado su a traino?....

> IMHO
Che è 'sto IMHO?

>cerca di capire quello che ti interessa e ti piace.

A prima vista mi piace molto il delta perchè mi piace di più la sua rapidità
di scivolata ed il contatto fisico diretto ed immediato che il pilota ha con
esso (: il para mi sembra fermo! E poi con tutte quelle esili funicelle e
quella vela così vaporosa mi dà l'impressione di essere tanto fragile e poco
durevole! Ma queste sono paturnie mie, credo.) Del resto, però, con il
parapendio si vola forse un po' più in relax, si ha di più la sensazione
piacevole di galleggiare nell'aria e si può vedere ovunque si guardi perchè
non si ha una specie di tettoia venti centimetri sopra il cranio.

> PROVA a volare in
> tandem su tutti i mezzi possibili, in delta, in para, in paramotore e in
> delta a motore (trike?).

Veramente delta e para a motore... non mi fanno proprio gola! Odio il rumore
dei motori: mi piacciono il silenzio e gli spazi aperti.

>
> > Per voli occasinali.... tipo settimana volante estiva? :-))
> > Meglio il para? :-)))))
>
> No è meglio quello che ti PIACE di più!

Ho osservato attentamente parapendiisti e deltaplanisti: mi è parso di
intravvedere che i primi sono generalmente tipi contemplativi e paciosi
("amanti dell'aria"), mentre i secondi sono dei tipi in po' più inquieti e
dinamici ("amanti del vento")...... sento tanto il parallelo tra sci e
snowboard, per dirne una.... A me piace lo sci, ma ben allegro: forse dovrò
optare o per un para veloce o per un delta lento. :-)
Tu hai scelto d'impulso o hai provato un po' tutto?

Grazie
K


Matteo Accornero

unread,
Oct 7, 2002, 2:06:19 PM10/7/02
to
"Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> wrote in message
news:jejo9.19939$cS4.7...@news2.tin.it...

> A prima vista mi piace molto il delta perchè mi piace di più la sua
rapidità
> di scivolata ed il contatto fisico diretto ed immediato che il pilota ha
con
> esso (: il para mi sembra fermo!

Ah ah ah, buona questa!! :-) (non te la prendere, capisco che non sei ancora
un volatile). Per inciso, il para non sta fermo per nulla se non lo tieni
fermo tu (o non voli all'alba o al tramonto). Se poi vuoi sentire della
"pressione" fatti una bella vite "tirata" e senti come salgono i G positivi.

> E poi con tutte quelle esili funicelle e
> quella vela così vaporosa mi dà l'impressione di essere tanto fragile e
poco
> durevole! Ma queste sono paturnie mie, credo.)

Confermo, sono tue paturnie! Ti ricordo una storiella che parlava di un
olivo e un giunco esposti alle intemperie.....

> Ho osservato attentamente parapendiisti e deltaplanisti: mi è parso di
> intravvedere che i primi sono generalmente tipi contemplativi e paciosi
> ("amanti dell'aria"), mentre i secondi sono dei tipi in po' più inquieti e
> dinamici ("amanti del vento")...... sento tanto il parallelo tra sci e
> snowboard, per dirne una.... A me piace lo sci, ma ben allegro: forse
dovrò
> optare o per un para veloce o per un delta lento. :-)

Non me la sento di categorizzare i praticanti del volo libero. Sicuramente
il delta richiede un pò più di costanza, pazienza per imparare, e una forma
fisica migliore, a fronte di un mezzo più performate in molte situazioni. Il
para inizialmente è molto più semplice, diventa complesso nel momento in cui
vuoi davvero affinare la tua tecnica di volo. In Italia (fonte FIVL) il
rapporto piloti para, delta è 10:1 circa.

> Tu hai scelto d'impulso o hai provato un po' tutto?

Ho un passato da windsurfista, l'idea di imbarcami in un'altra attività dove
fosse necessario montare l'attrezzatura, smontare l'attrezzatura, caricare
la macchina, scaricare la macchina, "oddio piove" mi si bagna tutto sul
tetto, fare più viaggi per trasportare la roba dalla macchina al "decollo o
spiaggia" mi prendeva malissimo...
Inoltre il para ha l'enorme vantaggio di poter fare (quasi sempre)
top-landing (in sostanza atterri dove sei decollato). E nella maggior parte
dei siti di volo che frequento la possibilità esiste, vuoi mettere il
vantaggio di saltare in macchina, scendere, decollare, volare qualche ora
(magari spararsi più voli, così la donna che hai lasciato in decollo a
prendere il sole non bercia troppo..) e poi avere l'auto li a due passi....
niente autostop, nessuna "organizzazione" con l'amico che magari arriva in
ritardo o che quel giorno non può.
E se non faccio top? Poco male, un pò di autostop ed è fatta, qualcuno che
ti carica con lo zaino lo trovi sempre... impossibile trovare un passaggio
con il delta al seguito, lo dovresti lasciare da qualche parte e passare a
riprendertelo più tardi.
No, non fa per me grazie. Io volo in Para.

Non so dove abiti... ti garantisco che l'Italia è un paese baciato dalla
fortuna per la presenza di rilievi volabili un pò ovunque (non ti serve mica
lo strapiombo di 1200 mt per volare...) E ti garantisco che ho degli amici
di Reggio Emilia (PIANURA PADANA 100%) che comunque volano sull'appennino
tosco-emiliano con grande soddisfazione. Per cui coraggio scegli una scuola
e vai!

Teo


airwing

unread,
Oct 7, 2002, 2:49:48 PM10/7/02
to
Quasi tutti i para di oggi sono in gradi di volare
a 40 Km.ora con appena una pizzicata di speed.
Ti assi curo che non sono così pochi e ci vogliono
veramente condizioni "toste" per prendersi qualche
preoccupazione seria.
I para di oggi hanno quasi l'efficienza dei delta
di dieci anni fa (circa 8 punti) e nelle mani giuste
con le condizioni giuste ti consentono di fare anche
centinaia di km.
Quanto poi al pilotaggio "attivo-sportivo" o "rilassasato-
contemplativo" dipende solo dal pilota e dalle condizioni
in cui scegli di volare.
Avere le proprie ali chiuse in uno zaino dà una sensazione
di libertà impareggiabile.
Buoni voli e magnifici atterraggi :-))


Kurt Fleißig

unread,
Oct 7, 2002, 6:54:19 PM10/7/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
ansif6$1spp$1...@newsreader1.mclink.it...

> "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> wrote in message
> news:jejo9.19939$cS4.7...@news2.tin.it...
>
> > A prima vista mi piace molto il delta perchè mi piace di più la sua
> rapidità
> > di scivolata ed il contatto fisico diretto ed immediato che il pilota ha
> con
> > esso (: il para mi sembra fermo!
>
> Ah ah ah, buona questa!! :-) (non te la prendere, capisco che non sei
ancora
> un volatile). Per inciso, il para non sta fermo per nulla se non lo tieni
> fermo tu (o non voli all'alba o al tramonto). Se poi vuoi sentire della
> "pressione" fatti una bella vite "tirata" e senti come salgono i G
positivi.

Interessante,... avvincente.... ma con tutte quelle funicelle mi sembrerebbe
di essere invischiato in una specie di ragnatela, o le cose sono più
"lineari"?
So che per pilotare quell'affare si usano delle specie di manigliette, o
sbaglio? In pratica si varia la geometria della superficie portante mediante
curvatura?

>
> > E poi con tutte quelle esili funicelle e
> > quella vela così vaporosa mi dà l'impressione di essere tanto fragile e
> poco
> > durevole! Ma queste sono paturnie mie, credo.)
>
> Confermo, sono tue paturnie! Ti ricordo una storiella che parlava di un
> olivo e un giunco esposti alle intemperie.....

Esatto, ma, a parte la resistenza data dalla flessibilità, il materiale non
va incotro ad usura ben prima della vela di un delta? Tu ogni quanto tempo
fai una manutenzione straordinaria radicale?

>
> > Ho osservato attentamente parapendiisti e deltaplanisti: mi è parso di
> > intravvedere che i primi sono generalmente tipi contemplativi e paciosi
> > ("amanti dell'aria"), mentre i secondi sono dei tipi in po' più inquieti
e
> > dinamici ("amanti del vento")...... sento tanto il parallelo tra sci e
> > snowboard, per dirne una.... A me piace lo sci, ma ben allegro: forse
> dovrò
> > optare o per un para veloce o per un delta lento. :-)
>
> Non me la sento di categorizzare i praticanti del volo libero. Sicuramente
> il delta richiede un pò più di costanza, pazienza per imparare, e una
forma
> fisica migliore, a fronte di un mezzo più performate in molte situazioni.
Il
> para inizialmente è molto più semplice, diventa complesso nel momento in
cui
> vuoi davvero affinare la tua tecnica di volo. In Italia (fonte FIVL) il
> rapporto piloti para, delta è 10:1 circa.

C'era da aspettarselo, credo: portabilità imbattibile, possibilità di
imparare le basi in brevissimo tempo, prezzo generalmente abbordabile,
adattabilità praticamente totale ad ogni campo di atterraggio, mercato già
avviato in modo omogeneo sul territorio, scuole quasi ovunque, ecc. ecc.
ecc. ...

>
> > Tu hai scelto d'impulso o hai provato un po' tutto?
>
> Ho un passato da windsurfista, l'idea di imbarcami in un'altra attività
dove
> fosse necessario montare l'attrezzatura, smontare l'attrezzatura, caricare
> la macchina, scaricare la macchina, "oddio piove" mi si bagna tutto sul
> tetto, fare più viaggi per trasportare la roba dalla macchina al "decollo
o
> spiaggia" mi prendeva malissimo...

Ho visto un signore bavarese che richiudeva il suo Moyes a mo' di
portafoglio, accorciando i tubolari di duralluminio del telaio come se
fossero l'antenna di una radio. Certo, il salsicciotto finale era comunque
un po' lunghetto e pesantuccio (: forse con componenti in fibre di carbonio
intrecciate e compattate con resina vetrosa il risultato migiorerebbe
sensibilmente, così com'è migliorato per le bicilette - sono ciclista
fondista - ma non oso pensare al prezzo se si usasse il titanio).

> Inoltre il para ha l'enorme vantaggio di poter fare (quasi sempre)
> top-landing (in sostanza atterri dove sei decollato).

?!?!?!?!?!?!?
Questa non l'avevo mai sentita!!!
Cioè veleggi verso il basso finchè non incontri delle belle termiche che ti
riportano in alto, ben più su del punto di decollo?!
O addirittura che, dopo essere atterrato, gonfiando il para con un
venticello di passaggio, puoi riuscire di nuovo a prendere il volo fino a
ritornare da dove sei partito? Gasp! :-|

> E nella maggior parte
> dei siti di volo che frequento la possibilità esiste, vuoi mettere il
> vantaggio di saltare in macchina, scendere, decollare, volare qualche ora
> (magari spararsi più voli, così la donna che hai lasciato in decollo a
> prendere il sole non bercia troppo..) e poi avere l'auto li a due
passi....
> niente autostop, nessuna "organizzazione" con l'amico che magari arriva in
> ritardo o che quel giorno non può.
> E se non faccio top? Poco male, un pò di autostop ed è fatta, qualcuno che
> ti carica con lo zaino lo trovi sempre... impossibile trovare un passaggio
> con il delta al seguito, lo dovresti lasciare da qualche parte e passare a
> riprendertelo più tardi.
> No, non fa per me grazie. Io volo in Para.
>
> Non so dove abiti... ti garantisco che l'Italia è un paese baciato dalla
> fortuna per la presenza di rilievi volabili un pò ovunque (non ti serve
mica
> lo strapiombo di 1200 mt per volare...) E ti garantisco che ho degli amici
> di Reggio Emilia (PIANURA PADANA 100%) che comunque volano sull'appennino
> tosco-emiliano con grande soddisfazione. Per cui coraggio scegli una
scuola
> e vai!

Eh, son qui con lo scalimetro a misurare la convenienza: se loro lo sono al
100% io lo sono al 1000 °/oo, in quanto sto proprio sul loro confine nord a
poche centinaia di metri dal grande fiume!
Devo vedere se sono più vicino alla scuola Deltaland di Caprino Veronese, o
a qualcosaltro sull'appennino emiliano (trovato Volo Libero Monte Caio -
Tizzano di Parma -).

Vedremo! :-)

K

Matteo Accornero

unread,
Oct 8, 2002, 7:39:34 AM10/8/02
to
"Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> wrote in message
news:vgoo9.18688$Fz.5...@news1.tin.it...

> Interessante,... avvincente.... ma con tutte quelle funicelle mi
sembrerebbe
> di essere invischiato in una specie di ragnatela, o le cose sono più
> "lineari"?

Ehm, cordini, si chiamano cordini, quando sei in volo, sono tesi come corde
di violino e sono belli ordinati. Inoltre i mezzi moderni ne hanno
decisamente di meno di quelli di qualche anno fa.

> So che per pilotare quell'affare si usano delle specie di manigliette, o
> sbaglio? In pratica si varia la geometria della superficie portante
mediante
> curvatura?

Freni, servono a modificare il bordo d'uscita della vela e permettono di
"rallentare" una parte della vela rispetto all'altra (virare) o tutte è due.

> Esatto, ma, a parte la resistenza data dalla flessibilità, il materiale
non
> va incotro ad usura ben prima della vela di un delta? Tu ogni quanto tempo
> fai una manutenzione straordinaria radicale?

Un para ormai è garantito per almeno 300 ore di volo (che sono circa 4 anni
per un pilota assiduo). Ma i recenti materiali permettono di volare in
sicurezza per il doppio del tempo. Il fascio (cordini) invece andrebbe
ispezionato ed eventualmente sostituito ogni due anni. I deltaplano sono
molto più durevoli.
Il problema non si pone secondo me, il mercato sforna ogni due anni
attrezzature decisamente più sicure e performanti. Io cambio vela (vendendo
il mio usato) ogni 2 anni e 180-200 ore di volo.

> Ho visto un signore bavarese che richiudeva il suo Moyes a mo' di
> portafoglio, accorciando i tubolari di duralluminio del telaio come se
> fossero l'antenna di una radio. Certo, il salsicciotto finale era comunque
> un po' lunghetto e pesantuccio

Chiedi un pò al "signore bavarese" cosa fa quando parte per un volo di cross
e "buca" (atterrare prima del previsto) a 4 chilometri dalla più vicina
strada statale
:-)

> forse con componenti in fibre di carbonio
> intrecciate e compattate con resina vetrosa il risultato migiorerebbe
> sensibilmente, così com'è migliorato per le bicilette

Lo hanno fatto: anche il prezzo è "migliorato" sensibilimente... sono certo
che qualcuno sull'NG ti potrà dare delucidazioni del caso. Non parliamo poi
di come piange il portafoglio in caso di atterraggio brusco :-)


> Questa non l'avevo mai sentita!!!
> Cioè veleggi verso il basso finchè non incontri delle belle termiche che
ti
> riportano in alto, ben più su del punto di decollo?!

E perchè devo scendere per forza. In una bella giornata di volo il decollo
può essere anche la quota più bassa di tutta la giornata :-).

> O addirittura che, dopo essere atterrato, gonfiando il para con un
> venticello di passaggio, puoi riuscire di nuovo a prendere il volo fino a
> ritornare da dove sei partito? Gasp! :-|

Decollare in pianura senza verricello è (quasi) impossibile, ma certo che si
se atterri e hai un pendio disponbile con vento o termica frontale,
ridecolli e sei di nuovo in volo. Versatile il mezzo eh?

> Eh, son qui con lo scalimetro a misurare la convenienza: se loro lo sono
al
> 100% io lo sono al 1000 °/oo, in quanto sto proprio sul loro confine nord
a
> poche centinaia di metri dal grande fiume!

Argh, maledetto! :-) Sei ad un'ora e mezza da Bassano del Grappa e ti
lamenti???
Io mi sparo 6 ore di macchina per arrivarci. Hai il lago di Garda ad un tiro
di schioppo. Le occasioni non ti mancano.
Perchè non vieni a vedere la Halloween Cup a Semonzo (Bassano del Grappa) il
2-3 Novembre p.v. Ti faresti un idea delle possibilità e avresti modo di
parlare con Istruttori, piloti sia para che delta.

> Vedremo! :-)

L'autunno è un ottima stagione per iniziare!


Teo

Kurt Fleißig

unread,
Oct 8, 2002, 11:53:45 AM10/8/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
anug69$2pd3$1...@newsreader1.mclink.it...

> "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> wrote in message
> news:vgoo9.18688$Fz.5...@news1.tin.it...
>
> > Interessante,... avvincente.... ma con tutte quelle funicelle mi
> sembrerebbe
> > di essere invischiato in una specie di ragnatela, o le cose sono più
> > "lineari"?
>
> Ehm, cordini, si chiamano cordini, quando sei in volo, sono tesi come
corde
> di violino e sono belli ordinati. Inoltre i mezzi moderni ne hanno
> decisamente di meno di quelli di qualche anno fa.

Quindi c'è da prendere una bella sberla di deprezzamento per obsolescenza?
Non sarebbe la prima volta: informatica docet!
:-(((

>
> > So che per pilotare quell'affare si usano delle specie di manigliette, o
> > sbaglio? In pratica si varia la geometria della superficie portante
> mediante
> > curvatura?
>
> Freni, servono a modificare il bordo d'uscita della vela e permettono di
> "rallentare" una parte della vela rispetto all'altra (virare) o tutte è
due.

Insomma, fanno da comandi per i flaps.

> > Esatto, ma, a parte la resistenza data dalla flessibilità, il materiale
> non
> > va incotro ad usura ben prima della vela di un delta? Tu ogni quanto
tempo
> > fai una manutenzione straordinaria radicale?
>
> Un para ormai è garantito per almeno 300 ore di volo (che sono circa 4
anni
> per un pilota assiduo). Ma i recenti materiali permettono di volare in
> sicurezza per il doppio del tempo. Il fascio (cordini) invece andrebbe
> ispezionato ed eventualmente sostituito ogni due anni. I deltaplano sono
> molto più durevoli.

Ecco un punto a favore piuttosto decisivo: meno obsolescenza e meno usura.
Non sono qualità economiche su cui scherzare! Non ti pare?

> Il problema non si pone secondo me, il mercato sforna ogni due anni
> attrezzature decisamente più sicure e performanti. Io cambio vela
(vendendo
> il mio usato) ogni 2 anni e 180-200 ore di volo.

Col fiorente mercato che c'è non dovresti trovare gran difficoltà, credo. Il
più è riuscire a recuperare quanto più possibile del valore originariamente
sborsato.

>
> > Ho visto un signore bavarese che richiudeva il suo Moyes a mo' di
> > portafoglio, accorciando i tubolari di duralluminio del telaio come se
> > fossero l'antenna di una radio. Certo, il salsicciotto finale era
comunque
> > un po' lunghetto e pesantuccio
>
> Chiedi un pò al "signore bavarese" cosa fa quando parte per un volo di
cross
> e "buca" (atterrare prima del previsto) a 4 chilometri dalla più vicina
> strada statale
> :-)

Cerca di riprendere quota con la propulsione diarroica che lo assale non
appena si rende esattamente conto della situazione? :-))

In che cosa consiste esattamente un volo di cross?


> > forse con componenti in fibre di carbonio
> > intrecciate e compattate con resina vetrosa il risultato migiorerebbe
> > sensibilmente, così com'è migliorato per le bicilette
>
> Lo hanno fatto: anche il prezzo è "migliorato" sensibilimente... sono
certo
> che qualcuno sull'NG ti potrà dare delucidazioni del caso. Non parliamo
poi
> di come piange il portafoglio in caso di atterraggio brusco :-)

Fermo così! Non scadiamo dai normali problemi quotidiani nella tragedia, per
favore!
Non ci sono delle assicurazioni sul mezzo?

In qualità di ciclista fondista posso dirti che i telai in carbonio sono
portentosi + di ogni altro, salvo che sui lati (= pastafrolla): su tutto
domina quindi, in una specie di empireo, il titanio.
E' un po' come una pietra filosofale: tutti si inchinano al suo nome (del
resto tutti lo hanno già nei canotti reggisella, negli alberi portamanubrio
e nei gruppi. E' lì, bellissimo, satinato, liscissimo, leggerissimo,
ingraffiabile, duro come il diamante... e caro come il chinino!!!).
Un giorno ho visto una specialissima tutta di quel materiale eccetto che per
la sella (in fibra di carbonio e resina) e per i cerchioni (in kevlar)....
da allora ho un'amnesia totale sul prezzo!!! :-]

>
> > Questa non l'avevo mai sentita!!!
> > Cioè veleggi verso il basso finchè non incontri delle belle termiche che
> ti
> > riportano in alto, ben più su del punto di decollo?!
>
> E perchè devo scendere per forza. In una bella giornata di volo il decollo
> può essere anche la quota più bassa di tutta la giornata :-).

Gagliardo!
Ecco un decisivo punto di forza del para!!!

>
> > O addirittura che, dopo essere atterrato, gonfiando il para con un
> > venticello di passaggio, puoi riuscire di nuovo a prendere il volo fino
a
> > ritornare da dove sei partito? Gasp! :-|
>
> Decollare in pianura senza verricello è (quasi) impossibile, ma certo che
si
> se atterri e hai un pendio disponbile con vento o termica frontale,
> ridecolli e sei di nuovo in volo. Versatile il mezzo eh?

Eccome!!! Se solo fosse un tantino + durevole.... .
Ma, come hai detto, si può sperare nei nuovi modelli.

>
> > Eh, son qui con lo scalimetro a misurare la convenienza: se loro lo sono
> al
> > 100% io lo sono al 1000 °/oo, in quanto sto proprio sul loro confine
nord
> a
> > poche centinaia di metri dal grande fiume!
>
> Argh, maledetto! :-) Sei ad un'ora e mezza da Bassano del Grappa e ti
> lamenti???

Bhè, Bassano d. G. non è poi così vicino, almeno non quanto il garda o
l'appennino emiliano.

> Io mi sparo 6 ore di macchina per arrivarci. Hai il lago di Garda ad un
tiro
> di schioppo. Le occasioni non ti mancano.

Ok, ma vuoi mettere mettersi lo zaino in spalla, andare in bici fino al
campo volo di ULM che ho a 2
Km da qui, trovare un bel verricello e partire? ;-)

A proposito, il verricello mi incuriosisce molto. Lo hai mai provato? Come
funziona esattamente?
Ho visto l'url della Scuola di volo Fly Castelluccio adventure, in cui si
dice che forniscono anche verricelli: magari se si riuscisse a fare un club,
invece di spostarsi si piazzerebbe un verricello e fine, così anche chi ha
poco tempo a disposizione potrebbe uscire un attimo di casa e farsi un
voletto senza motore, invece di dover rinunciare o rimandare al fine
settimana chissà dove.
Tralaltro, se non vado errato, questa pianura è famosissima per avere vento
rarissimamente e per disporre di termiche poderose... :-)

> Perchè non vieni a vedere la Halloween Cup a Semonzo (Bassano del Grappa)
il
> 2-3 Novembre p.v. Ti faresti un idea delle possibilità e avresti modo di
> parlare con Istruttori, piloti sia para che delta.
>
> > Vedremo! :-)
>
> L'autunno è un ottima stagione per iniziare!

Come diceva Oscar Wilde? "Riesco a resistere a tutto tranne che alle
tentazioni."? "L'unico modo per resistere alla tentazione è cedervi."?
:-)

>
>
> Teo
>
>
Saluti
K

Maurice

unread,
Oct 9, 2002, 10:34:03 AM10/9/02
to

> L'autunno è un ottima stagione per iniziare!

io vorrei iniziare dalle parti di firenze

>
>
> Teo
>
>
>

Matteo Accornero

unread,
Oct 10, 2002, 6:31:02 AM10/10/02
to
"Maurice" <mau...@yahoo.com> wrote in message
news:ao1eoq$hoffj$8...@ID-159613.news.dfncis.de...

>
>
> io vorrei iniziare dalle parti di firenze
>

Chiama uno di questi tre numeri di telefono:
http://www.fivl.it/visit/elenco.htm#toscana


Teo


Gio

unread,
Oct 10, 2002, 11:28:06 AM10/10/02
to
Visto che nel subject hai scritto "... e altro", mi permetto di
aggiungere il mio parere di aliantista.
Un elemento che a me sembra importante valutare e' quello relativo al
"raggio d'azione" che i diversi tipi di velivolo ti consentono.

Il rapporto di planata e la velocita' alla quale questo rapporto di
planata si ottiene sono i due elementi fondamentali che determinano
quanta strada il pilota riuscira' a fare sfruttando le correnti
naturali.

Il rapporto di planata di un parapendio medio credo sia intorno a 7,
mentre quello di un deltaplano dovrebbe essere intorno a 15 e quello
di un aliante va da 30 in su.
La capacita' di planare perdendo meno quota possibile influisce sulla
possibilita' di trovare una nuova termica dove ricominciare a salire.
Un'elevata velocita' di manovra costituisce uno svantaggio
all'atterraggio e rende problematico lo sfruttamento di termiche
piccole ma offre la possibilita' di fuggire piu' efficacemente dalle
zonde di discendenza.

Il parapendio riesce ad esempio a sfruttare le piccole e deboli
termiche autunnali pero' quando esce da una termica alla ricerca della
successiva ha un'autonomia molto limitata prima di essere costretto
all'atterraggio.
Con un velivolo ad ala rigida ed elevate velocita' di planata e'
inoltre possibile sfruttare anche correnti dinamiche di forte
intensita'.

In sintesi credo tu debba tener conto del fatto che con il mezzo piu'
"compatto" godrai di una maggiore flessibilita' d'uso ma andrai meno
lontano.

Per darti un'idea dei percorsi realizzabili con i diversi mezzi,
informati sui triangoli che si riscono a realizzare.

Per quanto riguarda l'aliante, valori approssimativi potrebbero
essere:
- dilettante 100
- bravo 300
- molto bravo 600
- campione 1000

Io suppongo che il deltaplano sia una via di mezzo tra l'aliante ed il
parapendio. Credo pero' che l'alto numero di appassionati abbia fatto
progredire quest'ultimo tipo di velivolo molto in fretta e quindi
potrei sottovalutarne le prestazioni.

Il bilancio tra pregi e difetti e' comunque complicato e, cosi' come
ci sono alcuni piloti di parapendio che passano all'aliante, io sto
meditando di fare il passaggio inverso...

Ciao
Giovanni

"Kurt Flei ig" <pco...@tin.it> wrote in message news:<zWAn9.8010$Fz.2...@news1.tin.it>...

Kurt Fleißig

unread,
Oct 10, 2002, 2:53:47 PM10/10/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
ao3ku4$1oc5$1...@newsreader1.mclink.it...
Ehi, Acc,

sarai mica quello dei miei frollini preferiti?

;-)

Matteo Accornero

unread,
Oct 10, 2002, 3:02:07 PM10/10/02
to
"Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> wrote in message
news:%0kp9.30737$Fz.8...@news1.tin.it...

> Ehi, Acc,
>
> sarai mica quello dei miei frollini preferiti?

Tsk, i "ricchi" non volano in parapendio! :-)
Hanno l'aliante....


Teo

Kvochur

unread,
Oct 10, 2002, 4:21:25 PM10/10/02
to
> Ecco un punto a favore piuttosto decisivo: meno obsolescenza

...il fatto di minore o maggiore obsolescenza non ha alcuna importanza pero'
se non conti di rivendere il mezzo.
Io personalmente lo terro finche' sara' in grado di volare in sicurezza, poi
si butta.
Certo e' molto inferiore ai modelli attuali, ma io non ho grandi pretese: mi
basta svolazzare ogni tanto, non faro' mai cross ne' nulla di impegnativo.
Volare e' una cosa spendida e anche solo se riesco a stare su un'oretta mi
sento gia' piu' che soddisfatto.

> e meno usura.

indubbiamente. Cmq tutto dipende da quando vorrai usarlo. Se ad esempio mi
dici che fai anche ciclismo, magari non lo utilizzerai spessissimo, perche'
magari un week-end vai in bici, un altro in para (senza contare di quando fa
brutto tempo o hai impegni etc...). Percio' se lo usassi solo 2-3 volte al
mese...ti dura anche 10 anni!
Se invece hai la possibilita' e la voglia di utilizzarlo molto spesso,
magari anche quotidianamente (conosco qualcuno che lo fa, perche' finisce
relativamente presto di lavorare e abita in una zona col decollo vicinissimo
a casa) purtroppo il parapendio non e' molto longevo.

> In che cosa consiste esattamente un volo di cross?

un volo di distanza.

> Un giorno ho visto una specialissima tutta di quel materiale eccetto che
per
> la sella (in fibra di carbonio e resina) e per i cerchioni (in kevlar)....
> da allora ho un'amnesia totale sul prezzo!!! :-]

penso che la mia futura specialissima dovra' accontentarsi del buon vecchio
alluminio 70xx e di un Tiagra/105 oppure un Campagnolo Veloce :-)
Cmq sto ancora riflettendo se acquistarla oppure no....

> Ok, ma vuoi mettere mettersi lo zaino in spalla, andare in bici fino al
> campo volo di ULM che ho a 2
> Km da qui, trovare un bel verricello e partire? ;-)

ve bene che e' uno zaino, ma e' mostruosamente sgraziato e mal equilibrato,
grosso e pesante.
Oddio, ci sono anche salito in bici col para, ma non e' una gran bella
esperienza.
Mi raccomando _non_ farlo con la specialissima, e per precauzione, nemmeno
con gli attacchi :-)
Poi se sono proprio 2Km si puo' fare :-)


--
*************************************
Nickname: Kvochur

Enrico Porcarelli

unread,
Oct 10, 2002, 4:43:53 PM10/10/02
to
Kurt Fleißig ha scritto:

> Enrico Porcarelli <eryk_...@libero.it> wrote in message
> 3D9F3C8C...@libero.it...
>
> Ecco, per favore, spiegatimi meglio questo punto, se è possibile: non tutti
> i campi sono per entrambi?
>

Dipende dalla bravura del pilota ma generalmente negli orti :-) si
atterra solo con il para, i delta hanno bisogno di maggiore superfice

>
> Con maggiori o pari soddisfazioni finali?
> Si sta più comodi con l'imbracatura o sul seggiolino? Sul delta non si
> stancano tanto le braccia? Non si vede meno panorama?

il delta ha un pilotaggio più fisico quindi con il trascorrere delle ore
ci si stanca di più, comunque la posizione prona che si ha è unica ed
inimitabile unita alla velocità fà del delta uno dei mezzi di maggior
soddisfazione.
Nella selletta sicuramente la posizione è più comoda ma non di molto, ed
il panorama è comunque bello sia in delta che in para.

>>
>>Io preferisco CMQ il delta sia per la posizione che per la velocità
>>e CMQ secondo me i due mezzi possono coesistere a patto di avere tempo.
>
>
> Quanto tempo, in genere e mediamente?

Dipende da cosa vuoi fare, per volare in termica senza sporcarsi le
mutande devi volare con assiduità in tutte le condizioni sia in para che
in delta, se voli solo 1 o 2 volte al mese forse sarebbe meglio che
scegliessi il para e volassi solo al mattino o la sera o comunque in
condizioni non troppo forti.
Non che sarebbe quasi impensabile ptaticarli entrambi.

>
>
>>Logicamente pensare di portare avanti entrambi con la stessa assiduità è
>>impensabile ma praticarli entrambi com divertimento è possibile, anche
>>perchè solitamente se la giornata è buona per un para spesso non lo è
>>per il delta e viceversa.
>
>
> Questo non lo sapevo: puoi entrare nei dettagli?

Il delta ha una velocità decisamente superiore e quindi si riescono a
fruttare tutte quelle giornate con venti medio forti (oltre i 20kmh fino
ai 55 60 Kmh dipende dal delta) ed in estate non sono poche le giornate
con questi venti, mentre i para hanno delle velocita massime molto più
basse ( anche se i para attuali vengono pubblicizzati con velocità di
punta intorno ai 50 kmh, ma io non ce credo, o perlomeno non li
raggiungono in condizioni di volo normale)quindi puoi volare con venti
che vanno da 4 5 kmh fino ai 25 30 kmh.

>
>
>>La cosa da considerare secondo me è il posto dove si abita se per volare
>>in delta devi fare 100 Km lasci perdere non voleresti mai logicamente il
>>discorso è valido anche per il delta.
>>Io sono fortunato ho il Cucco a 40 min di macchina Castelluccio ad un
>>ora ed i Tre pizzi sopra casa :-)
>>Ciao
>
>
>
> Ok, capisco; complichiamo di poco il discorso: avendo una bella pianura
> dietro casa?
> Delta con mosquito o para con seggiolino motorizzato?
> O un bel verricello per entrambi?
> Scuola di volo a 50Km da casa: tollerabile?

Per quello che ne sò in Emilia ci sono delle aviosuperfici dove è
possibile decollare al traino con il delta.
Poi se ti vuoi dedicare al volo a motore non sò cosa dirti, non sono
ferrato in materia.

>
> Per voli occasinali.... tipo settimana volante estiva? :-))
> Meglio il para? :-)))))

Senza dubbio

Ciao

Enrico Porcarelli

unread,
Oct 10, 2002, 4:52:52 PM10/10/02
to
Gio ha scritto:

>
> Per quanto riguarda l'aliante, valori approssimativi potrebbero
> essere:
> - dilettante 100
> - bravo 300
> - molto bravo 600
> - campione 1000
>

CMQ con il delta si riescono a percorrere distanze considerevoli
i record sono stati fatti da gente che di umano non ha nulla ma hanno
toccato gli 800 KM
mentre un pilota medio riesce spesso a raggiungere i 100 Km e più.
con il para le distanze si accorciano ulteriormente ma come hai detto tu
la differenza la fà l'efficienza del mezzo (meno efficienza = meno
distanza)

Ciao

Gianandrea Gobbo

unread,
Oct 11, 2002, 2:32:29 AM10/11/02
to

"Kvochur" <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
news:3jlp9.18379$dj7....@tornado.fastwebnet.it...

| > Ecco un punto a favore piuttosto decisivo: meno obsolescenza
|
| ...il fatto di minore o maggiore obsolescenza non ha alcuna importanza pero'
| se non conti di rivendere il mezzo.
| Io personalmente lo terro finche' sara' in grado di volare in sicurezza, poi
| si butta.
| Certo e' molto inferiore ai modelli attuali, ma io non ho grandi pretese: mi
| basta svolazzare ogni tanto, non faro' mai cross ne' nulla di impegnativo.


...ti verrà la voglia, non preoccuparti!
Zompettare di montagna in montagna, inventarsi le strategie e scovare nuove
termiche, parlare con qualcosa che assomiglia a Dio perchè non ti molli in mezzo
a questa valle dimenticata dagli uomini, la soddisfazione di atterrare in un
posto nuovo e tornando a casa guardare le montagne che hai appena percorso.
Ti verra la voglia!
Ciao,
G.


Paolo.R

unread,
Oct 11, 2002, 3:31:27 AM10/11/02
to

Se la mettiamo sui km... il 21 giugno a Zapata (Texas), un Canadese
(tale Will Gadd) con un Boomerang della Gin (parapendio), ha percorso
421km!!!

Ma non vorremo mica misurare la soddisfazione del volo con i
kilometri?!?

Secondo me, anche nel classico volo "stanziale" (pochi, o poche decine
di, km nel raggio di decollo/atterraggio) si ricavano grandi
soddisfazioni, per esempio anche solo fare andata e ritorno a/da un
punto a soli 5km (pero' con un po' di impegno per fare quota).

Ciao.

Paolo.R

P.S. per Gio: l'efficienza degli attuali parapendii di serie e' tra 8
e 9

Ness1

unread,
Oct 11, 2002, 9:28:03 AM10/11/02
to

Fantastica, semplicemente meravigliosa:)
Mai sentita definizione migliore di Parapandio!

Bye

>...ti verrà la voglia, non preoccuparti!
>Zompettare di montagna in montagna, inventarsi le strategie e scovare nuove
>termiche, parlare con qualcosa che assomiglia a Dio perchè non ti molli in mezzo
>a questa valle dimenticata dagli uomini, la soddisfazione di atterrare in un
>posto nuovo e tornando a casa guardare le montagne che hai appena percorso.
>Ti verra la voglia!
>Ciao,
>G.

--
Ulisse si trovo` a dover decidere con quale falso nome
presentarsi a Polifemo. Alla fine esclamo`:
<< "Nessuno" e` perfetto! >>

andyfly

unread,
Oct 11, 2002, 11:26:06 AM10/11/02
to
Messaggio per Matteo e amici, ci sarà qualcuno di voi a Bassano a Novembre?
perché io conto di andarci per fare qualche ripresa con la telecamera si
potrebbe fare una bevuta insieme. Cosi' approfitto per vedere un po' di cose
visto l'imminenza dei miei primi voli in para. Ciao
Marco Morassut


Matteo Accornero

unread,
Oct 11, 2002, 3:39:28 PM10/11/02
to

"andyfly" <and...@libero.it> wrote in message
news:i4Cp9.17610$RO.3...@twister1.libero.it...

> Messaggio per Matteo e amici, ci sarà qualcuno di voi a Bassano a
Novembre?

Presente! ;-)
Naturalmente a meno di blizzard, Tsunami, tromba d'aria e tempesta magnetica
di 4 giorni conclamate...(se durassero solo 3 giorni vengo lo stesso!)

Teo


Kurt Fleißig

unread,
Oct 11, 2002, 4:36:46 PM10/11/02
to

Gianandrea Gobbo <gobbacci...@hotmail.com> wrote in message
ao5r9u$jkc88$1...@ID-106993.news.dfncis.de...
....

> termiche, parlare con qualcosa che assomiglia a Dio perchè non ti molli in
mezzo
...
>
Una volta c'era "Lo Zen e l'arte della motocicletta", se non sbaglio il
titolo. Siamo dunque giunti alla mistica. L'argomento si fa ghiotto!!!
Che sarà mai questo.... "qualcosa"?
;-)

Saluti
K


Kurt Fleißig

unread,
Oct 11, 2002, 4:36:46 PM10/11/02
to

andyfly <and...@libero.it> wrote in message
i4Cp9.17610$RO.3...@twister1.libero.it...
Mha, io... più ci penso... e più m'incuriosisco....


Kurt Fleißig

unread,
Oct 11, 2002, 4:36:47 PM10/11/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
ao4irh$21lj$1...@newsreader1.mclink.it...

Mha, dicevano così anche del giulivo ed allegrotto C.Gori Vittorio... prima
del crack!

E chissà dove sta davvero la ricchezza: intesa come agio nel vivere, a
prescindere dalla matematica questione della pura quantità di denaro, che,
senza dubbio, comunque molto aiuta?

Saluti
K


Kurt Fleißig

unread,
Oct 11, 2002, 4:36:50 PM10/11/02
to

Paolo.R <pao...@libero.it.invalid> wrote in message
t6ucqu8s9uk2scp97...@4ax.com...
...

> Se la mettiamo sui km... il 21 giugno a Zapata (Texas), un Canadese
> (tale Will Gadd) con un Boomerang della Gin (parapendio), ha percorso
> 421km!!!
...
Sob! Senza motore, intendi????

Strabiliante!

K


Kurt Fleißig

unread,
Oct 11, 2002, 4:36:48 PM10/11/02
to

Enrico Porcarelli <eryk_...@libero.it> wrote in message
3DA5E6BC...@libero.it...

> Kurt Fleißig ha scritto:
> > Enrico Porcarelli <eryk_...@libero.it> wrote in message
> > 3D9F3C8C...@libero.it...
> >
> > Ecco, per favore, spiegatimi meglio questo punto, se è possibile: non
tutti
> > i campi sono per entrambi?
> >
>
> Dipende dalla bravura del pilota ma generalmente negli orti :-) si
> atterra solo con il para, i delta hanno bisogno di maggiore superfice

Si riesce a fare un rapporto? Quanto? 1 a 2? 1 a 4? ... o che altro?

>
> >
> > Con maggiori o pari soddisfazioni finali?
> > Si sta più comodi con l'imbracatura o sul seggiolino? Sul delta non si
> > stancano tanto le braccia? Non si vede meno panorama?
>
> il delta ha un pilotaggio più fisico quindi con il trascorrere delle ore
> ci si stanca di più, comunque la posizione prona che si ha è unica ed
> inimitabile unita alla velocità fà del delta uno dei mezzi di maggior
> soddisfazione.
> Nella selletta sicuramente la posizione è più comoda ma non di molto, ed
> il panorama è comunque bello sia in delta che in para.

Ho visto alcune foto dello stratos e dell'atos della icaro 2000: il corpo
del pilota risulta sopravanzato rispetto alla "punta" del delta (se di delta
si può ancora parlare, vista la forma e ... mi pare... la centinatura delle
ali? od ho preso un abbaglio?).

>
>
>
> >>
> >>Io preferisco CMQ il delta sia per la posizione che per la velocità
> >>e CMQ secondo me i due mezzi possono coesistere a patto di avere tempo.
> >
> >
> > Quanto tempo, in genere e mediamente?
>
> Dipende da cosa vuoi fare, per volare in termica senza sporcarsi le
> mutande devi volare con assiduità in tutte le condizioni sia in para che
> in delta, se voli solo 1 o 2 volte al mese forse sarebbe meglio che
> scegliessi il para e volassi solo al mattino o la sera o comunque in
> condizioni non troppo forti.
> Non che sarebbe quasi impensabile ptaticarli entrambi.

Quale assiduità minima richiede il delta?

Ecco... pian piano sto maturando....

K

Kurt Fleißig

unread,
Oct 11, 2002, 4:36:49 PM10/11/02
to

Gio <maro...@infinito.it> wrote in message
e17b56ef.02101...@posting.google.com...

> Visto che nel subject hai scritto "... e altro", mi permetto di
> aggiungere il mio parere di aliantista.

Finalmente la terza.... metà della mela!!!

> Un elemento che a me sembra importante valutare e' quello relativo al
> "raggio d'azione" che i diversi tipi di velivolo ti consentono.
>
> Il rapporto di planata e la velocita' alla quale questo rapporto di
> planata si ottiene sono i due elementi fondamentali che determinano
> quanta strada il pilota riuscira' a fare sfruttando le correnti
> naturali.

Apprezzabilissimo puntiglioso taglio ottico tecnico sull'argomento!

>
> Il rapporto di planata di un parapendio medio credo sia intorno a 7,
> mentre quello di un deltaplano dovrebbe essere intorno a 15 e quello
> di un aliante va da 30 in su.

Però!

> La capacita' di planare perdendo meno quota possibile influisce sulla
> possibilita' di trovare una nuova termica dove ricominciare a salire.
> Un'elevata velocita' di manovra costituisce uno svantaggio
> all'atterraggio e rende problematico lo sfruttamento di termiche
> piccole ma offre la possibilita' di fuggire piu' efficacemente dalle

> zone di discendenza.

Molto interessante!

>
> Il parapendio riesce ad esempio a sfruttare le piccole e deboli
> termiche autunnali pero' quando esce da una termica alla ricerca della
> successiva ha un'autonomia molto limitata prima di essere costretto
> all'atterraggio.

Per via, appunto, della sua lentezza....: lento in termica, ma anche in fuga
dalla discendenza! :-|

> Con un velivolo ad ala rigida ed elevate velocita' di planata e'
> inoltre possibile sfruttare anche correnti dinamiche di forte
> intensita'.

... che lacererebbero la vela del fragile parapendio....

>
> In sintesi credo tu debba tener conto del fatto che con il mezzo piu'
> "compatto" godrai di una maggiore flessibilita' d'uso ma andrai meno
> lontano.
>
> Per darti un'idea dei percorsi realizzabili con i diversi mezzi,
> informati sui triangoli che si riscono a realizzare.

Triangoli?

>
> Per quanto riguarda l'aliante, valori approssimativi potrebbero
> essere:
> - dilettante 100
> - bravo 300
> - molto bravo 600
> - campione 1000
>
> Io suppongo che il deltaplano sia una via di mezzo tra l'aliante ed il
> parapendio.

E' facile immaginarlo anche per me.

> Credo pero' che l'alto numero di appassionati abbia fatto
> progredire quest'ultimo tipo di velivolo molto in fretta e quindi
> potrei sottovalutarne le prestazioni.
>
> Il bilancio tra pregi e difetti e' comunque complicato e, cosi' come
> ci sono alcuni piloti di parapendio che passano all'aliante, io sto
> meditando di fare il passaggio inverso...

Direi che il parapendio è il massimo della praticità nella gestione del
mezzo ed è il simbolo della portanza, anzi, sembra portanza allo stato puro.

Para e delta posso essere indipendenti dal traino: l'aliante ne è schiavo.
Penso, tuttavia, che il suo volo sia uno dei più entusisasmanti... si
possono infatti fare dei looping rovesci o dei tonneau, con il deltaplano o
con il parapendio????

[Per curiosità: è poi così caro, un aliante, o il traino, anche con
verricello, o il carrello coperto di trasporto del mezzo?]


Saluti
K


Kurt Fleißig

unread,
Oct 11, 2002, 4:37:50 PM10/11/02
to

Kvochur <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
3jlp9.18379$dj7....@tornado.fastwebnet.it...

> > Ecco un punto a favore piuttosto decisivo: meno obsolescenza
>
> ...il fatto di minore o maggiore obsolescenza non ha alcuna importanza
pero'
> se non conti di rivendere il mezzo.
> Io personalmente lo terro finche' sara' in grado di volare in sicurezza,
poi
> si butta.
> Certo e' molto inferiore ai modelli attuali, ma io non ho grandi pretese:
mi
> basta svolazzare ogni tanto, non faro' mai cross ne' nulla di impegnativo.
> Volare e' una cosa splendida e anche solo se riesco a stare su un'oretta

mi
> sento gia' piu' che soddisfatto.

Da che cosa deriva il maggiore godimento? Il panorama? La sensazione di
dominio del mezzo e di osomosi con esso? L'idea che l'aria sia qualcosa di
denso come l'acqua?.... Da che cosa?

A me piace l'idea di qualcosa cui affezionarsi: c'è la possibilità di
reperire una vela e modellarsela? Di costruirsi un proprio parapendio
ideale, tela per tela, filo per filo,...., personalizzando i disegni ed i
colori, progettando, con criterio areodinamico nuovi modelli e forme di
superfici portanti?

>
> > e meno usura.
>
> indubbiamente. Cmq tutto dipende da quando vorrai usarlo. Se ad esempio mi
> dici che fai anche ciclismo, magari non lo utilizzerai spessissimo,
perche'
> magari un week-end vai in bici, un altro in para (senza contare di quando
fa
> brutto tempo o hai impegni etc...). Percio' se lo usassi solo 2-3 volte al
> mese...ti dura anche 10 anni!
> Se invece hai la possibilita' e la voglia di utilizzarlo molto spesso,
> magari anche quotidianamente (conosco qualcuno che lo fa, perche' finisce
> relativamente presto di lavorare e abita in una zona col decollo
vicinissimo
> a casa) purtroppo il parapendio non e' molto longevo.

Quale parte del mezzo, di solito, si consuma prima?
Ci sono tecniche per rallentare il fenomeno?

>
> > In che cosa consiste esattamente un volo di cross?
>
> un volo di distanza.
>
> > Un giorno ho visto una specialissima tutta di quel materiale eccetto che
> per
> > la sella (in fibra di carbonio e resina) e per i cerchioni (in
kevlar)....
> > da allora ho un'amnesia totale sul prezzo!!! :-]
>
> penso che la mia futura specialissima dovra' accontentarsi del buon
vecchio
> alluminio 70xx e di un Tiagra/105 oppure un Campagnolo Veloce :-)
> Cmq sto ancora riflettendo se acquistarla oppure no....

Non so come sia il volo in parapendio, ma il ciclismo, vale la pena
ricordarlo un attimo, è piuttosto duro. I primi 5 Km puoi andare al massimo,
i successivi 10 sono un flop, dal 15° in poi puoi riguadagnare
sorprendendoti molto positivamente fino al 45°, poi arriva la verità. Tutto
si scopre prima (si riduce ad un terzo) in montagna. Se sei giù di
allenamento ed arrivi all'80°, il giorno dopo, pur facendo vita normale,
potresti persino scoprire che, appena ti siedi, hai un bel mal di testa e
non trovi la forza per parlare. La cosa meravigliosa è che vai dove le auto
non hanno interesse a circolare, scopri sentieri, accanto a casa, che non
pensavi esistessero, vedi meglio le caratteristiche del territorio, senti
odori e suoni che i motori a scoppio coprono o confondono... e magari scopri
che, per sentieri fuori mano, puoi arrivare in centro città in quaranta
minuti, mentre in auto, tra code, traffico, semafori, ecc. + ricerca del
parcheggio, e andando ad una velocità ben più sostenuta, ci arrivi in un ora
e un quarto!!!

Comunque, anche l'allumino non è affatto male; pur avendo uno shimano
(occasione)... ho una venerazione per il campagnolo (lo trovo molto più
solido e meglio rifinito: lo scimano è perfetto, il campagnolo è
pignolescamente perfetto).

Acquistala: non te ne pentirai. Quella ti dura davvero una vita (al massimo,
di veramente serio, le cambierai il cuscinetto del canotto del manubrio, una
o due selle, ed una o due molle di tensione del cambio; di norma, invece, ed
a prezzi davvero da fame, copertoncini, camere d'aria e copertura del
manubrio). Perdi davvero pochissimo capitale per il divertimento che
ottieni.

Palallelismi col parapendio?
O col deltaplano?

>
> > Ok, ma vuoi mettere mettersi lo zaino in spalla, andare in bici fino al
> > campo volo di ULM che ho a 2
> > Km da qui, trovare un bel verricello e partire? ;-)
>
> ve bene che e' uno zaino, ma e' mostruosamente sgraziato e mal
equilibrato,
> grosso e pesante.
> Oddio, ci sono anche salito in bici col para, ma non e' una gran bella
> esperienza.
> Mi raccomando _non_ farlo con la specialissima, e per precauzione, nemmeno
> con gli attacchi :-)
> Poi se sono proprio 2Km si puo' fare :-)

Bhè, il sensato ed equilibrato uso degli attacchi, è una delle abilità del
ciclismo: c'è chi si è sfasciato lo scroto sulla sella credendo che essi
siano a tenuta perfetta in ogni circostanza e chi si è spaccato un braccio
da fermo credendo che bastasse la solita banale e sommaria torsione di
caviglia per poggiare a terra il piede al termine di una frenata fatta per
rispettare uno stop.
Ogni attività ha le sue accortezze: io sto tentando di assorbire quelle del
parapendio prima di salirci.
;-)
Sono troppo pretenzioso?

ciao
K

Kvochur

unread,
Oct 11, 2002, 10:53:40 AM10/11/02
to
> Ti verra la voglia!

Non credo...non e' da ieri che volo, ma da 6 anni, e se da ben 6 anni mi
sono accontentato cosi', penso che le cose non cambieranno piu' di tanto in
futuro.
Non che non abbia la voglia, quella ce l'avrei (se vai sul mio sito, non per
nulla ho scritto un articolo su Didier Favre...il cross e soprattutto il
volo bivacco fanno sognare, indubbiamente), ma se uno vola poco come me non
sara' mai in grado di fare piu' di quello che fa un allievo.

Io volo quando va bene 2-3 volte al mese, quando va male passano 4-5 mesi
senza nessun volo; volare e' molto bello, ma purtroppo richiede molta
pratica per divertirsi sul serio, a differenza di altri sport.
Prendi il ciclismo: con pochissimo allenamento (appena 2 mesi che avevo la
bici!) mi sono divertito un mondo e ho fatto giri anche abbastanza seri (
100+ Km con 1200mt. di dislivello) con grande soddisfazione. Ovviamente ci
ho impiegato un'eternita' rispetto ad un appassionato allentato, forse
addirittura il doppio del tempo in salita.....pero' ho chiuso il percorso e
mi sono divertito. Certo, se vuoi le prestazioni o hai velleita' agonistiche
anche li' ti devi sbattere, ma se vuoi solo fare dei bei lunghi giri e non
te ne frega nulla di impiegarci piu' tempo, ti diverti allo stesso modo.

In volo invece un bel cross o addirittura il volo bivacco non e' che li fai
piu' lentamente, ma _NON_ lo fai proprio se voli poco.
Il volo purtroppo da' molto, ma chiede anche molto...forse troppo per il mio
carattere.

Soprattutto se non sei monoteistico :-) per il volo ma hai tante passioni (a
me piace il volo, la fotografia, l'astronomia, l'informatica in generale, il
ciclismo, etc..etc...) tali da far si che prima di dedicare di nuovo un
week-end allo stesso hobby passa un mese, aggiungici un po' di pigrizia e
una naturale imbranatagine ;-) e vedi che chiaramente uno non puo'
pretendere tanto...

C'e' pero' il lato positivo: se voli poco, ogni volo e' un gran
divertimento, anche una semplice planatina, mentre se sei assuefatto dal
volo non ti accontenti di cosi' poco :-))))))))))))

andyfly

unread,
Oct 12, 2002, 6:56:48 AM10/12/02
to
Allora ci si sente per la fine del mese cosi ci si mette d'accordo ok tanto
ci si becca qui intanto. Ciao
Marco Morassut

Ranger

unread,
Oct 12, 2002, 8:36:19 AM10/12/02
to
Kurt Fleißig <pco...@tin.it> wrote in message
BDGp9.44233$cS4.1...@news2.tin.it...

Ciao, volo in parapendio, ho letto un po' i tuoi dubbi sui vari mezzi e mi
inserisco qui per dire qualcosa anch'io, a cominciare dal fatto che con para e
delta in pianura (verricello) in Italia strada ne fai ben poca, tanto poca che
dopo due o tre volte pianti li' di farlo, il traffico non vale il risultato,
percio' se vuoi volare su di essi preparati a frequenti viaggi sui monti...

> > Con un velivolo ad ala rigida ed elevate velocita' di planata e'
> > inoltre possibile sfruttare anche correnti dinamiche di forte
> > intensita'.
>
> ... che lacererebbero la vela del fragile parapendio....

no, non possono lacerare nulla, semplicemente ti sbatterebbero dove vogliono; i
tuoi timori di fragilita' generale del parapendio sono infondati, se ben tenuto
durera' molti anni, saranno i disegni piu' moderni a invogliarti a comprarne uno
nuovo... e la manutenzione e' piu' facile che per gli altri due mezzi

> Triangoli?

Il triangolo e' il percorso piu' semplice che ti consente di tornare da dove sei
partito (ed hai la macchina) senza ripassare dove hai gia' sorvolato

> Direi che il parapendio è il massimo della praticità nella gestione del
> mezzo ed è il simbolo della portanza, anzi, sembra portanza allo stato puro.

Indubbiamente e' il piu' pratico ma non rappresenta piu' degli altri la
portanza, anzi nelle ali essa e' in diretto rapporto con la velocita' e il para
e' il mezzo piu' lento... i principi del paracadute, se era cio' a trarti in
inganno, non c'entrano nulla

> si
> possono infatti fare dei looping rovesci o dei tonneau, con il deltaplano o
> con il parapendio????

In teoria si, in pratica ti sfido a farli... anche coll'aliante...;-pp
ne fanno qualcuno solo nelle competizioni di acrobazia e non sempre finiscono
bene come purtroppo e' capitato in una recete competizione para-acrobatica sul
lago d'Orta (vicino a dove volo prevalentemente io)

--
ciao Ranger


Kurt Fleißig

unread,
Oct 12, 2002, 11:59:15 AM10/12/02
to

Ranger <wri...@email.it> wrote in message
ao91dv$je3qp$1...@ID-64586.news.dfncis.de...

> Kurt Fleißig <pco...@tin.it> wrote in message
> BDGp9.44233$cS4.1...@news2.tin.it...
>
> Ciao, volo in parapendio, ho letto un po' i tuoi dubbi sui vari mezzi e mi
> inserisco qui per dire qualcosa anch'io, a cominciare dal fatto che con
para e
> delta in pianura (verricello) in Italia strada ne fai ben poca, tanto poca
che
> dopo due o tre volte pianti li' di farlo, il traffico non vale il
risultato,
> percio' se vuoi volare su di essi preparati a frequenti viaggi sui
monti...

Motivo? La pianura non offre correnti soddisfacenti? Il traino con
verricello è inefficace in pianura? Un motore come il mosquito è
insufficiente per dare una quota utile e costituisce un intralcio fastidioso
per la veleggiata? O ci sono altre ragioni?

>
> > > Con un velivolo ad ala rigida ed elevate velocita' di planata e'
> > > inoltre possibile sfruttare anche correnti dinamiche di forte
> > > intensita'.
> >
> > ... che lacererebbero la vela del fragile parapendio....
>
> no, non possono lacerare nulla, semplicemente ti sbatterebbero dove
vogliono; i
> tuoi timori di fragilita' generale del parapendio sono infondati, se ben
tenuto
> durera' molti anni, saranno i disegni piu' moderni a invogliarti a
comprarne uno
> nuovo... e la manutenzione e' piu' facile che per gli altri due mezzi

Ed esattamente in che cosa consiste e come si concretizza fattualmente ed
economicamente?

> > Triangoli?
>
> Il triangolo e' il percorso piu' semplice che ti consente di tornare da
dove sei
> partito (ed hai la macchina) senza ripassare dove hai gia' sorvolato

ok

>
> > Direi che il parapendio è il massimo della praticità nella gestione del
> > mezzo ed è il simbolo della portanza, anzi, sembra portanza allo stato
puro.
>
> Indubbiamente e' il piu' pratico ma non rappresenta piu' degli altri la
> portanza, anzi nelle ali essa e' in diretto rapporto con la velocita' e il
para
> e' il mezzo piu' lento... i principi del paracadute, se era cio' a trarti
in
> inganno, non c'entrano nulla
>
> > si
> > possono infatti fare dei looping rovesci o dei tonneau, con il
deltaplano o
> > con il parapendio????
>
> In teoria si, in pratica ti sfido a farli... anche coll'aliante...;-pp
> ne fanno qualcuno solo nelle competizioni di acrobazia e non sempre
finiscono
> bene come purtroppo e' capitato in una recete competizione para-acrobatica
sul
> lago d'Orta (vicino a dove volo prevalentemente io)

Cioè intendi che sono pure follie, con i veleggiatori? Io ho visto farlo da
degli alianti, ma non mi sembravano operazioni che li portassero allo stallo
od a viti pericolose... non ho mai visto, invece, farlo a delta e para...

>
> --
> ciao Ranger
>

ciao
K


Kvochur

unread,
Oct 13, 2002, 3:39:02 AM10/13/02
to
> Da che cosa deriva il maggiore godimento? Il panorama? La sensazione di
> dominio del mezzo e di osomosi con esso? L'idea che l'aria sia qualcosa di
> denso come l'acqua?.... Da che cosa?

Penso che sia una cosa molto soggettiva, quindi scoprirai da solo cosa piu'
ti piace del volo

> reperire una vela e modellarsela? Di costruirsi un proprio parapendio
> ideale, tela per tela, filo per filo,...., personalizzando i disegni ed i
> colori, progettando, con criterio areodinamico nuovi modelli e forme di
> superfici portanti?

no, puoi solo scegliere quanto c'e' gia'. Cmq le marche di parapendio ormai
sono davvero una miriade, con molteplici modelli e per ognuno varie
colorazioni.
Quindi probabilmente troverai quello che cerchi.

> Quale parte del mezzo, di solito, si consuma prima?

Il tessuto della vela si usura per i raggi UV (quindi se la usi tanto e
magari la lasci aperta al sole), per l'umidita' ecc..
Le cuciture si possono rovinare se la fai sbattere violentemente a terra per
esempio in caso di gonfiaggi un po' maldestri.
I cordini si possono strappare se li tratti male a terra.

Il mio mezzo ha 6 anni e sembra ancora perfetto...al piu' presto lo faro'
controllare, cmq il tessuto e' ancora brillante e scrocchia tra le dita
(quindi non dovrebbe essere poroso) e i cordini non sono stati sottoposti a
stress (nessune manovre ad alto carico); inoltre essendo una vela scuola,
sono sovradimensionati e quindi piu' duraturi.

> Ci sono tecniche per rallentare il fenomeno?

ripegarlo dopo il volo (evitando di lasciarlo aperto su un prato al sole),
riporlo in un luogo asciutto (...quindi evita una cantina :-) ), fare
attenzione a non calpestare i cordini e a non strattonarli se sono
impigliati per terra etc....
Magari anche evitare manovre che aumentano gli sforzi sui cordini (vite) se
non sono proprio indispensabili e far attenzione a non far sbattere
pesantemente il bordo d'attacco a terra quando atterri o ti alleni a fare
gonfiaggi.

> Non so come sia il volo in parapendio, ma il ciclismo, vale la pena
> ricordarlo un attimo, è piuttosto duro. I primi 5 Km puoi andare al
massimo,
> i successivi 10 sono un flop, dal 15° in poi puoi riguadagnare
> sorprendendoti molto positivamente fino al 45°, poi arriva la verità.

Ovvio...cmq tutto dipende da che obbiettivi ti poni. Io in uno dei
primissimi giri fatti in vita mia ho totalizzato un centinaio di Km (con
pausa pranzo a meta' strada)alla media di 25Km/h, e questo su una bici da
trekking (o city bike, chiamala come vuoi) da quasi 15Kg....
Per le salite devo ancora allenarmi...per ora ho fatto (sono di Torino, non
so se conosci la zona) il Colle del Braida (1000mt dislivello), il Lys
(1300mt credo) e diverse volte le colline in citta' (sui 400mt di dislivello
su pendenze parecchio bastarde). Pero' ho bisogno di fermarmi _TANTE_ volte
a riprendere fiato, del e vado piano.....ma ho cominciato solo 4 mesi fa e
non ho mai fatto _NESSUNO_ sport prima d'ora, quindi penso che posso gia'
ritenermi soddisfatto.

> allenamento ed arrivi all'80°, il giorno dopo, pur facendo vita normale,
> potresti persino scoprire che, appena ti siedi, hai un bel mal di testa e
> non trovi la forza per parlare.

Dai, adesso non esageriamo :-)
Che il giorno dopo una salita bastarda mi facciano male le gambe, questo
si', ma niente mal di testa e la forza di parlare c'e' sempre :-)

> La cosa meravigliosa è che vai dove le auto
> non hanno interesse a circolare, scopri sentieri, accanto a casa, che non
> pensavi esistessero, vedi meglio le caratteristiche del territorio, senti
> odori e suoni che i motori a scoppio coprono o confondono...

concordo in tutto. Tra l'altro sono anche appassionato di fotografia, e
bici+fotografia vanno splendidamente d'accordo...primo perche' procedendo
lentamente vedi il paesaggio cambiare piano piano e puoi notare ottime
potenziali inquadrature, inoltre se sei in montagna e da un tornantino vedi
uno scorcio interessante puoi fermarti e fare una foto, cosa ovviamente
impossibile in auto.

> che, per sentieri fuori mano, puoi arrivare in centro città in quaranta
> minuti, mentre in auto, tra code, traffico,

guarda, a parte i giri seri che ho incominciato a fare solo da pochi mesi,
per muovermi in citta' quotidianamente e' da 10 anni che uso solo ed
esclusivamente la bici, d'estate, d'inverno e quando piove. E in genere
arrivo molto prima a destinazione dei miei amici auto-muniti, senza
considerare che arrivo _esattamente_ dove voglio, mentre con l'auto spesso
devi parcheggiare a mezzo chilometro di distanza e poi procedere a piedi
:-))))

> Comunque, anche l'allumino non è affatto male;

vero

>pur avendo uno shimano
> (occasione)... ho una venerazione per il campagnolo (lo trovo molto più
> solido e meglio rifinito: lo scimano è perfetto, il campagnolo è
> pignolescamente perfetto).

dici ? A me per certi aspetti paiono piu' rifiniti gli shimano...ma non sono
intenditore.
Poi non approvo la plastica (che chiamano "composito", ma per me quella
rimane plastica...il composito e' fatto da resina+carbonio...ma li' il
carbonio non c'e' certamente...) nei manettini dei freni sulla fascia bassa
Campagnolo, mentre gli Shimano sono in lega anche nel Tiagra.

> Acquistala: non te ne pentirai. Quella ti dura davvero una vita [...]


> manubrio). Perdi davvero pochissimo capitale per il divertimento che
> ottieni

gia' ma ero indeciso tra MTB e Specialissima, visto che mi piacciono
entrambe ma al momento non posso permettermelo.
Credo che per ora prendero' una MTB con doppio set di ruote di cui uno
liscio da usare su strada.

> Palallelismi col parapendio?
> O col deltaplano?

quando vado in bici da solo, in una stradina isolata dove non passano
macchine ne' ci sono case o persone, senza il cellulare, lontano da casa e
con uno splendido paesaggio attorno, ecco questa per me e' una sensazione
simile a quella che provo quando volo.


> Ogni attività ha le sue accortezze: io sto tentando di assorbire quelle
>del

ovviamente...per ora io non sono ancora caduto con gli attacchi (che ho
provato a mettere sulla mia bici da trekking)...anche se una volta ci sono
andato molto vicino: ero in salita, molto lento, ad un certo punto la
pendenza cambia e io provo a cambiare rapporto, ma il cambio mi tradisce e
la catena finisce sul muovimento centrale....all'improvviso la bici si ferma
mentre sono agganciato e oscillo a destra e sinistra come un'equilibrista,
ma poi sono riuscito a sganciarmi per un pelo :-D

> parapendio prima di salirci.
> ;-)
> Sono troppo pretenzioso?

sicuramente no, cmq non credere che in un corso di parapendio ti mettano
sopra il mezzo e ti facciano decollare :-D
Ti aspettano una discreta quantita' di lezioni di teoria (aerodinamica,
meteorologia, norme, tecniche di pilotaggio ecc... ecc.), un volo in biposto
con l'istruttore, tanti esercizi da fare con il parapendio a terra,
giocandoci come se fosse un aquilone per imparare a controllarlo, poi
voletti lungo un pendio dove ti alzerai se va bene di 1mt o due....
Hai gia' provato a fare un giro biposto turistico con istruttore ? Te lo
consiglio vivamente...

Kvochur

unread,
Oct 13, 2002, 4:07:14 AM10/13/02
to
> Cioč intendi che sono pure follie, con i veleggiatori? Io ho visto farlo

da
> degli alianti, ma non mi sembravano operazioni che li portassero allo
stallo
> od a viti pericolose... non ho mai visto, invece, farlo a delta e para...

L'acrobazia, indipendentemente dal mezzo, e' pur sempre una cosa seria. Non
devi pensare che se hai l'aliante la puoi affrontare a cuor leggero.
Prima di tutto bisogna utilizzare un aliante _OMOLOGATO_ per acrobazia, poi
devi avere un'oppurtuna abilitazione.

Non e' una cosa alla portata di tutti, e certa gente ci ha rimesso le
penne...
Detto questo, anche con il parapendio e il deltaplano si possono fare varie
figure acrobatiche. Con il para non si puo' fare un vero e proprio looping
(anche se alcune figure gli vanno molto vicino), in compenso si possono fare
altre figure molto suggestive e uniche; col deltaplano invece si puo' anche
fare un looping completo.

Se non hai visto acrobazie, dai un'occhiata qui, ci sono video interessanti:

http://www.parateam.com/ (ti consiglio Pur St-Hil)
http://www.redbull-vertigo.com

E qui puoi vedere un interessante metodo per combinare la passione del
ciclismo con il parapendio :-)))))))))))
http://www.eyesonsky.com/mig/albums/Fly-Parapente/icare/2002/part1/DSC_0891g
.jpg
http://www.eyesonsky.com/mig/albums/Fly-Parapente/icare/2002/part3/DSC_0904g
.jpg

Kurt Fleißig

unread,
Oct 13, 2002, 8:59:47 AM10/13/02
to

Kvochur <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
pq9q9.20917$dj7....@tornado.fastwebnet.it...

> > Da che cosa deriva il maggiore godimento? Il panorama? La sensazione di
> > dominio del mezzo e di osomosi con esso? L'idea che l'aria sia qualcosa
di
> > denso come l'acqua?.... Da che cosa?
>
> Penso che sia una cosa molto soggettiva, quindi scoprirai da solo cosa
piu'
> ti piace del volo

Io riesco attualmente ad immaginarmi il panorama, il silenzio rotto appena
dal vento e dal fruscio della vela, la vastità dello spazio a disposizione,
e l'ecologia completa del mezzo (: sono un ecomaniaco, soprattutto con
l'aria... - la mia auto non va a benzina, e me ne vanto! -).

>
> > reperire una vela e modellarsela? Di costruirsi un proprio parapendio
> > ideale, tela per tela, filo per filo,...., personalizzando i disegni ed
i
> > colori, progettando, con criterio areodinamico nuovi modelli e forme di
> > superfici portanti?
>
> no, puoi solo scegliere quanto c'e' gia'. Cmq le marche di parapendio
ormai
> sono davvero una miriade, con molteplici modelli e per ognuno varie
> colorazioni.
> Quindi probabilmente troverai quello che cerchi.

Consolante, ma lo trovo comunque un peccato: limitare l'inventiva e la
creatività personale non è un bene.

>
> > Quale parte del mezzo, di solito, si consuma prima?
>
> Il tessuto della vela si usura per i raggi UV (quindi se la usi tanto e
> magari la lasci aperta al sole), per l'umidita' ecc..

Ovviamente saranno già allo studio dei chimici industriali nuove mescole....

> Le cuciture si possono rovinare se la fai sbattere violentemente a terra
per
> esempio in caso di gonfiaggi un po' maldestri.

Si tratta di goretex o similari?

> I cordini si possono strappare se li tratti male a terra.

Se non sbaglio sono inguainati...

> Il mio mezzo ha 6 anni e sembra ancora perfetto...al piu' presto lo faro'

Dopo quanti voli e di che durata media cadauno?

> controllare, cmq il tessuto e' ancora brillante e scrocchia tra le dita
> (quindi non dovrebbe essere poroso) e i cordini non sono stati sottoposti
a

> stress (nessuna manovra ad alto carico); inoltre essendo una vela scuola,


> sono sovradimensionati e quindi piu' duraturi.

In effetti ho sentito che le scuole laciano le vele agli studenti
"diplomatisi" presso di loro per un ragionevole surplus di prezzo sul prezzo
standard del corso completo. Quello che mi interessa è se, le stesse scuole,
appioppano una vela allo scolaro e questo, se vuole, si può acquistare, alla
fine del corso, solo questa, o se ci sono in vendita vele nuove od usate
"sicure" ed in buon assortimento.


> > Ci sono tecniche per rallentare il fenomeno?
>
> ripegarlo dopo il volo (evitando di lasciarlo aperto su un prato al sole),
> riporlo in un luogo asciutto (...quindi evita una cantina :-) ),

Ci sono anche i macchinini da sottovuoto per i contenitori in cellophane!
:-)

...

> > Non so come sia il volo in parapendio, ma il ciclismo, vale la pena
> > ricordarlo un attimo, è piuttosto duro. I primi 5 Km puoi andare al
> massimo,
> > i successivi 10 sono un flop, dal 15° in poi puoi riguadagnare
> > sorprendendoti molto positivamente fino al 45°, poi arriva la verità.
>
> Ovvio...cmq tutto dipende da che obbiettivi ti poni. Io in uno dei
> primissimi giri fatti in vita mia ho totalizzato un centinaio di Km (con
> pausa pranzo a meta' strada)alla media di 25Km/h, e questo su una bici da
> trekking (o city bike, chiamala come vuoi) da quasi 15Kg....
> Per le salite devo ancora allenarmi...per ora ho fatto (sono di Torino,
non
> so se conosci la zona) il Colle del Braida (1000mt dislivello), il Lys
> (1300mt credo) e diverse volte le colline in citta' (sui 400mt di
dislivello
> su pendenze parecchio bastarde). Pero' ho bisogno di fermarmi _TANTE_
volte
> a riprendere fiato, del e vado piano.....ma ho cominciato solo 4 mesi fa e
> non ho mai fatto _NESSUNO_ sport prima d'ora, quindi penso che posso gia'
> ritenermi soddisfatto.

Credo di sì, anzi, forse hai fatto anche troppo: il ciclismo richiede molta
gradualità di allenamento perchè lo sforzo deve restare il più aerobico
possibile, altrimenti non c'è resistenza sulle lunghe percorrenze. Niente di
mistico: metematicizziamo il concetto... La condizione perchè ciò si
verifichi è non andare ad di sotto delle 85 rivoluzioni di pedale per
minuto. Il che è anche un fantastico toccasana per scongiurare il micidiale
crampo al polpaccio, dato che con questa velocità di movimento i muscoli
restano caldi e si autodrenano dall'acido lattico in corso di accumulo (ecco
anche il motivo della continua idratazione e della stimolazione
all'espulsione delle sostanze tossiche di scarto del lavoro muscolare
attraverso un'abbondante sudorazione.... ma qualcuno apre pure la tuta di
fretta, magari senza scendere, e sporge fuori "la cannuccia" per far pipì:
roba da professionisti, noi, come minimo, ci beccheremmo una denuncia per
atti osceni in luogo pubblico!).

>
> > allenamento ed arrivi all'80°, il giorno dopo, pur facendo vita normale,
> > potresti persino scoprire che, appena ti siedi, hai un bel mal di testa
e
> > non trovi la forza per parlare.
>
> Dai, adesso non esageriamo :-)
> Che il giorno dopo una salita bastarda mi facciano male le gambe, questo
> si', ma niente mal di testa e la forza di parlare c'e' sempre :-)

Invece, permettimi, è proprio qui l'errore: le gambe, dopo una gran fondo,
sono l'ultima parte del corpo a dare problemi, anzi, di solito sono
meravigliosamente leggere e tonificate.
Tu, infatti, mi descrivi tutti i sintomi tipici di un consistente sforzo
anaerobico, uno sforzo di potenza, non di resistenza, cioè uno sforzo che si
concretizza calcando lentamente su pedali durissimi da muovere e che
costringe il ciclista a fermarsi spesso perchè comincia a sentire i muscoli
duri come il cemento (: ormai paralizzati dall'acido lattico accumulatosi
tra le fibre; il cervello manda gli impulsi ma le cellule non riescono più a
contrarsi perchè son zuppe di quella caustica brodaglia!).
Con eccesso di sforzo aerobico, invece, ti saresti fermato sì, ma per una
crisi di fame, stupendoti per il fatto di riuscire a calcarti giù per
l'esofago uno sfilatino francese di 40 cm. in 3 minuti e senza sentirti
minimamente appesantito in prosieguo di gita, oltre che, (scusa per
l'immagine un po' disgustosa) ad iniziare a sentire, alla fine del percorso
e dopo, un certo solletico alla base dei polmoni accompagnato da frequenti
colpi di tosse espulsivi di fluidi catarrosi. Alla fine della storia, le
gambe ti funzionano ancora egregiamente, però ti senti generalmente fiacco,
ti godi immensamente la poltrona di casa e, se hai tirato per troppo tempo,
hai, il giorno seguente, appunto, la classica "cotta del ciclista": la
chiamano così pure i medici perchè è propria, appunto, di questo sport.
E la cotta è ciò che ti ho descritto sopra: mal di testa, episodici sensi di
lieve vertigine e di grosso buco allo stomaco, nausea e lievi e
intermittenti sensi di diffuso mancamento nella muscolatura.

>
> > La cosa meravigliosa è che vai dove le auto
> > non hanno interesse a circolare, scopri sentieri, accanto a casa, che
non
> > pensavi esistessero, vedi meglio le caratteristiche del territorio,
senti
> > odori e suoni che i motori a scoppio coprono o confondono...
>
> concordo in tutto. Tra l'altro sono anche appassionato di fotografia, e
> bici+fotografia vanno splendidamente d'accordo...primo perche' procedendo
> lentamente vedi il paesaggio cambiare piano piano e puoi notare ottime
> potenziali inquadrature, inoltre se sei in montagna e da un tornantino
vedi
> uno scorcio interessante puoi fermarti e fare una foto, cosa ovviamente
> impossibile in auto.

La bici è un mezzo a misura d'uomo: si addice al suo reale ritmo di vita,
gli fa stimare la natura per le sue effettive dimensioni, e talvolta lo
stupisce grandemente rivelandogli quanto, della tecnologia, è veramente
utile e quanto, invece, è una velenosa truffa.

>
> > che, per sentieri fuori mano, puoi arrivare in centro città in quaranta
> > minuti, mentre in auto, tra code, traffico,
>
> guarda, a parte i giri seri che ho incominciato a fare solo da pochi mesi,
> per muovermi in citta' quotidianamente e' da 10 anni che uso solo ed
> esclusivamente la bici, d'estate, d'inverno e quando piove. E in genere
> arrivo molto prima a destinazione dei miei amici auto-muniti, senza
> considerare che arrivo _esattamente_ dove voglio, mentre con l'auto spesso
> devi parcheggiare a mezzo chilometro di distanza e poi procedere a piedi
> :-))))

Si parlava, appunto, di tecnologia, parzialmente meravigliosa e parzialmente
truffaldina, o no? ;-)

>
> > Comunque, anche l'allumino non è affatto male;
>
> vero

Il duralluminio era la supertecnologia dei primi gioielli di
Friedrichshafen: anelli a traliccio triangolare e centinati, con un diametro
di trenta metri. Solo rivettature: non una vite o un bullone. Poi tutto
veniva issato con cavi alla volta dell'hangar, gli anelli venivano uniti con
centine intermedie e rafforzati con un sistema di cavi a raggiera, volto
anche a delimitare le sezioni dei pallonetti di galleggiamento per
consentire loro la doppia funzione di sostentatori e zavorre al fine di
imprimere movimenti di becchegio.
Forse, se i prussiani non avessero perso il primo conflitto mondiale,
perdendo, di conseguenza, per trattato internazionale, la licenza
commerciale alla sintesi dell'elio (i vincitori volevano che la tecnologia
si arrestasse o che, per lo meno, diventasse molto rischiosa spostandosi,
come poi effettivemente ed inevitabilmente accadde, verso l'idrogeno) oggi
avremmo meno inquinamento aereo, più risparmio energetico, carburante a
prezzi molto più bassi e ritmi di vita più... tranquilli (sempre ammesso che
l'economia di guerra fosse un progetto a termine, s'intende)?

Non lo sapremo mai, ma forse vale la pena di ricordare che un dirigibile di
250 m. (qualcosa di impressionantemente immenso), in assenza di vento, rende
spostabili centinaia di tonnellate in galleggiamento aereo, dalla mano di un
uomo, quindi il carburante per spingere in avanti 'sto bestione, rispetto ad
un jet, è inesistente se per di più si considera la possibilità di
navigazione a vento o l'uso di motori elettrici alimentati a celle
fotovoltaiche distribuite su parte della superficie del mezzo!!! Di qui
l'imminente varo del cargolifter.... (Sinceramente, piuttosto che farmi
Parigi-New York in 2 ore, alla velocità di un razzo ed inchiodato su una
poltrona con un sacchettino per il vomito davanti, mi farei lo stesso
tragitto in 2 giorni, passeggiando senza scosse da vuoti d'aria su un ponte
belvedere, andando al cinema, pranzando in un vero ristorante, parlottando
con gli altri passeggeri del + e del -, trovando, se mi scappa, il bagno
sempre libero (perchè ce ne sono 6 o 7 spaziosi invece che uno solo a
francobollo e per di + con il semaforo), ecc. ecc. ecc. ...

Scusate la digressione, ma anche questo mi sembra un ultraleggero!
Anzi, che ne pensate del volo in pallone? Magari monoposto e con un
seggiolino tipo paramotore?

> >pur avendo uno shimano
> > (occasione)... ho una venerazione per il campagnolo (lo trovo molto più
> > solido e meglio rifinito: lo scimano è perfetto, il campagnolo è
> > pignolescamente perfetto).
>
> dici ? A me per certi aspetti paiono piu' rifiniti gli shimano...ma non
sono
> intenditore.

Ti darei ragione guardando alle produzioni di qualche anno fa, ma oggi, la
campagnolo mi sembra talmente pignola da diventare persino
raccapricciante....

> Poi non approvo la plastica (che chiamano "composito", ma per me quella
> rimane plastica...il composito e' fatto da resina+carbonio...ma li' il
> carbonio non c'e' certamente...) nei manettini dei freni sulla fascia
bassa
> Campagnolo, mentre gli Shimano sono in lega anche nel Tiagra.

Parole sante per la resina..., per quanto riguarda invece il resto non ti so
dire perchè io sono un fondista, non un trekkingista o un mountainbiker, e
quindi mi limito a valutare soltanto i classici gruppi da corsa,
riservandomi di discutere altre marche riguardo alla componentistica di
telaio.

>
> > Acquistala: non te ne pentirai. Quella ti dura davvero una vita [...]
> > manubrio). Perdi davvero pochissimo capitale per il divertimento che
> > ottieni
>
> gia' ma ero indeciso tra MTB e Specialissima, visto che mi piacciono
> entrambe ma al momento non posso permettermelo.
> Credo che per ora prendero' una MTB con doppio set di ruote di cui uno
> liscio da usare su strada.

La filosofia delle 2 cose è profondamente diversa. La stradale è un classico
che non tramonta mai ed obbedisce a ferree regole di fisica. La MTB, invece,
non è una vera bicicletta: è qualcosa come la moto da cross, un attrezzo a
due ruote per risalita e discesa lungo sentieri accidentati.
Dico questo perchè l'imperativo di una bici da corsa è la rigidezza assoluta
di ogni struttura al fine di non disperdere un solo briciolo di forza della
pedalata, mentre la MTB e tutto un ammortizzatore, quindi, più che per
mandare a segno la pedalata, è fatta per venir giù per i pendii accidentati
e lavorare in continuazione di freno (per questo invece di piazzare le
ganascette al cerchione che, surriscaldato dalle frequenti frenate, si
deformerebbe sgangherando tutta la ruota - tranne per i costosissimi
cerchioni in kevlar, titanio o vanadio -, vengono montati, sulle MTB
"serie", i freni a disco).

>
> > Palallelismi col parapendio?
> > O col deltaplano?
>
> quando vado in bici da solo, in una stradina isolata dove non passano
> macchine ne' ci sono case o persone, senza il cellulare, lontano da casa e
> con uno splendido paesaggio attorno, ecco questa per me e' una sensazione
> simile a quella che provo quando volo.

Soltanto che volando.... fai meno fatica?
:-)

>
>
> > Ogni attività ha le sue accortezze: io sto tentando di assorbire quelle
> >del
>
> ovviamente...per ora io non sono ancora caduto con gli attacchi (che ho
> provato a mettere sulla mia bici da trekking)...anche se una volta ci sono
> andato molto vicino: ero in salita, molto lento, ad un certo punto la
> pendenza cambia e io provo a cambiare rapporto, ma il cambio mi tradisce e
> la catena finisce sul muovimento centrale....all'improvviso la bici si
ferma
> mentre sono agganciato e oscillo a destra e sinistra come un'equilibrista,
> ma poi sono riuscito a sganciarmi per un pelo :-D

E' un classico di quando non selezioni il rapporto appropriato. Ringrazia il
cielo di non essere stato in mezzo al traffico: ti avrebbero.... falciato!

>
> > parapendio prima di salirci.
> > ;-)
> > Sono troppo pretenzioso?
>
> sicuramente no, cmq non credere che in un corso di parapendio ti mettano
> sopra il mezzo e ti facciano decollare :-D

Infatti: ho visto che gli allenamenti di gonfiaggio del mezzo, all'inizio,
sono a go go.

> Ti aspettano una discreta quantita' di lezioni di teoria (aerodinamica,
> meteorologia, norme, tecniche di pilotaggio ecc... ecc.),

Fantastico: aereodinamica e meteorologia devono essere davvero
appassionanti!

> un volo in biposto

Mhmmm, questo un po' meno, anche se indubbiamente istruttivo.

> con l'istruttore, tanti esercizi da fare con il parapendio a terra,
> giocandoci come se fosse un aquilone per imparare a controllarlo, poi
> voletti lungo un pendio dove ti alzerai se va bene di 1mt o due....
> Hai gia' provato a fare un giro biposto turistico con istruttore ? Te lo
> consiglio vivamente...

Mi era stato prospettato dal Sig. Jimmy Packer di Campitello di Fassa, sul
gruppo Sella (: un vero paradiso!), ma farlo così, una volta, fuori da un
corso, mi sembrava una stupidaggine, per cui...

ciao
K

Kurt Fleißig

unread,
Oct 13, 2002, 8:59:50 AM10/13/02
to

Kvochur <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
RQ9q9.20920$dj7....@tornado.fastwebnet.it...
...

> Se non hai visto acrobazie, dai un'occhiata qui, ci sono video
interessanti:
>
> http://www.parateam.com/ (ti consiglio Pur St-Hil)
> http://www.redbull-vertigo.com
>
>
>
> E qui puoi vedere un interessante metodo per combinare la passione del
> ciclismo con il parapendio :-)))))))))))
>
http://www.eyesonsky.com/mig/albums/Fly-Parapente/icare/2002/part1/DSC_0891g
> .jpg
>
http://www.eyesonsky.com/mig/albums/Fly-Parapente/icare/2002/part3/DSC_0904g
> .jpg
>

Grazie per le indicazioni.

K

Enrico Porcarelli

unread,
Oct 13, 2002, 2:35:03 PM10/13/02
to
Kurt Fleißig ha scritto:

>
> Si riesce a fare un rapporto? Quanto? 1 a 2? 1 a 4? ... o che altro?
>

diciamo 1 a 2 dipende anche dal delta , un delta doppia superfice ha
maggiore efficienza rispetto ad un monosuperfice quindi ha bisogno di
maggiore spazio.


>Ho visto alcune foto dello stratos e dell'atos della icaro 2000: il >corpo
>del pilota risulta sopravanzato rispetto alla "punta" del delta (se di
>delta
>si può ancora parlare, vista la forma e ... mi pare... la centinatura
>delle
>ali? od ho preso un abbaglio?).

Quelle sono ali rigide e con il delta classico hammo poco a che vedere.
1° il prezzo
2° le prestazioni
3° il pilotaggio (che sembra uguale ma non lo è, il delta si pilota con
lo spostamento di peso mentre le ali rigide hanno superfici mobili che
fungono da timoni).
la posizione sopravanzata che tu hai notato è dovuta alla differenza
strutturale delle ali rigide che sono molto più strette di un normale
delta ed hanno il punto di aggancio più avanti.

>
> Quale assiduità minima richiede il delta?

Anche qui dipende dal delta, un delta da scuola ti permette di volare
anche saltuariamente divertendoti, un delta ad alte prestazioni devi
volarlo spesso, almeno una o due volte la settimana se ti vuoi
divertire. Puoi volarlo anche una volta al mese, ma poi voleresti
pensando all'atterraggio, e questo non è il massimo :-) .

Enrico Porcarelli

unread,
Oct 13, 2002, 2:43:08 PM10/13/02
to
Paolo.R ha scritto:

>
>
> Se la mettiamo sui km... il 21 giugno a Zapata (Texas), un Canadese
> (tale Will Gadd) con un Boomerang della Gin (parapendio), ha percorso
> 421km!!!
>
> Ma non vorremo mica misurare la soddisfazione del volo con i
> kilometri?!?

No, non mi fraintendere non voglio assolutamente paragonare distanze o
prestazioni, e neanche mettere i Km prima della soddisfazione che da il
volo indipendentemete dai Km, la mia era solo un nota in più
sull'argomento, non ho citato le distanze in para perchè non le ricordavo.

>
> Secondo me, anche nel classico volo "stanziale" (pochi, o poche decine
> di, km nel raggio di decollo/atterraggio) si ricavano grandi
> soddisfazioni, per esempio anche solo fare andata e ritorno a/da un
> punto a soli 5km (pero' con un po' di impegno per fare quota).
>

Non lo dire a me, volo quasi tutti i giorni e la maggior parte dei miei
voli è puramente stanziale, anche perchè in annate come questa beccare
un giorno buono per fare cross era un terno al lotto.

Ciao

Kvochur

unread,
Oct 13, 2002, 2:51:22 PM10/13/02
to
> Ovviamente saranno già allo studio dei chimici industriali nuove
mescole....

sono in continua evoluzione

> Si tratta di goretex o similari?

no, mica devono essere traspiranti :-D

> > I cordini si possono strappare se li tratti male a terra.
> Se non sbaglio sono inguainati...

i cordini sono inguanati in tutte le vele eccetto quelle da competizione.
Pero' mi sono espresso male, strapparli e' difficile, ma trattandoli male
alla lunga il kevlar perde di resistenza.
Normalmente non e' un problema cmq, visto che si tratta sempre di cordini
sovradimensionati e ben protetti, pero' se sei proprio un Unno :-) (del tipo
tirare violentemente i cordini per recuperare la vela trattonandola quando
un cordino e' impigliato sotto un sasso...)

> > Il mio mezzo ha 6 anni e sembra ancora perfetto...al piu' presto lo
faro'
> Dopo quanti voli e di che durata media cadauno?

pochi e da poco tempo, lo ammetto.

> In effetti ho sentito che le scuole laciano le vele agli studenti
> "diplomatisi" presso di loro per un ragionevole surplus di prezzo sul
prezzo
> standard del corso completo. Quello che mi interessa è se, le stesse
scuole,
> appioppano una vela allo scolaro e questo, se vuole, si può acquistare,
alla
> fine del corso, solo questa, o se ci sono in vendita vele nuove od usate
> "sicure" ed in buon assortimento.

in genere ti fanno volare con un mezzo della scuola, poi verso la fine del
corso compri un mezzo tuo, che tipicamente NON e' quello che usavi per la
scuola, e questo e' un bene, perche' tipicamente le scuole hanno modelli non
recentissimi e parecchio usati.
Per quanto riguarda l'usato sicuramente si possono fare buoni affari, ma non
ti conviene fidarti di un privato, se vai sull'usato prendila tramite
l'istruttore.

> Credo di sì, anzi, forse hai fatto anche troppo: il ciclismo richiede
molta
> gradualità di allenamento perchè lo sforzo deve restare il più aerobico
> possibile, altrimenti non c'è resistenza sulle lunghe percorrenze.

[...]


> Tu, infatti, mi descrivi tutti i sintomi tipici di un consistente sforzo
> anaerobico, uno sforzo di potenza, non di resistenza, cioè uno sforzo che
si
> concretizza calcando lentamente su pedali durissimi da muovere

io piano non ho problemi di resistenza (certo non faccio uscite di 8
ore...), solo in salita.
Ma non penso di poter andare piu' agile, perche' spesso sono andato ai
minimi rapporti disponibili sulla mia bici :-))))))))))))
Cmq il male l'ho avuto, in effetti, non dopo una salita ma nelle prime
uscite con un mio amico che va con la Specialissima....ma questo nelle prime
uscite, ormai ci ho fatto il callo e gli sto dietro anche ai 40Km/h senza
dolori :-) , sebbene la mia bici non sia proprio l'ideale....

> Con eccesso di sforzo aerobico, invece, ti saresti fermato sì, ma per una
> crisi di fame, stupendoti per il fatto di riuscire a calcarti giù per
> l'esofago uno sfilatino francese di 40 cm. in 3 minuti e senza sentirti

LOL!

> dire perchè io sono un fondista, non un trekkingista o un mountainbiker, e

penso invece che a me piaccia un po' tutto il ciclismo...tranne bmx e
downhill :-D

> pedalata, mentre la MTB e tutto un ammortizzatore, quindi, più che per
> mandare a segno la pedalata, è fatta per venir giù per i pendii
accidentati
> e lavorare in continuazione di freno

[...]


> cerchioni in kevlar, titanio o vanadio -, vengono montati, sulle MTB
> "serie", i freni a disco).

Dai, la tua mi sembra piu' una descrizione di una bici da downhill che di
una MTB.

In ogni caso io puntavo su una front (quindi niente sospensione dietro, che
spesso -su quelle economiche- e' causa della dispersione della pedalata in
salita), di un tipo abbastanza leggero (e senza i freni a disco).
Penso che una bici del genere sia molto versatile, perche' equipaggiata con
ruote dai cerchi sottili e copertoni "tipo corsa" e' ottima anche per
viaggiare su asfalto su lunghe distanze e per il cicloturismo (andrai ai
30Km/h invece dei 40km/h, pazienza...), mentre con le sue ruote originali si
puo' utilizzare con soddisfazione sui sentierini di montagna...ovviamente
non scendendo velocissimamente perche' per fare quello ci vorrebbe anche la
sospensione posteriore.
Un compromesso, insomma, per fare entrambe le cose senza eccellere in
nessuna; che non e' una cosa cosi' malvagia come potrebbe sembrare se uno
vuole solo divertirsi con la bici a girare e godersi bei panorami (sia che
siano su una salita su asfalto che su un sentierino di montagna) senza
patemi d'animo sulla velocita'.

Poi, in futuro mi comprero' anche la Specialissima e la MTB la usero' solo
piu' per gli sterrati, la citta' (IMHO la Specialissima e' troppo delicata
in citta', con tutti i continui lavori in corso, tombini mal messi,
rotaie....) e il cicloturismo con il portapacchi.

> Soltanto che volando.... fai meno fatica?
> :-)

indubbiamente :-D
E in piu' c'e' la sensazione di essere un po' un Dio :-D cosa che in bici
non mi succede :-D

> E' un classico di quando non selezioni il rapporto appropriato. Ringrazia
il
> cielo di non essere stato in mezzo al traffico: ti avrebbero.... falciato!

Gia'...per fortuna niente auto, solo un mucchio di spettatori che si sono
fatti due risate della mia acrobazia :-D

> Mhmmm, questo un po' meno, anche se indubbiamente istruttivo.

in realta' molti istruttori sono dell'opinione che l'utilita' ai fini
dell'apprendimento del biposto e' scarsa, e che piu' che altro e' utile per
far vincere la paura psicologica nel volo dell'allievo, piuttosto di farlo
decollare per la prima volta nella sua vita da solo....

> gruppo Sella (: un vero paradiso!), ma farlo così, una volta, fuori da un
> corso, mi sembrava una stupidaggine, per cui...

alcuni istruttori, se decidi successivamente di iscriverti, ti scalano il
prezzo del volo biposto :-D
Cmq ti converrebbe farlo, cosi' magari lo provi sia in deltaplano che in
parapendio, visto che eri indeciso tra i due.
In questo modo puoi scegliere quale dei due ti piace di piu' a sensazione,
considerazioni tecniche a parte.
ciao

Paolo.R

unread,
Oct 13, 2002, 2:50:28 PM10/13/02
to
On Sun, 13 Oct 2002 18:35:03 GMT, Enrico Porcarelli
<eryk_...@libero.it> wrote:

>> Si riesce a fare un rapporto? Quanto? 1 a 2? 1 a 4? ... o che altro?
>>
>
>diciamo 1 a 2 dipende anche dal delta , un delta doppia superfice ha
>maggiore efficienza rispetto ad un monosuperfice quindi ha bisogno di
>maggiore spazio.

E il "paracadutino" (http://www.metamorfosi.com/Deltastop_it.htm) di
quanto si riduce l'efficienza?

Ciao.

Paolo.R

Paolo.R

unread,
Oct 13, 2002, 2:59:07 PM10/13/02
to
On Fri, 11 Oct 2002 20:37:50 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

>A me piace l'idea di qualcosa cui affezionarsi: c'è la possibilità di
>reperire una vela e modellarsela? Di costruirsi un proprio parapendio
>ideale, tela per tela, filo per filo,...., personalizzando i disegni ed i
>colori, progettando, con criterio areodinamico nuovi modelli e forme di
>superfici portanti?

Per i colori puoi combinare tutti quelli del produttore del tessuto
(ovviamente con un supplemento di prezzo), il disegno difficilmente
si puo' cambiare (per il taglio i produttori usano dime gia' pronte o
plotter laser), al limite puoi farti aerografare un disegno o
applicarne uno adesivo.

Quanto alle modifiche e all'autocostruzione SCONSIGLIO VIVAMENTE...

...


>Ogni attività ha le sue accortezze: io sto tentando di assorbire quelle del
>parapendio prima di salirci.
>;-)
>Sono troppo pretenzioso?

Prendila meno "teoricamente"... fai un biposto con ogni mezzo che ti
interessa (per capire a sensazione se la cosa puo' piacerti), valuta
pro e contro tecnici e di prestazioni e decidi, poi col tempo
approfondirai tutto quello che vuoi del mezzo che hai scelto.

Ciao.

Paolo.R

Gianandrea Gobbo

unread,
Oct 14, 2002, 2:51:50 AM10/14/02
to

"andyfly" <and...@libero.it> wrote in message
news:i4Cp9.17610$RO.3...@twister1.libero.it...

Normalmente volo + a est (FVG), ma forse una saltino lo facciamo!

Gianandrea Gobbo

unread,
Oct 14, 2002, 2:58:19 AM10/14/02
to

"Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> wrote in message
news:yDGp9.44228$cS4.1...@news2.tin.it...

|
| Una volta c'era "Lo Zen e l'arte della motocicletta", se non sbaglio il
| titolo. Siamo dunque giunti alla mistica. L'argomento si fa ghiotto!!!
| Che sarà mai questo.... "qualcosa"?
| ;-)
|
| Saluti
| K

Confessione: due WE fa, dopo un voletto di XC, una volta atterrato e in preda a
qualche sostanza positiva che si era scatenata nel sangue, mi sono inginocchiato
e ho ringraziato qualche cosa. Nota a margine: NON sono credente, però delle
volte ti sembra che le cose quadrino. Quella era una di quelle volte. Altre
volte, quando buchi in un postaccio schifoso, sarebbe sicuramente meglio se Dio
non esistesse visto quello che ti passa per la mente! ;)
G.


Gianandrea Gobbo

unread,
Oct 14, 2002, 3:13:43 AM10/14/02
to

"Kvochur" <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
news:cRGp9.19474$dj7....@tornado.fastwebnet.it...
|
|...|

| Soprattutto se non sei monoteistico :-) per il volo ma hai tante passioni (a
| me piace il volo, la fotografia, l'astronomia, l'informatica in generale, il
| ciclismo, etc..etc...) tali da far si che prima di dedicare di nuovo un
| week-end allo stesso hobby passa un mese...

Purtroppo lo so, un pò di foto, viaggi, bici, sci, magari vela e fino all'anno
scorso pallamano anch'io.
Ho dovuto un po semplificare, anche altrimenti la casa diventava ana palude. ;)
Ho tolto lo sci, mollato la pallamano (il para non c'entra) e alleggerito un po
il resto. Ma anche essendo un pilota da Week-end (d'altronde durante la
settimana devo lavorare) e facendo circa 60-70 h/anno, qualche soddisfazione me
la levo...

| C'e' pero' il lato positivo: se voli poco, ogni volo e' un gran
| divertimento, anche una semplice planatina, mentre se sei assuefatto dal
| volo non ti accontenti di cosi' poco :-))))))))))))
|

Un mio amico pilota illuminato (fa + ore di volo lui sul para di un pilota di
747) dopo un cross e dopo aver fatto top su un decollo ben frequentato,
osservendo i "domenicali" prepararsi alla planata delle 5 mi disse: "Vedi, io ho
fatto tot kilometri e non sono soddisfatto, a loro brillano gli occhi per la
planata. Chi vive meglio il para? Loro o io? ... ognuno deve trovare la propria
dimensione e divertirsi...". Insomma, non lo prescrive il medico di fare XC o
gare.
G.


Ranger

unread,
Oct 13, 2002, 8:34:52 PM10/13/02
to
Kurt Fleißig <pco...@tin.it> wrote in message
nFXp9.37915$Fz.11...@news1.tin.it...
........

> Motivo? La pianura non offre correnti soddisfacenti? Il traino con
> verricello è inefficace in pianura? Un motore come il mosquito è
> insufficiente per dare una quota utile e costituisce un intralcio fastidioso
> per la veleggiata? O ci sono altre ragioni?

Non ci sono altre ragioni, e' che, appunto, le condizioni di ascendenza che si
possono trovare sono molto limitate; vengono usati soprattutto per l'istruzione,
poi per fare delle semplici planate o quasi il gioco non vale la candela

> Ed esattamente in che cosa consiste e come si concretizza fattualmente ed
> economicamente?

Nulla che non sia l'attenzione a non farlo rovinare da oggetti duri, superfici
ruvide, umidita' e raggi uv; se nuovo, una controllata alla lunghezza dei
cordini (che tendono ad allungarsi) dopo due-tre anni, ed eventualmente
sostituzione di alcuni di essi per qualche decina di euro

> Cioè intendi che sono pure follie, con i veleggiatori? Io ho visto farlo da
> degli alianti, ma non mi sembravano operazioni che li portassero allo stallo
> od a viti pericolose... non ho mai visto, invece, farlo a delta e para...

Anche su questo ti ha gia' risposto correttamente Kvochur

--
ciao Ranger


Matteo Accornero

unread,
Oct 14, 2002, 11:52:34 AM10/14/02
to

"Ranger" <wri...@email.it> wrote in message

> Nulla che non sia l'attenzione a non farlo rovinare da oggetti duri,


superfici
> ruvide, umidita' e raggi uv; se nuovo, una controllata alla lunghezza dei
> cordini (che tendono ad allungarsi) dopo due-tre anni, ed eventualmente
> sostituzione di alcuni di essi per qualche decina di euro

Concordo su tutto ma non sulla deformazione dei cordini: da circa 6 anni i
cordini non si allungano più, anzi se la vela non viene utilizzata per molto
tempo o il fascio si bagna può capitare che le guaine dei cordini meno
sollecitati (bretelle C e D) si accorcino. La vela rimane cabrata e
(ovviamente stalla con i freni in posizione più alta....) E' necessario
"mettere in trazione il fascio" con certi criteri per risolvere il problema.
Direi chè è importante far controllare a scadenze regolari la propria
attrezzatura a del personale specializzato.
Diverso è il discorso per quei "pochi" che volano con il fascio sguainato.
Il produttore fissa un certo numero di ore per la sostituzione dello stesso
soprattutto a causa della fragilità agli UV.


Teo

Enrico Porcarelli

unread,
Oct 14, 2002, 2:32:01 PM10/14/02
to
Paolo.R ha scritto:
Sinceramente non lo sò non lo ho mai usato.
CMQ per precisare non è importante quanto sia grande il campo di
atterraggio, è molto più importante il contesto in cui è posto.
Esempio:
Se io ho un campo grande ma contornato da alberi o altri ostacoli che mi
costringano ad effettuare alto l'ultima virata dovro smaltire molta più
quota il che si traduce in maggior distanza lineare, se invece il mio
campo è ragionevolmente piccolo ma libero da ostacoli, in modo che io
possa effettuare l'ultima virata basso ecco che la quota da smaltire
sarà di meno quindi anche il campo piccolo diverra sfruttabile.

Ciao

Kurt Fleißig

unread,
Oct 14, 2002, 2:41:29 PM10/14/02
to

Paolo.R <pao...@libero.it.invalid> wrote in message
r6gjqusu3gva0ov5c...@4ax.com...

> On Fri, 11 Oct 2002 20:37:50 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
> wrote:
...

> Prendila meno "teoricamente"... fai un biposto con ogni mezzo che ti
> interessa ...

Magari si può fare anche un po' di +: iniziare 2 corsi e poi procedere solo
con uno.

Chissà se un maestro accetta la formula restando nella ragionevolezza coi
prezzi.

Vedrò.

Grazie
K


Kurt Fleißig

unread,
Oct 14, 2002, 2:41:28 PM10/14/02
to

Kvochur <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
Igjq9.21765$dj7....@tornado.fastwebnet.it...

> > Ovviamente saranno già allo studio dei chimici industriali nuove
> mescole....
>
> sono in continua evoluzione
>
> > Si tratta di goretex o similari?
>
> no, mica devono essere traspiranti :-D
:-))))))))))

>
> > > I cordini si possono strappare se li tratti male a terra.
> > Se non sbaglio sono inguainati...
>
> i cordini sono inguanati in tutte le vele eccetto quelle da competizione.
> Pero' mi sono espresso male, strapparli e' difficile, ma trattandoli male
> alla lunga il kevlar perde di resistenza.

Mhm, non sapevo che fosse kevlar (avevo il sospetto ma non ne ero sicuro).

>
> > > Il mio mezzo ha 6 anni e sembra ancora perfetto...al piu' presto lo
> faro'
> > Dopo quanti voli e di che durata media cadauno?
>
> pochi e da poco tempo, lo ammetto.

Ok, mi va bene anche un esempio impersonale! ;-)
Basta che mi renda possibile quantificare esattamente i costi di
manutenzione in base all'uso.

>
> > In effetti ho sentito che le scuole laciano le vele agli studenti
> > "diplomatisi" presso di loro per un ragionevole surplus di prezzo sul
> prezzo
> > standard del corso completo. Quello che mi interessa è se, le stesse
> scuole,
> > appioppano una vela allo scolaro e questo, se vuole, si può acquistare,
> alla
> > fine del corso, solo questa, o se ci sono in vendita vele nuove od usate
> > "sicure" ed in buon assortimento.
>
> in genere ti fanno volare con un mezzo della scuola, poi verso la fine del
> corso compri un mezzo tuo, che tipicamente NON e' quello che usavi per la
> scuola, e questo e' un bene, perche' tipicamente le scuole hanno modelli
non
> recentissimi e parecchio usati.
> Per quanto riguarda l'usato sicuramente si possono fare buoni affari, ma
non
> ti conviene fidarti di un privato, se vai sull'usato prendila tramite
> l'istruttore.

Ok. Marche? Forme? ...

>
> > Credo di sì, anzi, forse hai fatto anche troppo: il ciclismo richiede
> molta
> > gradualità di allenamento perchè lo sforzo deve restare il più aerobico
> > possibile, altrimenti non c'è resistenza sulle lunghe percorrenze.
> [...]
> > Tu, infatti, mi descrivi tutti i sintomi tipici di un consistente sforzo
> > anaerobico, uno sforzo di potenza, non di resistenza, cioè uno sforzo
che
> si
> > concretizza calcando lentamente su pedali durissimi da muovere
>
> io piano non ho problemi di resistenza (certo non faccio uscite di 8
> ore...), solo in salita.
> Ma non penso di poter andare piu' agile, perche' spesso sono andato ai
> minimi rapporti disponibili sulla mia bici :-))))))))))))

Accidenti, ragazzo, con il 12 ti rovini le gambe! Usa un po' di gardualità!
:-)
O per "minimi" intendi minimi (in numero di denti) anteriori e massimi (in
numero di denti) posteriori?
Sai che solitamente i primi 3 posteriori vanno con la corona esterna ed i 3
lato ruota con l'interna, mentre i 2 o 3 centrali sono "polivalenti"... :
altre combinazioni sono barbaricamente abrasive (è come se prendessi a
martellate i cordini del parapendio... roba da brividi lungo la colonna
vertebrale! :-] ).

> Cmq il male l'ho avuto, in effetti, non dopo una salita ma nelle prime
> uscite con un mio amico che va con la Specialissima....ma questo nelle
prime
> uscite, ormai ci ho fatto il callo e gli sto dietro anche ai 40Km/h senza
> dolori :-) , sebbene la mia bici non sia proprio l'ideale....

40?!
Complimenti per la forma fisica!

>
> > Con eccesso di sforzo aerobico, invece, ti saresti fermato sì, ma per
una
> > crisi di fame, stupendoti per il fatto di riuscire a calcarti giù per
> > l'esofago uno sfilatino francese di 40 cm. in 3 minuti e senza sentirti
>
> LOL!

LOL? Che cosa significa?

>
> > dire perchè io sono un fondista, non un trekkingista o un mountainbiker,
e
>
> penso invece che a me piaccia un po' tutto il ciclismo...tranne bmx e
> downhill :-D

Il ciclismo nasce stradale: percorsi da cross, montani sterrati-accidentati,
velodromi.... li vedo tutti come cose artificiose. Il velodromo in
particolare, ma ci pensi? Decine e decine di operai che fissano listelli di
legno di 4 cm., li levigano orbitalmente, li impregnano e li verniciano come
un mobile d'arte, le ruote in cauciù giallognolo che devono essere tenute
costantemente a pressione perchè trasudano l'aria, uno che ti regge in sella
perchè se si appoggi cadi, i freni assenti, i pedali fissi, i rapporti
assenti e delle corone da 45 denti!!!! Ma è bici? Bho?

>
> > pedalata, mentre la MTB e tutto un ammortizzatore, quindi, più che per
> > mandare a segno la pedalata, è fatta per venir giù per i pendii
> accidentati
> > e lavorare in continuazione di freno
> [...]
> > cerchioni in kevlar, titanio o vanadio -, vengono montati, sulle MTB
> > "serie", i freni a disco).
>
> Dai, la tua mi sembra piu' una descrizione di una bici da downhill che di
> una MTB.

Forse sì, ma la MTB vera, probabilmente, deve proprio svilupparsi verso
quella direzione, altrimenti diventerebbe una cross-trekking.
Ma forse sono un po' categorico.
Questioni di carattere.

>
> In ogni caso io puntavo su una front (quindi niente sospensione dietro,
che
> spesso -su quelle economiche- e' causa della dispersione della pedalata in
> salita), di un tipo abbastanza leggero (e senza i freni a disco).

Se fai montagna assicurati che i cerchioni siano di materiale termicamente
inerte: è una bruttissima sorpresa iniziare a frenare attorno ai 70 Km/h,
per non suicidarsi in un tornante, e cominciare a vedere che ambedue le
ruote iniziano a ballare il mambo sul perno e ad avere delle onde più
bombate delle ciocche dei capelli dell'amica di canasta della mamma, dopo
che è stata dal parrucchiere!


> Penso che una bici del genere sia molto versatile, perche' equipaggiata
con
> ruote dai cerchi sottili e copertoni "tipo corsa" e' ottima anche per
> viaggiare su asfalto su lunghe distanze e per il cicloturismo (andrai ai
> 30Km/h invece dei 40km/h, pazienza...), mentre con le sue ruote originali
si
> puo' utilizzare con soddisfazione sui sentierini di montagna...ovviamente
> non scendendo velocissimamente perche' per fare quello ci vorrebbe anche
la
> sospensione posteriore.
> Un compromesso, insomma, per fare entrambe le cose senza eccellere in
> nessuna; che non e' una cosa cosi' malvagia come potrebbe sembrare se uno
> vuole solo divertirsi con la bici a girare e godersi bei panorami (sia che
> siano su una salita su asfalto che su un sentierino di montagna) senza
> patemi d'animo sulla velocita'.

E chi dice che i compromessi debbono essere, necessariamente, deludenti?

>
> Poi, in futuro mi comprero' anche la Specialissima e la MTB la usero' solo
> piu' per gli sterrati, la citta' (IMHO

Cosa è questo IMHO?

> la Specialissima e' troppo delicata
> in citta', con tutti i continui lavori in corso, tombini mal messi,
> rotaie....) e il cicloturismo con il portapacchi.

Ti ricordo il famoso pavé della Parigi-R. (non so come si scrive! :-( ma si
legge "rubé"), calcato da bici da corsa standard (: si tratta pur sempre di
una strada, anche se bruttina!).

>
> > Soltanto che volando.... fai meno fatica?
> > :-)
>
> indubbiamente :-D
> E in piu' c'e' la sensazione di essere un po' un Dio :-D cosa che in bici
> non mi succede :-D

Sì, c'è qualcosa di maoschistico nella bici, probabilmente... ma fa tanto
bene al sistema cardiovascolare... (Un mio ex compagno di scuola,
neodivorziato, la utilizza in modo assiduo ed intenso! Ovviamente non
sostituità mai la delizia dell'altro cardiotonico, ma... in mancanza...
:-] )

>
> > E' un classico di quando non selezioni il rapporto appropriato.
Ringrazia
> il
> > cielo di non essere stato in mezzo al traffico: ti avrebbero....
falciato!
>
> Gia'...per fortuna niente auto, solo un mucchio di spettatori che si sono
> fatti due risate della mia acrobazia :-D

Mhmm, ridono sempre quando non ci sono in mezzo loro: prendiamola con
filosofia.
:-]

>
> > Mhmmm, questo un po' meno, anche se indubbiamente istruttivo.
>
> in realta' molti istruttori sono dell'opinione che l'utilita' ai fini
> dell'apprendimento del biposto e' scarsa, e che piu' che altro e' utile
per
> far vincere la paura psicologica nel volo dell'allievo, piuttosto di farlo
> decollare per la prima volta nella sua vita da solo....
>
> > gruppo Sella (: un vero paradiso!), ma farlo così, una volta, fuori da
un
> > corso, mi sembrava una stupidaggine, per cui...
>
> alcuni istruttori, se decidi successivamente di iscriverti, ti scalano il
> prezzo del volo biposto :-D

Bella questa: l'anima del commercio...! :-))))

> Cmq ti converrebbe farlo, cosi' magari lo provi sia in deltaplano che in
> parapendio, visto che eri indeciso tra i due.

Sai, sono un po' un pidocchio... :-))))
Vuoi mettere il costo di 2 scatti telefonici con un volo di prova?!
;-)

> In questo modo puoi scegliere quale dei due ti piace di piu' a sensazione,
> considerazioni tecniche a parte.
> ciao

Mhm!

ciao
K

;-)

Kurt Fleißig

unread,
Oct 14, 2002, 2:41:29 PM10/14/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
aoep8g$2bmj$1...@newsreader1.mclink.it...

>
> "Ranger" <wri...@email.it> wrote in message
>
> > Nulla che non sia l'attenzione a non farlo rovinare da oggetti duri,
> superfici
> > ruvide, umidita' e raggi uv; se nuovo, una controllata alla lunghezza
dei
> > cordini (che tendono ad allungarsi) dopo due-tre anni, ed eventualmente
> > sostituzione di alcuni di essi per qualche decina di euro

Consolante!

>
> Concordo su tutto ma non sulla deformazione dei cordini: da circa 6 anni
i

> cordini non si allungano piů, anzi se la vela non viene utilizzata per
molto
> tempo o il fascio si bagna puň capitare che le guaine dei cordini meno


> sollecitati (bretelle C e D) si accorcino. La vela rimane cabrata e

> (ovviamente stalla con i freni in posizione piů alta....) E' necessario


> "mettere in trazione il fascio" con certi criteri per risolvere il
problema.

Insomma, ti stimolano a volare per non manutenere il mezzo?
:-)

> Direi chč č importante far controllare a scadenze regolari la propria


> attrezzatura a del personale specializzato.

Qual'č il materiale ricoperto dalle guaine in kevlar?

ciao
K


Paolo.R

unread,
Oct 14, 2002, 2:56:31 PM10/14/02
to
On Mon, 14 Oct 2002 18:41:29 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

>...
>> Prendila meno "teoricamente"... fai un biposto con ogni mezzo che ti
>> interessa ...
>
>Magari si può fare anche un po' di +: iniziare 2 corsi e poi procedere solo
>con uno.
>
>Chissà se un maestro accetta la formula restando nella ragionevolezza coi
>prezzi.

Volare (con qualsi mezzo) non e' uno scherzo, inizialmente bisogna
dedicarci tutto il tempo disponibile, dividerlo tra due mezzi non mi
sembra il caso.

Fai una prova (biposto) e decidi, quando avrai fatto un po' di
esperienza (intendo dopo l'esame, in autonomia) potrai anche pensare a
cambiare e/o affiancare un altro mezzo.

Ciao.

Paolo.R

Matteo Accornero

unread,
Oct 14, 2002, 5:27:44 PM10/14/02
to
On Mon, 14 Oct 2002 18:41:29 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

>
>Qual'è il materiale ricoperto dalle guaine in kevlar?

Confusione.. l'anima dei cordini è in Kevlar. Le guaine che li
ricoprono (sempre che il fascio abbia le guaine) sono realizzate in
materiali molto meno "nobili": una volta ho sentito Michael Nesler (un
famoso progettista di parapendio) parlare del PET
(Polietilentereftalato), che altro non è che la plastica con cui
vengono realizzate le bottiglie dell'acqua minerale. Ma mi sembrava di
aver letto che fosse semplicemente un filato di PE (polietilene). La
funzione della guaina è puramente protettiva, non si ricerca
resistenza meccanica alla trazione ma solo all'abrasione e al taglio.
Naturamente ci sono le eccezioni (Vedi Paradelta) che estrudono
direttamente il cordino con un sistema di cui hanno il brevetto. La
sensazione al tatto è strana (sembra un filo elettrico) ma sembra che
il sistema funzioni.
***>>> Teo <<<***
On Gin Gliders Nomad L Chilli "Betty"

Kvochur

unread,
Oct 15, 2002, 7:13:22 AM10/15/02
to
> Mhm, non sapevo che fosse kevlar (avevo il sospetto ma non ne ero sicuro).

il kevlar e' uno dei materiali piu' classici utilizzato.
In realta' e' ottimo perche' si allunga molto poco, pero' non e' il massimo
per fare dei cordini, in quanto tende a sfibrarsi se piegato e a perdere
resistenza.
Per questi motivi altri produttori utilizzano materiali tipo il dynema che
restiste meglio in queste circostanze pero' ha il difetto di allungarsi (e
quindi cambia l'assetto della vela), magari in combinazione con il kevlar
cercando cosi' di sfruttare i pregi di entrambbi...
Poi ci sono altri materiali ancora....

> Ok, mi va bene anche un esempio impersonale! ;-)
> Basta che mi renda possibile quantificare esattamente i costi di
> manutenzione in base all'uso.

non saprei...cmq anche un mio amico aveva una vela vecchia di 5 anni e credo
non abbia mai dovuto spenderci soldi sopra, pur volando ben piu' di me.

> Ok. Marche?

ci sono veramente tante marche ottime...ma io non sono nel giro quindi non
saprei consigliarti.

> Forme? ...

le forme sono tutte piu' o meno simili (varia l'allungamento, ma piu' tra
parapendii di classe diversa che di marche diverse).
Gli unici un po' particolari come forma, unici e riconoscibili a prima vista
sono gli Advance, con le winglets alle estremita'.

> O per "minimi" intendi minimi (in numero di denti) anteriori e massimi (in
> numero di denti) posteriori?

intendevo proprio questo :-D
Per la precisione, sulla mia bici, 26 davanti e 28 dietro :-D
Ma sto migliorando, tant'e' che sono riuscito a fare i miei primi Km di
salita senza dover mai utilizzare la corona da 26...

> Sai che solitamente i primi 3 posteriori vanno con la corona esterna ed i
3
> lato ruota con l'interna, mentre i 2 o 3 centrali sono "polivalenti"... :
> altre combinazioni sono barbaricamente abrasive (è come se prendessi a
> martellate i cordini del parapendio... roba da brividi lungo la colonna
> vertebrale! :-] ).

certamente

> 40?!
> Complimenti per la forma fisica!

solo per brevissimi tratti, in genere andiamo molto piu' piano.
Ed in ogni caso io -vista l'inferiorita' del mio mezzo- faccio sembre il
succhiaruote :-D

> LOL? Che cosa significa?

Laughing Out Loud = Risata Sonora

> Il ciclismo nasce stradale: percorsi da cross, montani
sterrati-accidentati,
> velodromi.... li vedo tutti come cose artificiose.

Per il velodromo ti do' ragione, ma per il resto io vedo la bici come uno
splendido mezzo per
andare lontano, silenziosamente e divertendosi godendosi un bel paesaggio.
In MTB magari vai un po' meno lontano pero' spesso il paesaggio e' ancora
piu' bello, percio' le due cose si compensano.
Belle entrambe insomma.

> Forse sì, ma la MTB vera, probabilmente, deve proprio svilupparsi verso
> quella direzione, altrimenti diventerebbe una cross-trekking.
> Ma forse sono un po' categorico.

la MTB mica deve significare solo discese folli :-D
Puo' anche essere intesa come percorsi di montagna in salita (e qui fa
piacere una bici leggera) seguiti da discese a velocita' moderata.

> Se fai montagna assicurati che i cerchioni siano di materiale termicamente
> inerte:

mi informero'. Cmq il mio SIVENDE mi ha parlato di cerchi Mavic, non so che
modello, cmq la marca e' buona, che io sappia.

> Cosa è questo IMHO?

In My Humble Opinion = Secondo me.
Sono tutti modi di esprimersi comunissimi su newsgroup...e' da poco che li
leggi vero ?

> Ti ricordo il famoso pavé della Parigi-R. (non so come si scrive! :-( ma
si
> legge "rubé"), calcato da bici da corsa standard (: si tratta pur sempre
di
> una strada, anche se bruttina!).

si certo pero' loro se rovinano i cerchi e stressano il telaio ne ricevono
altri nuovi, io invece non vorrei cambiarli e pagarli con i miei soldi 2
volte al mese :-D
E nemmeno vorrei dover far tirare i raggi tutti i giorni.....

> Sai, sono un po' un pidocchio... :-))))
> Vuoi mettere il costo di 2 scatti telefonici con un volo di prova?!
> ;-)

si ma come ti dicevo e' una scelta troppo personale. Per c'e' gente che
preferisce il parapendio, e non per problemi di praticita', ma proprio
perche' il deltaplano li diverte di meno, nonostante le prestazioni
superiori. Insomma devi provare :-D

Andrea "Alkar" Iacucci

unread,
Oct 16, 2002, 3:06:05 AM10/16/02
to
Ma Enrico sei sicuro che sono solo 10 minuti?
Io ho volato con deltaplanisti e la mia impressione è stata che comunque a
loro servono ALMENO 15 minuti prima del decolo e 15 minuti dopo
l'atterraggio più di me con il para.

Andrea

Enrico Porcarelli wrote:
> Kvochur wrote:
MEGASNIP
>> 6) Il montaggio, lo smontaggio e la risistemazione in auto prendono
>> molto piu' tempo
>
> io li volo entrambi e sinceramente i tempi sono si più lunghi con il
> delta ma sono nell'ambito di una decina di minuti.
>


Andrea "Alkar" Iacucci

unread,
Oct 16, 2002, 3:29:52 AM10/16/02
to
IMHO è l'acronimo di In My Humble Opinion che significa Secondo Il Mio Umile
Parere (Opinione)

E' una cosa molto usata nei NewsGroup come IMO che significa In My Opinion:
togli l'umiltà da sopra e hai la risposta

Andrea

Kurt Fleißig wrote:
>
>> IMHO
> Che è 'sto IMHO?
>

Andrea "Alkar" Iacucci

unread,
Oct 16, 2002, 3:39:09 AM10/16/02
to
Si bello, molto bello, č anche vero che conosco gente che vola da anni in
para con probabilmente piů di 1000 ore sulle spalle (e non esagero) e ogni
giorno che puň vola fino allo stremo: se puň non rinuncia mai neanche
all'ultimo volo della sera...
Siamo diversi, ma tutti grandi amanti del volo, e il bello č proprio
questo...

Andrea

Gianandrea Gobbo wrote:
> "Kvochur" <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
> news:cRGp9.19474$dj7....@tornado.fastwebnet.it...

Andrea "Alkar" Iacucci

unread,
Oct 16, 2002, 3:51:03 AM10/16/02
to
AHHHHHHHHHHH! BLASFEMO!!! DEFINIRE UN BIPOSTO SUL SELLA CON JIMMY PACKER UNA
STUPIDAGGINE!!!

Non avrai mai il tuo brevetto ahahhahhah (risata malefica)

Oddio le coronarie....

Andrea


Kurt Fleißig wrote:
..........


>> con l'istruttore, tanti esercizi da fare con il parapendio a terra,
>> giocandoci come se fosse un aquilone per imparare a controllarlo, poi
>> voletti lungo un pendio dove ti alzerai se va bene di 1mt o due....
>> Hai gia' provato a fare un giro biposto turistico con istruttore ?
>> Te lo consiglio vivamente...
>
> Mi era stato prospettato dal Sig. Jimmy Packer di Campitello di

> Fassa, sul gruppo Sella (: un vero paradiso!), ma farlo cosě, una

Paolo.R

unread,
Oct 16, 2002, 4:06:45 AM10/16/02
to
On Sun, 13 Oct 2002 12:59:47 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

>> con l'istruttore, tanti esercizi da fare con il parapendio a terra,


>> giocandoci come se fosse un aquilone per imparare a controllarlo, poi
>> voletti lungo un pendio dove ti alzerai se va bene di 1mt o due....
>> Hai gia' provato a fare un giro biposto turistico con istruttore ? Te lo
>> consiglio vivamente...
>
>Mi era stato prospettato dal Sig. Jimmy Packer di Campitello di Fassa, sul
>gruppo Sella (: un vero paradiso!), ma farlo così, una volta, fuori da un
>corso, mi sembrava una stupidaggine, per cui...

Jimmy Pacher e' uno dei migliori piloti di parapendio al mondo (vai su
http://www.dolomitihighfly.com/main.htm SCUOLA, CHI SIAMO) e un
istruttore.

Fai un biposto con un istruttore, dicendogli che sei intenzionato a
fare il corso, ti fara' fare un volo che sara' meno turistico (una
lezione zero); non mi sembra una stupidaggine.

Ciao.

Paolo.R

Matteo Accornero

unread,
Oct 16, 2002, 4:03:34 AM10/16/02
to
"Andrea "Alkar" Iacucci" <ajoN...@iol.it> wrote in message
news:HT8r9.9590$o7.4...@news2.tin.it...

> AHHHHHHHHHHH! BLASFEMO!!! DEFINIRE UN BIPOSTO SUL SELLA CON JIMMY PACKER
UNA
> STUPIDAGGINE!!!

Oddio, qui ci sono tutti gli estremi per il reato di "Vilipendio di
Divinità" ! ;-)
Kurt, ti consiglio di sacrificare qualche vergine e di non volare per un pò
sotto cumulo, gli potrebbe venire voglia di incenerirti con un fulmine...
il "Sig. Jimmy Pacher" è sicuramente il miglior pilota che abbiamo in Italia
(io mi allargherei anche al mondo visti i risultati in campo agonistico e la
loro incredibile continuità) ma soprattutto una persona squisita e un
eccellente istruttore di parapendio.
Se ripassi per Campitello di Fassa facci un pensierino.....

--
>>> Teo <<<
Flying on Gin Nomad "L" Chilli
ICQ: 367011
MSN: t...@tiscali.it


net.x

unread,
Oct 16, 2002, 12:57:51 PM10/16/02
to
Anche io ho fatto un volo con Jimmy (l'unico che ho fatto) e di non mi sono
annoiato nemmeno x un momento.

Kurt Fleißig

unread,
Oct 16, 2002, 1:12:06 PM10/16/02
to

Kvochur <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
oLSq9.23190$dj7.1...@tornado.fastwebnet.it...
...

> > Forme? ...
>
> le forme sono tutte piu' o meno simili (varia l'allungamento, ma piu' tra
> parapendii di classe diversa che di marche diverse).
> Gli unici un po' particolari come forma, unici e riconoscibili a prima
vista
> sono gli Advance, con le winglets alle estremita'.

winglets?

...


>
> > 40?!
> > Complimenti per la forma fisica!
>
> solo per brevissimi tratti, in genere andiamo molto piu' piano.

> Ed in ogni caso io -vista l'inferiorita' del mio mezzo- faccio sempre il
> succhiaruote :-D

Anche questa è un'arte da curare: faccio senza dirti quanta fatica si
risparmia, lo avrai constatato. Praticamente è come usare la cyclette,
invece della bici: si vola!

>
> > LOL? Che cosa significa?
>
> Laughing Out Loud = Risata Sonora

Mai saputo.

> > Il ciclismo nasce stradale: percorsi da cross, montani
> sterrati-accidentati,
> > velodromi.... li vedo tutti come cose artificiose.
>
> Per il velodromo ti do' ragione, ma per il resto io vedo la bici come uno
> splendido mezzo per
> andare lontano, silenziosamente e divertendosi godendosi un bel paesaggio.
> In MTB magari vai un po' meno lontano pero' spesso il paesaggio e' ancora
> piu' bello, percio' le due cose si compensano.
> Belle entrambe insomma.

Penso sia grandemente condivisa, una visione del genere.

>
> > Forse sì, ma la MTB vera, probabilmente, deve proprio svilupparsi verso
> > quella direzione, altrimenti diventerebbe una cross-trekking.
> > Ma forse sono un po' categorico.
>
> la MTB mica deve significare solo discese folli :-D
> Puo' anche essere intesa come percorsi di montagna in salita (e qui fa
> piacere una bici leggera) seguiti da discese a velocita' moderata.
>
> > Se fai montagna assicurati che i cerchioni siano di materiale
termicamente
> > inerte:
>
> mi informero'. Cmq il mio SIVENDE mi ha parlato di cerchi Mavic, non so
che
> modello, cmq la marca e' buona, che io sappia.

Tra le migliori.

>
> > Cosa è questo IMHO?
>
> In My Humble Opinion = Secondo me.
> Sono tutti modi di esprimersi comunissimi su newsgroup...e' da poco che li
> leggi vero ?

I NNGG da circa 7 anni, queste espressioni da molto meno.

...


> si ma come ti dicevo e' una scelta troppo personale. Per c'e' gente che
> preferisce il parapendio, e non per problemi di praticita', ma proprio
> perche' il deltaplano li diverte di meno, nonostante le prestazioni
> superiori. Insomma devi provare :-D

Ecco, la mia parte pidocchia sarà come sventagliata da del ddt!
:-|
;-)

K

Kurt Fleißig

unread,
Oct 16, 2002, 1:12:15 PM10/16/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
49dmquor47fj19k39...@4ax.com...

> On Mon, 14 Oct 2002 18:41:29 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
> wrote:
...

> Naturamente ci sono le eccezioni (Vedi Paradelta) che estrudono
> direttamente il cordino con un sistema di cui hanno il brevetto. La
> sensazione al tatto è strana (sembra un filo elettrico) ma sembra che
> il sistema funzioni.

Paradelta?!
Che cos'è?

K

Paolo.R

unread,
Oct 16, 2002, 1:31:36 PM10/16/02
to
On Wed, 16 Oct 2002 17:12:06 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

>> Gli unici un po' particolari come forma, unici e riconoscibili a prima


>vista
>> sono gli Advance, con le winglets alle estremita'.
>
>winglets?

I "salsicciotti" verso le estremita' dell'estradosso (sono da sempre
caratteristiche delle vele Avance):
http://www.advance-paragliders.com/direct_e.htm
http://www.advance-paragliders.com/images/gliders/e_3.jpg

>> > LOL? Che cosa significa?
>>
>> Laughing Out Loud = Risata Sonora
>
>Mai saputo.

...


>> > Cosa è questo IMHO?
>>
>> In My Humble Opinion = Secondo me.
>> Sono tutti modi di esprimersi comunissimi su newsgroup...e' da poco che li
>> leggi vero ?
>
>I NNGG da circa 7 anni, queste espressioni da molto meno.

LOL, IMHO, ecc. sono chiamati TLA (Three Letters Acronyms, anche se
non sempre sono di tre lettere), qui ne trovi un bell'elenco:
http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/tla.html

Ciao.

Paolo.R

Paolo.R

unread,
Oct 16, 2002, 1:38:49 PM10/16/02
to
On Wed, 16 Oct 2002 17:12:15 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

>Paradelta?!
>Che cos'è?

Miii, CurtPedantisch ... quante domande ;-)
(un po' di inventiva! un po' di motore di ricerca!)

Un costruttore, italiano, di parapendio, paracadute di emergenza
(forse non piu') e aquiloni:
http://www.paradelta.it

Ciao.

Paolo.R

Kvochur

unread,
Oct 16, 2002, 3:39:24 PM10/16/02
to
> winglets?

si', le alette piegate verso l'alto alle estremita' alari.
Oggi sono molto in voga su tutti i mezzi aerei, ivi inclusi i jet di linea.

Evidentemente sul parapendio non sono molto utili (se lo fossero puoi star
certo che tutti gli altri produttori avrebbero clonato il design Advance,
come sempre succede nel mondo del parapendio quando c'e' un'innovazione
davvero utile), ma sono belle e particolari :-)

> Anche questa è un'arte da curare: faccio senza dirti quanta fatica si
> risparmia, lo avrai constatato. Praticamente è come usare la cyclette,
> invece della bici: si vola!

Vero...naturalmente poi se lui prova a tirare oltre i 40Km/h (una volta ha
fatto i 50Km/h), io non tengo il passo nemmeno succhiando la ruota, ma
questo e' un altro discorso....
Del resto cosa puo' la mia economica bici da Trekking (con al massimo un
48x13, 14+ Kg di peso etc..etc..) contro un bolide da corsa da 2000euro :-)
Scherzi a parte la differenza si sente, soprattutto in accelerazione.

> I NNGG da circa 7 anni, queste espressioni da molto meno.

mi stupisce che tu non le abbia incontrate prima, io le ho scoperte appena
ho cominciato a leggere i newsgroup, nel "lontano" 1997

ciao

Kurt Fleißig

unread,
Oct 17, 2002, 2:30:49 PM10/17/02
to

Andrea "Alkar" Iacucci <ajoN...@iol.it> wrote in message
HT8r9.9590$o7.4...@news2.tin.it...

> AHHHHHHHHHHH! BLASFEMO!!! DEFINIRE UN BIPOSTO SUL SELLA CON JIMMY PACKER
UNA
> STUPIDAGGINE!!!
>
> Non avrai mai il tuo brevetto ahahhahhah (risata malefica)
>
> Oddio le coronarie....
>
> Andrea

Ma dai!!! :-))))

Jimmy č simpaticissimo, competente e molto gentile: per cui preferirei farmi
un intero corso sotto il suo insegnamento/controllo piuttosto che un volo
occasionale e ciao...

;-)

K

Kurt Fleißig

unread,
Oct 17, 2002, 2:30:50 PM10/17/02
to

Matteo Accornero <te...@tiscali.it> wrote in message
aoj6gt$aj2$1...@newsreader1.mclink.it...

No, ce l'ho già fatto e piuttosto serio: ma sono stato frainteso,
evidentemente.
Il concetto era: ho considerato una stupidaggine non il volo in biposto con
il Sig. Paker, che è stato gentilissimo ed estremamente disponibile, ma
l'occasionalità di un tale volo.
Intendevo che il Sig. Packer è meglio averlo a disposizione per un intero
corso!

K

Kurt Fleißig

unread,
Oct 17, 2002, 2:30:51 PM10/17/02
to

Paolo.R <pao...@libero.it.invalid> wrote in message
d57qqus6fse3lmth5...@4ax.com...


Acc..., ma non siete un po' tutti un tantino malpensanti? E chi ce l'ha con
il buon Packer?!
Casomai è tutto il contrario!!!
Quando una cosa è ottima, ribadisco, mi sembra una stupidaggine fruirne del
tutto occasionalmente invece che in modo continuativo.
Il fatto è che, nella mia mentalità, non è mai esistito il concetto di
"lezione zero" (intesa come lezione isolata ed in sè bastante). Non so se
questo sia un merito od un demerito della mia forma mentis: abbiate rispetto
delle opinioni altrui, per favore.

K

> Ciao.
>
> Paolo.R
>


Kurt Fleißig

unread,
Oct 17, 2002, 3:01:25 PM10/17/02
to

Paolo.R <pao...@libero.it.invalid> wrote in message
0m8rquk8pojc5ia1d...@4ax.com...

6 TU IL MIO MIGLIORE GOOGLE! ;-)

Grazie

K

>
> Ciao.
>
> Paolo.R
>


Kurt Fleißig

unread,
Oct 17, 2002, 3:01:26 PM10/17/02
to

Paolo.R <pao...@libero.it.invalid> wrote in message
848rqugilkv4s1v41...@4ax.com...
...

> >winglets?
>
> I "salsicciotti" verso le estremita' dell'estradosso (sono da sempre
> caratteristiche delle vele Avance):
> http://www.advance-paragliders.com/direct_e.htm
> http://www.advance-paragliders.com/images/gliders/e_3.jpg
>
...

> LOL, IMHO, ecc. sono chiamati TLA (Three Letters Acronyms, anche se
> non sempre sono di tre lettere), qui ne trovi un bell'elenco:
> http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/tla.html
>

Grazie per le indicazioni.

K


Kurt Fleißig

unread,
Oct 17, 2002, 3:01:27 PM10/17/02
to

Kvochur <kvoc...@yahoo.com> wrote in message
Kfjr9.24492$dj7.1...@tornado.fastwebnet.it...

> > winglets?
>
> si', le alette piegate verso l'alto alle estremita' alari.
> Oggi sono molto in voga su tutti i mezzi aerei, ivi inclusi i jet di
linea.
>
> Evidentemente sul parapendio non sono molto utili (se lo fossero puoi star
> certo che tutti gli altri produttori avrebbero clonato il design Advance,
> come sempre succede nel mondo del parapendio quando c'e' un'innovazione
> davvero utile), ma sono belle e particolari :-)

Anche il bello allieta.

>
> > Anche questa č un'arte da curare: faccio senza dirti quanta fatica si
> > risparmia, lo avrai constatato. Praticamente č come usare la cyclette,


> > invece della bici: si vola!
>
> Vero...naturalmente poi se lui prova a tirare oltre i 40Km/h (una volta ha
> fatto i 50Km/h), io non tengo il passo nemmeno succhiando la ruota, ma
> questo e' un altro discorso....
> Del resto cosa puo' la mia economica bici da Trekking (con al massimo un
> 48x13, 14+ Kg di peso etc..etc..) contro un bolide da corsa da 2000euro
:-)
> Scherzi a parte la differenza si sente, soprattutto in accelerazione.

Quando sei alla guida di uno di quei gioielli ed al primo scatto senti chi
schizzi via come se fossi sopra una piuma sospinta dal vento.... :-)
Bhč, mi saprai dire... ;-)
Se poi prendi una da cronometro e ti stendi sui poggiagomiti....

>
> > I NNGG da circa 7 anni, queste espressioni da molto meno.
>
> mi stupisce che tu non le abbia incontrate prima, io le ho scoperte appena
> ho cominciato a leggere i newsgroup, nel "lontano" 1997

Ho frequentato NNGG in cui si parla molto meno a braccio (molto
scientificamente orientati).
;-)

ciao
K

Kurt Fleißig

unread,
Oct 17, 2002, 3:01:28 PM10/17/02
to

Kurt Fleißig <pco...@tin.it> wrote in message
vlDr9.2092$TD1....@news2.tin.it...

>
> Paolo.R <pao...@libero.it.invalid> wrote in message
> d57qqus6fse3lmth5...@4ax.com...
> > On Sun, 13 Oct 2002 12:59:47 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
...
> > Jimmy Pacher e' uno dei migliori piloti di parapendio al mondo (vai su
> > http://www.dolomitihighfly.com/main.htm SCUOLA, CHI SIAMO) e un
> > istruttore.
> >
> > Fai un biposto con un istruttore, dicendogli che sei intenzionato a
> > fare il corso, ti fara' fare un volo che sara' meno turistico (una
> > lezione zero); non mi sembra una stupidaggine.
>
>
> Acc..., ma non siete un po' tutti un tantino malpensanti? E chi ce l'ha
con
> il buon Packer?!

No, dai, rettifico: siete stati tutti molto gentili, pazienti e disponibili.
Ma non inalberatevi così come degli integralisti di una setta iniziatica
segreta al primo - uso parole altrui - minimo sospetto di "vilipendio di
divinità", pardon... Divinità! :-)))

Saluti
K


Kurt Fleißig

unread,
Oct 17, 2002, 3:13:36 PM10/17/02
to

Kurt Fleißig <pco...@tin.it> wrote in message
9ODr9.2225$TD1....@news2.tin.it...
>
...
> > http://www.paradelta.it
>
Fiiiiiiiis-ci! Mo l'č 'd'Pčččrma!!!


> Grazie
>
> K
>
> >
> > Ciao.
> >
> > Paolo.R
> >
>
>


Paolo.R

unread,
Oct 17, 2002, 5:34:36 PM10/17/02
to
On Thu, 17 Oct 2002 19:01:26 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

>> LOL, IMHO, ecc. sono chiamati TLA (Three Letters Acronyms, anche se


>> non sempre sono di tre lettere), qui ne trovi un bell'elenco:
>> http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/tla.html
>>
>
>Grazie per le indicazioni.

Di nulla... visto che sei poco pratico, ti cosiglierei di leggere
qualche pagina sulla "netiquette" (net etiquette), soprattutto a
proposito del "quoting" (http://www.marco5x.net/usenet/galateo.php).
in breve:

quando rispondi ad un messaggio, scrivi la tua risposta dopo il testo
citato eliminando le parti non necessarie alla comprensione tua
replica.

Ciao.

Paolo.R

Paolo.R

unread,
Oct 17, 2002, 5:40:15 PM10/17/02
to
On Thu, 17 Oct 2002 19:01:25 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

...


>> (un po' di inventiva! un po' di motore di ricerca!)

...


>6 TU IL MIO MIGLIORE GOOGLE! ;-)

Nessun problema, ma, secondo me, l'essere autonomi e' molto importante
(specialmente nel volo).

Ciao.

Paolo.R

Paolo.R

unread,
Oct 17, 2002, 5:52:30 PM10/17/02
to
On Thu, 17 Oct 2002 18:30:51 GMT, "Kurt Fleißig" <pco...@tin.it>
wrote:

...


>> Fai un biposto con un istruttore, dicendogli che sei intenzionato a
>> fare il corso, ti fara' fare un volo che sara' meno turistico (una
>> lezione zero); non mi sembra una stupidaggine.
>
>
>Acc..., ma non siete un po' tutti un tantino malpensanti? E chi ce l'ha con
>il buon Packer?!

PacHer

>Casomai è tutto il contrario!!!
>Quando una cosa è ottima, ribadisco, mi sembra una stupidaggine fruirne del
>tutto occasionalmente invece che in modo continuativo.
>Il fatto è che, nella mia mentalità, non è mai esistito il concetto di
>"lezione zero" (intesa come lezione isolata ed in sè bastante). Non so se
>questo sia un merito od un demerito della mia forma mentis: abbiate rispetto
>delle opinioni altrui, per favore.

La mia forma mentis... e' diversa, preferisco acquisire gradatamente
esperienza per poter decidere di volta in volta il da farsi: non penso
che tu possa decidere solo con gli elementi raccolti sul NG (o in giro
per il www o leggendo libri o paralndo con qualcuno) tutto in un botto
il futuro della tua "carriera" aeronautica.

Ripeto, il consiglio e': prova un biposto, magari con ogni mezzo che
ti interessa, poi avrai qualche elemento in piu' per decidere cosa ed
in che modo.

Se lo fai con un istruttore (e lo informi) anziche' un pilota
abilitato, avrai modo di fare una lezione zero (niente di
occasionale... assolutamente NON bastante, intesa come quella che c'e'
prima della uno).

Ciao.

Paolo.R

Kvochur

unread,
Oct 17, 2002, 6:00:10 PM10/17/02
to
> Se poi prendi una da cronometro e ti stendi sui poggiagomiti....

ultimo OT :-) ....ma hai mai visto sti cosi:
http://www.speed101.com/gallery/index.htm ...dico "cosi" perche' neppure
sembrano biciclette, fanno paura...cmq quest'anno un tizio ha fatto 128Km/h
pedalando su un affare simile!!! Pazzesco!

Enrico Porcarelli

unread,
Oct 19, 2002, 3:05:41 PM10/19/02
to
Andrea \"Alkar\" Iacucci ha scritto:

> Ma Enrico sei sicuro che sono solo 10 minuti?
> Io ho volato con deltaplanisti e la mia impressione è stata che comunque a
> loro servono ALMENO 15 minuti prima del decolo e 15 minuti dopo
> l'atterraggio più di me con il para.
>

Dipende anche dal mezzo se è un monosuperfice ci metti un attimo, un
doppia ci vuole di più, poi non prendermi alla lettera 10min o 15min che
siano non sono un eternità, io personalmente impiego circa 20 min per
aprire il delta, ma il mio è abbastanza stronzo, un mio amico apre il
suo in 17 minuti netti senza correre neanche tanto, preparare il para in
decollo specialmente in condizioni non proprio tranquille ti porta via
il suo tempo (certo non è un delta :-) ).

Andrea "Alkar" Iacucci

unread,
Oct 21, 2002, 3:06:43 AM10/21/02
to
Ma si poi in effetti hai ragione tu, che sono alla fine 10 minuti più o meno
se c'e' la passione.
Il tutto era dettato dal fatto che mi è capitato vedere gli amici
deltaplanisti lavorare per montare la loro ala e poi ritrovarsi a dover
rimanere sul monte a causa del cambiamento delle condizioni meteo. Ma poi in
fin dei conti, in quei casi, meglio trovarsi sul monte e non poter decollare
che molto lontano dall'atterraggio senza la possibilità di arrivarci no?

Andrea

Enrico Porcarelli

unread,
Oct 21, 2002, 5:29:55 PM10/21/02
to
Andrea \"Alkar\" Iacucci ha scritto:
> Ma si poi in effetti hai ragione tu, che sono alla fine 10 minuti pių o meno

> se c'e' la passione.
> Il tutto era dettato dal fatto che mi č capitato vedere gli amici

> deltaplanisti lavorare per montare la loro ala e poi ritrovarsi a dover
> rimanere sul monte a causa del cambiamento delle condizioni meteo. Ma poi in
> fin dei conti, in quei casi, meglio trovarsi sul monte e non poter decollare
> che molto lontano dall'atterraggio senza la possibilitā di arrivarci no?
>

Purtroppo capita di montare per poi dover smontare a causa del
cambiamento delle condizioni :-( , ma come dici anche tu meglio smontare
che beccarsi dei bei rotori di sottovento magari mentre si sta cercando
di non schiantarsi contro il pendio :-)

Ciao

0 new messages