Ciao e grazie
Ivan ha scritto nel messaggio <8osvbk$43e$1...@news.flashnet.it>...
La mia esperienza sulla vinificazione di uva fragola è molto limitata,
perchè la utilizzo solo per fare distillato di uva.
Assaggiando il mosto ho notato anch'io come questo sia estremamente acido.
Puoi fare essenzialmente due cose (sicuramente comunque sarebbe meglio
utilizzare un'attrezzatura un pò meno rudimentale e vinificare un
quantitativo maggiore di quello contenuto in un secchio)
a) dopo due-tre giorni di fermentazione (il momento lo decidi assaggiando il
mosto e valutando la dolcezza residua) filtri ed imbottigli. Lo zucchero non
fermentato attenuerà la sensazione di acidità.
b) abbassi fortemente la temperatura del vino (senza arrivare a congelarlo),
il che provoca la precipitazione dell'acido tartarico; una volta precipitato
l'acido tartarico sotto forma di tartrati (vedi dei cristallini simili allo
zucchero sul fondo della bottiglia) filtri prima che il vino si riscaldi.
Questo metodo però riduce in maniera non molto rilevante l'acidità.
Ci sarebbe un terzo metodo, ma è un pò più complesso e bisognerebbe avere
qualche informazione sull'acidità fissa del vino (e quindi si devono fare
delle analisi) che consiste nell'aggiungere al vino, fermentato fino a che
questo non diventa secco, del carbonato di calcio (lo trovi nei negozi di
forniture enologiche). Non sto a farla lunga, comunque il carbonato di
calcio reagisce con gli acidi presenti nel vino facendoli precipitare. Non
c'è alcun pericolo di originare sostanze pericolose, però la quantità di
carbonato di calcio da aggiungere dipende dall'acidità di partenza del vino.
Se disponi di un alambicco ti consiglio comunque di distillare tutto (vino e
vinacce) alla fine della fermentazione; facendo attenzione a togliere una
sufficiente quantità di testa viene un distillato eccezionale, con tutti i
profumi dell'uva di origine.
Saluti
Luca