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Biodinamia, vino alternativo o vino da speculazione?

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Mike Tommasi

unread,
Jul 9, 2003, 4:15:27 AM7/9/03
to
Cosa giustifica il prezzo di Soldera?

All'inizio avevo sentito che Case Basse era un produttore biodinamico,
ma come spiegare che il suo vino costa di piu della Coulee de Serrant,
tanto per fare un paragone stupido.

Ecco, cerchiamo invece di confrontarlo (qualita, prezzo) con altri
vini che risultano da questa filosofia. Come sono i prezzi di Maule,
Radikon, Gravner, e finche ci siamo (non so se siano biodinamici, ma
almeno tendono verso quella direzione) la famiglia Rapuzzi e i
fratelli Bensa? Siete al corrente di altri biodinamici in Italia? E'
possibile che, paradossalmente, il vino di questa corrente diventi un
prodotto di elite, forse addirittura destinato alla speculazione?

====

Perche questo mio interesse nella biodinamia? Francamente, ho gia
suscitato polemiche su altri gruppi di discussione a proposito della
biodinamia. La mia posizione e' (leggere tutto, non prendete le
quattro righe separatamente) :

1) i risultati della biodinamia sono sorprendenti, il livello di
qualita e' in genere alto se non altissimo (Nicholas Joly, Pierre
Frick, Romanee Conti per citarne i piu conosciuti). Ho alcuni cari
amici che producono in biodinamia.

2) la teoria mistica pseudo-scientifica dietro la biodinamia e'
ridicola, paragonabile ma non all'altezza di Harry Potter...

3) la base filosofica della biodinamia e' vergognosa, derivata dagli
insegnamenti di Steiner e difficilmente separabile dalla sua teoria
sulle razze umane. Difficilmente perche, a differenza di, non so, un
Ezra Pound che scriveva i suoi magnifici cantos mentre simpatizzava
col Duce, non c'e stata, da parte della "teosofia", il movimento
steinerista, un rigetto degli aspetti vergognosi del loro leader.

4) ergo, la sola spiegazione plausibile per l'eccellenza dei risultati
medi di questa filosofia nell'ambito del vino venga semplicemente dal
fatto che, nonostante 2) e 3), questa pseudo-metodologia riesce a
conferire al produttore un profondo rispetto per la terra e per
l'uomo. Questo e' gia' un risultato importante, degno di grande
rispetto. Ma non ci si poteva arrivare in altro modo?

Aggiungo che a parer mio, nel mercato italiano, cosi saturo di
vino-moda tecnologico iper-tostato-vanigliato, i vini di alcuni di
questi produttori rappresentano un'alternativa molto interessante, una
brezza d'aria fresca.

Sperando che questo thread vi faccia uscire dal torpore sonnolento di
luglio, vi saluto cordialmente.

Mike

J. L. Picard

unread,
Jul 9, 2003, 4:31:14 AM7/9/03
to
Mike Tommasi ha scritto:

> 1) i risultati della biodinamia sono sorprendenti, il livello di
> qualita e' in genere alto se non altissimo (Nicholas Joly, Pierre
> Frick, Romanee Conti per citarne i piu conosciuti). Ho alcuni cari
> amici che producono in biodinamia.

Romanee Conti produce secondo i principi della biodinamica? Non lo sapevo.

Purtroppo finora non ha avuto esperienze di vino biodinamico, anche se
stasera mi dovrebbero portare il fratellino minore del Clos de la Coulee
de Serrant di Joly.
Posso solo dire che, indipendentemente dal fatto, vero o presunto, che
questi vini possano raggiungere un livello qualitativo piu' alto del vino
ottenuto da vite coltivata "tradizionalmente", sono comunque contento che
ci siano produttori che sperimentano in direzioni nuove, diverse. Poi
magari la maggior parte di questi esperimenti non produrra' alcun
contributo duraturo alla viticoltura, ma se anche il fenomeno
dell'agricoltura biodinamica dovesse sgonfiarsi non e' detto che non lasci
qualche positiva eredita' (chesso', il fatto di combattere i parassiti
utilizzando i loro predatori naturali mi sembra interessante e
potenzialmente potrebbe essere un'innovazione importante).
Non credo che la biodinamica possa costituire una rivoluzione fondamentale
nel campo del vino, ma sono convinto che un contributo positivo lo
apportera', fosse anche solo, come scrivi tu, uno stimolo alla riflessione
sul rapporto tra il viticoltore e la sua terra.

Ciao,
L.

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


oigroiG

unread,
Jul 9, 2003, 4:56:27 AM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 10:31:14 +0200, luca_m...@yahoo.com (J. L.
Picard) wrote:

>> 1) i risultati della biodinamia sono sorprendenti, il livello di
>> qualita e' in genere alto se non altissimo (Nicholas Joly, Pierre
>> Frick, Romanee Conti per citarne i piu conosciuti). Ho alcuni cari
>> amici che producono in biodinamia.
>
>Romanee Conti produce secondo i principi della biodinamica? Non lo sapevo.

E' particolarmente di moda in Francia, piu' che una moda e' una
necessita' perche' han dato passate di diserbanti che nemmeno Attila
:)

>Purtroppo finora non ha avuto esperienze di vino biodinamico, anche se
>stasera mi dovrebbero portare il fratellino minore del Clos de la Coulee
>de Serrant di Joly.

Come no???
E il Vacqueyras?

>Posso solo dire che, indipendentemente dal fatto, vero o presunto, che
>questi vini possano raggiungere un livello qualitativo piu' alto del vino
>ottenuto da vite coltivata "tradizionalmente", sono comunque contento che
>ci siano produttori che sperimentano in direzioni nuove, diverse. Poi
>magari la maggior parte di questi esperimenti non produrra' alcun
>contributo duraturo alla viticoltura, ma se anche il fenomeno
>dell'agricoltura biodinamica dovesse sgonfiarsi non e' detto che non lasci
>qualche positiva eredita' (chesso', il fatto di combattere i parassiti
>utilizzando i loro predatori naturali mi sembra interessante e
>potenzialmente potrebbe essere un'innovazione importante).
>Non credo che la biodinamica possa costituire una rivoluzione fondamentale
>nel campo del vino, ma sono convinto che un contributo positivo lo
>apportera', fosse anche solo, come scrivi tu, uno stimolo alla riflessione
>sul rapporto tra il viticoltore e la sua terra.

Secondo me semplicemente dietro la biodinamica (e tutto cio' che e'
"bio" in genere) c'e' semplicemente la voglia di speculare sulla
necessita' della gente di essere rassicurata su quello che ingerisce
dopo la serie di scandali che i media hanno portato alla luce (perche'
credo che alla fine, di schifezze, l'uomo se n'e' sempre rimpinzato,
ma prima non si sapeva, e del resto e' solo con la precisa volonta' di
inchiappettare il consumatore dell'era moderna che la cosa ha assunto
un tono inquietante).
Alla fine, insomma, sara' tutto "bio", "certificato" e quindi perdera'
di senso un approccio non sbagliato di fondo, ma semplicemente nella
sua applicazione (sono pochi i prodotti che si possono definire
veramente biologici, nella catena di un prodotto finito qualche pecca
la si ritrovera' sempre), la tecnologia non e' sempre il mattarello
che appiattisce i prodotti, anzi, e' alla base dell'igiene per
esempio, degli studi sui terreni, delle analisi fatte durante e dopo
la produzione... insomma, come sempre, il giusto e' nel mezzo.
Augh
G

schigi

unread,
Jul 9, 2003, 5:43:43 AM7/9/03
to
Il 09 Lug 2003, 10:15, Mike Tommasi <mi...@tommasi.org> ha scritto:

> 4) ergo, la sola spiegazione plausibile per l'eccellenza dei risultati
> medi di questa filosofia nell'ambito del vino venga semplicemente dal
> fatto che, nonostante 2) e 3), questa pseudo-metodologia riesce a
> conferire al produttore un profondo rispetto per la terra e per
> l'uomo. Questo e' gia' un risultato importante, degno di grande
> rispetto. Ma non ci si poteva arrivare in altro modo?
>
> Aggiungo che a parer mio, nel mercato italiano, cosi saturo di
> vino-moda tecnologico iper-tostato-vanigliato, i vini di alcuni di
> questi produttori rappresentano un'alternativa molto interessante, una
> brezza d'aria fresca.
>
> Sperando che questo thread vi faccia uscire dal torpore sonnolento di
> luglio, vi saluto cordialmente.
>

Innanzitutto perchè scrivi biodinamica senza c?
So che non è un refuso.
Poi, sono in gran parte d'accordo con te, è imbarazzante non solo produrre,
ma secondo me anche bere un vino che è stato prodotto sotterrando delle
corna di caprone nel vigneto...
I prezzi mediamente sono più alti ma non sempre, c'è anche qualche
eccezione.
Comunque , dato per scontato che in vigna , ma soprattutto in cantina, si
fanno delle schifezze inenarrabili, tutto quello che fa dirigere verso un
maggior rispetto della natura e del consumatore va appoggiato.

Ciao.Schigi.

> Mike
>

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

MaxDemian

unread,
Jul 9, 2003, 6:05:35 AM7/9/03
to

"Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> ha scritto nel messaggio
news:bahngvgrb2c0nkra6...@4ax.com...

> Cosa giustifica il prezzo di Soldera?

Occhio a non confondere la biologica con la biodinamica
l'agrcoltura biodinamica nasce dalla antroposofia di Rudolf Steiner e che io
sappia č diffusissima in germania ad esempio.
Non č solo agrcoltura biologica!

Max


Mike Tommasi

unread,
Jul 9, 2003, 7:04:24 AM7/9/03
to
On Wed, 9 Jul 2003 12:05:35 +0200, "MaxDemian" <maxd...@libero.it>
wrote:

>
>"Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> ha scritto nel messaggio
>news:bahngvgrb2c0nkra6...@4ax.com...
>> Cosa giustifica il prezzo di Soldera?
>
>Occhio a non confondere la biologica con la biodinamica
>l'agrcoltura biodinamica nasce dalla antroposofia di Rudolf Steiner e che io

>sappia è diffusissima in germania ad esempio.
>Non è solo agrcoltura biologica!

Mi pareva chiaro, nel testo originale ho ben parlato di Steiner.

La biodinamica (Schigi, in Francia si dice biodynamie, credevo che si
potesse tradurre in italiano come biodinamia, grazie della correzione)
e' una tecnica che va oltre il biologico, perche copre anche i metodi
in cantina, mentre il vino biologico, salvo qualche cetificazione
privata e quindi non riconosciuta a livello europeo, non esiste.
Esiste solo il vino da uve coltivate biologicamente. Ed e facile
capire perche questa legislazione tardi cosi tanto. Appena riconosci
che esiste un vino biologico, riconosci pure che tutti gli altri non
lo sono. E' una questione di marketing, e del potere della
maggioranza.

I contributi finora sono di un ottimo livello. Sono sorpreso che non
ci sia ancora stato un intervento piu violento, di solito e' un
soggetto che invita l'ira funesta dei grandi preti del movimento...

Mike

mistergrey

unread,
Jul 9, 2003, 7:38:14 AM7/9/03
to

Volete il cattivo? bene lo faccio io!
questa cavolata di agricoltura mistica è......... una cosa da provare.
Sono uno scettico di queste innovazioni, ma sarebbe stupido rifiurtarle a
priori.
Poi per adesso ne ho solo letto, ma chi ha bevuto a dato dei pareri più che
favorevoli sui vini prodotti.
Se sono così grazie alla nuova filosofia di allevamento bene, altrimenti se
derivano da una produzione qualitativa classica e quindi si avrebbe buoni
vini in ogni caso, complimenti per l'idea di marketing ......( francese
guarda caso....).
Ciao

martello

unread,
Jul 9, 2003, 8:59:27 AM7/9/03
to
Ti rispondo cosi:

E'
> possibile che, paradossalmente, il vino di questa corrente diventi un
> prodotto di elite, forse addirittura destinato alla speculazione?

Si, esattamente come tutto quello che nel vino (ma anche in altri settori)
tende a stimolare in noi emozioni e suggestioni. Andrebbe ricordato infatti
che il successo (economico) del vino è legato al fatto che è forse in
assoluto il prodotto agricolo che può beneficiare del più alto valore
aggiunto derivante da quello che io chiamerei suggestioni. Il pagare cifre
folli per 0,75 L. di vino è giustificato solamente dai richiami e dalle
suggestioni che un certo prodotto provoca in noi. Il che in assoluto non mi
crea nessun problema. La biodinamica (e in misura un po diversa il
biologico) naturalmente puntano, quando sono usati come utensile di
marketing, a colpire in noi quel nervo scoperto che rappresenta la voglia di
naturalità e di nostalgia del naturale e un po anche dell'esoterismo delle
pratiche primordiali legate all'agricoltura e al cibo..


>
> 4) ergo, la sola spiegazione plausibile per l'eccellenza dei risultati
> medi di questa filosofia nell'ambito del vino venga semplicemente dal
> fatto che, nonostante 2) e 3), questa pseudo-metodologia riesce a
> conferire al produttore un profondo rispetto per la terra e per
> l'uomo. Questo e' gia' un risultato importante, degno di grande

Contrariamente al tuo consiglio salto a pié pari i tre punti precedenti, nei
quali ti sei già dato la risposta, e vengo al punto. Anche qui in realtà ti
sei gia' spiegato da solo come il motivo per il quale certi prodotti
derivanti da agricoltura biodinamica (e in misura diversa forse biologica)
siano in media migliori della media dei prodotti non ottenuti con gli stessi
metodi. Ovvero del perché probabilmente l'interramento del corno di caprone
non sia in realtà il punto in questione. Personalmente ho sempre sostenuto
che i prodotti da agricoltura biologica, e credo anche biodinamica, non
siano migliori intrinsecamente quanto tali, ma in quanto provenienti da una
produzione, e conseguentemente da produttori, piu' attenta e in qualche
misura piu' "appassionata" rispetto alla media delle altre. In altre parole,
è più probabile che uno che si prende la briga di sotterrare il corno di
caprone, valutare il ricorso a mezzi alternativi di lotta alle malattie e
alle erbe ecc., abbia o debba avere: 1) una migliore preparazione di base in
termini di agricoltura tout court 2) una passione e una maggiore attenzione
nel produrre dei prodotti che siano in media migliori degli altri. Questo
naturalmente solo nel caso in cui la scelta di fondo non sia dettata
puramente da ragioni di immagine altrimenti il discorso non sta in piedi.
Non si possono raggiungere gli stessi o migliori risultati agendo in modo
diverso? La risposta è si. E d'altra parte è facile anche da verificarsi:
quanti prodotti, ovvero produttori, di grande qualità conosci che non sono
biologici o biodinamici? Tanti probabilmente, e probabilmente perché anche
loro si basano sugli stessi assunti sui quali poggia la qualità (passione e
una certa tecnica) senza aver bisogno di assumere la parte esoterica. Io non
ho nulla in contrario a chi fa una scelta in questo senso, ma non mi vengano
a dire che la via della qualità (della agricoltura in genere) passa per
forza da li' come in tanti stanno cercando di fare: vedi la cavalcata dei
politici e amministratori della tigre dell'agricoltura biologica con tutti i
contributi a pioggia in quella direzione. Chi lo sceglie perché ci crede fa
bene, e se lo ritiene giusto fa bene ad usarlo come marketing, ma cerchiamo
di rimanere "laici" nei giudizi su quello che si mangia, e si beve.

Mike Tommasi

unread,
Jul 9, 2003, 9:39:24 AM7/9/03
to
Ciao

ecco un'altra bellissima risposta, grazie.

On Wed, 09 Jul 2003 12:59:27 GMT, "martello"
<gpp123...@supereva.it> wrote:

> La biodinamica (e in misura un po diversa il
>biologico) naturalmente puntano, quando sono usati come utensile di
>marketing, a colpire in noi quel nervo scoperto che rappresenta la voglia di
>naturalità e di nostalgia del naturale e un po anche dell'esoterismo delle
>pratiche primordiali legate all'agricoltura e al cibo..

Ma a differenza del biologico, che puo essere adottato anche su scala
industriale (basta vederne i risultati al supermercato, o peggio, nei
negozi di dietetica), mi pare difficile adottare la biodinamica come
manovra di marketing. Michel Chapoutier, Pierre Frick e Aubert de
Villaine sono biodinamici, ma lo fanno per convinzione sincera, te lo
assicuro.

> Personalmente ho sempre sostenuto
>che i prodotti da agricoltura biologica, e credo anche biodinamica, non
>siano migliori intrinsecamente quanto tali, ma in quanto provenienti da una
>produzione, e conseguentemente da produttori, piu' attenta e in qualche
>misura piu' "appassionata" rispetto alla media delle altre.

Esattamente. L'efficacia della dinamizzazione dei mosti mi pare
difficilmente dimostrabile, l'allineamento con le forze telluriche
ancora meno, ma credere alle ricette dell'enologo spesso richiede
altrettanta fede nel sistema. Chi lo dice que quell'enzima o quel
lievito era proprio necessario, che per fare la malolattica ci voleva
quella cultura batterica?

La differenza sta appunto nella passione che ci mette il viticoltore.

Io certi vini biodinamici li trovo proprio buoni perche sono fatti
bene e con amore, al punto che riesco a dimenticare il background
mistico che trovo cosi ripugnante. Insomma, se stiamo qui a parlarne,
e' perche ci sono dei grandissimi vini nella categoria.

Mike

mistergrey

unread,
Jul 9, 2003, 9:43:04 AM7/9/03
to
A tal proposito Mike me ne indichi qualcuo che sia possibile trovare in
enoteca e che non richieda un mutuo con la casa a garanzia??
grazie mille, sono curioso di assaggiare qualche "biodinamicwine"......

"Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> ha scritto nel messaggio

news:m55ogv0bjtm12bss3...@4ax.com...

oigroiG

unread,
Jul 9, 2003, 9:42:57 AM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 15:39:24 +0200, Mike Tommasi <mi...@tommasi.org>
wrote:

>Esattamente. L'efficacia della dinamizzazione dei mosti mi pare
>difficilmente dimostrabile, l'allineamento con le forze telluriche

^^^^^^^^^^^^
ARGH!
E' una persecuzione!
(sto leggendo "Il pendolo di Foucault" di Eco... :) ).
G

Giovanni Bossi

unread,
Jul 9, 2003, 9:51:04 AM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 10:31:14 +0200, luca_m...@yahoo.com (J. L.
Picard) wrote:

>Purtroppo finora non ha avuto esperienze di vino biodinamico, anche se

Io ho bevuto solo il Vacqueyras e non mi ha esaltato, soprattutto per
una quasi totale assenza di profumi. Sembrava un vino 'da contadino'
morto e sepolto. Al contrario, la Ribolla Gialla di Radikon (sempre
che sia biodinamica), quella si che e' esaltante !!

Il mio giudizio sul biodinamismo e' il medesimo del biologico: *se* il
risultato finale e' buono mi sta bene, altrimenti no. La stragrande
maggioranza dei vini biologici che ho assaggiato finora sono delle
gran fetecchie, ricordo solo un Prosecco notevole. Per ora col
biodinamico siamo al 50%.

JoE
--
"Non ci sono regole nella vita , vivere e' sufficientemente
complicato da non consentirne il rispetto" (cit.).

oigroiG

unread,
Jul 9, 2003, 10:00:57 AM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 15:51:04 +0200, Giovanni Bossi
<giovann...@prometeia.it> wrote:

>>Purtroppo finora non ha avuto esperienze di vino biodinamico, anche se
>
>Io ho bevuto solo il Vacqueyras e non mi ha esaltato, soprattutto per
>una quasi totale assenza di profumi. Sembrava un vino 'da contadino'
>morto e sepolto. Al contrario, la Ribolla Gialla di Radikon (sempre
>che sia biodinamica), quella si che e' esaltante !!

Davvero il Vacqueyras ti ha fatto questa impressione?
Era proprio al naso che mi e' parso cosi' elegante e particolare, note
animali piacevolissime nel contesto e persistenza al naso, semmai la
pecca e' un retrogusto non proprio pulitissimo.

G

Giovanni Bossi

unread,
Jul 9, 2003, 10:21:04 AM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 14:00:57 GMT, g.m...@Spam.yoursister.tiscalinet.it
(oigroiG) wrote:

>animali piacevolissime nel contesto e persistenza al naso, semmai la

Forse la mia bottiglia era fallata, forse ha preso troppo caldo (l'ho
portata a giugno da Bologna a Lodi, e' arrivata in casa che era sui 30
gradi. Nessuna bottiglia pero' finora si e' dimostrata rovinata da
questo viaggio) ma ho percepito soltanto un profumo 'forte' non meglio
identificato con sotto deboli note di pelle e cuoio. Persistente si,
ma non complesso.

Sempre che io capisca qualcosa di profumi :-)

>pecca e' un retrogusto non proprio pulitissimo.

Questo invece l'ho notato anch'io :-))

oigroiG

unread,
Jul 9, 2003, 10:30:00 AM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 16:21:04 +0200, Giovanni Bossi
<giovann...@prometeia.it> wrote:

>>animali piacevolissime nel contesto e persistenza al naso, semmai la
>
>Forse la mia bottiglia era fallata, forse ha preso troppo caldo (l'ho
>portata a giugno da Bologna a Lodi, e' arrivata in casa che era sui 30
>gradi. Nessuna bottiglia pero' finora si e' dimostrata rovinata da
>questo viaggio) ma ho percepito soltanto un profumo 'forte' non meglio
>identificato con sotto deboli note di pelle e cuoio. Persistente si,
>ma non complesso.

Avremo tempo, l'inverno prossimo, di organizzare ancora qualche
serata, se, come spero, sarai dei nostri, di bocce di Vacqueyras da
testare me ne sono rimaste parecchie ;).

>Sempre che io capisca qualcosa di profumi :-)

E che c'e' da capire? :)
Al massimo e' questione di memoria, ma se uno non ha malattie o scarsa
pulizia delle narici non esistono gerarchie nasali :)

>>pecca e' un retrogusto non proprio pulitissimo.
>
>Questo invece l'ho notato anch'io :-))

Nonostante questo le bocce di Vacqueyras si vaporizzano in tavola.
Provalo con piatti a base di carne di maiale, ad esempio, slurp!
G

Mike Tommasi

unread,
Jul 9, 2003, 10:34:54 AM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 13:43:04 GMT, "mistergrey" <miste...@libero.it>
wrote:

>A tal proposito Mike me ne indichi qualcuo che sia possibile trovare in
>enoteca e che non richieda un mutuo con la casa a garanzia??
>grazie mille, sono curioso di assaggiare qualche "biodinamicwine"......

Quindi ne' Chapoutier, ne' Romanee Conti, ne' Case basse... ne'
Domaine LEroy, ne' Jean Louis Trapet a Gevrey Chambertin, tutti
buonissimi ma a cifre impegnative.


Rimanendo sui vini meno invadenti sul portafogli:

- Alsace Krottenfus Cuvée Précieuse Riesling 2000 (secco) - Domaine
Pierre Frick (Jean Pierre Frick) intorno ai 17 Euro; Alsace
Bergweingarten Cuvée Précieuse Sylvaner 1998, 10 Euro. I liquorosi
sono piu' cari, intorno ai 27 Euro, e fa pure un bianco da Pinot
Noir... aggiungo che Frick ha preso la decisione di abbandonare il
sughero e di passare al 100% alla capsula a vite Stelvin. Decisione
che approvo al 100%, e che spero verra' adottata universalmente.

Altri in Alsazia reperibili in enotreca: Marcel Deiss, Francois Baur,
Ginglinger, Marc Kreidenweiss, Andre Ostertag (emozionante).

Il Vacqueiras di Montirius e' piacevole ma non entusiasmante.

A Rivesaltes c'e il famoso Domaine Cazes.

Nella Champagne c'e il grande Selosse.

Nella Loira, da non mancare il magnifico Marc Angeli. Un po' meno caro
di Joly... Da non dimenticare i grandi Francois Chidaine (Montlouis
favoloso), Pierre Breton (anche dei vini economici, certi rossi non
male).

In Provenza, c'e il Domaine Hauvette che fa un ottimo Baux de Provence

Mike

mistergrey

unread,
Jul 9, 2003, 11:16:56 AM7/9/03
to
grazie mille, ma

cosa vuoi dire con


">
> Nella Champagne c'e il grande Selosse.
>
>

non mi dirai che Selosse applica la biodinamica?


Mike Tommasi

unread,
Jul 9, 2003, 12:04:56 PM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 15:16:56 GMT, "mistergrey" <miste...@libero.it>
wrote:

Uno dei piu tenaci. Frase tipica di Anselme : "Je suis cultivateur.
Dans cultivateur, il y a culture et il y a culte.".

Mike

Mike Tommasi

unread,
Jul 9, 2003, 2:53:40 PM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 13:43:04 GMT, "mistergrey" <miste...@libero.it>
wrote:

>A tal proposito Mike me ne indichi qualcuo che sia possibile trovare in


>enoteca e che non richieda un mutuo con la casa a garanzia??

In Italia, le case biodinamiche che ho reperito sono:

Nusserhof - Heinrich Mayr (Alto Adige)
Huenhof - Peter Plieger (Alto Adige)
La Biancara - Maule (Veneto)
Castello di Lispida (Veneto)
Radikon (Friuli)
Gravner (Friuli)
Zidarich (Friuli)
Vadopivech (Friuli)
Case Basse (Brunello)
Massavecchia (Maremma)
Trinchero (Monferrato)
Nuova Cappelletta (Monferrato)
Cascina degli Ulivi (Monferrato)
Gulfi Ramada (Sicilia)
Bonaccorsi (Sicilia)
Do Zenner (Sicilia)

Correzioni? Aggiunte? Commenti?

Mike

Mike Tommasi

unread,
Jul 9, 2003, 2:55:43 PM7/9/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 15:16:56 GMT, "mistergrey" <miste...@libero.it>
wrote:

>grazie mille, ma

E non dimenticare De Sousa..

Se il prezzo non importa, ricordati pure La Tour Figeac a St Emilion,
e Domaine Marcoux a Chateauneuf...

Mike

francone

unread,
Jul 9, 2003, 6:34:49 PM7/9/03
to

> Nusserhof - Heinrich Mayr (Alto Adige)
> Huenhof - Peter Plieger (Alto Adige)
> La Biancara - Maule (Veneto)
> Castello di Lispida (Veneto)
> Radikon (Friuli)
> Gravner (Friuli)
> Zidarich (Friuli)
> Vadopivech (Friuli)
> Case Basse (Brunello)
> Massavecchia (Maremma)
> Trinchero (Monferrato)
> Nuova Cappelletta (Monferrato)
> Cascina degli Ulivi (Monferrato)
> Gulfi Ramada (Sicilia)
> Bonaccorsi (Sicilia)
> Do Zenner (Sicilia)
>
Peter Plieger lo conosco bene , fa degli ottimi vini a prezzi umani dalle
parti della più famosa Abbazia di Novacella , ma sinceramente non sapevo che
facesse biodinamica ,di Angiolino Maule ho assaggiato gran parte della
produzione nel periodo del Vinitaly e quello che mi ha impressionato di più
è stato il Gambellara mentre il Pico e un altro che non ricordo senza
appunti mi sembravano " normali " , del Castello di Lispida me ne hanno
parlato bene e mi ha incuriosito il fatto che vinifica nei vasi di
terracotta tipo Gravner ,I vini però non li conosco ancora ,li andrò a
prendere verso Settembre e sapro essere più preciso ,Radikon e Gravner sono
già famosi ma devo dire che per quanto riguarda Gravner dopo una lunga serie
di esperimenti di vinificazione mi aveva stufato , ma sono rimasto
affascinato dal Breg 98 e 99 , ma purtroppo i prezzi sono molto alti , Case
Basse a mio modesto parere non vale i soldi che costa e quindi è da parecchi
anni che non lo compero più ,Ii vini di Massavecchia li ho assaggiati un
anno fà e messi a confronto con i vicini , Morris Farms ecc ,a mio parere
perdeva su tutta la linea , e comunque non sapevo che facesse biodinamica
cosi come Trinchero e Nuova Cappelletta , per la Cascina degli Ulivi conosco
personalmente Stefano Bellotti e penso che faccia il migliore Gavi che
conosca , quello col " cagnone " sull'etichetta e sò che fà biodinamica da
precchio tempo e per finire dei Siciliani non conosco nessuno .Altri nomi in
Liguria c'è De Andreis che fà un Pigato all'antica con lunghe macerazioni
sulle bucce e devo dire che il risultato è un vino che ricorda i vini di una
volta senza però tutti i difetti che c'erano ventanni fà . Lo stesso vale
per un altro piccolissimo produttore di Dolceaqua Testalonga con un Rossese
e un Bianco veramente degni di nota , ma la biodinamica è un'altra cosa .In
Friuli c'è anche Damijan Podversic , un allievo di Josko Gravner ma i suoi
vini non li conosco. Sono stato forse troppo lungo ma è un discorso che mi
interessa e quella dellla biodinamica è un'onda che stà montando a vista
d'occhio .Ciao a tutti Francone


Luk

unread,
Jul 10, 2003, 5:10:44 AM7/10/03
to
> Liguria c'è De Andreis che fà un Pigato all'antica con lunghe macerazioni
> sulle bucce e devo dire che il risultato è un vino che ricorda i vini di
una
> volta senza però tutti i difetti che c'erano ventanni fà . Lo stesso vale
> per un altro piccolissimo produttore di Dolceaqua Testalonga con un
Rossese
> e un Bianco veramente degni di nota , ma la biodinamica è un'altra cosa .

Infatti non fanno biodinamica, ma sono semplicemente dei produttori seri
(Grande De Andreis)..
Ora, la mia opinione è questa.
-La biodinamica è (a mio parere) una cazzata pazzesca, indegna di chiunque
ragioni con un criterio solo vagamente scietifico.
Come in tutto però c'è un ma.
Nell'insieme di tutti i produttori ci sono quelli seri e gli imbroglioni.
Nell'insieme dei biodinamici ci sono prevalentemente persone serie, dove
serio significa impegnato e motivato nel suo lavoro.
Tutto qui.
Per il resto se uno crede che si possa "dinamizzare" il mosto o la terra con
i loro sistemi, può anche credere alla danza della pioggia, o all'influsso
negativo delle comete.

Luk


Sandro

unread,
Jul 10, 2003, 6:17:15 AM7/10/03
to
"Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> ha scritto nel messaggio
news:bahngvgrb2c0nkra6...@4ax.com...

> Sperando che questo thread vi faccia uscire dal torpore sonnolento di
> luglio, vi saluto cordialmente.

Io pure sono rimasto perplesso parlando con produttori biodinamici.
In alcuni casi, di fronte a cose tipo... fermentazione naturale in bottiglia
voluta e dichiarata in etichetta, mi son fatto strane idee circa i gusti del
produttore.

Come sono profondamente favorevole alla cultura biologica, altrettanto sono,
e desidero rimanere, assolutamente agnostico/acritico per quella
biodinamica. Nel senso che sono ben conscio dei limiti della scienza, che
pochi scienziati, purtroppo, ammettono. Tuttavia, presa più leggermente, la
biodinamica sembrerebbe un miscuglio di stregoneria e superstizione.

Cultura biologica, e la biodinamica dovrebbe esserne un'estensione, la
ritengo invece molto importante, al di là delle certificazioni o della
perfetta aderenza o meno. Molti dei produttori bio che conosco hanno
intrapreso questa scelta per motivi semplicissimi. Io lavoro in un ufficio,
ci vivo una decina di ore al giorno, ed ho tutto l'interesse che l'ambiente
in cui vivo sia salubre. Loro lavorano in vigna, ci vivono dentro o
vicinissimo per pressocché tutta la vita, ed hanno tutto l'interesse che
l'ambiente sia salubre.

Dicevo al di là delle certificazioni e della perfetta aderenza ai
principi... perchè è comunque apprezzabile ogni sforzo teso alla
salvaguardia dell'integrità del territorio, ma questo ha poco a che vedere
con il vino... si tratta di agricoltura ed ambiente.

La qualità del vino, nel senso di piacevolezza, non è legata IMHO alla
tecnica biologica piuttosto che biodinamica. Molto di più all'attenzione del
produttore a non fare cazzate e, soprattutto, al suo gusto. Ci sono
produttori che assaggiano solo i loro vini, che non educano/affinano il
proprio gusto, cosa sbagliatissima, e spesso non si rendono conto delle
derive che stanno prendendo. Se un produttore ha un buon naso ed una buona
bocca certe cazzate non le mette in commercio, tradizionali, biologiche o
biodinamiche che siano.

Relativamente al marketing. Non credo che il biologico/biodinamico sia
questione di marketing... o forse in minima parte, per lo meno nel settore
del vino. DRC, Chapoutier, Joly... non hanno certo problemi di marketing. In
Italia poi succede l'effetto opposto. Se parli di queste tecniche molti ci
vedono immediatamente sotto qualche sorta di diabolica truffa nei loro
confronti... che l'italiano si sa, è sempre pronto a considerare un povero
coglione a chi crede ed acquista questi prodotti, considerando se stesso
l'unico furbo.

Credo che la direzione data dal biologico sia una naturale evoluzione
intrapresa da tutti i produttori di qualità. Che certifichino o meno non ha
importanza alla fin fine, ma tutti stanno andando in quella direzione...
meno prodotti chimici in vigna. Forse un domani potrebbe essere lo stesso
per il biodinamico, qualora ne risultassero effettivi benefici.

Per lo meno uno c'è già.
I biodinamici sono contenti di ciò che fanno... a loro fa bene :o)

> Mike

--
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it


Navig

unread,
Jul 10, 2003, 6:16:14 AM7/10/03
to
Intendi dire Trinchero di Agliano o i F.lli Trinchero di Montegrosso
d'Asti ? Ho assaggiato i vini di entrambe queste case e la differenza è
più che abissale, a favore dei Trinchero di Agliano i quali, peraltro,
fanno uscire le loro Barbera solo quando le ritengono pronte: la loro
Barslina del' 97 è uscita nella primavera 2002 !

Navig

> In Italia, le case biodinamiche che ho reperito sono:


> Trinchero (Monferrato)

> Mike

martello

unread,
Jul 10, 2003, 12:01:24 PM7/10/03
to

"Sandro" <san...@NOSPAMmensa.it> ha scritto nel messaggio
news:L2bPa.16169$qa5.3...@news2.tin.it...


> "Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> ha scritto nel messaggio
> news:bahngvgrb2c0nkra6...@4ax.com...
>
>

> Credo che la direzione data dal biologico sia una naturale evoluzione
> intrapresa da tutti i produttori di qualità. Che certifichino o meno non
ha
> importanza alla fin fine, ma tutti stanno andando in quella direzione...
> meno prodotti chimici in vigna.

Ummhhh, questa tua non mi convince. Il binomio biologico:qualità è una
forzatura tua, ché non credo che per fare vini di qualità si debba fare per
forza agricoltura biologica, né mi risulta che tutti i migliori produttori
si stiano orientando verso questo tipo di agricoltura. Ci sono ancora molti,
me compreso, che guardano alla viticoltura biologica con interesse ma con
alcuni punti interrogativi da chiarire: non credo che si possa fare un
grande vino senza usare l'anidride solforosa (e quindi il vino non sarà mai
"biologico", ma proveniente da uve coltivate col metodo dell'agricoltura
biologica), non so quanto l'enorme uso che si fa del rame nell'ambiente sia
meglio dell'uso di alcuni prodotti di sintesi. Che ci sia interesse a
utilizzare meno prodotti è banale, non foss'altro per la spesa, ma
l'interesse maggiore è nel tirare fuori uve di grande qualità, e non
dovunque questo è sicuro con l'agricoltura biologica. Cosa ci sia di
biologico nei grandi vini mondiali è poi un mistero, vista la tradizionale
abitudine dei grandi francesi di essere saturati di SO2. Alla fine a me pare
che ci sia ancora un po troppa ideologia in questo tipo di scelte, e quindi
me ne tengo un po a distanza di sicurezza.
Ah, per chi si immaginasse i vigneti coltivati con agricoltura tradizionale
come dei luoghi nefandi e velenosi consiglio di farsi una passeggiata (o
lavorare) nei vigneti ricoperti di zolfo e rame dell'agricoltura biologica.
C'e' un po di quella classica visione "cittadina" della campagna in tutto
questo.

Sandro

unread,
Jul 10, 2003, 4:19:30 PM7/10/03
to
"martello" <gpp123...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
news:o5gPa.19420$qa5.4...@news2.tin.it...

> > Credo che la direzione data dal biologico sia una naturale evoluzione
> > intrapresa da tutti i produttori di qualità. Che certifichino o meno non
> ha
> > importanza alla fin fine, ma tutti stanno andando in quella direzione...
> > meno prodotti chimici in vigna.
>
> Ummhhh, questa tua non mi convince. Il binomio biologico:qualità è una
> forzatura tua, ché non credo che per fare vini di qualità si debba fare
per
> forza agricoltura biologica, né mi risulta che tutti i migliori produttori
> si stiano orientando verso questo tipo di agricoltura.

Mai detto nulla di simile... mi sa che sei tu che stai forzando
interpretazioni funamboliche di quanto ho scritto.

Ci sono ancora molti, me compreso, che guardano alla
> viticoltura biologica con interesse ma con alcuni punti
> interrogativi da chiarire: non credo che si possa fare un
> grande vino senza usare l'anidride solforosa (e quindi il
> vino non sarà mai "biologico", ma proveniente da uve
> coltivate col metodo dell'agricoltura biologica),

> ...

ah, ecco... capito dove ecquivochi.
Vino biologico è una forzatura che può anche essere interessante, ma non mi
riferivo affatto a questo.
Per me biologico rimane il modo di lavorare in vigna e ripeto, caso mai
avessi difficoltà a che ti entri in testa, che mi interessa relativamente...
è quasi irrilevante... che ci siano il 5 per cento piuttosto che il 95 di
aziende certificate bio se la gran parte lavora o sta puntando comunque in
quella direzione, ovvero verso una drastica diminuzione di chimica in
vigna... in particolare diserbanti e pesticidi.
Ah... non sapevo che la solforosa fosse vietata per il vino biologico... da
dove salta fuori ?

> non so quanto l'enorme uso che si fa del rame nell'ambiente sia
> meglio dell'uso di alcuni prodotti di sintesi.

Abuso di rame ?
e poi come rientrano nei parametri sul rame ?

> Che ci sia interesse utilizzare meno prodotti è banale...

embé ?
se dico che in africa fa caldo dirò anche una banalità, ma fa caldo lo
stesso.
E questa banalità non è sempre stata tale, fino a quanti anni fa era
pressocchè la norma dare diserbante a gogo nei filari ?
Non sono stati forse i primi bio a far capire agli altri che non serviva
praticamente ad un cazzo ?

--
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it


Luca Zenarolla

unread,
Jul 10, 2003, 4:21:53 PM7/10/03
to

> Cosa giustifica il prezzo di Soldera?
>

> All'inizio avevo sentito che Case Basse era un produttore biodinamico,
> ma come spiegare che il suo vino costa di piu della Coulee de Serrant,
> tanto per fare un paragone stupido.
>
Già, cosa giustifica il prezzo?Io l'ho trovato una volta in ristorante a
circa 300 euro...x un brunello...da impiccarsi...
Anche xchè dopo essermi diligentemente letto le info sul suo sito, sono
ancor + perplesso: Radikon fa le stesse cose(anzi è + integralista: non ha
il supporto di nessuna facoltà di agraria, ne centraline x il controllo del
clima...) e i suoi vini costano 30 euro...ok, sono bianchi, ma anche il
merlot è ben sotto i 100...idem x Gravner...
Ma soprattutto qs brunello è buono?


Carlo Piasentin

unread,
Jul 10, 2003, 4:37:19 PM7/10/03
to
altri produttori "biodinamici" anche se l'etichetta è spesso inesatta:
qualcuno si ispira direttamente all'antroposofia di steiner, altri no e mi
sembra che tra questi ultimi ci siano la maggior parte dei produttori
nominati in precedenza.
preferirei parlare d produttori che, come gravner, ad esempio, cercano di
aggiungere il meno possibile a ciò che da' la natura e quindi a produrre un
vino il più possibile naturale:
poderi bertelli in piemonte;
castello di rampolla nel chianti;
roncus di marco perco;
boc dodòn;
ferdinando zanusso "i clivi"
marega
gaspare buscemi tutti in friuli;

...

ciao
carlo

"francone" <franco...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:dM0Pa.13047$qa5.3...@news2.tin.it...

Carlo Piasentin

unread,
Jul 10, 2003, 4:41:47 PM7/10/03
to
mi pare che, a differenza del biologico, col biodinamico sia più difficile
che si crei una moda.
almeno col *vero* biodinamico, che richiede una partecipazione totale, quasi
una simbiosi del contadino con la terra e l'ambiente.
avete letto "il vino tra cielo e terra" di nicolas joly?

comunque mi sembra che qualche famoso winemaker o consulente stia
interessandosi alla biodinamica ...

ciao
carlo

"martello" <gpp123...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
news:PkUOa.4645$it4.1...@news1.tin.it...

Sandro

unread,
Jul 10, 2003, 5:03:00 PM7/10/03
to
"Luca Zenarolla" <lze...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:BVjPa.164831$lK4.4...@twister1.libero.it...

> Ma soprattutto qs brunello è buono?

No, IMHO.

Il biologico, biodinamico e chissà cosa altro in futuro non possono che
essere valori di contorno. Apprezzabili si, da punti di vista etici, ma
sempre e solo a parità di piacevolezza del vino. Se un vino ha la volatile a
livelli quasi drammatici vicini allo spunto, come mi è capitato di sentire
almeno una volta nel brunello in questione, diventa un'etichetta per
gonzi... indipendentemente da ciò che gli si metta a contorno, che sia
marketing, biodinamia o moda o quant'altro.

In sostanza... il vino mi piace?
Magari ne parliamo su come l'hai fatto eccetera.
Non mi piace per niente?
Non mi interessa proprio come diavolo l'hai fatto... hai sbagliato in
qualche cosa.

--
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it


Sandro

unread,
Jul 10, 2003, 5:06:16 PM7/10/03
to
"Sandro" <san...@NOSPAMmensa.it> ha scritto nel messaggio
news:8wkPa.12713$it4.3...@news1.tin.it...

> Non mi piace per niente?
> Non mi interessa proprio come diavolo l'hai fatto... hai sbagliato in
> qualche cosa.

Ah... dimenticavo un'ipotesi che calza nella fattispecie...
Non mi piace per niente, ma piace a te ?
Ok, bevitelo tu.

--
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it


martello

unread,
Jul 10, 2003, 7:24:16 PM7/10/03
to
"Sandro" <san...@NOSPAMmensa.it> ha scritto nel messaggio
news:mTjPa.12493$it4.3...@news1.tin.it...

> "martello" <gpp123...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
> news:o5gPa.19420$qa5.4...@news2.tin.it...

>Hai detto:


"Credo che la direzione data dal biologico sia una naturale evoluzione
intrapresa da tutti i produttori di qualità."

>Ho detto:


"non credo che per fare vini di qualità si debba fare per forza agricoltura
biologica, né mi risulta che tutti i migliori produttori si stiano
orientando verso questo tipo di agricoltura."

>Poi tu hai detto:


Mai detto nulla di simile... mi sa che sei tu che stai forzando
interpretazioni funamboliche di quanto ho scritto.

Mi spieghi dove non ci siamo capiti? Oppure hai una sindrome da smentita
simile a quella di B. ;-)

>
> Ah... non sapevo che la solforosa fosse vietata per il vino biologico...
da
> dove salta fuori ?

Salta fuori dal fatto che infatti il vino "veramente" biologico non esiste.
Esiste semmai il vino fatto da uve provenienti da agricoltura biologica. Nel
disciplinare del vino biologico
(http://www.aiab.it/nuovosito/campo/disciplinari/italiano/pdf/pt0101.pdf)
non è vietato quasi nulla di quello che si utilizza nella vinificazione
normale, non biologica. In California ci sono gli Organic Wines che però
richiedono SO2=0, sia libera che totale, che, come da dimostrazioni
scientifiche effetuate (Revue des Enologues, non mi chiedere il numero
perché dovrei cercarlo) è indispensabile e non sostituibile per
l'ottenimento di un vino di qualità.

> Abuso di rame ?
> e poi come rientrano nei parametri sul rame ?

Quali parametri? non ci sono parametri sull'accumulo del rame nel suolo
(metallo pesante tossico, praticamente non dilavabile nel terreno e ad
accumulo irreversibile, e capace di provocare danni gravissimi alla
fertilità generale del suolo, ovvero la microflora e fauna, il processo di
umificazione, ecc.). Ci sono solo dei parametri sull'uso del rame per Ha per
anno, introdotti praticamente da adesso (3° Reg. CE (n° 473/2002)). Sono
stati fissati limiti massimi di 8 kg/Ha/anno fino al 31.12.2005 e di 6
Kg/Ha/anno a partire dal 01.01.2006; in deroga a queste disposizioni, per le
colture perenni possono essere applicati quantitativi massimi di 38 Kg/Ha
nell'intervallo di tempo dal 23.03.2002 al 31.12.2006).
Naturalmente la vite è considerata una coltura PERENNE e quindi ha la
possibilità di derogare come previsto dal regolamento.
In studi fatti in Trentino sono stati riscontrati valori di 30-35 ppm in
terreni mai utilizzati come vigneto e valori dai 500 agli 800 ppm in quelli
a vigneto.Da ricordare che viene comunemente fissata in 100 ppm la soglia di
attenzione nel contenuto di rame totale nel terreno!
Ci sono parametri per il contenuto nelle parti
verdi,(http://www.aiab.it/nuovosito/campo/disciplinari/italiano/pdf/pv0104.p
df) tali da permettere un uso del rame massiccio, come è ovvio d'altra parte
visto che è l'unico strumento in grado di contrastare la peronospora nei
vigneti condotti con il metodo dell'agricoltura biologica.
Risulta ovvio che se si dovesse utilizzare in viticoltura biologica delle
quantità di rame tali da non provocare accumuli pericolosi nel terreno
questo metterebbe a rischio la stessa possibilità di controllare le malattie
(in particolare la peronospora)

> > Che ci sia interesse utilizzare meno prodotti è banale...
> embé ?
> se dico che in africa fa caldo dirò anche una banalità, ma fa caldo lo
> stesso.

Non era un offesa per te, è banale perché nessuno usa sostanze chimiche
tanto per fare, non fosse altro perché costano parecchio.

> E questa banalità non è sempre stata tale, fino a quanti anni fa era
> pressocchè la norma dare diserbante a gogo nei filari ?
> Non sono stati forse i primi bio a far capire agli altri che non serviva
> praticamente ad un cazzo ?

E questa chi te l'ha detta che i diserbanti non servono a un cazzo? Hai mai
zappato un vigneto? per un ora, un giorno, una settimana?
Saluti
Gianpaolo


Mike Tommasi

unread,
Jul 11, 2003, 2:48:00 AM7/11/03
to
On Thu, 10 Jul 2003 20:41:47 GMT, "Carlo Piasentin" <cpi...@tin.it>
wrote:

>mi pare che, a differenza del biologico, col biodinamico sia più difficile
>che si crei una moda.
>almeno col *vero* biodinamico, che richiede una partecipazione totale, quasi
>una simbiosi del contadino con la terra e l'ambiente.
>avete letto "il vino tra cielo e terra" di nicolas joly?
>
>comunque mi sembra che qualche famoso winemaker o consulente stia
>interessandosi alla biodinamica ...

Grazio Carlo, concordo, ma si direbbe che non hai letto gli altri
messaggi del thread... ;-)))

Mike

Sandro

unread,
Jul 11, 2003, 4:08:06 AM7/11/03
to
"martello" <gpp123...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
news:AAmPa.21973$qa5.5...@news2.tin.it...

> >Hai detto:
> "Credo che la direzione data dal biologico sia una naturale evoluzione
> intrapresa da tutti i produttori di qualità."
>
> >Ho detto:
> "non credo che per fare vini di qualità si debba fare per forza
agricoltura
> biologica, né mi risulta che tutti i migliori produttori si stiano
> orientando verso questo tipo di agricoltura."
>
> >Poi tu hai detto:
> Mai detto nulla di simile... mi sa che sei tu che stai forzando
> interpretazioni funamboliche di quanto ho scritto.
>
> Mi spieghi dove non ci siamo capiti? Oppure hai una sindrome da smentita
> simile a quella di B. ;-)

Direzione data dal biologico=meno chimica in vigna.
E da quanto ne so non ci sono produttori di qualità che vanno verso
l'aumento.
Produttori di quantità che contonuano a dare prodotti a cazzo ce ne sono,
invece.

Inoltre... dove avrei messo in relazione vino di qualità e bio ?

> > Ah... non sapevo che la solforosa fosse vietata per il vino biologico...
> da
> > dove salta fuori ?
>
> Salta fuori dal fatto che infatti il vino "veramente" biologico non
esiste.

Ma... scusa, allora che discorso hai messo in piedi ?

> > Abuso di rame ?
> > e poi come rientrano nei parametri sul rame ?
>

> Quali parametri? non ci sono parametri...

Ah... ecco, ero convinto li avessero introdotti e fissati, viste le
discussioni fatte in proposito nel passato abbastanza recente. Ho come il
ricordo di una tabella che fissa i limiti dei metalli... addirittura nel
vino. Boh... sarà l'età che avanza.
Se non ce ne sono è chiaro che si può arrivare alle situazioni assurde che
hai citato. Però, IMHO, serve a poco fissarsi su singoli dettagli,
altrimenti si richia davvero di passare all'ideologia.

Vedo comunque che non arriviamo a capirci.
Cambiamo sistema, dimmi tu cosa intendi per agricoltura bio... dal punto di
vista filosofico, che formalismi dettagli punti e virgole non mi
interessano, quelli servono per i talebbani e per le tasse. Cosa ti sembra
abbia portato di utile/interessante/condivisibile nel panorama
dell'agricoltura e cosa abbia di inutile/assurdo/che se la tengan loro.

>...


> Hai mai zappato un vigneto? per un ora, un giorno, una settimana?

E ci mancherebbe, l'agricoltore sei te, e te lo zappi te!
Io il vino lo compro, ti pago... e tu zappi :PPP

> Saluti
> Gianpaolo

--
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it


Mike Tommasi

unread,
Jul 11, 2003, 4:24:51 AM7/11/03
to
On Thu, 10 Jul 2003 21:03:00 GMT, "Sandro" <san...@NOSPAMmensa.it>
wrote:

>Il biologico, biodinamico e chissà cosa altro in futuro non possono che
>essere valori di contorno. Apprezzabili si, da punti di vista etici, ma
>sempre e solo a parità di piacevolezza del vino. Se un vino ha la volatile a
>livelli quasi drammatici vicini allo spunto, come mi è capitato di sentire
>almeno una volta nel brunello in questione, diventa un'etichetta per
>gonzi... indipendentemente da ciò che gli si metta a contorno, che sia
>marketing, biodinamia o moda o quant'altro.
>
>In sostanza... il vino mi piace?
>Magari ne parliamo su come l'hai fatto eccetera.
>Non mi piace per niente?
>Non mi interessa proprio come diavolo l'hai fatto... hai sbagliato in
>qualche cosa.

Sandro

siamo d'accordo, si parla solo e sempre di vini piacevoli. Se il vino
fa schifo, non se ne parla, che sia bio o techno. Vabbene, se costa
piu di 50 Euro se ne parla un po'... ;-))))

Il marketing, l'etichetta sono una cosa, ma il metodo di produzione ed
il suo orientamento ecologico mi sembrano importanti. Come si fa oggi
a bere o mangiare senza pensare a "da dove viene", "come e' stato
fatto"? E' pur vero che anche questi aspetti etici diventano solo
valori di contorno (e quindi di marketing) se il vino non e' buono.
Per esperienza, noto che i vini bio cattivi vengono o da opportunisti,
che usano il marchio bio per aumentare il margine e non per
convinzione etica, o da fondamentalisti ai quali il gusto non importa.
E' triste vedere quante persone comprano bio con una specie di fede
cieca nel marchio : per loro il gusto diventa un valore di contorno.

Interpreto quello che scrivi come : "se il vino e' cattivo, le sue
origini ecologiche non mi interessano e non cambieranno la mia
decisione di non berlo".

Io aggiungo : "se il vino e' buono, lo berro' ancor piu' volentieri e
lo comprero' piu' spesso se e' prodotto in maniera rispettosa
dell'ambiente e del consumatore".

Mike

Sandro

unread,
Jul 11, 2003, 6:34:50 AM7/11/03
to
"Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> ha scritto nel messaggio
news:nsosgvopvgoao94bl...@4ax.com...

> Interpreto quello che scrivi come : "se il vino e' cattivo, le sue
> origini ecologiche non mi interessano e non cambieranno la mia
> decisione di non berlo".
>
> Io aggiungo : "se il vino e' buono, lo berro' ancor piu' volentieri e
> lo comprero' piu' spesso se e' prodotto in maniera rispettosa
> dell'ambiente e del consumatore".

Esattamente così :o)

Forse ancora una precisazione.
Con tipologia e piacevolezza sostanzialmente simili, ed anche prezzo of
course, vado a scegliere sicuramente un vino bio.
Se è vero che non prenderò un vino solo perché è bio, è altrettanto vero che
possa esserci l'ipotesi opposta.
Mi spiego... possono anche esserci vini che mi piacciono, ma che non prendo
per motivi etici, o magari semplicemente che produttore o distributore mi
stanno sulle balle.

martello

unread,
Jul 11, 2003, 7:02:19 AM7/11/03
to
"Sandro" <san...@NOSPAMmensa.it> ha scritto nel messaggio
news:GfuPa.14250$it4.3...@news1.tin.it...

> "martello" <gpp123...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
> news:AAmPa.21973$qa5.5...@news2.tin.it...

> > > Ah... non sapevo che la solforosa fosse vietata per il vino


biologico...
> > da
> > > dove salta fuori ?
> >
> > Salta fuori dal fatto che infatti il vino "veramente" biologico non
> esiste.
>
> Ma... scusa, allora che discorso hai messo in piedi ?

Aiuto, non ci capisco più niente! Ma come sarebbe che discorso ho messo in
piedi? Boh, non ti capisco, fa niente dai, fa troppo caldo per rimettersi a
rileggere il tutto.

> > > Abuso di rame ?
> > > e poi come rientrano nei parametri sul rame ?
> >
> > Quali parametri? non ci sono parametri...
>
> Ah... ecco, ero convinto li avessero introdotti e fissati, viste le
> discussioni fatte in proposito nel passato abbastanza recente. Ho come il
> ricordo di una tabella che fissa i limiti dei metalli... addirittura nel
> vino. Boh... sarà l'età che avanza.
> Se non ce ne sono è chiaro che si può arrivare alle situazioni assurde che
> hai citato. Però, IMHO, serve a poco fissarsi su singoli dettagli,
> altrimenti si richia davvero di passare all'ideologia.
>
> Vedo comunque che non arriviamo a capirci.
> Cambiamo sistema, dimmi tu cosa intendi per agricoltura bio... dal punto
di
> vista filosofico, che formalismi dettagli punti e virgole non mi
> interessano, quelli servono per i talebbani e per le tasse. Cosa ti sembra
> abbia portato di utile/interessante/condivisibile nel panorama
> dell'agricoltura e cosa abbia di inutile/assurdo/che se la tengan loro.

Scusa sai, ma qui i formalismi e i dettagli c'entrano poco. Io mi riferivo
al grado di ipocrisia latente dentro ogni purismo, e secondo me gli alfieri
del biologico, e immagino ancor più del biodinamico, a volte sfondano questa
barriera e si pongono come "i buoni" e i depositari del verbo.
Quello che volevo farti capire è che mentre l'agricoltura biologica
abborrisce l'uso della chimica di sintesi e fissa limiti per quasi tutto,
poi ha delle scivolate clamorose su dei punti importanti: il primo è l'uso
della solforosa, perché piaccia o no anche se è un irritante e provoca
allergie in alcuni casi, senza questo il vino proprio non si può fare. E
qui mi trovo comunque tiepido perché non mi scandalizza e poi secondo me è
una caciara per nulla, visto che si è sempre usata nell'enologia moderna e
anche parecchia, specie in passato. Il secondo, più importante e che segnala
un maggiore grado di ipocrisia, è che mentre ci si proclama protettori
dell'ambiente, non si hanno scrupoli (o se si hanno vengono agevolmente
messi da parte) nell'immettere nello stesso ambiente, svariate tonnellate
annue di un metallo pesante non biodegradabile e dai provati effetti
disastrosi nel suolo. E questo perché senno' il giochino gli si rompe in
mano, perché con le uve attaccate dalla peronospora il vino non si fà o se
si fà è di merda. E' chiaro? Vatti a leggere questo articolo su come molti
di questi paladini del biologico si caghino sotto con l'abbassamento dei
limiti di rame : http://www.aiab.it/bioagricultura/articolo.php?articolo=195
specialmente in alcuni ambienti dove si fanno dai 12 ai 15 trattamenti
all'anno per la peronospora, praticamente ogni 4 - 5 giorni. Alcune
associazioni in svizzera e in germania hanno dei disciplinari che prevedono
l'uso di max 3 Kg/Ha anno di rame, mentre questi qui in Italia discutono se
8 Kg/Ha anno non possano essere pochi in alcuni anni. Ed hanno ragione,
perché probabilmente non lo sono. E come pensano di risolvere? Con un
generico: mah, ci restano ancora alcuni anni e si spera che vengano fuori
dei prodotti magari a base di funghi antagonisti oppure varietà resistenti.
Però, sempre che non vengano da ingegneria genetica! Allora, se c'e' una
speranza di realizzare cio' sta' proprio nella genetica e nell'uso delle
biotecnologie, che però anch'esse sono ormai considerate "il male".
Il paradosso è quindi che, piuttosto che aprirsi a nuove strade che, quelle
si' possono dare e daranno sicuramente metodi di lotta alternativi alla
chimica, si vivacchi mantenendo il più possibile lo status quo e nel
frattempo continuando a immettere nell'ambiente tonnellate di rame. Chi è il
fondamentalista qui? A me pare chiaro.

Poi, e scusami se l'ho fatta lunga, se mi chiedi che cosa pensi che ci sia
di interessante nell'approccio del biologico io ti rispondo: molto, a patto
che lo si spurghi dall'ideologia, come la demonizzazione della ricerca
genetica applicata. Mi piace il fatto che si ritorni all'agronomia (io sono
agronomo e quindi particolarmente sensibile) e alle pratiche agricole
razionali invece di scaricare il compito della coltivazione tutto sulla
chimica, che sia di sintesi o meno poco importa a me. Mi piace che ci sia un
atteggiamento di lavoro serio e di attenzione alla comprensione più profonda
di quello che si va a fare in campagno, del come e del perché lo si fà. Mi
affascina l'idea di riimpossessarci di quelle tecniche di gestione dei
terreni e delle colture altamente sofisticate in uso nei periodi
pre-meccanizzazione e pre-chimica, cercando di utilizzarle al meglio insieme
alle enormi possibilità offerte oggi nei campi della meccanizzazione, della
chimica e soprattutto della genetica.
Non mi piace l'ideologia, specialmente portata avanti da gente che (fateci
caso spesso è cosi') fino a ieri la campagna l'aveva vista solo da qualche
piscina di un agriturismo.


> > Hai mai zappato un vigneto? per un ora, un giorno, una settimana?
>
> E ci mancherebbe, l'agricoltore sei te, e te lo zappi te!
> Io il vino lo compro, ti pago... e tu zappi :PPP

Si' ho capito, lavoro, guadagno, pago, pretendo! E poi vuoi i prezzi in
cantina più bassi che in enoteca. T'attacchi (alla zappa).:-))
Gianpaolo


bacca

unread,
Jul 11, 2003, 8:34:51 AM7/11/03
to
bel tema veramente questo.

io sono del partito di chi guarda al prodotto finale e al suo prezzo. Punto
di vista un po' materialistico, ma concordo con Gianpaolo che il mondo dei
falsi ecologisti/naturalisti/non-inquinatori e' molto ben popolato.

Ho provato qualche bottiglia di Vacqueyras, che al di la' dei gusti
personali, e' una bottiglia eccellente per il prezzo che ha sia in termini
di intensita' che di persistenza.

Ho la tendenza ad essere molto possibilista sulle cose che non sono a
tutt'oggi comprese dalla scienza. Quindi le corna del caprone nel vigneto,
secondo me, "non fanno male".
Mia moglie e' farmacista ed esperta in omeopatia, tuttora non riconosciuta
dalla scienza e dai divulgatori scientifici (Angela su tu tutti): ebbene io
ho visto dei risultati strabilianti di prodotti omeopatici su problemi che
in 15 anni la medicina tradizionale (e fior di parcelle a medici) non aveva
risolto. Di questo sono testimone diretto.

Quindi la coltivazione biodinamica la giudico dai risultati. Se il buon
risultato e' il frutto di una coincidenza biodinamica=serieta' del
produttore, forse si trae una conclusione sbagliata dal punto di vista
"statistico" (non mi viene il termine giusto).

Ma in fondo, l'obiettivo e' bere bene

No?

Bacca

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Sandro

unread,
Jul 11, 2003, 5:45:20 PM7/11/03
to
"martello" <gpp123...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
news:%OwPa.15067$it4.3...@news1.tin.it...

> Scusa sai, ma qui i formalismi e i dettagli c'entrano poco. Io mi riferivo
> al grado di ipocrisia latente dentro ogni purismo, e secondo me gli
alfieri
> del biologico, e immagino ancor più del biodinamico, a volte sfondano
questa
> barriera e si pongono come "i buoni" e i depositari del verbo.

Mah... tu hai questa sensazione e ne avrai buon motivo.
Quei produttori che conosco io non sono affatto così.

> Quello che volevo farti capire è che mentre l'agricoltura biologica
> abborrisce l'uso della chimica di sintesi e fissa limiti per quasi tutto,
> poi ha delle scivolate clamorose su dei punti importanti: il primo è l'uso
> della solforosa, perché piaccia o no anche se è un irritante e provoca
> allergie in alcuni casi, senza questo il vino proprio non si può fare.

Sono perfettamente d'accordo che la solforosa sia indispensabile.
Ma nei disciplinari che ho letto non ci sono divieti in tal senso.
C'è un limite, se ricordo bene, più basso di quello di legge per l'AIAB.
Ma del resto anche qui... limitare la solforosa allo stretto indispensabile
è questione di buon senso.
Avevi citato un link di una associazione americana, se ricordo bene, dove
dicevi che era vietata la solforosa. Francamente non l'ho letto... ma non
credo si possa dire che la solforosa è vietata nel bio solo perché una
associazione negli stati uniti la pensa così.
Comunque concordo sarebbe una grossa cazzata.

> Il secondo, più importante e che segnala un maggiore grado di ipocrisia,
> è che mentre ci si proclama protettori dell'ambiente, non si hanno
scrupoli
> (o se si hanno vengono agevolmente messi da parte) nell'immettere nello

> stesso ambiente, svariate tonnellate annue di un metallo pesante...

Su questo sono perfettamente d'accordo.

> Vatti a leggere questo articolo...

Avevo sentito dei dibattiti sull'abbassamento dei metalli, credo di averne
anche accennato nel post.
Che dire... se non riescono a lavorare con limiti di rame più rispettosi,
che evitino di fare viticultura biologica. Diventa una contraddizione di
intenti, hai ragione.

> Poi, e scusami se l'ho fatta lunga, se mi chiedi che cosa pensi

> ...

Tutto chiaro, vedi gli spunti interessanti/positivi e personaggi che invece
di portarli avanti con... la necessaria voglia di fare, si arroccano su
posizioni ipocrite difendendo la propria incapacità.

Questi personaggi non li conosco e... francamente non credo avranno buon
gioco, alla fine chi si arrocca stupidamente ha la peggio, di solito.

> Non mi piace l'ideologia, specialmente portata avanti da gente che
(fateci
> caso spesso è cosi') fino a ieri la campagna l'aveva vista solo da qualche
> piscina di un agriturismo.

Evviah... non è proprio così.
Huet ha in vendita bottiglie del 1919, se ricordo bene.
Ci saranno anche arrivisti che vogliono inventarsi un mestiere presi dal
sacro fuoco della difesa della natura, quelli fanno paura pure a me, ma ci
sono un bel po' di aziende ben serie e con un lungo passato che la scelta
l'hanno ponderata con cura.

> Si' ho capito, lavoro, guadagno, pago, pretendo!

Lacia perdere il lavoro e guadagno... mi basta il *pago* per pretendere :P

> E poi vuoi i prezzi in cantina più bassi che in enoteca.

Certo, ci mancherebbe altro!
E pure formaggio, salame nostrano e bibanesi a disposizione se passo a
comprare un paio di bottiglie. E ti devi presentare con un bel sorriso
giocondo, che ai clienti piace la faccia gioiosa del vignaiuolo!

> T'attacchi (alla zappa).:-))

Hehehe... è tutto molto più semplice, vado a comprare da un'altra parte
:o)))

Vilco (out)

unread,
Jul 14, 2003, 3:21:44 AM7/14/03
to
"Mike Tommasi" ha scritto

> E' triste vedere quante persone comprano bio con una specie di
fede
> cieca nel marchio : per loro il gusto diventa un valore di
contorno.

Questo e' proprio il male del biologico: un massa di idioti che
compreranno qualsiasi prodotto con sopra il bollino "BIO",
fregandosene di tutto il resto. Sono costoro che hanno fatto
passare un sacco di produttori al biologico.
Da parte del pubblico questa e' si una presa di coscienza, un
segno di maturita' ambientalista, ma anche una dannata moda, con
tutti gli annessi e connessi.

Vilco


Mike Tommasi

unread,
Jul 14, 2003, 6:09:26 AM7/14/03
to

Il danno sta nel fatto che una massa di consumatori si e' lasciata
ingannare da una filosofia non molto rigorosa, creando le condizioni
per il bio industriale, ovvero il cibo prodotto secondo i criteri
biologici ma che non ha niente di biologico (scarso valore gustativo,
imballaggi non riciclabili, trasporto su lunghe distanze con
conseguente inquinamento, ecc.). Di conseguenza, il bio nella grande
distribuzione costa molto di piu del prodotto equivalente non-bio, ma
viene comprato al produttore allo stesso prezzo (potere di
acquisto...). L'unica cosa che aumenta sono i margini della
distribuzione...

Ma tornando al vino, la situazione e' leggermente differente, non ci
sono vini bio industriali, almeno non ne conosco. Il problema e' che
molti produttori di vino bio non sapevano fare il vino prima della
conversione, e quindi c'e confusione anche li tra vino bio e vino di
qualita.

Rimane il fatto che i viticoltori appassionati di vino, che amano il
vino (e non solo quello che fanno loro) e adottano la biodinamica
finiscono per fare vini splendidi. Ne ho un centinaio sulla mia lista.

Mike

Giovanni Bossi

unread,
Jul 17, 2003, 5:17:26 AM7/17/03
to
On Wed, 09 Jul 2003 14:30:00 GMT, g.m...@Spam.yoursister.tiscalinet.it
(oigroiG) wrote:

>E che c'e' da capire? :)

C'e', c'e'. Io non capisco mai che profumo o profumi esatti ha un
vino, quando poi leggo qua dico 'Cazzo, e vero, sa proprio di ....'

>Al massimo e' questione di memoria, ma se uno non ha malattie o scarsa
>pulizia delle narici non esistono gerarchie nasali :)

Esistono, esistono. Io ad esempio la vaniglia non ho mai capito bene
cosa accidenti e', a me sembra legno e non vaniglia quello che gli
altri chiamano vaniglia. In molti vini rossi mi sembra di sentire
profumo di viola, poi leggo qui e trovo che profumano di tutto meno
che di viola. Molti vini bianchi mi sembrano odorini solo di pesca o
mela, poi scopre che ci sono anche fiori di gelsomino, ananas,
mandorle ecc...

JoE
--
"Non ci sono regole nella vita , vivere e' sufficientemente
complicato da non consentirne il rispetto" (cit.).

oigroiG

unread,
Jul 17, 2003, 5:26:15 AM7/17/03
to
On Thu, 17 Jul 2003 11:17:26 +0200, Giovanni Bossi
<giovann...@prometeia.it> wrote:

>>E che c'e' da capire? :)
>
>C'e', c'e'. Io non capisco mai che profumo o profumi esatti ha un
>vino, quando poi leggo qua dico 'Cazzo, e vero, sa proprio di ....'

A volte ci si fa anche influenzare pero'.

>>Al massimo e' questione di memoria, ma se uno non ha malattie o scarsa
>>pulizia delle narici non esistono gerarchie nasali :)
>
>Esistono, esistono. Io ad esempio la vaniglia non ho mai capito bene
>cosa accidenti e', a me sembra legno e non vaniglia quello che gli
>altri chiamano vaniglia. In molti vini rossi mi sembra di sentire
>profumo di viola, poi leggo qui e trovo che profumano di tutto meno
>che di viola. Molti vini bianchi mi sembrano odorini solo di pesca o
>mela, poi scopre che ci sono anche fiori di gelsomino, ananas,
>mandorle ecc...

Beh vaniglia e' quell'odore dolce lasciato dal legno, che e' appunto
vanillina, tra l'altro e' dopo l'odore di feci :) uno di quelli che ha
bisogno di minor molecole per poter essere avvertito.
La viola c'e' in molti vini rossi, mica e' detto che ti sbagli!!
Non mi sembra il caso di farsi troppe menate comunque, l'importante e'
che ti ricordi se ti e' piaciuto o meno ;)
G

Enrico M. Lucarini

unread,
Jul 17, 2003, 9:47:03 AM7/17/03
to
oigroiG wrote:

> Beh vaniglia e' quell'odore dolce lasciato dal legno, che e' appunto
> vanillina,

Sicuro? Se la memoria non mi inganna, la vanillina è un surrogato
chimico che viene utilizzato al posto della vaniglia!
Ovviamente più economico e in cibi (tipo alcune cioccolate) di
scarsa(issima) qualità!

> l'importante e'
> che ti ricordi se ti e' piaciuto o meno ;)

Daccordissimo!

> G

'o.

--
__
Life is too short to drink bad wine!

Mike Tommasi

unread,
Jul 17, 2003, 9:55:28 AM7/17/03
to
On Thu, 17 Jul 2003 15:47:03 +0200, "Enrico M. Lucarini"
<rot...@NoSpumSuTiscalliGrazie.it> wrote:

>oigroiG wrote:
>
>> Beh vaniglia e' quell'odore dolce lasciato dal legno, che e' appunto
>> vanillina,
>
>Sicuro? Se la memoria non mi inganna, la vanillina è un surrogato
>chimico che viene utilizzato al posto della vaniglia!
>Ovviamente più economico e in cibi (tipo alcune cioccolate) di
>scarsa(issima) qualità!

La vanillina e' il principale componente aromatico della vaniglia,
circa il 2% del peso. Ci sono circa 130 altri componenti che
contribuiscono al gusto speciale della vera vaniglia.

Il surrogato e' una soluzione di vanillina sintetica, ma la molecola
di base e' la stessa. Manca la complessita, il terroir, ecc........

Mike

Enrico M. Lucarini

unread,
Jul 17, 2003, 10:04:02 AM7/17/03
to
Mike Tommasi wrote:

> Il surrogato e' una soluzione di vanillina sintetica, ma la molecola
> di base e' la stessa. Manca la complessita, il terroir, ecc........

Grazie per la delucidazione, non lo sapevo.
Rimane comunque valido il principio che trovare tra gli ingredienti di
un alimento la vaniglia o la vanillina può essere un indicatore di
qualità più o meno alta del prodotto, giusto?

>
> Mike

Mike Tommasi

unread,
Jul 17, 2003, 10:12:34 AM7/17/03
to
On Thu, 17 Jul 2003 16:04:02 +0200, "Enrico M. Lucarini"
<rot...@NoSpumSuTiscalliGrazie.it> wrote:

>Mike Tommasi wrote:
>
>> Il surrogato e' una soluzione di vanillina sintetica, ma la molecola
>> di base e' la stessa. Manca la complessita, il terroir, ecc........
>
>Grazie per la delucidazione, non lo sapevo.
>Rimane comunque valido il principio che trovare tra gli ingredienti di
>un alimento la vaniglia o la vanillina può essere un indicatore di
>qualità più o meno alta del prodotto, giusto?

E' una questione di gusto, a me la vaniglia artificiale lascia un
retrogusto stranamente amarognolo e dolcigno allo stesso tempo, cosa
che non noto nella vera vaniglia.

Mike

nb

unread,
Jul 17, 2003, 6:22:53 PM7/17/03
to
"Mike Tommasi" ha scritto:
...

> E' una questione di gusto, a me la vaniglia artificiale lascia un
> retrogusto stranamente amarognolo e dolcigno allo stesso tempo, cosa
> che non noto nella vera vaniglia.
Il problema è che molti non hanno mai "assaggiato" la vera vaniglia...
;-))
ciao
nb

P.S. alla prossima importazione ti farò volentieri omaggio della mia
preferita... prima che la finisca l'ing. Bresesti, a cui devo dare l'ultima
rimanenza.
;-)

Mike Tommasi

unread,
Jul 18, 2003, 2:31:03 AM7/18/03
to
On Thu, 17 Jul 2003 22:22:53 GMT, "nb" <TOGLI_R...@fiat.torino>
wrote:

>P.S. alla prossima importazione ti farò volentieri omaggio della mia
>preferita... prima che la finisca l'ing. Bresesti, a cui devo dare l'ultima
>rimanenza.

Da dove la fai venire? Ti propongo uno scambio, avrei dell'ottimo
zafferano purissimo del Vaucluse. Produzione artigianale da parte di
una coppia di amici che ne fa circa un kilo ogni anno.

Mike

nb

unread,
Jul 18, 2003, 9:24:15 AM7/18/03
to
"Mike Tommasi" ha scritto:

> Da dove la fai venire?

La porto "personalmente" da Tonga.... ogni volta mi sembra di acquistarne
tanta e ogni volta finisce subito...
Qui ci sono alcune foto dei miei "spacciatori":
http://www.natale.to/tonga2002/vanilla-01.jpg
http://www.natale.to/tonga2002/vanilla-02.jpg
http://www.natale.to/tonga2002/vanilla-03.jpg
;-)))

> Ti propongo uno scambio, avrei dell'ottimo
> zafferano purissimo del Vaucluse. Produzione artigianale da parte di
> una coppia di amici che ne fa circa un kilo ogni anno.

Va benissimo... ma č meglio di quello abruzzese ?
;-)))

ciao
nb

Sandro

unread,
Jul 24, 2003, 2:13:14 PM7/24/03
to
"Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> ha scritto nel messaggio
news:bahngvgrb2c0nkra6...@4ax.com...

Mi hanno dato qualche spiegazione sul famoso corno da sotterrare... il
corno-letame. Andavo di fretta, purtroppo. Mi è rimasto in mente la
complicatezza delle istruzioni sull'operazione, tra le altre il cassone di
terra, la temperatura, il luogo, il momento... ed altro. Dicono che dovrebbe
servire alla flora batterica (?) biologica (?) del terreno.

La cosa mi è parsa interessante, foss'altro pour parler.
Chi ne sa di più ?

Ah... Huet ha cambiato proprietà :o(((

--
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it


nb

unread,
Jul 24, 2003, 3:31:55 PM7/24/03
to
"Sandro" ha scritto:
...

> La cosa mi è parsa interessante, foss'altro pour parler.
> Chi ne sa di più ?

A me la storia del corno di mucca riempito di letame fa abbastanza
sorridere.
Mi ricorda quelli che pensano che il corno di rinoceronte sia afrodisiaco.
La composizione è per la maggior parte cheratina... allora io che mangio le
unghie potrei usarle per l'agricoltura biodinamica del mio orto, oltre che
come viagra naturale ?
Ho sempre dato letame "puro" in autunno alle piante... però non sempre
quando lo faccio sono "positivo" come prescrivono le regole della
biodinamica. Ma sarei ancora meno "positivo" se dovessi mettermi a riempire
di me... un corno, come cz si fa ?
;-DD
Leggendo nei vari siti di agricoltura biodinamica ho notato che tra le
regole c'è quella che "nessuna coltura è ripetuta per due anni consecutivi",
e mi sembra sia escluso il riso...
Allora quella della vite non è VERA agricoltura biodinamica ?
;-D
Avete mai letto qualcosa sul "fondatore" della biodinamica ?
Fatevi un giro qui: http://www.rudolfsteiner.it/

ciao
nb

--
Qui si scherza volentieri su tutto, ma non sul vino...
(F. Fazzuoli, pubblicità del tavernello)

Sandro

unread,
Jul 24, 2003, 6:20:59 PM7/24/03
to
"nb" <TOGLI_R...@fiat.torino> ha scritto nel messaggio
news:LuWTa.10804$Df5.2...@news1.tin.it...

> A me la storia del corno di mucca riempito di letame
> fa abbastanza sorridere.

Credo sia il corno stesso a fare da letame, in qualche modo.

> Mi ricorda quelli che pensano che il corno di rinoceronte
> sia afrodisiaco.

Cattivo esempio... per lo più gli afrodisiaci possono anche essere acqua
fresca, che tanto per i problemi psicologici basta credere nel rimedio
perchè funzioni.

> La composizione è per la maggior parte cheratina... allora io
> che mangio le unghie potrei usarle per l'agricoltura biodinamica
> del mio orto, oltre che come viagra naturale ?

Non ne ho idea... mai visto una vigna scopare.

> Ho sempre dato letame "puro" in autunno alle piante...

Capisco, ma non cercavo indicazioni sulla non scientificità del corno usato
in determinate condizioni... di dubbi in questro senso ne ho già più che a
sufficenza.

Cercavo le motivazioni che hanno spinto questi viticultori ad agire così...
ora, senza dovermi leggere trattati datati.

Boh... alla fin fine mi andrò a leggere nel link che hai citato, anche se la
cosa non mi entusiasma.

> ciao
> nb

--
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it


nb

unread,
Jul 25, 2003, 2:13:08 AM7/25/03
to
> Credo sia il corno stesso a fare da letame, in qualche modo.
C'è una spiegazione "scientifica" ? Io non ci credo.
Secondo Steiner il funzionamento è questo:
«Sotterrando il corno di mucca con il suo contenuto di letame, conserviamo
nel corno di mucca le forze che esso esplicava abitualmente nella mucca
stessa, cioè riflettiamo ciò che è vivificante e astrale (...) Il contenuto
di letame del corno verrà interiormente vivificato con queste forze (...)
Tutta la vita viene conservata in questo letame...»
A me fa abbastanza cagare come concetto...
Che non è quello di concimare, ma
"quello di trasmettere forze della terra e del cosmo ed aiutare così la
pianta ad essere un organismo di senso della terra".
Mi sembrano fuori di testa...

nb> La composizione è per la maggior parte cheratina... allora io
nb> che mangio le unghie potrei usarle per l'agricoltura biodinamica
nb> del mio orto, oltre che come viagra naturale ?

> Non ne ho idea... mai visto una vigna scopare.

Ehm... parlavo di doppio uso, sia per l'agricoltura che "personale"...
...


> Cercavo le motivazioni che hanno spinto questi viticultori ad agire
così...
> ora, senza dovermi leggere trattati datati.

Io ho cercato di farlo leggendo quello che dicono in alcuni siti tipo questi
http://www.biocentrum.it/bio-dinamico.asp
http://www.peritiagrari.it/rivista_399/biodinamica.htm
e rimango sempre più convinto che non sia gente a posto...
:(((

> Boh... alla fin fine mi andrò a leggere nel link che hai citato, anche se
la
> cosa non mi entusiasma.

Auguri......
;-))))))

ciao
nb

Mike Tommasi

unread,
Jul 25, 2003, 3:54:22 AM7/25/03
to
On Thu, 24 Jul 2003 18:13:14 GMT, "Sandro" <san...@NOSPAMmensa.it>
wrote:

>Ah... Huet ha cambiato proprietà :o(((

Sandro, Huet e' stato comprato da Michael Hwang (che conosco), lo
stesso che ha fatto la joint venture con Istvan Szepsy (Kyrialudvar) a
Tokaj.

Noel Pinguet continua il suo eccellente lavoro, ma questa volta con
mezzi finanziari corretti... sono convinto al 100% che Huet andra
migliorandosi, se questo e' possibile...

Mike

Sandro

unread,
Jul 29, 2003, 1:23:50 PM7/29/03
to
"Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> ha scritto nel messaggio
news:nbo1ivc6qbp24acrt...@4ax.com...

> Sandro, Huet e' stato comprato da Michael Hwang (che conosco), lo
> stesso che ha fatto la joint venture con Istvan Szepsy (Kyrialudvar) a
> Tokaj.
>
> Noel Pinguet continua il suo eccellente lavoro, ma questa volta con
> mezzi finanziari corretti... sono convinto al 100% che Huet andra
> migliorandosi, se questo e' possibile...

Questo mi tranquillizza, anche se alcune premesse mi hanno un po' depresso.
Il mio pusher mi ha anticipato che non sa se saranno ancora disponibili
alcune bottiglie al prezzo solito. Sembra che la nuova proprietą stia
facendo una piccola inchiesta per vedere a che prezzo il mercato giapponese
potrebbe assorbire le annate storiche (grandissimo patrimonio, a mio avviso,
di questa magnifica azienda) e c'č una concreta possibilitą che si possa
passare a n volte il prezzo attuale :o(

Luca Bresesti

unread,
Jul 31, 2003, 10:26:18 AM7/31/03
to
"Sandro" ha scritto:

> Il mio pusher mi ha anticipato che non sa se saranno ancora disponibili

> alcune bottiglie al prezzo solito. Sembra che la nuova proprietà stia


> facendo una piccola inchiesta per vedere a che prezzo il mercato
giapponese
> potrebbe assorbire le annate storiche (grandissimo patrimonio, a mio
avviso,

> di questa magnifica azienda) e c'è una concreta possibilità che si possa


> passare a n volte il prezzo attuale :o(
>

E il mio 64??

Saluti

Luca


Sandro

unread,
Jul 31, 2003, 3:54:46 PM7/31/03
to
"Luca Bresesti" <a...@bbb.ccc> ha scritto nel messaggio
news:bgb8vo$kqm$1...@lacerta.tiscalinet.it...

> E il mio 64??

Infatti la cosa è nata da lì.
Comunque non ho ancora risposte, se il tuo 64 è in una cantina sul lago di
Costanza non ci sono problemi, se è in una cantina di Vouvray potrebbe
nascere un problema di prezzo prima che diventi effettivamente tuo... tutto
qua.
E' comunque evidente che non è ancora nella mia cantina :o(

> Saluti
>
> Luca

--
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it


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