Domenica 22 aprile i ns. esploratori erano nuovamente alle prese per
l�ultima esplorazione nel Chianti, mi ricordavo che mio zio , fattore oltre
mezzo secolo f� in quella regione , una volta spiegava a mio padre che la
fattoria dei nobili Berlingieri , un p� sotto a sinistra della sua azienda
era una delle pi� belle del Chianti e che il vino , sia per il terreno che
per l�esposizione era uno dei migliori che lui aveva bevuto.
Lo zio era il tipico fattore toscano, alto poco meno di 180 centimetri ,
veleggiava sopra al quintale ed era un gran mangiatore e bevitore,
proveniva dal seminario, dove era arrivato a met� percorso per sacerdote.
Osservando la mappa della regione , avevamo esplorato Castellina 10 mesi
prima , tagliando verso Poggibonsi , rimaneva proprio una parte vicino a
Siena da visitare,cio� il sud-ovest , dopo di che potevamo dire che le ns.
ricognizioni avevano colpito tutti i siti pi� importanti del Chianti.
Lilliano produceva un vino superbo gi� intorno all�anno 1.000 lo
garantiscono i soliti testi che in continuazione ho citato , il conte Ugo di
Toscana nel 995 vantava i pregi eccezionali del suo vino.
Successivamente l�azienda divenne di propriet� della Badia di Poggibonsi.
Un documento del 1700 precisa che la tenuta era di propriet� dell�
ospedale di S. Maria Nuova di Firenze e che ai suoi degenti veniva dato un
quartino del suo nettare per poterli rimettere in forza.
La localit� era un antico borgo fortificato , che nel XIX� secolo , f�
trasformato in villa per la verit� in un villone, io sono davanti al portone
, nella foto in alto si vede un grande stemma con sopra una corona regale,
vediamo di chiarire a chi si riferiva.
Nel 1920 il nobile Arturo Berlingieri acquista la fattoria , e non si pone
neppure il problema per la vendita del suo vino , il consumo � limitato alla
famiglia , al personale di fattoria ed alla aristocrazia romana, che impara
a conoscerlo e ne� magnifica le sue virt� , il suo velluto, il suo colore e
le capacit� di invecchiare con saggezza.
Passano gli anni , rimessa a posto la villa dopo i danni del passaggio del
fronte, la figlia di Arturo, Eleonora sposata al principe Ruspoli, nel 1959
prende le redini dell�azienda e decide di presentare Lilliano al mondo.
La bella Eleonora era nata nel 1913 e defunger� nel 1989 .
Studia l�etichetta araldica , pubblicizza con misura il prodotto, f� nuovi
vigneti e sorveglia che non eccedano nella produzione,segue da vicino il
lavoro in cantina , chiama il Gambelli di Poggibonsi il pi� esperto in
enologia del territorio.
Soprassiede alla manutenzione delle botti , assaggia , ascolta, giudica ,
confronta e corregge: � Il mio vino deve essere straordinario , oggi �
presente dove vi � un autentico buongustaio � , ella declama negli anni
� 70.
Occhi celesti sguardo che non si abbassa neppure davanti al demonio , 14
cani , 2 riserve di caccia di 600 ha l �una , e mezzo milione di bottiglie
all�anno , vengono vendute.
La principessa Eleonora Berlingieri Ruspoli era campionessa di tiro ed era
la signora pi� importante del Chianti dell�epoca.
Quando si tenevano battute di caccia alla sua tavola sedevano gli Agnelli ,
lord inglesi e principi di sangue reale di mezzo mondo ,poi aveva
arricchito la tenuta di due laghi artificiali.
Ora che questo grande personaggio se ne � partito sono i figli a gestire
la fattoria con spirito manageriale.
Ella era rimasta fedele al consorzio del chianti Classico ed al Sangiovese
con aggiunta di Canaiolo , Merlot e Colorino., con annate spettacolari.
Alle 7,20 i ns. esploratori erano all�inizio di un bellissimo viale di
circa 500 metri di grossi tigli , ad occhio e croce potevano avere oltre un
secolo, nei campi si vedeva vigneti ben tenuti , ed olivi mal tenuti ,
nessuna altra coltivazione , nel Chianti il grano � stato veramente bandito.
Osserviamo il villone, incontrando un distinto signore che ci guarda con
curiosit� e poi proseguimmo su� di una strada bianca sulla sinistra , in
quanto a circa 3-4 km , si notava un altra bella villa, dal nome di
Cacchiano o simile.
In una mezz�ora di marcia , siamo ad un altra villa sita nel mezzo di un
bel parco, vi era anche un semaforo forse per regolare la circolazione dei
trattori .....
Noto che il terreno in dei punti era anche argilloso, eravamo in una specie
di altopiano, niente di eccezionale per quello che � il Chianti.
Ero un p� deluso per quello che avevo sentito dire di questa tenuta,
terreno ed esposizione potevano valere in quel punto , le migliori fattorie
delle ns. parti, non di pi�.
Si ritorna indietro , dopo il villone di Lilliano , prendiamo a destra e
si inizia una discretamente ripida e lunga salita in una vecchia viottola,
dal fondo corroso dalle piogge, con il ciglione sinistro di vecchissime
pietre messe a secco.
Ai lati vigneti bellissimi , nel miglior terreno ed esposizione che il
Chianti abbia, ora non mi meraviglio che il vino sia il nettare che dal
1.000 tutti ne� parlano.
La marcia continua , vigneti e bosco , per la maggior parte fatti negli
ultimi anni, mi sono dovuto ricredere, su� quello che avevo visto nella
prima fase esplorativa .
Anni f� l�azienda aveva 50 ha di vigneto , ora credo di pi�.
Siamo giunti in cima ai poderi della fattoria , la viottola finisce in una
bella strada , che proviene da Castellina e probabilmente termina verso
Poggibonsi.
Siamo alla Rocca delle Macie, la sede � in un vecchio borgo perfettamente
restaurato.
Di questa azienda che forse � la pi� importante del Chianti , qualcosa ne
ho parlato dopo la prima esplorazione di Castellina, quasi un anno f� , ora
� diventata ancora pi� importante.
I proprietari hanno acquistato un paio di aziende in Maremma , dove
producono il Morellino di Scansano , Sangiovese che con l�aria marina
produce un vino eccezionale.
L�azienda � modernissima , queste sono le cantine ed il centro direzionale,
in cantina vi sono ben 1.000 barriques per fare il barricato , sul piazzale
vi � un gigantesco gallo fatto in ferro , che io metter� in copertina di
questo libro.
L�azienda oltre ad avere un eccezionale distribuzione in Italia , vende
veramente in tutto il mondo , posso citare distributori in Nuova Zelanda ,
Africa , America il grosso della distribuzione per� � in Asia,che il
continente dove attualmente si crea pi� ricchezza.
Nel girare il borgo , dove non troviamo che la venditrice extra
comunitaria del loro negozio per la vendita al pubblico , pi� volte
facciamo involontariamente suonare gli allarmi.
L�azienda ha un centro relais ed agriturismo a circa 5 km da li , abbiamo
visto i cartelli stradali , m� non lo abbiamo visitato.
Non si pu� dire che nelle ns. ricognizioni abbiamo incontrato molta gente,
sar� il giorno di festa , saranno le prime ore del mattino, m� al massimo
non andiamo oltre le 2-3 persone a ricognizione.
Avevamo fatto assai presto cos� decidemmo di fare una capatina a
Monteriggioni dove ero stato una ventina di anni f� con la famiglia , lo
trovammo pieno di turisti , quasi esclusivamente italiani.
Con questa ns. ultima ricognizione finisce l�esplorazione del Chianti ,
dove abbiamo visto, una chiesa del 600 , i castelli di prima dell�anno
1.000 , le ville della fine del medio-evo , le case dei mezzadri, buona
parte trasformati in case da week-end ed ora le eccezionali cantine delle
modernissime case vinicole.
Veramente questa � la parte migliore della ns. regione.
LA RICETTA
LA BISTECCA
Essa era il sogno del contadino chiantigiano e di quelli di tutta la
Toscana, purtroppo per la secolare poverta� dei mezzadri sfruttati dal
padrone e dal fattore, era un evento raro poterla mettere sotto i denti.
La bistecca doveva essere di vitellone chianino di circa 15 mesi, alta 4
cm e frollata da pi� di 2 settimane .
Essa v� cotta sulla brace violenta del carbone di legna , che abbia
esaurito la fiamma ,a met� cottura v� condita con sale e pepe ,mai olio, mi
raccomando altrimenti s� di moccolaia e mangiata caldissima .
F I N E delle esplorazioni chiantigiane.