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Guida ai Locali, Ristoranti e Trattorie, Agriturismi di Bologna e TUTTA LA PROVINCIA
Con recensioni di chiunque si prenda la briga di spedirmele.
Ad un Amarone generalmente abbino un dopocena con cari amici, od un
preliminare con dolce e cara fanciulla, od anche un momento di raccoglimento
con me stesso ed un caro amico... l'Amarone in questione.
Vedo di spiegarmi meglio, ma vorrete scusarmi se questo rischia di diventare
un lungo e noioso pippone.
Esistono diverse scuole di pensiero relativamente all'abbinamento cibo
vino... approssimando... le più significative sono quella dell'AIS, senza
dubbio la più interessante, quella cosiddetta francese e quella cosiddetta
inglese.
Gli inglesi dicono che l'ideale è avere il piatto che più ci soddisfa con il
vino che preferiamo, i francesi optano per un grande vino su un grande
piatto, AIS ha adottato un sistema articolato, unico ed invidiato nel suo
genere, piuttosto efficace, anche se non infallibile, che si basa su un
insieme di contrasti e assonanze tra le caratteristiche organolettiche di un
cibo e quelle di un vino... la sintesi di ciò è la complementarietà.
Un giusto abbinamento, come un bon marriage, è dato dalla perfetta
complementarietà delle caratteristiche di un cibo con un vino... e fin qui
direi che non possano trovar luogo obiezioni di alcun tipo.
Seguendo questa teoria andremo a scoprire... l'acqua calda, e cioè che i
piatti ed i vini più adatti all'abbinamento sono quelli che più posseggono
doti di complementarietà... detto in altre parole i meno equilibrati.
Da qui il classico abbinamento del chianti giovane, tannico e ruvido, con la
fiorentina al sangue oltremodo succulenta... il lambrusco acido e frizzante
con lo zampone così grasso... vini decisamente squilibrati trovano il meglio
di se con piatti altrettanto squilibrati nel senso opposto, nell'insieme si
equilibrano smorzando i propri eccessi ed esaltando le proprie virtù, questo
è l'abbinamento.
Quando però ci troviamo di fronte ad un piatto già di per se equilibrato,
qualche tempo fa citavo la classica fiorentina accompagnata dall'insalata
che di suo equilibra la succulenza di base, o ad un vino estremamente
equilibrato, ogni abbinamento rischia di divenire una sorta di commistione
dove vino o pietanza non hanno di che migliorare... corrono invece il
rischio di essere penalizzati.
L'Amarone, ovviamente nelle sue migliori espressioni, è un vino estremamente
equilibrato e, a mio avviso, da il meglio di se degustato a se stante... in
abbinamento è più forte il rischio di *inquinarne* le caratteristiche
piuttosto che migliorarle.
Ovviamente lo stesso discorso vale per molti altri vini, quelli che
raggiungono elevati livelli di equilibrio ed armonia... quelli che più
apprezzo, ben conscio di non essere il solo.
Poi, alla fin fine, hanno ragione gli inglesi... ti puoi pure bere un barolo
old way con una sogliola alla mugniaia od una mozzarella *nature*, se a
qualcuno piace... buon per lui e che continui così.
Ciao, Sandro.
san...@mensa.it
>"LauraC" <c_la...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>news:02ms9tg3a9m73hp41...@4ax.com...
>> dopo aver chiesto su ihc chiedo anche a voi... con un Amarone ci
>> abbinereste un secondo di carne o formaggi ???
>> e se carne avete idee ?
>> grazie
>
>Ad un Amarone generalmente abbino un dopocena con cari amici, od un
>preliminare con dolce e cara fanciulla, od anche un momento di raccoglimento
>con me stesso ed un caro amico... l'Amarone in questione.
...
beh non c'e' che dire sei stato ampiamente esaustivo... mi mancava
questa panoramica abbinamentizia europea... penso dunque che lo
lascero' a se stante..
--
-C^C-
"Sandro" <san...@NOSPAMmensa.it> wrote in message
news:JD018.31471$aD.11...@twister2.libero.it...
Marco
"Sandro" <san...@NOSPAMmensa.it> schrieb im Newsbeitrag
news:JD018.31471$aD.11...@twister2.libero.it...
>Sono d'accordo.
>Al di la' di cosa "sia giusto" o cosa "sia sbagliato", personalmente ho
>imparato a scegliere gli abbinamenti in funzione del mio PERSONALE gusto.
>Ho notato che i miei ospiti sembrano gradire questi accostamenti..
certo credo anche io... infatti ero solo curiosa di avere le vostre
idee... e ve ne chiedero' ancora in fatto di abbinamenti mi piace
confrontarmi
Quello che mi sfugge è il risultato finale... quali sono le caratteristiche
otganolettiche del piatto, per capirsi.
> Saluti
>
> Marco
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it
Tse, il solito esigente ;>)
Allora, le componenti fondamentali del piatto sono Il selvatico/vinoso del
cinghiale marinato nel vino(valpolicella in questo caso), la nota aromatica
del cioccolato fondente, le spezie ed il peperoncino che "ravviva" il tutto
alternandosi alle altre componenti.
L'amarone dal canto suo lo vedo simile, il corpo potente come il gusto del
cinghiale, il naso speziato e fruttato al tempo stesso, ed un finale che va
ad esaltare l'aromaticitá del cioccolato.
Che ne dici ?
Marco
> Bravo Sandro, preciso e chiarissimo !
> Che ne pensi di un Amarone per accompagnare il Cinghiale in "Dolce forte" ?
> Conosci la ricetta ?
> CI vanno: carne di cinghiale marinata in vino (in prospettiva dell'amarone
> uso un Valpolicella) per 12 ore insieme ad una cipolla steccata con chiodi
> garofano Mazzeto guarnito, Carota, Ginepro, pepe in grani, sedano. Levata la
> carne dalla sudetta marinata la si fa rosolare per 10 minuti circa si
> aggiungono un paio di pomodori pelati ed un paio di mestoli della marinata
> con le verdure tagliate a pezzettini, un paio di fegatini ed un minimo di
> peperoncino.
> Stufare, restringere aggiungere marinata, Stufare, restringere aggiungere
> marinata.... e dopo tre quattro ore di ció a fuoco piccolissimo tolgo la
> carne e la tengo in caldo sul fuoco aggiungo un pizzicone di farina e 2 - 3
> quqdrotti di cioccolato fondente a scaglie e mescolo bene. Poi si passa al
> mixer e si rimette sul fuoco con la carne per farlo insaporire. Come
> contorno patate al forno.
Dimentichi l'uvetta e i pinoli, perlomeno qui in Toscana sono sempre
presenti nel dolce e forte.
Trovi che sia così utile passare tutto nel mixer?
Io , comunque, un mesetto fa sul cinghiale in dolce e forte ho aperto un
Orgno (quindi concordo sull'amarone) anche per quella bella nota
cioccolatosa che lo caratterizza, io ero raffreddato marcio quindi
sospendo il giudizio, ma gli altri commensali sembravano apprezzare;-)
> ;>)
> Saluti
>
> Marco
saluti
ginetto
>
> Tse, il solito esigente ;>)
Esigente 'na sega :P
> Allora, le componenti fondamentali del piatto sono Il selvatico/vinoso del
> cinghiale marinato nel vino(valpolicella in questo caso), la nota
aromatica
> del cioccolato fondente, le spezie ed il peperoncino che "ravviva" il
tutto
> alternandosi alle altre componenti.
> L'amarone dal canto suo lo vedo simile, il corpo potente come il gusto del
> cinghiale, il naso speziato e fruttato al tempo stesso, ed un finale che
va
> ad esaltare l'aromaticitá del cioccolato.
Bene, da quanto hai descritto ne esce che il piatto avrà una buona
aromaticità e, forse, un po' di piccantezza.
Come descrizione non è sufficente, tuttavia, per capire di che vino
necessiti.
Il vino da abbinare deve essere necessario... richiesto dal piatto,
altrimenti non ha senso.
Quali sensazioni possono rimanerti in bocca... in modo eccessivo dopo la
masticazione?
A cosa deve ovviare il vino... quale scopo gli dai.
Questo è il punto fondamentale per poter analizzare la cosa.
Ritorno agli esempi fatti prima... se mangi una fetta di zampone/cotechino,
ti resteranno le labbra e la lingua quasi incollate dal grasso... il senso
di grasso e colloso in bocca ti renderà difficile, quasi materialmente
difficile masticarne un'altra fetta, se però ti bevi un paio di sorsate di
buon lambrusco... l'acidità e la carbonica di questo vino ti
sgrasseranno/puliranno la bocca consentendoti, quasi invitandoti, a tornare
su un altro boccone. Se invece, per pura follia, bevessi un sorso di vino
molle o particolarmente morbido/dolce... chessò... passito di pantelleria,
la bocca ti si impasterebbe ancora di più, disgustandoti definitivamente...
rendendoti improbabile ogni voglia di proseguire nel pasto.
Scusami l'esempio che potrebbe sembrare banale... ma sono queste le cose che
devi analizzare per ricercare un abbinamento... pensare alle sensazioni che
proverai per poterle analizzare e quindi ipotizzare le controsensazioni che
il vino dovrebbe darti per bilanciare, o comunque migliorare, il tutto.
L'aromaticità è certamente importante, e questa và abbinata per
assonanza/similitudine... talvolta può essere sfizioso porre in similitudine
anche la tipologia di aromi, ma le sensazioni basilari del palato devono
assolutamente essere bilanciate... quelle che senti a naso chiuso per
capirsi.
> Marco
Ciao, Sandro.
san...@mensa.it
Sandro, ma che mi vuoi fare inc.... ? Che significa :P ?
Ti ho descritto ingredienti e procedura di preparazione passo passo, é tu
ancora vai chiedendo quali sensazioni organolettiche ne derivano. Io da un
buongustaio esperiente come te (zuccherino!) mi aspettavo la capacitá di
immaginarlo da se in base alla descrizione.
Ma a quanto pare la tua preparazione e un po monodimensionale oppure tu sei
o fai il duro di testa (e non basta appartenere a Mensa per non esserlo).
Mi dispiace. :>(
|
|
V
> Bene, da quanto hai descritto ne esce che il piatto avrà una buona
> aromaticità e, forse, un po' di piccantezza.
>
> Come descrizione non è sufficente, tuttavia, per capire di che vino
> necessiti.
> Il vino da abbinare deve essere necessario... richiesto dal piatto,
> altrimenti non ha senso.
>
> Quali sensazioni possono rimanerti in bocca... in modo eccessivo dopo la
> masticazione?
Allora dimmi che quando vieni, cosí lo cuciniamo !
In modo eccessivo se il piatto é fatto bene non resta nulla. Comunque il
temine eccessivo é molto soggettivo perció una cosa eccessiva per me puó
essere normale o piacevole per te. Il piatto presenta una serie di
componenti che "giocano" tra di loro alle quali si vanno ad aggiungere le
componenti del vino secondo quello schifo di descrizione che secondo te ho
fatto.
|
|
V
Io non ti capisco per niente caro Sandro, peró penso che dipenda dalla mia
impressione che tu ti rifiuti di capire ció che dico io.
Infatti il mio voleva essere soltanto uno spunto per chi legge di provare la
ricetta da me descritta con un amrone e con la tua benedizione.
Tu invece hai innescato un discorso enorme ed alla fine non ti sei espresso
lo stesso.
Il trucco del naso chiuso é simpatico, ma sta al difuori della realtá
quotidiana, quando si mangia per e con piacere infatti, quello che conta, é
l'impressione generale data sia dalle sensazioni gustative, palpative e di
rezione all'interno della bocca quanto dalle sensazioni nasali e retronasali
recepite in maniera naturale senza accorgimenti particolari, ma soltando
agendo secondo lo scema a noi donato da madre natura (se siamo sani). Il
naso chiuso invece lo tieni in degustazione per valutare la struttura
portante di un vino ossia L'aciditá e nei rossi anche la tannicitá senza
farsi influenzare dall'e componenti aromatiche(almeno io lo faccio soltanto
per questo).
>
> > Marco
>
> Ciao, Sandro.
> san...@mensa.it
>
Riciao
Marco
enot...@onlinehome.de
cut
> Dimentichi l'uvetta e i pinoli, perlomeno qui in Toscana sono sempre
> presenti nel dolce e forte.
Alla prossima li metto di certo, grazie :>)
> Trovi che sia così utile passare tutto nel mixer?
E solo per avere una salsa omogenea e cremosa, ma si puó anche lasciar
stare.
> Io , comunque, un mesetto fa sul cinghiale in dolce e forte ho aperto un
> Orgno
Putroppo non lo conosco, che vino é?
>(quindi concordo sull'amarone) anche per quella bella nota
> cioccolatosa che lo caratterizza, io ero raffreddato marcio quindi
> sospendo il giudizio, ma gli altri commensali sembravano apprezzare;-)
>
Ideale !!!! come erano le impressioni a naso chiuso?
:>)))
>
> > ;>)
> > Saluti
> >
> > Marco
>
> saluti
> ginetto
Risalutoni
> >
> > Esigente 'na sega :P
>
> Sandro, ma che mi vuoi fare inc.... ? Che significa :P ?
hehehe... è solo un modo di dire, vedrai che qualche toscano un mezzo
sorriso l'ha abbozzato
> Ti ho descritto ingredienti e procedura di preparazione passo passo, é tu
> ancora vai chiedendo quali sensazioni organolettiche ne derivano. Io da un
> buongustaio esperiente come te (zuccherino!) mi aspettavo la capacitá di
> immaginarlo da se in base alla descrizione.
> Ma a quanto pare la tua preparazione e un po monodimensionale oppure tu
sei
> o fai il duro di testa (e non basta appartenere a Mensa per non esserlo).
> Mi dispiace. :>(
E non ti ci incazzare, testùn d'un siculo/alemanno... non è che mi stai
dventando un siculo/prussiano ? :o)
E poi lascia stare Mensa che sarebbe OT in questo contesto.
Comunque spiegami un po' 'sta cosa.
Perché mai mi vai a tirare in ballo tutta la metodologia di preparazione
della ricetta... ecc. ecc.
L'importante è in tavola: il risultato finale. Di questo mi devi parlare...
non lasciarlo in un fumoso mistero dicendomi che dovrei capirlo da solo...
che è... un quiz ?
Giustamente io ti chiedevo...
> > Quali sensazioni possono rimanerti in bocca... in modo eccessivo dopo la
> > masticazione?
e tu:
> Allora dimmi che quando vieni, cosí lo cuciniamo !
> In modo eccessivo se il piatto é fatto bene non resta nulla. Comunque il
> temine eccessivo é molto soggettivo perció una cosa eccessiva per me puó
> essere normale o piacevole per te. Il piatto presenta una serie di
> componenti che "giocano" tra di loro alle quali si vanno ad aggiungere le
> componenti del vino secondo quello schifo di descrizione che secondo te ho
> fatto.
Non ha molta importanza le sensazioni che POTREI avere io, quanto quelle che
AVRAI tu quando assaggerai il piatto. Spiega dunque le serie di componenti e
come giocano... secondo te, che l'abbinamento te lo dovrai sorbire tu, non i
o... entra nel merito finalmente, continui a girarci attorno dando per
scontato ciò che scontato non è.
Quando si analizzano sensazioni organolettiche... parlare di come un piatto
è stato costruito, un vino è stato affinato... sono dettagli utili che
possono aiutare a capire il perché di uno determinato sentore, o di altra
caratteristica organolettica, ma sempre secondari e dipendenti dalla
caratteristica organolettica che sentiamo. Nella fattispecie le sensazioni
organolettiche sono l'oggetto del discorso, e quindi vanno sempre
chiaramente esplicitate, non ne puoi far un dettaglio da lasciar intendere
all'interlocutore, buongustaio o meno che sia.
Per esempio... se dico che dopo aver masticato un boccone del tal piatto mi
ritrovo una sensazione untuosa in bocca... ho già dato un particolare
essenziale, che questo derivi dall'intingolo che accompagna un brasato... o
dall'olio su una bruschetta o dalla senape di un hot dog o dall'olio con cui
viene servita un'insalatina di mare diventa poi importante per vedere come
andrò a contrastare quest'untuosità per ripulire la bocca e prepararla al
nuovo boccone. Ma che untuosità sia una caratteristica del piatto che sto
analizzando è un'informazione fondamentale, che mi deve essere ben chiara.
Soggettiva? Certamente si, motivo in più per per renderla nota.
> ...
> Io non ti capisco per niente caro Sandro, peró penso che dipenda dalla mia
> impressione che tu ti rifiuti di capire ció che dico io.
> Infatti il mio voleva essere soltanto uno spunto per chi legge di provare
la
> ricetta da me descritta con un amrone e con la tua benedizione.
> Tu invece hai innescato un discorso enorme ed alla fine non ti sei
espresso
> lo stesso.
Ah... scusami allora, non avevo inteso il tuo intento.
Anyway... è abbastanza chiaro quanto ho scritto qui sopra... o mi devo
ancora migliorare nella spiegazione :P
> Riciao
> Marco
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it
> > Io , comunque, un mesetto fa sul cinghiale in dolce e forte ho aperto un
> > Orgno
>
> Putroppo non lo conosco, che vino é?
Giurerei che ce ne fossimo scolata una bottiglia a casa tua qualche anno fa,
quando passai per l'expò di Hannover.
Comunque è un merlot di notevole struttura pur rimanendo molto equilibrato.
In germania sicuramente lo trovi in distribuzione da Peter,
http://www.riegel.de/ , che ho visto ha riservato una paginetta al mio
vecchio amico Fasoli, produttore dell'Orgno
http://www.riegel.de/winzer/fasoli.htm , ma non conoscendo il tedesco non ho
idea di cosa ne dica.
> Marco
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it
> "Winemarco" <enot...@nosponlinehome.de> ha scritto nel messaggio
> news:a262cm$lg6$1...@news.online.de...
>
> > > Io , comunque, un mesetto fa sul cinghiale in dolce e forte ho aperto un
> > > Orgno
> >
> > Putroppo non lo conosco, che vino é?
>
> Giurerei che ce ne fossimo scolata una bottiglia a casa tua qualche anno fa,
> quando passai per l'expò di Hannover.
>
> Comunque è un merlot di notevole struttura pur rimanendo molto equilibrato.
>
Dimentichi di dire che è ottenuto da uve appassite, avendo parlato di
amarone non mi sembra un dettaglio da poco.
>
> Ciao, Sandro.
> san...@NOSPAMmensa.it
saluti
ginetto
Il cinghiale in dolce e forte è un piatto credo tipico toscano, non
particolarmente grasso, data la carne di partenza, ma decisamente
complesso, speziato , concentratissimo e con un finale dolciastro,
conserva in maniera marcata l'aroma del cacao, viene cucinato o con
delle scaglie di cioccolato o aggiungendo del cacao in polvere
(personalmente preferisco questa seconda versione).
Io non lo considero un vero e proprio secondo, ma un secondo secondo;-)
, quasi, passatemi il termine, un piatto da meditazione, anche perchè ,
ve lo posso garantire, è difficile mangiarne più di pochi grammi!
Fatte queste considerazioni credo che un amarone o un vino ottenuto da
uve passite possa essere un buon abbinamento.
a voi la parola
saluti
ginetto
> Il cinghiale in dolce e forte è un piatto credo tipico toscano, non
> particolarmente grasso, data la carne di partenza, ma decisamente
> complesso, speziato , concentratissimo e con un finale dolciastro,
Capito... un paccone di valori a fondo-scala pur mantenendo un buon
equilibrio...
Si, l'Amarone potrebbe arrivare a reggere un piatto simile, ma forse ci
vorrebbe qualcosa di più... personalmente, vista anche l'esigua quantità che
se ne gusta, opterei per una morbida ma alcolica acquavite d'uva o, in
seconda scelta tutta da provare, un maturo calvados.
> saluti
> ginetto
Ciao, Sandro.
san...@mensa.it
Che bello adesso piano piano comincio a capire come fare a spigarti le cose:
chiedo a qualcuno che mi faccia la cortesia di farlo ;>)
Mi vuoi dire che significa :>P ?
>
> Si, l'Amarone potrebbe arrivare a reggere un piatto simile.
E io questo volevo sentire !!
> ma forse ci
> vorrebbe qualcosa di più... personalmente, vista anche l'esigua quantità
che
> se ne gusta, opterei per una morbida ma alcolica acquavite d'uva o, in
> seconda scelta tutta da provare, un maturo calvados.
Io questo lo giudicherei un abbinamento "eversivo", che va se la dolcezza
finale é abbastanza accentuata. E un'idea
Bye
Si, infatto come dettaglio non é male, ma purtroppo non lo ricordo lo
stesso.
Quello che ricordo di quelle poche sere qui in Hannover,
sono un paio di vini molto, forse anche troppo concentrati per i miei gusti.
Ma forse questo non lo dovevo dire a Sandro....
Salutoni a tutti
> Mi vuoi dire che significa :>P ?
Significa Prrrrrrrrr!
Faccina che fa la linguaccia
Romano
Grazie
;
A Sandro
;>PPPPPPP
"romanob." <rom...@zero.dinamica.it> schrieb im Newsbeitrag
news:a299on$ero$1...@fe1.cs.interbusiness.it...
> > Si, l'Amarone potrebbe arrivare a reggere un piatto simile.
>
> E io questo volevo sentire !!
Bene !!
> > ma forse ci
> > vorrebbe qualcosa di più... personalmente, vista anche l'esigua quantità
> che
> > se ne gusta, opterei per una morbida ma alcolica acquavite d'uva o, in
> > seconda scelta tutta da provare, un maturo calvados.
>
> Io questo lo giudicherei un abbinamento "eversivo", che va se la dolcezza
> finale é abbastanza accentuata. E un'idea
E perché mai "eversivo" ?
poi non ho capito se consideri eversiva l'acquavite d'uva o il calvados
maturo.
> Bye
Ciao, Sandro.
san...@NOSPAMmensa.it
> Quello che ricordo di quelle poche sere qui in Hannover,
> sono un paio di vini molto, forse anche troppo concentrati per i miei
gusti.
Beh... ogn'uno ha i suoi gusti...
> Ma forse questo non lo dovevo dire a Sandro....
E perché mai ?