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Pipì di gatto

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Roberto

unread,
Sep 11, 1999, 3:00:00 AM9/11/99
to
Personalmente la mia "iniziazione" al vino di qualità fu una bottiglia di
Sauvignon Venica 1990 bevuta nel 1993 in un bicchiere decente e.......boom,
non ho più smesso di comprare vini bianchi da allora.

Io e mia moglie abbiamo però notato da qualche tempo che anche i sauvignon
che notoriamente erano contraddistinti dalla pipì di gatto al naso stanno
perdendo questa caratteristica (può anche non piacere, noi andiamo
letteralmente in visibilio) e ciò ci è anche stato confermato in colloqui
che abbiamo avuto con alcuni produttori friulani durante una vacanza l'anno
scorso (tra cui Venica), i quali in fase di vinificazione possono
"correggere" questo profumo aggressivo.

che ne pensate ? Avete in mente qualche sauvignon "felino" assaggiato
recentemente ?

Ciao e grazie

roberto

mauro zabot

unread,
Sep 11, 1999, 3:00:00 AM9/11/99
to

Roberto ha scritto nel messaggio <7reem1$o26$1...@nslave1.tin.it>...

.......


>Io e mia moglie abbiamo però notato da qualche tempo che anche i sauvignon
>che notoriamente erano contraddistinti dalla pipì di gatto al naso stanno
>perdendo questa caratteristica

Forse hanno cominciato a vinificare in modo più pulito :-))))

>(può anche non piacere, noi andiamo
>letteralmente in visibilio)

De gustibus.....

>......

Personalmente credo che si possa inserire quella della "pipi di gatto" tra
le caratteristiche "tipicità scusa". Come il ridotto nel dolcetto. Io
produco dolcetto ma non ho la faccia di bronzo di pretendere che la PUZZA di
ridotto sia una tipicità del dolcetto solo perché un tempo non erano capaci
a vinificare pulito. Alcuni vini sono problematici da un lato, altri da un
altro. Ma se vinifichi bene certe puzze le togli. Poi se uno le cerca perché
piacciono....

Mauro
__ ._ .._ ._. ___ __.. ._ _... ___ _
Visita virtuale a Costa Prà
http://welcome.to/costapra


Roberto

unread,
Sep 12, 1999, 3:00:00 AM9/12/99
to

Non ho mai pensato che la pipì di gatto nel sauvignon possa essere
interpretata come una puzza ma è o dovrebbe essere una caratteristica
olfattiva normalmente presente, anche e soprattutto in produzioni di
indiscusso livello.

roberto

Sandro

unread,
Sep 12, 1999, 3:00:00 AM9/12/99
to
On Sat, 11 Sep 1999 22:40:39 +0200, "Roberto" <na...@tin.it> wrote:

>Personalmente la mia "iniziazione" al vino di qualità fu una bottiglia di
>Sauvignon Venica 1990 bevuta nel 1993 in un bicchiere decente e.......boom,
>non ho più smesso di comprare vini bianchi da allora.
>

>Io e mia moglie abbiamo però notato da qualche tempo che anche i sauvignon
>che notoriamente erano contraddistinti dalla pipì di gatto al naso stanno

>perdendo questa caratteristica (può anche non piacere, noi andiamo
>letteralmente in visibilio) e ciò ci è anche stato confermato in colloqui
>che abbiamo avuto con alcuni produttori friulani durante una vacanza l'anno
>scorso (tra cui Venica), i quali in fase di vinificazione possono
>"correggere" questo profumo aggressivo.

Il termine pipì di gatto andrebbe eliminato dal glossario della
degustazione, anche se spesso è un termine "centrato" e rende bene la
sensazione. Tuttavia può generare ecquivoci come vedo sta ora
succedendo tra Roberto e Mauro.
Ciò avviene perchè la pipì di gatto è indiscutibilmente una sostanza
repellente. Usare termini che, slegati dal contesto del vino,
richiamano cose negative porta sovente a questi effetti.
E' lo stesso motivo per cui si sconsiglia di usare il termine
invecchiato e simili.
Personalmente cerco di non usarlo mai, anche se spesso la brutta
abitudine prende il sopravvento e mi "scappa" una pipì di gatto nelle
descrizioni.
La stessa sensazione, molto piacevole e tipica, può essere talvolta
descritta come foglia o gambo di pomodoro, o melone maturo, ma
l'associazione non è tanto immediata quanto la pipì di gatto.
Bisognerebbe trovare un termine adatto.

Ho notato anch'io che i Venica, come altri friulani, stanno evolvendo
i profumi dei loro sauvignon.
Io lo trovo un fatto positivo. Stanno ottenendo profumi più maturi,
complessi ed equilibrati. Credo che una buona ragione di ciò sia anche
da vedere nella maggior attitudine all'abbinamento con il cibo e ad
una maggiore bevibilità.
Quando sentivo certi sauvignon troppo esasperati avevo l'impressione
di avere davanti al naso più delle prove di tecnica o di laboratorio
che vini veri e propri.

>che ne pensate ? Avete in mente qualche sauvignon "felino" assaggiato
>recentemente ?

Direi che il prodotto che assomiglia di più al Venica & Venica è il
S.Velentin di S.Michele Appiano, se bevuto troppo giovane.

>Ciao e grazie
>
>roberto

Ciao, Sandro.

sandro...@brembenet.it <togliere .nospam>

Daniela Sassetti

unread,
Sep 12, 1999, 3:00:00 AM9/12/99
to
sostanza organica di demarcazione territoriale da/ad uso dei felini non mi
sembra comodo, il fiore di sambuco surmaturo ha esattamente lo stesso odore,
supponenza non ti sopporto, specie nei cosiddetti esperti di vino


Sandro

unread,
Sep 12, 1999, 3:00:00 AM9/12/99
to
On Sun, 12 Sep 1999 16:06:39 +0200, "Daniela Sassetti"
<dsa...@tin.it> wrote:

>sostanza organica di demarcazione territoriale da/ad uso dei felini non mi
>sembra comodo,

Perfettamente d'accordo, oltretutto non risolverebbe il problema.

> il fiore di sambuco surmaturo ha esattamente lo stesso odore,

Ottimo, anche se mi sfuggono le differenze tra il fiore di sambuco a
normale maturazione e quello surmaturo.

>supponenza non ti sopporto, specie nei cosiddetti esperti di vino

Parole sante! Con chi ce l'hai?

BD

unread,
Sep 12, 1999, 3:00:00 AM9/12/99
to
che palle con sta pipì di gatto TUTTI i sommelier la usano per indicare con
semplicità l'effettivo profumo di molti sauvignon (potrei fare nomi
eccellenti) non trovo termini più adeguati perché mi accade raramente di
imbattermi in fiori di sambuco surmaturi quindi mi sembra effettivamente un
termine a pennello soprattutto se dopo la prova olfattiva e vale a dire
quella del gusto non si ripete l'analogia........... in tal caso vi hanno
giocato un brutto scherzo !

Andrea
Sandro <sandro...@brembenet.it> wrote in message
37dbdff1...@news.libero.it...

Sandro

unread,
Sep 12, 1999, 3:00:00 AM9/12/99
to
On Sun, 12 Sep 1999 19:07:32 GMT, "BD" <B...@libero.it> wrote:

>che palle con sta pipì di gatto TUTTI i sommelier la usano per indicare con
>semplicità l'effettivo profumo di molti sauvignon (potrei fare nomi
>eccellenti)

Fra i nomi eccellenti c'è anche un signore, che peraltro stimo molto
come giornalista, che in una degustazione ha paragonato, molto
estasiato, il profumo di uno spumante metodo classico allo "sperma".
Ognuno è libero di esprimersi come crede. Se però vuol farsi capire
dagli altri è opportuno che usi termini più consoni a ciò che vuole
spiegare.

> non trovo termini più adeguati perché mi accade raramente di
>imbattermi in fiori di sambuco surmaturi

Perchè invece nella pipì di gatto ci sguazzi tutto il giorno?

> quindi mi sembra effettivamente un
>termine a pennello soprattutto se dopo la prova olfattiva e vale a dire
>quella del gusto non si ripete l'analogia........... in tal caso vi hanno
>giocato un brutto scherzo !

Contento tu ...

BD

unread,
Sep 12, 1999, 3:00:00 AM9/12/99
to

>
> Perchè invece nella pipì di gatto ci sguazzi tutto il giorno?
>
non ci sguazzo io e forse neanche te però sappiamo entrambi qual'è
l'efferato olezzo (percentuale del 100%) invece io di sicuro non ho mai
sentito il profumo dei fiori di sambuco e quindi la percentuale è perlomeno
del 50 %, che poi possa non essere il massimo per esprimere la vera poesia
del vino in questione lo posso tranquillamente affermare, così come penso
possa essere (sigh!) la metafora più azzeccata per descrivere lo stato
olfattivo dei sauvignon (mio vino bianco preferito).
Un saluto

Andrea

M

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
mauro zabot wrote:

> Personalmente credo che si possa inserire quella della "pipi di gatto"
> tra
> le caratteristiche "tipicità scusa". Come il ridotto nel dolcetto. Io
> produco dolcetto ma non ho la faccia di bronzo di pretendere che la
> PUZZA di
> ridotto sia una tipicità del dolcetto solo perché un tempo non erano
> capaci
> a vinificare pulito. Alcuni vini sono problematici da un lato, altri
> da un
> altro. Ma se vinifichi bene certe puzze le togli. Poi se uno le cerca
> perché
> piacciono....
>
> Mauro
> __ ._ .._ ._. ___ __.. ._ _... ___ _
> Visita virtuale a Costa Prà
> http://welcome.to/costapra

Ciò che mi chiedo è : da dove proviene questo odore ? Se mi si dimostra
che è dovuto in effetti a cattive pratiche di vinificazione , ben venga
la sua eliminazione ! Se però il motivo fosse questo non vedo il perchè
si presenti quasi esclusivamente con il Sauvignon .Se invece è una
tipicità , occorre valorizzarla , anche se oggettivamente è un odore
poco gradevole ( non sarebbe comunque il primo caso in gastronomia ) .
Per quel poco che so , nella mia provincia ( Ferrara ) , i Sauvignon (
vino D.O.C. ) migliori che ho assaggiato presentavano questo "sentore" .

Grazie , saluti

Mariotti Mirco

Roberto

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to

Daniela Sassetti <dsa...@tin.it> wrote in message
7rgc7g$3b1$1...@nslave1.tin.it...

> sostanza organica di demarcazione territoriale da/ad uso dei felini non mi
> sembra comodo, il fiore di sambuco surmaturo ha esattamente lo stesso
odore,

> supponenza non ti sopporto, specie nei cosiddetti esperti di vino
>
>
>

Cara Daniela

fiore di sambuco surmaturo (alzi la mano chi lo conosce......)
mi sembra più supponente della
pipì di gatto (alzi la mano chi non la conosce......)

con simpatia roberto


luca

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
Ciao a tutti , e ben riletti
Pipi di gatto e' la classica espressione , del resto molto
giusta olfattivamente , per descrivere l'aroma primario e
secondario del Sauvignon bianco . Ora , che piaccia o no una
delle caratteristiche che generalmente un conoscitore di
sauvignon ricerca nel vino e' proprio questa .Tale profumo
e' da ricondursi ad un particolare composto , il 3-4 metil
mercapto-pentanone (se non ricordo male) che si sviluppa in
fermentazione a seguito delle trasformazioni di alcuni
precursori aromatici presenti nell'acino .
Le annate i terreni le varieta' sono sempre i soliti fattori
che possono accentuare , insieme alla vinificazione , tali
caratteristiche .
io ho raccolto la scorsa settimana , e devo dire che sta
venendo fuori un buon prodotto .
Toscana :
Pressatura , defecazione statica 10 ° C , fermentazione 18°
C .
Gradazione :11.70
Ac totale : 7.00
pH : 3.01

Ciao a tutti
Luca


--
Remove -toglimi- from my e-mail addres for reply.
Rimuovi -toglimi- dal mio indirizzo email per rispondermi .

Luca Bresesti

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to

luca ha scritto nel messaggio +ADw-37DCE280.7A861D2D+AEA-hesp.it+AD4-...


+AD4-Pipi di gatto e' la classica espressione , del resto molto
+AD4-giusta olfattivamente , per descrivere l'aroma primario e
+AD4-secondario del Sauvignon bianco . Ora , che piaccia o no una
+AD4-delle caratteristiche che generalmente un conoscitore di
+AD4-sauvignon ricerca nel vino e' proprio questa .Tale profumo
+AD4-e' da ricondursi ad un particolare composto , il 3-4 metil
+AD4-mercapto-pentanone (se non ricordo male) che si sviluppa in
+AD4-fermentazione a seguito delle trasformazioni di alcuni
+AD4-precursori aromatici presenti nell'acino .
+AD4-Le annate i terreni le varieta' sono sempre i soliti fattori
+AD4-che possono accentuare , insieme alla vinificazione , tali
+AD4-caratteristiche .


Ma in termini pratici, cosa fa si che durante la vinificazione tale aroma si
formi in maniera pi+APk- o meno accentuata?
La temperatura di fermentazione, l'utilizzo di lieviti particolari o la
scarsa pulizia e gli insufficienti travasi (come il nome della sostanza che
provoca l'odore - se ti ricordi bene - potrebbe fare pensare)?

+AD4-io ho raccolto la scorsa settimana , e devo dire che sta
+AD4-venendo fuori un buon prodotto .
+AD4-Toscana :
+AD4-Pressatura , defecazione statica 10 +ALA- C , fermentazione 18+ALA-
+AD4-C .
+AD4-Gradazione :11.70
+AD4-Ac totale : 7.00
+AD4-pH : 3.01
+AD4-


Immagino sia un bianco, ma quale?

Saluti

Luca

Parenti

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
Se ti piace la "pipì di gatto prova a sentire il Sauvignon della cantina La
Viarte.
ciao Stefano

Roberto ha scritto nel messaggio <7reem1$o26$1...@nslave1.tin.it>...
>Personalmente la mia "iniziazione" al vino di qualità fu una bottiglia di
>Sauvignon Venica 1990 bevuta nel 1993 in un bicchiere decente e.......boom,
>non ho più smesso di comprare vini bianchi da allora.
>
>Io e mia moglie abbiamo però notato da qualche tempo che anche i sauvignon
>che notoriamente erano contraddistinti dalla pipì di gatto al naso stanno
>perdendo questa caratteristica (può anche non piacere, noi andiamo
>letteralmente in visibilio) e ciò ci è anche stato confermato in colloqui
>che abbiamo avuto con alcuni produttori friulani durante una vacanza l'anno
>scorso (tra cui Venica), i quali in fase di vinificazione possono
>"correggere" questo profumo aggressivo.
>
>che ne pensate ? Avete in mente qualche sauvignon "felino" assaggiato
>recentemente ?
>
>Ciao e grazie
>
>roberto
>
>
>
>

luca

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to

Luca Bresesti ha scritto:

> luca ha scritto nel messaggio +ADw-37DCE280.7A861D2D+AEA-hesp.it+AD4-...
>

> Ma in termini pratici, cosa fa si che durante la vinificazione tale aroma si
> formi in maniera pi+APk- o meno accentuata?

Come in tutti i bianchi le varabili sono molte , delle annate particolarmente
asciutte , quando la vite soffre , il sauvignon ha dei profumi molto
accentuati di melone e frutta tropicale, altre volte si hanno caratteristiche di
mela quindi , per prima cosa la maturazione .
Le altre operazioni di cantina , vista la tecnologia adottata , e' pressoche
simile da annata ad annata (voglio dire lieviti , freddo e pulizia dei mosti)
qualche anno fa ho provato la criomacerazione , con l'ottenimento di prodotti
piu' complessi , ma senza caratteristiche varietali tipiche ormai del mio
prodotto .

> La temperatura di fermentazione, l'utilizzo di lieviti particolari o la
> scarsa pulizia e gli insufficienti travasi (come il nome della sostanza che
> provoca l'odore - se ti ricordi bene - potrebbe fare pensare)?
>

> +AD4-Toscana :
> +AD4-Pressatura , defecazione statica 10 +ALA- C , fermentazione 18+ALA-
> +AD4-C .
> +AD4-Gradazione :11.70
> +AD4-Ac totale : 7.00
> +AD4-pH : 3.01
> +AD4-
>
> Immagino sia un bianco, ma quale?
>

Il Sauvignon Bianco


>
> Saluti

Daniela Sassetti

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
regà cioè è veramente assurdo il sambuco è una delle piante più difuse in
ogni regione italiana e i suoi fiori sono ad ombrello, tipo angelica ma
molto grandi, sono bianchi piccolini e mooolto profumati a meno che il naso
non sia stato compromesso dalla pipì dei vostri gattacci che se fosse per me
li cucunerei col sovignon. Sono ianchi come dicevo e poi diventano
giallastri e perdono i petali si può dire che "fermentano" e esprimono
l'odore in questione proprio in questa fase riempiendo l'aria di primavera.
Poi diventano frutti, òpiccole palline nere che appesantiscono i rami. con
chi ce l'Hoo? e me lo domandi sandro? Supponente è chi paragona il vino alla
pipì, non ad un fiore!
.

Sandro

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
On Mon, 13 Sep 1999 11:00:47 +0200, "Roberto" <na...@tin.it> wrote:

>fiore di sambuco surmaturo (alzi la mano chi lo conosce......)
>mi sembra più supponente della
>pipì di gatto (alzi la mano chi non la conosce......)
>
>con simpatia roberto

Perchè dovrebbe essere supponenza, o qualsiasi altro atteggiamento
negativo, associare il profumo del fiore di sambuco al sauvignon.
Forse il termine "surmaturo" è un tantino di troppo, ma io trovo
comunque l'associazione più che valida.

Sandro

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
On Sun, 12 Sep 1999 22:27:16 GMT, "BD" <B...@libero.it> wrote:

>> Perchè invece nella pipì di gatto ci sguazzi tutto il giorno?
>>
>non ci sguazzo io e forse neanche te però sappiamo entrambi qual'è
>l'efferato olezzo

Beh, non esageriamo. "Efferato olezzo" per un aroma che viene
ricercato ed apprezzato da molti amanti del sauvignon è un po' troppo.

>(percentuale del 100%) invece io di sicuro non ho mai
>sentito il profumo dei fiori di sambuco e quindi la percentuale è perlomeno
>del 50 %, che poi possa non essere il massimo per esprimere la vera poesia
>del vino in questione lo posso tranquillamente affermare, così come penso
>possa essere (sigh!) la metafora più azzeccata per descrivere lo stato
>olfattivo dei sauvignon (mio vino bianco preferito).

Ottimo, vedo che ragionando ci si capisce. Sono perfettamente
d'accordo che il termine rende molto bene. Se hai letto bene il mio
msg avrai notato che ho ben evidenziato che spesso il termine è
"centrato", nel senso che ci si capisce subito.

Ciò che cercavo di dire era che l'utilizzo di termini che richiamino
sostanze "negative" per esprimere sensazioni o situazioni "positive",
intese come piacevoli, è sbagliato e può portare a incomprensioni.

Usare il termine "pipì di gatto", per valorizzare l'aroma di un vino,
è un'abitudine di chi frequenta l'ambiente del vino, ed è solamente di
questi.
Potrò sbagliare, ed in questo essere certamente "supponente", ma temo
che la maggior parte di chi usa questo termine non lo faccia tanto per
le sue frequentazioni feline, quanto per averlo sentito usare da altri
ritenuti, a torto o a ragione, più bravi.

Se prendi una persona che non frequenta gli "iniziati" del vino e gli
spieghi che quel determinato sauvignon è "splendido" perchè ha un
intenso aroma di pipì di gatto; è probabile che passi per matto o
pervertito. Comunque non verrai di certo compreso!

E' per questo che rimango convinto che sarebbe opportuno cercare di
non usarlo. Lo so che usandolo ci si capisce prima... ma se chi l'ha
detto la prima volta avesse invece detto "fiore di sambuco surmaturo",
probabilmente il termine "pipì di gatto" non sarebbe entrato nei modi
di dire degli enofili ed avremmo al suo posto il termine "fiore di
sambuco surmaturo".

Del resto non è una novità quella che sto dicendo (pipì di gatto a
parte).
L'utilizzo di termini "negativi" è ormai sconsigliato da tutte le
varie scuole di degustazione.
Per i motivi che ho esposto, ormai quasi nessuno usa più il termine
"invecchiato in ...", un tempo così comune.
Un po' tutti stanno anche sconsigliando termini più blandi come
"carico".

>Un saluto

Anche a te.

>Andrea

Sandro.
sandro...@brembenet.it <togliere .nospam>

Sandro

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
On Mon, 13 Sep 1999 13:39:45 +0200, luca <luca...@hesp.it> wrote:

>Ciao a tutti , e ben riletti

> ...


>Pressatura , defecazione statica 10 ° C , fermentazione 18°
>C .
>Gradazione :11.70
>Ac totale : 7.00
>pH : 3.01
>
>Ciao a tutti
>Luca

La defecazione statica...
Ma come ci riesci, col tantra?
A 10° C. poi brrr... si stringe tutto. Manco col Guttalax.
Che sei eschimese?

Roberto

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to
infatti la ritengo anche io validissima ma non capisco proprio perchè la
pipì di gatto non debba avere "dignità" di odore riconosciuto da (quasi)
tutti.

non sono molto d'accordo sul fatto che, specialmente con i vini rossi,
nell'esame olfattivo non si possano chiamare per nome alcuni odori che,
anche se nella vita di tutti i giorni essi hanno una connotazione negativa -
o perlomeno non riconducibile ad un profumo - nel vino denotano una
variabilità dei profumi non necessariamente sinonimo di puzze.

In questi giorni ho scoperto uno splendido NG americano
ultracompetente(specialmente circa le degustazioni e le anteprime) e ho
notato che non c'è il minimo problema circa il vocabolario delle impressioni
olfattive e gustative: si leggono parole come barnyard (aia o anche luogo
sporco), sperm, wee (pipì) riguardo a vini di sicuro valore e dall'alto
punteggio - semplicemente quegli odori vengono interpretati come facenti
parte di un ventaglio riscontrato nell'esame olfattivo - e vi assicuro che
quando trovano vere puzze sparano a zero.

Chi volesse l'indirizzo mi scriva

un saluto a tutti roberto

luca

unread,
Sep 13, 1999, 3:00:00 AM9/13/99
to

Sandro ha scritto:


>
> On Mon, 13 Sep 1999 13:39:45 +0200, luca <luca...@hesp.it> wrote:
>
> >Ciao a tutti , e ben riletti
> > ...
> >Pressatura , defecazione statica 10 ° C , fermentazione 18°
> >C .
> >Gradazione :11.70
> >Ac totale : 7.00
> >pH : 3.01
> >
> >Ciao a tutti
> >Luca
>
> La defecazione statica...
> Ma come ci riesci, col tantra?
> A 10° C. poi brrr... si stringe tutto. Manco col Guttalax.

Beh sai spingo forte e ......... :)

> Che sei eschimese?
No , Senese.


> Ciao, Sandro.
> sandro...@brembenet.it <togliere .nospam>

P.S "Defecazione : Allontanamento delle impurita' da un liquido mediante
semplice sedimentazione o con aggiunta di particolari sostanze
(defecanti)"
Devoto Oli

--

Luca...@hesp.it my exact email addres
Rimuovi -toglimi- dall'indirizzo email

BD

unread,
Sep 14, 1999, 3:00:00 AM9/14/99
to
Ora ho capito tutto infatti pensavo che la mia vicina di casa fosse una
sudiciona e che in tutti i vicoli della riviera di levante i gatti
imperversassero con le loro deiezioni...........la mera verità era un'altra:
la vicina aveva un giardino ricchissimo di fiori di sambuco e di cognome
faceva MOLINARI ed aveva fatto sterminare tutti i gatti per non confondere
più gli olezzi, ma oramai la plebe aveva definitivamente associato l'aroma
in proposito e la sambuca la bevevano con la mosca "che così non si sente la
puzza di pipì di gatto".

Daniela Sassetti <dsa...@tin.it> wrote in message

7rjl83$klq$1...@nslave1.tin.it...


> regà cioè è veramente assurdo il sambuco è una delle piante più difuse in
> ogni regione italiana e i suoi fiori sono ad ombrello, tipo angelica ma
> molto grandi, sono bianchi piccolini e mooolto profumati a meno che il
naso
> non sia stato compromesso dalla pipì dei vostri gattacci che se fosse per
me

Allora visto che mi parli di supponenza mi devi spiegare come mai il fiore
di sambuco profuma e la pipì di gatto puzza visto che li usi per descrivere
lo stesso stato olfattivo !!!!!!!!!

un saluto Andrea

mauro zabot

unread,
Sep 14, 1999, 3:00:00 AM9/14/99
to

Sandro ha scritto nel messaggio <37dd5a39...@news.libero.it>...

>
>La defecazione statica...
>Ma come ci riesci, col tantra?
>A 10° C. poi brrr... si stringe tutto. Manco col Guttalax.
>Che sei eschimese?
>
ROLF

mauro zabot

unread,
Sep 14, 1999, 3:00:00 AM9/14/99
to

BD ha scritto nel messaggio


>Allora visto che mi parli di supponenza mi devi spiegare come mai il fiore
>di sambuco profuma e la pipì di gatto puzza visto che li usi per descrivere
>lo stesso stato olfattivo !!!!!!!!!
>


Ecco la vera questione del problema. Come può essere che un odore sia puzza
e profumo quando è sempre uguale a se stesso? Per me un vino che a sentore
di pipi di gatto non può essere considerato buono ne tanto meno salvato con
la scusa della tipicità.

Come ho già detto il dolcetto ha tendenza a prendere forti puzze di ridotto
e molti lo assolvono per questo suo difetto (quando c'è) con la scusa che è
tipico, altri lo ricercano addirittura così (sempre meno per fortuna). La
verità e che si tratta di un prodotto fatto male.

Discorso equivalente si potrebbe fare per il "merdino" del barolo. Io ci
rinuncio, grazie.

Sandro

unread,
Sep 14, 1999, 3:00:00 AM9/14/99
to
On Tue, 14 Sep 1999 03:00:50 +0200, "mauro zabot"
<m.zabot@nospam_areacom.it> wrote:

>
>Sandro ha scritto nel messaggio <37dd5a39...@news.libero.it>...
>>
>>La defecazione statica...
>>Ma come ci riesci, col tantra?
>>A 10° C. poi brrr... si stringe tutto. Manco col Guttalax.
>>Che sei eschimese?
>>
>ROLF
>
>Mauro

ROLF or ... ROTFL

By, Sandro.

sandro...@brembenet.it <togliere .nospam>

Sergio Scienza

unread,
Sep 14, 1999, 3:00:00 AM9/14/99
to

Daniela Sassetti <dsa...@tin.it> wrote in message
7rjl83$klq$1...@nslave1.tin.it...
> regà cioè è veramente assurdo il sambuco è una delle piante più difuse in
> ogni regione italiana e i suoi fiori sono ad ombrello, tipo angelica ma
> molto grandi, sono bianchi piccolini e mooolto profumati a meno che il
naso
> non sia stato compromesso dalla pipì dei vostri gattacci che se fosse per
me
> li cucunerei col sovignon. Sono ianchi come dicevo e poi diventano
> giallastri e perdono i petali si può dire che "fermentano" e esprimono
> l'odore in questione proprio in questa fase riempiendo l'aria di
primavera.
> Poi diventano frutti, òpiccole palline nere che appesantiscono i rami.

Se non l'hanno capito adesso...
Io aggiungerei che taluni sauvignon, non necessariamente molto invecchiati,
presentano una intensità di profumo che tende al fico secco o molto maturo.

Ciao.

Sergio

PS: ricordo una recensione di quel pistola di Luca Maroni in cui parlava di
"merdino di lattante" riferendosi, credo, ad un vino bianco.
Evidentemente ha fatto scuola (sic!).

Luca Bresesti

unread,
Sep 16, 1999, 3:00:00 AM9/16/99
to

Roberto ha scritto nel messaggio <7rjqvm$icc$1...@nslave1.tin.it>...

>
>In questi giorni ho scoperto uno splendido NG americano
>ultracompetente(specialmente circa le degustazioni e le anteprime) e ho
>notato che non c'č il minimo problema circa il vocabolario delle

impressioni
>olfattive e gustative: si leggono parole come barnyard (aia o anche luogo
>sporco), sperm, wee (pipě) riguardo a vini di sicuro valore e dall'alto

>punteggio - semplicemente quegli odori vengono interpretati come facenti
>parte di un ventaglio riscontrato nell'esame olfattivo - e vi assicuro che
>quando trovano vere puzze sparano a zero.
>
>Chi volesse l'indirizzo mi scriva
>


Sperma??
Pipi???

Sei proprio sicuro che fosse un NG sul vino -;)?

Saluti

Luca

Maurizio Barabucci

unread,
Sep 17, 1999, 3:00:00 AM9/17/99
to
mauro zabot <m.zabot@nospam_areacom.it> wrote in message
7rk76u$24i$1...@serv1.iunet.it...

> Ecco la vera questione del problema. Come può essere che un odore sia
puzza

> e profumo quando è sempre uguale a se stesso? Per me un vino che ha


sentore
> di pipi di gatto non può essere considerato buono ne tanto meno salvato
con
> la scusa della tipicità.

Il Sauvignon Blanc sviluppa questo profumo secondario - che si può definire
foglia di pomodoro, peperone verde, pipì di gatto o sambuco surmaturo, tanto
l'odore è sempre quello - durante la fermentazione, anche quando è
vinificato bene ed in modo pulito.
Il vero nocciolo della questione è che - quando un vino proviene da uve
concentrate, mature e vinificate correttamente - la voce varietale non
rimane isolata, non è predominante, ma fa parte di un complesso molto più
ampio.
In poche parole quando un vino non ha altro da dare, da' il varietale e
basta; quando, invece ha altro da' dare, il varietale è una voce tra le
altre.

> Come ho già detto il dolcetto ha tendenza a prendere forti puzze di
ridotto
> e molti lo assolvono per questo suo difetto (quando c'è) con la scusa che
è
> tipico

La puzza di ridotto è effettivamente un difetto, non è un sentore varietale,
ed è riscontrabile in moltissimi vini, l'odore di "quel" sentore nel
Sauvignon non è un difetto, a meno che non si senta solo quello.
Esistono moltissimi Sauvignon che presentato solo quel sentore, isolato e
sempre uguale a se stesso, i quali presentano - ad un'analisi più attenta -
corpo magro e/o acidità elevata, così facendo del varietale, una prerogativa
dei
piccoli vini.

> Discorso equivalente si potrebbe fare per il "merdino" del barolo. Io ci
> rinuncio, grazie.

Anche quello è un grave difetto di pulizia, ci rinuncio anch'io.


Ciao Maurizio


Daniela Sassetti

unread,
Sep 19, 1999, 3:00:00 AM9/19/99
to
Esprimo la convinzione supponente che pur in presenza di una serie di
molecole evidentemente intrecciate in modo simile, tra fior di sambuco e
piscio di gatto ci sia una notevole differenza olfattiva, anche se poco
percettibile se non nei nasi più avvezzi a odorare o più sfigati, nel senso
che presempio il mio è quasi una tortura perchè dovrei andare in giro con un
fazzoletto profumato davanti in quanto le becco tutte le emissioni!
Ritornando alla questione appassionantissima direi che al sambuco mancano
quelle componenti negative che ha l'odore di urina di gatto. La persistenza
per esempio, dovuta alla necessità animale di far durare il più a lungo
possibile la traccia (almeno fino a che non gli riscappa proprio da quelle
parti lì); e poi la componente ormonale, che identificherei con quell'acuta
degenerazione di selvaticume che il vegetale non ha necessità di possedere
in quanto non deve operare dissuasione aggressiva nei confronti di altri
gatti maschi. Il sambuco ricorda la pipì di gatto, ma smussandone le
componenti negative, assurge a odore e si lascia alle spalle la presunzione
di puzza.

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