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>Ciao a tutti! Sono un appassionato di vino, ancora alle prime armi, che si
>interroga su alcune questioni...Alcuni miei amici
>mi hanno detto (e loro lo fanno cosě) che aggiungendo zucchero al mosto, si
>aumenta la gradazione alcolica, rendendo cosě il vino piů stabile.
>Vorrei sapere, quali sono le conseguenze sul futuro vino ( ad esempio puň
>correre il rischio di intorbidamenti o di lieve spunto senza essere aceto)
> e sul futuro bevitore di quel vino...se ce ne sono. Grazie della vostra
>considerazione!
aaaargh...
> On Sat, 5 Jan 2002 14:33:29 +0000 (UTC), "Gian" <gja...@libero.it>
> wrote:
>
> >Ciao a tutti! Sono un appassionato di vino, ancora alle prime armi, che si
> >interroga su alcune questioni...Alcuni miei amici
> >mi hanno detto (e loro lo fanno così) che aggiungendo zucchero al mosto, si
> >aumenta la gradazione alcolica, rendendo così il vino più stabile.
> >Vorrei sapere, quali sono le conseguenze sul futuro vino ( ad esempio può
> >correre il rischio di intorbidamenti o di lieve spunto senza essere aceto)
> > e sul futuro bevitore di quel vino...se ce ne sono. Grazie della vostra
> >considerazione!
>
> aaaargh...
Neanch'io sono convinto della qualità di questo vino (tanto più che se non
sbaglio, l'aggiunta di zucchero,in Italia e non in altri Paesi,
è vietata per legge): il vino è un prodoto naturale e non dovrebbe essere
sottoposto a sofisticazioni chimiche artificiali...
il processo di fermentazione porta naturalmente al vino attraverso una
atenzione e una cura costante alle variabili negative,
non c' è bisogno di aggiunte...
..Comunque quello che cerco è un parere di un enologo...se tu comunque non lo
sei
ma sei appassionato di vini...sarei contento lo stesso di sapere cosa si
nasconde sotto il tuo aaaargh..Ciao e grazie!
Lo zucchero aggiunto al mosto alza il grado alcolico del futuro vino;
poiche' (soprattutto in passato) e' il grado a fare il prezzo del vino,
cio'costisce una frode nei confronti di chi acquista un prodotto che non
ha le caratteristiche organolettiche e commerciali dichiarate.
Se vuoi correggere il grado alcolico puoi *tagliare* il vino (non il
mosto) con un vino di gradazione superiore oppure concentrarlo a freddo:
poi veditela con gli eventuali disciplinari per la denominazione.
Blau
Gian wrote:
> Vorrei sapere, quali sono le conseguenze sul futuro vino (cut)
Per ultimo si vuole ricordare che lo zucchero di canna o barbabietola é pur
sempre un prodotto "naturale" come pure i prodotti della sua fermentazione.
Saluti
Gian <gja...@libero.it> wrote in message
2b950279d41e4297b33...@mygate.mailgate.org...
> Ciao a tutti! Sono un appassionato di vino, ancora alle prime armi, che si
> interroga su alcune questioni...Alcuni miei amici
> mi hanno detto (e loro lo fanno cosě) che aggiungendo zucchero al mosto,
si
> aumenta la gradazione alcolica, rendendo cosě il vino piů stabile.
> Vorrei sapere, quali sono le conseguenze sul futuro vino ( ad esempio puň
>
>Dal punto di vista organolettico e sanitario la correzione del grado con
>saccarosio (= zucchero di canna o barbabietola) non comporta alcuna
>conseguenza negativa. In diversi paesi anche Comunitari (Francia e Germania
>in testa) tale pratica é ammessa, regolamentata e regolarmente utilizzata.
>In Italia la correzione del vino con saccarosio é vietata mentre per la
>presa di spuma degli spumanti (Talento, Franciacorta, ....) é ammessa e da
>sempre, normalmente viene impiegato saccarosio.
Mi pare che semplifichi un po' le cose.
In Francia per i vini AOC non e' ammessa l'aggiunta di zucchero nelle
regioni meridionali e in Alsazia. Per esempio, qui a Bandol non e'
legale. In certe regioni, e' ammessa (cosa che trovo inaccettabile e
scandalosa) ma in condizioni molto controllate, in casi particolari,
autorizzando l'uso di saccarosio, glucosio o fruttosio entro i limiti
di 2 gradi di alcool; se un viticoltore possiede piu' di 25 kg di
zucchero deve dichiararli alla Direction Générale des Douanes et
Droits Indirects altrimenti rischia sanzioni penali dal Service de la
Repression des Fraudes. Queste leggi contro le falsificazioni e le
frodi alimentari esistono qui da oltre un secolo, e sono molto piu
restrittive che gli accordi del trattato di Roma della CEE.
In Germania non e' ammesso l'arricchimento dei mosti con zucchero per
vini di prima qualita (QmP, Qualitaetswein mit Praedikat). Quindi, un
Kabinett, uno Spaetlese, un TBA sono garantiti non-chaptalizzati.
>
>Per ultimo si vuole ricordare che lo zucchero di canna o barbabietola é pur
>sempre un prodotto "naturale" come pure i prodotti della sua fermentazione.
Quindi la Coca Cola e' naturale. Infatti, la Coca Cola ha una storia
piu' antica delle DOC o le AOC... Non per questo la bevo.
Perche' trovo inaccettabile l'aggiunta di zucchero? Perche' e' un modo
di produrre vino di grado alcoolico superiore pur mantenendo rese
altissime. Le conseguenze organolettiche quindi non derivano
dall'aggiunta di zucchero per se, il quale viene semplicemente
fermentato in alcool, ma dal fatto che il mosto era di scarsa qualita
fin dall'inizio. Aggiungi zucchero a mosto di scarsa qualita, ti viene
fuori un vino di grado alcoolico normale, ma la qualita' non cambia,
rimane scarsa.
Ci sono altri metodi, tra l'altro autorizzati dalla UE, come per
esempio l'aggiunta di mosto concentrato rettificato. Dalla padella
alla brace...
In altre parole, se l'aggiunta di zucchero e' spesso legale e sempre
"naturale", il vino che ne risulta non puo' essere un vino che esprime
terroir, un vino puro, un vino che ho volgia di provare.
Mike
>
>Saluti
>
>Gian <gja...@libero.it> wrote in message
>2b950279d41e4297b33...@mygate.mailgate.org...
>> Ciao a tutti! Sono un appassionato di vino, ancora alle prime armi, che si
>> interroga su alcune questioni...Alcuni miei amici
>> mi hanno detto (e loro lo fanno così) che aggiungendo zucchero al mosto,
>si
>> aumenta la gradazione alcolica, rendendo così il vino più stabile.
>> Vorrei sapere, quali sono le conseguenze sul futuro vino ( ad esempio può
>On Sun, 06 Jan 2002 10:23:38 GMT, "Ignoto" <dib...@tin.it> wrote:
>
>>>
>Ci sono altri metodi, tra l'altro autorizzati dalla UE, come per
>esempio l'aggiunta di mosto concentrato rettificato. Dalla padella
>alla brace...
>
Riprendendo l'argomento, anche se l'aggiunta di zucchero e' vietata in
Italia, l'aggiunta di mosto concentrato e' permessa. Questa non e'
altro che una forma i arricchimento artificiale con risultati
esattamente equivalenti all'aggiunta di zucchero, con la sola
differenza che i mosti in questione mi sembrano un male ancor peggiore
dello zucchero che, se non altro, almeno e' puro... Le possibili
conseguenze organolettihce dell'uso di concentrati mi sembrano piu'
rischiose dell'uso dello zucchero. Ma la legge Europea e' cosi'.
Mike
> ...
a me sembrava che lo chiedesse per consumo personale...
Saluti
Marco
"Mike Tommasi" <mi...@tommasi.org> schrieb im Newsbeitrag
news:i7rg3ukaf41ldf5ue...@4ax.com...
;-)
Mike
> Mah, io rimango convinto che la chaptalisastion andrebbe punita con la
> pena chaptale...
>
Se così fosse mi sa che per bere vino te lo dovresti produrre da solo
perchè di produttori ne rimarrebbero gran pochi.
Francamente non capisco le ragioni della tua crociata, una aggiunta di
zucchero pari a 1 grado non cambia sicuramente un vino scarsamente
concentrato a causa delle rese troppo elevate in un buon vino, anzi nel
caso lo diluisce ulteriormente.
Può essere invece molto utile per le caratteristiche organolettiche
vendemmiare in anticipo e conservare una buona acidità e recuperare
gradazione con lo zucchero (si potrebbe anche vendemmiare più tardi ed
acidificare, però se ti scandalizza lo zucchero per l'acidificazione
come minimo ti strapperesti le vesti ;-))
Riesco a capire meno quelli che, sistematicamente, acidificano e
zuccherano come faceva il vecchio enologo degli Hospices de Beaune, di
cui non ricordo il nome (anche perchè, beneficenza a parte, non è che
cavasse fuori granchè, almeno per quello che ho assaggiato io).
Saluti
Luca
>"Mike Tommasi" ha scritto:
>
>> Mah, io rimango convinto che la chaptalisastion andrebbe punita con la
>> pena chaptale...
>>
>
>Se così fosse mi sa che per bere vino te lo dovresti produrre da solo
>perchè di produttori ne rimarrebbero gran pochi.
>Francamente non capisco le ragioni della tua crociata, una aggiunta di
>zucchero pari a 1 grado non cambia sicuramente un vino scarsamente
>concentrato a causa delle rese troppo elevate in un buon vino, anzi nel
>caso lo diluisce ulteriormente.
Rimane un vino scarso...
>Può essere invece molto utile per le caratteristiche organolettiche
>vendemmiare in anticipo e conservare una buona acidità e recuperare
>gradazione con lo zucchero (si potrebbe anche vendemmiare più tardi ed
>acidificare, però se ti scandalizza lo zucchero per l'acidificazione
>come minimo ti strapperesti le vesti ;-))
Solo a leggerti mi sono strappato la camicia. ;-)
Meglio fare come in Langa, dove si autorizza aggiungere un po' di vino
piu' giovane e piu' alcoolico... oppure semplicemente accontentarsi
di meno alcool, pur mantenendo un buon equilibrio; penso a tutti quei
bei vini tedeschi... insomma, per 1-2 gradi di alcool non vale la pena
di sofisticare il vino, ho provato vini ottimi a 11 gradi e anche
molto meno.
>Riesco a capire meno quelli che, sistematicamente, acidificano e
>zuccherano come faceva il vecchio enologo degli Hospices de Beaune, di
>cui non ricordo il nome (anche perchè, beneficenza a parte, non è che
>cavasse fuori granchè, almeno per quello che ho assaggiato io).
D'accordo.
Mike
>Alcuni miei amici
>mi hanno detto (e loro lo fanno così) che aggiungendo zucchero al mosto, si
>aumenta la gradazione alcolica, rendendo così il vino più stabile.
più che stabile direi alcoolico
>Vorrei sapere, quali sono le conseguenze sul futuro vino ( ad esempio può
>correre il rischio di intorbidamenti o di lieve spunto senza essere aceto)
no assolutamente io lo faccio normalmente per un bianco che mi bevo
nell'anno, un misto di verdea greco e cortese che rimane sempre basso di
zuccheri e di acidità, ovviamente alzo con tartarico
> e sul futuro bevitore di quel vino...se ce ne sono.
tu per esempio, non hai mai bevuto il vino dei tuoi amici?
non ha nessuna differenza di gusto e di profumo con il vino non zuccherato,
l'unica è la fermentazione più lunga e decisamente tumultuosa, fatta senza
lieviti aggiunti, ottimo
ciao mauri
saluti da www.ziopapes.it
----------
l'uso fa legge
cut
> > nell'anno, un misto di verdea greco e cortese che rimane sempre basso di
> zuccheri e di acidità, ovviamente alzo con tartarico
Domanda, come fa l'uva a rimenere bassa di Zuccheri e anche di aciditá, non
é un controsenso?
E poi non é vietato arricchire ED acidificare ? (in francia lo é di certo)
cut
> saluti da www.ziopapes.it
> ----------
> l'uso fa legge
Saluti
Marco
>
>
Mi intrometto perchè hai toccato un punto che mi sta a cuore.
E' una mia impressione o c'è la tendenza ad aumentare la gradazione dei
vini?, ormai si arriva sovente a 13,5-14°
E' una tendenza richiesta dal gusto, una naturale tendenza data da
annate sempre ottime o che, o una pratica per poter equilibrare
l'acidità, soprattutto per i rossi, in modo da immetterli sul mercato
prima?
--
Ciao
Alberto
la mia e-mail é: ric...@libero.it
Pierpaolo
"Alberto" <b...@nonsisa.com> ha scritto nel messaggio
news:3C3AED28...@nonsisa.com...
Ciao
Io non intendevo parlare di gradazione aggiunta, ma di gradazione
dell'uva, aumenta solo per questioni fisiche (stagioni più secche o
minori rese) o è un'aumento cercato?
>E' una mia impressione o c'è la tendenza ad aumentare la gradazione dei
>vini?, ormai si arriva sovente a 13,5-14°
>
>E' una tendenza richiesta dal gusto, una naturale tendenza data da
>annate sempre ottime o che, o una pratica per poter equilibrare
>l'acidità, soprattutto per i rossi, in modo da immetterli sul mercato
>prima?
Un paio di mesi fa ho bevuto a breve distanza di tempo due *bianchi*
friulani di gradazione inusuale (almeno per me). Uno era un Tocai Vigne
di Zamo', l'altro una Malvasia Istriana di.... cavolo, ora mi sfugge.
Entrambi annata 2000, entrambi 14,5% alcool.
Una coincidenza, o una caratteristica dell'annata 2000 in quelle zone?
Tra l'altro il Refosco di Zamo' della stessa annata era un paio di gradi
di meno...
ciao
max
--
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>
>> > nell'anno, un misto di verdea greco e cortese che rimane sempre basso
di
>> zuccheri e di acidità, ovviamente alzo con tartarico
>
>Domanda, come fa l'uva a rimenere bassa di Zuccheri e anche di aciditá, non
>é un controsenso?
questo misto di uve mi da regolarmente circa 16 di babo, poi la verdea è
un'uva particolare, si chiama anche colombana di peccioli, è il vino bianco
per eccellenza che si produce nella collina di s. colombano al lambro,
in toscana la usano da tavola,
un vino fatto di sola verdea sarebbe pessimo, maderizzato e olioso al gusto
perchè bassa
di acidità, quindi va tagliata
>E poi non é vietato arricchire ED acidificare ? (in francia lo é di certo)
lo faccio per me, visto che si beve solo in famiglia, epppoi non è un
peccato mortale
ma ditemi un po', perchè in francia possono mettere zucchero ed in italy no?
ma perchè non hanno il sud che produce vini da taglio e mosto concentrato
nel secolo trascorso anche da noi potevamo aggiungere zucchero ma poi
per-mettere agli agricoltori che lavorano in fondo allo stivale di vendere
la loro uva hanno proibito di zuccherare il mosto,
ma anche i vignaioli del sud crescono ed ora fanno degli ottimi vini e non
vendono più l'uva e il mosto concentrato a due lire, che comperavamo noi per
i tagli
e allora da dove arriva oggi? nord africa? sudamerica?
forse è ora di cambiare le regole, nooo?
ciao mauri
saluti da www.ziopapes.it
-----------
l'uso vince la legge
snip
>
>
>>E poi non é vietato arricchire ED acidificare ? (in francia lo é di certo)
>
>lo faccio per me, visto che si beve solo in famiglia, epppoi non è un
>peccato mortale
>
>ma ditemi un po', perchè in francia possono mettere zucchero ed in italy no?
E dagli, ma non leggi i post? ;-)
>ma perchè non hanno il sud che produce vini da taglio e mosto concentrato
nel sud non si puo zuccherare. Si, si fa vino da taglio, ma sempre di
meno. E di vini buoni ce ne sono sempre stati nel sud della Francia, e
oggi sempre di piu'....
>nel secolo trascorso anche da noi potevamo aggiungere zucchero ma poi
>per-mettere agli agricoltori che lavorano in fondo allo stivale di vendere
>la loro uva hanno proibito di zuccherare il mosto,
>ma anche i vignaioli del sud crescono ed ora fanno degli ottimi vini e non
>vendono più l'uva e il mosto concentrato a due lire, che comperavamo noi per
>i tagli
>e allora da dove arriva oggi? nord africa? sudamerica?
>forse è ora di cambiare le regole, nooo?
esatto, l'Italia importa vini da taglio dal nordafrica e dalla
Turchia, e dal sudamerica, poi lo rivende marchiato UE ai supermercati
in Francia, facendo incazzare quegli scemi che ancora insistono a fare
vini da taglio localmente. Non ci resta che piangere
Mike
Finché non lo metti in commercio....
> ma ditemi un po', perchè in francia possono mettere zucchero ed in italy
no?
Semplice, l'Europa e divisa in diverse zone e sottozone, che sono divise in
base alle caratteristiche climatiche, in alcune zone si puó arricchire per
compensare un basso grado dovuto alle condizioni meteo in altre si puó
acidificare sempre per compensare. Il tutto é naturamente passibbile di
eccezioni collegate all'andameto climatico.
> ma perchè non hanno il sud che produce vini da taglio e mosto concentrato
> nel secolo trascorso anche da noi potevamo aggiungere zucchero ma poi
> per-mettere agli agricoltori che lavorano in fondo allo stivale di vendere
> la loro uva hanno proibito di zuccherare il mosto,
> ma anche i vignaioli del sud crescono ed ora fanno degli ottimi vini e non
> vendono più l'uva e il mosto concentrato a due lire, che comperavamo noi
per
> i tagli
Mi dispiace ma non é corretto, infatti la sicilia per esempio con una
produzioe intorno agli ottomilioni di ettolitri di concentrato e di
rettificato ne fa in abbondanza per tutti, se poi la provenienza é diversa
si tratta solo di prezzo e non di disponibilitá.
> e allora da dove arriva oggi? nord africa? sudamerica?
> forse è ora di cambiare le regole, nooo?
> ciao mauri
> saluti da www.ziopapes.it
> -----------
> l'uso vince la legge
Marco
La legge deriva dall'uso
>
>
Pienamente d'accordo. Io ho la sensazione che io modo piu' semplice per
aumentare la struttura di vino sia di alzargli la gradazione alcolica...
Quelli che ci capiscono si aggorgono e non vengono fregati, gli altri,
come in tutte le cose, vengono teneramente raggirati. E quelli (tra cui io)
sono tanti tanti.
Marco
Scusa ma non sono d'accordo, infatti l'alcool é si una parte integrante del
gusto nel suo insieme, ma da solo non fa un buon vino. Se si beve un vino
con un alto tenore alcolico che non ha la struttura adatta ad integrare
questa componente, risulterá squilibrato e fastidioso.
Per questo moti produttori preferiscono la concentrazione del mosto con vari
sistemi propio per concentrare anche le altre componenti in modo da ottenere
un vino piú equilibrato rispetto ad uno che é stato solo arricchito.
Poi l'essere d'accordo o no su queste procedure é a mio parere soggettivo.
Io, a prescindere dal fatto che ritengo il massimo un vino fatto senza
interventi straordinari preferisco un vino magari "aggiustato" per
concentrazione sapiente che uno "aggiustato" con i trucioli.
> Marco
Winemarco
> Scusa ma non sono d'accordo, infatti l'alcool é si una parte integrante del
> gusto nel suo insieme, ma da solo non fa un buon vino. Se si beve un vino
> con un alto tenore alcolico che non ha la struttura adatta ad integrare
> questa componente, risulterá squilibrato e fastidioso.
> Per questo moti produttori preferiscono la concentrazione del mosto con vari
> sistemi propio per concentrare anche le altre componenti in modo da ottenere
> un vino piú equilibrato rispetto ad uno che é stato solo arricchito.
> Poi l'essere d'accordo o no su queste procedure é a mio parere soggettivo.
Ciao
Un altro punto dolente: i trucioli, nobilmente chiamati "barrique";
peccato che l'uso indiscriminato di questo stumento ci dia dei vini che
sanno di legno, a volte, e sottolineo A volte perchè qualcuno usa le
barriques con coscienza, sembra di bere un liquido e di succhiare un
pezzo di legno.
Qualcuno sostiene che ci sia un notevole mercato di trucioli.
Per fortuna sembra, da quanto ho letto, che la moda della barrique sia
in calo e limitata ai casi in cui è effettivamente utile.