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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
io l'ho passato nel 2007 e, a parte la lentezza con cui hanno
controllato la macchina, non ho avuto particolari problemi. Ti
prendono l'impronta digitale, ti chiedono con un tono da processo di
Norimberga perchè stai attraversando il confine e devi compilare il
solito foglio d'ingresso con le crocette. Niente di più.
se non reovi il solito poliziotto/a che ti fa0 il 3^ grado chiedendo
dove lavori cosa fai in america , perche ci vai , due fiorini ... ti
giuro che non li sopporto
"Al Kogan" <alk...@alkogan.it> ha scritto nel messaggio
news:ili6o2$p3c$1...@news.newsland.it...
se non è cambiato qualcosa, devi lasciare il recapito di un hotel presso il
quale soggiornerai, altrimenti non ti fanno entrare!
Ricordo passando appunto dal Canada agli Usa [7/8 anni fa] nei pressi di
Niagara, e non avendo ancora un hotel, lasciai un nome qualsiasi che trovai
su un volantino di un locale...
io non ricordo particolarità burocratiche (solamente una lunghissima fila di
vetture, ma credo possa dipendere anche dall'orario che passi la
frontiera).. all'andata ci controllarono i passaporti e chiesero perchè
andavamo in Canada.. e ricordo che facemmo tutto restando in macchina..
ciao, Ruggero
beh, avrò già in mano i biglietti di ritorno NewYork-venezia quindi credo
che non ci siano grossi problemi in tal senso
Io accarezzandomi la pancia gli ho risposto "I've already eat everything".
Carlo
occhio a non sottovalutare queste cose, ho letto recentemente che una
tizia č stata arrestata perchč aveva dimenticato di dichiarare tipo dei
cestini di fragole, cose cosě mentre entrava in USA dal canada
MAX
comunque, certe risposte possono essere male interpretate dai funzionari
USA.
una mia amica, alla domanda che cosa andasse a fare negli USA, rispose..
sono affari miei..
fu portata in un ufficio dove rimase una giornata subendo interrogatori di
tutti i tipi.
>una mia amica, alla domanda che cosa andasse a fare negli USA, rispose..
>sono affari miei..
>fu portata in un ufficio dove rimase una giornata subendo interrogatori di
>tutti i tipi.
LOL
le sara' passata la voglia di fare la spiritosa...
Io penso una cosa: stai entrando in "casa" d'altri, che hanno delle
regole, seppur possiamo considerarle esagerate o sciocche, dal nostro
italico punto di vista. Ho passato diverse frontiere e conosciuto
agenti doganali di varia nazionalita', e mai mi e' passato per
l'anticamera del cervello di dare alle loro domande una risposta
sciocca come "sono affari miei". Nel 99% dei casi, in ogni frontiera,
una risposta del genere ti porta a subire quello che la tua amica ha
subito (e devo dire ben le sta, a questo punto! :-) ).
quoto,
mi viene in mente il simpaticone che, salendo su un volo charter di
ritorno da Ibiza (o simili) chiese alla hostess:"dove posso mettere la
bomba?"
dalle notizie riportate non pass� una buona giornata...
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MassimoB
www.raccontidiviaggio.com
certamente, a volte e' intelligente essere volpi, a volte e' intelligente
essere leoni.
comunque, direi che qui in Italia, o in altri paesi, nessuno ti chiederebbe
mai che cosa vai a fare..
io cerco di evitare gli USA il piu' possibile, perche' sono ottusi ( alla
frontiera)
una volta partii da Los Angeles per Londra, con coincidenza per Milano.
la poliziotta di turno, una negretta alta 1.50 ma cattiva come la peste, mi
fece un interrogatorio di terzo grado perche' le sembrava strano che andassi
a Londra pur essendo italiano.
Finalmente riuscii a convincerla che a Londra ero in transito e sarei
rimasto poche ore. Mi metto nei panni di chi mastica poco l'inglese..
lessi una volta di un vecchio professore inglese che fu gettato a terra da
un poliziotto, in quanto aveva attraversato la strada dove non era permesso.
Alla richiesta di documenti il professore rispose che non ne aveva ( cosa
normale in GB). Fu ammanettato e portato in guardina con i soliti modi poco
urbani..
Insomma.. negli USA la polizia puo' sparare e poi fare domande..
>certamente, a volte e' intelligente essere volpi, a volte e' intelligente
>essere leoni.
>
>comunque, direi che qui in Italia, o in altri paesi, nessuno ti chiederebbe
>mai che cosa vai a fare..
Paese che vai, usanze che trovi, per quanto a noi possano sembrare
sciocche, come dicevo.
E si che al giorno d'oggi ci sono una miriade di siti informativi su
viaggi e affini, per cui uno sa bene a cosa va incontro alle dogane
delle diverse nazioni.
>io cerco di evitare gli USA il piu' possibile, perche' sono ottusi ( alla
>frontiera)
Guarda, devo partire sabato per il Messico, e ho accuratamente evitato
(proprio per i controlli doganali anche per il solo transito)
soluzioni con scalo negli USA. Avrei risparmiato sul costo dei voli,
ma di certo non avrei risparmiato nella maggior tranquillita' che
invece mi da uno scalo a Parigi...
Un giorno o l'altro mi faro' forza e andro' negli USA, devo vedere
assolutamente Grand Canyon, Monument Valley e zone limitrofe. Ma
almeno ci andro' preparato al peggio :-))
>una volta partii da Los Angeles per Londra, con coincidenza per Milano.
>la poliziotta di turno, una negretta alta 1.50 ma cattiva come la peste, mi
>fece un interrogatorio di terzo grado perche' le sembrava strano che andassi
>a Londra pur essendo italiano.
>
>Finalmente riuscii a convincerla che a Londra ero in transito e sarei
>rimasto poche ore. Mi metto nei panni di chi mastica poco l'inglese..
>
>lessi una volta di un vecchio professore inglese che fu gettato a terra da
>un poliziotto, in quanto aveva attraversato la strada dove non era permesso.
>Alla richiesta di documenti il professore rispose che non ne aveva ( cosa
>normale in GB). Fu ammanettato e portato in guardina con i soliti modi poco
>urbani..
>Insomma.. negli USA la polizia puo' sparare e poi fare domande..
Torno a bomba. Se da noi per molti attraversare dove capita o non
avere la carta d'identita' e' una cosa quasi normale, in altre nazioni
non lo e'. La CI (o equivalente) ti obbligano ad averla (e per di piu'
sempre appresso).
Sono piccole accortezze, nemmeno troppo scoccianti, che ti evitano
seccature a volte pure pesanti.
Poi, sui modi bruschi dei colleghi di Poncharello ne possiamo
discutere :-)
Oltre all'inglese l'unica lingua in cui era tradotto era.... l'italiano.
Sob.
> mi viene in mente il simpaticone che, salendo su un volo charter di
> ritorno da Ibiza (o simili) chiese alla hostess:"dove posso mettere la
> bomba?"
> dalle notizie riportate non passņ una buona giornata...
Un mio amico fu beccato da una pattuglia di polizia per eccesso di
velocita'.
In quel luogo, era previsto l'arresto ed il processo immediato.
Il giudice, benevolmente, visto che si trattava di uno straniero, invece di
condannarlo a qualche giorno di galera lo condanno' a qualche giorno di
lavori sociali.
se adottassero lo stesso metro in Italia, forse riusciremmo a risolvere
molti problemi legati alla mancanza di personale e di soldi.
se la memoria non mi inganna, negli USA vige la regola che chi viene
condannato 3 volte poi si becca l'ergastolo..
anche se ha rubato3 volte 3 mele..
è la famosa::
"""Three Strikes and You're Out"""
che fa passare per un campione di liberalismo persino la Korea del
Nord
(Tu non ne ha idea di come io sia contento di non essere costretto a
dover passare due frontiere nella mia vita: quella degli USA e quella
dell' Entità Sionista)
ma da quello che leggo, piu' o meno 26 Stati USA hanno adottato la legge
dei Three Strikes.. con possibili varianti, sia per la gravita' dei reati
presi in considerazione che per le condanne.
la mia intenzione era quella di mettere in evidenza che chi e' un
delinquente abituale negli USA viene punito con piu' severita'... anche se
alla fine ha commesso reati ridicoli, tipo il furto di videotapes.
Non accade di certo, come da noi, che ci sia gente che commette reati ed il
giorno dopo e' di nuovo libero per commettere altri reati.
Come al solito, guardi il dito e non guardi la luna..